{"id":1328,"date":"2015-10-27T14:36:24","date_gmt":"2015-10-27T13:36:24","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/tre-silenzi-pesanti\/"},"modified":"2015-10-27T14:36:24","modified_gmt":"2015-10-27T13:36:24","slug":"tre-silenzi-pesanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/tre-silenzi-pesanti\/","title":{"rendered":"Tre silenzi pesanti (*)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il disegno di legge Giannini e altri, \u201cRiforma del sistema nazionale di istruzione\u201d, e i documenti governativi che lo hanno preceduto e lo accompagnano sono stati colpiti da molte critiche puntuali, tante da rendere difficile il compito di riassumerle. Lo hanno fatto su Internazionale due recenti messe a punto di <a href=\"http:\/\/www.internazionale.it\/opinione\/christian-raimo\/2015\/05\/05\/sciopero-scuola-5-maggio\">Christian Raimo<\/a> il 5 maggio e <a href=\"http:\/\/www.internazionale.it\/opinione\/mauro-piras\/2015\/05\/07\/buona-scuola-quello-che-serve-davvero-alla-scuola-italiana\">Mauro Piras<\/a> il 7 maggio e mi rimetto a queste.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti i critici, direi, si sono concentrati nel contrastare, smentire, sforzarsi di correggere singoli punti del disegno di legge fino a chiederne con ragione il ritiro, senza fermarsi a segnalare quel che nei testi non c\u2019\u00e8. Per\u00f2, come imparano gli studenti di prima annualit\u00e0 di buoni corsi di linguistica generale o filosofia del linguaggio o semiotica e comunicazione, un testo ci parla di un argomento non solo con quel che ci dice in esplicito, ma anche con quel che ne tace.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sta nel potere delle nostre parole rendere significativi anche i silenzi. A me pare che nei testi di ispirazione renziana ci siano tre silenzi da segnalare, tre peccati di omissione. Sono silenzi che colorano malamente tutto ci\u00f2 che si dice. Se non verranno corretti, devono metterci in allarme fin d\u2019ora per le future politiche scolastiche governative e, ci\u00f2 che pi\u00f9 conta, per le sorti della nostra scuola.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il primo silenzio<\/strong> \u00e8 il mancato riconoscimento per ci\u00f2 che la nostra scuola ha fatto e fa. Se non abbiamo voglia o capacit\u00e0 di guardare in faccia la realt\u00e0 del nostro paese, non capiamo che cosa dobbiamo alla scuola sia pure in assai diversi gradi a seconda dei suoi diversi livelli. Dobbiamo moltissimo ai livelli di base, alle scuole dell\u2019infanzia ed elementari, assai meno, purtroppo, alle scuole medie superiori.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma anche questa differenziazione manca nella prospettiva renziana. La scuola, come fanno i giornalisti meno informati, \u00e8 considerata come un blocco unitario, indifferenziato. Non se ne capiscono cos\u00ec i meriti e, anche, alcuni limiti.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019inizio del cammino nell\u2019et\u00e0 della repubblica la scuola e con lei l\u2019intera societ\u00e0 italiana si sono trovate schiacciate dall\u2019eredit\u00e0 dello stato monarchico e fascista. Quasi due terzi degli ultraquattordicenni, il 60 per cento, erano privi di licenza elementare, un terzo dei quali analfabeti confessi (per l\u2019Istat si era ed \u00e8 analfabeti se tali ci si dichiara). Nelle classi giovani in et\u00e0 scolastica, per ragazzine e ragazzini, il titolo di licenza elementare (non il diploma, non la laurea) era riservato a un\u2019\u00e9lite, un terzo. Pochi, nel ceto intellettuale e politico, si rendevano ben conto di ci\u00f2: Umberto Zanotti Bianco, Guido Calogero, Anna Lorenzetto, Giuseppe Di Vittorio, Piero Calamandrei.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Soltanto dopo quasi dieci anni, alla pattuglia sparuta si aggiunse un giovane parroco rompiscatole del suburbio fiorentino, rimasto pi\u00f9 noto per merito, dobbiamo dirlo, del Sant\u2019Uffizio o simili. Il giovanotto aveva capito che era impossibile portare le parole del Vangelo a chi era immerso nell\u2019analfabetismo e, in pi\u00f9, gli appariva gi\u00e0 sedotto dalle prime ondate del consumismo, di cui nessuno, Pier Paolo Pasolini a parte, si rendeva conto. Cominci\u00f2 a trafficare con le statistiche per capire quale era l\u2019estensione del fenomeno. E scrisse un libro, <em>Esperienze pastorali,<\/em> che dispiacque alla sua chiesa, che isol\u00f2 l\u2019autore e lo releg\u00f2 in una sperduta parrocchia di montagna, a Barbiana, sopra Vicchio, nel Mugello, nella convinzione che lontano dalla citt\u00e0 avrebbe fatto meno danni. \u201cEcco il giudicio uman come spesso erra\u201d, direbbe Ludovico Ariosto. Il ritardatario aggregato alla pattuglia, il rompiscatole mandato al confino si chiamava Lorenzo Milani.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dinanzi alla realt\u00e0 di dominante mancata scolarit\u00e0 la reazione fu lenta. Anche gli odiatori del populismo devono ammetterlo. La reazione cominci\u00f2 dagli strati popolari, dalle campagne pi\u00f9 povere del latifondo. Le famiglie capirono, sentirono, che dovevano mandare figlie e figli a scuola, sola alternativa al dispatrio.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le statistiche ancora raccontano con i loro numeri, per chi si d\u00e0 la briga di andarle a consultare, questa storia. Ragazze e ragazzi tra tardi anni quaranta e met\u00e0 cinquanta affollarono le elementari e cominciarono a conquistare in grande maggioranza la licenza elementare prima preclusa invece alla grande maggioranza dei genitori, a non parlare dei nonni.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre il parlamento discuteva del creare o no una scuola postelementare che onorasse il precetto costituzionale degli \u201calmeno otto anni\u201d di scuola \u201cobbligatoria e gratuita\u201d (articolo 34, comma 2), ragazze e ragazzi la scuola postelementare cominciarono a farsela da s\u00e9 affollando i diversi canali che lo stato offriva e cercando di rimanerci. Varata nel 1962 la scuola media inferiore unificata, gli otto anni di scuola cominciarono a diventare realt\u00e0 per percentuali crescenti, ma ancora lontane dal 100 per cento.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fatto \u00e8 che una gran parte degli insegnanti resisteva e continu\u00f2 a resistere. Erano convinti che il loro compito fosse censire, fermare e mandar fuori dai piedi i somari, gli svogliati, i testoni. Non erano stati attrezzati a capire che il loro compito era esattamente il contrario: fare in modo che i somari imparassero a non ragliare, gli svogliati ad avere voglia di studiare, i testoni a usare la testa per capire e orientarsi nella societ\u00e0. Facile a dirsi, non a farsi. Nel corso degli anni, gli e le insegnanti non solo delle elementari, ma anche delle medie inferiori hanno imparato a farlo. Le scuole elementari hanno raggiunto un doppio risultato: portano al loro termine il 100 per cento dei loro alunni e questi, nei confronti internazionali, si collocano tra quelli con i pi\u00f9 alti livelli di competenza.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interessante: il massimo di inclusivit\u00e0 va a braccetto con la qualit\u00e0 pi\u00f9 elevata dei risultati. Cos\u00ec \u00e8 nel resto del mondo, cos\u00ec \u00e8 stato ed \u00e8 per la nostra scuola elementare. Comunque, in complesso, l\u2019intera scuola di base \u00e8 riuscita a portare alla licenza media dell\u2019obbligo quasi il 100 per cento dei figli di famiglie in maggioranza analfabete o semianalfabete ancora quarant\u2019anni fa e oggi in maggioranza dealfabetizzate. E perfino quello che \u00e8 l\u2019anello debole, la scuola media superiore, porta al diploma l\u201980 per cento di ragazzi e ragazze. E in questa scuola le nostre straordinarie ragazze nei test comparativi internazionali raggiungono punteggi superiori alla media delle loro compagne europee.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u00e8 la scuola cui, senza conoscerla, voi volete mettere mano. Il vostro silenzio su ci\u00f2 che la scuola ha saputo e sa fare fa temere che il vostro metter mano sia un manomettere. Questa scuola \u00e8 la sola istituzione che ha aiutato la societ\u00e0 italiana a evadere dalla prigione dell\u2019analfabetismo primario, totale, e a conquistare almeno l\u2019alfabetizzazione strumentale per il 95 per cento e quella pienamente funzionale (vedremo poi) per il 30 per cento. Mai erano stati raggiunti livelli cos\u00ec alti in tre mezzi secoli di storia patria.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSe per strada incontro un mio collega lo saluto. Ma se incontro un insegnante mi fermo, mi cavo di capo il cappello e mi inchino\u201d: cos\u00ec amava dire Guido Calogero nei lontani anni cinquanta e ne hanno conservato memoria quelli che lo hanno conosciuto e hanno condiviso con lui il confino come Carlo Azeglio Ciampi. E sapeva benissimo quante cose non funzionavano nella nostra scuola, <a href=\"http:\/\/www.internazionale.it\/weekend\/2015\/05\/03\/dichiarazione-amore-per-guido-calogero\">come ha ricordato<\/a> giorni fa Claudio Giunta.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, interrompendo a tratti i suoi preziosi lavori specialistici di filosofo e di storico del pensiero antico e andando in giro per le scuole a conoscerne e capirne i problemi, aveva imparato quanto \u00e8 duro, quanto \u00e8 degno di riconoscenza e stima il lavoro di chi insegna. Voi cappelli non ne portate pi\u00f9, ma fermarvi e inchinarvi potreste e dovreste.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C\u2019\u00e8 un secondo silenzio.<\/strong> Guardiamo con freddezza e distacco alle cose. Nel fare quel che ha fatto e fa, la scuola ha fatto e, tra tagli e insulti, continua a fare il dover suo, occorre dire. \u00c8 un dovere costituzionale, le scuole non possono sottrarsi. L\u2019insegnamento \u00e8 libero, dice la Costituzione (articolo 33, primo comma), ma la scuola no, non \u00e8 libera o lo \u00e8 solo entro i paletti che la Costituzione ha fissato.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diffidenti o preveggenti i costituenti stabilirono una serie di vincoli.\u00a0<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>1.La scuola deve essere \u201caperta a tutti\u201d (articolo 34 comma primo: la frase \u00e8 di sei parole, brevissima, e starebbe bene sull\u2019ingresso di tutte le scuole): Gianni e Deborah non ci piacciono, ma non possiamo cacciarli via.\u00a0<\/li>\n<li>2.La scuola deve essere anzitutto e comunque luogo di un\u2019istruzione \u201cobbligatoria e gratuita\u201d \u201cimpartita per almeno otto anni\u201d (articolo 34 comma secondo).\u00a0<\/li>\n<li>3.Di conseguenza nemmeno la repubblica pu\u00f2 cantare <em>sempre libera degg\u2019io<\/em>: severa, la Costituzione le dice che deve istituire \u201cscuole statali per tutti gli ordini e gradi\u201d (articolo 33, comma secondo).\u00a0<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altre parole istruirsi \u00e8 s\u00ec un diritto soggettivo di cittadini e cittadine, ma \u201crendere effettivo questo diritto\u201d non \u00e8 una faccenda privata, \u00e8 un dovere della e per la repubblica, che, vincendo i pianti dei ministri del tesoro, deve trovare i mezzi per consentirne l\u2019esercizio (articolo 34, comma quarto).\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non bisogna essere esimi costituzionalisti per capire perch\u00e9 tanta attenzione per la scuola. La Costituzione \u00e8 scritta con grande chiarezza (per questo ha perfino vinto un premio Strega). Proprio perch\u00e9 \u201caperta a tutti\u201d e perch\u00e9 \u201cobbligatoria per almeno otto anni\u201d la scuola \u00e8 l\u2019unico luogo istituzionale in cui per forza devono ritrovarsi, almeno nei loro anni giovani, \u201ctutti i cittadini (\u2026) senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali\u201d (articolo 3, comma primo). \u00c8 qui, nella scuola, che la repubblica pu\u00f2 adempiere al suo \u201ccompito\u201d (questa parola fu pensata, scelta e confermata con cura dai costituenti): \u201c\u00c8 compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli (\u2026) che, limitando di fatto la libert\u00e0 e l\u2019eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l\u2019effettiva partecipazione (\u2026) all\u2019organizzazione politica, economica e sociale del paese\u201d (articolo 3, comma secondo).\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scuola della repubblica \u00e8 il luogo privilegiato per vincere le limitazioni della libert\u00e0 e dell\u2019eguaglianza, rimescolare le carte della stratificazione sociale, trasformare le diversit\u00e0 in ricchezza culturale comune, favorire lo sviluppo delle persone, costruire le premesse per l\u2019effettiva partecipazione attiva alla vita del paese. Voi che mandate i figli all\u2019American talent school non sapete che cosa gli fate perdere (o lo sapete ma non v\u2019importa niente): la progressiva costruzione di una societ\u00e0 di persone libere.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scuola dunque, come vide Piero Calamandrei e tornarono poi a spiegare i ragazzi di Barbiana, non \u00e8 un pezzo qualunque dello stato, ma \u00e8 un \u201corgano costituzionale\u201d. \u00c8 entro questi limiti che la repubblica \u201cdetta le norme generali sull\u2019istruzione\u201d (articolo 33, comma secondo). Buone norme per la scuola devono richiamarsi sempre alla sua natura di delicato, essenziale organo costituzionale. La \u201cBuona scuola\u201d ne tace. \u00c8 il secondo, preoccupante silenzio. \u00c8 un\u2019omissione voluta? Oppure \u00e8 una sciatteria, una dimenticanza non voluta \u201ccon l\u2019aggravante della buona fede\u201d, come diceva don Milani?\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Terzo silenzio,<\/strong> infine. Almeno dagli anni ottanta, alcuni sospettavano che gli analfabeti in Italia non fossero solo quelli che si autocertificavano tali ai censimenti dell\u2019Istat. Furono tentate stime. Poich\u00e9 si accertava che il 20 per cento delle ragazze e dei ragazzi uscivano dalla scuola media con pi\u00f9 o meno gravi difficolt\u00e0 di accesso a testi scritti, si ipotizz\u00f2 che questa percentuale potesse proiettarsi sulla popolazione adulta. L\u2019ipotesi era ottimistica.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, dopo tre indagini osservative internazionali (fondate su osservazioni, non su autovalutazioni) sappiamo che in tutti i paesi ricchi e consumistici una parte consistente di popolazione, dopo avere raggiunto in et\u00e0 scolastica livelli anche eccellenti di competenza nella comprensione della lettura, nella scrittura, nel calcolo, nel ragionamento scientifico, in et\u00e0 adulta tende a dealfabetizzarsi. Quasi due anni fa Internazionale ha pubblicato l\u2019essenziale di questi dati. In paesi con scuole eccellenti, come Giappone, Finlandia, Olanda la percentuale di persone adulte al di sotto dei livelli minimi necessari a capire un testo e a usare basilari concetti matematici e scientifici tocca quasi il 40 per cento. Tocca il 50 per cento in Corea del Sud, altro paese di buona scuola, buona davvero, supera la met\u00e0 nel Regno Unito e Germania, arriva a toccare e superare il 60 per cento in Francia e Stati Uniti, raggiunge infine il 70 per cento in Spagna e Italia.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fattore determinante non \u00e8 evidentemente da sola la qualit\u00e0 della scuola, ma sono gli stili di vita che allontanano chi \u00e8 uscito da scuola, dalla voglia di tenersi informato, di ragionare, di partecipare in modo attivo alla vita sociale. E cos\u00ec le competenze acquisite a scuola si indeboliscono, si avvizziscono, perfino muoiono, Per l\u2019Italia va osservato che, se si tengono presenti anche i dati sulla capacit\u00e0 di <em>problem solving<\/em> (uso delle conoscenze per risolvere problemi non routinari nelle singole discipline), la percentuale delle persone sotto i livelli minimi di competenza sale all\u201980 per cento.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa massa cospicua di neoanalfabeti interessa due volte la scuola ordinaria. Interessa una prima volta perch\u00e9 in qualche misura la scuola, specie quella media superiore, \u00e8 complice della dealfabetizzazione adulta, nel senso che non riesce a fare abbastanza per garantire che i livelli buoni cui porta ragazze e ragazzi si fissino e durino nel tempo dell\u2019et\u00e0 adulta e anziana. Cosa relativamente di poco peso di fronte al danno che la scuola riceve da questa massa.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sappiamo bene, da studi di ogni sorta e paese, che il livello culturale delle famiglie incide in modo determinante sull\u2019andamento degli apprendimenti scolastici dei ragazzi. Otto su dieci dei ragazzi e delle ragazze che la scuola si trova di fronte vengono da famiglie in cui non entrano libri e giornali e non si praticano collegamenti a banda larga con internet e Google.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da decenni, in altri paesi, si sono sviluppati antidoti specifici: un\u2019ampia offerta di corsi per l\u2019istruzione degli adulti. In Italia siamo astralmente lontani da ci\u00f2. Una commissione nominata nel 2013 dai ministri Carrozza e Giovannini (istruzione e lavoro nel governo Letta) produsse nel febbraio 2014 un rapporto analitico su quel che scuole e imprese potevano e dovevano fare per contenere e ridurre la massa dei dealfabetizzati. Gli estensori dei testi renziani devono averlo considerato materiale da rottamare e fare stare sereno.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Male assai: proposte serie sulla scuola non possono mettere da parte quello che la scuola pu\u00f2 e deve fare per l\u2019istruzione degli adulti. Oltre tutto i renziani amano molto gli anglismi e l\u2019espressione tecnica in uso per la cosa \u00e8 <em>lifelong learning<\/em>, imparare per tutta la vita. Ma loro non l\u2019hanno usata, e non per purismo: la <em>sconoscono<\/em> come si dice in Sicilia. Secondo norme gi\u00e0 vigenti e secondo le analisi della commissione di cui s\u2019\u00e8 accennato sono le scuole il luogo deputato a far da centro a un sistema di <em>lifelong<\/em> <em>learning<\/em> e anche di <em>continuum training<\/em>, formazione continua. Esse possono e devono diventare \u201cfabbriche della cultura\u201d. Su tutto ci\u00f2 silenzio tombale di Renzi e di quelli che omericamente si possono dire \u201cquelli a lui d\u2019intorno\u201d.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Matteo Renzi pareva partito con buone intenzioni. La prima era ottima: aveva fatto capire che di scuola , del complesso della scuola, si sarebbe occupato in prima persona, quale capo del governo. Sembrava che avesse capito che cos\u00ec in effetti richiede la intricata complessit\u00e0 economica, amministrativa, culturale e politica della realt\u00e0 scolastica di un grande paese sviluppato. Cos\u00ec, di conseguenza, nei maggiori paesi del mondo le grandi svolte delle politiche scolastiche ed educative sono gestite direttamente dai capi di governo o di stato.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec invece non \u00e8 stato nella tradizione italiana, dove, a parte casi isolati come quello di Giovanni Giolitti e lampi di interesse di Romano Prodi ai tempi del Prodi uno, si \u00e8 creduto che le politiche scolastiche potessero esser lasciate ai ministri dell\u2019istruzione. Questi per\u00f2 non hanno competenze e poteri rispetto a troppe facce del problema, a cominciare dai riassetti del bilancio dello stato necessari se davvero si vuole intervenire sul complesso della realt\u00e0 educativa. Sono riassetti che comportano decisioni che pu\u00f2 e deve prendere solo chi guida l\u2019intera compagine governativa, non un singolo ministro, a meno che non abbia una delega in bianco come (ma solo per due anni) fece Mussolini con Giovanni Gentile.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Matteo Renzi pareva deciso a innovare prendendo in mano lui stesso il gran groviglio educativo e l\u2019intento era e resta in s\u00e9 positivo. Il risultato per ora \u00e8 molto insoddisfacente.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una seconda buona intenzione manifestata all\u2019inizio \u00e8 stata insistere sulla natura solo parziale degli interventi che annunziava: non chiamatela riforma, ebbe a dire il presidente, sono solo singoli provvedimenti pi\u00f9 immediatamente necessari, la riforma la faremo, ma verr\u00e0 dopo. Invece e per\u00f2 da un certo punto in poi la buona intenzione \u00e8 svanita e in comunicazioni governative, nei mezzi di informazione e infine nel testo consegnato al parlamento si \u00e8 parlato di <em>riforma<\/em>, parola pesante che, a usarla correttamente, implica l\u2019esistenza di un ripensamento adeguato e di una revisione radicale e complessiva di uno stato di cose.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le buone intenzioni del capo del governo, svaporando, hanno infine portato il 27 marzo al disegno di legge presentato al parlamento dai tre ministri di settore, Giannini, Madia e Padoan. Le omissioni di cui si \u00e8 detto qui sono pesanti. Se non saranno corrette prefigurano un tempo di dura lotta perch\u00e9 la nostra scuola continui a essere, secondo costituzione, la scuola della nostra repubblica.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(*) Articolo gi\u00e0 apparso su Internazionale.it dell\u201911.05.2015<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(**) Linguista<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il disegno di legge Giannini e altri, \u201cRiforma del sistema nazionale di istruzione\u201d, e i documenti governativi che lo hanno preceduto e lo accompagnano sono stati colpiti da molte critiche puntuali, tante da rendere difficile il compito di riassumerle. Lo hanno fatto su Internazionale due recenti messe a punto di Christian Raimo il 5 maggio [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1327,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-1328","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-newsletter"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Tre silenzi pesanti (*) - Nuovi Lavori<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/tre-silenzi-pesanti\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Tre silenzi pesanti (*) - Nuovi Lavori\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Il disegno di legge Giannini e altri, \u201cRiforma del sistema nazionale di istruzione\u201d, e i documenti governativi che lo hanno preceduto e lo accompagnano sono stati colpiti da molte critiche puntuali, tante da rendere difficile il compito di riassumerle. Lo hanno fatto su Internazionale due recenti messe a punto di Christian Raimo il 5 maggio [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/tre-silenzi-pesanti\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Nuovi Lavori\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2015-10-27T13:36:24+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/images_silenzio_blog.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"500\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"333\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Lia\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Lia\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"14 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/tre-silenzi-pesanti\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/tre-silenzi-pesanti\/\"},\"author\":{\"name\":\"Lia\",\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#\/schema\/person\/381e9894ea394d41738d8d55e63fc0da\"},\"headline\":\"Tre silenzi pesanti (*)\",\"datePublished\":\"2015-10-27T13:36:24+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/tre-silenzi-pesanti\/\"},\"wordCount\":2791,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/tre-silenzi-pesanti\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/images_silenzio_blog.jpg\",\"articleSection\":[\"Newsletter\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/tre-silenzi-pesanti\/#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/tre-silenzi-pesanti\/\",\"url\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/tre-silenzi-pesanti\/\",\"name\":\"Tre silenzi pesanti (*) - Nuovi Lavori\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/tre-silenzi-pesanti\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/tre-silenzi-pesanti\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/images_silenzio_blog.jpg\",\"datePublished\":\"2015-10-27T13:36:24+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/tre-silenzi-pesanti\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/tre-silenzi-pesanti\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/tre-silenzi-pesanti\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/images_silenzio_blog.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/images_silenzio_blog.jpg\",\"width\":500,\"height\":333},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/tre-silenzi-pesanti\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Newsletter\",\"item\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/category\/newsletter\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":3,\"name\":\"Tre silenzi pesanti (*)\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/\",\"name\":\"Nuovi Lavori\",\"description\":\"\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#organization\",\"name\":\"Nuovi Lavori\",\"url\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#\/schema\/logo\/image\/\",\"url\":\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/images_logonl.jpg\",\"contentUrl\":\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/images_logonl.jpg\",\"width\":400,\"height\":327,\"caption\":\"Nuovi Lavori\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#\/schema\/logo\/image\/\"},\"sameAs\":[\"https:\/\/www.youtube.com\/user\/newsletteranl\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#\/schema\/person\/381e9894ea394d41738d8d55e63fc0da\",\"name\":\"Lia\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1c1ab5e88d6553d3bd7303b8f064565e43a5f4bcf8fa0acc18820db78be45882?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1c1ab5e88d6553d3bd7303b8f064565e43a5f4bcf8fa0acc18820db78be45882?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1c1ab5e88d6553d3bd7303b8f064565e43a5f4bcf8fa0acc18820db78be45882?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Lia\"},\"url\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/author\/lia\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Tre silenzi pesanti (*) - Nuovi Lavori","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/tre-silenzi-pesanti\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Tre silenzi pesanti (*) - Nuovi Lavori","og_description":"Il disegno di legge Giannini e altri, \u201cRiforma del sistema nazionale di istruzione\u201d, e i documenti governativi che lo hanno preceduto e lo accompagnano sono stati colpiti da molte critiche puntuali, tante da rendere difficile il compito di riassumerle. Lo hanno fatto su Internazionale due recenti messe a punto di Christian Raimo il 5 maggio [&hellip;]","og_url":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/tre-silenzi-pesanti\/","og_site_name":"Nuovi Lavori","article_published_time":"2015-10-27T13:36:24+00:00","og_image":[{"width":500,"height":333,"url":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/images_silenzio_blog.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Lia","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"Lia","Tempo di lettura stimato":"14 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/tre-silenzi-pesanti\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/tre-silenzi-pesanti\/"},"author":{"name":"Lia","@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#\/schema\/person\/381e9894ea394d41738d8d55e63fc0da"},"headline":"Tre silenzi pesanti (*)","datePublished":"2015-10-27T13:36:24+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/tre-silenzi-pesanti\/"},"wordCount":2791,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/tre-silenzi-pesanti\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/images_silenzio_blog.jpg","articleSection":["Newsletter"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/tre-silenzi-pesanti\/#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/tre-silenzi-pesanti\/","url":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/tre-silenzi-pesanti\/","name":"Tre silenzi pesanti (*) - Nuovi Lavori","isPartOf":{"@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/tre-silenzi-pesanti\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/tre-silenzi-pesanti\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/images_silenzio_blog.jpg","datePublished":"2015-10-27T13:36:24+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/tre-silenzi-pesanti\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/tre-silenzi-pesanti\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/tre-silenzi-pesanti\/#primaryimage","url":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/images_silenzio_blog.jpg","contentUrl":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/images_silenzio_blog.jpg","width":500,"height":333},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/tre-silenzi-pesanti\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Newsletter","item":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/category\/newsletter\/"},{"@type":"ListItem","position":3,"name":"Tre silenzi pesanti (*)"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#website","url":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/","name":"Nuovi Lavori","description":"","publisher":{"@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#organization","name":"Nuovi Lavori","url":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/images_logonl.jpg","contentUrl":"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/images_logonl.jpg","width":400,"height":327,"caption":"Nuovi Lavori"},"image":{"@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.youtube.com\/user\/newsletteranl"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#\/schema\/person\/381e9894ea394d41738d8d55e63fc0da","name":"Lia","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1c1ab5e88d6553d3bd7303b8f064565e43a5f4bcf8fa0acc18820db78be45882?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1c1ab5e88d6553d3bd7303b8f064565e43a5f4bcf8fa0acc18820db78be45882?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1c1ab5e88d6553d3bd7303b8f064565e43a5f4bcf8fa0acc18820db78be45882?s=96&d=mm&r=g","caption":"Lia"},"url":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/author\/lia\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1328","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1328"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1328\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1327"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1328"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1328"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1328"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}