{"id":1365,"date":"2015-11-10T09:00:51","date_gmt":"2015-11-10T08:00:51","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/il-nuovo-welfare-riparta-dalla-poverta\/"},"modified":"2015-11-10T09:00:51","modified_gmt":"2015-11-10T08:00:51","slug":"il-nuovo-welfare-riparta-dalla-poverta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/il-nuovo-welfare-riparta-dalla-poverta\/","title":{"rendered":"Il nuovo welfare riparta dalla poverta&#8217;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Pu\u00f2 un intervento rappresentare quanto di meglio sia mai stato realizzato in un determinato settore e, allo stesso tempo, risultare ancora lontano da ci\u00f2 di cui ci sarebbe bisogno? Nella lotta alla povert\u00e0, la risposta \u00e8 affermativa: si pu\u00f2 sintetizzare cos\u00ec, infatti, il disegno di legge di stabilit\u00e0 presentato dall\u2019Esecutivo Renzi.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I passi in avanti compiuti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sinora i Governi, di centro-destra come di centro-sinistra, avevano sempre dichiarato profonda preoccupazione per gli ultimi, espresso l\u2019intenzione di sostenerli e poi \u2013 al momento delle scelte \u2013 volto lo sguardo altrove. Da quando, infatti, all\u2019inizio degli anni \u201990, la necessit\u00e0 di migliori politiche contro la povert\u00e0 \u00e8 divenuta palese, gli Esecutivi susseguitisi hanno attivato perlopi\u00f9 misure temporanee &#8211; sperimentazioni e una tantum &#8211; per loro natura incapaci di modificare durevolmente il nostro welfare. Peraltro, allorch\u00e9 \u00e8 stata introdotta una prestazione stabile come la Social Card, si \u00e8 trattato di un esiguo sostegno per pochi indigenti, che impegna solo 230 milioni di Euro annui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il risultato \u00e8 che oggi in Europa solo l\u2019Italia, insieme alla Grecia, \u00e8 priva di una misura nazionale universalistica &#8211; destinata cio\u00e8 a chiunque si trovi in tale condizione &#8211; contro la povert\u00e0 assoluta, la mancanza risorse economiche necessarie per conseguire una standard di vita definito dall\u2019Istat \u201cminimamente accettabile\u201d.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La legge di stabilit\u00e0 segna una duplice discontinuit\u00e0 positiva rispetto al passato. Primo, i finanziamenti: viene compiuto uno sforzo senza precedenti, stanziando 600 nuovi milioni per il 2016 e 1 miliardo a partire dal 2017. Aggiungendo a questi fondi altri gi\u00e0 disponibili per sperimentazioni e misure diverse, si raggiunge una cifra, variabile negli anni, intorno a 1,5 miliardi di Euro. Secondo, la progettualit\u00e0: non si prevedono pi\u00f9 provvedimenti temporanei bens\u00ec azioni strutturali poich\u00e91, 5 miliardi sono assicurati per gli tutti gli anni a venire.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie a queste novit\u00e0 sar\u00e0 introdotto un sostegno stabile rivolto ad una quota significativa (manca una stima numerica precisa) delle famiglie povere con figli minori. Il suo profilo \u00e8 ancora indefinito: vi sar\u00e0 certamente un contributo economico mentre \u00e8 incerta la presenza di percorsi di inclusione sociale.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I passi ancora da compiere\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli interventi previsti dall\u2019Esecutivo sono significativi ma per affrontare in modo veramente incisivo la piaga dell\u2019indigenza bisogna aggiungerne altri. L\u2019Alleanza contro la Povert\u00e0 in Italia, il pi\u00f9 ampio soggetto di pressione esistente nel nostro paese &#8211; che raggruppa Associazioni, Sindacati e rappresentanze di Comuni e Regioni &#8211; propone di introdurre il Reddito di Inclusione Sociale (Reis), che colmerebbe l\u2019assenza di una misura destinata a chiunque si trovi in povert\u00e0 assoluta. Il Reis riceve notevole attenzione perch\u00e9 \u00e8 disegnato come una \u201csintesi ragionata\u201d delle numerose proposte presentate in passato, assumendone i punti di forza e agendo sulle criticit\u00e0. Per incamminarsi verso il Reis, \u00e8 necessario agire sui seguenti punti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Universalismo: <\/em>gli stanziamenti disponibili permettono di raggiungere non pi\u00f9 di un milione di persone, appartenenti ad una specifica categoria (famiglie povere con figli). Si dovrebbe, invece, ampliare progressivamente l\u2019utenza cos\u00ec da arrivare a coprire tutti i circa 4 milioni di individui in povert\u00e0 assoluta, indipendentemente dal loro specifico profilo anagrafico e sociale (giovani e anziani, con figli o meno e cos\u00ec via).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Progressione dei finanziamenti: <\/em>l\u2019Alleanza propone di avviare il Reis attraverso un Piano nazionale in quattro anni, dal 2016 al 2019, che incrementi man mano le risorse sino a disporre, alla sua conclusione, della dotazione stabile necessaria, quei 7,1 miliardi annui che porterebbero la spesa del nostro paese al livello della media europea. Come mostra la tabella, nella prima annualit\u00e0 lo stanziamento del Governo \u00e8 simile a quello per il Reis mentre a partire dalla seconda si registra una distanza crescente dovuta, per l\u2019appunto, al mancato allargamento dell\u2019utenza.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Inclusione sociale: <\/em>il Reis \u00e8 costituito da un mix di contributi economici \u2013 utili per rispondere al bisogno immediato \u2013 e percorsi di inserimento sociale, che offrono alle persone le competenze e gli strumenti per progettare una diversa traiettoria di vita. Li realizzano i servizi del welfare locale, a partire da quelli di Comuni e Terzo Settore, ma affinch\u00e8 possano farlo debbono essere provvisti dei fondi necessari. Sebbene alcuni componenti del Governo si siano espressi in tal senso, la legge di stabilit\u00e0 non contiene indicazioni in merito. Si rischia cos\u00ec di incoraggiare una deriva assistenzialistica, nella quale ci si limita ad erogare aiuti economici senza promuovere l\u2019autonomia dei poveri e il cambiamento delle loro condizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Punto di partenza o di arrivo?\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la nuova misura viene attivato il \u201cFondo nazionale per la lotta alla povert\u00e0\u201d, che si aggiunge agli altri due principali fondi statali nel sociale: il Fondo Nazionale Politiche Sociali, introdotto a fine anni \u201990 quale strumento transitorio in attesa della definizione di un pacchetto di diritti sociali per tutta la popolazione (i livelli essenziali), e il Fondo non autosufficienze, nato nel 2007 come punto di partenza sul quale incardinare la successiva prevista riforma degli interventi per le persone non autosufficienti. Poich\u00e9 n\u00e9 i livelli essenziali n\u00e9 la riforma della non autosufficienza sono stati poi realizzati, questi fondi &#8211; varati per essere i primi passi verso azioni di cambiamento strutturale \u2013 sono, invece, risultati punti di arrivo di percorsi incompiuti, diventando semplici \u201cserbatoi\u201d per la distribuzione di stanziamenti privi di un disegno progettuale. Il timore \u00e8 di assistere ad un esito analogo: in assenza di ulteriori azioni, infatti, quello che potrebbe costituire un buon punto di partenza nella direzione del Reis si ridurrebbe alla sola introduzione di una misura rivolta ad alcune famiglie povere con figli, sulla cui qualit\u00e0, peraltro, non si pu\u00f2 oggi scommettere<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al fine di evitarlo bisognerebbe rafforzare il testo governativo nella direzione del Reis, assumendo il respiro progettuale del Piano nazionale previsto dall\u2019Alleanza: lo Stato si impegna ad un progressivo incremento di risorse, definendo con chiarezza i passaggi intermedi previsti anno per anno, che conducano ad avere nel 2019 il Reis a regime. Stabilito un quadro di riferimento pluriennale e preciso, Stato, Regioni, Comuni, Terzo Settore e gli altri soggetti coinvolti lavorano insieme per realizzare adeguate risposte contro la povert\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La speranza \u00e8 che il dibattito parlamentare sulla stabilit\u00e0 non si fermi alle risorse da stanziare tra due anni o tre anni, come se fosse questo il nocciolo della questione. Esse, infatti, rappresentano semplicemente la conseguenza di una scelta ben pi\u00f9 rilevante ancora da compiere: quella sul welfare che si vuole costruire per l\u2019Italia del futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0(*) L\u2019autore \u00e8 coordinatore scientifico dell&#8217;Alleanza contro la povert\u00e0 in Italia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finanziamenti previsti e Piano Reis a confronto, miliardi di Euro per anno\u00a0<\/p>\n<table cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p>\u00a0<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\">\n<p>Finanziamenti previsti\u00a0<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\">\n<p>Piano Reis\u00a0<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p><em>Primo anno (2016)<\/em><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\">\n<p>1,7<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\">\n<p>1,8<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p><em>Secondo anno (2017)<\/em><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\">\n<p>1,7<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\">\n<p>3,5<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p><em>Terzo anno (2018)<\/em><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\">\n<p>1,6<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\">\n<p>5,3<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p><em>Dal quarto anno (2019) in avanti<\/em><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\">\n<p>1,5<\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\">\n<p>7,1\u00a0<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<table cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p>Le cifre in tabella sono approssimate per chiarezza, di seguito il dettaglio dei fondi governativi.<\/p>\n<p>Risorse 2016 = 600 milioni da legge di stabilit\u00e0, 200 milioni da Carta Acquisti, 370 milioni da sperimentazione del Sostegno d\u2019Inclusione Attiva (SIA), 380 milioni da ASDI, 54 milioni recuperati dall\u2019abolita indennit\u00e0 co.co.pro, 100 milioni del Fondo per il contrasto alla povert\u00e0 educativa. Totale 1704 milioni<\/p>\n<p>Risorse 2017 = 1 miliardo da legge di stabilit\u00e0, 250 milioni da Carta Acquisti, 270 da ASDI, 54 dall\u2019abolita indennit\u00e0 co.co.pro, 100 milioni del Fondo per il contrasto alla povert\u00e0 educativa. Totale 1674 milioni<\/p>\n<p>Risorse 2018 =1 miliardo da legge di stabilit\u00e0, 250 milioni da Carta Acquisti, 170 da ASDI, 54 dall\u2019abolita indennit\u00e0 co.co.pro, 100 milioni del Fondo per il contrasto alla povert\u00e0 educativa. Totale 1574 milioni<\/p>\n<p>Risorse a partire dal 2019 = 1 miliardo da legge di stabilit\u00e0, 250 milioni da Carta Acquisti, 200 da ASDI, 54 dall\u2019abolita indennit\u00e0 co.co.pro.\u00a0 Totale 1504 milioni<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">I dati sui finanziamenti previsti sono tratti dall\u2019intervista a Stefano Sacchi, consulente del Governo, su <a href=\"%22http:\/\"><span>www.secondowelfare.it<\/span><\/a><\/p>\n<p>\u00a0\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pu\u00f2 un intervento rappresentare quanto di meglio sia mai stato realizzato in un determinato settore e, allo stesso tempo, risultare ancora lontano da ci\u00f2 di cui ci sarebbe bisogno? 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