{"id":1400,"date":"2015-11-24T10:38:50","date_gmt":"2015-11-24T09:38:50","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/le-potenzialita-e-le-volonta-non-ancora-fanno-corto-circuito\/"},"modified":"2015-11-24T10:38:50","modified_gmt":"2015-11-24T09:38:50","slug":"le-potenzialita-e-le-volonta-non-ancora-fanno-corto-circuito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/le-potenzialita-e-le-volonta-non-ancora-fanno-corto-circuito\/","title":{"rendered":"Le potenzialit\u00e0 e le volont\u00e0 non ancora fanno corto circuito"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Per il nostro Paese sembra profilarsi l\u2019inizio di un nuovo ciclo che oltre a rivedere e soprattutto mantenere il segno positivo nelle\u00a0 attese e negli\u00a0 indicatori di crescita del Pil, vede riaperto e avviato un \u201ccantiere di riforme\u201d il cui segno, per espressa affermazione di chi le sta promuovendo, corrisponde alla necessit\u00e0 di mutamento di assetti consolidati, di maggiore innovazione, di recupero di quelle energie positive che nel passato hanno consentito all\u2019Italia di collocarsi tra le prime potenze economiche del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I prossimi anni, cinque e non pi\u00f9 di tanti<span>,<\/span> ci diranno quale sar\u00e0 la corrispondenza tra le attese e le realizzazioni, tra i cambiamenti strutturali e la conservazione delle vecchie (care) abitudini e dei vecchi (e cari) centri di potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di certo la pressione di fattori da anni in incubazione, tra i quali l\u2019andamento demografico, i livelli occupazionali e in essi l\u2019occupazione giovanile, la spesa pubblica e la sua composizione, la struttura produttiva del paese e il tasso di crescita della produttivit\u00e0, porta a ritenere che non \u00e8 dato agire in funzione del breve periodo, anzi \u00e8 deleterio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riguardo al tema previdenziale rimangono ancora molteplici interrogativi sull\u2019assetto definitivo che si vuole dare al\u201d sistema\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sintomatico rileggere quanto scriveva E. Fornero (Mulino 1999): <em>L\u2019eccessiva creazione di \u201cdebito previdenziale\u201d finisce cos\u00ec per snaturare il nucleo di assicurazione intergenerazionale insito nella ripartizione e per trasformare il sistema in un generico programma di trasferimenti politici di risorse.\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale considerazione ci riporta all\u2019oggi col ripresentarsi per l\u2019lnps di ipotesi di finanziamento delle pensioni sociali con i fondi delle prestazioni pensionistiche avendo scoperto che l\u2019Istituto corrisponde ad un ridotto gruppo di \u201cricchi\u201d un reddito previdenziale di 5.000 \u20ac mensili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il punto \u00e8 che il futuro della sostenibilit\u00e0 della spesa pensionistica rischia di saltare non solo per l\u2019aumento del tempo di vita ma per il perdurare della compressione salariale (e di conseguenza contributiva) e di un tasso di occupazione tra i pi\u00f9 bassi della zona euro. I problemi di equilibrio dell\u2019Istituto non si risolvono con operazioni di contabilit\u00e0: riduco qua, trasferisco l\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cOve si guardi alla redistribuzione tra generazioni, classi di reddito e categorie professionali il sistema pensionistico per perseguire il suo scopo dovrebbe evitare di perseguire scopi assistenziali per i quali la risposta non pu\u00f2 che essere data da trasferimenti pubblici originati da imposte progressive anzich\u00e9 con contributi da redditi da lavoro.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Sul piano equitativo minimi e massimi pensionistici preservano il sistema pubblico la capacit\u00e0 di redistribuire tra classi di reddito. L\u2019adozione della formula contributiva per la determinazione della pensione eviter\u00e0 redistribuzioni di tipo perverso.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il decisore politico ad iniziare con Amato nel 1993 per giungere a Fornero 2013 \u00e8 intervenuto ripetutamente sull\u2019assetto di sistema della previdenza obbligatoria e oggi la consapevolezza generale sui forti ridimensionamenti delle future prestazioni pensionistiche non ha visto lo stesso decisore e le parti in causa realizzare interventi e iniziative che potenziassero il secondo pilastro previdenziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec che oggi si parla di sostenibilit\u00e0 del sistema di previdenza obbligatoria ma si trascura il problema della <span>sostenibilit\u00e0 del reddito pensionistico futuro<\/span> attraverso la realizzazione della funzione di sistema della previdenza complementare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno strabismo stupefacente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Situata in questo contesto l\u2019 attuale condizione dei fondi di previdenza complementare chiede a tutti gli attori che vi operano quali siano le loro valutazioni e quali decisioni vanno intraprese sia con riguardo al loro scopo previdenziale<span>,<\/span> sia con riguardo al contributo al paese per sostenerne lo sviluppo.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello della crescita della ricchezza prodotta e delle modalit\u00e0 con cui questo avviene va considerato un tema dirimente, atteso che cessi il paradigma falsamente etico\/solidaristico che ha prodotto un mix perverso di redistribuzione\/riduzione del welfare e insieme dei salari; senza questa speranza non varrebbe la pena di impegnarsi pi\u00f9 di tanto e conseguentemente le decisioni e i comportamenti conseguenti rimarrebbero puramente simbolici, di \u201cstile\u201d come usa dire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crescita dunque resta uno dei pilastri fondamentali del paese che vorremmo e a questo fine \u00e8 giusto chiedere ad ogni soggetto cosa intenda fare per favorirla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec posta la questione, la richiesta rivolta ai fondi pensione negoziali di contribuire attraverso la\u00a0 politica di gestione finanziaria del proprio patrimonio ha ricevuto risposte di segno positivo.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo potrebbe inoltre essere il tempo di rimediare agli errori, all\u2019inerzia e al disimpegno del recente passato mutando la condizione attuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In pillole: i fondi pensione negoziali (e i loro dominus) nel dare una seria risposta alla richiesta \u00e8 bene che richiariscano i ruoli e gli impegni dei diversi attori riguardo al futuro della previdenza complementare e al ruolo della contrattazione collettiva.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa chiave serve oggi una lettura realistica della previdenza complementare in generale e nello specifico della Pubblica Amministrazione di cui rappresenteremo pi\u00f9 avanti un breve e non completo quadro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innanzitutto va riconosciuto da tutti come<span>,<\/span> rispetto alle attese e alle previsioni sulla diffusione della previdenza complementare, trascorsi quasi vent\u2019anni, i risultati siano ben <span>lontani e deludenti<\/span> dalle premesse iniziali e riconoscano che il peso delle forme di origine contrattuale nel giro di pochi anni ( a partire dal 2005) \u00e8 <span>divenuto minoritario<\/span> rispetto alle forme privato \u2013 individuali e prendano atto che il numero delle adesioni ai fondi negoziali \u00e8 rimasto sostanzialmente fermo\u00a0 a partire dall\u2019inizio della crisi finanziaria mondiale del 2008 che di suo ha accentuato una fase discendente che si stava gi\u00e0 manifestando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine del 2014<span>,<\/span> i dati sulle adesioni alla previdenza complementare vedevano 2.600.000 aderenti dei quali 650.000 preesistenti alla riforma\u00a0 Amato del 1993.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel contempo le forme private erano arrivate a sommare 3.870.000 aderenti dei quali 500.000 da piani individuali precedenti al 2005.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dati Covip indicano <span>per tutte le forme<\/span>\u00a0 di previdenza complementare\u00a0 incluse quelle private una <span>et\u00e0 media<\/span> degli aderenti tra i 44 e i 47 anni.\u00a0 Questa informazione ci indica\u00a0 <span>quale potrebbe essere la durata in vita dei fondi pensione in<\/span> <span>assenza di ricambio\u00a0 uscite\/ingressi<\/span> ed\u00a0 in particolare il non risolto\u00a0 tema della partecipazione\u00a0 delle giovani generazioni al lavoro oggi pressoch\u00e8 assenti tra gli aderenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riguardo al <span>tasso di partecipazione<\/span> alla previdenza complementare\u00a0 di origine contrattuale post legge 124\/93 nell\u2019area del lavoro dipendente<span>,<\/span> sempre Covip indicava come su una platea di 1.950.000 aderenti, il 18% dei fondi censiti registrava un tasso di adesione superiore al 60% degli addetti, un altro 18% registrava un tasso medio del 40% mentre tutti gli altri si situavano tra il 20 e l\u20191%. Si consideri che per la gran parte questi risultati di partecipazione sono stati realizzati nei primi 5 anni di vita dei fondi. In tale contesto la Pubblica Amministrazione si posiziona tra\u00a0 l\u20191 e l\u20198%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad oggi<span>,<\/span> nei fatti si erogano quasi esclusivamente prestazioni in capitale e le quantit\u00e0 contributive che vengono apportate a capitalizzazione, segnatamente nel sistema privato ma anche nel sistema dei fondi negoziali, sono di dimensioni risibili ove manchino quote significative di trattamento di fine rapporto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una condizione come quella delineata non consente nessun elemento di certezza per il futuro del medio periodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Pubblico Impiego e previdenza complementare.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La \u201criforma Dini\u201d del 1995 ha dato un decisivo\u00a0 impulso alla realizzazione per via contrattuale dei fondi nazionali di previdenza delle categorie del lavoro dipendente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 1997 chimici e metalmeccanici\u00a0 per primi e a seguire\u00a0 le altre categorie del lavoro privato hanno contrattualmente costituito i fondi nazionali di riferimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diverso l\u2019iter costitutivo\u00a0 e diversi i tempi per i dipendenti della Pubblica Amministrazione per i quali le attese\u00a0 in termini di adesioni attese\u00a0 potevano essere piuttosto ottimistiche avendo a mente\u00a0 le realt\u00e0 consolidate\u00a0 degli altri paesi dell\u2019area OCSE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Preceduto nel luglio del 1999 da un accordo interconfederale tra ARAN (Agenzia di rappresentanza della P.A. per la contrattazione) e sindacati confederali<span>,<\/span> il DPCM del dicembre 1999 ne recepiva i contenuti disciplinando nel dettaglio l\u2019estensione del trattamento di fine rapporto (tfr) al personale assunto dal gennaio 2001\u00a0 ed il finanziamento della previdenza complementare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il legislatore \u00e8 intervenuto ulteriormente in tempi successivi nello specifico della P.A.\u00a0 (anni 2000, 2001, 2008, 2009) .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla base degli orientamenti previsti dal citato accordo interconfederale il lavoro dipendente contrattualizzato (esistono circa 770.000 dipendenti delle P.A. non contrattualizzati : forze dell\u2019ordine, magistrati, prefetti, ricercatori) fu ripartito in tre grandi aree di riferimento : Scuola (con esclusione della Universit\u00e0) ,\u00a0 Sanit\u00e0 ed Enti Locali, dipendenti delle Amministrazioni Centrali e Universit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I tempi realizzativi\u00a0 dei tre fondi citati\u00a0 risultano\u00a0 decisamente distanziati da quelli del settore privato e ci\u00f2 ha contribuito assieme a fattori intrinseci al rapporto di lavoro (segnatamente il trattamento di fine servizio) a\u00a0 determinare un atteggiamento meno favorevole\u00a0 della popolazione di riferimento, visto anche il mutare nel corso del tempo del contesto favorevole alla previdenza complementare\u00a0 di natura contrattuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fondo della Scuola Espero<span>,<\/span> che per primo fu costituito dalle parti<span>,<\/span>\u00a0 ha redatto il primo bilancio di esercizio nel 2003 e ha approvato l\u2019undicesimo bilancio di esercizio nel 2015,\u00a0 il fondo della Sanit\u00e0 e degli Enti Locali Perseo ha redatto il primo bilancio di esercizio nel 2012 ( nove anni dopo Espero) mentre il fondo delle Amministrazioni Centrali ha redatto il primo bilancio nel 2012. Nel corso del 2015 in ragione del permanere di difficolt\u00e0 a realizzare il numero minimo di adesioni definito dalle parti<span>,<\/span> utile ad ottenere l\u2019autorizzazione all\u2019esercizio da parte della Covip<span>,<\/span> i fondi Sirio e Perseo si sono unificati proponendosi entro il mese di aprile 2016 di raggiungere almeno 30.000 adesioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto al fondo della scuola\u00a0 Espero gli aderenti ad oggi risultano 100.000 collocandolo al 6\u00b0 posto nella graduatoria dei Fondi Pensione\u00a0 Negoziali;\u00a0 il fondo amministra un patrimonio di circa 750 milioni di euro. Riguardo al patrimonio gestito va rilevata una\u00a0 delle diverse condizioni in cui opera la previdenza del Pubblico Impiego: <span>la virtualit\u00e0 del trattamento di fine rapporto (tfr) <\/span>nella previdenza complementare. Soltanto al termine della attivit\u00e0 lavorativa per pensionamento<span>,<\/span> il dipendente pubblico iscritto a fondo pensione vedr\u00e0 corrispondersi da parte della P.A. la sua quota di tfr versata al fondo. Ne consegue come nel caso di Espero i 750 milioni di patrimonio in gestione da parte del fondo\u00a0 corrispondono al solo 48% del valore complessivo delle posizioni degli associati mentre il restante 52% corrispondente al tfr risulta virtuale e registrato presso l\u2019INPS.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In condizioni di costanza degli attuali associati le previsioni a 5 anni\u00a0 per Espero indicano una riduzione\u00a0 di questi pari al\u00a0 10% che diventa del 30% a dieci anni data, percentuale che va a crescere pi\u00f9 avanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cPrimum vivere\u201d : \u00e8 dirimente riprendere il ciclo delle adesioni pena il vedere passivamente <span>concludersi l\u2019esperienza\u00a0 della previdenza<\/span> complementare\u00a0 di origine negoziale del settore pubblico nel nostro paese.\u00a0 <span>Questa \u00e8 una responsabilit\u00e0 tutta politica che sta in capo al datore di lavoro pubblico e alle rappresentanze sindacali dei dipendenti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sostengono questo assunto\u00a0 due esempi : il fondo del Trentino A.A. ha conseguito \u00a0 un alto tasso di partecipazione con\u00a0 l\u2019adesione di 45.000 dipendenti pubblici e il Fondo Espero, con il diretto impulso dato alla struttura da parte\u00a0 dell\u2019allora Ministro Letizia Moratti e delle organizzazioni sindacali verso i dipendenti<span>,<\/span> nei tre anni di avvio ha conseguito circa 80.000 adesioni. Mantenendo quel trend il tasso di partecipazione alla previdenza complementare della scuola sarebbe oggi al 30%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In entrambi i casi l\u2019impegno delle rappresentanze sindacali e del datore di lavoro fu comune e coordinato: oggi tutto \u00e8 affidato ai consigli di amministrazione dei singoli fondi pensione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 qui il caso di analizzare le ragioni di questo stato di cose di cui da tempo hanno dato efficace rappresentazione numerose indagini e ricerche\u00a0 specie degli ultimi 5 anni (Censis, Inpdap, Swg x Espero, Cida) riguardo agli atteggiamenti dei lavoratori pubblici verso la previdenza complementare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa prima parte illustrativa nell\u2019intenzione di chi scrive risponde alla prima parte della domanda e prefigura la risposta alla seconda parte: \u201c nello scenario attuale \u00e8 insita la conclusione\u00a0 a medio termine della esperienza negoziale di previdenza complementare e dunque questo \u00e8 il\u00a0 problema prioritario\u201d.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>O si definisce un nuovo quadro di impegno\u00a0 delle parti per realizzare come nelle attese iniziali\u00a0 un sistema di previdenza collettiva che veda il pilastro complementare ottenere quei risultati di adesione specie delle coorti del mercato del lavoro giovanile\u00a0 o qualunque pur lodevole iniziativa\u00a0 che veda l\u2019impegno dei fondi pensione mutare i propri piani di investimento a medio lungo periodo per investire\u00a0 finanziariamente sul paese \u00a0 avr\u00e0 il crisma della aleatoriet\u00e0 e della scarsa credibilit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre riprendere coscienza che un robusto sistema di previdenza complementare\u00a0 \u00e8 un tema che ha pari dignit\u00e0\u00a0 alla esigenza che\u00a0 tutti gli attori economici del paese e tra questi i fondi con il ruolo e il peso\u00a0 di investitori che vediamo negli\u00a0 altri\u00a0 paesi .\u00a0 <em>Non si contribuisce veramente alla ricostituzione economica dell\u2019Italia con iniziative di scarso peso e di breve periodo, e queste sono al momento le sole nella disponibilit\u00e0 dei fondi pensione negoziali.\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornando alla previdenza complementare per la Pubblica Amministrazione si vuole rapidamente rappresentare il lavoro di analisi e proposte cui hanno contribuito diverse persone che ritengono sia possibile operare un cambiamento di rotta.\u00a0 <em>Un particolare ringraziamento va al dr. P. Lauriola e al prof. F. Vallacqua per i loro studi sull\u2019argomento. Ugualmente \u00e8 da segnalare la disponibilit\u00e0 manifestata dall\u2019ARAN in sede di \u201cOsservatorio nazionale bilaterale sui fondi pensione della P.A.\u201d ad affrontare un nuovo percorso contrattuale che consenta l\u2019adozione di diverse opzioni utili alla ripresa e incremento delle adesioni.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le diverse ipotesi prese in esame\u00a0 hanno considerato in estrema sintesi:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1 . Per gli assunti precedentemente al gennaio del 2001<span>,<\/span> la facolt\u00e0 di opzionare a previdenza complementare una quota del loro trattamento di fine servizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2 . Per i nuovi assunti<span>,<\/span> una adesione automatica\u00a0 al fondo pensione con l\u2019applicazione della normativa contrattuale in essere salva la possibilit\u00e0 di rinuncia entro definito termine temporale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3 . La partecipazione generalizzata ed automatica al fondo con la sola contribuzione datoriale.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4\u00a0 . L\u2019adesione senza obbligo di versamento del tfr.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5\u00a0 . Applicazione al settore del Pubblico Impiego del Decreto 252\/2005.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ragioni di spazio impediscono una trattazione motivata dei singoli punti qui riassunti per titoli. \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima ipotesi si rivolge alla platea dei dipendenti pubblici oggi maggioritaria per i quali, pur se nei fatti meno conveniente, il mutamento dell\u2019istituto di fine servizio (tfs) in trattamento di fine rapporto (tfr), \u00e8 remora alla adesione al fondo pensione. In questo caso un regime di neutralit\u00e0 fiscale e la facolt\u00e0 di opzione lasciata al singolo senza obblighi di destinazione sarebbero incentivi importanti. Questa ipotesi \u00e8 rilevante per attraversare il medio periodo e consentire quelle condizioni di dimensione di associati e di patrimonio che diano prospettiva di lungo termine al fondo. La fine temporale dell\u2019istituto del tfs (che vale per i dipendenti assunti antecedentemente al 1 gennaio 2001) \u00e8 stimata al 2040.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La\u00a0 seconda si lega al ricambio del personale della P.A. : si stanno perdendo anni. Si pensi che nella sola scuola in questi anni\u00a0 ogni mese di settembre vengono stabilizzati tra i 40.000 e gli 80.000 insegnanti. Nessuna iniziativa di riferimento contrattuale, malgrado i ripetuti solleciti provenienti dal fondo della scuola \u00e8 stata fin qui adottata. Si tratterebbe di adottare un meccanismo simile a quello introdotto in Inghilterra nel 2012. Una contrattazione\u00a0 innovata potrebbe dare impulso al coinvolgimento dei nuovi soggetti che entrano con rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Va constatato che\u00a0 la contrattazione della P.A. dopo il 1999\u00a0 \u00e8 pi\u00f9 intervenuta\u00a0 a perfezionare\u00a0 gli accordi contrattuali precedenti diversamente da quanto \u00e8 avvenuto nel settore privato.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019analisi del terzo punto ha portato a concludere che tale strumento oltre a contenere notevole aleatoriet\u00e0 sulla realizzazione del fine pensionistico comporterebbe numerose\u00a0 modifiche legislative e contrattuali\u00a0 e presenta diverse contraddizioni riguardo all\u2019impianto normativo della previdenza complementare della P.A.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riguardo al quarto punto oltre a diverse considerazioni\u00a0 tecniche al momento ostative di questa misura\u00a0 chi scrive considera come allo stato delle cose senza l\u2019impiego del tfr\u00a0 le <em>nuove generazioni in particolare<\/em> non potrebbero realizzare un livello soddisfacente di integrazione della pensione del regime obbligatorio. Nello specifico della P.A. poi l\u2019elemento della virtualit\u00e0 (quindi della indisponibilit\u00e0) rende questa misura incongrua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla necessit\u00e0 di procedere con sollecitudine\u00a0 alla applicazione \u201carmonizzata \u201c\u00a0 della 252\/2005 al settore pubblico attualmente regolato dalla l.124\/93 due sole considerazioni :\u00a0 la prima sulla evidente discriminazione sia fiscale che delle prestazioni \u00a0 tra dipendente pubblico e dipendente privato (motivo che\u00a0 in questi anni ha favorito le adesioni individuali a forme private a scapito dei fondi pensione negoziali della P.A.), la seconda che l\u2019armonizzazione consentirebbe l\u2019adozione anche per via contrattuale di una elasticit\u00e0 di sistema che amplierebbe le opzioni del lavoratore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Da ultimo \u00e8 bene sapere che la problematica illustrata \u00e8 stata frutto pi\u00f9 che di una nuova attenzione degli attori principali della previdenza dalla intenzione degli\u00a0 amministratori dei fondi di non rassegnarsi all\u2019eventualit\u00e0 di assumere un ruolo di liquidatori.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Fondi pensione, politica degli investimenti e sviluppo del paese, settore della P.A.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tema oggi all\u2019attenzione degli investitori istituzionali quali\u00a0 i fondi pensione e le casse professionali di previdenza fu argomento presente nella fase di prima realizzazione dei fondi negoziali segnatamente per i progetti di investimento interessanti le infrastrutture materiali\u00a0 del nostro paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci si riferiva alle realt\u00e0 dei sistemi pensionistici di secondo pilastro degli altri paesi sviluppati nei quali il risparmio previdenziale a capitalizzazione corrisponde a volumi\u00a0 comparabili per volumi\u00a0 al PIL annuo del paese\u00a0 e a volte di maggiore dimensione di questo.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia rimane un paese di coda nella classifica dei volumi patrimoniali messi ad investimento dal sistema di previdenza non pubblico pur se si tratta di miliardi di euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La intelligente iniziativa politica del ministro dell\u2019Economia volta a stimolare attraverso la Cassa Depositi e Prestiti i fondi pensione a \u201cinvestire per il paese\u201d se\u00a0 pur con le lentezze che contraddistinguono il modo nazionale di assumere decisioni ha ricevuto da Assofondipensione e Adepp (Casse previdenziali) manifestazioni\u00a0 di interesse anche se ancora non si \u00e8 definito il \u201cveicolo attuativo\u201d\u00a0 e tra i vari fondi le realt\u00e0 molto diverse differenzieranno i tempi decisionali anche considerando che in molti casi occorrer\u00e0 modificare le norme statutarie in materia di investimenti diretti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 bene che si parta quanto prima ma non andr\u00e0 trascurato\u00a0 &#8211; pena l\u2019aleatoriet\u00e0 dell\u2019iniziativa &#8211; che\u00a0 occorre creare le condizioni affinch\u00e8 il ruolo degli investitori istituzionali possa divenire permanente\u00a0 ed efficace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 altrettanto evidente che l\u2019 attuale conformazione \u00a0 organizzativa dei fondi negoziali per come \u00e8 oggi non potr\u00e0 per il prossimo futuro che confermarsi inadeguata.\u00a0 Si evidenzia il tema della numerosit\u00e0 e della dimensione associativa e patrimoniale. Dati della relazione Covip 2013 ne danno testimonianza : 428 fondi (negoziali, aperti , preesistenti). Nell\u2019ambito dei soli negoziali (n. 39) i fondi di dimensioni associative pari o superiori a 100.000 aderenti sono 6 e rappresentano il 55% del totale. Ragionare di accorpamenti o per settore merceologico o per equivalenze contrattuali dovrebbe essere la scelta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto attiene alla pubblica amministrazione si \u00e8 gi\u00e0 detto della congiuntura che stanno attraversando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Malgrado questo<span>,<\/span> il fondo Espero nella ultima relazione di bilancio approvata ad aprile 2015 proponeva alla Assemblea alcune indicazioni riguardo alla politica degli investimenti paese e a proposito della iniziativa di Assofondipensione di rispondere favorevolmente al Ministro dell\u2019Economia valutandone positivamente l\u2019atteggiamento considerava come per i fondi pensione del pubblico impiego fosse importante commisurare i propri investimenti alla dimensione pubblica dell\u2019istruzione e della preservazione del patrimonio culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo quadro il fondo manifestava una esigenza e individuava un limite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esigenza :<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>&#8211;<em>Di visibilit\u00e0 : sarebbe interesse del fondo Espero partecipare ad iniziative che abbiano una ricaduta sulla propria popolazione di riferimento :\u00a0 i dipendenti della scuola.\u00a0<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il limite:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>&#8211;<em>L\u2019 attuale massa patrimoniale (effetto della virtualit\u00e0 richiamata) e le esigenze di non stravolgere l\u2019impianto della propria gestione finanziaria che assume la necessit\u00e0 della massima diversificazione dei propri attivi,\u00a0 porterebbero oggi a stimare in poche unit\u00e0 percentuali del patrimonio la\u00a0 dimensione dell\u2019 investimento.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una prima fase l\u2019investimento potrebbe situarsi su progetti pilota afferenti la scuola sia per la parte strumentale che per la parte relativa all\u2019edilizia scolastica.\u00a0 Importante che questa prima esperienza esprima il valore simbolico e identitario fondo vs sistema scuola.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la fase successiva dovrebbe proporsi una specie di intesa di programma tra i soggetti promotori dei fondi (Ministero dell\u2019Istruzione e Organizzazioni sindacali) che definisca orientamenti e linee di possibile intervento lasciando al consiglio di amministrazione di Espero e alla assemblea del fondo le scelte da compiere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al momento il fondo Espero sta incontrando alcuni promotori di fondi immobiliari per analizzare le esperienze di questi veicoli finanziari per la realizzazione di opere di edilizia scolastica finalizzate a ristrutturazione\/risanamento degli ambienti scolastici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne emergono potenzialit\u00e0 interessanti ed esperienze che pur se ancora limitate danno indicazioni molto positive. Il dato di riferimento \u00e8 il territorio ed in esso gli interventi di riorganizzazione delle citt\u00e0 (accesso ai luoghi pubblici come le scuole, mobilit\u00e0, parcheggi, uso del mezzo pubblico).\u00a0 Soggetti coinvolti i Comuni versus il veicolo Fondo immobiliare in questo caso soggetto di raccolta attraverso quote dei finanziamenti privati e di riferimento istituzionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ciascun soggetto che partecipa all\u2019iniziativa\u00a0 e tra questi il fondo scuola deve avere il proprio tornaconto di remunerazione dell\u2019investimento: l\u2019Ente pubblico in quanto riesce a mobilitare risorse da impiegare in interventi di miglioramento, i fondi veicolo in quanto soggetto professionale in grado di progettare realizzare e consegnare le opere concordate mobilitando indotto, gli investitori che possono rientrare da un investimento con finalit\u00e0 sociali\u00a0 a tassi di rendimento \u201cdignitosi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per concludere: i fondi pensione investitori istituzionali possono diventare soggetti rilevanti nella politica degli investimenti di cui necessita il paese sia sul versante pubblico che su quello privato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Condizione imprescindibile per evitare un insuccesso \u00e8 che alle prime esperienze dirette (ci si augura a breve) seguano comportamenti pi\u00f9 strutturati e continuativi frutto di relazioni tra soggetti che condividano finalit\u00e0 e modi mezzi per raggiungerle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Risolvere i problemi di massa critica dei fondi diventa cos\u00ec non un mero espediente per avere risorse significative e ruolo conseguente ma anche un <em>\u201cpassaggio di categoria\u201d<\/em> da strumenti a soggetti. Vasto programma, non impossibile se\u2026\u2026&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0 Renato Berretta<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Presidente di Espero dal giugno 2011 al maggio 2015\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LE POTENZIALITA\u2019 E LE VOLONTA\u2019 NON ANCORA FANNO CORTO CIRCUITO\u00a0 \u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di Renato Berretta<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per il nostro Paese sembra profilarsi l\u2019inizio di un nuovo ciclo che oltre a rivedere e soprattutto mantenere il segno positivo nelle\u00a0 attese e negli\u00a0 indicatori di crescita del Pil<span>,<\/span> vede riaperto e avviato un \u201ccantiere di riforme\u201d il cui segno, per espressa affermazione di chi le sta promuovendo, corrisponde alla necessit\u00e0 di mutamento di assetti consolidati, di maggiore innovazione, di recupero di quelle energie positive che nel passato hanno consentito all\u2019Italia di collocarsi tra le prime potenze economiche del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I prossimi anni, cinque e non pi\u00f9 di tanti<span>,<\/span> ci diranno quale sar\u00e0 la corrispondenza tra le attese e le realizzazioni, tra i cambiamenti strutturali e la conservazione delle vecchie (care) abitudini e dei vecchi (e cari) centri di potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di certo la pressione di fattori da anni in incubazione, tra i quali l\u2019andamento demografico, i livelli occupazionali e in essi l\u2019occupazione giovanile, la spesa pubblica e la sua composizione, la struttura produttiva del paese e il tasso di crescita della produttivit\u00e0, porta a ritenere che non \u00e8 dato agire in funzione del breve periodo, anzi \u00e8 deleterio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riguardo al tema previdenziale rimangono ancora molteplici interrogativi sull\u2019assetto definitivo che si vuole dare al\u201d sistema\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sintomatico rileggere quanto scriveva E. Fornero (Mulino 1999): <em>L\u2019eccessiva creazione di \u201cdebito previdenziale\u201d finisce cos\u00ec per snaturare il nucleo di assicurazione intergenerazionale insito nella ripartizione e per trasformare il sistema in un generico programma di trasferimenti politici di risorse.\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale considerazione ci riporta all\u2019oggi col ripresentarsi per l\u2019lnps di ipotesi di finanziamento delle pensioni sociali con i fondi delle prestazioni pensionistiche avendo scoperto che l\u2019Istituto corrisponde ad un ridotto gruppo di \u201cricchi\u201d un reddito previdenziale di 5.000 \u20ac mensili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il punto \u00e8 che il futuro della sostenibilit\u00e0 della spesa pensionistica rischia di saltare non solo per l\u2019aumento del tempo di vita ma per il perdurare della compressione salariale (e di conseguenza contributiva) e di un tasso di occupazione tra i pi\u00f9 bassi della zona euro. I problemi di equilibrio dell\u2019Istituto non si risolvono con operazioni di contabilit\u00e0: riduco qua, trasferisco l\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cOve si guardi alla redistribuzione tra generazioni, classi di reddito e categorie professionali il sistema pensionistico per perseguire il suo scopo dovrebbe evitare di perseguire scopi assistenziali per i quali la risposta non pu\u00f2 che essere data da trasferimenti pubblici originati da imposte progressive anzich\u00e9 con contributi da redditi da lavoro.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Sul piano equitativo minimi e massimi pensionistici preservano il sistema pubblico la capacit\u00e0 di redistribuire tra classi di reddito. L\u2019adozione della formula contributiva per la determinazione della pensione eviter\u00e0 redistribuzioni di tipo perverso.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il decisore politico ad iniziare con Amato nel 1993 per giungere a Fornero 2013 \u00e8 intervenuto ripetutamente sull\u2019assetto di sistema della previdenza obbligatoria e oggi la consapevolezza generale sui forti ridimensionamenti delle future prestazioni pensionistiche non ha visto lo stesso decisore e le parti in causa realizzare interventi e iniziative che potenziassero il secondo pilastro previdenziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec che oggi si parla di sostenibilit\u00e0 del sistema di previdenza obbligatoria ma si trascura il problema della <span>sostenibilit\u00e0 del reddito pensionistico futuro<\/span> attraverso la realizzazione della funzione di sistema della previdenza complementare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno strabismo stupefacente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Situata in questo contesto l\u2019 attuale condizione dei fondi di previdenza complementare chiede a tutti gli attori che vi operano quali siano le loro valutazioni e quali decisioni vanno intraprese sia con riguardo al loro scopo previdenziale<span>,<\/span> sia con riguardo al contributo al paese per sostenerne lo sviluppo.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello della crescita della ricchezza prodotta e delle modalit\u00e0 con cui questo avviene va considerato un tema dirimente, atteso che cessi il paradigma falsamente etico\/solidaristico che ha prodotto un mix perverso di redistribuzione\/riduzione del welfare e insieme dei salari; senza questa speranza non varrebbe la pena di impegnarsi pi\u00f9 di tanto e conseguentemente le decisioni e i comportamenti conseguenti rimarrebbero puramente simbolici, di \u201cstile\u201d come usa dire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crescita dunque resta uno dei pilastri fondamentali del paese che vorremmo e a questo fine \u00e8 giusto chiedere ad ogni soggetto cosa intenda fare per favorirla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec posta la questione, la richiesta rivolta ai fondi pensione negoziali di contribuire attraverso la\u00a0 politica di gestione finanziaria del proprio patrimonio ha ricevuto risposte di segno positivo.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo potrebbe inoltre essere il tempo di rimediare agli errori, all\u2019inerzia e al disimpegno del recente passato mutando la condizione attuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In pillole: i fondi pensione negoziali (e i loro dominus) nel dare una seria risposta alla richiesta \u00e8 bene che richiariscano i ruoli e gli impegni dei diversi attori riguardo al futuro della previdenza complementare e al ruolo della contrattazione collettiva.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa chiave serve oggi una lettura realistica della previdenza complementare in generale e nello specifico della Pubblica Amministrazione di cui rappresenteremo pi\u00f9 avanti un breve e non completo quadro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innanzitutto va riconosciuto da tutti come<span>,<\/span> rispetto alle attese e alle previsioni sulla diffusione della previdenza complementare, trascorsi quasi vent\u2019anni, i risultati siano ben <span>lontani e deludenti<\/span> dalle premesse iniziali e riconoscano che il peso delle forme di origine contrattuale nel giro di pochi anni ( a partire dal 2005) \u00e8 <span>divenuto minoritario<\/span> rispetto alle forme privato \u2013 individuali e prendano atto che il numero delle adesioni ai fondi negoziali \u00e8 rimasto sostanzialmente fermo\u00a0 a partire dall\u2019inizio della crisi finanziaria mondiale del 2008 che di suo ha accentuato una fase discendente che si stava gi\u00e0 manifestando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine del 2014<span>,<\/span> i dati sulle adesioni alla previdenza complementare vedevano 2.600.000 aderenti dei quali 650.000 preesistenti alla riforma\u00a0 Amato del 1993.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel contempo le forme private erano arrivate a sommare 3.870.000 aderenti dei quali 500.000 da piani individuali precedenti al 2005.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dati Covip indicano <span>per tutte le forme<\/span>\u00a0 di previdenza complementare\u00a0 incluse quelle private una <span>et\u00e0 media<\/span> degli aderenti tra i 44 e i 47 anni.\u00a0 Questa informazione ci indica\u00a0 <span>quale potrebbe essere la durata in vita dei fondi pensione in<\/span> <span>assenza di ricambio\u00a0 uscite\/ingressi<\/span> ed\u00a0 in particolare il non risolto\u00a0 tema della partecipazione\u00a0 delle giovani generazioni al lavoro oggi pressoch\u00e8 assenti tra gli aderenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riguardo al <span>tasso di partecipazione<\/span> alla previdenza complementare\u00a0 di origine contrattuale post legge 124\/93 nell\u2019area del lavoro dipendente<span>,<\/span> sempre Covip indicava come su una platea di 1.950.000 aderenti, il 18% dei fondi censiti registrava un tasso di adesione superiore al 60% degli addetti, un altro 18% registrava un tasso medio del 40% mentre tutti gli altri si situavano tra il 20 e l\u20191%. Si consideri che per la gran parte questi risultati di partecipazione sono stati realizzati nei primi 5 anni di vita dei fondi. In tale contesto la Pubblica Amministrazione si posiziona tra\u00a0 l\u20191 e l\u20198%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad oggi<span>,<\/span> nei fatti si erogano quasi esclusivamente prestazioni in capitale e le quantit\u00e0 contributive che vengono apportate a capitalizzazione, segnatamente nel sistema privato ma anche nel sistema dei fondi negoziali, sono di dimensioni risibili ove manchino quote significative di trattamento di fine rapporto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una condizione come quella delineata non consente nessun elemento di certezza per il futuro del medio periodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Pubblico Impiego e previdenza complementare.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La \u201criforma Dini\u201d del 1995 ha dato un decisivo\u00a0 impulso alla realizzazione per via contrattuale dei fondi nazionali di previdenza delle categorie del lavoro dipendente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 1997 chimici e metalmeccanici\u00a0 per primi e a seguire\u00a0 le altre categorie del lavoro privato hanno contrattualmente costituito i fondi nazionali di riferimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diverso l\u2019iter costitutivo\u00a0 e diversi i tempi per i dipendenti della Pubblica Amministrazione per i quali le attese\u00a0 in termini di adesioni attese\u00a0 potevano essere piuttosto ottimistiche avendo a mente\u00a0 le realt\u00e0 consolidate\u00a0 degli altri paesi dell\u2019area OCSE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Preceduto nel luglio del 1999 da un accordo interconfederale tra ARAN (Agenzia di rappresentanza della P.A. per la contrattazione) e sindacati confederali<span>,<\/span> il DPCM del dicembre 1999 ne recepiva i contenuti disciplinando nel dettaglio l\u2019estensione del trattamento di fine rapporto (tfr) al personale assunto dal gennaio 2001\u00a0 ed il finanziamento della previdenza complementare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il legislatore \u00e8 intervenuto ulteriormente in tempi successivi nello specifico della P.A.\u00a0 (anni 2000, 2001, 2008, 2009) .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla base degli orientamenti previsti dal citato accordo interconfederale il lavoro dipendente contrattualizzato (esistono circa 770.000 dipendenti delle P.A. non contrattualizzati : forze dell\u2019ordine, magistrati, prefetti, ricercatori) fu ripartito in tre grandi aree di riferimento : Scuola (con esclusione della Universit\u00e0) ,\u00a0 Sanit\u00e0 ed Enti Locali, dipendenti delle Amministrazioni Centrali e Universit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I tempi realizzativi\u00a0 dei tre fondi citati\u00a0 risultano\u00a0 decisamente distanziati da quelli del settore privato e ci\u00f2 ha contribuito assieme a fattori intrinseci al rapporto di lavoro (segnatamente il trattamento di fine servizio) a\u00a0 determinare un atteggiamento meno favorevole\u00a0 della popolazione di riferimento, visto anche il mutare nel corso del tempo del contesto favorevole alla previdenza complementare\u00a0 di natura contrattuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fondo della Scuola Espero<span>,<\/span> che per primo fu costituito dalle parti<span>,<\/span>\u00a0 ha redatto il primo bilancio di esercizio nel 2003 e ha approvato l\u2019undicesimo bilancio di esercizio nel 2015,\u00a0 il fondo della Sanit\u00e0 e degli Enti Locali Perseo ha redatto il primo bilancio di esercizio nel 2012 ( nove anni dopo Espero) mentre il fondo delle Amministrazioni Centrali ha redatto il primo bilancio nel 2012. Nel corso del 2015 in ragione del permanere di difficolt\u00e0 a realizzare il numero minimo di adesioni definito dalle parti<span>,<\/span> utile ad ottenere l\u2019autorizzazione all\u2019esercizio da parte della Covip<span>,<\/span> i fondi Sirio e Perseo si sono unificati proponendosi entro il mese di aprile 2016 di raggiungere almeno 30.000 adesioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto al fondo della scuola\u00a0 Espero gli aderenti ad oggi risultano 100.000 collocandolo al 6\u00b0 posto nella graduatoria dei Fondi Pensione\u00a0 Negoziali;\u00a0 il fondo amministra un patrimonio di circa 750 milioni di euro. Riguardo al patrimonio gestito va rilevata una\u00a0 delle diverse condizioni in cui opera la previdenza del Pubblico Impiego: <span>la virtualit\u00e0 del trattamento di fine rapporto (tfr) <\/span>nella previdenza complementare. Soltanto al termine della attivit\u00e0 lavorativa per pensionamento<span>,<\/span> il dipendente pubblico iscritto a fondo pensione vedr\u00e0 corrispondersi da parte della P.A. la sua quota di tfr versata al fondo. Ne consegue come nel caso di Espero i 750 milioni di patrimonio in gestione da parte del fondo\u00a0 corrispondono al solo 48% del valore complessivo delle posizioni degli associati mentre il restante 52% corrispondente al tfr risulta virtuale e registrato presso l\u2019INPS.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In condizioni di costanza degli attuali associati le previsioni a 5 anni\u00a0 per Espero indicano una riduzione\u00a0 di questi pari al\u00a0 10% che diventa del 30% a dieci anni data, percentuale che va a crescere pi\u00f9 avanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cPrimum vivere\u201d : \u00e8 dirimente riprendere il ciclo delle adesioni pena il vedere passivamente <span>concludersi l\u2019esperienza\u00a0 della previdenza<\/span> complementare\u00a0 di origine negoziale del settore pubblico nel nostro paese.\u00a0 <span>Questa \u00e8 una responsabilit\u00e0 tutta politica che sta in capo al datore di lavoro pubblico e alle rappresentanze sindacali dei dipendenti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sostengono questo assunto\u00a0 due esempi : il fondo del Trentino A.A. ha conseguito \u00a0 un alto tasso di partecipazione con\u00a0 l\u2019adesione di 45.000 dipendenti pubblici e il Fondo Espero, con il diretto impulso dato alla struttura da parte\u00a0 dell\u2019allora Ministro Letizia Moratti e delle organizzazioni sindacali verso i dipendenti<span>,<\/span> nei tre anni di avvio ha conseguito circa 80.000 adesioni. Mantenendo quel trend il tasso di partecipazione alla previdenza complementare della scuola sarebbe oggi al 30%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In entrambi i casi l\u2019impegno delle rappresentanze sindacali e del datore di lavoro fu comune e coordinato: oggi tutto \u00e8 affidato ai consigli di amministrazione dei singoli fondi pensione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 qui il caso di analizzare le ragioni di questo stato di cose di cui da tempo hanno dato efficace rappresentazione numerose indagini e ricerche\u00a0 specie degli ultimi 5 anni (Censis, Inpdap, Swg x Espero, Cida) riguardo agli atteggiamenti dei lavoratori pubblici verso la previdenza complementare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa prima parte illustrativa nell\u2019intenzione di chi scrive risponde alla prima parte della domanda e prefigura la risposta alla seconda parte: \u201c nello scenario attuale \u00e8 insita la conclusione\u00a0 a medio termine della esperienza negoziale di previdenza complementare e dunque questo \u00e8 il\u00a0 problema prioritario\u201d.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>O si definisce un nuovo quadro di impegno\u00a0 delle parti per realizzare come nelle attese iniziali\u00a0 un sistema di previdenza collettiva che veda il pilastro complementare ottenere quei risultati di adesione specie delle coorti del mercato del lavoro giovanile\u00a0 o qualunque pur lodevole iniziativa\u00a0 che veda l\u2019impegno dei fondi pensione mutare i propri piani di investimento a medio lungo periodo per investire\u00a0 finanziariamente sul paese \u00a0 avr\u00e0 il crisma della aleatoriet\u00e0 e della scarsa credibilit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre riprendere coscienza che un robusto sistema di previdenza complementare\u00a0 \u00e8 un tema che ha pari dignit\u00e0\u00a0 alla esigenza che\u00a0 tutti gli attori economici del paese e tra questi i fondi con il ruolo e il peso\u00a0 di investitori che vediamo negli\u00a0 altri\u00a0 paesi .\u00a0 <em>Non si contribuisce veramente alla ricostituzione economica dell\u2019Italia con iniziative di scarso peso e di breve periodo, e queste sono al momento le sole nella disponibilit\u00e0 dei fondi pensione negoziali.\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornando alla previdenza complementare per la Pubblica Amministrazione si vuole rapidamente rappresentare il lavoro di analisi e proposte cui hanno contribuito diverse persone che ritengono sia possibile operare un cambiamento di rotta.\u00a0 <em>Un particolare ringraziamento va al dr. P. Lauriola e al prof. F. Vallacqua per i loro studi sull\u2019argomento. Ugualmente \u00e8 da segnalare la disponibilit\u00e0 manifestata dall\u2019ARAN in sede di \u201cOsservatorio nazionale bilaterale sui fondi pensione della P.A.\u201d ad affrontare un nuovo percorso contrattuale che consenta l\u2019adozione di diverse opzioni utili alla ripresa e incremento delle adesioni.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le diverse ipotesi prese in esame\u00a0 hanno considerato in estrema sintesi:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1 . Per gli assunti precedentemente al gennaio del 2001<span>,<\/span> la facolt\u00e0 di opzionare a previdenza complementare una quota del loro trattamento di fine servizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2 . Per i nuovi assunti<span>,<\/span> una adesione automatica\u00a0 al fondo pensione con l\u2019applicazione della normativa contrattuale in essere salva la possibilit\u00e0 di rinuncia entro definito termine temporale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3 . La partecipazione generalizzata ed automatica al fondo con la sola contribuzione datoriale.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4\u00a0 . L\u2019adesione senza obbligo di versamento del tfr.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5\u00a0 . Applicazione al settore del Pubblico Impiego del Decreto 252\/2005.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ragioni di spazio impediscono una trattazione motivata dei singoli punti qui riassunti per titoli. \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima ipotesi si rivolge alla platea dei dipendenti pubblici oggi maggioritaria per i quali, pur se nei fatti meno conveniente, il mutamento dell\u2019istituto di fine servizio (tfs) in trattamento di fine rapporto (tfr), \u00e8 remora alla adesione al fondo pensione. In questo caso un regime di neutralit\u00e0 fiscale e la facolt\u00e0 di opzione lasciata al singolo senza obblighi di destinazione sarebbero incentivi importanti. Questa ipotesi \u00e8 rilevante per attraversare il medio periodo e consentire quelle condizioni di dimensione di associati e di patrimonio che diano prospettiva di lungo termine al fondo. La fine temporale dell\u2019istituto del tfs (che vale per i dipendenti assunti antecedentemente al 1 gennaio 2001) \u00e8 stimata al 2040.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La\u00a0 seconda si lega al ricambio del personale della P.A. : si stanno perdendo anni. Si pensi che nella sola scuola in questi anni\u00a0 ogni mese di settembre vengono stabilizzati tra i 40.000 e gli 80.000 insegnanti. Nessuna iniziativa di riferimento contrattuale, malgrado i ripetuti solleciti provenienti dal fondo della scuola \u00e8 stata fin qui adottata. Si tratterebbe di adottare un meccanismo simile a quello introdotto in Inghilterra nel 2012. Una contrattazione\u00a0 innovata potrebbe dare impulso al coinvolgimento dei nuovi soggetti che entrano con rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Va constatato che\u00a0 la contrattazione della P.A. dopo il 1999\u00a0 \u00e8 pi\u00f9 intervenuta\u00a0 a perfezionare\u00a0 gli accordi contrattuali precedenti diversamente da quanto \u00e8 avvenuto nel settore privato.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019analisi del terzo punto ha portato a concludere che tale strumento oltre a contenere notevole aleatoriet\u00e0 sulla realizzazione del fine pensionistico comporterebbe numerose\u00a0 modifiche legislative e contrattuali\u00a0 e presenta diverse contraddizioni riguardo all\u2019impianto normativo della previdenza complementare della P.A.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riguardo al quarto punto oltre a diverse considerazioni\u00a0 tecniche al momento ostative di questa misura\u00a0 chi scrive considera come allo stato delle cose senza l\u2019impiego del tfr\u00a0 le <em>nuove generazioni in particolare<\/em> non potrebbero realizzare un livello soddisfacente di integrazione della pensione del regime obbligatorio. Nello specifico della P.A. poi l\u2019elemento della virtualit\u00e0 (quindi della indisponibilit\u00e0) rende questa misura incongrua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla necessit\u00e0 di procedere con sollecitudine\u00a0 alla applicazione \u201carmonizzata \u201c\u00a0 della 252\/2005 al settore pubblico attualmente regolato dalla l.124\/93 due sole considerazioni :\u00a0 la prima sulla evidente discriminazione sia fiscale che delle prestazioni \u00a0 tra dipendente pubblico e dipendente privato (motivo che\u00a0 in questi anni ha favorito le adesioni individuali a forme private a scapito dei fondi pensione negoziali della P.A.), la seconda che l\u2019armonizzazione consentirebbe l\u2019adozione anche per via contrattuale di una elasticit\u00e0 di sistema che amplierebbe le opzioni del lavoratore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Da ultimo \u00e8 bene sapere che la problematica illustrata \u00e8 stata frutto pi\u00f9 che di una nuova attenzione degli attori principali della previdenza dalla intenzione degli\u00a0 amministratori dei fondi di non rassegnarsi all\u2019eventualit\u00e0 di assumere un ruolo di liquidatori.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Fondi pensione, politica degli investimenti e sviluppo del paese, settore della P.A.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tema oggi all\u2019attenzione degli investitori istituzionali quali\u00a0 i fondi pensione e le casse professionali di previdenza fu argomento presente nella fase di prima realizzazione dei fondi negoziali segnatamente per i progetti di investimento interessanti le infrastrutture materiali\u00a0 del nostro paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci si riferiva alle realt\u00e0 dei sistemi pensionistici di secondo pilastro degli altri paesi sviluppati nei quali il risparmio previdenziale a capitalizzazione corrisponde a volumi\u00a0 comparabili per volumi\u00a0 al PIL annuo del paese\u00a0 e a volte di maggiore dimensione di questo.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia rimane un paese di coda nella classifica dei volumi patrimoniali messi ad investimento dal sistema di previdenza non pubblico pur se si tratta di miliardi di euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La intelligente iniziativa politica del ministro dell\u2019Economia volta a stimolare attraverso la Cassa Depositi e Prestiti i fondi pensione a \u201cinvestire per il paese\u201d se\u00a0 pur con le lentezze che contraddistinguono il modo nazionale di assumere decisioni ha ricevuto da Assofondipensione e Adepp (Casse previdenziali) manifestazioni\u00a0 di interesse anche se ancora non si \u00e8 definito il \u201cveicolo attuativo\u201d\u00a0 e tra i vari fondi le realt\u00e0 molto diverse differenzieranno i tempi decisionali anche considerando che in molti casi occorrer\u00e0 modificare le norme statutarie in materia di investimenti diretti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 bene che si parta quanto prima ma non andr\u00e0 trascurato\u00a0 &#8211; pena l\u2019aleatoriet\u00e0 dell\u2019iniziativa &#8211; che\u00a0 occorre creare le condizioni affinch\u00e8 il ruolo degli investitori istituzionali possa divenire permanente\u00a0 ed efficace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 altrettanto evidente che l\u2019 attuale conformazione \u00a0 organizzativa dei fondi negoziali per come \u00e8 oggi non potr\u00e0 per il prossimo futuro che confermarsi inadeguata.\u00a0 Si evidenzia il tema della numerosit\u00e0 e della dimensione associativa e patrimoniale. Dati della relazione Covip 2013 ne danno testimonianza : 428 fondi (negoziali, aperti , preesistenti). Nell\u2019ambito dei soli negoziali (n. 39) i fondi di dimensioni associative pari o superiori a 100.000 aderenti sono 6 e rappresentano il 55% del totale. Ragionare di accorpamenti o per settore merceologico o per equivalenze contrattuali dovrebbe essere la scelta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto attiene alla pubblica amministrazione si \u00e8 gi\u00e0 detto della congiuntura che stanno attraversando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Malgrado questo<span>,<\/span> il fondo Espero nella ultima relazione di bilancio approvata ad aprile 2015 proponeva alla Assemblea alcune indicazioni riguardo alla politica degli investimenti paese e a proposito della iniziativa di Assofondipensione di rispondere favorevolmente al Ministro dell\u2019Economia valutandone positivamente l\u2019atteggiamento considerava come per i fondi pensione del pubblico impiego fosse importante commisurare i propri investimenti alla dimensione pubblica dell\u2019istruzione e della preservazione del patrimonio culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo quadro il fondo manifestava una esigenza e individuava un limite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esigenza :<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>&#8211;<em>Di visibilit\u00e0 : sarebbe interesse del fondo Espero partecipare ad iniziative che abbiano una ricaduta sulla propria popolazione di riferimento :\u00a0 i dipendenti della scuola.\u00a0<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il limite:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>&#8211;<em>L\u2019 attuale massa patrimoniale (effetto della virtualit\u00e0 richiamata) e le esigenze di non stravolgere l\u2019impianto della propria gestione finanziaria che assume la necessit\u00e0 della massima diversificazione dei propri attivi,\u00a0 porterebbero oggi a stimare in poche unit\u00e0 percentuali del patrimonio la\u00a0 dimensione dell\u2019 investimento.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una prima fase l\u2019investimento potrebbe situarsi su progetti pilota afferenti la scuola sia per la parte strumentale che per la parte relativa all\u2019edilizia scolastica.\u00a0 Importante che questa prima esperienza esprima il valore simbolico e identitario fondo vs sistema scuola.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la fase successiva dovrebbe proporsi una specie di intesa di programma tra i soggetti promotori dei fondi (Ministero dell\u2019Istruzione e Organizzazioni sindacali) che definisca orientamenti e linee di possibile intervento lasciando al consiglio di amministrazione di Espero e alla assemblea del fondo le scelte da compiere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al momento il fondo Espero sta incontrando alcuni promotori di fondi immobiliari per analizzare le esperienze di questi veicoli finanziari per la realizzazione di opere di edilizia scolastica finalizzate a ristrutturazione\/risanamento degli ambienti scolastici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne emergono potenzialit\u00e0 interessanti ed esperienze che pur se ancora limitate danno indicazioni molto positive. Il dato di riferimento \u00e8 il territorio ed in esso gli interventi di riorganizzazione delle citt\u00e0 (accesso ai luoghi pubblici come le scuole, mobilit\u00e0, parcheggi, uso del mezzo pubblico).\u00a0 Soggetti coinvolti i Comuni versus il veicolo Fondo immobiliare in questo caso soggetto di raccolta attraverso quote dei finanziamenti privati e di riferimento istituzionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ciascun soggetto che partecipa all\u2019iniziativa\u00a0 e tra questi il fondo scuola deve avere il proprio tornaconto di remunerazione dell\u2019investimento: l\u2019Ente pubblico in quanto riesce a mobilitare risorse da impiegare in interventi di miglioramento, i fondi veicolo in quanto soggetto professionale in grado di progettare realizzare e consegnare le opere concordate mobilitando indotto, gli investitori che possono rientrare da un investimento con finalit\u00e0 sociali\u00a0 a tassi di rendimento \u201cdignitosi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per concludere: i fondi pensione investitori istituzionali possono diventare soggetti rilevanti nella politica degli investimenti di cui necessita il paese sia sul versante pubblico che su quello privato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Condizione imprescindibile per evitare un insuccesso \u00e8 che alle prime esperienze dirette (ci si augura a breve) seguano comportamenti pi\u00f9 strutturati e continuativi frutto di relazioni tra soggetti che condividano finalit\u00e0 e modi mezzi per raggiungerle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Risolvere i problemi di massa critica dei fondi diventa cos\u00ec non un mero espediente per avere risorse significative e ruolo conseguente ma anche un <em>\u201cpassaggio di categoria\u201d<\/em> da strumenti a soggetti. Vasto programma, non impossibile se\u2026\u2026&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0(*) Presidente di Espero dal giugno 2011 al maggio 2015\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per il nostro Paese sembra profilarsi l\u2019inizio di un nuovo ciclo che oltre a rivedere e soprattutto mantenere il segno positivo nelle\u00a0 attese e negli\u00a0 indicatori di crescita del Pil, vede riaperto e avviato un \u201ccantiere di riforme\u201d il cui segno, per espressa affermazione di chi le sta promuovendo, corrisponde alla necessit\u00e0 di mutamento di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1399,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-1400","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-newsletter"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - 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