{"id":1164,"date":"2015-06-15T08:54:23","date_gmt":"2015-06-15T06:54:23","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/proviamo-a-capire-l-immigrazione-senza-demagogia-xenofoba\/"},"modified":"2015-06-15T08:54:23","modified_gmt":"2015-06-15T06:54:23","slug":"proviamo-a-capire-l-immigrazione-senza-demagogia-xenofoba","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/proviamo-a-capire-l-immigrazione-senza-demagogia-xenofoba\/","title":{"rendered":"Immigrazione.Proviamo a capire, senza demagogia xenofoba"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Cerchiamo\u00a0 di richiamare la situazione dei fenomeni migratori nel nostro paese. Pu\u00f2 essere interessante partire dalla presenza straniera in Italia, per status giuridico &#8211; amministrativo, analizzando il Grafico N.1.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1159\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/images_Schermata-2015-06-15-alle-15.25.56.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"652\" height=\"374\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/images_Schermata-2015-06-15-alle-15.25.56.png 652w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/images_Schermata-2015-06-15-alle-15.25.56-300x172.png 300w\" sizes=\"(max-width: 652px) 100vw, 652px\" \/>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 un grafico utile per\u00a0 capire il trend e vedere come il raddoppio della presenza sia avvenuto negli ultimi 10- 11 anni, passando da 2,5 milioni a pi\u00f9 di 5 milioni. Infatti, ad aggiornamento del grafico, nel 2014\u00a0 i cittadini stranieri regolarmente soggiornanti erano 5.364.000 (dati Idos), il 52,7% dei quali sono donne. Nel 2015 avrebbero raggiunto i 5,5 milioni, e\u00a0 con una presenza di circa \u00a0300.000 irregolari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fino a fine Aprile 2015 i dati sugli arrivi da sbarchi dall\u2019Africa erano esattamente in linea con il 2014, anche se dalle tre seguenti tabelle e nel confronto fra i primi 4 mesi dell\u2019anno 2015 su 2014, gi\u00e0 si possono intravedere le nuove tendenze e quanto ci attende (bisognerebbe dire come Europa e non come Italia) per l\u2019anno in corso. Dalla Tabella N. 1 vediamo che su un totale di circa 26.000 sbarcati nei primi 4 mesi dell\u2019anno diminuiscono quelli verso la Sicilia di circa 4.100 (ma aumentano di 6 volte quelli diretti a Lampedusa, Linosa e Lampione), mentre aumentano di 1.060 verso la Puglia, di 1.700 verso la Calabria, di 78 verso la Sardegna, di 866 (da zero) verso la Campania. In totale gli sbarchi sono cresciuti di 577 unit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">TABELLA N. 1<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1160\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/images_Schermata-2015-06-15-alle-15.26.09.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"740\" height=\"658\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/images_Schermata-2015-06-15-alle-15.26.09.png 740w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/images_Schermata-2015-06-15-alle-15.26.09-300x267.png 300w\" sizes=\"(max-width: 740px) 100vw, 740px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla Tabella N. 2 si vede che, a sostanziale parit\u00e0 degli sbarcati il numero dei natanti sono 208, contro\u00a0 i 168 del 2014, il che vuol dire imbarcazioni pi\u00f9 piccole. La quasi totalit\u00e0 dei natanti (173 su 208) partono dalla Libia, anche se i Libici sbarcati sono poche decine, con un carico di 24.261 persone su un totale di 26.223.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">TABELLA N. 2<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1161\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/images_Schermata-2015-06-15-alle-15.26.39.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"787\" height=\"649\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/images_Schermata-2015-06-15-alle-15.26.39.png 787w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/images_Schermata-2015-06-15-alle-15.26.39-300x247.png 300w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/images_Schermata-2015-06-15-alle-15.26.39-768x633.png 768w\" sizes=\"(max-width: 787px) 100vw, 787px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">TABELLA N. 3<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1162\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/images_Schermata-2015-06-15-alle-15.27.00.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"769\" height=\"446\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/images_Schermata-2015-06-15-alle-15.27.00.png 769w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/images_Schermata-2015-06-15-alle-15.27.00-300x174.png 300w\" sizes=\"(max-width: 769px) 100vw, 769px\" \/>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dati interessanti si evidenziano dalla Tabella N. 3 per quanto riguarda la nazionalit\u00e0 dichiarata al momento dello sbarco. Circa 1\/5 sono Eritrei, meno di 1\/6 sono Somali, circa 1\/8 Nigeriani, e solamente meno di 1\/13 sono Siriani, quasi come i Gambiani e i Senegalesi.\u00a0 Eritrea, Somalia, Nigeria e Siria sono zone di guerra, di carestie, di persecuzioni politiche e religiose, su cui si \u00e8 scatenata la violenza dell\u2019Isis. Praticamente non ci sono Libici tra gli sbarcati, pur arrivando tutti o quasi dalla Libia. Tra gli sbarcati molti pi\u00f9 della met\u00e0 arrivano dal Corno d\u2019Africa o dalle zone sub sahariane, e avranno affrontato viaggi verso la Libia di settimane o mesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Siriani dalle prime posizioni nel 2013, ma soprattutto nel 2014 con quasi il 25% del totale degli sbarcati, sono nei primi 4 mesi del 2015 a livello del Gambia e del Senegal con solo quasi 1\/13 degli arrivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel grafico seguente abbiamo la comparazione mensile degli sbarchi negli ultimi tre anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1163\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/images_Schermata-2015-06-15-alle-15.28.44.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"737\" height=\"399\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/images_Schermata-2015-06-15-alle-15.28.44.png 737w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/images_Schermata-2015-06-15-alle-15.28.44-300x162.png 300w\" sizes=\"(max-width: 737px) 100vw, 737px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2010 in Europa erano arrivati solo 10 mila persone attraverso il Mar Mediterraneo, diventate circa 70 mila nel 2011, durante la Primavera araba. Nel 2012 i rifugiati che scappano sui barconi sono cresciuti a 22 mila, poi aumentati a 60 mila nel 2013 secondo i dati di Frontex. La crisi umanitaria \u00e8 esplosa nel 2014, con l\u2019acuirsi delle tensioni in Africa e Medio Oriente. Nel 2014 sono arrivati pi\u00f9 di 218 mila profughi dal Mar Mediterraneo (di cui 170.000 circa in Italia), pi\u00f9 del triplo rispetto all\u2019anno precedente, un numero destinato a crescere quest\u2019anno. Al momento si possono fare solo stime, ma pare possibile che si superino le 500 mila persone in arrivo dalla Libia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisogna per\u00f2 ricordare che &#8211; secondo notizie raccolte sulla stampa internazionale tra il 1988 e il 2008, dall&#8217;osservatorio sulle vittime dell&#8217;immigrazione Fortress Europe &#8211;\u00a0 almeno 12.012 tra uomini, donne e bambini hanno perso la vita tentando di raggiungere l&#8217;Europa clandestinamente, non potendo viaggiare in modo regolare. La stragrande maggioranza \u00e8 morta nel mare Mediterraneo sulle rotte per raggiungere l\u2019Italia, Malta, la Spagna, la Francia (parte nell\u2019oceano Atlantico, verso la Francia o nell\u2019oceano Indiano per l\u2019isola francese di Mayotte) le isole Canarie, la Grecia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Italia l&#8217;immigrazione irregolare \u00e8 alimentata soprattutto dagli <em>overstayers<\/em>, tutti quegli stranieri che, entrati nel Paese regolarmente, restano dopo la scadenza del visto o dell&#8217;autorizzazione al soggiorno: un fenomeno che riguarderebbe circa il 60% del totale degli immigrati irregolari, mentre un \u00a0altro 25% circa arriverebbe illegalmente da altri Paesi Schengen, approfittando dell&#8217;assenza di controlli alle frontiere interne. Soltanto il 15% \u00a0circa dell&#8217;immigrazione irregolare arriverebbe \u00a0dalle rotte del Mediterraneo. A sbarcare sulle coste italiane attraversando illegalmente i confini marittimi sono sia migranti economici irregolari, sia richiedenti asilo. Ma la situazione del 2014 e del 2015 rischia di ribaltare completamente queste percentuali datate e superate. Sono le crisi mediorientali e africane ad addensare sulle coste nord africane e soprattutto libiche 500.000 (?), 1.000.000 (?) di persone che premono per raggiungere in primis l\u2019Europa e non l\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si sforza di dire chi contrasta la politica di odio scatenata in Italia, il nostro Paese attrae sempre meno gli stranieri. La cosiddetta invasione dell\u2019Italia \u00a0\u00e8 pi\u00f9 un\u2019impressione propagandistica che un dato reale \u00a0perch\u00e9 chi sbarca non resta nel nostro Paese (o non vorrebbe restarci), e perch\u00e9 la comunit\u00e0 straniera pi\u00f9 rappresentata tra gli immigrati \u00e8 quella rumena, (Paese UE), con 58.000 iscrizioni nel 2013. Seguono altre tre comunit\u00e0 che non hanno niente a che vedere con i barconi del Mediterraneo: quella del Marocco (20.000), della Cina (17.000) e dell\u2019Ucraina (13.000). Poi ci sono gli Italiani emigrati (quelli di cui i leghisti e loro alleati preferiscono non parlare) di rientro dall\u2019estero: sono 28.000, 1.000 in meno che nel 2012. Questi dati sono annuali e quindi 136.000 arrivi all\u2019anno riguardano gli italiani di ritorno e gli immigrati di queste 4 comunit\u00e0 che nulla c\u2019entrano con le crisi citate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque, finora e senza le novit\u00e0 e le ondate che arriveranno nel 2015 (senza che l\u2019Europa si scomponga pi\u00f9 di tanto), l\u2019immigrazione non era in crescita, ma in calo, passando dai 527.000 migranti del 2007 ai 307.000 nel 2013, ben il 41,7% in meno. \u00abNello stesso periodo \u2013 dice l\u2019Istat \u2013 le emigrazioni sono pi\u00f9 che raddoppiate, passando da 51 mila a 126 mila. In confronto al 2012 le iscrizioni dall\u2019estero si riducono del 12,3% mentre le emigrazioni per l\u2019estero aumentano del 18,4%. Il saldo migratorio netto con l\u2019estero, pari a +182 mila, registra il valore pi\u00f9 basso dal 2007\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2013 si \u00e8 registrata una riduzione dell\u2019immigrazione straniera: meno 42.000 e &#8211; 13,2%, rispetto al 2012 e il calo maggiore \u00e8 tra i rumeni, che sono passati da 82.000 immigrati nel 2012 ai 58.000 del 2013 con un &#8211; 29%. Se ne vanno dal nostro Paese anche i cittadini dell\u2019Ecuador (-37%), della Costa d\u2019Avorio (-34%), della Macedonia (-26%) e della Polonia (-24%).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invece non \u00e8 stato mai cos\u00ec alto negli ultimi 10 anni il numero di emigrati italiani: \u00abCirca 44 mila emigrazioni, sulle complessive 125 mila registrate nel 2013, riguardano cittadini stranieri. Il numero di cittadini stranieri che lasciano l\u2019Italia \u00e8 in aumento rispetto all\u2019anno precedente (+14,2%) \u2013 si legge nel report Istat \u2013 ma ancor pi\u00f9 marcato \u00e8 l\u2019incremento dei nostri connazionali che decidono di trasferirsi in un Paese estero. Il numero di emigrati italiani \u00e8 pari a 82 mila unit\u00e0, il pi\u00f9 alto degli ultimi dieci anni, in crescita del 20,7% rispetto al 2012. Tale incremento, insieme alla contrazione degli ingressi ha prodotto nel 2013 un saldo migratorio negativo per gli italiani pari a -54 mila, quasi il 40% in pi\u00f9 di quello del 2012 nel quale il saldo risult\u00f2 pari a -38 mila\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse \u00e8 opportuno ricordare soprattutto ai Governatori della Padania quella che \u00e8 stata la nostra storia sul versante delle emigrazioni, cos\u00ec tanto per rinfrescare loro la memoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 1861 al 1985 sono emigrati complessivamente 29.036.000 italiani. Dal 1911 al 1920 sono stati 3.908.480; dal 1921 al 1930 sono stati 2.570.490; dal 1951 al 1960 sono stati invece 3.939.000; mentre nei 5 anni dal 1981 al 1985 gli emigrati italiani scendono a 310.000 unit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019inizio del \u2018900 il numero di emigrati raggiungeva le 600.000 persone l\u2019anno, scese a 300.000 l\u2019anno dopo la seconda guerra mondiale. Tra il 1981 e il 1985 gli emigrati scendevano ancora a 60.000 unit\u00e0 circa. Solamente dal Veneto tra il 1866 e il 1925 partirono 3.632.000 persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da notare che i giornali americani, belgi, tedeschi ecc. di quegli anni (e questo lo ricordiamo ai padani di oggi &#8211; visto che la maggior parte degli emigranti\u00a0 erano delle ragioni del Nord Italia &#8211; che si scandalizzano per la scabbia nella Stazione centrale di Milano) scrivevano dei migranti italiani ben peggio di quello che scrivono i giornali di oggi degli immigrati extracomunitari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad esempio nei primi anni del Novecento il giornalista newyorkese Jacob Riis scriveva: \u201d Nella Little Italy di New York, in un solo isolato di caseggiati che totalizzava 132 stanze, vivevano 1.324 italiani, che dormivano in letti accastellati a pi\u00f9 di dieci persone per camera [\u2026]. Vi sono non meno di 360.000 camere abitate, senza finestre, nella sola New York, occupate in gran parte da italiani [\u2026]. Spesso otto, dieci e pi\u00f9 persone dormono in una sola camera, alcune di esse affette da tisi o altra malattia contagiosa. In moltissime abitazioni si esercitano mestieri malsani come quello di lavorare gli stracci o di confezionare e accomodare gli abiti. Data la necessit\u00e0 e anche l\u2019abitudine di tener chiuse ermeticamente le finestre durante gran parte dell\u2019anno, \u00e8 facile immaginare in che atmosfera viziata si viva\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In alcuni Paesi gli italiani immigrati venivano posti in quarantena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le emigrazioni italiane riprendono a salire negli ultimi anni, sia per la crisi sia per la cosiddetta \u201cfuga dei cervelli\u201d: si passa infatti da 51.000 unit\u00e0 nel 2007 alle 126.000 unit\u00e0 del 2013.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora alcuni dati rilevanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra il 2005 e il 2013 la forza lavoro degli stranieri passa da 1.298.700 a 2.832.440 unit\u00e0 (+218%). Questo nonostante il calo di 543.000 persone nella popolazione italiana e perch\u00e9 la forza lavoro straniera aumenta anche nei primi anni pi\u00f9 duri della crisi. Si calcola che gli stranieri contribuiscano per l\u201911% al PIL italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma a fronte di un tumultuoso incremento quantitativo (che aumenta il numero dei contribuenti Inps e il relativo monte contributivo &#8211; 11 miliardi anno ? &#8211; a fronte di un numero di pensionati stranieri marginale) si verificano alcune problematiche sul versante qualitativo. L\u2019inserimento lavorativo \u00e8 segmentato e frantumato a seconda dei lavori e del territorio; l\u2019inserimento lavorativo degli immigrati \u00e8 verso le famiglie (colf e badanti) o verso le PMI, quindi pi\u00f9 esposto al nero o alla sottoapplicazione contrattuale; il loro lavoro \u00e8 dequalificato e sottoposto ad ogni tipo di discriminazione (segregazione, sottoinquadramento , svantaggio retributivo ecc.); esiste un cannibalismo tra lavoratori immigrati su salari e condizioni di lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un ultimo dato che \u00e8 un campanello di allarme per il paese. I nati in Italia da genitori stranieri sono stati 80.000 nel 2012 (dato Istat). Secondo il rapporto dell\u2019Istat, \u201c se ai nati da genitori entrambi stranieri si sommano anche i nati da coppie miste si raggiunge quota 107 mila nati da almeno un genitore straniero nel 2012 (il 20,1% del totale)\u201d. \u00a0I nati italiani per \u00a0anno sono oggi circa 500.000, visto il basso tasso di natalit\u00e0 (in Francia, con una popolazione comparabile con quella italiana, \u00a0i nati sono risaliti a 800.000 anno, grazie alle politiche di sostegno alle famiglie). Questi dati, unitamente ai ricongiungimenti familiari, stanno cambiando il volto della scuola italiana: gli alunni stranieri\u00a0 erano 196.414 nell\u2019a.s. 2001\/2 e sono diventati 802.844 nell\u2019a.s. 2013\/4 (il 9% del totale degli alunni). Inoltre stanno\u00a0 portando in evidenza la necessit\u00e0 di una profonda revisione delle leggi, anche sulla stessa cittadinanza ( jus soli + scolarit\u00e0?). I nati da genitori stranieri, ma in Italia, e residenti da anni e che parlano oltre l\u2019italiano, anche il dialetto veneto sono stranieri o italiani?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Problemi e interrogativi per la politica nazionale, ma soprattutto Europea. La Grecia \u00e8 assolutamente importante, ma pi\u00f9 importante \u00e8 capire le tendenze continentali e cos\u00ec saper gestire le migrazioni bibliche che potrebbero intervenire. Bisognerebbe ricordare per\u00f2 anche i milioni di profughi nei campi della Giordania, della Turchia, \u00a0del Libano (1,2 milioni ai confini della Siria,\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 1\/4 della popolazione), e in molti altri paesi. Ricordiamo che la Siria ha 2.468.500 emigrati, la Somalia 1.121.700 e che il totale dei rifugiati di competenza dell\u2019Unhcr \u00e8 di 42.876.400.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la politica europea si aprono due prospettive:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0 si attuano politiche di corporativismo nazionalistico, negando all\u2019Europa un futuro come Stato unito europeo, chiudendosi ogni possibilit\u00e0 di ruolo economico e politico nell\u2019agone mondiale. Come si suol dire: \u201co contiamo come Europa o come singoli stati neppure la Germania potr\u00e0 avere un futuro di rilievo\u201d;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0 si risolvono i problemi, come quello delle migrazioni, a livello continentale con soluzioni\u00a0 impossibili a livello di singoli paesi, ma possibili e anche di utilit\u00e0 se gestiti a livello europeo (come ci ricorda Bauman nella sua testimonianza sotto riportata).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pu\u00f2 essere proprio Zygmunt Bauman , sociologo e filosofo, capace di capire i cambiamenti e le tendenze in atto nel nostro tempo ad illuminarci sul\u00a0 grande fenomeno dell\u2019immigrazione. In uno dei suoi ultimi interventi qui in Italia ha detto delle cose che possono aiutare la politica europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dice Bauman:\u201d\u00a0 \u00a0Noi viviamo in una condizione che definisco di \u201cdiasporalizzazione\u201d: i vostri nonni, i genitori dei vostri nonni sono migrati in massa, spesso in America Latina, perch\u00e9 essi non potevano sopravvivere qui. Adesso questo fenomeno continua, ma in altre direzioni: questa \u00e8 l\u2019unica differenza. La migrazione \u00e8 un fenomeno che ha riguardato la \u201cmodernit\u00e0\u201d dalle sue origini ed \u00e8 da essa imprescindibile. Perch\u00e9 la modernit\u00e0 produce \u201cpersone inutili\u201d. Esistono due \u201cindustrie\u201d della modernit\u00e0 che producono \u201cpersone inutili\u201d: una \u00e8 quella cosi detta della \u201ccostruzione dell\u2019ordine\u201d, dove ogni regola e sistema vengono costantemente rimpiazzati da nuovi sistemi e regole che producono esuberi, persone eccedenti. L\u2019altra industria che produce \u201cpersone inutili\u201d \u00e8 quell\u2019industria che noi chiamiamo \u201cprogresso economico\u201d che consiste, fondamentalmente, nel ridurre costantemente la forza lavoro. E questo semplicemente produce persone inutili. E queste persone andranno dove c\u2019\u00e8 pane, promesse di pane e acqua potabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo autorevoli studi demografici, l\u2019Europa che \u00e8 vicina ai 400 milioni di abitanti potrebbe nei prossimi cinquant\u2019anni scendere a circa 240 milioni, una popolazione esigua che le impedirebbe di mantenere l\u2019attuale livello di vita e di benessere. Secondo questi studi potrebbero entrare in Europa, nei prossimi 20-30 anni circa 30 milioni di stranieri. Le economie europee hanno bisogno di queste persone. Se in Inghilterra i clandestini venissero identificati ed espulsi, la maggior parte degli ospedali e degli alberghi chiuderebbe\u201d.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cerchiamo\u00a0 di richiamare la situazione dei fenomeni migratori nel nostro paese. 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