{"id":1002,"date":"2015-03-17T11:18:16","date_gmt":"2015-03-17T10:18:16","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/per-gli-stati-uniti-d-europa\/"},"modified":"2015-03-17T11:18:16","modified_gmt":"2015-03-17T10:18:16","slug":"per-gli-stati-uniti-d-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/per-gli-stati-uniti-d-europa\/","title":{"rendered":"Per gli Stati Uniti d&#8217;Europa"},"content":{"rendered":"<div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Cisl e l&#8217;Europa: dal Manifesto di Ventotene allo Statuto Confederale.<br \/>Il Manifesto di Ventotene, il cui titolo completo \u00e8 &#8221; Per un&#8217;Europa libera e unita. Progetto di un manifesto &#8220;, \u00e8 scritto nell&#8217;agosto 1941, dal confino di Ventotene, \u00a0con il contributo determinante di Altiero Spinelli, mentre Ernesto Rossi scrive la prima parte del terzo capitolo ed Eugenio Colorni offre un contributo rilevante di idee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima versione dattiloscritta del Manifesto circola a Roma e a Milano gi\u00e0 nel luglio 1941, grazie ad un testo scritto su cartine da sigarette da Ernesto a Rossi e trasferito sul continente da Ursula Hirschmann, Ada Rossi ( moglie di Ernesto ) e dalle sorelle di Spinelli Fiorella e Gigliola che avevano accesso all&#8217;isola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dieci anni dopo, nel corso del Primo Congresso della CISL, dopo la fondazione, che si svolge a Napoli dall&#8217;11 al 14 novembre 1951 viene approvato lo Statuto della Confederazione che all&#8217;articolo due definisce gli scopi programmatici fondamentali per realizzare i quali \u00e8 nata la CISL. &#8221; Assicurare un migliore impiego delle forze produttrici ed una ripartizione pi\u00f9 equa dei frutti della produzione tra i diversi elementi che vi concorrono.&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo obiettivo strategico concorre, in forme determinanti, l&#8217;azione internazionale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essa dovr\u00e0 essere indirizzata a promuovere :<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">a) l&#8217;unificazione dei mercati,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">b) l&#8217;unificazione politica degli Stati,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">c) la liberalizzazione del commercio mondiale. ( articolo due dello Statuto Confederale ).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa opzione strategica esprimeva per la CISL la \u00a0forma pi\u00f9 efficace, in quel momento storico, di rappresentanza e di difesa degli interessi, delle attese, delle speranze del lavoro .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pastore e Romani compresero a fondo l&#8217;importanza del Manifesto di Ventotene \u00a0e la sua carica di innovazione, di lungimiranza e di realismo per uscire dalla maledizione della guerra, ormai giunta ad un potenziale di distruzione planetaria, per ricostruire la \u00a0democrazia su basi pi\u00f9 solide e durature, per realizzare un equilibrio sociale governato dalla solidariet\u00e0 e dalla giustizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spinelli, Rossi, Colorni innovarono profondamente l&#8217;analisi della genesi delle guerre e della via d&#8217;uscita definitiva dalla loro maledizione, prendendo atto del fallimento delle varie scuole di pensiero e delle correlative visioni politiche.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p>Dal pensiero liberale che riconduceva le guerre alla forma politica aristocratica o assolutista ed al modello di economia mercantilista e protezionista e perseguiva l&#8217;alternativa di forme di governo rappresentative ( ancorch\u00e9 non a suffragio universale ) e di economie aperte allo sviluppo del commercio internazionale che avrebbero rescisso le radici delle esplosioni belliche.<\/p>\n<p>Al pensiero democratico che chiamava in causa gli ordinamenti politici autoritari come fattore strutturale\u00a0\u00a0 delle\u00a0 \u00a0guerre\u00a0 \u00a0rivendicando,\u00a0 \u00a0conseguentemente,\u00a0 \u00a0l&#8217;instaurazione\u00a0 \u00a0della\u00a0 \u00a0sovranit\u00e0 popolare come garanzia di pace duratura ( i popoli non sarebbero mai scesi in guerra gli uni contro gli altri).<\/p>\n<p>Al pensiero socialista che risolveva nell&#8217;antagonismo di classe la ragion d&#8217;essere dello Stato come strumento di dominio della borghesia ed incorporava\u00a0 \u00a0nell&#8217;imperialismo l&#8217;uso degli Stati nella lotta \u00a0per la \u00a0ripartizione del \u00a0mercato mondiale, indicando nella rivoluzione, nella dittatura proletaria e nella soppressione delle classi le condizioni per l&#8217;estinzione, in ultima istanza, \u00a0dello Stato e per l&#8217;accesso al regno della libert\u00e0 e della pace universale.<\/p>\n<p>Gli autori del Manifesto rilevavano, in sede di diagnosi critica del fallimento delle citate strategie, che le tre scuole di pensiero, ancorch\u00e9 molto diverse e contrastanti, indicavano nei cambiamenti interni \u00a0le leve delle discontinuit\u00e0 risolutive, lasciando intatta sia \u00a0la sovranit\u00e0 statale assoluta ( potestas superiorem non recognoscens ), come condizione giuridica delle politiche nazionalistiche, sia l&#8217;ideologia della nazione che \u00a0offriva ad essa i titoli della piena legittimazione . Gli Stati fascisti realizzarono la sintesi compiuta \u00a0tra dogma della sovranit\u00e0 assoluta degli Stati e principio di nazionalit\u00e0.<\/p>\n<p>Ne conseguiva che le guerre moderne sono generate, incessantemente, dal dispositivo integrato sovranit\u00e0 degli Stati\/nazionalismi al quale si associa una condizione permanente di anarchia internazionale.<\/p>\n<p>L&#8217;uscita \u00a0di \u00a0sicurezza \u00a0decisiva, \u00a0indicata \u00a0dal \u00a0Manifesto \u00a0di \u00a0Ventotene, \u00a0era \u00a0rappresentata \u00a0dal\u00a0Federalismo, ovvero dalla dissoluzione della sovranit\u00e0 esclusiva degli Stati ( la potestas ) nella struttura sovranazionale della Federazione a Europea, attraverso una cessione di sovranit\u00e0, e dalla costruzione di una cultura cosmopolita e solidale \u00a0sulle macerie dei nazionalismi, tipica di una societ\u00e0 di cittadini del mondo.<\/p>\n<p>&#8220;La linea di divisione tra partiti progressisti \u00a0e partiti reazionari cade perci\u00f2, ormai, non lungo la linea formale della maggiore o minore democrazia, del maggiore o minore socialismo da istituire, ma lungo la sostanziale nuovissima linea che separa quelli che concepiscono come fine essenziale della lotta quello antico, cio\u00e8 la conquista del potere politico nazionale \u2010 e che faranno, sia pure involontariamente, il gioco delle forze reazionarie lasciando solidificare la lava incandescente delle passini popolari nel vecchio stampo e risorgere le vecchie assurdit\u00e0 \u2010 e quelli che vedranno come compito centrale la creazione di un solido Stato internazionale, che indirizzeranno verso questo scopo le forze popolari e, anche conquistato il potere nazionale, lo adopereranno in primissima linea come strumento per realizzare l&#8217;unit\u00e0 internazionale.&#8221; ( Manifesto di Ventotene )<\/p>\n<p>Nella visione degli europeisti di Ventotene gli Stati Uniti d&#8217;Europa costituiscono, coerentemente, una tappa avanzata nel percorso di costruzione dell&#8217;unit\u00e0 e del Governo politico Globale.<\/p>\n<p>&#8221; gli Stati Uniti d&#8217;Europa (&#8230;) non possono poggiare \u00a0che sulla Costituzione repubblicana di tutti i<\/p>\n<p>Paesi federati. E quando, superando l&#8217;orizzonte del vecchio continente, si abbraccino in una visione\u00a0 di\u00a0 insieme\u00a0 tutti\u00a0 i popoli che costituiscono l&#8217;umanit\u00e0, bisogna pur riconoscere che la Federazione \u00a0Europea \u00a0\u00e8 \u00a0l&#8217;unica \u00a0concepibile \u00a0garanzia \u00a0che \u00a0i \u00a0rapporti \u00a0con \u00a0i \u00a0popoli \u00a0asiatici \u00a0ed americani si possano svolgere su una base di pacifica cooperazione, \u00a0in attesa di un pi\u00f9 lontano avvenire in cui diventi possibile l&#8217;unit\u00e0 politica dell&#8217;intero globo.&#8221; ( Manifesto di Ventotene ) All&#8217;Europa unita in un&#8217;unica Federazione internazionale di Stati viene, cos\u00ec, affidato il compito storico \u00a0grandioso \u00a0di \u00a0disinnescare \u00a0il \u00a0dispositivo \u00a0politico \u00a0e \u00a0ideologico \u00a0all&#8217;origine \u00a0dell&#8217;inesausta produzione di guerre che ha tragicamente segnato la nostra modernit\u00e0.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p>\u00c8 significativo che lo Statuto \u00a0Confederale della CISL non ponga limiti all&#8217;unificazione economica dei \u00a0mercati \u00a0ed \u00a0al \u00a0l&#8217;unificazione \u00a0politica \u00a0degli \u00a0Stati, \u00a0incorporando \u00a0L&#8217;Unit\u00e0 \u00a0Europea \u00a0nella prospettiva universale dell&#8217;Unione economica e politica planetaria dei popoli.<\/p>\n<p>Analoga visione teorica e prospettiva politica opera nella Dichiarazione di Robert Schumann, Ministro degli Esteri francese, del 9 maggio 1950, (preambolo alla costituzione della CECA, la Comunit\u00e0 economica del carbone e dell&#8217;acciaio nata il 18 aprile 1951) ispirata da Jean Monnet, dalla quale si fa iniziare il percorso di costruzione dell&#8217;unit\u00e0 europea.<\/p>\n<p>&#8220;La pace mondiale non potr\u00e0 essere salvaguardata se non con sforzi creativi, proporzionali ai pericoli che la minacciano.<\/p>\n<p>Il contributo che un&#8217;Europa organizzata e vitale pu\u00f2 apportare alla civilt\u00e0 \u00e8 indispensabile per il mantenimento di relazioni pacifiche (&#8230;) L&#8217;Europa non \u00e8 stata fatta e abbiamo avuto la guerra ;&#8230;) L&#8217;Europa non potr\u00e0 farsi in una sola volta, n\u00e9 sar\u00e0 costruita tutta insieme; essa sorger\u00e0 da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidariet\u00e0 si fatto.&#8221; ( Dichiarazione )<\/p>\n<p>In riferimento al progetto di CECA Schumann sostiene che &#8221; La solidariet\u00e0 di produzione, in tal modo realizzata, far\u00e0 si che una qualsiasi \u00a0guerra tra la Francia e la Germania diventi non solo impensabile \u00a0ma \u00a0materialmente \u00a0impossibile&#8221;\u00a0\u00a0 \u00a0e \u00a0che \u00a0l&#8217;apertura \u00a0agli \u00a0altri \u00a0Paesi \u00a0europei \u00a0che vorranno aderire creer\u00e0 &#8221; le fondamenta reali della loro unificazione economica.&#8221;<\/p>\n<p>Ne consegue\u00a0 che\u00a0 &#8221; La fusione della produzione di carbone \u00a0e di acciaio assicurer\u00e0 subito la costituzione di basi comuni per lo sviluppo economico, prima tappa della Federazione Europea, e cambier\u00e0 il destino di queste regioni che per lungo tempo si sono dedicate alla fabbricazione di strumenti bellici di cui pi\u00f9 costantemente sono state vittime.&#8221;<\/p>\n<p>Spinelli ed i federalisti di Ventotene, da un lato, Schumann e Monnet, dall&#8217;altro, condividono l&#8217;analisi dei fattori generativi delle guerre e la costruzione di un&#8217;Europa federale come alternativa storica definitiva. Divergono nel metodo e nei tempi. Spinelli ritiene che la priorit\u00e0 assoluta risieda nella costruzione dell&#8217;unit\u00e0 politica europea; Schumann e Monnet sono convinti che un percorso\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 realistico \u00a0debba \u00a0seguire \u00a0una \u00a0linea \u00a0pi\u00f9 \u00a0graduale, \u00a0capace \u00a0di \u00a0agganciare \u00a0interessi economici comuni, creare &#8221; solidariet\u00e0 di fatto &#8220;, superare punti di non ritorno sino al naturale approdo all&#8217;unit\u00e0 politica federale.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 il metodo Monnet\u2010Schumann a prevalere difronte alle difficolt\u00e0 di avviare il percorso per gli Stati Uniti d&#8217;Europa ed al rischio di implosione del complessivo progetto europeo che si profil\u00f2 con la bocciatura, da parte dell&#8217;Assemblea nazionale francese, del Progetto Europeo di Difesa Comune nel 1952.<\/p>\n<p>Nella Conferenza di Messina (1955 ) i sei Paesi della CECA ( Francia, Germania Occidentale, Italia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo ) formalizzarono questa impostazione.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p>Il Documento \u00a0finale formulava, con chiarezza di intenti, gli obiettivi della &#8221; fusione progressiva\u00a0delle economie nazionali, creazione di un mercato comune (&#8230;) sviluppo di istituzioni comuni (&#8230;) armonizzazione progressiva delle rispettive politiche sociali (&#8230;)&#8221; al fine di \u00a0&#8220;aumentare in maniera continua il livello di vita delle popolazioni.&#8221;<\/p>\n<p>La CISL , che aveva condiviso le preoccupazioni per l&#8217;implosione del progetto europeo, ader\u00ec, senza indugio, alle risoluzioni della Conferenza di Messina come risulta dal Documento finale votato dal Comitato Esecutivo Nazionale, riunito a Milano il 28\/29 settembre 1955, nel quale viene \u00a0ribadito\u00a0 &#8221; \u00a0l&#8217;obiettivo \u00a0fondamentale \u00a0(&#8230;) \u00a0della \u00a0costruzione \u00a0di \u00a0un&#8217;Europa \u00a0unita \u00a0come presidio di pace nel mondo e di esistenza democratica e sviluppo dei popoli europei.&#8221;<\/p>\n<p>All&#8217;inizio degli anni cinquanta del secolo scorso trova, cos\u00ec, compimento teorico, concretezza programmatica ed inizio di costruzione \u00a0storica \u00a0un&#8217; idea di Europa che possiamo ricondurre \u00a0al primo abbozzo di Confederazione europea di Stati formulato da Immanuel Kant \u00a0nella riflessione &#8220;Per la pace perpetua&#8221; (1795 ) ed al Progetto di riorganizzazione della societ\u00e0 europea ( 1814 ) di Saint\u2010Simon e Augustin Thierry che mirava ad una architettura sovranazionale che, bench\u00e9 non avesse la configurazione compiuta di uno Stato Federale, andava ben oltre la Confederazione Kantiana.<\/p>\n<p>La Cisl \u00e8 parte integrante di questo grandioso processo storico al punto da incorporare l&#8217;unit\u00e0 economica \u00a0e \u00a0politica \u00a0dell&#8217;Europa \u00a0nei \u00a0suoi \u00a0valori, \u00a0nei \u00a0suoi \u00a0principi \u00a0identitari\u00a0\u00a0 \u00a0e \u00a0nella \u00a0sua missione.<\/p>\n<p>L&#8217;intervento di Giulio Pastore alla Camera ( 26 luglio 1957 ), in occasione della ratifica dei Trattati\u00a0di Roma ( 25 marzo 1957 ) istitutivi della Comunit\u00e0 Economica Europea e dell&#8217;Euratom, ne rappresenta l&#8217;argomentata conferma.<\/p>\n<p>L&#8217;intervento di Pastore fu preceduto da una Risoluzione del Comitato Esecutivo della CISL nella quale si affermava che &#8221; considerando l&#8217;integrazione economica una tappa fondamentale per la realizzazione dell&#8217;unificazione politica, il Comitato Esecutivo ne auspicava la pronta ratifica da parte del Parlamento italiano e dei Parlamenti degli altri Paesi, ritenendoli nel loro complesso atti a realizzare, ove non manchi un&#8217;adeguata volont\u00e0 politica ed amministrativa, un rapido sviluppo del processo di integrazione economica capace di esaltare e di accelerare lo sviluppo economico del Paese.&#8221;<\/p>\n<p>Nella visione lungimirante di Giulio Pastore, di Mario Romani, della CISL l&#8217;Europa rappresentava un necessario e vitale orizzonte economico, sociale, civile, politico, culturale.<\/p>\n<p>Per molte, buone ragioni\u00a0 \u00a0che il Discorso di Pastore alla Camera analizza in dettaglio e che, in questa sede, mi limiter\u00f2 a riassumere.<\/p>\n<p>La CISL nasce con una visione molto lucida dell&#8217;arretratezza dell&#8217;economia e della societ\u00e0 \u00a0italiana ereditata dal fascismo e con una consapevolezza, non meno rigorosa, della necessit\u00e0 di scommettere su un grande progetto di sviluppo industriale del Paese, condizione necessaria per il passaggio alla modernit\u00e0 delle relazioni sociali.<\/p>\n<p>Il \u00a0Programma \u00a0di \u00a0risparmio \u00a0contrattuale, \u00a0della \u00a0met\u00e0 \u00a0degli \u00a0anni \u00a0cinquanta \u00a0(che \u00a0investiva, attraverso uno specifico Fondo Comune, quote volontarie del salario di produttivit\u00e0 in azioni e\/o obbligazioni delle imprese, operano come propulsione diretta offerta dal lavoro allo sviluppo) ed il Progetto di gestione congiunta fra le Parti sociali della crescita della produttivit\u00e0 aziendale e della \u00a0distribuzione \u00a0negoziata \u00a0degli \u00a0incrementi, \u00a0attraverso \u00a0i \u00a0Comitati \u00a0misti \u00a0di \u00a0produttivit\u00e0\u00a0formulato dal Consiglio Generale CISL di Ladispoli, nel febbraio 1953, esprimono, con coerenza innovativa, questa visione.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p>All&#8217;interno dello spazio immenso che separava la scommessa di lungo periodo della CISL \u00a0dalle condizioni storiche dell&#8217;Italia all&#8217;inizio degli anni cinquanta del novecento, l&#8217;Europa e l&#8217;appartenenza ad una Comunit\u00e0 di Paesi ad elevato sviluppo economico, sociale, civile, culturale avrebbero ridotto progressivamente il differenziale, operando da fattore straordinario di accelerazione e di sviluppo degli Investimenti sia pubblici che privati, di modernizzazione dell&#8217;agricoltura, di innovazione della politica industriale, di industrializzazione del Mezzogiorno, della riforma dei sistemi di previdenza e di assistenza, della formazione e riqualificazione permanente dei lavoratori.<\/p>\n<p>L&#8217;unione economica e, in prospettiva, politica dell&#8217;Europa costituiva uno straordinario vettore che,nell&#8217;analisi di Pastore, avrebbe chiuso un ciclo storico di arretratezza economica, di miseria sociale, di oppressione politica. Non si trattava di una visione mitologica n\u00e9 di tattica politica strumentale.<\/p>\n<p>Nella polemica che oppose Pastore alla lettura liberista, ed alla conseguente contestazione, dei Trattati di Roma sostenuta dal PCI emergeva nitidamente la scelta della CISL a favore di un&#8217;economia mista ( oggi diremmo economia sociale di mercato ) con una duplice, rigorosa linea di\u00a0 demarcazione\u00a0 nei\u00a0 confronti\u00a0 &#8221; \u00a0di\u00a0 chi\u00a0 vorrebbe \u00a0costringere\u00a0 la\u00a0 realt\u00e0\u00a0 nei\u00a0 vani\u00a0 schemi\u00a0 del liberismo e del dirigismo&#8221;.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa, storicamente reale, non immaginaria, nella quale l&#8217;economia mista rappresentava un riferimento consolidato poteva offrire all&#8217;Italia l&#8217;opportunit\u00e0 irripetibile di impostare su quel modello la propria scommessa di modernit\u00e0. E quel modello, strutturalmente vocato alla sintesi tra vincoli competitivi e coesione sociale, in quel frangente storico, era il pi\u00f9 favorevole per la piena realizzazione degli interessi economici, del benessere sociale, delle conquiste civili, dell&#8217;evoluzione culturale del lavoro.<\/p>\n<p>Per queste ragioni Pastore sostenne che il Trattato di Roma &#8220;\u00e8 un nuovo fondamentale punto di partenza nel continuo sviluppo dell&#8217;economia mista&#8221; che &#8221; cerca di contemperare le insopprimibili \u00a0esigenze \u00a0delle \u00a0libert\u00e0 \u00a0economiche \u00a0e \u00a0politiche \u00a0con \u00a0altrettante \u00a0insopprimibili esigenze di consapevole e sistematico intervento orientativo ed integrativo della societ\u00e0 organizzata, allo scopo di realizzare, per tutti e per ciascuno dei suoi membri, un sempre pi\u00f9 elevato grado di benessere economico e civile.&#8221;<\/p>\n<p>Emerge, limpidamente, nel pensiero originario della CISL la relazione organica tra economia sociale di mercato e democrazia partecipativa.<\/p>\n<p>La corretta mediazione tra vincoli competitivi ed istanze sociali richiede, infatti, l&#8217;integrazione del principio di rappresentanza politica generale con il principio di rappresentanza degli interessi sociali organizzati cos\u00ec da realizzare &#8221; un equilibrio tra poteri pubblici, movimento sindacale e partiti politici per una corretta distribuzione di compiti e di responsabilit\u00e0 \u00a0in ordine alle esigenze connesse, sempre pi\u00f9 manifestamente, del progresso economico e del progresso civile.&#8221; ( Mario Romani )<\/p>\n<p>L&#8217;attuazione dei Trattati, secondo la richiesta della CISL, \u00a0si sarebbe realizzata, al meglio, in coerenza con le attese, se anche ai Sindacati liberi e democratici dei sei Paesi membri fosse stato riconosciuto un ruolo non secondario nella costruzione della nuova Europa dell&#8217;economia e del lavoro.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p>Pastore concluse il suo intervento alla Camera offrendo il contributo leale, responsabile, all&#8217;occorrenza critico della CISL e l&#8217;impegno conseguente affinch\u00e9 &#8221; il primo passo consapevole compiuto sia non meno consapevolmente seguito dagli altri necessari per la completa realizzazione di quella integrazione economica e politica che rappresenta il grande obiettivo dei lavoratori democratici.&#8221;<\/p>\n<p>Prende forma, gi\u00e0 nei primi anni, quella visione della democrazia rappresentativa che raggiunge il suo compimento nella democrazia partecipativa, attraverso il coinvolgimento delle grandi rappresentanze della societ\u00e0 civile, destinata a segnare, come una costante identitaria, la visione dell&#8217;economia, della societ\u00e0, della democrazia della CISL e a guidarne la traiettoria strategica sino ai nostri giorni.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa oggi: l&#8217;ambivalenza irrisolta<\/p>\n<p>Il metodo Monnet\u2010Schumann ha prodotto grandi risultati, dalla creazione dell&#8217;Euro all&#8217;estensione della Comunit\u00e0 Europea a 28 Paesi. Siamo, tuttavia, molto lontani dall&#8217;esito previsto ed auspicato del processo di integrazione economica e monetaria sia da Monnet\u2010Schumann, sia da Spinelli, sia da Pastore, sia da Romani : l&#8217;approdo all&#8217;unit\u00e0 politica nella forma degli Stati Uniti d&#8217;Europa.<\/p>\n<p>Al contrario, l&#8217;Europa negli anni recenti, lungi dall&#8217;accelerare verso l&#8217;unione politica ha rischiato di precipitare in dinamiche regressive potenzialmente distruttive della complessiva architettura costruita.<\/p>\n<p>L&#8217;ambivalenza irrisolta, gravida di rischi devastanti, merita un&#8217;attenta riflessione.<\/p>\n<p>I sintomi della paralisi regressiva che ha colpito il processo di costruzione europea sono emersi, nitidamente, nel corso della crisi.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa, \u00a0infatti, \u00a0\u00e8 \u00a0stata \u00a0l&#8217;unica \u00a0economia \u00a0che \u00a0oltre \u00a0alla \u00a0crisi \u00a0finanziaria \u00a0ed \u00a0alla \u00a0recessione 2008\/2009 ha vissuto due crisi specifiche ed aggiuntive: la crisi dei debiti sovrani 2011\/2012 e la connessa crisi bancaria, alle quali ha fatto seguito la recessione 2012\/2013.<\/p>\n<p>Dobbiamo chiederci perch\u00e9 l&#8217;Europa oltre al &#8220;genere prossimo&#8221; che l&#8217;ha accomunata alle altre grandi \u00a0economie mondiali nella prima fase della crisi, possieda, in esclusiva, una &#8220;differenza specifica&#8221; che ha aggravato l&#8217;intensit\u00e0 della crisi e prolungato la sua durata nella seconda fase.<\/p>\n<p>E interrogarci se la &#8220;differenza specifica&#8221; sia riconducibile alla morfologia ed alla struttura che hanno guidato il processo di costruzione dell&#8217;architettura europea negli ultimi 65 anni.<\/p>\n<p>Ovvero: se la &#8220;differenza specifica&#8221; sia figlia di una tara costituzionale originaria.<\/p>\n<p>Non pu\u00f2 sfuggire ad una \u00a0retrospezione storica, per quanto macroscopica, che il percorso di costruzione dell&#8217;unit\u00e0 politica europea \u00e8 stato disseminato di ostacoli che lo hanno reso accidentato, discontinuo ed instabile.<\/p>\n<p>In prima istanza la forma giuridica dei Trattati Costituzionali che tenta una sintesi impossibile tra la dimensione\u00a0 \u00a0atemporale\u00a0 \u00a0tipica dei valori, deiprincipi, delle regole, dell&#8217;organizzazione e divisione dei poteri, da un lato, e la dimensione contingente delle politiche economiche che vivono della transitoriet\u00e0 delle congiunture, dall&#8217;altro, confondendo i tempi lunghi della democrazia con i tempi brevi della politica.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p>Con\u00a0 \u00a0l&#8217;effetto\u00a0 \u00a0paradossale\u00a0 \u00a0che\u00a0 \u00a0il\u00a0 \u00a0cambiamento\u00a0 \u00a0delle\u00a0 \u00a0politiche\u00a0 \u00a0economiche,\u00a0 \u00a0richiesto\u00a0 \u00a0dai mutamenti delle congiunture, chiama in causa un Testo costituzionale che pu\u00f2 essere variato soltanto con il doppio vincolo dell&#8217;unanimit\u00e0 dei Capi di Stato e di Governo, da un lato, e dei Paesi che devono ratificarne le modifiche, dall&#8217;altro.<\/p>\n<p>A questa prima fattispecie di tara costituzionale si aggiunge la forma atipica di cessione dei\u00a0poteri dalle sovranit\u00e0 nazionali alla sovranit\u00e0 europea.<\/p>\n<p>I poteri nazionali vengono, infatti, limitati senza creare equivalenti poteri europei legittimati dal voto democratico. Il rapporto tra Stati nazionali ed Unione Europea si regge, conseguentemente, sullo squilibrio tra poteri nazionali legittimati ma sempre pi\u00f9 limitati e poteri europei effettivi ma privi di legittimazione democratica.<\/p>\n<p>Il risultato non \u00e8 l&#8217;auspicato Governo politico dell&#8217;Europa unita ma il &#8220;Governo delle Regole&#8221; con un&#8217;alea di rigidit\u00e0 tecnocratico\u2010burocratica che genera la percezione diffusa di distacco ed indifferenza alle condizioni reali di vita del cittadino europeo.<\/p>\n<p>L&#8217;architettura \u00a0asimmetrica \u00a0nella \u00a0distribuzione \u00a0dei\u00a0\u00a0 \u00a0poteri \u00a0tra \u00a0Stati \u00a0nazionali \u00a0ed \u00a0Europa, \u00a0gi\u00e0 problematica nella gestione della disciplina dei bilanci pubblici, si estremizza durante le fasi di crisi dei debiti sovrani, laddove la cosidetta Troika ( Commissione Europea, BCE, FMI ) subordina i Programmi di aiuti all&#8217;espropriazione di ogni autonomia dei Governo nazionali in materia di politica economica.<\/p>\n<p>La drammatica vicenda della crisi greca, sulla quale torner\u00f2, ne \u00e8 stata l&#8217;emblema.<\/p>\n<p>Sulla doppia tara costituzionale si \u00e8 innesta la teoria, grottesca se non fosse diventata l&#8217;architrave della politica economica europea, che riduce l&#8217;economia al debito pubblico e la crescita al suo abbattimento. \u00a0Variante \u00a0tra \u00a0le \u00a0pi\u00f9 \u00a0rozze \u00a0del \u00a0liberismo \u00a0offertista, \u00a0formalmente \u00a0designata \u00a0&#8221; austerit\u00e0 espansiva &#8220;, ossimoro aporetico \u00a0storicamente privo di supporti empirici, alla quale \u00e8 associato il dogma secondo il quale la gestione dei debiti esclude ogni forma di solidariet\u00e0 europea di bilancio.<\/p>\n<p>L&#8217;interdizione della solidariet\u00e0 europea di bilancio rappresenta la terza tara, costitutiva della costruzione europea.\u00a0<\/p>\n<p>Jean Paul Fitoussy, in un&#8217;opera importante ( &#8220;Il teorema del lampione&#8221; , Einaudi 2014), ha dimostrato \u00a0che \u00a0tra \u00a0le \u00a0crisi \u00a0specifiche \u00a0aggiuntive \u00a0dell&#8217;Europa \u00a0( \u00a0crisi\u00a0 dei \u00a0debiti \u00a0sovrani \u00a0e \u00a0crisi bancarie ) e le tare costituzionali, in breve richiamate, opera una relazione strutturale, ovvero che l&#8217;architettura costitutiva dell&#8217;Europa rappresenta la tara genetica dalla quale si \u00e8 sviluppata la &#8220;differenza specifica &#8221; delle crisi aggiuntive.<\/p>\n<p>Non induger\u00f2, pertanto, sulla ricostruzione storica dettagliata di questa relazione genetica, brillantemente realizzata nella ricerca citata.<\/p>\n<p>Prover\u00f2, invece, a capovolgere la chiave di lettura in termini controfattuali chiedendomi : che cosa sarebbe accaduto se l&#8217;Europa avesse iniziato a correggere le tare costitutive a partire dalla solidariet\u00e0 di bilancio?<\/p>\n<p>La domanda (anche se uno storico rigoroso obietterebbe che la storia non si fa n\u00e9 si scrive con i se ) non appartiene al novero delle cattive astrazioni. Al contrario, per un soggetto politico che intende contribuire non a scrivere ma a fare la storia \u00e8, quantomai, legittima.<\/p>\n<p>Esiste gi\u00e0, infatti, una forma embrionale di solidariet\u00e0 finanziaria europea rappresentata dagli\u00a0Stability Bond ovvero dai titoli emessi dall&#8217;European Financial Stability Facility ( il cosidetto Fondo Salvastati ), operativo dall&#8217;agosto 2010, finalizzati a prestiti condizionati ai Paesi europei in crisi finanziaria. Il Fondo \u00e8 partecipato dai Paesi dell&#8217;Unione secondo le stesse quote di partecipazione \u00a0degli \u00a0stessi \u00a0al \u00a0capitale \u00a0della \u00a0BCE \u00a0e \u00a0dal \u00a01 \u00a0luglio \u00a02013 \u00a0\u00e8 \u00a0stato \u00a0sostituito dall&#8217;European \u00a0Stability Mechanism (ESM) con una dotazione di garanzie sottoscritte \u00a0di capitale di 700 Mld \u20ac.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p>Trascurando gli Union Bond proposti, nel 1993, \u00a0da Jacques Delors nel Libro Bianco &#8221; Crescita, competitivit\u00e0, occupazione &#8221; finalizzati al finanziamento di grandi infrastrutture e i Project Bond sostenuti da Manuel Barroso nel 2010 con i medesimi obiettivi ( e diverse modalit\u00e0 ), mette conto ricordare che negli anni della crisi pi\u00f9 acuta dei debiti sovrani europei il dibattito sugli Eurobond \u00e8 stato promosso, con autorevolezza e profondit\u00e0 da Jean Claude Junker ( allora Presidente dell&#8217;Eurogruppo ) e Giulio Tremonti ( allora Ministro dell&#8217;Economia italiano) nel dicembre 2010 e da Romano Prodi ed Alberto Quadrio Curzio nell&#8217;agosto 2011.<\/p>\n<p>La CISL , non da oggi, ha sostenuto la completezza e l&#8217;efficacia del Progetto di EuroUnion Bond elaborato da Prodi e Quadrio Curzio per le garanzie ( riserve auree delle Banche Centrali ed asset industriali ) offerte al Fondo Finanziario Europeo titolare delle emissioni dei Bond; per la leva moderata e realistica ( 3 ); per il valore delle emissioni ( 3.000 Mld \u20ac ); per l&#8217;abbattimento delle esposizioni dei debiti sovrani verso i mercati finanziari; per la riduzione rilevante dell&#8217;onere di rifinanziamento dei debiti sovrani; per la destinazione di una quota elevata (700 Mld \u20ac) delle emissioni\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ad\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 investimenti\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 in\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 imprese\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 continentali\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 dell&#8217;energia,\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 dei\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 trasporti,\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 delle telecomunicazioni delle quali il Fondo Finanziario Europeo sarebbe diventato azionista.<\/p>\n<p>Gli \u00a0EuroUnion Bond rappresentano, certamente, una forma realistica ed efficace di solidariet\u00e0 di bilancio.<\/p>\n<p>Ecco, allora, la domanda controfattuale ben formulata : che direzione avrebbe seguito la storia della costruzione europea se la disciplina di bilancio fosse stata gestita con gli EuroUnion Bond? Certamente non sarebbe esplosa la crisi dei debiti sovrani del 2011\/2012 con le ricadute sulla crisi bancaria ed i, conseguenti, effetti recessivi congiunti al drammatico fardello di sofferenza sociale, poich\u00e9 l&#8217;acquisto di una quota rilevante di debiti sovrani da parte del Fondo Finanziario Europeo ed il drastico abbattimento del rapporto debito\/PIL verso i mercati finanziari (per l&#8217;Italia intorno al 90%, per Germania e Francia sotto il 60%) l&#8217;avrebbe resa impossibile.<\/p>\n<p>Certamente, nel 2012, non sarebbe nato Il Fiscal Compact, l&#8217;alternativa regressiva agli EuroUnion Bond, emblema tecnocratico\u2010burocratico del &#8220;Governo delle Regole&#8221; e dell&#8217;azzimato eufemismo dei &#8220;compiti a casa&#8221;.<\/p>\n<p>Certamente la vicenda della crisi greca non sarebbe mai\u00a0 \u00a0giunta alle estreme derive dell&#8217;emergenza umanitaria e del rischio reale di uscita dall&#8217;Unione e dall&#8217;Euro.<\/p>\n<p>Ovvero: la storia\u00a0 europea avrebbe seguito un percorso radicalmente diverso.<\/p>\n<p>Una breve riflessione aggiuntiva sulla drammatica vicenda della Grecia lo conferma.<\/p>\n<p>Il FMI ha, pubblicamente, riconosciuto di aver sbagliato le previsioni sull&#8217;economia greca: aveva previsto che la cura draconiana imposta dalla Troika avrebbe determinato una caduta del PIL di tre punti percentuali; il PIL, al contrario, dal 2010 \u00e8 crollato del 30%. Aveva previsto un tasso di disoccupazione del 13%, mentre a fine 2014 supera il 25% (disoccupazione giovanile al 59%). Aveva previsto la punta massima del rapporto debito\/PIL al 154% nel 2013 per iniziare poi la discesa ma, a fine 2014, il rapporto ha raggiunto il 175% nonostante la ristrutturazione del debito nel 2012.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p>Dei 240 Mld \u20ac di prestiti ricevuti dalla Grecia solo 20 hanno sostenuto l&#8217;economia, le altre risorse sono state impiegate per pagare i rimborsi e gli interessi ai creditori e a ricapitalizzare le banche. Il FMI ha ammesso l&#8217;errore di aver ristrutturato il debito greco nel 2012,anzich\u00e9 nel 2010, e di aver consentito &#8221; ai creditori privati, in buona parte societ\u00e0 finanziarie del vecchio continente (banche tedesche e francesi ndr), di liberarsi dei crediti e girarli a istituzioni pubbliche&#8221; aggiungendo che il salvataggio &#8221; \u00e8 servito a tenere Atene nella moneta unica, a evitare il contagio e a congelare la situazione per consentire al resto dell&#8217;Europa di mettersi in salvo.&#8221;<\/p>\n<p>Il FMI sorvola sull&#8217;emergenza umanitaria nella quale le politiche di &#8220;Austerit\u00e0 espansiva&#8221; hanno precipitato la Grecia, dalla povert\u00e0 prossima al 40% della popolazione, alla distruzione della sanit\u00e0 pubblica ed al ritorno della tubercolosi, alla crescita elevatissima della sotto nutrizione infantile.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che, tuttavia, colpisce sino allo sgomento \u00e8 l&#8217;assenza, dopo l&#8217;auto critica, del bench\u00e9 minimo cambiamento nell&#8217;impostazione politica, la messa la bando di ogni traccia di resipiscenza e di ravvedimento operoso e la riproposizione integrale, da parte della Troika e dell&#8217;Europa, del programma integrale di risanamento nelle trattative con la Grecia dopo la vittoria di Syriza nelle elezioni politiche del 25 gennaio scorso.<\/p>\n<p>Con \u00a0una \u00a0pervicacia \u00a0inquietante \u00a0vengono \u00a0rimossi \u00a0gli \u00a0effetti \u00a0politici, \u00a0ad \u00a0altissimo \u00a0rischio, ampiamente visibili negli esiti delle elezioni europee del maggio 2014 laddove in 23 Paesi dell&#8217;Unione su 28 si sono presentati 62 partiti euroscettici (favorevoli all&#8217;uscita dall&#8217;Unione e dall&#8217;Euro) ottenendo i media il 14,8% dei voti contro il 10,8% delle precedenti elezioni. I loro seggi sono cresciuti da 72 a 135. In Gran Bretagna, Francia e Danimarca sono stati i pi\u00f9 votati.<\/p>\n<p>In Inghilterra l&#8217;UKIP di Nigel Farage ( le elezioni politiche si terranno a maggio 2016 ); in Francia il<\/p>\n<p>Front National di Marine Le Pen ( elezioni politiche nel 2017 ) ; in Olanda il Partito della libert\u00e0 di Geert Wilders, primo nei sondaggi; in Danimarca, Finlandia, Svezia i partiti ed i movimenti in maggior crescita si ispirano al Partito della libert\u00e0 olandese; in Germania si stanno rafforzando Altenative f\u00fcr Deutschland e Pegida.<\/p>\n<p>Il\u00a0 \u00a0denominatore\u00a0 \u00a0comune\u00a0 \u00a0a\u00a0 \u00a0queste\u00a0 \u00a0piattaforme\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0politiche\u00a0 \u00a0\u00e8\u00a0 \u00a0rappresentato\u00a0 \u00a0dalla\u00a0 \u00a0forte connotazione identitaria nazionalista e dal recupero dell&#8217;integrale sovranit\u00e0 degli Stati nazionali, con varianti diffuse di culture xenofobe, razziste, anti Islam, fasciste e naziste.<\/p>\n<p>Syriza di Alexis Tsipras, che ha vinto le elezioni politiche in Grecia dello scorso 25 gennaio con il 36,5% dei voti, e Podemos di Pablo Iglesias in Spagna, primo nei sondaggi con il 28,5% a gennaio ( le elezioni politiche si terranno a ottobre 2015 ), non sono partiti euroscettici ma euro critici, ovvero ostili alle politiche di austerit\u00e0 ed alle invasioni dell&#8217;autonomia politica nazionale da parte della Troika, ma favorevoli ad un&#8217;Europa democratica con un Parlamento ed un Governo nella pienezza dei loro poteri in quanto legittimati dal voto popolare.<\/p>\n<p>Qualora la linea euro critica non trovasse un punto di convergenza e di equilibrio con la politica europea, \u00a0anche \u00a0Syriza \u00a0e \u00a0Podemos \u00a0potrebbero \u00a0assumere \u00a0linee \u00a0politiche \u00a0euroscettiche \u00a0e potenziare lo schieramento anti Euro ed anti Unione da posizioni di Governo l&#8217;una e, molto probabilmente, anche l&#8217;altro.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p>L&#8217; Accordo del 23 febbraio u.s. configura una soluzione precaria della crisi greca che non mette<\/p>\n<p>l&#8217;Europa al riparo dalle rotture politiche in Spagna ed in Francia e dal rischio di un&#8217;implosione dell&#8217;Europa per via politica.<\/p>\n<p>Ognuno pu\u00f2 agevolmente comprendere, dalle brevi osservazioni formulate, che la questione greca \u00a0con un debito di 314 Mld \u20ac su un debito complessivo dell&#8217;Eurozona pari a 9.200 MLD \u20ac, gestita con gli EuroUnion Bond, non sarebbe mai nata.<\/p>\n<p>Mette conto sottolineare che per solidariet\u00e0 di bilancio non intendiamo un dissimulato giubileo di remissione dei debiti ma, al contrario, una politica rigorosa di gestione solidale dei debiti di lungo periodo,\u00a0 in grado di garantirne l&#8217;abbattimento in condizioni di\u00a0 \u00a0sostenibilit\u00e0 sociale e politica del disegno europeo.<\/p>\n<p>\u00c8 stata l&#8217;assenza di ogni forma di solidariet\u00e0 di bilancio a consegnare la gestione del debito \u00a0sovrano greco ai mercati finanziari globali e deregolati. I quali hanno ringraziato l&#8217;irresponsabilit\u00e0 della politica europea e scatenato il contagio sui debiti pubblici italiano e spagnolo, \u00a0la \u00a0seconda\u00a0 recessione,\u00a0 l&#8217;esplosione \u00a0della \u00a0sofferenza \u00a0sociale, \u00a0portando \u00a0l&#8217;euro \u00a0e l&#8217;Unione Europea al limite dell&#8217;implosione dalla quale \u00e8 stata salvata dalla determinazione assoluta della BCE, dal &#8221; Whatever it takes &#8221; di Mario Draghi e dalla politica monetaria espansiva convenzionale e non convenzionale messa in campo dalla BCE.<\/p>\n<p>Anche nel Quantitative Easing deliberato dal Board della BCE il 22 gennaio u.s., strumento di politica\u00a0 monetaria\u00a0 decisivo\u00a0 per\u00a0 ridurre\u00a0 i\u00a0 costi\u00a0 dei\u00a0 debiti\u00a0 sovrani,\u00a0 contrastare\u00a0 le \u00a0tendenze deflative, impedire l&#8217;eventuale contagio greco, liberare risorse pubbliche e private per la ripresa, opera l&#8217;opposizione alla solidariet\u00e0 di bilancio: il rischio di default di un debito sovrano viene infatti ripartito per l&#8217;80% sulla Banca centrale del Paese interessato e solo per il restante 20% in capo alla BCE.<\/p>\n<p>Ai nostri occhi la legge di movimento sottostante allo scorcio di storia, in breve delineato, \u00e8<\/p>\n<p>chiara: la direzione della storia dell&#8217;Unione Europea sta disegnando una deriva di eterogenesi dei fini.<\/p>\n<p>Il \u00a0Governo \u00a0non\u00a0 solidale \u00a0delle \u00a0Regole \u00a0e \u00a0l&#8217;interferenza, \u00a0sino\u00a0 alla \u00a0perdita \u00a0di \u00a0autonomia,\u00a0 nelle politiche economiche \u00a0dei Paesi sottoposti agli aiuti finanziari stanno determinando una profonda reazione nazionalistica unita alla volont\u00e0 di una completa riconquista della sovranit\u00e0 nazionale degli Stati.<\/p>\n<p>\u00c8 questo il senso politico dei movimenti euro critici, euroscettici, anti euro, anti europa con tutte le varianti razziste, xenofobe, fasciste, naziste, anti Islam ad essi associate.<\/p>\n<p>Si tratta di un rischio elevato di regressione storica \u00a0al binomio sovranit\u00e0 esclusiva degli Stati\/ nazionalismo dal quale, nel progetto di Spinelli, Monnet, Schumann, Pastore, Romani, L&#8217;Unit\u00e0 economica e politica dell&#8217;Europa avrebbe dovuto liberare il mondo, mettendolo al riparo dal dispositivo generativo delle guerre che in quel binomio attingeva il proprio codice genetico.<\/p>\n<p>Per queste semplici ragioni la CISL \u00e8 convinta che l&#8217;Europa stia attraversando un guado storico cruciale dal quale bisogna uscire con un colpo d&#8217;ala adeguato alla gravit\u00e0 del momento ovvero con una fase costituente a partire dalla riscrittura della costituzione economica.<\/p>\n<p>Le coordinate sulle quali, a parer nostro, dovrebbe lavorare sono finalizzate al superamento delle tare genetiche, in estrema sintesi, analizzate:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0 \u00a0Superamento del Fiscal Compact;<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p>\u2010\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0Adozione del modello di EuroUnion Bond per i dediti sovrani eccedenti il 60% del PIL;<\/p>\n<p>\u2010\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0Creazione di un Ministero delle politiche macroeconomiche europeo.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Alla rifondazione della politica economica europea e della sua architettura istituzionale dovrebbe essere associato un Piano europeo straordinario di investimenti di 1000 Mld \u20ac in un triennio, in infrastrutture logiche e fisiche, con la possibilit\u00e0 di stornare dal calcolo del deficit i contributi nazionali.<\/p>\n<p>Esso dovrebbe operare in forme coordinate e cumulative con una decisa azione di rilancio della\u00a0domanda aggregata dei singoli Paesi alla quale la CISL sta contribuendo con un disegno di legge delega \u00a0popolare \u00a0di \u00a0riforma \u00a0fiscale, \u00a0gi\u00e0 \u00a0depositato \u00a0in \u00a0Cassazione,\u00a0 sul \u00a0quale \u00a0raccoglier\u00e0 \u00a0un milione di firme e dal quale deriverebbe un beneficio netto pari a 1.000 euro annui per i redditi sino a 40.000\u20ac a sostegno dei consumi.<\/p>\n<p>La \u00a0svolta \u00a0nell&#8217;impostazione \u00a0dell&#8217;Europa \u00a0economica, \u00a0attraverso il \u00a0recupero del \u00a0filo \u00a0di \u00a0Arianna originario dell&#8217;ispirazione solidale e cooperativa, e l&#8217;avanzamento nella creazione di Istituzioni economiche comuni, rappresenterebbe, nella nostra visione, la condizione necessaria per iniziare a superare le asimmetrie nella Governance europea costruendo, in tempi brevi prima delle elezioni politiche in Francia del 2017, un punto di non ritorno visibile nel percorso di costruzione dell&#8217;unit\u00e0 politica della Federazione Europea.<\/p>\n<p>La fase di ambivalenza irrisolta che caratterizza il momento attuale della costruzione europea condiziona in profondit\u00e0 l&#8217;evoluzione dello scenario globale.<\/p>\n<p>Gli attacchi terroristi di gennaio a Parigi; di febbraio a Copenaghen; \u00a0la dissoluzione politica \u00a0della Libia; la devastazione siriana; \u00a0la costituzione di un sedicente Califfato, una centrale terroristica, su un territorio che si estende in Iraq ed in Siria sino ai confini della Turchia; il controllo di parte della Nigeria ad opera di un&#8217;organizzazione terroristica come Boko Aran, lo stesso conflitto russo\u2010 ucraino sono i principali indici di un disordine mondiale diffuso in grado, se non governato, \u00a0di precipitare il mondo in una condizione di caos sistemico.<\/p>\n<p>Si sta verificando, in negativo, la previsione dei Padri fondatori dell&#8217;Europa: senza quell&#8217;Europa unita in un&#8217;unica Federazione di Stati che avrebbe rappresentato una potente accelerazione nella prospettiva di una pacificazione mondiale e di un Governo planetario dei popoli, non c&#8217;\u00e8 garanzia n\u00e9 di pace duratura, n\u00e9 di cooperazione, n\u00e9 di unit\u00e0 politica fra i popoli.<\/p>\n<p>Continuando il nostro esercizio controfattuale: che direzione di marcia avrebbero seguito le &#8220;primavere rivoluzionarie arabe del 2010&#8221; se fosse esistita una Federazione Europea, la prima economia \u00a0mondiale, \u00a0con \u00a0il \u00a0peso \u00a0di \u00a0una \u00a0propria \u00a0autonoma \u00a0politica\u00a0 estera\u00a0 e \u00a0di \u00a0una \u00a0propria capacit\u00e0, all&#8217;occorrenza,\u00a0 \u00a0di intervento militare, capace di intervenire, responsabilmente, ad orientarne la positiva evoluzione?<\/p>\n<p>Resto convinta che l&#8217;implosione di quelle primavere ed il rafforzamento dell&#8217;ISIS e del terrorismo islamista avrebbero trovato efficaci fattori di contrasto.<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Care Amiche, Cari Amici, Gentili Ospiti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quisque suum! Ognuno faccia il suo dovere, ognuno presidi il suo segmento di storia!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre la CISL incalza la societ\u00e0 civile organizzata, le rappresentanze politiche, il Governo per riprendere, con determinazione, l&#8217;ispirazione originaria del Progetto europeo, non dimentica l&#8217;impegno quotidiano che organizza attraverso l&#8217;ANOLF ( Associazione Nazionale Oltre le Frontiere ) l&#8217;Associazione di migranti pi\u00f9 rappresentativa sul territorio nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Voglio, proprio in questa sede, ringraziare idealmente tutti i militanti, i sostenitori, i volontari qui rappresentati dal Presidente Mohamed Saady per il grande lavoro svolto in questi anni: accoglienza, aiuto, formazione, ricerca di casa e di lavoro, sostegno costante all&#8217;integrazione sociale dei migranti nel nostro Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Li ringrazio, in particolare, per l&#8217;impegno di ascolto e di mediazione culturale tra religioni, valori, culture, tradizioni, consuetudini diverse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Italia vivono circa 5 milioni di stranieri, dei quali 2,702 milioni sono di religione cristiana; 1,651 milioni sono musulmani; 297.000 seguono tradizioni religiose orientali; 51.000 aderiscono a religioni tradizionali; 250.000 sono ebrei; il resto sono atei o agnostici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ANOLF \u00e8 in prima linea nella costruzione di quella dimensione che chiamiamo pluralismo positivo, intrinsecamente dialogico, impegnato nella promozione del confronto tra i diversi soggetti culturali e religiosi presenti nella societ\u00e0 civile per favorire la loro partecipazione al discorso pubblico ed al dialogo tra soggetti intermedi ed istituzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Risultati importanti sono stati realizzati all&#8217;interno della Consulta dell&#8217;Islam italiano ( istituita con DM il 10 settembre 2005 ), della quale \u00e8 componente Mohamed Saady, con la redazione di una Carta dei valori e di una Dichiarazione di intenti \u00a0che perseguono l&#8217;obiettivo di dar vita ad una Federazione islamica che si riconosca, pienamente, nella Costituzione italiana e che unisca i musulmani che vivono in Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Continueremo il nostro impegno, convinti che, oggi pi\u00f9 che mai, presidiare il nostro segmento di solidale \u00a0convivenza \u00a0multietnica, \u00a0multiculturale,\u00a0 multireligiosa \u00a0rivesta \u00a0un \u00a0grande \u00a0significato \u00a0e rilievo etico, sociale e politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Crediamo, \u00a0in \u00a0conclusione, \u00a0che \u00a0l&#8217;Unit\u00e0 \u00a0economica \u00a0e \u00a0politica \u00a0dell&#8217;Europa \u00a0oggi \u00a0si \u00a0collochi all&#8217;incrocio di una doppia responsabilit\u00e0 storica: la responsabilit\u00e0 verso il Progetto dei nostri comuni Padri fondatori, troppo lungimirante e troppo grande per essere annichilito nelle miserie regressive dei nazionalismi e la responsabilit\u00e0 verso il mondo che non potr\u00e0 essere pacificato n\u00e9 governato senza un&#8217;Europa politicamente unita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La CISL \u00e8 parte integrante, dall&#8217;origine, per il suo modo originale ed innovativo di intendere il ruolo della rappresentanza sociale, di questa visione grandiosa e dell&#8217;impegno politico che essa ha ispirato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per queste ragioni, per noi, oggi, gli Stati Uniti d&#8217;europa in una comunit\u00e0 cosmopolita e solidale\u00a0di culture, fedi, popoli sono all&#8217;ordine del giorno<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0(*) Introduzione al seminario PER GLI STATI UNITI D&#8217;EUROPA: UN MODELLO DI CONVIVENZA SOLIDALE TRA \u00a0CULTURE, FEDI, POPOLI, Firenze 27 febbraio 2015 &#8211; ANNA MARIA FURLAN E&#8217; SEGRETARIO GENERALE DELLA CISL<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Cisl e l&#8217;Europa: dal Manifesto di Ventotene allo Statuto Confederale.Il Manifesto di Ventotene, il cui titolo completo \u00e8 &#8221; Per un&#8217;Europa libera e unita. 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