{"id":10229,"date":"2022-07-11T21:43:33","date_gmt":"2022-07-11T19:43:33","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/index.php\/2022\/07\/11\/i-paradossi-dell-acqua\/"},"modified":"2022-07-11T21:43:33","modified_gmt":"2022-07-11T19:43:33","slug":"i-paradossi-dell-acqua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/i-paradossi-dell-acqua\/","title":{"rendered":"I paradossi dell\u2019acqua*"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Un pianeta senz\u2019acqua?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>In un racconto del 1958 di Gabriel Garc\u00eda M\u00e1rquez, Caracas rimane senz\u2019acqua. Nella citt\u00e0 paralizzata, mentre alcuni temono di morire di sete o per gli incendi che i pompieri non possono spegnere, altri continuano a sprecare l\u2019acqua innaffiando i loro giardini. Il nostro pianeta \u00e8 un po\u2019 come la Caracas raccontata da Garc\u00eda M\u00e1rquez: il cambiamento climatico ci spaventa, l\u2019acqua \u00e8 sempre pi\u00f9 scarsa, ma noi continuiamo a sprecarla ed inquinarla come se fosse abbondante e ad ignorare le sfide legate alla sua gestione sostenibile ed equa.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Secondo l\u2019Organizzazione Mondiale della Salute, almeno 2.2 miliardi di persone nel mondo, quindi una persona su tre, non hanno accesso ad una fonte d\u2019acqua pulita e controllata. Queste persone non hanno accesso alla manifestazione pi\u00f9 ovvia e quotidiana dell\u2019acqua, un rubinetto dentro casa, e sono costrette a bere acqua prelevata direttamente da fiumi o camminare ore per bere acqua da pozzi spesso inquinati. Consumare acqua non potabile ovviamente aumenta i rischi per la salute, perch\u00e9 l\u2019acqua uccide. Pi\u00f9 di un milione di persone muore ogni anno per malattie legate all\u2019acqua. Muoiono perch\u00e9 l\u2019acqua che bevono \u00e8 contaminata da batteri patogeni, virus e parassiti come il colera, il tifo e la dissenteria.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Questi numeri sull\u2019 accesso all\u2019acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari sono forse i pi\u00f9 tristemente conosciuti della crisi idrica globale. Ce ne sono altri meno noti, per\u00f2 altrettanto tragici, legati alla biodiversit\u00e0 di fiumi e laghi. All\u2019incirca un terzo delle specie di pesci d\u2019acqua dolce \u00e8 a rischio estinzione. Solamente nel 2020, sedici specie d\u2019acqua dolce sono state dichiarate ufficialmente estinte. L\u2019inquinamento, la costruzione di dighe e la scomparsa degli ecosistemi aquatici, come le paludi, sono alcune delle cause di questa estinzione di massa. Oramai nel mondo rimangono solo un quinto delle paludi esistenti prima della rivoluzione industriale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>La crisi idrica \u00e8 anche l\u2019attrice protagonista nel dramma del cambiamento climatico: il ciclo idrologico, la pompa alimentata dal sole che fa muovere l\u2019acqua sulla Terra, sta cambiando a causa dell\u2019innalzamento delle temperature. I risultati sono inondazioni e siccit\u00e0 pi\u00f9 frequenti ed anche pi\u00f9 disastrosi e, in alcuni luoghi, una diminuzione di lungo periodo delle precipitazioni, che si traduce in una minore disponibilit\u00e0 d\u2019acqua. Secondo l\u2019ultimo rapporto dell\u2019IPCC, le precipitazioni aumenteranno alle alte latitudini e diminuiranno nelle zone subtropicali, come l\u2019area Mediterranea.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Queste statistiche descrivono un pianeta dove l\u2019acqua \u00e8 in crisi. Le statistiche servono a farci capire la misura e la diversit\u00e0 delle sfide dell\u2019acqua e a identificare risposte proporzionali a queste sfide; ma non bastano per descrivere la realt\u00e0. La scienza non spiega e studia la realt\u00e0 solamente attraverso i numeri e le statistiche, ma anche attraverso altri strumenti. Quest\u2019articolo utilizza uno di questi strumenti, il paradosso, per spiegare le origini della crisi idrica globale e provare a proporre delle risposte. I paradossi contraddicono qualcosa che sentiamo ovvio o che pensiamo di conoscere, e per questo ci sorprendono e accendono la nostra curiosit\u00e0. A scuola usiamo i paradossi per stimolare la riflessione e mostrare le debolezze o l\u2019incoerenza di alcuni ragionamenti o comportamenti. Nel mondo dell\u2019acqua, i paradossi aiutano a connettere la scienza con la politica e, soprattutto, con le nostre scelte individuali. L\u2019articolo individua tre paradossi dell\u2019acqua: il paradosso del valore, il paradosso dell\u2019offerta, ed il paradosso dell\u2019acqua in bottiglia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong><em>Paradosso del valore<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>L\u2019acqua viene spesso descritta con parole positive: \u00e8 l\u2019origine della vita, \u00e8 pura, \u00e8 salute. Sul valore dell\u2019acqua non ci sono battaglie culturali: tutti sono d\u2019accordo nell\u2019affermare che l\u2019acqua \u00e8 una risorsa di primaria importanza per l\u2019irrigazione, l\u2019industria, l\u2019economia &#8211; ed ovviamente per la vita. Questo modo di pensare l\u2019acqua \u00e8 in evidente contraddizione con la crisi idrica globale appena descritta. Ecco il primo paradosso: l\u2019acqua ha un valore smisurato a parole, ma non nei fatti.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Per gli economisti questa situazione non \u00e8 cos\u00ec sorprendente. In un famoso passaggio de <em>La ricchezza delle nazioni<\/em>, Adam Smith, uno dei fondatori dell\u2019economia moderna, scriveva: \u201cNulla \u00e8 pi\u00f9 utile dell&#8217;acqua, ma difficilmente con essa si comprer\u00e0 qualcosa, difficilmente se ne pu\u00f2 avere qualcosa in cambio. Un diamante, al contrario, ha difficilmente qualche valore d&#8217;uso, ma in cambio di esso si pu\u00f2 ottenere una grandissima quantit\u00e0 di altri beni.\u201d<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Il valore d\u2019uso dell\u2019acqua \u00e8 smisurato perch\u00e9 senza acqua moriremmo. Tuttavia, visto che di acqua ce n\u2019\u00e8 tanta, un bicchiere in pi\u00f9 non fa la differenza e non potremmo scambiarlo con niente. Al contrario, di diamanti ce ne sono pochi, quindi anche se i diamanti hanno un valore d\u2019uso nullo, ogni diamante in pi\u00f9 fa la differenza, quindi il loro valore di scambio \u00e8 molto alto. Nella visione di Adam Smith questo spiega come una sostanza essenziale per la vita, come l\u2019acqua, abbia un prezzo sul mercato infinitamente pi\u00f9 basso rispetto a qualcosa di fondamentalmente inutile, come i diamanti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Questo spiega perch\u00e9 l\u2019economia e la finanza \u2013 le discipline incaricate di definire il valore nelle societ\u00e0 occidentali \u2013 non si occupino molto di acqua: con l\u2019acqua non si compra niente.\u00a0 Il problema \u00e8 che Adam Smith viveva in Scozia, un paese con abbondanza di piogge e di acqua. Nel mondo attuale, almeno quattro miliardi di persone si confrontano ogni giorno con la scarsit\u00e0 d\u2019acqua. In questi contesti l\u2019acqua ovviamente ritiene il suo valore d\u2019uso, ma comincia ad acquisire anche un valore di scambio in funzione della sua scarsit\u00e0.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>L\u2019acqua diventa oro blu, diventa come i diamanti, ma non pu\u00f2 essere gestita come tale perch\u00e9 l\u2019acqua non ha prezzo. Il prezzo della bolletta dell\u2019acqua pagata al fornitore non riflette il valore dell\u2019acqua, riflette solamente i costi necessari per proteggere le fonti idriche, mantenere un sistema di infrastrutture capace di distribuire l\u2019acqua, e pagare gli stipendi dei responsabili degli impianti di depurazione. In molte parti del mondo, il prezzo dell\u2019acqua riflette anche meccanismi mafiosi per cui milioni di persone non collegate a sistemi di distribuzione dell\u2019acqua si trovano costrette a comprare l\u2019acqua da autobotti private, pagando anche cinque, dieci e venti volte il prezzo pagato dai residenti collegati al sistema di distribuzione. Questi sono veri e propri mercati dell\u2019acqua, dove i principi di Adam Smith non sono pi\u00f9 applicabili e dove l\u2019acqua diventa merce di scambio da vendere al miglior offerente.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Il mercato delle autobotti insegna che per iniziare a dare valore all\u2019acqua, non ci possiamo aspettare automaticamente che il \u201cmercato\u201d si adoperi per farla arrivare al miglior offerente, a chi \u00e8 disposto a pagare di pi\u00f9 per quell\u2019acqua. E non ci possiamo neanche aspettare che il \u201cmercato\u201d ci aiuti a proteggere le fonti dall\u2019inquinamento. Invece di sconfiggere il paradosso del valore, non faremmo altro che continuare ad alimentarlo attraverso una visione unidimensionale del valore dell\u2019acqua come equivalente al suo prezzo al litro. L\u2019acqua non \u00e8 come il petrolio, ed il suo valore non sar\u00e0 mai solamente economico. La sezione conclusiva ritorna su questo punto per spiegare come gli incentivi di natura economica e i principi dell\u2019efficienza sono una condizione necessaria ma non sufficiente per gestire l\u2019acqua in maniera sostenibile ed equa e risolvere il paradosso del valore.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong><em>Paradosso dell\u2019offerta<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Come faremo a soddisfare il bisogno d\u2019acqua di nove miliardi di persone? Il secondo paradosso aiuta a riflettere su una delle classiche risposte a questa domanda: la tecnologia risolver\u00e0 i nostri problemi.\u00a0 Tecnologie come la dissalazione possono creare pi\u00f9 acqua e soddisfare la domanda sempre crescente. La dissalazione \u00e8 un processo industriale che trasforma l\u2019acqua salata in acqua potabile. Il mare ricopre il 70% della Terra, quindi la dissalazione su scala mondiale ci permetterebbe di farla finita con la scarsit\u00e0 idrica una volta per tutte, anche in un mondo con nove miliardi di persone.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>In alcuni contesti la dissalazione \u00e8 una tecnologia utile per confrontare la scarsit\u00e0 d\u2019acqua e garantire l\u2019accesso all\u2019acqua potabile a comunit\u00e0 che non hanno altre fonti d\u2019acqua. Eppure confrontare le sfide della scarsit\u00e0 idrica solo con la creazione di nuova acqua attraverso la dissalazione o altre soluzioni tecniche, come la costruzione di dighe, rischia di condurci in un circolo vizioso dove l\u2019unica risposta possibile alla crescente domanda \u00e8 continuare a creare pi\u00f9 acqua. La storia idraulica di molti luoghi mostra come pi\u00f9 acqua creiamo attraverso soluzioni tecniche, pi\u00f9 aumenta la domanda d\u2019acqua. Invece di raggiungere una situazione di equilibrio fra domanda e offerta, la creazione di nuova acqua incentiva i consumatori semplicemente ad utilizzare pi\u00f9 acqua e a sprecarla, in un circolo vizioso senza fine alimentato dal \u201cparadosso dell\u2019offerta\u201d: pi\u00f9 acqua offro, pi\u00f9 aumenta la domanda d\u2019acqua.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Gli effetti di questo paradosso sono visibili in molte parti del mondo. I paesi con il consumo d\u2019acqua pro capite pi\u00f9 elevato sono anche i paesi che hanno investito di pi\u00f9 nel creare l\u2019acqua attraverso il processo di dissalazione. Questi paesi sono anche i pi\u00f9 aridi del pianeta. Negli Emirati Arabi, ad esempio, ci sono settanta impianti di dissalazione che producono la met\u00e0 dell\u2019acqua potabile consumata nel paese. Eppure il consumo pro capite a Dubai \u00e8 all\u2019incirca di 500 litri al giorno, molto pi\u00f9 alto rispetto alla gi\u00e0 alta media europea di 200 litri al giorno o alla media di paesi con maggior disponibilit\u00e0 d\u2019acqua come il Regno Unito.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Las Vegas \u00e8 un altro esempio dove il paradosso dell\u2019offerta ha creato una citt\u00e0 idrovora che non si disseta mai. Negli anni trenta Las Vegas era in grado di soddisfare la richiesta d\u2019acqua attraverso pozzi artesiani. Negli anni cinquanta venne costruito un acquedotto per prelevare l\u2019acqua dal Lago Mead, il pi\u00f9 grande lago artificiale degli Stati Uniti creato con uno sbarramento lungo il fiume Colorado, e servire la citt\u00e0 in espansione. L\u2019acquedotto diede un falso senso di abbondanza in una citt\u00e0 desertica, contribuendo a far aumentare ulteriormente la richiesta d\u2019acqua. Invece di tentare di limitare lo spreco e l\u2019utilizzo d\u2019acqua, Las Vegas nel 2015 ha costruito un altro acquedotto per prelevare ancora pi\u00f9 acqua dal fiume Colorado, cadendo nuovamente nella trappola del paradosso dell\u2019offerta.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Questo secondo paradosso dell\u2019acqua si spiega pensando ad un\u2019altra legge inflessibile dell\u2019economia: la legge della domanda e dell\u2019offerta. Quando una risorsa viene distribuita gratuitamente e senza trasmettere ai consumatori il costo legato alla sua gestione e distribuzione, questa verr\u00e0 inevitabilmente consumata e sprecata. L\u2019offerta d\u2019acqua crea pi\u00f9 domanda: pi\u00f9 dighe e impianti di dissalazione costruiamo, pi\u00f9 paradossalmente aumenta la richiesta d\u2019acqua, specialmente quando quest\u2019acqua viene distribuita senza porre limiti al suo utilizzo e senza trasmettere ai consumatori il costo di creare l\u2019offerta.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong><em>Paradosso dell\u2019acqua in bottiglia<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>L\u2019acqua in bottiglia \u00e8 al centro del terzo paradosso dell\u2019acqua. \u00c8 la principessa del mondo di plastica in cui viviamo, ormai parte integrante di qualsiasi paesaggio. Secondo dati raccolti da The European House Ambrosetti, in Italia nel 2020 si sono consumate circa 8 miliardi di bottiglie di plastica (di cui solo 1\/3 riciclabile), il 17% del totale europeo, la cui produzione ha generato oltre 1,2 milioni di tonnellate di CO<\/span><span><sub>2<\/sub><\/span><span> (equivalente alle emissioni di un paese a basso reddito africano come il Chad). Anche la plastica riciclabile molto spesso non viene riciclata, e contribuisce all\u2019inquinamento delle fonti idriche, degli oceani e dei suoli.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Sempre secondo i dati di The European House Ambrosetti, l\u2019Italia \u00e8 il primo paese al mondo per consumi di acqua minerale in bottiglia. Il consumo pro capite \u00e8 di 200 litri pro capite all\u2019anno, rispetto a una media europea di 118 litri. Nella maggior parte dei comuni italiani l\u2019acqua del rubinetto \u00e8 potabile e controllata, e viene depurata e distribuita con sistemi mantenuti grazie alle bollette che paghiamo per la fornitura dell\u2019acqua. Ecco il paradosso: milioni di Italiani spendono ogni anno milioni di euro per acquistare qualcosa che gi\u00e0 hanno. Un eschimese si farebbe vendere il ghiaccio?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Secondo la teoria economica della scelta razionale, un individuo non dovrebbe essere disposto a pagare per un bene che gi\u00e0 possiede o al quale pu\u00f2 accedere a minor costo. L\u2019acqua del rubinetto costa un centesimo dell\u2019acqua in bottiglia. Eppure continuiamo a preferire l\u2019acqua in bottiglia, a conferma dell\u2019anomalia economica dell\u2019acqua. L\u2019acqua non ha un prezzo fisso al litro, perch\u00e9 questo prezzo dipende dall\u2019utilizzo che se ne fa, in che periodo dell\u2019anno e in quale luogo: \u00e8 il paradosso del valore appena descritto. Il marketing delle multinazionali dell\u2019acqua in bottiglia conosce bene questo paradosso e lo usa per convincerci che l\u2019acqua in bottiglia vale di pi\u00f9, molto di pi\u00f9, dell\u2019acqua del rubinetto. Nel mondo del marketing, l\u2019acqua in bottiglia \u00e8 pura, salutare e sinonimo di benessere. Inoltre l\u2019acqua in bottiglia \u00e8 unica, perch\u00e9 proviene da fonti esclusive e nascoste, nelle Alpi oppure alle pendici di un vulcano in qualche isola del Pacifico. Quest\u2019esclusivit\u00e0 rende l\u2019acqua in bottiglia scarsa, sconfiggendo cos\u00ec il paradosso del valore e convincendoci che vale la pena pagare tanto per averla.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>L\u2019acqua in bottiglia non \u00e8 di per s\u00e9 un male. Nei luoghi in cui non ci sono altre sorgenti d\u2019acqua pulita, dove le falde acquifere sono state contaminate, o dove la qualit\u00e0 dell\u2019acqua del rubinetto \u00e8 bassa o non controllata, l\u2019acqua in bottiglia \u00e8 utile. Anche subito dopo un\u2019emergenza, come un terremoto, l\u2019acqua in bottiglia \u00e8 essenziale per gli sfollati. Inoltre, alcune acque in bottiglia hanno veramente un sapore diverso, ma la maggior parte dell\u2019acqua in bottiglia consumata in Italia e nel mondo proviene da fonti simili a quelle usate per l\u2019acqua del rubinetto.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Quindi, al di fuori delle situazioni di emergenza, l\u2019acqua in bottiglia deve essere trattata come un bene di lusso il cui prezzo deve racchiudere tutti i costi ambientali legati alla sua produzione e consumo. Ad esempio, le emissioni legate al trasporto aereo da paesi lontani, la raccolta ed il riciclo della plastica e degli imballaggi, la rimozione delle microplastiche dai fiumi. Forse un prezzo che racchiuda tutti questi costi aiuterebbe a ridurre il consumo di acqua in bottiglia ed evitare gli enormi danni ambientali che comporta.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong><em>Risolvere i paradossi nell\u2019epoca del cambiamento climatico<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Come tutti i paradossi, anche i paradossi dell\u2019acqua stimolano la riflessione; risolverli aiuta a rispondere alle sfide del cambiamento climatico e garantire l\u2019accesso all\u2019acqua potabile. Tre punti possono aiutare a risolvere i paradossi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Per risolvere <strong>il paradosso del valore<\/strong> non dobbiamo cedere alla tentazione di trovare il prezzo giusto dell\u2019acqua. Nel caso dell\u2019acqua, il prezzo giusto non esiste e non ne rifletter\u00e0 mai il valore. Le tariffe idriche sono fondamentali per garantire la manutenzione ed il funzionamento delle infrastrutture.<strong> Le tariffe possono anche essere uno strumento utile per indurre i consumatori ad usare meno acqua. Tuttavia sono solo uno strumento che aiuta a risolvere il paradosso del valore. Gli strumenti non-economici sono altrettanto importanti. L\u2019ecologia, ad esempio, aiuta a riconoscere il valore dell\u2019acqua per gli ecosistemi, e quindi aiuta a stabilire un limite fisico all\u2019utilizzo umano, da rispettare per lasciare l\u2019acqua nei fiumi e nei laghi necessaria alla biodiversit\u00e0. <\/strong>La giurisprudenza aiuta a riconoscere il valore culturale dell\u2019acqua. In Nuova Zelanda, il fiume Whanganui \u00e8 una persona legale e rappresentata da due guardiani. Il Whanganui non \u00e8 una propriet\u00e0, un bene economico o una risorsa: \u00e8 parte integrante del popolo Maori e della sua storia e quindi deve essere protetto in quanto tale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Per risolvere <strong>il paradosso dell\u2019offerta<\/strong>, non possiamo pi\u00f9 interpretare la richiesta d\u2019acqua (o il fabbisogno idrico) come una variabile indipendente da soddisfare, ma come parte del problema e della soluzione.<strong> Prima di aumentare l\u2019offerta, dobbiamo analizzare la domanda d\u2019acqua, per capire dove sono gli sprechi, quali processi agricoli ed industriali usano l\u2019acqua in maniera inefficiente e quali comportamenti individuali cambiare per ridurre il consumo d\u2019acqua senza compromettere l\u2019accesso. <\/strong>Le tecnologie capaci di creare acqua come la dissalazione ci aiuteranno a fronteggiare la crisi idrica, ma da sole non risolveranno i problemi di scarsit\u00e0 e accesso all\u2019acqua.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Rispetto ai primi due paradossi, risolvere <strong>il paradosso dell\u2019acqua in bottiglia <\/strong>richiede uno sforzo individuale. La risposta a questo paradosso \u00e8 legata alle scelte di consumo, cio\u00e8 alla lista della spesa che prepariamo ogni giorno. Durante il lock-down e la campagna vaccinale per contrastare il coronavirus, abbiamo imparato come la scelta individuale pu\u00f2 influire sulla collettivit\u00e0. Misure strutturali, come ad esempio una tassa sull\u2019acquisto di bottiglie di plastica in aree dove l\u2019acqua del rubinetto \u00e8 potabile, possono servire ma non saranno mai abbastanza. <strong>Per risolvere questo paradosso non dobbiamo fare ricorso solo all\u2019economia o all\u2019ingegneria, ma anche al marketing e alla psicologia. Dobbiamo cio\u00e8 ricorrere agli stessi strumenti usati dalle aziende che vendono acqua in bottiglia, per comunicare meglio ai consumatori i danni ambientali causati dall\u2019acqua in bottiglia di plastica ed i vantaggi, individuali e collettivi, legati al consumo dell\u2019acqua del rubinetto<\/strong>. Quindi investimenti sulla comunicazione per mostrare e diffondere in modo trasparente i risultati sulla qualit\u00e0 delle acque pubbliche e i danni ambientali legati al consumo di acqua in bottiglia.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>La gestione dell\u2019acqua \u00e8 da sempre compito di ingegneri idraulici, ecologi e altre figure professionali tecniche. Per risolvere i tre paradossi, la gestione dell\u2019acqua dovr\u00e0 certamente coinvolgere questi esperti, ma dovr\u00e0 anche tornare ad essere compito di tutti e tema di interesse e dibattito politico. Il sapere scientifico in materia di gestione dell\u2019acqua deve essere accompagnato e sostenuto dal coinvolgimento dei cittadini nella protezione e tutela dell\u2019acqua, dettato dalla determinazione di costruire un ambiente sano per noi e le generazioni future.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Questo era lo spirito del famoso editto di Egnazio, un iscrizione cinquecentesca oggi al Museo Correr di Venezia ed originariamente collocata nel Palazzo dei Dieci Savi a Rialto, sede del Magistrato alle Acque:\u00a0 \u201cLa citt\u00e0 dei Veneti, per volere della Divina Provvidenza fondata sulle acque e circondata da una cerchia di acque, \u00e8 protetta dalle acque in luogo di mura: e pertanto chiunque in qualsiasi modo oser\u00e0 arrecar danno alle acque pubbliche venga condannato come nemico della patria e punito non meno gravemente di chi violasse le sante mura della patria. Il disposto di questo editto sia immutabile e perpetuo<strong>.\u201d La tutela dell\u2019acqua come livello pi\u00f9 alto di responsabilit\u00e0 civile; perch\u00e9 senz\u2019acqua, Venezia, come tutte le nostre citt\u00e0, non potrebbe esistere. E non potremmo esistere neanche noi.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><sup>1<\/sup> Statistiche riportate per \u2018access to safely managed drinking water services\u2019, in: Progress on household drinking water, sanitation and hygiene 2000-2017. Special focus on inequalities. New York: United Nations Children\u2019s Fund (UNICEF) and World Health Organization, 2019.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><sup>2<\/sup> Pr\u00fcss-Ust\u00fcn, Annette, et al. &#8220;Burden of disease from inadequate water, sanitation and hygiene for selected adverse health outcomes: an updated analysis with a focus on low-and middle-income countries.&#8221; International journal of hygiene and environmental health 222.5 (2019): 765-777.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><sup>3<\/sup> WWF. The world\u2019s forgotten fishes. World Wide Fund for Nature -International (2021).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><sup>4<\/sup> Davidson, Nick C. &#8220;How much wetland has the world lost? Long-term and recent trends in global wetland area.&#8221; Marine and Freshwater Research 65.10 (2014): 934-941.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><sup>5<\/sup> IPCC, 2021: Climate Change 2021: The Physical Science Basis. Contribution of Working Group I to the Sixth<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Assessment Report of the Intergovernmental Panel on Climate Change [Masson-Delmotte, V., P. Zhai, A. Pirani, S.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L. Connors, C. P\u00e9an, S. Berger, N. Caud, Y. Chen, L. Goldfarb, M. I. Gomis, M. Huang, K. Leitzell, E. Lonnoy, J. B.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>R. Matthews, T. K. Maycock, T. Waterfield, O. Yelek\u00e7i, R. Yu and B. Zhou (eds.)]. Cambridge University Press. In<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Press.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><sup>6<\/sup> Mekonnen, Mesfin M., and Arjen Y. Hoekstra. &#8220;Four billion people facing severe water scarcity.&#8221; Science advances 2.2 (2016): e1500323.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><sup>7<\/sup> Secondo dati del Governo degli Emirati Arabi Uniti disponibili su: https:\/\/u.ae\/en\/information-and-services\/environment-and-energy\/water-and-energy\/water-<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><sup>8<\/sup>The European House Ambrosetti (2021) Libro Bianco 2021 Valore Acqua Per l\u2019italia.\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>*Riprodotto dall\u2019edizione 2021 dell\u2019Almanacco della Scienza &#8211; \u201cScienza, giustizia e diseguaglianze\u201ddi MicroMega<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>**Ricercatore associato all\u2019Universit\u00e0 diOxford; autore del libro \u201cOro Blu storie d\u2019acque e cambiamento climatico\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un pianeta senz\u2019acqua? 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