XVII RAPPORTO ANNUALE INPS 2018

Da 120 anni a questa parte l’Inps è quotidianamente al centro di un crocevia di sguardi. A tutte le età, direttamente o indirettamente, si guarda all’Istituto per tutelarsi di fronte a molti rischi contro i quali non esistono assicurazioni sul mercato.

Il nostro Istituto è nato alla fine del XIX Secolo come assicurazione volontaria contro la povertà in vecchiaia e come organizzazione di tipo mutualistico, che contemplava aiuto reciproco nel caso insorgessero stati invalidanti tra gli iscritti. Quando, un secolo fa, ci si rese conto che le persone non si assicuravano a sufficienza contro il rischio di rimanere poveri in vecchiaia, l’assicurazione sociale da volontaria è diventata obbligatoria.

Il passaggio da accantonamento volontario a prelievo obbligatorio ha fatto perdere di vista a molti lavoratori la natura assicurativa dei contributi, facendoli apparire come tasse anziché come risparmio obbligatorio. Per questo la battaglia culturale condotta dall’Istituto per allungare gli orizzonti delle scelte individuali, per far vivere i contributi come consumo differito, non si è certo esaurita con il passaggio alla contribuzione obbligatoria.

In questi 120 anni siamo stati l’istituzione pubblica italiana che spinge tutti a guardare lontano, che chiede di pianificare un futuro anche non prossimo. E’ con lo stesso spirito che, in occasione dei nostri rapporti annuali, ci misuriamo con le scelte di politica economica, con le proposte legislative che poi ci troveremo ad applicare e mettiamo in evidenza le nuove sfide che il mercato del lavoro e il sistema pensionistico italiano dovranno fronteggiare negli anni a venire.

Quest’anno il rapporto annuale analizza, nella prima Parte, gli andamenti del mercato del lavoro, mettendo in evidenza gli effetti dei recenti interventi normativi, a partire dal Jobs Act per arrivare alla abolizione dei voucher. Offre poi, nella seconda Parte, una fotografia dei nuovi lavori che si collocano a cavallo fra lavoro autonomo e alle dipendenze, nella cosiddetta gig economy, l’economia dei lavoretti.

Nella terza Parte viene analizzata l’efficacia degli ammortizzatori sociali presenti nel nostro Paese, alla luce delle norme, varate nella scorsa legislatura, per estenderne il grado di copertura. La quarta Parte, infine, presenta un’analisi approfondita delle proprietà distributive intra e intergenerazionali della spesa pensionistica negli ultimi venti anni.

Ci si sofferma in particolare sull’Ape sociale e sulle misure per i lavoratori precoci. L’ultima Parte, infine, come di consueto offre un rendiconto del lavoro svolto dall’istituto negli ultimi 12 mesi, soffermandosi in particolare sull’attuazione di misure complesse ma di forte impatto sociale come il ReI.

Vengono anche documentati i progressi compiuti nel dare attuazione al Polo Unico della Medicina Fiscale, nell’avviare il processo di dismissione degli immobili non strumentali e nell’ottenere ulteriori economie nei processi di approvvigionamento, a partire dal settore informatico. L’Istituto si prepara ora ad accogliere nuove leve qualificate, quelle che riusciranno a superare le dure prove selettive dei due concorsi banditi dall’Istituto nel corso del 2018.

Abbiamo un forte bisogno di nuovi e motivati professionisti della protezione sociale.

Buona lettura

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*Presidente INPS, Prefazione al Rapporto