Settore delle vendite a domicilio: le competenze dell’incaricato

Il settore delle vendite a domicilio è un settore intramontabile del mondo del lavoro che, nel corso del tempo, ha riscosso giudizi generalmente non troppo entusiastici da parte dell’opinione pubblica. La professione è infatti spesso stata considerata come un ripiego o come un’occupazione a cui accedere solo dopo aver trovato chiuse tutte le altre porte di accesso al mercato del lavoro. Tuttavia oggi, complice anche il periodo di emergenza sanitaria che ha ridefinito le nostre abitudini quotidiane, e anche quelle di acquisto, sta vivendo un periodo di rinnovamento e di consolidamento, anche dal punto di vista della rappresentazione che se ne ha tra i cittadini e le persone in cerca di lavoro. Detto altrimenti, il profilo del venditore a domicilio (o venditore porta a porta come spesso si dice) è una professione che sta tornando a godere di una certa considerazione, o quantomeno sta lentamente scrollandosi di dosso il vecchio stigma di “lavoretto tappabuchi”.

Venditore a domicilio: una professione non alla portata di tutti

Il primo mito che si sta infatti sfatando, riguardo a tale professione, è che tutti siano in grado di ricoprire questo ruolo professionale, ovvero che non ci vogliano particolari abilità per bussare alla porta delle persone e presentare o vendere loro un certo prodotto, quale che sia la categoria merceologica di riferimento. Questa professione, infatti, non è adatta a tutti.

Non è per esempio adatta a persone particolarmente schive e introverse, a persone che non sappiano organizzarsi in maniera autonoma e puntuale e che non abbiano voglia o desiderio di incontrare e dialogare con altre persone. E non è di certo un mestiere che si confà a persone pigre o poco intraprendenti. Detto in altri termini, per ricoprire il ruolo di venditore a domicilio o porta a porta c’è bisogno di un certo tipo di competenze ben consolidate, come vedremo di seguito.

Le competenze trasversali o soft skills del venditore a domicilio

Per diventare venditore a domicilio, allora, c’è bisogno di possedere alcune delle principali competenze trasversali (o soft skills), ovvero competenze non strettamente legate alla sfera tecnica (come le cosiddette hard skills) ma che hanno a che fare più che altro con la dimensione caratteriale e il modo di porsi di ciascuno di noi nei confronti di sé, del mondo, delle proprie attività e delle altre persone.

Ma quali sono, allora, le principali competenze trasversali che caratterizzano il profilo del venditore a domicilio? Vediamolo insieme.

Senza dubbio, al primo posto, ci sono le capacità relazionali e le capacità di comunicazione: non esiste infatti venditore a domicilio che non sappia relazionarsi con gli altri e colloquiare nel giusto modo con gli estranei.

Poi vanno citate le capacità organizzative e di autonomia: per stilare in maniera autonoma un fitto calendario di visite a casa delle persone c’è infatti bisogno di far combaciare tutti i tasselli del puzzle, altrimenti si rischia di non arrivare con puntualità agli appuntamenti o di sovrastimare (ma anche sottostimare) la propria effettiva capacità di incontrare tante persone, nelle loro abitazioni, in un dato lasso di tempo.

Va inoltre citata la cosiddetta capacità di problem solving, ovvero quella competenza (spesso innata) che ci porta a trovare soluzioni ai problemi inattesi e più disparati.

Infine, ovviamente, non possiamo non citare il cosiddetto orientamento al cliente, ovvero la soft skill che porta un professionista a sapersi relazionare nel giusto modo non solo con la persona, ma nello specifico con il cliente, intercettando e soddisfacendo le sue esigenze e rispondendo in anticipo alle sue possibili richieste.

Tutte queste competenze, che senza dubbio rappresentano una marcia in più in qualsiasi curriculum vitae, sono la base, ovvero l’ossatura principale su cui poggia la professione del venditore a domicilio.