{"id":1326,"date":"2015-10-27T14:11:28","date_gmt":"2015-10-27T13:11:28","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/cio-che-non-va-nella-scuola-secondo-matteo\/"},"modified":"2015-10-27T14:11:28","modified_gmt":"2015-10-27T13:11:28","slug":"cio-che-non-va-nella-scuola-secondo-matteo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/cio-che-non-va-nella-scuola-secondo-matteo\/","title":{"rendered":"Cio&#8217; che non va nella scuola secondo Matteo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 la legge 107\/2015 (meglio nota come Buona Scuola), che, effettivamente, introduce un\u2019inversione di tendenza rispetto alle politiche scolastiche dell\u2019epoca Tremonti &#8211; Gelmini, interrompendo il \u201cborseggio\u201d del bilancio del MIUR, e, anzi, dando luogo a nuovi investimenti nel settore, \u00e8, ci\u00f2\u00a0 nonostante,\u00a0 cos\u00ec palesemente invisa al \u201cpopolo della scuola\u201d, il quale ha espresso il proprio clamoroso dissenso con uno sciopero, quello del 5 maggio 2015,\u00a0 che rester\u00e0 negli annali, avendo registrato l\u2019adesione di oltre 600.000 operatori scolastici, pari all\u201980% degli addetti?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Beh, intanto i numeri degli investimenti previsti non sono quelli ufficiali. Prendiamo, ad esempio, la questione delle <strong>assunzioni<\/strong>, sulla quale il governo ha particolarmente accentrato la propria comunicazione. Dai 150.000 posti annunciati nel documento dello scorso settembre 2014 (le famose 136 pagine sulle quali il governo avvi\u00f2 una &#8211; per le sue tesi &#8211;\u00a0 deludente consultazione on line) si \u00e8 passati ai 102.734 effettivi. Dei quali, peraltro, circa la met\u00e0 \u00e8 semplice e doveroso turnover e solo 50.000 il cosiddetto organico potenziato, ossia l\u2019investimento in risorse professionali che dovrebbe assicurare il rafforzamento dell\u2019offerta formativa.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Niente di clamoroso, quindi, e, anzi, complessivamente, qualcosa in meno di quanto fatto dagli stessi governi di centro destra, i quali da una parte tagliavano e, dall\u2019altra, rimpiazzavano il turnover degli anni di propria competenza. Con in pi\u00f9 l\u2019aggravante che i provvedimenti governativi hanno fortemente diviso il mondo del precariato, in quanto la scelta di stabilizzare solo gli iscritti nelle <strong>graduatorie ad esaurimento<\/strong> non tiene conto del fatto che molte di quelle graduatorie sono, vivaddio, effettivamente esaurite e che, nel frattempo, in questi anni il funzionamento della scuola \u00e8 stato assicurato dai precari delle <strong>graduatorie di istituto<\/strong>, con gli stessi titoli e, assai spesso, con maggiore servizio effettivamente prestato nella scuola.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A ci\u00f2 si aggiunga, poi, che i fortunati vincitori della lotteria si sono dovuti sobbarcare l\u2019onere di una disagevole e costosa migrazione interna nelle varie regioni d\u2019Italia, per raggiungere la sede di destinazione. Debole, per gli insegnanti che conoscono la realt\u00e0, la difesa del governo rispetto a questa obiezione, che pi\u00f9 o meno recita: non \u00e8 colpa nostra se gli alunni sono al Nord e gli insegnanti vengono dal Sud. Sarebbe bastato, difatti,\u00a0 un pur fugace confronto con il sindacato (evitato, invece, come la peste) per avere la \u201cdritta\u201d giusta, ossia: stabilizzare l\u2019<em>organico di fatto<\/em> (cio\u00e8 quello che si utilizza effettivamente ogni anno, in deroga ai parametri ufficiali dell\u2019<em>organico di diritto<\/em>) per avere gli insegnanti che servono, nei posti in cui servono.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questa stabilizzazione si sarebbe aggiunto il potenziamento e si sarebbe, cos\u00ec, realizzato un provvedimento equo e inattaccabile politicamente. Ma ci voleva\u00a0 l\u2019umilt\u00e0, che il governo non ha mostrato, n\u00e9 in questa, n\u00e9 in altre occasioni, di ammettere che il confronto con il sindacato pu\u00f2 essere utile.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturalmente, la 107 mette in campo anche somme destinate ad usi diversi da quelli occupazionali, ad esempio nel campo dell\u2019<strong>edilizia<\/strong> <strong>scolastica<\/strong>, dove la situazione \u00e8 drammatica e ha dato luogo anche ad incidenti mortali (Vito Scafidi, studente 17enne, morto nel 2008 per il crollo del controsoffitto di un\u2019aula del liceo Darwin di Rivoli). Ma, nella loro innegabile importanza, queste spese sono considerate, e sono di fatto,\u00a0 semplicemente dovute.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Scuola non ritiene di dover essere particolarmente grata per provvedimenti che, da un lato, il governo avrebbe dovuto assumere ben prima di ora\u00a0 e che, per di pi\u00f9, sono vissuti, nel comune sentire, come un\u2019accorta misura anticongiunturale che aiuta, per\u00f2, pi\u00f9 l\u2019 edilizia che non la Scuola in senso stretto. Non \u00e8 che i magistrati o i medici si considerino particolarmente beneficati dall\u2019esecutivo di turno quando quest\u2019ultimo provvede ad evitare che gli operatori della giustizia o quelli della sanit\u00e0 rimangano sepolti sotto le macerie dei palazzi di giustizia o degli ospedali!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre sul piano degli investimenti, si \u00e8 molto parlato in questi giorni dei 500 euro annuali destinati alle spese di <strong>aggiornamento<\/strong> del personale docente. Un importo erogato congiuntamente allo stipendio, ma da rendicontare puntigliosamente, che i docenti finiscono per considerare pi\u00f9 un adempimento che non un benefit. Anche qui, elargire somme al di fuori di una strategia complessiva\u00a0 (affidandole, cos\u00ec, almeno in parte,\u00a0 alla discrezionalit\u00e0 di chi le usa e potrebbe, quindi, lasciarsi soggiogare dal fascino della filosofia indiana, anche quando insegna, poniamo, economia aziendale o elettrotecnica) appare pi\u00f9 una scelta volta a favorire la circolazione del denaro che non un aiuto alla Scuola in quanto tale.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse,\u00a0 nel quadro della filosofia del provvedimento, che si presume sia quella di concedere un aiuto generico alla classe docente, al di fuori dell\u2019ottica sistemica di una politica dell\u2019aggiornamento, sarebbe stata pi\u00f9 utile, e pi\u00f9 compresa, la possibilit\u00e0 di detrarre la stessa cifra dalla dichiarazione dei redditi, come avviene per altre categorie di professionisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, gli aspetti positivi che la legge 107 presenta affogano nel raffazzonamento complessivo del provvedimento, frutto di un\u2019improvvisazione che consegue alla pretesa dell\u2019autosufficienza da parte del governo Renzi, restio al confronto sociale anche pi\u00f9 di quanto accadesse con i governi di centro destra. Ecco, allora, che, inevitabilmente, gli operatori finiscono per focalizzare la propria attenzione in modo pressoch\u00e9 esclusivo sugli aspetti negativi di quella che possiamo definire, con evocativa assonanza, la Scuola secondo Matteo.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In primis, la <strong>chiamata diretta dei docenti<\/strong> da parte del dirigente scolastico, sia pure nel quadro delle liste di nomi presenti nei cosiddetti ambiti territoriali. Una misura che trasforma geneticamente la Scuola italiana da quella dai \u201cDecreti Delegati\u201d del 1974 (ossia la <em>comunit\u00e0 educativa<\/em>) <em>nella Scuola del dirigente scolastico<\/em>, il quale, attraverso la scelta del corpo docente, ha la possibilit\u00e0 di plasmare l\u2019istituto che dirige a propria immagine e somiglianza, con buona pace del dettato costituzionale in materia di libert\u00e0 di insegnamento (art. 33, principale estrinsecazione dell\u2019art. 21 che statuisce la libert\u00e0 pensiero). Il timore \u00e8 che i dirigenti di sinistra assumano i docenti di sinistra, mentre quelli di destra possano agire in modo simmetricamente opposto; e cos\u00ec via tra tutte le possibili dicotomie che dividono un paese da sempre campanilista e fazioso, tanto da conservare il segno della propria partigianeria nei cognomi pi\u00f9 diffusi sul territorio nazionale (Rossi, Bianchi e Verdi).\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, non \u00e8 difficile immaginare, gi\u00e0 oggi, uno scenario di scuole attente alla provenienza\u00a0 regionale dei propri insegnanti e magari, in prospettiva futura, nell\u2019Italia sempre pi\u00f9 multietnica in cui viviamo, di scuole sensibili all\u2019orientamento religioso. Nel senso che, quando sar\u00e0 realizzata l\u2019auspicabile integrazione degli immigrati nel nostro contesto sociale e le quarte o quinte generazioni avranno la possibilit\u00e0 di accedere a professioni pi\u00f9 elevate di quelle attualmente ricoperte, il meccanismo selettivo previsto dalla 107 potrebbe &#8211; perch\u00e9 no? &#8211; favorire\u00a0 la \u201ccoesistenza competitiva\u201d tra le istituzioni scolastiche ad indirizzo cattolico e quelle ad indirizzo islamico.\u00a0 Un epilogo degno delle ossessioni dello scrittore francese Houellebecq e una vera e propria beffa per la Scuola attuale, che in questi anni ha ricoperto il ruolo di presidio pressoch\u00e9 unico per l\u2019integrazione dei nuovi cittadini, nel contesto di tipo laico e pluralistico voluto dalle leggi vigenti.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019altro provvedimento della legge 107 particolarmente in uggia ai docenti \u00e8 il meccanismo premiale del <strong>bonus sullo stipendio<\/strong>, concesso ai docenti pi\u00f9 meritevoli da un ridisegnato Comitato di valutazione, in cui sono presenti anche genitori e studenti. Al di l\u00e0 della fin troppo facile obiezione che concedere il diritto di valutare il merito dei docenti a studenti, o genitori di studenti, con scarso rendimento scolastico equivale a dare agli ergastolani il potere di giudicare la magistratura, il punto \u00e8 che questi meccanismi introducono competizione laddove\u00a0 ci sarebbe bisogno di cooperazione e condivisione (si veda, in proposito, il rapporto della <em>Fondazione Agnelli<\/em> &#8211; dicesi Fondazione Agnelli e non sezione Rosa Luxemburg di Pietralata-\u00a0 dal titolo <em>La valutazione della scuola, A cosa serve e perch\u00e9 \u00e8 necessaria all\u2019Italia, Laterza, 2014, pagg. 140-144<\/em>).\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Scuola ha certo bisogno di costruire una propria cultura della valutazione, ma come strumento offerto al singolo docente e alla scuola stessa nel suo complesso per misurare e valutare l\u2019efficacia e l\u2019efficienza della propria performance. L\u2019ottica adottata dal governo sottende, invece, un\u2019idea rozza e un po\u2019 qualunquista della valutazione di una prestazione intellettuale complessa, il cui esito dipende in parte da colui che la eroga e in parte dalla predisposizione individuale di colui che la riceve, a sua volta condizionata da una molteplicit\u00e0 di fattori di difficile individuazione e quantificazione.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopodich\u00e9, sar\u00e0 forse anche possibile costruire istituti che premino il merito individuale, prestando, per\u00f2, la dovuta attenzione al fatto che, per promuovere il largo successo formativo di cui il Paese ha bisogno, \u00e8 pi\u00f9 utile che la Scuola assomigli a un buon coro, capace di eseguire all\u2019unisono la stessa partitura, piuttosto che a una confusa accozzaglia di ottimi cantanti solisti, ognuno dei quali canti la romanza che gli piace di pi\u00f9. In questo quadro, non \u00e8 certo una buona premessa il fatto che, a fronte delle pur non eccelse somme offerte per la valutazione individuale, per i rinnovi contrattuali ordinari della scuola, invece,\u00a0 siano stabiliti, nel momento in cui scriviamo, sette euro per operatore, dopo un blocco legislativo del contratto che dura dal 2009.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Last, but not least<\/em>, la Scuola non si fida dell\u2019uso che il governo far\u00e0 della troppe deleghe che la legge 107 contiene e che possono stravolgere ancora pi\u00f9 profondamente la sua organizzazione. Basti pensare alla delega concernente la redazione di un nuovo testo unico che raccolga in un solo atto tutta la complessa e dispersa normativa scolastica, con annesso potere di modifica da parte del governo, soggetto delegato.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In conclusione, la vicenda della Buona Scuola \u00e8 paradigmatica dei limiti che caratterizzano l\u2019azione di un governo che, nel giovanile ardore che anima la sua azione, sembra dimenticare il senso positivo del dialogo sociale e della concertazione, che nulla tolgono al potere decisionale del governo. Non \u00e8 stata la concertazione ad impedire ai governi del passato di governare. Semmai, dietro di essa, questi hanno nascosto le proprie indecisioni ed incertezze. Adesso si cade nell&#8217;estremo opposto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0(*) Segretario Regionale Cisl Scuola Lazio<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 la legge 107\/2015 (meglio nota come Buona Scuola), che, effettivamente, introduce un\u2019inversione di tendenza rispetto alle politiche scolastiche dell\u2019epoca Tremonti &#8211; Gelmini, interrompendo il \u201cborseggio\u201d del bilancio del MIUR, e, anzi, dando luogo a nuovi investimenti nel settore, \u00e8, ci\u00f2\u00a0 nonostante,\u00a0 cos\u00ec palesemente invisa al \u201cpopolo della scuola\u201d, il quale ha espresso il proprio [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1325,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-1326","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-newsletter"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Cio&#039; 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