{"id":1451,"date":"2015-12-09T08:00:03","date_gmt":"2015-12-09T07:00:03","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/le-prospettive-del-secondo-welfare\/"},"modified":"2015-12-09T08:00:03","modified_gmt":"2015-12-09T07:00:03","slug":"le-prospettive-del-secondo-welfare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/le-prospettive-del-secondo-welfare\/","title":{"rendered":"Crescono le prospettive del secondo welfare"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Presentato a Torino il 27 novembre scorso, il Rapporto sul Secondo Welfare (I),\u00a0 collegato al lavoro dell\u2019omonimo\u00a0 Laboratorio (II), sviluppa ed arricchisce i risultati del primo rapporto (III), presentato circa due anni prima, trattando diversi fenomeni, esperienze e tendenze che possono essere contemplati dalla definizione di secondo welfare (SW).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Verso una definizione<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appunto<em>, secondo welfare<\/em>, che da semplice affermazione giornalistica (IV) \u00e8 diventata una definizione, anzi una \u201ccategoria interpretativa\u201d (V), con una promettente capacit\u00e0 euristica nel campo di indagini su realt\u00e0 e nuove tendenze nel welfare. Distinguendosi da altre categorie quali <em>welfare<\/em> <em>comunity<\/em>, <em>welfare<\/em> <em>mix<\/em>, per un connotato di maggiore generalit\u00e0 (si riferisce a pi\u00f9 ambiti previdenza, sanit\u00e0, assistenza, formazione), di immediata e chiara\u00a0 correlazione con il normale concetto di primo <em>welfare<\/em> <em>state,\u00a0<\/em> quello pubblico (interviene sui fabbisogni dove questo \u00e8 pi\u00f9 lacunoso), di confini dinamici del proprio \u201cterritorio\u201d ( sempre pronto ad allargarsi\u00a0 a realt\u00e0 privatistiche in grado di dare risposte ai sempre mobili bisogni sociali) , di ampliamento dei suoi protagonisti &#8211; certo associazionismo, societ\u00e0 civile,\u00a0 ma anche \u201c<em>il welfare privato tout court (per esempio quello assicurativo) nonch\u00e9 quello aziendale e contrattuale. Si ritrovano le prime\u00a0 innovative esperienze di collaborazione transfrontaliera o transnazionale (per esempio fondi pensione cross-border) (VI). Ci sono i social impact bonds (VII) e le tante iniziative attraverso cui soggetti tradizionali del primo welfare s\u2019ingegnano per trovare risorse e coinvolgere attori non pubblici nello svolgimento delle proprie funzioni\u201d, <\/em>si \u201cnutre\u201d di \u201cincastri\u201d virtuosi pubblico privato, soprattutto nelle reti territoriali.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La categoria interpretativa postula la consapevolezza del rischio di sconfinamento con il primo welfare, quello pubblico. Rischia soprattutto di indirizzarsi nella direzione di eroderlo a vantaggio della privatizzazione (ad esempio con l\u2019esternalizzazione di alcuni servizi prima di chiara prerogativa pubblica). (La consapevolezza riduce il rischio).\u00a0 E se alcuni interventi non possono essere che propri del primo, di altri occorre puntualizzare maggiormente la collocazione tra primo e SW, in termini di previsione, gestione, entit\u00e0 e modalit\u00e0 di finanziamento, destinatari. Cos\u00ec il SW, come categoria interpretativa, \u00e8 dentro l\u2019approccio di universalismo selettivo, in analogia a quanto sta dibattendosi nei paesi scandinavi a proposito dell\u2019 \u201cuniversalismo <em>differenziato <\/em>come strategia pi\u00f9 efficace per accomodare la diversit\u00e0\u201d (diversit\u00e0 di condizioni materiali, di bisogni lungo il ciclo di vita, di capacit\u00e0 e di valori e preferenze) (VIII). (Ma anche in questa prospettiva persiste la variabilit\u00e0 del processo di selezione &#8211; in termini di criteri, soggetti, metodi &#8211; e dei suoi risultati).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque l\u2019impianto interpretativo comporta due condizioni per lo sviluppo del SW: la presenza di \u201cvolani\u201d, interni ed esterni.\u00a0 I primi hanno a che fare con le dinamiche a partire dai soggetti e dagli ambiti propri del SW (le dinamiche di \u201cautopropulsione\u201d ) o derivanti dall\u2019 \u201cincastro\u201d virtuoso (IX) fra il primo e SW ( fra livelli istituzionali di governo, tra l\u2019arena dello Stato, del mercato, del Terzo Settore e della societ\u00e0 civile, tra settori\/competenze di <em>policy<\/em>, tra territori). I secondi afferiscono agli interventi istituzionali di regolazione e agevolazione che attivano soggetti privati che operano nel territorio.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Ambiti del Secondo Rapporto<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In assenza di sistematiche fonti informative il rapporto presenta uno spaccato dei vari fenomeni in atto nei vari ambiti riferibile al SW, utilizzando e integrando, in qualche caso, le fonti esistenti con specifiche indagini. Ne esce fuori un livello di approfondimento interessante ma diverso-\u00a0 in termini teorici e di rappresentazione delle esperienze &#8211; per ciascun ambito<sup>\u00a0 (X)<\/sup>.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La constatazione generale \u00e8 che nei due anni il SW si andato consolidando in termini di attori che si attivano, nella quantit\u00e0 e qualit\u00e0 delle iniziative in atto, nel flusso di risorse provenienti da fonti privatistiche e non pubbliche. Ne illustriamo i lineamenti tentando di utilizzare la categoria degli <em>indicatori<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un <em>primo indicatore <\/em>di espansione \u00e8 riscontrabile nei servizi offerti dalla contrattazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In primo luogo <strong>welfare aziendale (XI)<\/strong>. Nel sistema di imprenditoria italiano si \u00e8 ormai superata la fase paternalistica e si \u00e8 affermata la prassi del welfare contrattuale.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Normalmente i contenuti del welfare aziendale riguardano ambiti quali previdenza complementare, sanit\u00e0 integrativa, politiche per la famiglia, e programmi di formazione. A questi ambiti si sono aggiunti i beni e servizi di conciliazione vita-lavoro. Ci\u00f2 in Italia riguarda ancora in prevalenza le lavoratrici donne, che oberate anche dal lavoro\u00a0 di cura dei figli e\/o dei genitori anziani, e senza il supporto di servizi dedicati a bambini ed anziani,\u00a0 sono\u00a0 costrette a rinunciare a carriera e al posto di lavoro. I tipi di benefit in campo sono: denaro, servizi e tempo. Quest\u2019ultimo rappresenta la categoria pi\u00f9 diffusa in questo periodo di crisi economica: gli strumenti come il part-time, la flessibilit\u00e0 oraria in ingresso e in uscita, i permessi retribuiti o non, il lavoro agile (<em>smart working<\/em>).\u00a0 Le relazioni contrattuali sono la fonte. Ma attore importante a riguardo \u00e8 lo stato con la politica di incentivazione fiscale e il sistema regolatorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fonte contrattuale, soprattutto di secondo livello, rappresenta una barriera all\u2019estensione del welfare aziendale nelle piccole imprese \u2013 tessuto produttivo significativo in Italia-, sia per la limitata diffusione, sia per le condizioni di sostenibilit\u00e0 economica da parte del sistema imprenditoriale (XII).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un contributo positivo sar\u00e0 fornito dalla legge di Stabilit\u00e0 2016 laddove prevede agevolazioni alle politiche di conciliazioni introdotte dalla contrattazione di secondo livello, ipotizzando bonus cartacei o digitali, prefiguranti l\u2019esperienza di voucher (XIII).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre nell\u2019ambito delle relazioni contrattuali \u00e8 annoverata la potenzialit\u00e0 degli <strong>enti bilaterali (XIV)<\/strong>. L\u2019intervento di questi enti, relativamente al welfare copre, in modo differenziato rispetto ai settori produttivo contrattuali, \u00a0 ambiti nazionali (sostegno al reddito, previdenza integrativa, sanit\u00e0, formazione) e territoriali, propri della contrattazione di prossimit\u00e0. Questa sta sempre di pi\u00f9 orientandosi verso forme integrative sanitarie e misure di conciliazione lavoro famiglia. Importante sono l\u2019incastro\u00a0 con l\u2019intervento pubblico e il volano esogeno delle agevolazioni contributive. C\u2019\u00e8 da superare il limite della prevalente erogazione monetaria diretta orientandosi verso sistemi di incastro con enti territoriali di gestione delle prestazioni di welfare. L\u2019ente bilaterale &#8211; come strumento di mutualizzazione di costi &#8211; pu\u00f2 essere utile nel superamento dei limite delle fonti contrattuali relativo alla diffusione nelle piccole imprese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Indicatore<\/em> delle potenzialit\u00e0\u00a0 del SW \u00e8 l\u2019impegno nel\u00a0 contrasto alla povert\u00e0 nei vari interventi (XV):\u00a0<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>a)la nuova <strong>Carta sociale,<\/strong>\u00a0 in cui gli attori del SW sono protagonisti sia nei tavoli tecnici a sostegno delle amministrazioni comunali, sia nella realizzazione dei progetti personalizzati.\u00a0<\/li>\n<li>b)la <strong>povert\u00e0 alimentare<\/strong> dove sono state messe in campo le esperienze di <em>empori della solidariet\u00e0<\/em>, intreccio virtuoso tra volontariato, mondo imprenditoriale, fondazioni, comuni;.<\/li>\n<li>c)la <strong>povert\u00e0 educativa <\/strong>dove reti integrate hanno messo in campo esperienze di interventi di accoglienza e bonus economici di sostegno.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque \u00e8 diffusa la consapevolezza che il contrasto alla povert\u00e0 trova come strumento congeniale il reddito minimo (REIS) ed in questa direzione vanno riorganizzate le varie misure. A riguardo viene valutata come opportunit\u00e0 positiva il ddl relativo alla Stabilit\u00e0 2016 laddove mette a disposizione risorse da collocare in un piano pluriennale di riordino delle misure verso uno strumento unificato, semplifica le procedure di cessione gratuita dei cibi deperibili,\u00a0 e in via\u00a0 sperimentale\u00a0 prevede\u00a0 l\u2019istituzione di un\u00a0Fondo\u00a0per il contrasto della povert\u00e0 educativa\u00a0alimentato da versamenti effettuati dalle\u00a0fondazioni bancarie.(XVI)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello delle \u201crivitalizzate\u201d <strong>societ\u00e0 di mutuo soccorso (XVII) <\/strong>(oltre cento) pu\u00f2 essere assunto come\u00a0<em> indicatore <\/em>di possibile espansione del SW nella sanit\u00e0 in termini sussidiari.\u00a0 Enti, con una lunga tradizione nella mutualit\u00e0 in rapporto a territori e a esperienze associative, possono, da una parte, a concorrere all\u2019obiettivo di far accedere alle prestazioni non supportate dal servizio sanitario nazionale persone non coperte da sistemi contrattuali, dall\u2019altra, cimentarsi con servizi domiciliari di assistenza socio sanitaria.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le potenzialit\u00e0 sono attualmente espresse in modo limitato: si registra un bacino di utenza tra iscritti e familiari inferiore al milione di persone. C\u2019\u00e8 da superare la difficolt\u00e0 nell\u2019 incremento di nuovi iscritti e quindi le condizioni di sostenibilit\u00e0 economica. Si aggiunge a ci\u00f2 la minaccia proveniente dal rapido sviluppo di mutue sanitarie \u201cspurie\u201d, in aggiunta alla competizione con le compagnie di assicurazione, peraltro interessate a dotarsi di proprie mutue in campo sanitario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Indicatore<\/em> che conferma l\u2019espansione del SW \u00e8 il <strong>settore non profit<\/strong>. Ha dato segni di\u00a0 vitalit\u00e0 sul terreno\u00a0 della solidariet\u00e0, dell\u2019assistenza, dell\u2019occupazione, in particolare femminile. Ha svolto come Terzo settore un importante ruolo di <em>advocacy\u00a0<\/em> in merito agli strumenti di contrasto alla povert\u00e0 assoluta con la proposta ed il sostegno al REIS.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le attivit\u00e0 delle <strong>Fondazioni di origine bancaria<\/strong> sono senz\u2019altro assumibili a<em> indicatore<\/em> di sviluppo del SW. Non \u00e8 tanto rilevante l\u2019incremento del loro patrimonio contabile (41 miliardi, pi\u00f9 1%\u00a0 riferito al 2014), n\u00e9 il totale dei proventi (\u00a0 2,271 miliardi, pi\u00f9 52,6%).\u00a0 Rilevante \u00e8 la distintiva attivit\u00e0 istituzionale indirizzata all\u2019ambito sociale: le erogazioni del 2014, inclusi gli accantonamenti ai fondi speciali per il volontariato, si sono attestate a 911,9 milioni di euro per 22 805 interventi ( 884,8 milioni di euro e\u00a0 22 334 interventi nel 2013). Nel 2014, dopo <em>Arte, Attivit\u00e0 e Beni culturali <\/em>(al primo posto) si colloca il welfare:\u00a0<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>1.settore\u00a0 V<em>olontariato Filantropia e Beneficenza <\/em>con erogazioni pari a 131,7 milioni di euro e 2 812 iniziative,<\/li>\n<li>2.settore <em>Assistenza Sociale<\/em>, con erogazioni pari a 123,6 milioni di euro e 2 385 interventi<\/li>\n<li>3.settore <em>Educazione, Istruzione e Formazione <\/em>con erogazioni pari 120,9 milioni di euro.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Risultati sono ancora pi\u00f9 rilevanti visto l\u2019incremento del 20% di tassazione introdotta dalla Legge di Stabilit\u00e0 per il 2015.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro attore che potrebbe contribuire allo sviluppo del SW sono le <strong>fondazioni di comunit\u00e0 (XVIII). <\/strong>Non esistono indagini nazionali a riguardo. Ma la composizione della <em>governance<\/em> a cui partecipano soggetti territoriali, le formazione del patrimonio, il finanziamento delle attivit\u00e0 dirette a soggetti gestori del privato sociale territoriale configurano potenzialit\u00e0 interessanti nel SW.\u00a0 Sono soprattutto criticit\u00e0 interne alla gestione, alla pianificazione strategica delle attivit\u00e0, alla comunicazione e al confronto delle esperienze che interdicono molte delle potenzialit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ulteriore <em>indicatore<\/em> dello sviluppo del SW \u00e8 la crescita del numero di <strong>piattaforme di <em>crowdfunding (XIX)<\/em><\/strong>.\u00a0 Viene riportato che nel maggio 2014 si contavano\u00a0 54 piattaforme, di cui 41 attive e 13 in fase di lancio. I progetti ospitati sulle piattaforme italiane sono oltre 50 000, di cui in media circa il 35% viene finanziato. Il valore complessivo dei progetti finanziati supera i 30 milioni di euro. In Italia per ora\u00a0 sono prevalenti le piattaforme <em>lending-based (XX)<\/em>;\u00a0 in espansione anche quelle\u00a0 <em>equity-based crowdfunding\u00a0 <\/em>(9 piattaforme in\u00a0 fase di lancio ). In Italia esiste dal 2012 una regolamentazione di questo modello di\u00a0 c<em>rowdfunding (XXI)<\/em>.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ulteriore <em>indicatore<\/em> sono le fonti di <strong>finanziamenti \u201cfilantropici\u201d<\/strong>\u00a0 al SW , aggiuntive alla fondazioni bancarie, le donazioni individuali sono pari a 4,6 miliardi di euro,\u00a0 quelle fatte dalle imprese ammontano a circa 4,4 miliardi (dati riferiti al 2011). A queste vanno aggiunte le donazioni effettuate attraverso la rete della Chiesa, per un valore di 2,6 miliardi di euro. Sono 1169\u00a0 i progetti anticrisi economica\u00a0 messi in atto a livello ecclesiale per contrastare la povert\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il programma di <strong>Garanzia Giovani (XXII)<\/strong> in Italia,\u00a0 al di l\u00e0 dei limiti complessivi,\u00a0 ha riservato una parte interessante il SW: tra le misure proposte vi \u00e8 il <strong>servizio civile<\/strong> dei giovani, prevalentemente attuato dal Terzo settore. Il programma ha messo a disposizione risorse per la copertura di 5 504 nuovi posti nel 2015.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un ambito di ritardo di sviluppo delle potenzialit\u00e0 del SW \u00e8 quello dei <strong>servizi alla persona<\/strong> a fronte dei fabbisogni collegati all\u2019invecchiamento della popolazione, alle politiche di conciliazione lavoro famiglia, alla trasformazione dei nuclei familiari, alla necessit\u00e0 di sviluppo e qualificazione del lavoro di cura. Si auspica a riguardo l\u2019istituzione di \u201c<em>un sistema di voucher, di buoni-acquisto convenienti per chi compra e per chi vende (privati o terzo settore) grazie a un sussidio pubblico incorporato nel buono e ad agevolazioni fiscali (come l\u2019abbattimento Iva<\/em>)\u201d . Di fatto significa\u00a0 procedere con quanto previsto dalla Legge di Stabilit\u00e0 2016 e con il ddl per l\u2019istituzione del voucher universale proposto dal senatore Santini ed altri. Rimane aperta la questione se agevolazioni e semplificazioni sono sufficienti allo sviluppo di un settore qualificato dei servizi alla persona o se non occorre una pi\u00f9 complessa azione di sistema che preveda una <em>governance<\/em> multidimensionale (che sia nelle condizioni di gestire competenze varie) e multilivello (che metta assieme livelli istituzionali diversi) e naturalmente una partnership pubblico privato, un piano pluriennale, una dotazione di risorse dedicate, un\u2019agenzia con capacit\u00e0 d\u2019intervento nazionale, un sistema di accreditamento per gli attori della gestione economica e delle attivit\u00e0 di formazione, un sistema di convenzioni operative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In fase conclusiva, a fronte delle realizzazioni nel rapporto vengono indicate \u201czone d\u2019ombra\u201d.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel <em>Primo Rapporto sul SW 2013 <\/em>ne venivano individuate cinque: i) il rischio di un \u201cincastro distorto\u201d fra primo e SW; ii) la difficolt\u00e0 di \u201cfare sistema\u201d; iii) la disparit\u00e0 territoriale; iv) la debolezza dei meccanismi di monitoraggio e valutazione; v) l\u2019incompiuta adesione al paradigma dell\u2019investimento sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune persistono rispetto al primo rapporto: eterogeneit\u00e0, frammentazione, diffusione a macchia di leopardo degli interventi, disparit\u00e0 fra Nord e Sud, esacerbate dalla crisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altre sono nuove: gli ostacoli normativi; scarsa consapevolezza delle potenzialit\u00e0; modesto investimento sulla comunicazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A riguardo viene sostenuta la strategia sui volani interni ed esterni.\u00a0 Tra i primi sono indicati prioritariamente:\u00a0 a) espansione e articolazione degli strumenti di finanza sociale, per canalizzare risorse verso gli attori e le iniziative di SW; b) la messa a punto di canali e veicoli per l\u2019estensione delle \u201creti\u201d e la diffusione di conoscenze e buone pratiche all\u2019interno di tutto il territorio nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i volani esterni: a) la realizzazione di riforme che aprano spazi e incentivino le partnership fra pubblico, privato e terzo settore, da un lato, e dall\u2019altro facilitino lo sviluppo del welfare integrativo e assicurativo. In concreto: riforma del Terzo Settore, introduzione del voucher universale servizi alla persona, realizzazione di un fisco pro welfare, introduzione del reddito minimo garantito, attuazione del Jobs Act per quanto riguarda le politiche dell\u2019impiego e di conciliazione vita personale \u2013 lavoro; b) l\u2019introduzione di forme di monitoraggio e valutazione dell\u2019impatto sociale, per orientare attori e politiche di SW e per identificare e valorizzare iniziative e sperimentazioni che siano efficienti, eque, efficaci, coerenti (e sostenibili).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Alcune considerazioni<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In termini complessivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nulla da obiettare rispetto alla categoria interpretativa del SW, sia nella definizione che nelle componenti distintive di tipo privato proposte (attori; ambiti integrativi, complementari, sussidiari, risorse; volani interni ed esterni; incastri; verifiche di coerenza).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un apprezzamento quindi\u00a0 allo sforzo di dare sistematicit\u00e0 e prospettive di concretezza ad un\u2019area del welfare in una situazione di risorse pubbliche calanti e di responsabilizzazione civile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualche dubbio sull\u2019inquadramento in questa categoria di qualche esperienza\/processo, ad esempio il Caso dei servizi d\u2019infanzia del Comune di Bologna(XXIII). Non si tratta di una fattispecie di societ\u00e0 pubblica partecipata?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La qualit\u00e0 integrativa, complementare, sussidiaria ha forse una necessit\u00e0 ulteriore nel precisare livelli di riferimento. In maniera pi\u00f9 pressante se si enfatizza la dimensione territoriale delle reti integrate\u00a0 e si contemplano processi settoriali quali la contrattazione. Questo \u00e8 solo prerogativa del pubblico? Che comunque \u00e8 utile supportare nelle scelte.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 implicita (e condivisibile)\u00a0 la considerazione del finanziamento alle politiche sociali come investimento. Ci\u00f2 non \u00e8 automatico nei processi di sostegno economico. Sarebbe utile un diffuso ricorso alla esplicitazione nelle analisi e alle valutazioni delle esperienze in atto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pur trattandosi di risorse di tipo privatistico, pi\u00f9 o meno supportate da sistemi agevolativi pubblici, sarebbe utile &#8211; in termini complementari alla concezione di investimento sociale -privilegiare, per quanto possibile, strategie e misure proprie dell\u2019assistenza generativa e delle sue necessit\u00e0 di riqualificazione \/ ristrutturazione. Per evitare la prassi che tutto si aggiunge.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque condivisibili le proposte conclusive rispetto agli interventi legislativi.( Poi rimane lo snodo dell\u2019interpretazione applicazione amministrativa).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>NOTE<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>I &#8211; Vedi F. Maino e M. Ferrera (a cura di) (2015), Secondo Rapporto sul secondo welfare in Italia 2015, Torino, Centro di<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>Ricerca e Documentazione Luigi Einaudi<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>II &#8211; Percorsi di secondo welfare \u00e8 un<strong>\u00a0laboratorio di ricerca\u00a0<\/strong>nato nell\u2019aprile 2011 su iniziativa del\u00a0<a href=\"http:\/\/www.centroeinaudi.it\/%22%20%5Ct%20%22_blank\">Centro di Ricerca Luigi Einaudi di Torino<\/a>\u00a0in collaborazione con l\u2019<a href=\"http:\/\/www.unimi.it\/%22%20%5Ct%20%22_top\">Universit\u00e0 degli Studi di Milano<\/a>. Si propone di\u00a0<strong>ampliare e diffondere il dibattito sul secondo welfare in Italia\u00a0<\/strong>studiando, approfondendo e raccontando dinamiche ed esperienze capaci di coniugare il ridimensionamento della spesa pubblica con la tutela dei nuovi rischi sociali, in particolare attraverso il coinvolgimento crescente di attori privati e del terzo settore.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>III &#8211; Vedi \u00a0 <a href=\"http:\/\/secondowelfare.it\/primo-rapporto-2w\/primo-rapporto-sul-secondo-welfare.html\">http:\/\/secondowelfare.it\/primo-rapporto-2w\/primo-rapporto-sul-secondo-welfare.html<\/a><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>IV &#8211; Nell\u2019introduzione del rapporto si ricorda che:\u00a0 \u201cIn un\u2019inchiesta del Corriere, Dario Di Vico intendeva attribuire un nome a una nuova generazione di politiche sociali, sviluppate al di fuori del perimetro pubblico, che \u00abintrecciando le esperienze degli enti locali, delle fondazioni e delle aziende pu\u00f2 aspirare ad aggiungere cinque punti di Pil di spesa sociale ai 27 finanziati ora dal welfare statale\u00bb. Negli anni successivi, l\u2019espressione si \u00e8 progressivamente arricchita sul piano concettuale ed empirico ed \u00e8 oggi diventata un\u2019apprezzata categoria interpretativa, sempre pi\u00f9 spesso utilizzata nel nostro dibattito pubblico\u201d<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>VI &#8211; Cross border = transfrontalieri<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>\u00a0VII &#8211; Da Wikipedia. \u201cIl\u00a0<strong>social impact bond<\/strong>, conosciuto anche come\u00a0Pay for Success Bond, \u00e8 uno\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Strumenti_finanziari%22%20%5Co%20%22Strumenti%20finanziari\">strumento finanziario<\/a>\u00a0finalizzato alla raccolta, da parte del\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Settore_pubblico%22%20%5Co%20%22Settore%20pubblico\">settore pubblico<\/a>, di finanziamenti privati. La remunerazione del capitale investito tramite questi strumenti \u00e8 agganciata al raggiungimento di un determinato risultato sociale. In un modello di Social Impact Bond realizzato correttamente, il raggiungimento del risultato sociale previsto produrr\u00e0 infatti un risparmio per la Pubblica Amministrazione e quindi un margine che potr\u00e0 essere utilizzato per la remunerazione degli investitori.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>L&#8217;idea dei Social Impact Bond \u00e8 stata promossa e sviluppata da agenzie ed individui alla ricerca di soluzioni al paradosso per cui \u00e8 possibile conseguire ingenti risparmi di fondi pubblici prevenendo o intervenendo nelle prime fasi in cui si generano i problemi sociali o sanitari, piuttosto che gestendo le fasi di crisi. Se non che \u00e8 spesso difficile se non impossibile reperire finanziamenti per realizzare tali interventi.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>In Gran Bretagna, il Prime Minister&#8217;s Council on Social Action (un gruppo di consiglieri del Governo Britannico esperti di innovazione provenienti da diversi settori) \u00e8 stato chiamato nel 2007 ad esplorare modelli alternativi per finanziare azioni di intervento nel settore sociale. Il Gruppo ha iniziato a sviluppare l&#8217;idea del Social Impact Bond ed il lavoro \u00e8 stato seguito con interesse da diverse organizzazioni\u201d.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>VIII &#8211;\u00a0 vedi l\u2019introduzione di M. Ferrera<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>\u00a0IX &#8211; Incastri virtuosi sono definibili quelli che non sostituiscono ci\u00f2 che gi\u00e0 c\u2019\u00e8, contribuendo cos\u00ec a duplicare e frammentare l\u2019offerta, ma quelli che perseguono l\u2019integrazione e la complementariet\u00e0 ampliando la gamma dei servizi, il grado di flessibilit\u00e0 degli interventi, la capacit\u00e0 di risposta ai bisogni con una forte attenzione al tema della sostenibilit\u00e0. Vedi M.Ferrera. Citato.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>X &#8211;\u00a0 I contenuti del Secondo Rapporto sul secondo welfare sono i seguenti. Cliccando sui singoli titoli ci si collega al testo.<strong>\u00a0<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em><strong>INTRODUZIONE<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em><a href=\"http:\/\/secondowelfare.it\/edt\/file\/00_introduzione_Ferrera_2R2W.pdf%22%20%5Ct%20%22_blank\"><strong>Introduzione<\/strong><\/a><a href=\"http:\/\/secondowelfare.it\/edt\/file\/introduzione_Ferrera_2R2W.pdf%22%20%5Ct%20%22_blank\"><strong><br \/> <\/strong><\/a>di Maurizio Ferrera<\/em><\/span><br \/><span style=\"font-size: x-small;\"><em> \u00a0<strong>IL CONTESTO<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><span style=\"font-size: x-small;\"><em>1.<a href=\"http:\/\/secondowelfare.it\/edt\/file\/01_Maino_2R2W(1).pdf%22%20%5Ct%20%22_blank\"><strong>Secondo welfare e territorio: risorse, prestazioni, attori, reti<\/strong><\/a><br \/> di Franca Maino<\/em><\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em><strong>PROTAGONISTI STRUMENTI E POLITICHE<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><span style=\"font-size: x-small;\"><em>2.<a href=\"http:\/\/secondowelfare.it\/rapporti\/2r2w\/capitolo-2.html%22%20%5Ct%20%22_blank\"><strong>Il welfare aziendale in Italia: tempo di una riflessione organica<\/strong><\/a><strong>\u00a0<br \/> <\/strong>di Giulia Mallone<\/em><\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: x-small;\"><em>3.<a href=\"http:\/\/secondowelfare.it\/rapporti\/2r2w\/capitolo-3.html%22%20%5Ct%20%22_blank\"><strong>Bilateralit\u00e0 e welfare contrattuale: quale ruolo per i territori?<\/strong>\u00a0<\/a><\/em><\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: x-small;\"><em>\u00a0 \u00a0 \u00a0 di Federico Razetti<\/em><\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: x-small;\"><em>4.<a href=\"http:\/\/secondowelfare.it\/rapporti\/2r2w\/capitolo-4.html%22%20%5Ct%20%22_blank\"><strong>La mutualit\u00e0 di territorio: le societ\u00e0 di mutuo soccorso nella sanit\u00e0 integrativa<\/strong><\/a><br \/> di Barbara Payra<\/em><\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: x-small;\"><em>5.<a href=\"http:\/\/secondowelfare.it\/rapporti\/2r2w\/capitolo-5.html\"><strong>Il sostegno alla domanda di servizi alla persona e alla famiglia<\/strong><\/a>\u00a0<br \/> di Simone Cerlini e Alessandro Venturi<\/em><\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: x-small;\"><em>6.<a href=\"http:\/\/secondowelfare.it\/rapporti\/2r2w\/capitolo-6.html%22%20%5Ct%20%22_blank\"><strong>Reti territoriali per la conciliazione e alleanze locali in Lombardia<\/strong><br \/> <\/a>di Michela Gobbo e Franca Maino<\/em><\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: x-small;\"><em>7.<a href=\"http:\/\/secondowelfare.it\/rapporti\/2r2w\/capitolo-7.html%22%20%5Ct%20%22_blank\"><strong>I servizi per l\u2019infanzia comunali nella crisi e il caso del Comune di Bologna<\/strong><\/a><br \/> di Stefano Neri<\/em><\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: x-small;\"><em>8.<a href=\"http:\/\/secondowelfare.it\/rapporti\/2r2w\/capitolo-8.html%22%20%5Ct%20%22_blank\"><strong>Lotta alla povert\u00e0 e secondo welfare<\/strong><\/a>\u00a0<br \/> di Chiara Agostini<\/em><\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: x-small;\"><em>9.<a href=\"http:\/\/secondowelfare.it\/rapporti\/2r2w\/capitolo-9.html%22%20%5Ct%20%22_blank\"><strong>Gli empori della solidariet\u00e0 nel contrasto alla povert\u00e0 alimentare<\/strong><br \/> <\/a>di Chiara Lodi Rizzini<\/em><\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: x-small;\"><em>10.<a href=\"http:\/\/secondowelfare.it\/rapporti\/2r2w\/capitolo-10.html%22%20%5Ct%20%22_blank\"><strong>Lost in implementation? Limiti e prospettive della Garanzia giovani in Italia<\/strong><\/a><br \/> di Patrik Vesan<\/em><\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: x-small;\"><em>11.<a href=\"http:\/\/secondowelfare.it\/rapporti\/2r2w\/capitolo-11.html%22%20%5Ct%20%22_blank\"><strong>Fondazioni di comunit\u00e0 e imprese: una sinergia che fa bene ai territori<\/strong><\/a><br \/> di Lorenzo Bandera<\/em><\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: x-small;\"><em>12.<a href=\"http:\/\/secondowelfare.it\/rapporti\/2r2w\/capitolo-12.html%22%20%5Ct%20%22_blank\"><strong>Buone pratiche di progettazione partecipata: il sistema delle cure a domicilio a Novara<\/strong><\/a>\u00a0<br \/> di Franca Maino<\/em><\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: x-small;\"><em>13.<a href=\"http:\/\/secondowelfare.it\/rapporti\/2r2w\/capitolo-13.html%22%20%5Ct%20%22_blank\"><strong>Social impact bond: nuovi schemi negoziali tra misurazione d\u2019impatto e finanza strutturata<\/strong><\/a>\u00a0<br \/> di Giulio Pasi<\/em><\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em><strong>LE PROSPETTIVE<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em><a href=\"http:\/\/secondowelfare.it\/edt\/file\/14_conclusioni_Maino_Ferrera_2R2W.pdf%22%20%5Ct%20%22_blank\"><strong>Conclusioni: bilancio e prospettive<br \/> <\/strong><\/a>di Franca Maino e Maurizio Ferrera\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>\u00a0XI &#8211; Vedi Giulia Mallone. Citata.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>\u00a0XII &#8211; Vedi Giulia Mallone. Citata.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>\u00a0XIII &#8211; Vedi. M.Conclave, Stabilit\u00e0 2016 e politiche sociali, in Newsletter Nuovi Lavori n.162 del 10\/11\/2015.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>\u00a0XIV &#8211; Vedi Federico Razzetti. Citato\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>\u00a0XV &#8211; Per quanto riguarda la lotta alla povert\u00e0, vedi Chiara Agostini, citata. Per gli empori della solidariet\u00e0 vedi Chiara Lodi Rizzini, citata.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>\u00a0XVI &#8211; Vedi M.Conclave, citato.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>\u00a0XVII &#8211; Vedi Barbara Payra, citata.\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>\u00a0XVIII &#8211; Vedi Lorenzo Bandera. citato<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>\u00a0XIX &#8211; Da Wikipedia .\u00a0 \u201cLe piattaforme di crowdfunding\u00a0sono siti web che facilitano l\u2019incontro tra la domanda di finanziamenti da parte di chi promuove dei progetti e l\u2019offerta di denaro da parte degli utenti. Le piattaforme di crowdfunding si possono distinguere in generaliste, che raccolgono progetti di ogni area di interesse, e verticali (o tematiche), specializzate in progetti di particolari settori\u201d. Per quanto riguarda la regolamentazione delle piattaforme vedi <a href=\"http:\/\/www.italiastartup.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/equity_crowdfunding_1.pdf\">http:\/\/www.italiastartup.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/equity_crowdfunding_1.pdf<\/a><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>XX &#8211;\u00a0 Il lending-based crowdfunding consiste nella raccolta di denaro tramite internet, e nella sua\u00a0erogazione in forma di prestito ad un\u2019ampia serie di mutuatari, a fronte di un corrispettivo\u00a0finanziario.\u00a0La raccolta viene intermediata da una piattaforma web, remunerata per l\u2019attivit\u00e0 di analisi,\u00a0selezione, distribuzione dei finanziamenti e per il servizio di incasso delle rate pagate dai\u00a0soggetti finanziati. \u00a0Il modello lending-based\u00a0 ha due specificazioni:a) il modello classico prevede che il finanziatore\u00a0presta direttamente il denaro a ciascun mutuatario (sia pure con l\u2019ausilio della piattaforma);b) il modello totalmente intermediato dalla piattaforma prevede invece che il finanziatore\u00a0investa in un veicolo che eroga il credito ai vari mutuatari, assorbendo i rischi di insoluto e\u00a0gestendo le relative azioni di recupero.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>Si tratta del modello di crowdfunding che ha la maggior maturit\u00e0 in termini di esperienze\u00a0internazionali e gi\u00e0 una discreta stabilit\u00e0 a livello normativo. In Italia, trattandosi di intermediazione creditizia, l\u2019attivit\u00e0 \u00e8 sottoposta alla normativa sul\u00a0credito e alla vigilanza della Banca d\u2019Italia. Vedi <a href=\"http:\/\/www.crowdfundinginitaly.com\">www.crowdfundinginitaly.com<\/a>.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>XXI &#8211; Si parla di \u201c<strong>equity-based crowdfunding<\/strong>\u201d quando tramite l\u2019investimento on-line si acquista un vero e proprio titolo di partecipazione in una societ\u00e0: in tal caso, la \u201cricompensa\u201d per il finanziamento \u00e8 rappresentata dal complesso di diritti patrimoniali e amministrativi che derivano dalla partecipazione nell\u2019impresa. Vedi <a href=\"http:\/\/www.consob.it\/main\/trasversale\/risparmiatori\/investor\/crowdfunding\/index.html\">http:\/\/www.consob.it\/main\/trasversale\/risparmiatori\/investor\/crowdfunding\/index.html<\/a><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>\u00a0XXII &#8211; VediPatrik Vesan. Citato.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>XXIII &#8211; Vedi Stefano Neri. Citato<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presentato a Torino il 27 novembre scorso, il Rapporto sul Secondo Welfare (I),\u00a0 collegato al lavoro dell\u2019omonimo\u00a0 Laboratorio (II), sviluppa ed arricchisce i risultati del primo rapporto (III), presentato circa due anni prima, trattando diversi fenomeni, esperienze e tendenze che possono essere contemplati dalla definizione di secondo welfare (SW). Verso una definizione. 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