{"id":1425,"date":"2015-12-09T09:06:09","date_gmt":"2015-12-09T08:06:09","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/i-cambiamenti-indotti-dalla-crisi-nelle-marche\/"},"modified":"2015-12-09T09:06:09","modified_gmt":"2015-12-09T08:06:09","slug":"i-cambiamenti-indotti-dalla-crisi-nelle-marche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/i-cambiamenti-indotti-dalla-crisi-nelle-marche\/","title":{"rendered":"I cambiamenti indotti dalla crisi nelle Marche"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">In data 2 dicembre 2015 sono stati presentati ad Ancona i principali risultati dell\u2019indagine \u201cFamiglie Marchigiane e Mercato del Lavoro\u201d (FMML), realizzata da ANL per conto della Regione Marche, finalizzata ad analizzare l\u2019economia e la societ\u00e0 marchigiana a partire dalle caratteristiche e dalle trasformazioni che avvengono sul mercato del lavoro, con l\u2019obiettivo di valutare l\u2019impatto di queste sulle famiglie della regione.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019indagine propone quindi uno spaccato dell\u2019economia e della societ\u00e0 marchigiana aggiornato al 1\u00b0 marzo 2015 e confrontabile con le precedenti rilevazioni svolte a partire dal 2008, pertanto \u00e8 in grado di fornire un interessante punto di vista circa l\u2019evoluzione dei principali fenomeni di natura socio-economica dall\u2019inizio della crisi ad oggi. Il rapporto di ricerca completo \u00e8 disponibile nel portale \u201cIstruzione, Formazione e Lavoro\u201d della Regione Marche (<a href=\"http:\/\/www.istruzioneformazionelavoro.marche.it\"><span>http:\/\/www.istruzioneformazionelavoro.marche.it<\/span><\/a>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innanzitutto alcuni dati relativi alla composizione del <em>panel<\/em> di intervistati:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><span>\u2022<\/span>Nel corso dell\u2019indagine sul campo <span>sono state contattate complessivamente (tramite l\u2019invio di una lettera personalizzata) circa 5.000 famiglie<\/span> residenti in 57 comuni del territorio marchigiano.<\/li>\n<li><span>\u2022<\/span><span>Sono stati raccolti 2.552 questionari<\/span> nel periodo compreso tra marzo e giugno 2015 (2.509 era l\u2019obiettivo campionario).<\/li>\n<li><span>\u2022<\/span>Sono complessivamente <span>6.631 gli individui coinvolti<\/span>, di cui 4.650 in et\u00e0 lavorativa, (70% del campione) e 2.762 occupati (41,7%)<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di seguito vengono descritti in maniera sintetica i principali risultati della rilevazione, suddivisi per aree tematiche che rispecchiano la composizione del questionario. A conclusione si riportano alcuni brevi spunti di riflessioni nati da una lettura congiunta dei dati e delle informazioni raccolte, nonch\u00e9 da un ragionamento collettivo del gruppo di lavoro che ha partecipato all\u2019indagine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>CARATTERISTICHE STRUTTURALI DELLE FAMIGLIE:<\/strong><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>&#8211;\u00a0<span>Titoli di studio<\/span>: Il 22% dei cittadini tra i 25 e i 64 anni risulta laureato (diploma di laurea, laurea specialistica o titolo post laurea), mentre un ulteriore 47,7% possiede un diploma professionale o superiore. Il 30,3%, al contrario, ha conseguito come titolo di studio pi\u00f9 elevato soltanto la licenza di scuola media inferiore, valore al di sotto della media italiana (42,2% nel 2013), ma ancora non ai livelli dalla media Ue28 (24,8% nel 2013). Se si confrontano i dati con quelli delle precedenti rilevazioni, dal 2008 in poi, le persone con nessun titolo di studio o con licenza elementare appaiono in progressivo calo (-9,5% in sette anni), cos\u00ec come le persone titolari di licenza media (-9,3% rispetto al 2008), mentre crescono progressivamente i diplomati (+12,7%). Anche i laureati, dopo un calo nei primi anni di crisi economica, sono incrementati notevolmente, facendo registrare un +6,1% rispetto al 2008.<\/li>\n<\/ul>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>&#8211;\u00a0<span>Composizione delle famiglie<\/span>: le famiglie marchigiane risultano composte da una media di 2,6 elementi per nucleo, di cui 1,7 risultano percettori di reddito. Se si prendono in considerazione i soli redditi da lavoro, i membri percettori di reddito per ciascuna famiglia scendono a 1,09 unit\u00e0. Nonostante l\u2019attuale periodo di crisi economica, che persiste ormai da diversi anni, le famiglie tendono comunque a diventare sempre pi\u00f9 piccole, mostrando una progressiva riduzione del numero medio dei componenti, anche se il 2015 appare in controtendenza rispetto al passato.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Figura 1: Evoluzione della numerosit\u00e0 media delle famiglie e del numero di percettori di reddito<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1414\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/images_Schermata-2015-12-09-alle-11.57.30.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"455\" height=\"259\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/images_Schermata-2015-12-09-alle-11.57.30.png 455w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/images_Schermata-2015-12-09-alle-11.57.30-300x171.png 300w\" sizes=\"(max-width: 455px) 100vw, 455px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Fonte: indagine FMML<\/em><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>&#8211;\u00a0<span>Tipologie di famiglie<\/span>: La distribuzione delle famiglie per tipologia si \u00e8 fortemente modificata negli anni, facendo registrare una drastica riduzione delle coppie con figli a vantaggio delle famiglie mono-componente, che nel 2015 rappresentano il 23% del totale. Crescono leggermente anche le famiglie composte da 3 componenti (coppie con figlio) a discapito di quelle pi\u00f9 numerose. Circa il 94% delle famiglie marchigiane risulta composto al massimo di 4 individui, con una leggera supremazia per le famiglie composte da 2 o 3 individui. Assolutamente marginali quelle con 5 o pi\u00f9 componenti (6% del totale).<\/li>\n<li>&#8211;\u00a0<span>Giovani<\/span>: Il 6,9% dei giovani tra i 20 e i 30 anni di et\u00e0 risulta sposato\/convivente ed appena il 4,9% compare come capofamiglia, valori sensibilmente pi\u00f9 bassi rispetto a quanto registrato lo scorso anno (erano rispettivamente il 9,4% e l\u20198,7%). Torna cos\u00ec ad aumentare la percentuale di giovani che vive ancora nell\u2019abitazione dei propri genitori (l\u201983,3% nel 2015) a comprova delle difficolt\u00e0 dei pi\u00f9 giovani nel riuscire a mantenere una famiglia propria.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Figura 2: Giovani dai 20 ai 30 anni che vivono con i genitori (valori %)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<img decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1415\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/images_Schermata-2015-12-09-alle-11.57.41.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"358\" height=\"233\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/images_Schermata-2015-12-09-alle-11.57.41.png 358w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/images_Schermata-2015-12-09-alle-11.57.41-300x195.png 300w\" sizes=\"(max-width: 358px) 100vw, 358px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Fonte: indagine FMML<\/em><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>&#8211;\u00a0<span>Figli<\/span>: Se si prendono in considerazione solamente le famiglie con pi\u00f9 di un componente, esse hanno in media 1,56 figli, dato in leggero calo nel tempo (erano 1,66 nel 2010, 1,6 nel 2009 e 1,7 nel 2008). I figli diventano 2,06 in media se il capofamiglia ha nazionalit\u00e0 diversa da quella italiana<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Figura 3: Media dei figli per nucleo familiare con almeno 2 componenti<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<img decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1416\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/images_Schermata-2015-12-09-alle-11.57.49.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"357\" height=\"232\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/images_Schermata-2015-12-09-alle-11.57.49.png 357w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/images_Schermata-2015-12-09-alle-11.57.49-300x195.png 300w\" sizes=\"(max-width: 357px) 100vw, 357px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Fonte: indagine FMML<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>MERCATO DEL LAVORO:<\/strong><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>&#8211;\u00a0<span>Principali indicatori del MdL<\/span>: il tasso di attivit\u00e0 nelle Marche al 1\u00b0 marzo 2015 ammonta al 66,6%, il tasso di occupazione al 58,5% e il tasso di disoccupazione al 12,2%. Rispetto al 2014 diminuisce la percentuale di occupati (-0,8%) e si riscontra un calo del tasso di partecipazione al mercato del lavoro (-1%). Si perdono cos\u00ec posti di lavoro e si riduce la percentuale di persone che cerca attivamente un impiego. Ci\u00f2 spiega la sostanziale stabilit\u00e0 del tasso di disoccupazione al 12,2%.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Figura 4: Evoluzione dei Tassi di attivit\u00e0, occupazione e disoccupazione regionali (15-64 anni)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1417\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/images_Schermata-2015-12-09-alle-11.57.59.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"230\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/images_Schermata-2015-12-09-alle-11.57.59.png 450w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/images_Schermata-2015-12-09-alle-11.57.59-300x153.png 300w\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Fonte: indagine FMML<\/em><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>&#8211;<span>Lavoro e istruzione<\/span>: Trova conferma la tendenza all\u2019incremento dei livelli di attivit\u00e0 e della possibilit\u00e0 di essere occupati al crescere del livello di istruzione. Il tasso di attivit\u00e0 pi\u00f9 elevato si riscontra tra coloro che hanno dichiarato di aver conseguito un titolo di studio post-laurea come master o dottorato (89,8%), mentre il tasso di disoccupazione pi\u00f9 elevato riguarda coloro in possesso di un basso titolo di studio.<\/li>\n<li>&#8211;<span>Ricerca del lavoro<\/span>: La rete di rapporti informali rappresenta il canale di ricerca di lavoro privilegiato dagli intervistati (28,3% delle preferenze espresse). Cresce, tuttavia, a riconferma di quanto gi\u00e0 evidenziato in passato, il ruolo svolto dai \u201cCentri per l\u2019impiego\u201d che nel 2015 pareggiano le preferenze espresse per il sistema informale (28,3%) ribadendo la propria centralit\u00e0 nell\u2019intermediazione tra domanda e offerta di lavoro.<\/li>\n<li>&#8211;<span>Lavoro auspicato<\/span>: La ricerca di un lavoro alle dipendenze resta l\u2019impiego pi\u00f9 auspicato dalla maggioranza di intervistati (57,8%), ma il dato si contrae rispetto a quanto rilevato nella rilevazione del 2014 (69,7%). A crescere \u00e8 soprattutto la quota di intervistati che hanno dichiarato di non avere alcuna preferenza tra lavoro \u201cdipendente\u201d e lavoro \u201cautonomo\u201d. Non emergono evidenti preferenze rispetto ai tempi di lavoro: il 73,5% del campione accetterebbe sia un contratto a tempo part-time che full-time.<\/li>\n<li>&#8211;<span>Propensione alla mobilit\u00e0<\/span>: Solo un lavoratore su cinque \u00e8 disponibile a trasferirsi all\u2019estero per lavoro, mentre una met\u00e0 degli intervistati dichiara di essere disponibile al trasferimento solo se entro la propria provincia di residenza (soprattutto donne), ai quali bisogna aggiungere un ulteriore 18,9% che \u00e8 disposto a trasferirsi al massimo entro i confini regionali.<\/li>\n<li>&#8211;<span>Qualifica<\/span>: Pi\u00f9 della met\u00e0 degli occupati lavora come operaio o impiegato, ma mentre i primi sono andati via via riducendosi negli anni, gli impiegati sono notevolmente aumentati, passando dal 16,7% del 2008 all\u2019attuale 31,3%.<\/li>\n<li>&#8211;<span>Precari<\/span>: La quota di chi lavora con contratti a termine (parasubordinati e a tempo determinato) sul totale dei lavoratori subordinati raggiunge, nelle Marche, il 12%, un dato che risulta in leggera ascesa rispetto al 2014 (+0,8%) ma nettamente pi\u00f9 basso rispetto alle precedenti rilevazioni, quando nel 2009 ha raggiunto il 18,8%.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Figura 5: Andamento dell\u2019utilizzo dei contratti a termine (valori % rispetto al totale degli occupati).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1418\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/images_Schermata-2015-12-09-alle-11.58.09.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"309\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/images_Schermata-2015-12-09-alle-11.58.09.png 440w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/images_Schermata-2015-12-09-alle-11.58.09-300x211.png 300w\" sizes=\"(max-width: 440px) 100vw, 440px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Fonte: indagine FMML<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>REDDITI DA LAVORO:<\/strong><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>&#8211;<span>Reddito medio:<\/span> Il reddito medio mensile percepito dai lavoratori e dalle lavoratrici residenti sul territorio marchigiano \u00e8 pari a 1.381 euro, dato sostanzialmente in linea con i valori della precedente rilevazione (euro 1.376, nel 2014), ma che conferma una tendenziale crescita rispetto a quanto gi\u00e0 rilevato nel corso dell\u2019indagine FMML del 2010 (euro 1.308).<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Figura 6: Andamento del reddito medio mensile dei lavoratori marchigiani.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1419\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/images_Schermata-2015-12-09-alle-11.58.18.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"445\" height=\"247\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/images_Schermata-2015-12-09-alle-11.58.18.png 445w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/images_Schermata-2015-12-09-alle-11.58.18-300x167.png 300w\" sizes=\"(max-width: 445px) 100vw, 445px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Fonte: indagine FMML<\/em><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>&#8211;<span>Discriminazione reddituale di genere: <\/span>Sebbene le retribuzioni delle donne siano aumentate mediamente pi\u00f9 di quelle degli uomini negli ultimi anni, il divario nella retribuzione media tra i due sessi si mantiene significativa: gli uomini guadagnano in media il 20% in pi\u00f9 rispetto alle colleghe donne 1.516 per gli uomini e \u20ac 1.213 per le donne).<\/li>\n<li>&#8211;<span>Redditi per categoria:<\/span> rispetto al 2014 si registra una leggera tendenza all\u2019aumento dei livelli di reddito di tutti i lavoratori, sia di quelli \u201cdipendenti\u201d, che dei \u201cparasubordinati\u201d ed \u201cautonomi\u201d. Quelli che dichiarano di guadagnare di pi\u00f9 sono i subordinati, con 1.390 euro netti al mese; i parasubordinati si confermano i meno ricchi, con 1.085 euro in media, mentre gli autonomi, che fino al 2010 erano in testa alla classifica, dichiarano ora in media 1.376 euro, ovvero poco meno dei lavoratori subordinati, conseguenza di una notevole riduzione in termini reddituali registrata tra il 2010 e il 2014.\u00a0<\/li>\n<li>&#8211;<span>Redditi per classe di et\u00e0:<\/span> rispetto al 2014, i redditi medi mensili sono aumentati (seppur lievemente) in quasi tutte le classi di et\u00e0, soprattutto in quella che va dai 55 ai 64 anni, dove si registra un aumento del +4,2% rispetto allo scorso anno. In questa classe di et\u00e0, inoltre, i lavoratori godono complessivamente di redditi pari a quasi il doppio di quelli dei lavoratori pi\u00f9 giovani.<\/li>\n<li>&#8211;<span>Povert\u00e0 reddituale:<\/span> A fronte di un reddito da lavoro mediano complessivo pari a euro 1.300, il 9,4% (+0,5% sul 2014) dei lavoratori marchigiani risulta in una situazione di \u201cpovert\u00e0 reddituale\u201d, poich\u00e9 ne guadagna meno della met\u00e0. La situazione delle donne appare peggiore rispetto a quella dei colleghi uomini. Circa il 14% di questi lavoratori vive in famiglie con un mutuo a carico (erano il 20% nel 2014), aumentando la probabilit\u00e0 che il nucleo stesso debba ricorrere ad ulteriori fonti di integrazione del reddito, sia attraverso l\u2019occupazione di altri componenti del nucleo sia attraverso altre forme di sostegno al reddito.\u00a0<\/li>\n<li>&#8211;<span>Secondi lavori:<\/span> l\u201911,3% degli occupati ha dichiarato di svolgere un secondo lavoro o lavori saltuari, un dato in netta crescita rispetto al 2014 (+8,8%). Per il resto, il 2,6% degli intervistati trova supporto al reddito attraverso la leva degli ammortizzatori sociali, l\u20191,6% ha dichiarato di ricevere aiuti da parenti, il 2,5% di ricevere altre forme di sostegno al reddito, come l\u2019assegno di accompagnamento, di mantenimento, ecc.<\/li>\n<li>&#8211;<span>Pensionati:<\/span> I \u201cpensionati\u201d, complessivamente, costituiscono il 20% di tutti gli individui intervistati. Circa il 90% di essi non dispone di altre forme di sostegno al reddito, per cui l\u2019unica fonte di sostegno economico \u00e8 rappresentata, pertanto, dalla pensione, che (su scala regionale) ammonta mediamente a circa 1.100 euro al mese, con differenze che emergono rispetto alle diverse unit\u00e0 territoriali.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>UTILIZZO DEL TEMPO E VITA SOCIALE<\/strong><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>&#8211;<span>Cura di minori, anziani\/disabili e lavori domestici<\/span>: la percentuale degli individui che dedica tempo in forma non residuale alla cura dei minori \u00e8 pari al 35,9%, percentuale che passa al 17,3% per la cura di anziani\/disabili e al 62,2% per i lavori domestici.<\/li>\n<li>&#8211;<span>Collaboratori domestici<\/span>: Il ricorso a diverse forme di aiuto a pagamento (collaboratrici, badanti, baby sitter) \u00e8 pari all\u20198,5% e quindi abbastanza marginale (8,7% nel 2014), mentre \u00e8 quasi il doppio l\u2019aiuto gratuito di parenti\/amici non residenti nel nucleo familiare (15,7% nel 2015, praticamente invariato rispetto al 2014).<\/li>\n<li>&#8211;<span>Impegno sociale<\/span>: il 19,6% degli individui intervistati si dichiara impegnato tutti i giorni o almeno una volta alla settimana in attivit\u00e0 con finalit\u00e0 ambientale, politico-sindacale, di promozione religiosa, culturale, sportiva, ricreativa, sociale o di volontariato. E\u2019 un dato questo che appare pi\u00f9 elevato della media nazionale e costituisce una bella immagine della famiglia marchigiana.<\/li>\n<li>&#8211;<span>Differenze di sesso<\/span>: se le donne sono \u201cil cemento\u201d della struttura familiare, poich\u00e9 sono nettamente pi\u00f9 impegnate nelle attivit\u00e0 di cura di minorenni, anziani e disabili, nonch\u00e9 nei lavori domestici e familiari, gli uomini, in compenso, sembrano cercare pi\u00f9 spesso soddisfazioni extra-lavorative in attivit\u00e0 sociali che li impegnano in una sfera \u201cesterna\u201d rispetto a quella della propria famiglia di origine.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>REDDITO FAMILIARE<\/strong><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>&#8211;<span>Reddito medio familiare<\/span>: Il reddito familiare medio mensile nella regione Marche \u00e8 pari ad euro 2.159 nel 2015. Il dato \u00e8 positivo perch\u00e9 si registra una crescita di circa il 4,5% rispetto allo scorso anno, dopo un periodo di flessione del reddito in termini assoluti che perdurava ormai dal 2010. Nonostante il recupero, tuttavia, il reddito medio delle famiglie marchigiane non ha ancora raggiunto i livelli del 2008, data della prima rilevazione FMML. La leggera crescita del reddito riguarda senza distinzioni tutti, le famiglie del ceto medio come quelle pi\u00f9 abbienti, e senza significative variabili rispetto a professione ed et\u00e0 del capofamiglia. Nonostante ci\u00f2, le famiglie con a capo uomini di cittadinanza italiana, in et\u00e0 compresa tra i 50 ei 64 anni, in possesso di titolo di studio pi\u00f9 elevati, che svolgono attivit\u00e0 di tipo dirigenziale, possono ancora godere di redditi nettamente pi\u00f9 elevati.\u00a0<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Figura 7: Reddito familiare medio e mediano delle famiglie marchigiane<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1420\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/images_Schermata-2015-12-09-alle-11.58.29.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"453\" height=\"267\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/images_Schermata-2015-12-09-alle-11.58.29.png 453w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/images_Schermata-2015-12-09-alle-11.58.29-300x177.png 300w\" sizes=\"(max-width: 453px) 100vw, 453px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Fonte: indagine FMML<\/em><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>&#8211;<span>Reddito mediano e reddito equivalente<\/span>: Il reddito mediano nel 2015 \u00e8 di 1.900 euro, ritornando di fatto al valore del 2008, dopo che nell\u2019anno precedente aveva toccato il livello pi\u00f9 basso a quota 1.730 euro, mentre il reddito equivalente medio calcolato sui nuclei familiari \u00e8 di 1.263 euro (\u20ac 1..180 lo scorso anno).<\/li>\n<li>&#8211;<span>Concentrazione del reddito<\/span>: Nell\u2019ultimo quinquennio si registra un incremento del livello di concentrazione e diseguaglianza nella distruzione del reddito, misurato attraverso l\u2019indice di Gini, cha passa dallo 0,31 del 2010 al 0,34 del 2014, con un piccolo decremento nel corso del 2015 (0,33). Questo significa un aumento del divario economico tra famiglie ricche e famiglie povere, mentre la classe media arranca e sempre pi\u00f9 facilmente viene risucchiata dal vortice della precariet\u00e0 reddituale.<\/li>\n<li>&#8211;<span>Povert\u00e0 reddituale delle famiglie<\/span>: Il 17,7% delle famiglie marchigiane riversano in condizioni di povert\u00e0 reddituale, poich\u00e9 guadagnano un reddito complessivo uguale o inferiore alla soglia di povert\u00e0 relativa, dato in aumento di 1,4 punti percentuale rispetto al 2014. La percentuale si riduce al 1,4% se si prendono in considerazione quelle famiglie in condizioni di povert\u00e0 reddituale che sono costrette anche a pagare un mutuo per l\u2019acquisto della casa o un affitto passivo. Si tratta in questo caso di una condizione di massimo disagio, in cui molto probabilmente le famiglie in questione sono costrette a ricorrere a forme di prestito\/indebitamento (anche informale), oppure ad intaccare il proprio patrimonio personale.<\/li>\n<li>&#8211;<span>Case di propriet\u00e0<\/span>: Oltre l\u201982% del totale delle famiglie marchigiane vive in case di propriet\u00e0, percentuale che si mantiene stabilmente al di sopra dell\u201980% negli anni; soltanto una quota pari a poco meno del 10% \u00e8 in affitto o subaffitto, mentre l\u20198% usufruisce di altre forme di godimento del proprio alloggio (a riscatto, in usufrutto, in uso gratuito).<\/li>\n<li>&#8211;<span>Indebitamento<\/span>: Dopo un progressivo calo nel periodo 2008-2010, si registra anche quest\u2019anno un aumento marcato della percentuale di famiglie indebitate: nel 2015 la quota di famiglie indebitate sul totale della popolazione \u00e8 pari al 37,6%, praticamente lo stesso livello registrato nel 2008 (37,8%), mentre nel 2010 era scesa al 32.6%. Rispetto al passato, il livello di indebitamento delle fasce d\u2019et\u00e0 medie risulta costantemente elevato (circa una famiglia su due ha debiti), mentre diminuiscono le famiglie di giovani costrette a chiedere prestiti. Al contrario, sono sempre pi\u00f9 spesso le famiglie di ultra 64enni a dover sopportare ancora il peso di un mutuo, anche se in misura comunque inferiore a quelle delle famiglie meno mature. Tale spostamento di et\u00e0 pu\u00f2 essere letto in parte dal fatto che le giovani generazioni, non avendo redditi certi, non possono accendere mutui per l\u2019acquisto di un\u2019abitazione e chiedono sempre pi\u00f9 spesso l\u2019intervento dei genitori o dei nonni, che si indebitano per poter garantire loro un futuro.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Figura 8: Quota di famiglie indebitate (valore %)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1421\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/images_Schermata-2015-12-09-alle-11.58.41.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"451\" height=\"245\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/images_Schermata-2015-12-09-alle-11.58.41.png 451w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/images_Schermata-2015-12-09-alle-11.58.41-300x163.png 300w\" sizes=\"(max-width: 451px) 100vw, 451px\" \/>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Fonte: indagine FMML<\/em><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>&#8211;<span>Situazione economica delle famiglie<\/span>: Si riscontra, rispetto al passato un notevole incremento delle famiglie \u201cin emergenza\u201d, costrette ad indebitarsi o ad attingere alle riserve per conservare il proprio tenore di vita, a discapito soprattutto di quelle che \u201cfanno pari\u201d, ossia che spendono all\u2019incirca ci\u00f2 che guadagnano.<\/li>\n<li>&#8211;<span>Risparmi<\/span>: nonostante le evidenti difficolt\u00e0 congiunturali, la propensione al risparmio delle famiglie marchigiane risulta addirittura in aumento. Quelle che dichiarano di riuscire a risparmiare qualcosa sono aumentate di oltre 7 punti percentuali dal 2008 e anche quelle che risparmiano cifre pi\u00f9 ingenti (in relazione alla propria percezione personale) sono in leggera crescita, anche se riguardano una percentuale molto piccola della popolazione marchigiana (1,3%).<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>CONCLUSIONI:<\/strong><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>a)<span>Il punto pi\u00f9 basso sembra finalmente alle spalle. <\/span>Non si pu\u00f2 negare il fatto che l\u2019indagine 2015 sia contraddistinta da una forte discontinuit\u00e0 dei dati rispetto ai trend precedenti. In particolare, quest\u2019anno sono emersi dati in controtendenza sia nell\u2019ambito del mercato del lavoro, dove si \u00e8 finalmente arrestata l\u2019emorragia di posti di lavoro che ha causato un continuo impennamento del tasso di disoccupazione fino al 2014; sia nell\u2019ambito dei redditi, i quali sono aumentanti sia con riferimento al reddito da lavoro (+0,4%), sia complessivamente per i redditi familiari, che finalmente tornano a crescere (+4,4%) dopo 5 anni di recessione, frutto anche di un leggero aumento del numero medio di percettori di reddito all\u2019interno della famiglia. Di conseguenza, tornano a crescere le famiglie con mutui a carico e le case di propriet\u00e0, anche se si riscontra un leggero aumento delle famiglie in condizione di povert\u00e0 reddituale, dovuto ad una maggiore concentrazione e diseguaglianza nella distruzione del reddito. Si tratta ancora di dati molto ambigui, che non possono essere soddisfacenti e completamente appaganti, ma per lo meno lasciano intravedere un cambiamento di rotta, portatrice di una ventata di fiducia per il futuro.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>b)<span>Trasformazione tra professioni<\/span>: la crisi economica ha provocato (e sta tutt\u2019ora provocando) importanti mutamenti nella struttura produttiva regionale, che ha comportato una massiccia trasformazione tra le professioni, con un considerevole aumento dei mestieri di tipo concettuale (impiegati e libero professionisti) a discapito degli operai. Tra quest\u2019ultimi sembrano resistere solamente quelli ad alta specializzazione, che invece godono di una situazione pi\u00f9 rosea. Questo fenomeno comporta un ragionamento pi\u00f9 approfondito sulla necessit\u00e0 di incrementare il livello di competenze ed il valore aggiunto di alcune professioni (soprattutto di quelle manuali), rivalutando quindi anche l\u2019importanza ed il ruolo della formazione professionale.\u00a0<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Figura 9: evoluzione degli occupati per qualifiche (valori %).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1422\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/images_Schermata-2015-12-09-alle-11.58.52.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"445\" height=\"268\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/images_Schermata-2015-12-09-alle-11.58.52.png 445w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/images_Schermata-2015-12-09-alle-11.58.52-300x181.png 300w\" sizes=\"(max-width: 445px) 100vw, 445px\" \/><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ffonte: indagine FMML<\/em><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>c)<span>Lavoro autonomo ancora in affanno<\/span>: gi\u00e0 nel corso della passata rilevazione si era evidenziato come il lavoro in proprio stia attraversando un brutto momento. Si registra infatti una sostanziale perdita percentuale dei lavoratori autonomi, imprenditori e liberi professionisti rispetto al totale delle forze lavoro, aggravata dal fatto che essi hanno subito (soprattutto tra il 2010 e il 2014) anche una pesante flessione del reddito medio nei confronti dei lavoratori dipendenti. Tra le preferenze contrattuali il lavoro autonomo appare cos\u00ec agli ultimi posti, sempre meno ambito e ricercato, soprattutto per la componente femminile. In un mercato del lavoro sempre pi\u00f9 flessibile e veloce l\u2019alternativa del lavoro autonomo non sembra essere neppure presa in considerazione dalla maggior parte dei cittadini, che preferiscono la (relativa) sicurezza di un posto di lavoro di tipo subordinato alla precariet\u00e0 ed indeterminatezza della libera professione. E\u2019 necessario quindi porre l\u2019accento su questa categoria, migliorandone soprattutto le condizioni contributive e fiscali.<\/li>\n<li>d)<span>Mobilit\u00e0 ancora carente<\/span>: tra i campi in cui si intravedono ancora ampi margini di miglioramento,\u00a0 c\u2019\u00e8 quello sulla propensione alla mobilit\u00e0. Considerando le difficolt\u00e0 del caso e la difficile congiuntura economica che stiamo attraversando, sicuramente non tranquillizza il fatto che una met\u00e0 degli intervistati dichiara di essere disponibile al trasferimento solo se entro la propria provincia di residenza, ai quali bisogna aggiungere un ulteriore 19% che \u00e8 disposto a trasferirsi al massimo entro i confini regionali. Di fronte a ci\u00f2, bisogna riflettere sull\u2019opportunit\u00e0 di continuare ad alimentare e mantenere \u201cdifferenti mercati del lavoro locali\u201d scollegati tra loro, tentando in ogni territorio un difficile equilibrio tra domanda e offerta. Da un punto di vista pi\u00f9 pragmatico, le trasformazioni in corso dovranno riguardare necessariamente anche la cultura alla mobilit\u00e0, obbligandoci a vederla come un\u2019opportunit\u00e0 pi\u00f9 che come un vincolo, soprattutto tra i pi\u00f9 giovani.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Tabella 1: Disponibilit\u00e0 agli spostamenti per sesso (valori %).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1423\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/images_Schermata-2015-12-09-alle-11.59.02.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"461\" height=\"142\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/images_Schermata-2015-12-09-alle-11.59.02.png 461w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/images_Schermata-2015-12-09-alle-11.59.02-300x92.png 300w\" sizes=\"(max-width: 461px) 100vw, 461px\" \/><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<table style=\"width: 575.2%;\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"bottom\">\u00a0<\/td>\n<td valign=\"bottom\">\n<p><strong>100%<\/strong><\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"bottom\">\n<p><strong>100%<\/strong><\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"bottom\">\n<p><strong>100%<\/strong><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Fonte: indagine FMML<\/em><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>e)<span>Aumenta la propensione al risparmio<\/span>: nonostante la situazione economica delle famiglie marchigiane sia andata progressivamente peggiorando negli anni, con un numero sempre maggiore di nuclei familiari costretti ad indebitarsi o ad attingere dalle riserve pur di far quadrare i conti per poter mantenere un tenore di vita adeguato, spicca il dato sul risparmio, che appare addirittura in aumento (cio\u00e8 aumenta la percentuale di famiglie che riescono a creare risparmio). Ci\u00f2 significa che in tempo di crisi non sono solamente le famiglie meno abbienti o quelle che hanno subito una riduzione di reddito a dover \u201cstringere la cinghia\u201d, ma di riflesso anche quelle senza particolari problemi di tipo economico scelgono di ridurre le spese, destinando la differenza ad un maggior risparmio che pu\u00f2 servire sia a prevenire possibili situazioni di futuro disagio, che per aiutare altri nuclei familiari (si pensi ai figli studenti o disoccupati che vivono fuori casa). In questo periodo di recessione economica \u00e8 cresciuta quindi la propensione media al risparmio, che ha comportato una pi\u00f9 accentuata riduzione dei consumi, conseguenza di un vortice negativo di situazioni di causa-effetto.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Figura 10: Percentuale di famiglie sul totale che riescono a risparmiare<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1424\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/images_Schermata-2015-12-09-alle-11.59.08.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"454\" height=\"249\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/images_Schermata-2015-12-09-alle-11.59.08.png 454w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/images_Schermata-2015-12-09-alle-11.59.08-300x165.png 300w\" sizes=\"(max-width: 454px) 100vw, 454px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Fonte: indagine FMML<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In data 2 dicembre 2015 sono stati presentati ad Ancona i principali risultati dell\u2019indagine \u201cFamiglie Marchigiane e Mercato del Lavoro\u201d (FMML), realizzata da ANL per conto della Regione Marche, finalizzata ad analizzare l\u2019economia e la societ\u00e0 marchigiana a partire dalle caratteristiche e dalle trasformazioni che avvengono sul mercato del lavoro, con l\u2019obiettivo di valutare l\u2019impatto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1413,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-1425","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-newsletter"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - 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