{"id":1363,"date":"2015-11-10T10:41:52","date_gmt":"2015-11-10T09:41:52","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/stabilita-2016-e-politiche-sociali-miglioramento-piu-quantitativo-che-qualitativo\/"},"modified":"2015-11-10T10:41:52","modified_gmt":"2015-11-10T09:41:52","slug":"stabilita-2016-e-politiche-sociali-miglioramento-piu-quantitativo-che-qualitativo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/stabilita-2016-e-politiche-sociali-miglioramento-piu-quantitativo-che-qualitativo\/","title":{"rendered":"Stabilit\u00e0 2016 e politiche sociali"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Avviato &#8211; con la presentazione del ddl il 25 ottobre scorso &#8211; l\u2019iter parlamentare relativo alla legge di stabilit\u00e0 2016, \u00e8 ormai possibile confrontarsi con il testo ufficiale (A.S. 2011), superando le <em>slide, <\/em>generiche, in precedenza presentate dal Presidente del Consiglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E la politica sociale si presenta complessivamente come scelte, orientamenti normativi (andanti ma non troppo, entrambi) e stanziamenti economici (in volume pi\u00f9 alto del passato, ma non adeguato rispetto ai problemi in corso). Le tematiche affrontate sono in parte in continuit\u00e0, in parte, con alcuni limiti, positivamente innovative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scorrendo l\u2019articolato si notano innanzitutto norme e incentivi al <strong>welfare aziendale<\/strong>, quello di conciliazione, soprattutto di origine contrattuale: \u00e8 introdotta, con l\u2019art.12, una disciplina tributaria tesa, per i lavoratori dipendenti privati, a incentivare la contrattazione di secondo livello, ridefinendo entit\u00e0 e scopi delle risorse finanziarie destinate alla promozione della conciliazione tra vita professionale e vita privata. E\u2019 previsto, infatti, \u2013 salvo il caso di espressa rinunzia da parte del lavoratore &#8211; <strong>un&#8217;imposta sostitutiva dell&#8217;IRPEF<\/strong> e delle relative addizionali regionali e comunali, pari al <strong>10<\/strong>%, nel limite di importo pari a <strong>2.000<\/strong> euro lordi, o a <strong>2.500<\/strong> euro per le imprese che coinvolgano i lavoratori nell&#8217;organizzazione del lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Destinatari del beneficio sono i titolari di <strong>reddito da lavoro dipendente privato<\/strong> di importo non superiore, nell\u2019anno precedente quello di percezione, a <strong>50.000<\/strong> euro.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le attivit\u00e0 rientranti nell&#8217;esenzione IRPEF vengono estese, oltre ai servizi e le prestazioni (erogati dal datore di lavoro alla generalit\u00e0 dei dipendenti o a categorie di dipendenti), a: la fruizione, da parte dei familiari dei <strong>servizi di educazione e istruzione<\/strong> &#8211; compresi i servizi integrativi e di mensa\u00a0 &#8211; anche se non riferiti alla frequenza degli asili nido; per la frequenza di <strong>ludoteche<\/strong> e di <strong>centri estivi<\/strong> <strong>e invernali<\/strong> ma soprattutto &#8211; e questa \u00e8 una novit\u00e0 rilevante &#8211; alla fruizione dei <strong>servizi di assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro aspetto interessante \u00e8 la previsione delle <strong>modalit\u00e0 di erogazione<\/strong> di beni, prestazioni, opere e servizi da parte del datore di lavoro: pu\u00f2 avvenire mediante <strong>documenti in formato cartaceo o elettronico<\/strong>, riportanti un valore nominale. Si apre cos\u00ec alla possibilit\u00e0 di ricorso ai <strong>voucher<\/strong> o a buoni acquisto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le risorse per la promozione della conciliazione sono pari a <strong>38,3 milioni<\/strong> di euro per il 2016, <strong>36,2 milioni<\/strong> per il 2017 e <strong>35,6<\/strong> milioni per il 2018.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutte le modalit\u00e0 attuative sono demandate ad un <strong>decreto<\/strong> (Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell\u2019economia e delle finanze), da emanare entro 60 giorni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo versante del welfare aziendale pu\u00f2 rappresentare, se non visto solo nella mera logica della conciliazione, uno dei fattori, se accompagnato da altre misure, per lo sviluppo di un settore dei servizi alla persona e alle famiglie (I).\u00a0 Dalle esperienze estere ci perviene l\u2019indicazione della necessit\u00e0 di un piano pluriennale ad obiettivi successivi, con regia unica, comprensivo di finanziamenti, anche derivati da riconversione \/ rifinalizzazione \/ riqualificazione\u00a0 di interventi pubblici esistenti\u00a0 (ad esempio, l\u2019indennit\u00e0 di accompagnamento, assegni sociali di varia natura,\u00a0 spesa sanitaria che\u00a0 riconverta ricoveri con cure domiciliari,\u00a0 interventi di supporto post infortunistici), di strumenti e procedure semplificate,\u00a0 di attivazione di soggetti pubblici e privati (regioni, comuni, enti previdenziali e fondi integrativi privati, assicurazioni e banche, agenzie di formazione e intermediazione, compagnie di gestione di voucher). Le stesse esperienze confermano, oltre al contributo occupazionale, la natura di investimento delle risorse impegnate e l\u2019alta percentuale di ritorno della spesa in contribuzione fiscale e previdenziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viene aperto un cantiere, con basi potenzialmente strutturate e organiche, per il <strong>contrasto alla povert\u00e0<\/strong> (art.24). Le misure precedentemente frazionate vengono concepite come inserite in <strong>Piano nazionale per la lotta alla povert\u00e0 e all\u2019esclusione<\/strong>, adottato con cadenza <strong>triennale<\/strong> mediante decreto (II). Il piano si pone l\u2019obiettivo di perseguire i <strong>livelli essenziali delle prestazioni assistenziali<\/strong> (affermate dalle vigenti norme di politiche sociali, ma mai esplicitate in programmi operativi) tali da garantire su tutto il territorio nazionale misure di contrasto alla povert\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tal scopo \u00e8 previsto, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il <strong>Fondo per la lotta alla povert\u00e0 e all\u2019esclusione sociale<\/strong>. Al Fondo sono assegnati <strong>600 milioni di euro per il 2016 e 1.000 milioni di euro dal 2017<\/strong>. \u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per il 2016<\/strong>, le risorse stanziate (i 600 milioni) sono ripartite in due capitoli.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo:<strong>380 milioni di euro per l\u2019avvio di una misura di contrasto alla povert\u00e0 <\/strong>destinata all\u2019estensione del sostegno all\u2019inclusione attiva (SIA)(III) su tutto il territorio nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In attesa dell\u2019adozione del Piano, si introducono nuovi <strong>criteri e procedure <\/strong>garantendo in via prioritaria interventi<strong> per nuclei familiari con figli minori. <\/strong>Sar\u00e0 un decreto (IV), da emanarsi entro trenta giorni, a definire le modalit\u00e0. Si auspica a riguardo che si superino nella futura attuazione i limiti della sperimentazione fin qui realizzatasi e che \u00e8 stata complessivamente deludente, tranne alcune positive esperienze territoriali (V).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le risorse impegnate(i 380 milioni) si aggiungono a quanto stanziato dalFondo speciale della prima Carta acquisti (ora denominato <strong>Fondo Carta acquisti,<\/strong> quella destinata alle spese di natura alimentare, energetiche e sanitarie dei cittadini meno abbienti), ma anche a quelle relative alla estensione su tutto il territorio nazionale della sperimentazione della <strong>Carta acquisti sperimentale del SIA.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo capitolo:<strong>220 milioni di euro <\/strong>per l\u2019ulteriore incremento dell\u2019autorizzazione di spesa relativa all\u2019<strong>assegno di disoccupazione (ASDI)<\/strong>. (VI)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I<strong> 1.000 milioni di euro <\/strong>stanziati<strong> per gli anni successivi al 2016<\/strong> sono destinati all\u2019introduzione di <strong>un\u2019unica misura nazionale di contrasto alla povert\u00e0 e alla razionalizzazione degli strumenti e dei trattamenti esistenti<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 2016, confluiscono ogni anno <strong>nel Fondo per la lotta alla povert\u00e0 54 milioni di euro <\/strong>provenienti dagli<strong> ammortizzatori sociali<\/strong>. Per il 2016 tali risorse sono destinate all\u2019estensionedella<strong> Carta acquisti sperimentale (SIA)<\/strong>. Viene abrogata quindi l\u2019indennit\u00e0 una tantum dei lavoratori a progetto, in seguito alle modifiche normative relative ai contratti di lavoro. (VII)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel previsto intervento di contrasto alla povert\u00e0 pare acquisita la consapevolezza di superare nel breve medio periodo le sperimentazioni portate avanti in questi anni. Soprattutto con la previsione del piano e della rivisitazione degli interventi di varia natura sulle fragilit\u00e0 verso un\u2019unica misura di contrasto alla povert\u00e0 che, tra le altre condizioni, presupponga l\u2019attivazione dei soggetti beneficiari. E\u2019 opportuno che tale rivisitazione permetta il collegamento tra politiche sociali e sviluppo del settore dei servizi alla persona \/ famiglia.\u00a0 Nel breve periodo i pur incrementati stanziamenti non risultano adeguati alla stessa ridefinizione qualitativa e quantitativa nella logica di obiettivi progressivi e tempi certi di realizzazione del reddito minimo d\u2019inserimento. N\u00e9 ci pare siano state considerate a partire dal 2016 le risorse FSE sull\u2019inclusione attiva (PON e POR).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un capitolo nuovo e sperimentale \u00e8 l\u2019istituzione di un <strong>Fondo<\/strong> <strong>per il contrasto della povert\u00e0 educativa<\/strong> (VIII) alimentato da versamenti effettuati dalle <strong>fondazioni bancarie<\/strong>. Il finanziamento avviene tramite il riconoscimento alle fondazioni di un <strong>credito d\u2019imposta<\/strong>. La copertura \u00e8 del 75 per cento di quanto versato. Previsto lo stanziamento di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018. Le modalit\u00e0 di attuazione (organizzazione del fondo, caratteristiche dei progetti, modalit\u00e0 di valutazione, selezione, monitoraggio) sono rinviate ad un protocollo d\u2019intesa (IX).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le implicazioni della povert\u00e0 educativa sulle giovani generazioni e sul progresso sociale e civile sono ormai acquisite a livello internazionale e accertate nel caso italiano. La necessit\u00e0 di avviare politiche \u00e8 ineludibile. Si tratta di verificare l\u2019efficacia del meccanismo messo in atto per il finanziamento sia sul versante dell\u2019accumulo delle risorse, sia sul meccanismo di cofinanziamento previsto. E poi gli attori e i progetti in campo. Primo passo il protocollo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viene semplificata la procedura relativa alla <strong>cessione gratuita di prodotti deperibili <\/strong>(alimentari) a enti, associazioni o fondazioni aventi esclusivamente finalit\u00e0 di assistenza, beneficenza, educazione, istruzione, studio o ricerca scientifica e alle ONLUS. In particolare la norma eleva a 15.000 euro (rispetto agli attuali 5.164,57 euro) il limite del costo dei beni gratuitamente ceduti oltre il quale occorre inviare la prescritta comunicazione all\u2019amministrazione finanziaria per poterli consegnare. Inoltre tale comunicazione \u00e8 resa facoltativa e, senza limiti di valore, ove si tratti di beni facilmente deperibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La soluzione prospettata \u00e8 stata positivamente valutata dagli attori interessati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>90 milioni <\/strong>di euro dall\u2019anno 2016, sono messi a disposizione di un Fondo destinato al finanziamento di misure per il sostegno delle <strong>persone con disabilit\u00e0 grave<\/strong>, in particolare stato di indigenza e prive di legami familiari di primo grado.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le modalit\u00e0 di utilizzo del Fondo vengono definite con decreto sul quale va acquisita l\u2019intesa della Conferenza Stato Regioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si comincia a fornire risposte a livello nazionale (alcune esperienze territoriali hanno gi\u00e0 cominciato ad operare) al \u201cdopo di noi\u201d, sollecitato dalle associazioni di familiari di disabili gravi, ripreso nella prima Conferenza europea sulla disabilit\u00e0, posto come obiettivo nel Piano biennale nazionale relativo al superamento delle condizioni di disabilit\u00e0. Per conoscere le linee d\u2019attuazione c\u2019\u00e8 da sollecitare il decreto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Incrementato di <strong>150 milioni<\/strong> di euro annui dall\u2019anno 2016 lo stanziamento del <strong>Fondo per le non autosufficienze<\/strong>, che dovr\u00e0 finanziare anche gli interventi a sostegno delle persone affette da sclerosi laterale amiotrofica (SLA). Tale fondo aveva gi\u00e0 una dotazione annua di 250 milioni di euro annui; lo stanziamento a regime, a decorrere dal 2016, risulta quindi di 400 milioni. (X)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viene istituito un autonomo <strong>Fondo per le adozioni internazionali<\/strong>, dotato di 15 milioni annui, a decorrere dal 2016. Le risorse provengono dal Fondo per le politiche per la famiglia ( che viene depauperato della cifra).\u00a0 La gestione del Fondo per le adozioni internazionali \u00e8 assegnata al Segretariato generale della Presidenza del Consiglio dei ministri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da menzionare la positivit\u00e0 della conferma del finanziamento di <strong>50<\/strong> <strong>milioni<\/strong> di euro per il fondo per le <strong>ludopatie<\/strong>. Sarebbe pi\u00f9 efficace, comunque, una sana politica preventiva con regole di limitazione della diffusione delle tecnologie e della pubblicit\u00e0 e\u00a0 con maggiore vigilanza sugli accessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul <strong>servizio civile<\/strong> previsti finanziamenti di 115 milioni per ciascuno degli anni <strong>2016<\/strong>, <strong>2017<\/strong>, <strong>2018<\/strong>, che risponde all\u2019esigenza, pi\u00f9 volte sottolineata, di programmazione pluriennale, ma non all\u2019obiettivo di tipo universalistico di 100 mila giovani avviati. Obiettivo atteso e pi\u00f9 volte ostentato dall\u2019esecutivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non rifinanziato il <strong>fondo per la famiglia<\/strong> che doveva occuparsi di adeguamento del sistema dei servizi socio educativi (parte degli stanziamenti sono stati spostati sul fondo per le adozioni internazionali) che quindi risulta quasi azzerato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diminuiti gli stanziamenti per i <strong>patronati<\/strong> (che intervengono nella politica di welfare, meno 48 milioni) e i <strong>CAAF<\/strong> (meno 100 milioni).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In conclusione. Gli stanziamenti complessivi relativi alle politiche sociali sono aumentati rispetto ai precedenti anni. Si pu\u00f2 sollevare quantitativamente la permanenza del differenziale con gli altri paesi europei e con i fabbisogni.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si possono evidenziare i passi in avanti in merito al welfare aziendale. Da verificare nell\u2019attuazione concreta &#8211; soprattutto il passaggio della contrattazione aziendale e territoriale &#8211;\u00a0 se andr\u00e0 a riguardare, nella politica di conciliazione, il finanziamento dei servizi, in specie servizi alla persona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Positiva la scelta, riteniamo irreversibile, verso lo strumento universale di contrasto alla povert\u00e0 tramite politiche di attivazione. Le attese maggiori sono rivolte alla messa a regime con la rivisitazione finalizzata degli interventi di natura assistenziale. Coordinando ed integrando gli interventi economici regionali e comunali. Questo processo su finanziamenti ed erogazioni &#8211; eccessivamente disaggregati e spesso sovrapposti- pu\u00f2 dare un impulso notevole. Tenendo presente l\u2019integrazione con le stesse risorse FSE per l\u2019inclusione attiva. E preoccupandosi di coinvolgere i soggetti del Terzo settore ( auspicando tempi compatibili per la conclusione dell\u2019iter di riforma, essendo\u00a0 non conclusa la legge delega).\u00a0 La dimensione quantitativa e qualitativa raggiunta della povert\u00e0 assoluta rende non pi\u00f9 dilazionabile interventi strutturali ed organici di contrasto in tempi programmati ma certi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Massima attenzione ai due interventi sperimentali: quello per il \u201cdopo di noi\u201d e quello sulla povert\u00e0 educativa. Che l\u2019amministrazione sappia utilizzare le indicazioni provenienti dalle buone pratiche e attivare congeniali soggetti del privato sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E il ruolo dell\u2019amministrazione, approvata la legge, visto il passaggio a vari decreti, diventa determinante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Note<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>I In Italia \u00e8 stato presentato al Senato da parte di Santini ed altri il ddl 1535 &#8221; Istituzione del voucher universale per i servizi alla persona e alla famiglia&#8221;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>II Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell\u2019economia e delle finanze, d\u2019intesa con la Conferenza Unificata).\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>III In merito alla ricostruzione normativa di Carta acquisti, e SIA riteniamo utile riportare la scheda elaborata dai Servizi studi del Senato e della Camera.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cLa Carta acquisti ordinaria, istituita dal decreto-legge 112\/2008, \u00e8 un beneficio economico, pari a 40 euro mensili, caricato bimestralmente su una carta di pagamento elettronico. La Carta acquisti \u00e8 riconosciuta agli anziani di et\u00e0 superiore o uguale ai 65 e ai bambini di et\u00e0 inferiore ai tre anni, se in possesso di particolari requisiti economici<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>che li collocano nella fascia di bisogno assoluto. Inizialmente, potevano usufruire della Carta acquisti ordinaria soltanto i cittadini italiani; la legge di stabilit\u00e0 2014 (legge 147\/2013) ha esteso la platea dei beneficiari anche ai cittadini di altri Stati dell&#8217;Ue e ai cittadini stranieri titolari del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>periodo, purch\u00e9 in possesso dei requisiti sopra ricordati. La Carta \u00e8 utilizzabile per il sostegno della spesa alimentare e sanitaria e per il pagamento delle spese energetiche.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Gli enti locali possono aderire al programma Carta acquisti estendendone l&#8217;uso o aumentando il beneficio a favore dei propri residenti.\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L&#8217;articolo 60 del decreto-legge 5\/2012 ha configurato una fase sperimentale della Carta acquisti, prevedendone una sperimentazione, di durata non superiore ai dodici mesi, nei comuni con pi\u00f9 di 250.000 abitanti e destinando alla fase di sperimentazione della Carta un ammontare di risorse con un limite massimo di 50 milioni di euro, e ha ampliato immediatamente la platea dei beneficiari anche ai cittadini degli altri Stati dell&#8217;Ue e ai cittadini esteri titolari del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00c8 cos\u00ec nata la Carta acquisti sperimentale, anche definita Sostegno per l&#8217;inclusione attiva (SIA) o Carta per l\u2019inclusione. Le modalit\u00e0 attuative della sperimentazione della SIA sono state indicate dal decreto 10 gennaio 2013 che fra l&#8217;altro stabilisce i nuovi criteri di identificazione dei beneficiari, individuati per il tramite dei Comuni, e l&#8217;ammontare della disponibilit\u00e0 sulle singole carte, calcolato secondo la grandezza del nucleo familiare. La SIA &#8211; il cui importo varia da un minimo di 231 a un massimo di 404 euro mensili &#8211; \u00e8 rivolta esclusivamente ai nuclei familiari con minori e con un forte disagio lavorativo. Il nucleo familiare beneficiario dell&#8217;intervento stipula un patto di inclusione<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>con i servizi sociali degli enti locali di riferimento, il cui rispetto \u00e8 condizione per la fruizione del beneficio. I servizi sociali si impegnano a favorire, con servizi di accompagnamento, il processo di inclusione lavorativa e di attivazione sociale di tutti i membri del nucleo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L&#8217;articolo 3 del decreto-legge 76\/2013 ha esteso la sperimentazione della SIA, gi\u00e0 prevista per le citt\u00e0 di Napoli, Bari, Palermo e Catania dal decreto legge 5\/2012, ai restanti territori delle regioni del Mezzogiorno, nel limite di 140 milioni per il 2014 e di 27 milioni per il 2015. Tali risorse sono state stanziate a valere sulla riprogrammazione<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>delle risorse del Fondo di rotazione per l&#8217;attuazione delle politiche comunitarie, gi\u00e0 destinate ai Programmi operativi 2007-2013 (cio\u00e8 della quota di cofinanziamento nazionale dei fondi strutturali), nonch\u00e9 mediante la rimodulazione delle risorse del medesimo Fondo di rotazione gi\u00e0 destinate agli interventi del Piano di Azione Coesione.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L&#8217;estensione della sperimentazione della SIA deve essere realizzata nelle forme e secondo le modalit\u00e0 stabilite dal decreto interministeriale 10 gennaio 2013. Sul ritardo nell&#8217;attivazione della sperimentazione della Carta acquisti sperimentale-SIA, si rinvia alla risposta del Governo, in data 8 ottobre 2015, all\u2019interrogazione 5-06598.\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L&#8217;articolo 1, comma 216, della legge di stabilit\u00e0 2014 (legge 147\/2013) ha previsto per il 2014 uno stanziamento per la Carta acquisti ordinaria pari a 250 milioni di euro e un distinto stanziamento di 40 milioni per ciascuno degli anni del triennio 2014-2016 per la progressiva estensione su tutto il territorio nazionale, non gi\u00e0 coperto, della sperimentazione della SIA. La stessa legge di stabilit\u00e0 2014 ha previsto inoltre la possibilit\u00e0 &#8211; in presenza di risorse disponibili, in relazione all&#8217;effettivo numero dei beneficiari &#8211; di utilizzare le risorse rimanenti dei 250 milioni assegnati come<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>stanziamento alla Carta acquisti ordinaria, per l&#8217;estensione della sperimentazione della SIA.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Infine, la legge di stabilit\u00e0 2015 (legge 190\/2014) ha stabilito un finanziamento a regime di 250 milioni di euro annui, a decorrere dal 2015, sul Fondo Carta acquisti. Le risorse utilizzate per la Carta acquisti e la SIA sono stanziate sul Fondo Carta acquisti istituito nello stato di previsione del MEF (capitolo 1639 \u201c).\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>IV Decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell\u2019economia e delle finanze.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>V A riguardo della sperimentazione, vedi\u00a0 Sia, dalla sperimentazione luci e ombre sul futuro della lotta alla povert\u00e0, in Redattore sociale, % novembre 2015.\u00a0 M.Conclave, Il contrasto alla povert\u00e0 va verso una ragionevole sistematicit\u00e0 , in Newsletter Nuovi lavori, <a href=\"index.php\/sezio\">http:\/\/www.nuovi-lavori.it\/index.php\/sezioni\/522-il-contrasto-alla-poverta-va-verso-una-ragionevole-sistematicita<\/a><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>VI Per quanto riguarda l\u2019Assegno di Disoccupazione \u2013ASDI riteniamo utile riportare ricostruzione normativa\u00a0 contenuta nella scheda elaborata dai Servizi studi\u00a0 del Senato e della Camera. \u201cL\u2019articolo 16 del D.Lgs. 22\/2015 ha istituito, a decorrere dal 1\u00b0 maggio 2015 (e inizialmente in via sperimentale per l\u2019anno 2015), l\u2019assegno di disoccupazione (di seguito ASDI), destinato (ai sensi dell\u2019articolo 43, comma 5, del D.Lgs. 148\/2015) ai soggetti che abbiano fruito della NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l\u2019Impiego) per l\u2019intera sua durata entro il 31 dicembre 2015 i quali, privi di occupazione, si trovino in una condizione economica di bisogno (lavoratori appartenenti a gruppi familiari in cui sono presenti minori o con un\u2019et\u00e0 prossima al raggiungimento dei requisiti di accesso al trattamento pensionistico). L\u2019assegno \u00e8 in ogni caso erogato entro il limite delle risorse assegnate al fondo appositamente istituito nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, pari a 200 milioni di euro nel 2015 e a 200 milioni di euro nel 2016. Ai sensi dell\u2019art. 43, co. 5, del D.Lgs. 148\/2015, l&#8217;autorizzazione di spesa (di cui all&#8217;art.16, co. 7 del D.Lgs. 22\/2015) \u00e8 stata incrementata di 180 milioni di euro per il 2016, di 270 milioni di euro per il 2017, di 170 milioni di euro per il 2018 e di 200 milioni di euro annui a decorrere dal 2019.\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Per effetto della prosecuzione della sperimentazione, e nel limite delle risorse previste, in ogni caso la durata della prestazione ASDI non pu\u00f2 essere pari o superiore a 6 mesi nei 12 mesi precedenti il termine del periodo di fruizione della NASpI e comunque pari o superiore a 24 mesi nel quinquennio precedente il medesimo termine. Il suo importo \u00e8 pari al 75% dell\u2019ultima indennit\u00e0 NASpI percepita e, comunque, non superiore all\u2019assegno sociale, incrementato per gli eventuali carichi familiari. \u00c8 inoltre demandata ad apposito decreto interministeriale (da adottare entro 90 giorni dall\u2019entrata in vigore del D.Lgs. 148\/2015) la definizione delle modalit\u00e0 per la prosecuzione della sperimentazione. La corresponsione dell&#8217;ASDI \u00e8 condizionata all&#8217;adesione ad un progetto personalizzato redatto dai competenti servizi per l&#8217;impiego, contenente specifici impegni in termini di ricerca attiva di lavoro, disponibilit\u00e0 a partecipare ad iniziative di orientamento e formazione, accettazione di adeguate proposte di lavoro (articolo 16, comma 5, del D.Lgs. 22\/2015). La partecipazione alle iniziative di attivazione proposte \u00e8 obbligatoria, pena la perdita del beneficio. Inoltre, ai sensi dell\u2019articolo 21, comma 3, del D.Lgs. 150\/2015, ai fini della concessione dell&#8217;ASDI \u00e8 necessario che il richiedente abbia sottoscritto un patto di servizio personalizzato, redatto dal centro per l&#8217;impiego, in collaborazione con il richiedente, a seguito di uno o pi\u00f9 colloqui individuali.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Si rammenta, infine, che ai sensi dell\u2019articolo 16, comma 8, del D.Lgs. 22\/2015, all&#8217;eventuale riconoscimento dell&#8217;ASDI negli anni successivi al 2015 si provvede con le risorse previste da successivi provvedimenti legislativi che stanzino le occorrenti risorse finanziarie e in particolare con le risorse derivanti dai decreti legislativi attuativi dei criteri di delega di cui alla L. 183\/2014 (cd. jobs act). \u201c<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>VII Vengono abrogate le norme del 2013, relative all\u2019indennit\u00e0 una tantum dei collaboratori coordinati e continuativi\u00a0 (cd. lavoratori a progetto), in regime di monocommittenza, iscritti in via esclusiva alla gestione separata INPS e non titolari anche di reddito di lavoro autonomo. Il riordino delle tipologie contrattuali ha infatti previsto il superamento del contratto di lavoro a progetto, disponendo l\u2019abrogazione delle disposizioni che regolavano tale fattispecie.\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>VIII Sulla povert\u00e0 educativa vedi M.Conclave, Liberare i bambini dalla povert\u00e0 educativa, in Newsletter Nuovi Lavori, n.160 del 5 novembre 2015.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>IX Protocollo tra le fondazioni, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero dell\u2019economia e delle finanze e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>X Il Fondo per le non autosufficienze \u00e8 stato istituito dall&#8217;art. 1, comma 1264, della legge 27 dicembre 2006\u00a0 n. 296 (legge finanziaria 2007) con l&#8217;intento di fornire sostegno a persone con gravissima disabilit\u00e0 e ad anziani non autosufficienti, e favorirne la permanenza presso il proprio domicilio evitando il rischio di istituzionalizzazione. Le risorse sono aggiuntive rispetto a quelle destinate alle prestazioni e ai servizi in favore delle persone non autosufficienti da parte delle Regioni e delle autonomie locali. Le risorse del Fondo per le non autosufficienze sono ripartite annualmente con decreto.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avviato &#8211; con la presentazione del ddl il 25 ottobre scorso &#8211; l\u2019iter parlamentare relativo alla legge di stabilit\u00e0 2016, \u00e8 ormai possibile confrontarsi con il testo ufficiale (A.S. 2011), superando le slide, generiche, in precedenza presentate dal Presidente del Consiglio. 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