{"id":1177,"date":"2015-06-15T09:14:27","date_gmt":"2015-06-15T07:14:27","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/il-santo-padre-e-l-immigrazione\/"},"modified":"2022-07-04T18:38:28","modified_gmt":"2022-07-04T16:38:28","slug":"il-santo-padre-e-l-immigrazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/il-santo-padre-e-l-immigrazione\/","title":{"rendered":"Il pensiero sulla immigrazione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">In questo momento dove il tema delle migrazioni economiche, ma soprattutto forzate \u00e8 stato riportato all&#8217;attenzione di tutti a causa dei conflitti in molti paesi e aree del mondo, vogliamo richiamare l&#8217;attenzione, e rileggere le parole pronunciate dal Santo Padre, papa Francesco, in alcune occasioni: <em>delle visite pastorali a Lampedusa (8 luglio 2013), al Centro Astalli di Roma (10 settembre 2013), del discorso a Strasburgo (25 Novembre 2014),\u00a0 del discorso rivolto alle Acli\u00a0 il 23 maggio 2015, della lettera al Vescovo di Cefal\u00f9 (28 Maggio 2015) e del discorso del 30 Maggio 2015, sala Clementina all\u2019Associazione Scienza e Vita.\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di ogni intervento del papa Francesco evidenzieremo in questa ricerca solo le parti riguardanti i temi dell\u2019immigrazione, dell\u2019accoglienza, dell\u2019integrazione, del lavoro, ecc., mentre in calce all\u2019articolo saranno riportati in allegato tutti i testi integrali. <span><em><br \/><\/em><\/span><em><br \/><\/em><strong>L&#8217;omelia del Santo Padre a Lampedusa (8 luglio 2013)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cImmigrati morti in mare, da quelle barche che invece di essere una via di speranza sono state una via di morte. Cos\u00ec il titolo dei giornali. Quando alcune settimane fa ho appreso questa notizia, che purtroppo tante volte si \u00e8 ripetuta, il pensiero vi \u00e8 tornato continuamente come una spina nel cuore che porta sofferenza. E allora ho sentito che dovevo venire qui oggi a pregare, a compiere un gesto di vicinanza, ma anche a risvegliare le nostre coscienze perch\u00e9 ci\u00f2 che \u00e8 accaduto non si ripeta. Non si ripeta per favore.\u00a0 \u2026Un pensiero lo rivolgo ai cari immigrati musulmani che oggi, alla sera, stanno iniziando il digiuno di Ramadan, con l\u2019augurio di abbondanti frutti spirituali. La Chiesa vi \u00e8 vicina nella ricerca di una vita pi\u00f9 dignitosa per voi e le vostre famiglie. A voi: o\u2019sci\u00e0!<br \/>Questa mattina, alla luce della Parola di Dio che abbiamo ascoltato, vorrei proporre alcune parole che soprattutto provochino la coscienza di tutti, spingano a riflettere e a cambiare concretamente certi atteggiamenti.<br \/>\u00abAdamo, dove sei?\u00bb: \u00e8 la prima domanda che Dio rivolge all\u2019uomo dopo il peccato. \u00abDove sei Adamo?\u00bb. E Adamo \u00e8 un uomo disorientato che ha perso il suo posto nella creazione perch\u00e9 crede di diventare potente, di poter dominare tutto, di essere Dio. E l\u2019armonia si rompe, l\u2019uomo sbaglia e questo si ripete anche nella relazione con l\u2019altro che non \u00e8 pi\u00f9 il fratello da amare, ma semplicemente l\u2019altro che disturba la mia vita, il mio benessere. E Dio pone la seconda domanda: \u00abCaino, dov\u2019\u00e8 tuo fratello?\u00bb. Il sogno di essere potente, di essere grande come Dio, anzi di essere Dio, porta ad una catena di sbagli che \u00e8 catena di morte, porta a versare il sangue del fratello!<br \/>Queste due domande di Dio risuonano anche oggi, con tutta la loro forza! Tanti di noi, mi includo anch\u2019io, siamo disorientati, non siamo pi\u00f9 attenti al mondo in cui viviamo, non curiamo, non custodiamo quello che Dio ha creato per tutti e non siamo pi\u00f9 capaci neppure di custodirci gli uni gli altri. E quando questo disorientamento assume le dimensioni del mondo, si giunge a tragedie come quella a cui abbiamo assistito.<br \/>\u00abDov\u2019\u00e8 il tuo fratello?\u00bb, la voce del suo sangue grida fino a me, dice Dio. Questa non \u00e8 una domanda rivolta ad altri, \u00e8 una domanda rivolta a me, a te, a ciascuno di noi. Quei nostri fratelli e sorelle cercavano di uscire da situazioni difficili per trovare un po\u2019 di serenit\u00e0 e di pace; cercavano un posto migliore per s\u00e9 e per le loro famiglie, ma hanno trovato la morte. Quante volte coloro che cercano questo non trovano comprensione, non trovanoaccoglienza, non trovano solidariet\u00e0! E le loro voci salgono fino a Dio! E una volta ancora ringrazio voi abitanti di Lampedusa per la solidariet\u00e0. Ho sentito, recentemente, uno di questi fratelli. Prima di arrivare qui sono passati per le mani dei trafficanti, coloro che sfruttano la povert\u00e0 degli altri, queste persone per le quali la povert\u00e0 degli altri \u00e8 una fonte di guadagno. Quanto hanno sofferto! E alcuni non sono riusciti ad arrivare.<br \/>\u00abDov\u2019\u00e8 il tuo fratello?\u00bb Chi \u00e8 il responsabile di questo sangue? Nella letteratura spagnola c\u2019\u00e8 una commedia di Lope de Vega che narra come gli abitanti della citt\u00e0 di <em>Fuente Ovejuna<\/em> uccidono il Governatore perch\u00e9 \u00e8 un tiranno, e lo fanno in modo che non si sappia chi ha compiuto l\u2019esecuzione. E quando il giudice del re chiede: \u00abChi ha ucciso il Governatore?\u00bb, tutti rispondono: \u00ab<em>Fuente Ovejuna<\/em>, Signore\u00bb. Tutti e nessuno! Anche oggi questa domanda emerge con forza: Chi \u00e8 il responsabile del sangue di questi fratelli e sorelle? Nessuno! Tutti noi rispondiamo cos\u00ec: non sono io, io non c\u2019entro, saranno altri, non certo io. Ma Dio chiede a ciascuno di noi: \u00abDov\u2019\u00e8 il sangue del tuo fratello che grida fino a me?\u00bb. Oggi nessuno nel mondo si sente responsabile di questo; abbiamo perso il senso della responsabilit\u00e0 fraterna; siamo caduti nell\u2019atteggiamento ipocrita del sacerdote e del servitore dell\u2019altare, di cui parlava Ges\u00f9 nella parabola del Buon Samaritano: guardiamo il fratello mezzo morto sul ciglio della strada, forse pensiamo \u201cpoverino\u201d, e continuiamo per la nostra strada, non \u00e8 compito nostro; e con questo ci tranquillizziamo, ci sentiamo a posto. La cultura del benessere, che ci porta a pensare a noi stessi, ci rende insensibili alle grida degli altri, ci fa vivere in bolle di sapone, che sono belle, ma non sono nulla, sono l\u2019illusione del futile, del provvisorio, che porta all\u2019indifferenza verso gli altri, anzi porta alla globalizzazione dell\u2019indifferenza. In questo mondo della globalizzazione siamo caduti nella globalizzazione dell&#8217;indifferenza.Ci siamo abituati alla sofferenza dell\u2019altro, non ci riguarda, non ci interessa, non \u00e8 affare nostro!<br \/>Ritorna la figura dell\u2019Innominato di Manzoni. La globalizzazione dell\u2019indifferenza ci rende tutti \u201cinnominati\u201d, responsabili senza nome e senza volto.<br \/>\u00abAdamo dove sei?\u00bb, \u00abDov\u2019\u00e8 il tuo fratello?\u00bb, sono le due domande che Dio pone all\u2019inizio della storia dell\u2019umanit\u00e0 e che rivolge anche a tutti gli uomini del nostro tempo, anche a noi. Ma io vorrei che ci ponessimo una terza domanda: \u00abChi di noi ha pianto per questo fatto e per fatti come questo?\u00bb, Chi ha pianto per la morte di questi fratelli e sorelle? Chi ha pianto per queste persone che erano sulla barca? Per le giovani mamme che portavano i loro bambini? Per questi uomini che desideravano qualcosa per sostenere le proprie famiglie? Siamo una societ\u00e0 che ha dimenticato l\u2019esperienza del piangere, del \u201cpatire con\u201d: la globalizzazione dell\u2019indifferenza ci ha tolto la capacit\u00e0 di piangere! Nel Vangelo abbiamo ascoltato il grido, il pianto, il grande lamento: \u00abRachele piange i suoi figli\u2026 perch\u00e9 non sono pi\u00f9\u00bb. Erode ha seminato morte per difendere il proprio benessere, la propria bolla di sapone. E questo continua a ripetersi\u2026 Domandiamo al Signore che cancelli ci\u00f2 che di Erode \u00e8 rimasto anche nel nostro cuore; domandiamo al Signore la grazia di piangere sulla nostra indifferenza, di piangere sulla crudelt\u00e0 che c\u2019\u00e8 nel mondo, in noi, anche in coloro che nell\u2019anonimato prendono decisioni socio-economiche che aprono la strada ai drammi come questo. \u00abChi ha pianto?\u00bb. Chi ha pianto oggi nel mondo?<br \/>Signore, in questa Liturgia, che \u00e8 una Liturgia di penitenza, chiediamo perdono per l\u2019indifferenza verso tanti fratelli e sorelle, ti chiediamo Padre perdono per chi si \u00e8 accomodato e si \u00e8 chiuso nel proprio benessere che porta all\u2019anestesia del cuore, ti chiediamo perdono per coloro che con le loro decisioni a livello mondiale hanno creato situazioni che conducono a questi drammi. Perdono Signore! Signore, che sentiamo anche oggi le tue domande:\u00abAdamo dove sei?\u00bb, \u00abDov\u2019\u00e8 il sangue di tuo fratello?\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icona\" src=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/download\/papa-francesco-20130708-omelia-lampedusa\/'>papa-francesco_20130708_omelia-lampedusa<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 114.21K<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/download\/papa-francesco-20130708-omelia-lampedusa\/?wpdmdl=5274&refresh=6a08455da1e011778926941\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riportiamo qui di seguito il testo del <strong>discorso del Santo Padre Francesco <\/strong><span><strong>al Centro Astalli di Roma (10 settembre 2013).<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2026Saluto prima di tutto voi rifugiati e rifugiate. Abbiamo ascoltato Adam e Carol: grazie per le vostre testimonianze forti, sofferte. Ognuno di voi, cari amici, porta una storia di vita che ci parla di drammi di guerre, di conflitti, spesso legati alle politiche internazionali. Ma ognuno di voi porta soprattutto una ricchezza umana e religiosa, una ricchezza da accogliere, non da temere. Molti di voi siete musulmani, di altre religioni; venite da vari Paesi, da situazioni diverse. Non dobbiamo avere paura delle differenze! La fraternit\u00e0 ci fa scoprire che sono una ricchezza, un dono per tutti! Viviamo la fraternit\u00e0!<br \/>Roma! Dopo Lampedusa e gli altri luoghi di arrivo, per molte persone la nostra citt\u00e0 \u00e8 la seconda tappa. Spesso \u2013 come abbiamo sentito &#8211; \u00e8 un viaggio difficile, estenuante, anche violento quello che si \u00e8 affrontato \u2013 penso soprattutto alle donne, alle mamme, che sopportano questo pur di assicurare un futuro ai loro figli e una speranza di vita diversa per se stesse e per la famiglia. Roma dovrebbe essere la citt\u00e0 che permette di ritrovare una dimensione umana, di ricominciare a sorridere. Quante volte, invece, qui, come in altre parti, tante persone che portano scritto \u201cprotezione internazionale\u201d sul loro permesso di soggiorno, sono costrette a vivere in situazioni disagiate, a volte degradanti, senza la possibilit\u00e0 di iniziare una vita dignitosa, di pensare a un nuovo futuro!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie allora a quanti, come questo Centro e altri servizi, ecclesiali, pubblici e privati, si danno da fare per accogliere queste persone con un progetto. Grazie a Padre Giovanni e ai Confratelli; a voi, operatori, volontari, benefattori, che non donate solo qualcosa o del tempo, ma che cercate di entrare in relazione con i richiedenti asilo e i rifugiati riconoscendoli come persone, impegnandovi a trovare risposte concrete ai loro bisogni. Tenere sempre viva la speranza! Aiutare a recuperare la fiducia! Mostrare che con l\u2019accoglienza e la fraternit\u00e0 si pu\u00f2 aprire una finestra sul futuro, pi\u00f9 che una finestra, una porta, e pi\u00f9 si pu\u00f2 avere ancora un futuro! Ed \u00e8 bello che a lavorare per i rifugiati, insieme con i Gesuiti, siano uomini e donne cristiani e anche non credenti o di altre religioni, uniti nel nome del bene comune, che per noi cristiani \u00e8 espressione dell\u2019amore del Padre in Cristo Ges\u00f9. Sant\u2019Ignazio di Loyola volle che ci fosse uno spazio per accogliere i pi\u00f9 poveri nei locali dove aveva la sua residenza a Roma, e il Padre Arrupe, nel 1981, fond\u00f2 il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati, e volle che la sede romana fosse in quei locali, nel cuore della citt\u00e0. E penso a quel congedo spirituale del padre Arrupe in Thailandia, proprio in un centro per i rifugiati.<br \/>Servire, accompagnare, difendere: le tre parole che sono il programma di lavoro per i Gesuiti e i loro collaboratori.<br \/>Servire. Che cosa significa? Servire significa accogliere la persona che arriva, con attenzione; significa chinarsi su chi ha bisogno e tendergli la mano, senza calcoli, senza timore, con tenerezza e comprensione, come Ges\u00f9 si \u00e8 chinato a lavare i piedi agli Apostoli. Servire significa lavorare a fianco dei pi\u00f9 bisognosi, stabilire con loro prima di tutto relazioni umane, di vicinanza, legami di solidariet\u00e0. Solidariet\u00e0, questa parola che fa paura per il mondo pi\u00f9 sviluppato. Cercano di non dirla. E\u2019 quasi una parolaccia per loro. Ma \u00e8 la nostra parola! Servire significa riconoscere e accogliere le domande di giustizia, di speranza, e cercare insieme delle strade, dei percorsi concreti di liberazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I poveri sono anche maestri privilegiati della nostra conoscenza di Dio; la loro fragilit\u00e0 e semplicit\u00e0 smascherano i nostri egoismi, le nostre false sicurezze, le nostre pretese di autosufficienza e ci guidano all\u2019esperienza della vicinanza e della tenerezza di Dio, a ricevere nella nostra vita il suo amore, la sua misericordia di Padre che, con discrezione e paziente fiducia, si prende cura di noi, di tutti noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da questo luogo di accoglienza, di incontro e di servizio vorrei allora che partisse una domanda per tutti, per tutte le persone che abitano qui in questa diocesi di Roma: mi chino su chi \u00e8 in difficolt\u00e0 oppure ho paura di sporcarmi le mani? Sono chiuso in me stesso, nelle mie cose, o mi accorgo di chi ha bisogno di aiuto? Servo solo me stesso o so servire gli altri come Cristo che \u00e8 venuto per servire fino a donare la sua vita? Guardo negli occhi di coloro che chiedono giustizia o indirizzo lo sguardo verso l\u2019altro lato? Per non guardare gli occhi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accompagnare. In questi anni, il Centro Astalli ha fatto un cammino. All\u2019inizio offriva servizi di prima accoglienza: una mensa, un posto-letto, un aiuto legale. Poi ha imparato ad accompagnare le persone nella ricerca del lavoro e nell\u2019inserimento sociale. E quindi ha proposto anche attivit\u00e0 culturali, per contribuire a far crescere una cultura dell\u2019accoglienza, una cultura dell\u2019incontro e della solidariet\u00e0, a partire dalla tutela dei diritti umani. La sola accoglienza non basta. Non basta dare un panino se non \u00e8 accompagnato dalla possibilit\u00e0 di imparare a camminare con le proprie gambe. La carit\u00e0 che lascia il povero cos\u00ec com\u2019\u00e8 non \u00e8 sufficiente. La misericordia vera, quella che Dio ci dona e ci insegna, chiede la giustizia, chiede che il povero trovi la strada per non essere pi\u00f9 tale. Chiede &#8211; e lo chiede a noi Chiesa, a noi citt\u00e0 di Roma, alle istituzioni \u2013 chiede che nessuno debba pi\u00f9 avere bisogno di una mensa, di un alloggio di fortuna, di un servizio di assistenza legale per vedere riconosciuto il proprio diritto a vivere e a lavorare, a essere pienamente persona. Adam ha detto: \u201cNoi rifugiati abbiamo il dovere di fare del nostro meglio per essere integrati in Italia\u201d. E questo \u00e8 un diritto: l\u2019integrazione! E Carol ha detto: \u201cI Siriani in Europa sentono la grande responsabilit\u00e0 di non essere un peso, vogliamo sentirci parte attiva di una nuova societ\u00e0\u201d. Anche questo \u00e8 un diritto! Ecco, questa responsabilit\u00e0 \u00e8 la base etica, \u00e8 la forza per costruire insieme. Mi domando: noi accompagniamo questo cammino?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Difendere. Servire, accompagnare vuol dire anche difendere, vuol dire mettersi dalla parte di chi \u00e8 pi\u00f9 debole. Quante volte leviamo la voce per difendere i nostri diritti, ma quante volte siamo indifferenti verso i diritti degli altri! Quante volte non sappiamo o non vogliamo dare voce alla voce di chi \u2013 come voi \u2013 ha sofferto e soffre, di chi ha visto calpestare i propri diritti, di chi ha vissuto tanta violenza che ha soffocato anche il desiderio di avere giustizia!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per tutta la Chiesa \u00e8 importante che l\u2019accoglienza del povero e la promozione della giustizia non vengano affidate solo a degli \u201cspecialisti\u201d, ma siano un\u2019attenzione di tutta la pastorale, della formazione dei futuri sacerdoti e religiosi, dell\u2019impegno normale di tutte le parrocchie, i movimenti e le aggregazioni ecclesiali. In particolare \u2013 e questo \u00e8 importante e lo dico dal cuore \u2013 in particolare vorrei invitare anche gli Istituti religiosi a leggere seriamente e con responsabilit\u00e0 questo segno dei tempi. Il Signore chiama a vivere con pi\u00f9 coraggio e generosit\u00e0 l\u2019accoglienza nelle comunit\u00e0, nelle case, nei conventi vuoti\u2026 Carissimi religiosi e religiose, i conventi vuoti non servono alla Chiesa per trasformarli in alberghi e guadagnare i soldi. I conventi vuoti non sono nostri, sono per la carne di Cristo che sono i rifugiati. Il Signore chiama a vivere con generosit\u00e0 e coraggio la accoglienza nei conventi vuoti. Certo non \u00e8 qualcosa di semplice, ci vogliono criterio, responsabilit\u00e0, ma ci vuole anche coraggio. Facciamo tanto, forse siamo chiamati a fare di pi\u00f9, accogliendo e condividendo con decisione ci\u00f2 che la Provvidenza ci ha donato per servire. Superare la tentazione della mondanit\u00e0 spirituale per essere vicini alle persone semplici e soprattutto agli ultimi. Abbiamo bisogno di comunit\u00e0 solidali che vivano l\u2019amore in modo concreto!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni giorno, qui e in altri centri, tante persone, in prevalenza giovani, si mettono in fila per un pasto caldo. Queste persone ci ricordano sofferenze e drammi dell\u2019umanit\u00e0. Ma quella fila ci dice anche che fare qualcosa, adesso, tutti, \u00e8 possibile. Basta bussare alla porta, e provare a dire: \u201cIo ci sono. Come posso dare una mano?\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icona\" src=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/download\/papa-francesco-20130910-centro-astalli\/'>papa-francesco_20130910_centro-astalli<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 114.52K<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/download\/papa-francesco-20130910-centro-astalli\/?wpdmdl=5275&refresh=6a08455da4b3f1778926941\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal discorso di papa Francesco a Strasburgo &#8211; 25 novembre 2014<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2026La mia visita avviene dopo oltre un quarto di secolo da quella compiuta da Papa Giovanni Paolo II.\u00a0 Molto \u00e8 cambiato da quei giorni in Europa e in tutto il mondo. Non esistono pi\u00f9 i blocchi contrapposti che allora dividevano il continente in due e si sta lentamente compiendo il desiderio che \u00abl\u2019Europa, dandosi sovranamente libere istituzioni, possa un giorno estendersi alle dimensioni che le sono state date dalla geografia e pi\u00f9 ancora dalla storia\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accanto a un\u2019Unione Europea pi\u00f9 ampia, vi \u00e8 anche un mondo pi\u00f9 complesso e fortemente in movimento. Un mondo sempre pi\u00f9 interconnesso e globale e perci\u00f2 sempre meno \u201ceurocentrico\u201d. A un\u2019Unione pi\u00f9 estesa, pi\u00f9 influente, sembra per\u00f2 affiancarsi l\u2019immagine di un\u2019Europa un po\u2019 invecchiata e compressa, che tende a sentirsi meno protagonista in un contesto che la guarda spesso con distacco, diffidenza e talvolta con sospetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, la promozione dei diritti umani occupa un ruolo centrale nell\u2019impegno dell\u2019Unione Europea in ordine a favorire la dignit\u00e0 della persona, sia al suo interno che nei rapporti con gli altri Paesi. Si tratta di un impegno importante e ammirevole, poich\u00e9 persistono fin troppe situazioni in cui gli esseri umani sono trattati come oggetti, dei quali si pu\u00f2 programmare la concezione, la configurazione e l\u2019utilit\u00e0, e che poi possono essere buttati via quando non servono pi\u00f9, perch\u00e9 diventati deboli, malati o vecchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre per\u00f2 prestare attenzione per non cadere in alcuni equivoci che possono nascere da un fraintendimento del concetto di diritti umani e da un loro paradossale abuso. Vi \u00e8 infatti oggi la tendenza verso una rivendicazione sempre pi\u00f9 ampia di diritti individuali \u2013 sono tentato di dire individualistici -, che cela una concezione di persona umana staccata da ogni contesto sociale e antropologico, quasi come una \u201cmonade\u201d (\u03bc\u03bf\u03bd\u03ac\u03c2), sempre pi\u00f9 insensibile alle altre \u201cmonadi\u201d intorno a s\u00e9. Al concetto di diritto non sembra pi\u00f9 associato quello altrettanto essenziale e complementare di dovere, cos\u00ec che si finisce per affermare i diritti del singolo senza tenere conto che ogni essere umano \u00e8 legato a un contesto sociale, in cui i suoi diritti e doveri sono connessi a quelli degli altri e al bene comune della societ\u00e0 stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ritengo perci\u00f2 che sia quanto mai vitale approfondire oggi una cultura dei diritti umani che possa sapientemente legare la dimensione individuale, o, meglio, personale, a quella del bene comune, a quel \u201cnoi-tutti\u201d formato da individui, famiglie e gruppi intermedi che si uniscono in comunit\u00e0 sociale. Infatti, se il diritto di ciascuno non \u00e8 armonicamente ordinato al bene pi\u00f9 grande, finisce per concepirsi senza limitazioni e dunque per diventare sorgente di conflitti e di violenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parlare della dignit\u00e0 trascendente dell\u2019uomo, significa dunque fare appello alla sua natura, alla sua innata capacit\u00e0 di distinguere il bene dal male, a quella \u201cbussola\u201d inscritta nei nostri cuori e che Dio ha impresso nell\u2019universo creato; soprattutto significa guardare all\u2019uomo non come a un assoluto, ma come a un essere relazionale. Una delle malattie che vedo pi\u00f9 diffuse oggi in Europa \u00e8 la solitudine, propria di chi \u00e8 privo di legami. La si vede particolarmente negli anziani, spesso abbandonati al loro destino, come pure nei giovani privi di punti di riferimento e di opportunit\u00e0 per il futuro; la si vede nei numerosi poveri che popolano le nostre citt\u00e0; la si vede negli occhi smarriti dei migranti che sono venuti qui in cerca di un futuro migliore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale solitudine \u00e8 stata poi acuita dalla crisi economica, i cui effetti perdurano ancora con conseguenze drammatiche dal punto di vista sociale. Si pu\u00f2 poi constatare che, nel corso degli ultimi anni, accanto al processo di allargamento dell\u2019Unione Europea, \u00e8 andata crescendo la sfiducia da parte dei cittadini nei confronti di istituzioni ritenute distanti, impegnate a stabilire regole percepite come lontane dalla sensibilit\u00e0 dei singoli popoli, se non addirittura dannose. Da pi\u00f9 parti si ricava un\u2019impressione generale di stanchezza, d\u2019invecchiamento, di un\u2019Europa nonna e non pi\u00f9 fertile e vivace. Per cui i grandi ideali che hanno ispirato l\u2019Europa sembrano aver perso forza attrattiva, in favore dei tecnicismi burocratici delle sue istituzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A ci\u00f2 si associano alcuni stili di vita un po\u2019 egoisti, caratterizzati da un\u2019opulenza ormai insostenibile e spesso indifferente nei confronti del mondo circostante, soprattutto dei pi\u00f9 poveri. Si constata con rammarico un prevalere delle questioni tecniche ed economiche al centro del dibattito politico, a scapito di un autentico orientamento antropologico. L\u2019essere umano rischia di essere ridotto a semplice ingranaggio di un meccanismo che lo tratta alla stregua di un bene di consumo da utilizzare, cos\u00ec che \u2013 lo notiamo purtroppo spesso \u2013 quando la vita non \u00e8 funzionale a tale meccanismo viene scartata senza troppe remore, come nel caso dei malati, dei malati terminali, degli anziani abbandonati e senza cura, o dei bambini uccisi prima di nascere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come dunque ridare speranza al futuro, cos\u00ec che, a partire dalle giovani generazioni, si ritrovi la fiducia per perseguire il grande ideale di un\u2019Europa unita e in pace, creativa e intraprendente, rispettosa dei diritti e consapevole dei propri doveri?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio a partire dalla necessit\u00e0 di un\u2019apertura al trascendente, intendo affermare la centralit\u00e0 della persona umana, altrimenti in balia delle mode e dei poteri del momento. In questo senso ritengo fondamentale non solo il patrimonio che il cristianesimo ha lasciato nel passato alla formazione socioculturale del continente, bens\u00ec soprattutto il contributo che intende dare oggi e nel futuro alla sua crescita. Tale contributo non costituisce un pericolo per la laicit\u00e0 degli Stati e per l\u2019indipendenza delle istituzioni dell\u2019Unione, bens\u00ec un arricchimento. Ce lo indicano gli ideali che l\u2019hanno formata fin dal principio, quali la pace, la sussidiariet\u00e0 e la solidariet\u00e0 reciproca, un umanesimo incentrato sul rispetto della dignit\u00e0 della persona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2026Sono convinto che un\u2019Europa che sia in grado di fare tesoro delle proprie radici religiose, sapendone cogliere la ricchezza e le potenzialit\u00e0, possa essere anche pi\u00f9 facilmente immune dai tanti estremismi che dilagano nel mondo odierno, anche per il grande vuoto ideale a cui assistiamo nel cosiddetto Occidente, perch\u00e9 \u00ab\u00e8 proprio l\u2019oblio di Dio, e non la sua glorificazione, a generare la violenza\u00bb. \u2026Non possiamo qui non ricordare le numerose ingiustizie e persecuzioni che colpiscono quotidianamente le minoranze religiose, e particolarmente cristiane, in diverse parti del mondo. Comunit\u00e0 e persone che si trovano ad essere oggetto di barbare violenze: cacciate dalle proprie case e patrie; vendute come schiave; uccise, decapitate, crocefisse e bruciate vive, sotto il silenzio vergognoso e complice di tanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2026Mettere al centro la persona umana significa anzitutto lasciare che essa esprima liberamente il proprio volto e la propria creativit\u00e0, sia a livello di singolo che di popolo.\u00a0 \u2026D\u2019altra parte le peculiarit\u00e0 di ciascuno costituiscono un\u2019autentica ricchezza nella misura in cui sono messe al servizio di tutti. Occorre ricordare sempre l\u2019architettura propria dell\u2019Unione Europea, basata sui principi di solidariet\u00e0 e sussidiariet\u00e0, cos\u00ec che prevalga l\u2019aiuto vicendevole e si possa camminare, animati da reciproca fiducia. \u2026Mantenere viva la realt\u00e0 delle democrazie \u00e8 una sfida di questo momento storico, evitando che la loro forza reale \u2013 forza politica espressiva dei popoli \u2013 sia rimossa davanti alla pressione di interessi multinazionali non universali, che le indeboliscano e le trasformino in sistemi uniformanti di potere finanziario al servizio di imperi sconosciuti. Questa \u00e8 una sfida che oggi la storia vi pone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2026L\u2019Europa \u00e8 sempre stata in prima linea in un lodevole impegno a favore dell\u2019ecologia. Questa nostra terra ha infatti bisogno di continue cure e attenzioni e ciascuno ha una personale responsabilit\u00e0 nel custodire il creato, prezioso dono che Dio ha messo nelle mani degli uomini. Ci\u00f2 significa da un lato che la natura \u00e8 a nostra disposizione, ne possiamo godere e fare buon uso; dall\u2019altro per\u00f2 significa che non ne siamo i padroni. Custodi, ma non padroni. La dobbiamo perci\u00f2 amare e rispettare, mentre \u00abinvece siamo spesso guidati dalla superbia del dominare, del possedere, del manipolare, dello sfruttare; non la \u201ccustodiamo\u201d, non la rispettiamo, non la consideriamo come un dono gratuito di cui avere cura\u00bb. Rispettare l\u2019ambiente significa per\u00f2 non solo limitarsi ad evitare di deturparlo, ma anche di utilizzarlo per il bene. Penso soprattutto al settore agricolo, chiamato a dare sostegno e nutrimento all\u2019uomo. Non si pu\u00f2 tollerare che milioni di persone nel mondo muoiano di fame, mentre tonnellate di derrate alimentari vengono scartate ogni giorno dalle nostre tavole. Inoltre, rispettare la natura, ci ricorda che l\u2019uomo stesso \u00e8 parte fondamentale di essa. Accanto ad un\u2019ecologia ambientale, serve perci\u00f2 quell\u2019ecologia umana, fatta del rispetto della persona, che ho inteso richiamare quest\u2019oggi rivolgendomi a voi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo ambito in cui fioriscono i talenti della persona umana \u00e8 il lavoro. E\u2019 tempo di favorire le politiche di occupazione, ma soprattutto \u00e8 necessario ridare dignit\u00e0 al lavoro, garantendo anche adeguate condizioni per il suo svolgimento. Ci\u00f2 implica, da un lato, reperire nuovi modi per coniugare la flessibilit\u00e0 del mercato con le necessit\u00e0 di stabilit\u00e0 e certezza delle prospettive lavorative, indispensabili per lo sviluppo umano dei lavoratori; d\u2019altra parte, significa favorire un adeguato contesto sociale, che non punti allo sfruttamento delle persone, ma a garantire, attraverso il lavoro, la possibilit\u00e0 di costruire una famiglia e di educare i figli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parimenti, \u00e8 necessario affrontare insieme la questione migratoria. Non si pu\u00f2 tollerare che il Mar Mediterraneo diventi un grande cimitero! Sui barconi che giungono quotidianamente sulle coste europee ci sono uomini e donne che necessitano di accoglienza e di aiuto. L\u2019assenza di un sostegno reciproco all\u2019interno dell\u2019Unione Europea rischia di incentivare soluzioni particolaristiche al problema, che non tengono conto della dignit\u00e0 umana degli immigrati, favorendo il lavoro schiavo e continue tensioni sociali. L\u2019Europa sar\u00e0 in grado di far fronte alle problematiche connesse all\u2019immigrazione se sapr\u00e0 proporre con chiarezza la propria identit\u00e0 culturale e mettere in atto legislazioni adeguate che sappiano allo stesso tempo tutelare i diritti dei cittadini europei e garantire l\u2019accoglienza dei migranti; se sapr\u00e0 adottare politiche corrette, coraggiose e concrete che aiutino i loro Paesi di origine nello sviluppo socio-politico e nel superamento dei conflitti interni \u2013 causa principale di tale fenomeno \u2013 invece delle politiche di interesse che aumentano e alimentano tali conflitti. \u00c8 necessario agire sulle cause e non solo sugli effetti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2026la coscienza della propria identit\u00e0 \u00e8 indispensabile nei rapporti con gli altri Paesi vicini, particolarmente con quelli che si affacciano sul Mediterraneo, molti dei quali soffrono a causa di conflitti interni e per la pressione del fondamentalismo religioso e del terrorismo internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cari Eurodeputati, \u00e8 giunta l\u2019ora di costruire insieme l\u2019Europa che ruota non intorno all\u2019economia, ma intorno alla sacralit\u00e0 della persona umana, dei valori inalienabili; l\u2019Europa che abbraccia con coraggio il suo passato e guarda con fiducia il futuro per vivere pienamente e con speranza il suo presente. \u00c8 giunto il momento di abbandonare l\u2019idea di un\u2019Europa impaurita e piegata su s\u00e9 stessa per suscitare e promuovere l\u2019Europa protagonista, portatrice di scienza, di arte, di musica, di valori umani e anche di fede. L\u2019Europa che contempla il cielo e persegue degli ideali; l\u2019Europa che guarda e difende e tutela l\u2019uomo; l\u2019Europa che cammina sulla terra sicura e salda, prezioso punto di riferimento per tutta l\u2019umanit\u00e0!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icona\" src=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/download\/papa-francesco-20141125-strasburgo-parlamento-europeo\/'>papa-francesco_20141125_strasburgo-parlamento-europeo<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 132.96K<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/download\/papa-francesco-20141125-strasburgo-parlamento-europeo\/?wpdmdl=5276&refresh=6a08455da675a1778926941\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Discorso di Papa Francesco alle Acli \u00a0 \u00a0 \u00a0 Aula Paolo VI \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 23 maggio 2015<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2026vi saluto con affetto in occasione del 70\u00b0 anniversario della fondazione delle Associazioni Cristiane dei Lavoratori Italiani\u2026 Quello che \u00e8 cambiato nel mondo globale non sono tanto i problemi, quanto la loro dimensione e la loro urgenza. Inedite sono l\u2019ampiezza e la velocit\u00e0 di riproduzione delle disuguaglianze. Ma questo non possiamo permetterlo! Dobbiamo proporre alternative eque e solidali che siano realmente praticabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;estendersi della precariet\u00e0, del lavoro nero e del ricatto malavitoso fa sperimentare, soprattutto tra le giovani generazioni, che la mancanza del lavoro toglie dignit\u00e0, impedisce la pienezza della vita umana e reclama una risposta sollecita e vigorosa. Risposta sollecita e vigorosa contro questo sistema economico mondiale dove al centro non ci sono \u00e8 l\u2019uomo e la donna: c\u2019\u00e8 un idolo, il dio-denaro. E\u2019 questo che comanda! E questo dio-denaro distrugge, e provoca la cultura dello scarto: si scartano i bambini, perch\u00e9 non si fanno: si sfruttano o si uccidono prima di nascere; si scartano gli anziani, perch\u00e9 non hanno la cura dignitosa, non hanno le medicine, hanno pensioni miserabili\u2026 E adesso, si scartano i giovani. Pensate, in questa terra tanto generosa, pensate a quel 40%, o un po\u2019 di pi\u00f9, di giovani dai 25 anni in gi\u00f9 che non hanno lavoro: sono materiale di scarto, ma sono anche il sacrificio che questa societ\u00e0, mondana e egoista, offre al dio-denaro, che \u00e8 al centro del nostro sistema economico mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Davanti a questa cultura dello scarto, vi invito a realizzare un sogno che vola pi\u00f9 in alto. Dobbiamo far s\u00ec che, attraverso il lavoro \u2013 il \u00ablavoro libero, creativo, partecipativo e solidale\u00bb (cfr Esort. ap. <span>Evangelii gaudium, 192<\/span>) \u2013 l\u2019essere umano esprima ed accresca la dignit\u00e0 della propria vita. Vorrei dire qualcosa su queste quattro caratteristiche del lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lavoro libero. La vera libert\u00e0 del lavoro significa che l\u2019uomo, proseguendo l\u2019opera del Creatore, fa s\u00ec che il mondo ritrovi il suo fine: essere opera di Dio che, nel lavoro compiuto, incarna e prolunga l\u2019immagine della sua presenza nella creazione e nella storia dell\u2019uomo. Troppo spesso, invece, il lavoro \u00e8 succube di oppressioni a diversi livelli: dell\u2019uomo sull\u2019altro uomo; di nuove organizzazioni schiavistiche che opprimono i pi\u00f9 poveri; in particolare, molti bambini e molte donne subiscono un\u2019economia che obbliga a un lavoro indegno che contraddice la creazione nella sua bellezza e nella sua armonia. Dobbiamo far s\u00ec che il lavoro non sia strumento di alienazione, ma di speranza e di vita nuova. Cio\u00e8, che il lavoro sia libero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo: il lavoro creativo. Ogni uomo porta in s\u00e9 una originale e unica capacit\u00e0 di trarre da s\u00e9 e dalle persone che lavorano con lui il bene che Dio gli ha posto nel cuore. Ogni uomo e donna \u00e8 \u201cpoeta\u201d, capace di fare creativit\u00e0. Poeta vuol dire questo. Ma questo pu\u00f2 avvenire quando si permette all\u2019uomo di esprimere in libert\u00e0 e creativit\u00e0 alcune forme di impresa, di lavoro collaborativo svolto in comunit\u00e0 che consentano a lui e ad altre persone un pieno sviluppo economico e sociale. Non possiamo tarpare le ali a quanti, in particolare giovani, hanno tanto da dare con la loro intelligenza e capacit\u00e0; essi vanno liberati dai pesi che li opprimono e impediscono loro di entrare a pieno diritto e quanto prima nel mondo del lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Terzo: il lavoro partecipativo. Per poter incidere nella realt\u00e0, l\u2019uomo \u00e8 chiamato ad esprimere il lavoro secondo la logica che pi\u00f9 gli \u00e8 propria, quella relazionale. La logica relazionale, cio\u00e8 vedere sempre nel fine del lavoro il volto dell\u2019altro e la collaborazione responsabile con altre persone. L\u00ec dove, a causa di una visione economicistica, come quella che ho detto prima, si pensa all\u2019uomo in chiave egoistica e agli altri come mezzi e non come fini, il lavoro perde il suo senso primario di continuazione dell\u2019opera di Dio, e per questo \u00e8 opera di un idolo; l\u2019opera di Dio, invece, \u00e8 destinata a tutta l\u2019umanit\u00e0, perch\u00e9 tutti possano beneficiarne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E quarto, il lavoro solidale. Ogni giorno voi incontrate persone che hanno perso il lavoro \u2013 questo fa piangere \u2013, o in cerca di occupazione. E prendono quello che capita. Alcuni mesi fa, una signora mi diceva che aveva preso un lavoro, 10\/11 ore, in nero, a 600 euro al mese. E quando ha detto: \u201cMa, niente di pi\u00f9?\u201d \u2013 \u201cAh, se non le piace se ne vada! Guardi la coda che c\u2019\u00e8 dietro di lei\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quante persone in cerca di occupazione, persone che vogliono portare a casa il pane: non solo mangiare, ma portare da mangiare, questa \u00e8 la dignit\u00e0. Il pane per la loro famiglia. A queste persone bisogna dare una risposta. In primo luogo, \u00e8 doveroso offrire la propria vicinanza, la propria solidariet\u00e0. I tanti \u201ccircoli\u201d delle Acli, che oggi sono da voi rappresentati qui, possono essere luoghi di accoglienza e di incontro. Ma poi bisogna anche dare strumenti ed opportunit\u00e0 adeguate. E\u2019 necessario l\u2019impegno della vostra Associazione e dei vostri Servizi per contribuire ad offrire queste opportunit\u00e0 di lavoro e di nuovi percorsi di impiego e di professionalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque: libert\u00e0, creativit\u00e0, partecipazione e solidariet\u00e0. Queste caratteristiche fanno parte della storia delle Acli. Oggi pi\u00f9 che mai siete chiamati a metterle in campo, senza risparmiarvi, a servizio di una vita dignitosa per tutti. E per motivare questo atteggiamento, pensate ai bambini sfruttati, scartati; pensate agli anziani scartati, che hanno una pensione minima e non sono curati; e pensate ai giovani scartati dal lavoro: e cosa fanno? Non sanno cosa fare, e sono in pericolo di cadere nelle dipendenze, cadere nella malavita, o andarsene a cercare orizzonti di guerra, come mercenari. Questo fa la mancanza di lavoro!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vorrei toccare brevemente ancora tre aspetti &#8211; \u00e8 un po\u2019 lungo questo discorso, scusatemi -. Il primo: la vostra presenza fuori d\u2019Italia. Iniziata al seguito dell\u2019emigrazione italiana, anche<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">oltreoceano, essa \u00e8 un valore molto attuale. Oggi molti giovani si spostano per cercare un lavoro adeguato ai propri studi o per vivere un\u2019esperienza diversa di professionalit\u00e0: vi incoraggio ad accoglierli, a sostenerli nel loro percorso, ad offrire il vostro supporto per il loro inserimento. Nei loro occhi potete trovare un riflesso dello sguardo dei vostri padri o dei vostri nonni che andarono lontano per lavorare. Possiate essere per loro un buon punto di riferimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, la vostra Associazione sta affrontando il tema della lotta alla povert\u00e0 e quello<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">dell\u2019impoverimento dei ceti medi. La proposta di un sostegno non solo economico alle persone al di sotto della soglia di povert\u00e0 assoluta, che anche in Italia sono aumentate negli ultimi anni, pu\u00f2 portare benefici a tutta la societ\u00e0. Allo stesso tempo va evitato che nella povert\u00e0 scivolino coloro che fino a ieri vivevano una vita dignitosa. Noi, nelle parrocchie, nelle Caritas parrocchiali, vediamo questo tutti i giorni: uomini o donne che si avvicinano un po\u2019 di nascosto per prendere il cibo da mangiare\u2026 Un po\u2019 di nascosto perch\u00e9 sono diventati poveri da un mese all\u2019altro. E hanno vergogna. E questo succede, succede, succede\u2026 Fino a ieri vivevano una vita dignitosa\u2026 Basta un niente oggi per diventare poveri: la perdita del lavoro, un anziano non pi\u00f9 autosufficiente, una malattia in famiglia, persino \u2013 pensate il terribile paradosso \u2013 la nascita di un figlio: ti pu\u00f2 portare tanti problemi, se sei senza lavoro. E\u2019 una importante battaglia culturale, quella di considerare il welfare una infrastruttura dello sviluppo e non un costo. Voi potete fare da coordinamento e da motore dell\u2019\u201cAlleanza nuova contro la povert\u00e0\u201d, che si propone di sviluppare un piano nazionale per il lavoro decente e dignitoso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E infine, ma non per importanza, il vostro impegno abbia sempre il suo principio e il suo collante in quella che voi chiamate ispirazione cristiana, e che rimanda alla costante fedelt\u00e0 a Ges\u00f9 Cristo e alla Parola di Dio, a studiare e applicare la Dottrina sociale della Chiesa nel confronto con le nuove sfide del mondo contemporaneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ispirazione cristiana e la dimensione popolare determinano il modo di intendere e di<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">riattualizzare la storica triplice fedelt\u00e0 delle Acli ai lavoratori, alla democrazia, alla Chiesa. Al punto che nel contesto attuale, in qualche modo si potrebbe dire che le vostre tre storiche fedelt\u00e0 \u2013 ai lavoratori, alla democrazia e alla Chiesa \u2013 si riassumono in una nuova e sempre attuale: la fedelt\u00e0 ai poveri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icona\" src=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/download\/papa-francesco-20150523-acli\/'>papa-francesco_20150523_acli<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 116.92K<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/download\/papa-francesco-20150523-acli\/?wpdmdl=5277&refresh=6a08455da84081778926941\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lettera del 28 Maggio al Vescovo di Cefal\u00f9. \u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cari fratelli e sorelle,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">vi saluto cordialmente in occasione del Convegno Nazionale promosso dall\u2019Ufficio Nazionale per la pastorale della famiglia insieme alla Fondazione Migrantes, alla Caritas Italiana, all\u2019Ufficio Nazionale per l\u2019ecumenismo e il dialogo interreligioso e all\u2019Ufficio Nazionale per l\u2019apostolato del mare sul tema: \u00ab<em>Dov\u2019\u00e8 tuo fratello? (cfr <\/em>Gen <em>4,9): famiglia e immigrazione<\/em>\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo titolo mi fa tornare alla memoria la mia visita a Lampedusa l\u20198 luglio 2013, dopo che<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">centinaia di fratelli erano morti in mare. Sono passati quasi due anni da allora, e purtroppo non \u00e8 cambiato molto: tante, troppe persone ancora sono annegate nel Mediterraneo, e ancora si continua a parlare di \u201cemergenza\u201d, mentre in realt\u00e0 il fenomeno va affrontato con un piano ampio e articolato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Voglio ribadire quanto ho detto in diverse occasioni: dinanzi a questo <em>esodo <\/em>di popoli e di famiglie occorre uscire dalla <em>globalizzazione dell\u2019indifferenza<\/em>. Non \u00e8 possibile pensare di chiudere semplicemente le frontiere e mettere una diga, quasi un muro, su questo mare. Occorre domandarsi da dove stanno fuggendo le persone: povert\u00e0, guerra, rassegnazione. L\u2019Europa e il mondo intero devono intervenire per fermare i commercianti di morte, ma anche per rispondere al grido della fame e al bisogno di pace di tante famiglie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 necessit\u00e0 di un <em>faro <\/em>in questo mare di morte e la Chiesa e le famiglie che sono in Italia, come piccole <em>fiaccole<\/em>, hanno un compito profetico: mostrare al mondo che questi nostri fratelli, uomini e donne come noi, possono costituire una risorsa preziosa; rafforzare la tutela familiare dei minori non accompagnati; costruire una cultura dell\u2019inclusione.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, attraverso l\u2019accoglienza vissuta nella carne, potremo far crescere un <em>nuovo umanesimo <\/em>che, come lievito fecondo,diventi speranza per il Mediterraneo creando condizioni lavorative pi\u00f9 dignitose per i migranti e per le loro famiglie, oggi fra noi e domani, forse, nei loro Paesi, quando le condizioni permetteranno loro di rientrare in pace e sicurezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Allora porteranno con s\u00e9 ci\u00f2 che qui avranno ricevuto: disponibilit\u00e0 e amore, piuttosto che rifiuto e indifferenza. Questa non \u00e8 un\u2019utopia, \u00e8 la societ\u00e0 che il Padre celeste ci chiama a costruire attraverso segni concreti di solidariet\u00e0 fraterna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Auguro a tutti di proseguire nell\u2019impegno di trasformare la nostra Italia e l\u2019Europa in una \u00abcasa accogliente\u00bb, per tutti coloro che, bisognosi di protezione e di dignit\u00e0, bussano alla porte del nostro cuore e ci chiedono di diffondere il buon profumo della fraternit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icona\" src=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/download\/lettera-del-28-maggio-al-vescovo-di-cefalu\/'>Lettera del 28 Maggio al Vescovo di Cefal\u00f9<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 77.21K<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/download\/lettera-del-28-maggio-al-vescovo-di-cefalu\/?wpdmdl=5273&refresh=6a08455da9fc11778926941\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Discorso del Santo Padre Francesco all\u2019incontro promosso dall\u2019Associazione Scienza e Vita<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Sala Clementina\u00a0 Sabato, 30 maggio 2015<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2026Per tutelare la persona voi ponete al centro due azioni essenziali: <em>uscire per incontrare <\/em>e <em>incontrare per sorreggere<\/em>. Il dinamismo comune di questo movimento va dal centro verso le periferie. Al centro c\u2019\u00e8 Cristo. E da questa centralit\u00e0 vi orientate verso le diverse condizioni della vita umana. L\u2019amore di Cristo ci spinge (cfr <em>2 Cor<\/em> 5,14) a farci servitori dei piccoli e degli anziani, di ogni uomo e ogni donna, per i quali va riconosciuto e tutelato il diritto primordiale alla vita. L\u2019esistenza della persona umana, a cui voi dedicate la vostra sollecitudine, \u00e8 anche il vostro principio costitutivo; \u00e8 la vita nella sua insondabile profondit\u00e0 che origina e accompagna tutto il cammino scientifico; \u00e8 il miracolo della vita che sempre mette in crisi qualche forma di presunzione scientifica, restituendo il primato alla meraviglia e alla bellezza. Cos\u00ec Cristo, che \u00e8 la luce dell\u2019uomo e del mondo, illumina la strada perch\u00e9 la scienza sia sempre un sapere a servizio della vita. Quando viene meno questa luce, quando il sapere dimentica il contatto con la vita, diventa sterile. Per questo, vi invito a mantenere alto lo sguardo sulla sacralit\u00e0 di ogni persona umana, perch\u00e9 la scienza sia veramente al servizio dell\u2019uomo, e non l\u2019uomo al servizio della scienza.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La riflessione scientifica utilizza la lente d\u2019ingrandimento per soffermarsi ad analizzare determinati particolari. E grazie anche a questa capacit\u00e0 di analisi noi ribadiamo che una societ\u00e0 giusta riconosce come primario il diritto alla vita dal concepimento fino al suo termine naturale. Vorrei, per\u00f2, che andassimo oltre, e che pensassimo con attenzione al tempo che unisce l\u2019inizio con la fine. Pertanto, riconoscendo il valore inestimabile della vita umana, dobbiamo anche riflettere sull\u2019uso che ne facciamo. La vita \u00e8 innanzitutto dono. Ma questa realt\u00e0 genera speranza e futuro se viene vivificata da legami fecondi, da relazioni familiari e sociali che aprono nuove prospettive.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il grado di progresso di una civilt\u00e0 si misura proprio dalla capacit\u00e0 di custodire la vita, soprattutto nelle sue fasi pi\u00f9 fragili, pi\u00f9 che dalla diffusione di strumenti tecnologici. Quando parliamo dell\u2019uomo, non dimentichiamo mai tutti gli attentati alla sacralit\u00e0 della vita umana. \u00c8 attentato alla vita la piaga dell\u2019aborto. \u00c8 attentato alla vita lasciar morire i nostri fratelli sui barconi nel canale di Sicilia. \u00c8 attentato alla vita la morte sul lavoro perch\u00e9 non si rispettano le minime condizioni di sicurezza. \u00c8 attentato alla vita la morte per denutrizione. \u00c8 attentato alla vita il terrorismo, la guerra, la violenza; ma anche l\u2019eutanasia. Amare la vita \u00e8 sempre prendersi cura dell\u2019altro, volere il suo bene, coltivare e rispettare la sua dignit\u00e0 trascendente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icona\" src=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/download\/papa-francesco-20150530-associazione-scienza-vita\/'>papa-francesco_20150530_associazione-scienza-vita<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 110.46K<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/download\/papa-francesco-20150530-associazione-scienza-vita\/?wpdmdl=5278&refresh=6a08455dabbe61778926941\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo momento dove il tema delle migrazioni economiche, ma soprattutto forzate \u00e8 stato riportato all&#8217;attenzione di tutti a causa dei conflitti in molti paesi e aree del mondo, vogliamo richiamare l&#8217;attenzione, e rileggere le parole pronunciate dal Santo Padre, papa Francesco, in alcune occasioni: delle visite pastorali a Lampedusa (8 luglio 2013), al Centro [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1176,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-1177","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-newsletter"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - 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