{"id":1342,"date":"2015-10-27T10:09:25","date_gmt":"2015-10-27T09:09:25","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/la-buona-scuola-valutazioni-a-cose-fatte-e-a-mente-fredda\/"},"modified":"2015-10-27T10:09:25","modified_gmt":"2015-10-27T09:09:25","slug":"la-buona-scuola-valutazioni-a-cose-fatte-e-a-mente-fredda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/la-buona-scuola-valutazioni-a-cose-fatte-e-a-mente-fredda\/","title":{"rendered":"Una riforma che i protagonisti devono rendere vitale"},"content":{"rendered":"<p><strong style=\"text-align: justify;\">Iter di approvazione della legge 107\/2015\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La legge di riforma della scuola, chiamata \u201c<em>La buona Scuola. Facciamo crescere il Paese<\/em>\u201d, \u00e8 stata approvata dal Parlamento nel luglio 2015 (legge 13 luglio 2015, n. 107). Il titolo del provvedimento \u00e8: <em>Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti<\/em> (G.U. n. 162 del 15\/07\/2015).\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1.1.La consultazione popolare\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A settembre 2014 il Governo, anzich\u00e9 presentare un testo legislativo, ha avviato una\u00a0 consultazione popolare tra gli operatori della scuola e della societ\u00e0 civile su un <strong>corposo documento<\/strong> composto di tre parti:\u00a0<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>-una <em>Introduzione<\/em>;\u00a0<\/li>\n<li>-una parte centrale intitolata \u201c<em>La Buona Scuola. Facciamo crescere il Paese<\/em>\u201d;\u00a0<\/li>\n<li>-una scheda sintetica \u201c<em>La Buona Scuola in 12 punti<\/em>\u201d.\u00a0<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da subito \u00e8 stato apprezzato che il Governo, piuttosto che avviare una ennesima riforma calata dall\u2019alto, abbia preferito la via della consultazione su un <em>vero e proprio progetto di cambiamento<\/em>, con dati quantitativi, proiezioni temporali, analisi economiche, soluzioni organizzative perch\u00e9 era e resta convinzione di tanti che \u201c<em>per fare la Buona Scuola non basta solo un Governo. Ci vuole un Paese intero<\/em>\u201d.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 stato apprezzato anche che il Governo abbia portato all\u2019attenzione dei cittadini temi da tempo discussi ma mai <em>affrontati in maniera organica<\/em>: la spesa per l\u2019istruzione e la formazione intesa come investimento, la centralit\u00e0 dell\u2019autonomia delle istituzioni scolastiche e formative, il raccordo pi\u00f9 stretto tra istruzione e lavoro, la valorizzazione dei docenti e dei dirigenti attraverso il merito, la didattica e le competenze chiave, il sistema della valutazione.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I primi commenti al testo, tuttavia, mettevano in evidenza anche alcune criticit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appariva piuttosto problematico il <em>modello di scuola sotteso<\/em>, un modello che intendeva attribuire la propria qualificazione distintiva alla crescita soprattutto economica del paese pi\u00f9 che ad un obiettivo di \u201c<em>bene in s\u00e9<\/em>\u201d fondato sulla centralit\u00e0 della persona e sulla natura educativa del sistema scolastico e formativo.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche la consultazione aperta a tutte le forze del Paese, di fatto, rischiava di coinvolgere solo coloro che operavano nella scuola statale e lasciava ai margini soggetti delle scuole paritarie e del (sotto)sistema di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP).\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembravano affrontati in modo piuttosto debole, infine, temi quali l\u2019attenzione data agli allievi e alle famiglie, le funzioni dell\u2019orientamento, i riferimenti alle dimensioni morali, spirituali e della cittadinanza democratica della persona, lo squilibrio tra i costi per il personale e quelli per investimenti e destava perplessit\u00e0 il ritorno dell\u2019aumento quantitativo delle discipline dopo lo sforzo recentissimo compiuto per la loro riduzione. \u00a0\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi, la proposta nella sua globalit\u00e0, da una parte conteneva molti elementi innovativi ma, dall\u2019altra, appariva come il lancio di una scuola \u201c<strong><em>Stato<\/em><\/strong>\u201d e \u201c<strong><em>Scuola-centrica<\/em><\/strong>\u201d. Davvero marginale appariva da subito l\u2019attenzione data a due importanti articolazioni del sistema educativo di istruzione e formazione italiano, quello relativo alla <em>scuola paritaria<\/em> e, pi\u00f9 in particolare, quello relativo al <em>(sotto)sistema di Istruzione e Formazione Professionale<\/em> (IeFP).\u00a0\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una occasione mancata per l\u2019Italia che, a fronte di prassi ormai consolidate in Europa che prevedono il sostegno economico anche alle scuole paritarie, resta, insieme alla Grecia, il Paese che non prevede sostegni reali alla scuola paritaria nel suo complesso e continua a mantenere un comparto tecnico \u2013 professionale piuttosto disomogeneo e disarticolato per competenze, articolazioni e soggetti.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1.2.Avvio dell\u2019iter legislativo\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contrariamente alla prima impostazione, il 12 marzo 2015 il Consiglio dei Ministri ha approvato e presentato alle Camere un <strong><em>disegno di legge complessivo di riforma<\/em> <\/strong>anzich\u00e9 un decreto per l\u2019assunzione del personale della scuola e una legge ordinaria per gli altri aspetti della riforma. <strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il testo conteneva alcune caratteristiche di discontinuit\u00e0 rispetto al documento precedente.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spariva quasi completamente, infatti, il tema della carriera dei docenti, ricondotta ad un premio per gli insegnanti migliori assegnato annualmente dai dirigenti scolastici per un massimo di 200 milioni di euro a livello nazionale, veniva superato il sistema delle graduatorie per la chiamata dei docenti con la creazione di albi territoriali, dai quali i dirigenti scolastici potevano chiamare direttamente i docenti senza rispettare l\u2019ordine attuale basato sull\u2019anzianit\u00e0 di servizio e veniva introdotta la detrazione fiscale fino a 400 euro per le rette pagate da chi frequentava le scuole non statali paritarie. \u00a0\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I cambiamenti introdotti hanno accentuato, per\u00f2, sia le tensioni interne al partito che sosteneva il Governo sia il contrasto con le Organizzazioni Sindacali sfociato nello sciopero generale del 5 maggio 2015, uno dei pi\u00f9 partecipati di questi ultimi anni.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Governo, pur in presenza di queste tensioni e contestazioni, ha portato a termine la legge di riforma con la proposta di un testo che, pur mitigato in alcuni punti, \u00e8 stato \u201cblindato\u201d al Senato\u00a0 e votato con la fiducia posta su un maxiemendamento composto da un unico articolo di 212 commi. In questa forma il testo \u00e8 stato poi definitivamente approvato dalla Camera il 9 luglio 2015.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche i soli pochi cenni mettono in evidenza il cammino piuttosto complesso e tortuoso della riforma, un cammino pi\u00f9 difficile di quello che si poteva immaginare all\u2019inizio del percorso. Ad attestarlo sono stati, tra l\u2019altro, i risultati della votazione finale (277 si, 173 no, 4 astenuti) sia le proteste dentro e fuori il Parlamento che ne hanno accompagnato l\u2019iter. \u00a0\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa riforma si inserisce a pieno titolo tra le riforme del sistema scolastico pur presentando caratteristiche specifiche rispetto a quelle precedenti.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rispetto a quelle promosse dai Ministri Berlinguer (1997), Moratti (2003) e Gelmini (2008), infatti, quella attuale non appare una vera riforma strutturale in quanto non tocca gli aspetti dell\u2019ordinamento. Non prende in considerazione, ad esempio, la riduzione della durata dell\u2019ordinamento pur in presenza di una sperimentazione gi\u00e0 avviata.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La riforma, poi, non viene pensata \u201ccontro\u201d le riforme precedenti, una prassi adottata spesso, purtroppo, in questo periodo, ma progettata unicamente per migliorare l\u2019esistente.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche la titolazione \u00e8 una novit\u00e0. Per la prima volta, infatti, una riforma della scuola passa alla storia con un nome \u201cLa Buona Scuola\u201d quasi ad enfatizzare l\u2019intervento realizzato, secondo lo stile dell\u2019attuale Governo. \u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<strong>2. I principali contenuti della legge\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rinviando all\u2019Editoriale di Rassegna CNOS n. 3 del 2015 in via di pubblicazione \u201c<em>La Buona Scuola \u00e8 ormai legge dello Stato. Progressi con carenze iniziali e retromarce: un primo bilancio\u201d<\/em> per un approfondimento, nella presente nota ci limitiamo a richiamare l\u2019attenzione solo su alcuni degli aspetti pi\u00f9 salienti della riforma. Per comodit\u00e0 si proceder\u00e0 in questa sezione all\u2019esame dei principali contenuti e in quella successiva ad una prima valutazione.<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><span>\u2022<\/span><strong><em>Attuazione piena dell\u2019autonomia\u00a0<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo, che occupa una collocazione centrale nel provvedimento adottato, \u00e8 <em>l\u2019attuazione piena dell\u2019autonomia<\/em>.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le finalit\u00e0 e gli obiettivi indicati sono ambiziosi e, sotto alcuni aspetti, innovativi. Tra di essi, alcuni, come la elevazione della formazione impartita, la lotta alle disparit\u00e0 e agli insuccessi e l\u2019attuazione del diritto all\u2019istruzione, erano prevedibili date le carenze della nostro sistema educativo in questi ambiti; altri si caratterizzano per una maggiore novit\u00e0 sul piano ordinamentale come il richiamo al nuovo modello di societ\u00e0 in cui ricerca, sapere e formazione sono divenuti il fondamento del sistema e non costituiscono pi\u00f9 soltanto fattori di sviluppo, o la proposta di realizzare una scuola aperta a significare che l\u2019educazione \u00e8 una responsabilit\u00e0 della societ\u00e0 intera, comunit\u00e0 e singoli, che sono chiamati a gestire democraticamente le iniziative formative secondo l\u2019ottica della societ\u00e0 educante.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le strategie messe in campo per dare piena attuazione all\u2019autonomia sono, poi, il <em>piano triennale dell\u2019offerta formativa<\/em> che definisce l\u2019identit\u00e0 culturale e progettuale delle scuole e contiene la loro programmazione curricolare, extracurricolare, educativa e organizzativa, collocandola in un orizzonte pi\u00f9 ampio di tempo e di azione rispetto al Pof attuale; <em>l\u2019organico dell\u2019autonomia<\/em>, che non \u00e8 pi\u00f9 soltanto l\u2019organico di diritto ma \u00e8 quello che \u00e8 in grado di coprire tutte le esigenze dell\u2019insegnamento in classe, comprese le funzioni intermedie, la gestione dei progetti, il recupero degli alunni in difficolt\u00e0, il potenziamento delle eccellenze; il <em>ruolo del dirigente scolastico<\/em>, come leader educativo, a cui verranno garantiti strumenti e personale per il miglioramento dell\u2019offerta formativa, una proposta molto discussa e contestata ma anche tra le pi\u00f9 innovative.<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><span>\u2022<\/span><strong><em>Centralit\u00e0 degli studenti e contenuti degli insegnamenti\u00a0<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro punto focale della legge \u00e8 centrata sugli studenti, un aspetto in parte recuperato rispetto al progetto iniziale che appariva pi\u00f9 centrato sui docenti. Numerosi e qualificanti sono i provvedimenti adottati. Richiamiamo l\u2019attenzione sui principali.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La legge, innanzitutto, potenzia alcuni <em>insegnamenti <\/em>e punta alla realizzazione del <em>curriculum dello studente, <\/em>destinato a redigere la storia scolastica dell\u2019allievo, orientare la prosecuzione degli studi e agevolare l\u2019accesso al mondo del lavoro.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una novit\u00e0 da evidenziare, poi, \u00e8 la istituzione di un <em>sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino ai sei anni<\/em>, alla cui realizzazione concorrono istituzioni sia statali che paritarie.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viene ribadita la finalit\u00e0 della <em>scuola inclusiva<\/em> attraverso il potenziamento del sostegno e della integrazione. \u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul versante del dialogo tra scuola e lavoro si ricordano la obbligatoriet\u00e0 dell\u2019<em>alternanza<\/em> nelle scuole secondarie superiori, un vero salto di qualit\u00e0 rispetto alla prassi esistente e il potenziamento degli <em>Istituti Tecnici Superiori<\/em> (ITS). Si sottolinea qui un aspetto normativo importante e atteso da tempo: la realizzazione di una filiera professionalizzante autonoma e distinta da quella scolastica che parte dalla qualifica professionale e si sviluppa verticalmente con il diploma professionale, si apre all\u2019integrazione di un percorso di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS) per concludersi nell\u2019alta specializzazione promossa dagli ITS, una vera istruzione superiore non universitaria.\u00a0<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><span>\u2022<\/span><strong><em>Valorizzazione degli insegnanti\u00a0<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche su questo versante la legge si pone in notevole discontinuit\u00e0 rispetto alla normativa vigente.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viene approvato il <em>piano di assunzioni straordinario<\/em> e si pongono le premesse per procedere ad assumere per <em>concorso<\/em>.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si introduce una profonda innovazione sulla normativa degli <em>incarichi di docenza<\/em>, una norma fieramente osteggiata dalle forze sindacali, si avvia la <em>prassi della formazione in servizio<\/em> <em>obbligatoria<\/em>, si norma, infine, la valorizzazione del <em>merito professionale<\/em> del docente.\u00a0<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><span>\u2022<\/span><strong><em>Le strategie del cambiamento\u00a0<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vari commi intervengono su questa materia.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8, anzitutto, l\u2019adozione del <em>Piano nazionale della scuola digitale<\/em>, per sviluppare e migliorare le competenze digitali e rendere la tecnologia digitale uno strumento didattico di costruzione delle scuole in generale.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per promuovere lo sviluppo della didattica laboratoriale, in secondo luogo, \u00e8 riconosciuta alle scuole la possibilit\u00e0 di dotarsi di <em>laboratori territoriali per l\u2019occupabilit\u00e0<\/em>, anche mediante la partecipazione di vari soggetti co-finanziatori.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per <em>l\u2019edilizia scolastica<\/em> la legge predispone un piano di finanziamento per promuovere la costruzione di scuole innovative in diverse direzioni, architettonica, impiantistica, tecnologica, energetica e della sicurezza strutturale e antisismica, e per qualificarle per la presenza di nuovi ambienti di apprendimento e di apertura al territorio.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla scia di provvedimenti gi\u00e0 adottati in precedenza e a loro perfezionamento si lancia il <em>portale unico dei dati della scuola<\/em> con l\u2019obiettivo di assicurare permanentemente l\u2019accesso e la fruibilit\u00e0 dei dati pubblici del MIUR.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sui finanziamenti vanno sottolineati due provvedimenti innovativi, anche se poco soddisfacenti per le scuole paritarie: la <em>detraibilit\u00e0 delle spese nella misura del 19%<\/em> sostenute dalle famiglie con figli iscritti alle scuole paritarie e lo <em>school bonus<\/em> per erogazioni a favore di tutti gli istituti del sistema nazionale di istruzione e di formazione sia statali che paritari.<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><span>\u2022<\/span><strong><em>Le deleghe legislative al Governo \u00a0<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019altra novit\u00e0 rispetto al DDL iniziale riguarda la riduzione delle deleghe al governo.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne sono saltate cinque e cio\u00e8 il potenziamento dell\u2019autonomia, le assunzioni e la formazione dei dirigenti, il riordino degli organi collegiali, il riordinamento degli istituti tecnici superiori e la scuola digitale.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le altre sono state riformulate o corrette come nel caso del sistema da 0 a 6 anni in cui \u00e8 stato tolto il riferimento statale accanto a scuole dell\u2019infanzia perch\u00e9 avrebbe escluse le scuole paritarie e quelle degli Enti locali.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertanto restano quelle su: il testo unico relativo al sistema nazionale di istruzione e di formazione, la formazione iniziale e l\u2019accesso nei ruoli di docente della scuola secondaria, la promozione e inclusione scolastica dei disabili, la revisione dei percorsi dell\u2019istruzione professionale e il raccordo con quelli della IeFP, il sistema integrato di educazione e istruzione 0-6 anni, il diritto allo studio, la promozione della cultura umanistica e del patrimonio artistico-culturale, le istituzioni scolastiche italiane all\u2019estero e la valutazione e certificazione delle competenze degli studenti e gli esami di Stato.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3.Punti di forza e criticit\u00e0 della riforma\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esprimere un giudizio globale su questa riforma appare impresa ardua e, forse anche inopportuna. Sembra pi\u00f9 significativa la via della valutazione dei singoli provvedimenti, anche se letti in un quadro di visione complessiva. Come ci si \u00e8 espressi in occasione di riforme precedenti, poi, occorre anche un tempo adeguato di verifica legata all\u2019applicazione dei provvedimenti per comprenderne la bont\u00e0 o individuarne i necessari correttivi.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 con questo spirito che ci permettiamo di richiamare alcuni punti di forza e sottolineare anche alcune criticit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><span>\u2022<\/span><strong><em>Attuazione piena dell\u2019autonomia\u00a0<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono da apprezzare, innanzitutto, i provvedimenti legati all\u2019attuazione dell\u2019autonomia: l\u2019adozione del piano triennale, la nuova concezione all\u2019organico dei docenti, le nuove funzioni \u2013 gestionali ed educative \u2013 del dirigente.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019insieme di questi provvedimenti dovrebbe prefigurare la costruzione di un <em>nuovo equilibrio<\/em> tra le funzioni del dirigente, il protagonismo dei docenti, la partecipazione dei genitori e degli studenti, la realizzazione dell\u2019autonomia scolastica e le politiche adottate a livello nazionale per salvaguardare l\u2019unitariet\u00e0 del sistema. Questo quadro di insieme necessita di sperimentazione, soprattutto nel rapporto tra autonomia scolastica e politiche di livello nazionale. Solo il monitoraggio della sua progressiva attuazione potr\u00e0 suggerire gli eventuali correttivi.\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><span>\u2022<\/span><strong><em>Centralit\u00e0 degli studenti e contenuti degli insegnamenti\u00a0<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 stato positivo il recupero della centralit\u00e0 degli studenti e dei loro bisogni formativi che si era perso nel Rapporto iniziale del 3 settembre 2014, attestata maggiormente sulla priorit\u00e0 degli insegnanti.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pur in presenza di questo recupero, permangono, a nostro giudizio, delle lacune da colmare.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rimane la visione riduttiva dei bisogni formativi degli allievi che sembrano limitati alle dimensioni intellettuale, fisica e della cittadinanza senza prendere in considerazione, se non marginalmente, quella morale e spirituale; in altre parole, pare mancare al provvedimento un respiro ideale e culturale ampio.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, se \u00e8 condivisibile l\u2019affermazione della centralit\u00e0 dell\u2019istruzione, non lo \u00e8 la concezione funzionalista della stessa, presente nel Rapporto e confermata dalla legge, in quanto subordina l\u2019istruzione alle logiche economiche e alle esigenze del sistema produttivo. Al contrario, sarebbe stato necessario confermare e potenziare il principio della centralit\u00e0 della persona, in tutte le sue dimensioni e del valore \u201cumanizzante\u201d dell\u2019educazione in s\u00e9 e per s\u00e9.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dietro ad alcuni fini accettabili, come la lotta alle discriminazioni e agli atteggiamenti omofobici, appaiono fondate le perplessit\u00e0 di chi vede nel provvedimento (c. 16) il pericolo di perseguire obiettivi non dichiarati o ambigui come quello di superare gli stereotipi che riguardano la rappresentazione del significato dell\u2019esser uomini o donne. Sotto questo aspetto appaiono comprensibili le proteste dei genitori preoccupati del diffondersi di progetti diseducativi e di forzature ideologiche in nome della parit\u00e0 di genere. Decisivi saranno l\u2019impegno dell\u2019amministrazione e della politica di realizzare una scuola realmente aperta e la determinazione dei genitori di partecipare attivamente alla vita delle scuole, avvalendosi in particolare dello strumento del consenso informato, previsto da una recente circolare, di fronte a qualsiasi proposta di attivit\u00e0 extracurricolare nelle istituzioni scolastiche. Certamente non \u00e8 stato di aiuto la minaccia della Ministra di azioni legali contro chi parla della penetrazione della ideologia gender nelle scuole.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hanno fondamento le perplessit\u00e0 espresse da molti circa l\u2019eccezionale crescita quantitativa delle conoscenze e delle competenze che gli alunni dovrebbero apprendere. Esiste un pericolo reale di cadere nell\u2019enciclopedismo. Forse, una possibile via di uscita, potrebbe consistere nel puntare principalmente non sull\u2019aumento delle conoscenze e delle discipline ma, piuttosto, ad accrescere le competenze da acquisire e l\u2019opzionalit\u00e0 dei programmi. In ogni caso, i pericoli denunciati sono reali e andranno affrontati soprattutto in sede di redazione dei decreti attuativi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si pu\u00f2 non concordare sulla proposta di una <em>scuola fondata sul lavoro<\/em> anche se si richiama la necessit\u00e0 di intervenire sui libri di testo adottati nelle scuole in quanto portatori di una concezione del lavoro piuttosto negativa, anzich\u00e9 nella sua valenza educativa.\u00a0 Anzitutto, l\u2019alternanza scuola-lavoro diviene strutturale da occasionale che era: infatti, prima dell\u2019entrata in vigore della riforma coinvolgeva appena il 4% degli studenti per sole 70 ore. Per gli ITS, le giovanissime superscuole di tecnologia sorte alla fine del 2011, si prospetta una nuova stagione, anche se il rinnovamento della formazione superiore non universitaria appare ancora troppo timido. Circa il (sotto)sistema di IeFP, una articolazione del secondo ciclo, dobbiamo lamentare solo disattenzione. La legge si limita ad adottare una delega per il riordino dell\u2019Istruzione professionale e il raccordo con i percorsi di Istruzione e Formazione Professionale. Una visione piuttosto riduttiva rispetto alla vivacit\u00e0 e alla qualit\u00e0 mostrata dal sottosistema di IeFP. Va sottolineato, tuttavia, a fronte di queste criticit\u00e0, un aspetto positivo: la legge concorre a realizzare una vera filiera professionalizzante, un percorso formativo, cio\u00e8, che dalla qualifica, passando per il diploma professionale e attraverso un percorso di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS), porta il giovane al percorso di un Istituto Tecnico Superiore, un percorso articolato e flessibile, distinto da quello scolastico e molto coerente con il mondo del lavoro.\u00a0<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><span>\u2022<\/span><strong><em>Valorizzazione degli insegnanti\u00a0<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La valorizzazione degli insegnanti ha avuto giudizi connotati di luci e ombre.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senz\u2019altro positivi sono stati giudicati gli interventi per portare a chiusura la piaga del precariato. Non sono mancati, tuttavia, rilievi circa la complessit\u00e0 dell\u2019operazione, complessit\u00e0 data dal numero degli assunti, dalla loro gestione da parte dei dirigenti, dal comportamento dei docenti stessi, chiamati anche in altri livelli scolastici e in altre classi di concorso. Non mancano ancora aspetti di complessit\u00e0 dati dagli squilibri geografici e dalla necessaria coerenza tra bisogni formativi del sistema educativo e professionalit\u00e0 messe in campo.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche la chiamata diretta, la formazione in servizio, il merito e l\u2019introduzione di figure intermedie necessitano di un congruo periodo di sperimentazione per giungere ad una valutazione oggettiva. Al momento \u00e8 da apprezzare la novit\u00e0 degli interventi.\u00a0<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><span>\u2022<\/span><strong><em>Le strategie del cambiamento\u00a0<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli obiettivi segnati in questa sezione sono senz\u2019altro ambiziosi ma, se realizzati, positivi.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci si riferisce alla realizzazione della scuola digitale, alla possibilit\u00e0 data alle scuole di dotarsi di laboratori territoriali per l\u2019occupabilit\u00e0, all\u2019ammodernamento dell\u2019edilizia scolastica, al portale unico dei dati.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una innovazione significativa si pu\u00f2 identificare nella detraibilit\u00e0 delle spese sostenute dalle famiglie per la frequenza anche delle scuole paritarie: in altre parole la riforma accoglie il principio che le spese per l\u2019educazione rappresentano un investimento delle famiglie per il futuro del Paese. Rimane il problema che l\u2019entit\u00e0 della detrazione \u00e8 del tutto simbolica, limitandosi a un massimo di 76 euro ad alunno. Inoltre, a proposito della scuola paritaria si poteva avere un maggiore coraggio. Riconoscere la parit\u00e0 effettiva delle scuole non statali munite dei requisiti prescritti e regolarmente controllate (in modo da escludere le cosiddette \u201cscuole diplomifici\u201d), sarebbe stato certamente un guadagno per tutti, data la consonanza profonda tra autonomia e parit\u00e0: infatti, alla base di ambedue le strategie si riscontra la medesima idea del primato della societ\u00e0 civile sullo Stato. Da questo punto di vista, invece, la legge sembra dare ancora aggio ad un certo statalismo scolastico, difficile da estirpare in molta parte dell\u2019opinione pubblica.<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><span>\u2022<\/span><strong><em>Le deleghe legislative al Governo \u00a0<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulle deleghe ci soffermiamo su quella relativa al riordino dell\u2019Istruzione Professionale di Stato e sul suo raccordo con i Percorsi di Istruzione e Formazione Professionale.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Cos\u00ec formulata, la delega appare fortemente riduttiva e povera. \u00c8 necessario, innanzitutto, porre una questione di metodo per <em>un approccio sistemico al problema<\/em>, approccio mancato fino ad oggi. <\/span>La mancanza di questo approccio nell\u2019attuazione della riforma del secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione, avviata dall\u2019anno 2010\/2011, ha sinora prodotto distorsioni e un aggravamento degli squilibri territoriali, documentati anche dal citato Rapporto ISFOL sul sistema di IeFP, di cui pagano le conseguenze, in primis, i giovani e le loro famiglie, appartenenti soprattutto alle fasce deboli della popolazione. Tale situazione riguarda, in particolare, i rapporti tra gli istituti professionali di Stato e le strutture formative accreditate dalle Regioni per la realizzazione dei percorsi di qualifica e diploma professionale, cui la citata norma vorrebbe porre rimedio in breve tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 la Delega possa essere esercitata in maniera organica occorre che la lettera d) del comma 181 vada interrpretata e attuata con un organico collegamento con quanto contenuto nella lettera f) del medesimo comma.\u00a0 Tenuto conto che la legge n.107\/2015 detta norme per la \u201c<em>Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione<\/em>\u201d, la garanzia dell&#8217;effettivita&#8217; del diritto allo studio riguarda, infatti, anche gli studenti\u00a0 che, a\u00a0 conclusione del primo ciclo di istruzione, intendono iscriversi ai percorsi di qualifica e diploma professionale. Tali percorsi \u00a0 devono essere realizzati su tutto\u00a0 il teritorio nazionale\u00a0 in via principale \u2013 e non sussidiaria \u2013 dalle istituzioni formative accreditate dalle Regioni sulla base della programmazione dell\u2019offerta formativa di loro competenza, fermo restando che gli istituti professionali di Stato possono continuare a concorrere all\u2019ampliamento di tale offerta secondo modalit\u00e0 individuate sulla base\u00a0 dei risultati dei periodici monitoraggi effettuati dall\u2019ISFOL. <span>Prima ancora di entrare nelle valutazioni di merito riguardanti i risultati conseguiti dagli istituti professionali di Stato che operano in regime di sussidiariet\u00e0 complementare ed integrativa, va garantita, quindi, l\u2019effettivit\u00e0 delle scelte di questi studenti e delle loro famiglie per il pieno esercizio del diritto allo sudio su tutto il territorio nel rispetto degli ordinamenti dei percorsi del secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione, non rispettati da gran parte delle Regioni, soprattutto del Mezzogiorno, a distanza di pi\u00f9 di cinque anni dalla loro entrata in vigore.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo delicato nodo va affrontato in via preliminare, nell\u2019esercizio della delega relativa alla revisione\u00a0 dei\u00a0 percorsi\u00a0 dell&#8217;istruzione\u00a0 professionale e al raccordo con i percorsi dell&#8217;istruzione e formazione professionale (IeFP).\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<strong>4.Conclusione\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci piace concludere con alcune annotazioni prese dal comunicato Diesse, che facciamo anche nostre. \u00ab<em>Si chiude una fase di riforme annunciate. Ora ad essere chiamata in causa, pi\u00f9 di prima, \u00e8 la responsabilit\u00e0 dei soggetti &#8211; dirigenti, docenti, famiglie, realt\u00e0 sociali &#8211; di interpretare ed utilizzare in maniera intelligente le nuove norme nella prospettiva di un cambiamento di sostanza e non di facciata. Una soggettivit\u00e0 che, abbandonati i lamenti e le pregiudiziali, contribuisca &#8211; senza demandare il cambiamento alle \u201cbuone\u201d leggi &#8211; a far diventare sempre di pi\u00f9 le scuole luoghi di libert\u00e0 educativa per affrontare le sfide formative e dell\u2019innovazione: qui sta il principio di un autentico cambiamento<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>*Direttore amministrativo CNOS-FAP<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Iter di approvazione della legge 107\/2015\u00a0 La legge di riforma della scuola, chiamata \u201cLa buona Scuola. Facciamo crescere il Paese\u201d, \u00e8 stata approvata dal Parlamento nel luglio 2015 (legge 13 luglio 2015, n. 107). 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