{"id":1243,"date":"2015-09-15T09:29:21","date_gmt":"2015-09-15T07:29:21","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/le-relazioni-industriali-nella-green-economy\/"},"modified":"2015-09-15T09:29:21","modified_gmt":"2015-09-15T07:29:21","slug":"le-relazioni-industriali-nella-green-economy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/le-relazioni-industriali-nella-green-economy\/","title":{"rendered":"Le relazioni industriali nella Green Economy"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La Green economy viene generalmente intesa come la crescita di sistemi di produzione con bassi impatti ambientali per una progressiva trasformazione delle attivit\u00e0 industriali ereditate dal XX secolo al fine di contenere il degrado ambientale di natura industriale nel nuovo millennio appena cominciato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019espressione \u201cGreen economy\u201d venne utilizzata felicemente in un discorso di Obama nella sua corsa alle presidenziali americane del 2008. In modo particolare il futuro Presidente degli Stati Uniti con quell\u2019espressione indicava lo sviluppo massiccio della produzione dell\u2019energia da fonti rinnovabili come l\u2019attivit\u00e0 identificativa della Green economy.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso la Green economy e le energie rinnovabili, Obama prometteva la crescita dell\u2019occupazione, la riduzione della dipendenza degli Stati Uniti\u00a0 dall\u2019importazione del petrolio dagli stati arabi e il contributo concreto degli Stati Uniti alla lotta ai cambiamenti climatici, pur non avendo sottoscritto il Protocollo di Kyoto n\u00e9 nel 1994, n\u00e9 nel 2005 quando fu la Russia a ratificare il Protocollo e a renderlo operativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019espressione in ambito internazionale, a partire dai documenti prodotti da UNEP e OCSE nel 2011,\u00a0 \u00e8 finita con l\u2019includere oltre alle energie rinnovabili anche molte altre attivit\u00e0 come ad esempio la strategia europea sulla riduzione della produzione dei rifiuti e lo sviluppo di tutte le attivit\u00e0 di recupero e di riciclo dei materiali ed altre attivit\u00e0 legate alla manutenzione del territorio , alla corretta gestione del patrimonio forestale e alla riduzione del consumo di suolo, inteso come perdita di servizi eco sistemici fondamentali per l\u2019assorbimento dei gas clima-alteranti, nonch\u00e8 a un massiccio rilancio dell\u2019efficienza energetica che riguarda tutti i settori a partire dalle costruzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche in Europa, sostanzialmente, non siamo pi\u00f9 in presenza di una classificazione settoriale delle attivit\u00e0 che hanno caratterizzato la fase iniziale della Green economy in alcune specifiche produzioni come la produzione delle energie rinnovabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Europa,\u00a0 che ha sostenuto e continua a sostenere un ruolo di leadership mondiale nella lotta ai cambiamenti climatici, sta perseguendo un percorso irreversibile verso la Greening economy, cio\u00e8 verso un processo crescente di ripensamento ambientale, di \u201cambientalizzazione \u201c di tutta l\u2019economia. Ma anche oltre! E\u2019 in atto un processo di trasformazione che riguarda anche e interesser\u00e0 sempre di pi\u00f9 la stessa\u00a0 organizzazione della vita sociale e il modo di pensare l\u2019organizzazione sociale. Siamo in presenza di una trasformazione antropologica culturale , cio\u00e8 il modo di pensare e guardare al presente e al futuro della nostra organizzazione sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Green economy la possiamo considerare l\u2019avvio di una nuova epoca dell\u2019umanit\u00e0 rispetto all\u2019epoca industriale, economica e sociale sviluppatasi tra il XVII e il XX secolo, mentre il XXI secolo segna la nascita della Green Society, di cui le attivit\u00e0 industriali e quelle energetiche di nuova generazione\u00a0 in particolare sono le antesignane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le ragioni di questa trasformazione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In primis, le ragioni ambientali hanno costituito i primi stimoli a cercare un cambiamento rispetto ai danni ecologici scaturiti dall\u2019impatto produttivo dell\u2019industria in seguito allo sviluppo incredibile successivo al secondo conflitto mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1972 ci fu una\u00a0 prima conferenza internazionale a Stoccolma in cui si cercava di dare una prima lettura organizzata\u00a0 sul piano scientifico, sociale e politico\u00a0 sulle criticit\u00e0 ambientali del Pianeta e sempre nel 1972 veniva pubblicato il rapporto sui \u201c Limiti delle sviluppo\u201d da parte del Club di Roma , che riuniva quotati e rispettati scienziati di vari Paesi che provocatoriamente mettevano in guardia dall\u2019illusione di uno sviluppo sfrenato che non considerava la finitezza delle risorse materiali del Pianeta, a partire dagli idrocarburi, nonch\u00e9 delle capacit\u00e0 naturali di assorbire l\u2019inquinamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da queste iniziative scaturiva la decisione dell\u2019ONU di costituire una commissione ufficiale di studi che si concluse con il rapporto Brundtland nel 1987\u00a0 che ha segnato un punto decisivo con la definizione dello sviluppo sostenibile\u00a0 quale attivit\u00e0 umana che non mette a rischio la possibilit\u00e0 delle future generazioni di soddisfare i propri bisogni, cio\u00e8 l\u2019accesso\u00a0 e la disponibilit\u00e0 delle\u00a0 risorse naturali, nelle stesse disponibilit\u00e0 di cui usufruisce la generazione presente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma l\u2019evento di non ritorno rispetto alla necessit\u00e0 di modificare sostanzialmente e potremmo dire \u201cantropologicamente\u201d l\u2019idea di sviluppo e di futuro dell\u2019umanit\u00e0, \u00e8 senz\u2019altro la grande conferenza mondiale dell\u2019Onu del 1992 a Rio de Janeiro, in cui \u00e8 nata la grande coalizione di tutti gli Stati del Pianeta per la lotta ai cambiamenti climatici e la salvaguardia della biodiversit\u00e0 sul pianeta Terra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed \u00e8 l\u2019Europa, l\u2019Unione Europea, subito dopo Rio che riesce a dare un\u2019 interpretazione anche economica e sociale e\u00a0 di valore strategico globale della lotta ai cambiamenti climatici e della salvaguardia della biodiversit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa\u00a0 alternativit\u00e0 di un nuovo sviluppo, dello sviluppo sostenibile , cio\u00e8 di uno sviluppo baricentrato sul parametro ambientale, nasce e si sviluppa progressivamente in una serie successiva di decisioni importanti vincolanti per gli Stati membri fino ad un documento fondamentale che disegna un programma di insieme che investe tutti i settori di attivit\u00e0 e che costituisce un altro punto di non ritorno come il documento della Commissione del 2012 \u201cRoad map al 2050 &#8211; Verso l\u2019economia low Carbon\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo documento offre una visione di insieme delle caratteristiche di un diverso sviluppo rispetto a quello dei secoli precedenti , in quanto il primato della salvaguardia ambientale\u00a0 determina l\u2019uscita dall\u2019utilizzo dei combustibili fossili con un processo di riconversione energetica radicale distribuito in 4 decenni e un forte processo di efficientamento dell\u2019uso dei materiali che riguarda e investe tutta la struttura e l\u2019organizzazione della vita sociale collettiva ed individuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le iniziali ragioni ambientali sono diventate ragioni squisitamente politiche di salvaguardia della propria libert\u00e0, autonomia e indipendenza rispetto ai fabbisogni energetici dall\u2019approvvigionamento dei combustibili fossili\u00a0 da aree geografiche turbolente e sono diventate prioritarie anche le ragioni economiche\u00a0 in considerazione della\u00a0 potenziale crescente lievitazione dei prezzi di tutte le materie prime a fronte della impennata della domanda di questi materiali\u00a0 da parte dei paesi emergenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, quindi, rispetto alle iniziali ragioni ambientali, possiamo considerare le ragioni economiche e sociali e quelle politiche\u00a0 come direttamente\u00a0 interessate a fare dell\u2019ambiente la \u201cchiave\u201d ,\u00a0 la guida\u00a0 del nuovo sviluppo e della nuova civilt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La necessit\u00e0 di mantenere livelli elevati di competitivit\u00e0 negli standard dell\u2019innovazione tecnologica,\u00a0 si gioca sostanzialmente sul tema cruciale dell\u2019uso efficiente dei materiali a fronte della crescita\u00a0 esponenziale della domanda\u00a0 dei materiali\u00a0 che i nuovi legittimi aspiranti al benessere stanno ponendo e porranno con sempre maggiore pressione su tutto il pianeta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E\u2019 cominciata la civilt\u00e0 Green?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi la politica europea dispone di una Road map al 2050 \u2013 Verso l\u2019economia low carbon , che di fatto definisce la programmazione di tutte le attivit\u00e0\u00a0 dall\u2019ideazione , alla progettazione realizzazione , gestione e recupero e riuso di tutti i materiali. Una programmazione che di fatto sta regolando non solo le scelte degli imprenditori europei ma anche di interi settori dell\u2019economia mondiale. Due esempi sono significativi nei settori che inizialmente non erano considerati nella green economy , come il settore dell\u2019auto e il settore della chimica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La legislazione europea nel\u00a0 settore auto impone degli standard stringenti di riduzione delle emissioni della CO2 per kilometro percorso sia per i produttori europei che per gli importatori di vetture in Europa. Produttori e importatori devono assicurare che la media delle vetture collocate sul mercato europeo non superino una media di emissione di grammi 95 per kilometro percorso a fine 2020. Questa legislazione sta impegnando non solo i produttori europei ma grandi imprese multinazionali che operano sui mercati internazionali a sviluppare motori ad alta efficienza e nello stesso tempo a ricercare nuove tecnologie che possano utilizzare combustibili di nuova generazione al di fuori degli idrocarburi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche nella chimica, oltre al regolamento europeo REACH , che sostanzialmente impegna i produttori a fornire tutte le informazioni sulla corretta gestione dei nuovi prodotti immessi sul mercato\u00a0 e\u00a0 ottengono l\u2019autorizzazione di commercializzazione\u00a0 solo sulla base della loro registrazione all\u2019autorit\u00e0 europea di Helsinki, generando di fatto una regolarizzazione di livello internazionale, stiamo assistendo al crescendo della \u201cChimica verde\u201d che fa dei processi chimici-fisici della natura la grande banca dati di ricerca della nuova chimica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non\u00a0 solo la produzione! Sono saliti sul palcoscenico anche i singoli cittadini, i consumatori. La cultura degli acquisti verdi, esteso anche alla pubblica amministrazione\u00a0 con le normative del Green Public Procurement, la sensibilit\u00e0 crescente verso gli\u00a0 acquisti KM 0,\u00a0 sono un\u2019ulteriore affermazione della nascita di una nuova e diversa societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quale contributo delle relazioni sindacali?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sistema delle relazioni industriali in Europa \u00e8 stato un valido supporto alla crescita del benessere complessivo della societ\u00e0 europea a cominciare dalla crescita fondamentale di valori inalienabili come i diritti della partecipazione, della promozione del benessere culturale e sociale e i diritti di democrazia nella societ\u00e0 europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi diritti, fortemente minacciati, da alcuni tratti perversi della globalizzazione selvaggia tendenti ad azzerare diritti sociali fondamentali, devono trovare nuova forza e nuove responsabilit\u00e0 nella nuova societ\u00e0 dello sviluppo sostenibile, nella Green Society.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le organizzazioni sindacali hanno cominciato a rinnovare il loro bagaglio culturale e le modalit\u00e0 della contrattazione e del dialogo sociale in particolare in riferimento alle potenti trasformazioni che stanno interessando il mondo della produzione e dei consumi per le dinamiche scaturite dalla globalizzazione dell\u2019economia.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rispetto per\u00f2 alle novit\u00e0 della lotta ai cambiamenti climatici, che necessita di una trasformazione notevole dell\u2019apparato energetico-industriale, \u00e8 ancora prevalente un atteggiamento di difesa dell\u2019esistente e quando va bene, una capacit\u00e0 di adattamento, adeguamento al nuovo che avanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo progetto vuole individuare i motivi , le ragioni per le quali le organizzazioni sindacali\u00a0 dovrebbero essere le promotrici dell\u2019innovazione e del cambiamento \u201c verde\u201d dell\u2019economia e della societ\u00e0, perch\u00e9 il protezionismo dell\u2019esistente finirebbe per avere lo stesso significato che a fine settecento aveva la lotta alle macchine con il fenomeno del\u00a0 luddismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019 \u201cinverdimento\u201d dell\u2019economia , della societ\u00e0. Perch\u00e9 dovrebbe coinvolgere attivamente il sindacato ?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La missione dei sindacati rimane essenzialmente quella storica e tradizionale di tutela e miglioramento delle condizioni dei lavoratori nelle prestazioni della loro attivit\u00e0. Ma oggi , pi\u00f9 di ieri , \u00e8 decisiva anche la crescita di disponibilit\u00e0 di lavoro\u00a0 e la Green economy e la green society\u00a0 sono decisamente a maggiore contenuto di lavoro sia nella dimensione qualitativa che nella dimensione quantitativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il \u201cgreening\u201d dell\u2019economia, delle produzioni, dei consumi, dell\u2019organizzazione della vita sociale e civile comporta innanzitutto il superamento dello scarico delle esternalit\u00e0 ambientali, cio\u00e8 dei costi dei danni ambientali al di l\u00e0 delle attivit\u00e0 economiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una caratteristica dei sistemi produttivi dei secoli scorsi, fino a pochi anni fa, era il disinteresse e la mancata responsabilizzazione dei produttori rispetto ai danni ambientali provocati dagli impatti ambientali delle loro attivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019inizio della societ\u00e0 industriale, questo avveniva addirittura anche rispetto ai danni e ai costi sociali dell\u2019industrialesimo nascente . (F.\u00a0 Engels : \u201cLa condizione operaria in Inghilterra\u201d. 1845). Lo sfruttamento del lavoro minorile e femminile, le vittime sul lavoro e i danni alla salute dei lavoratori, il mantenimento dei lavoratori nei periodi di inattivit\u00e0 o di uscita dall\u2019et\u00e0 lavorativa erano costi scaricati sulla collettivit\u00e0 o sui singoli interessati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le lotte operaie, la nascita delle organizzazioni sindacali e la lotta politica democratica hanno significato l\u2019affermazione dei diritti della tutela del lavoro e la nascita del welfare sociale che ha fatto dell\u2019Europa un\u2019area privilegiata della qualit\u00e0 della vita e del lavoro . Sostanzialmente oltre ad una redistribuzione sociale\u00a0 della ricchezza,\u00a0 i costi sociali della produzione sono stati internalizzati in gran parte nei costi della produzione e quindi in parte sottratti alla semplice remunerazione dei capitali.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per l\u2019ambiente invece, fino a pochi decenni fa, c\u2019\u00e8 stato uno scaricare totale e diretto sulla collettivit\u00e0 e sulle generazioni future dei costi e dei danni provocati con le emissioni inquinanti\u00a0 solide, fluide e gassose nei terreni , nei corsi d\u2019acqua , in atmosfera e nella stratosfera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il meccanismo dell\u2019effetto serra, dovuto prevalentemente alla combustione dei combustibili fossili, e che genera a sua volta l\u2019accelerazione dei cambiamenti climatici, \u00e8 uno di queste esternalita\u2019 ambientali. \u201cSi parla di esternalit\u00e0 quando le azioni di qualcuno possono direttamente danneggiare gli altri, come quando si scaricano sostanze tossiche in un fiume o si costruiscono edifici che sono un pugno nell\u2019occhio o si fuma in ristorante\u2026Quando emettiamo gas serra danneggiamo le prospettive degli altri e non siamo tenuti ad accollarcene i costi, in assenza di adeguate politiche correttive\u201d ( N. Stern \u201c A blueprint for a safer planet. How to manage climate change and create a new era of progress and prosperit\u00e0\u201d. 2006 )\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I rischi e i costi certi e molto elevati\u00a0 della riparazione dei danni ambientali provocati dai cambiamenti climatici sono e saranno a carico della collettivit\u00e0, con un attentato alla stessa qualit\u00e0 e sicurezza della vita , basti considerare i fenomeni metereologici estremi crescenti e pi\u00f9 frequenti e imprevedibili.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019internalizzazione dei costi ambientali significa capovolgere la logica dell\u2019 \u201cusa e getta\u201d che possiamo considerare l\u2019espressione emblematica dell\u2019industrialismo finalizzato al consumismo, con la massima dissipazione delle risorse naturali e minerarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 abbastanza intuitivo che una forma di sviluppo basato sull\u2019\u201dusa e getta\u201d sia molto pi\u00f9 inquinante e favorisca meno la produzione di posti di lavoro , rispetto a forme che assicurano un uso razionale delle risorse, la manutenzione dei prodotti\u00a0 e il recupero e il riciclo dei materiali quando termina la loro prima destinazione d\u2019utilizzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019\u201deconomia della Circolarit\u00e0\u201d comporta maggiore \u201cintelligenza\u201d,\u00a0 maggiore ricerca , maggiori contributi di progettazione, maggiore integrazione di competenze quindi sostanzialmente un lavoro pi\u00f9 ricco e complesso. Ma nello stesso tempo\u00a0 le fasi di manutenzione, di recupero, riciclo e riutilizzo necessitano di\u00a0 attivit\u00e0 lavorative apparentemente pi\u00f9 semplici , ma che possono\u00a0 comportare anche applicazioni logistiche e organizzative, che oltre a sviluppare \u201csoftware\u201d di qualit\u00e0 necessitano di logiche\u00a0 partecipative e coinvolgenti, di maggiore condivisione sociale.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi, al di l\u00e0 degli aspetti di natura prettamente ambientali, si rende necessaria una svolta nell&#8217;approccio allo sviluppo socio-economico per fronteggiare criticit\u00e0 che vanno ben oltre le questioni di impatto, affrontando anche l&#8217;esigenza di garantire altri diritti inalienabili, come il lavoro, cos\u00ec come auspicato da una pi\u00f9 ampia e corretta accezione del concetto stesso di sviluppo sostenibile.\u00a0 E ci\u00f2 soprattutto in questi tempi di crisi economica, caratterizzati da alti tassi di disoccupazione, consistenti prezzi dell&#8217;energia, scarse materie prime e dipendenza dalle importazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio su questi presupposti, il Parlamento europeo ha messo in primo piano l&#8217;esigenza di garantire la coesione sociale, ritenendo a tal fine fondamentale creare le condizioni per uno sviluppo che coniughi\u00a0 l&#8217;occupazione e la crescita economica con la tutela dell&#8217;ambiente, ovvero che faccia perno su quest&#8217;ultima finalit\u00e0 come volano di sviluppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un fattore chiave per perseguire tali finalit\u00e0 \u00e8 promuovere uno sviluppo tecnologico che combini la protezione dell&#8217;ambiente con la crescita, la competitivit\u00e0 e la creazione di posti di lavoro. In altri termini va incoraggiata la cosiddetta <em>ecoinnovazione<\/em>, ovvero una forma di innovazione rispettosa dell&#8217;ambiente, nel senso che assicuri la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, o pi\u00f9 in generale che consentano di utilizzare risorse come l&#8217;acqua e le materie prime in modo pi\u00f9 efficiente, di aumentare l&#8217;impiego di materiali riciclati e produrre prodotti di qualit\u00e0 con minore impatto ambientale, solo per citare alcuni esempi, nonch\u00e9 di sviluppare servizi e processi produttivi pi\u00f9 ecologici.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste nuove forme di tecnologie, da una parte garantiscono un sempre maggiore disaccoppiamento (la misura del disaccoppiamento \u00e8 anche una misura di sostenibilit\u00e0 dello sviluppo) tra produzione di beni e servizi e pressioni sull&#8217;ambiente, dall&#8217;altro favoriscono migliori opportunit\u00e0 di occupazione sia sul versante dello sviluppo del know-how, sia su quello della manodopera, grazie all&#8217;incremento notevole delle attivit\u00e0 di recupero, riciclaggio e manutenzione favorito dalla ecoinnovazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I concetti sopra espressi, e in particolare quelli relativi all&#8217;esigenza di favorire recupero e manutenzione di prodotti, erano gi\u00e0 stati enunciati nel libro bianco \u00a0 \u201cCrescita, competitivit\u00e0, occupazione\u201d ( dicembre 1993)\u00a0 di Jacques Delors, non a caso pubblicato dopo la Conferenza di Rio (1992) in cui si introduceva il concetto del \u201cdoppio dividendo\u201d.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nuova politica di crescita dell\u2019occupazione e tutela dell\u2019ambiente anche attraverso la tassazione del consumo dei beni ambientali in sostituzione delle tasse sul lavoro, dovrebbe essere in grado di\u00a0 realizzare contestualmente sia\u00a0 la tutela delle risorse naturali\u00a0 che la crescita dell\u2019occupazione.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sostanzialmente questo processo dinamico di riduzione delle esternalita\u2019 ambientali nelle attivit\u00e0 economiche dovrebbe determinare di per s\u00e9 un\u00a0 maggiore contenuto di \u201clavoro\u201d, come la riduzione delle esternalita\u2019 sociali della prima fase dello sviluppo industriale ha significato maggiore e migliore\u00a0 occupazione con i servizi promossi dal Welfare state.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La globalizzazione della responsabilit\u00e0 ambientale e sociale .<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi decenni nessuna problematica ha contribuito alla crescita di una coscienza collettiva planetaria\u00a0 come quella dei rischi ambientali e climatici , tanto da determinare la ricerca di strumenti\u00a0 economici e finanziari esigibili legalmente sul piano internazionale. Tutti gli Stati ne condividono la necessit\u00e0 e il dibattito e la ricerca di questi strumenti \u00e8 tutt\u2019ora in corso d\u2019opera.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In\u00a0 Europa , il\u00a0 Protocollo di Kyoto ( Dicembre 1997) ha responsabilizzato gli Stati Membri in maniera diretta rispetto al contenimento delle emissioni dei gas climalteranti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Unione Europea a sua volta ha responsabilizzato le imprese e con il meccanismo delle quote preassegnate alle industrie energivore e a maggiore emissione di CO2 , quindi di contribuzione al riscaldamento globale , le ha costrette a pagare i diritti di emissione , cio\u00e8 a non poter considerare gratuito l\u2019aumento dei rischi ambientali per la collettivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il principio\u00a0 \u201c chi inquina , paga\u201d\u00a0 responsabilizza e coinvolge i produttori per portarli verso il greening della attivit\u00e0, vale a dire una forte e crescente \u201cambientalizzazione\u201d della loro attivit\u00e0, cio\u00e8 al rispetto e alla tutela dell\u2019ambiente come bene comune e bene sociale\u00a0 per eccellenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nascente responsabilit\u00e0 sociale delle imprese si radica essenzialmente sul rispetto delle norme ambientali che sono vincolanti e legalmente esigibili anche su scala internazionale per quanto riguarda gli stati europei\u00a0 e si allargano agli aspetti sociali dei diritti fondamentali del lavoro.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi le norme tendono ad essere dinamiche e direzionate verso il miglioramento ambientale continuo, verso l\u2019efficientamento dei processi, dei prodotti e dei sistemi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Road mappa non fissa solo gli obiettivi finali al 2050 ma individua le tappe intermedie al 2020, al 2030 e al 2040 per quanto riguarda la riduzione delle emissioni di CO2 , ma anche parallelamente la crescita delle rinnovabili e dell\u2019efficienza energetica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo studio che accompagna la proposta della Commissione europea sull\u2019Economia low carbon al 2050 dimostra che anche l\u2019occupazione realizza un saldo occupazionale positivo di sostanziale incremento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dato positivo degli effetti occupazionali della strategia Low Carbon viene confermato e\u00a0 rafforzato dall\u2019ultima comunicazione della Commissione Europea\u00a0 del Luglio di quest\u2019anno ( COM 446\/2014 del 2.7.2014 \u2013 Iniziativa per Favorire l\u2019occupazione verde: Sfruttare le potenzialit\u00e0 dell\u2019economia verde di creare posti di lavoro.)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Considerazioni conclusive.<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le tutele ambientali fanno parte degli obblighi prioritari delle classi dirigenti politiche verso i propri concittadini e queste tutele devono essere necessariamente localizzate nei territori ma in buona parte devono essere garantite anche da una buona governance globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste governance locali e globali devono essere partecipate e condivise dagli attori economici e sociali e per alcuni aspetti sono gli attori economici e sociali che hanno l\u2019obbligo di indicare\u00a0 e praticare le nuove piste del futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019emergenza ambientale che interessa l\u2019intero pianeta pu\u00f2 e deve essere l\u2019occasione di un miglioramento decisivo anche della qualit\u00e0 del lavoro e della qualit\u00e0 dell\u2019attivit\u00e0 economica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Unione europea ha una missione in pi\u00f9 rispetto alle altre aree geopolitiche del globo: unire alla salvaguardia dell\u2019ambiente, la salvaguardia della qualit\u00e0 del lavoro e della qualit\u00e0 della vita economica e sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso la lotta alle esternalit\u00e0 ambientali dell\u2019agire economico, in particolare le emissioni climalteranti, attraverso il greening dell\u2019economia, possiamo realizzare le condizioni di una convivenza planetaria in cui la produzione ecoefficiente di beni e servizi pu\u00f2 contribuire a realizzare una competitivit\u00e0 meno pericolosa rendendo meno necessaria la lotta per l\u2019accaparramento delle risorse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo scenario le relazioni industriali possono dare un notevole contributo, in quanto la vera scommessa non \u00e8 favorire il green business, ma cogliere la necessit\u00e0 e l\u2019urgenza\u00a0 della tutela ambientale per migliorare\u00a0 e rafforzare le ragioni dell\u2019universalit\u00e0 dei diritti al benessere personale e collettivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Bibliografia<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Friedrich Engels \u201c La condizione operaia in Inghilterra\u201d , 1845<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Jacques\u00a0 Delors\u00a0 \u00a0 \u201c Il Libro bianco : Crescita, competitivit\u00e0 , occupazione\u201d, 1993.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nicholas Stern \u00a0 \u00a0 \u201cA blueprint for a safer Planet. How to manage climate change and create a new\u00a0era of progress and prosperity\u201d, 2009.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le diverse comunicazione dell\u2019UE, tra queste :<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">COM (2014) 446. Iniziativa per favorire l\u2019occupazione verde : Sfruttare le potenzialit\u00e0 dell\u2019economia verde di creare posti di lavoro. 2.7.2014<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0(*) Responsabile Ambiente Cisl Nazionale<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Green economy viene generalmente intesa come la crescita di sistemi di produzione con bassi impatti ambientali per una progressiva trasformazione delle attivit\u00e0 industriali ereditate dal XX secolo al fine di contenere il degrado ambientale di natura industriale nel nuovo millennio appena cominciato. 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