{"id":1502,"date":"2016-01-25T19:20:35","date_gmt":"2016-01-25T18:20:35","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/troppi-i-condizionamento-dell-europa-alla-legge-di-stabilita\/"},"modified":"2016-01-25T19:20:35","modified_gmt":"2016-01-25T18:20:35","slug":"troppi-i-condizionamento-dell-europa-alla-legge-di-stabilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/troppi-i-condizionamento-dell-europa-alla-legge-di-stabilita\/","title":{"rendered":"Troppi i condizionamenti dell&#8217; Europa alla Legge di Stabilita&#8217;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Dopo l&#8217;approvazione della legge di stabilit\u00e0, con i suoi punti interessanti e con i suoi limiti, occorre innanzitutto porre l&#8217;attenzione sulle modalit\u00e0 attuative dei provvedimenti contenuti in modo da evitare che i tagli previsti dalla manovra finiscano per scaricarsi, come purtroppo spesso accade, su chi occupa l&#8217;ultimo anello della scala sociale, i cittadini pi\u00f9 deboli.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stante l&#8217;attuale regime di austerit\u00e0 non ci si deve stupire del fatto che i governi usino criteri piuttosto sommari per decurtare i bilanci dei loro ministeri, questi ultimi poi si rivalgano con dei tagli sui trasferimenti agli Enti Locali e questi, a loro volta, alle imprese o alle cooperative che realizzano opere o servizi pubblici. Sarebbe interessante monitorare per ogni milione di tagli, quanto costituisce un effettivo risparmio, quanto incide su una migliore organizzazione e sulla riduzione degli spechi e quanto invece ricade come una tegola sulla testa di chi \u00e8 nel bisogno, privandolo di servizi o di agevolazioni di vitale importanza.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che si avverte \u00e8 che gran parte dei tagli, sostanzialmente trascurabili sulle fasce pi\u00f9 forti, si traducono di fatto in pesanti sacrifici per i ceti medio bassi e in abbandono dei pi\u00f9 poveri. Tutto ci\u00f2 non fa che aumentare le disuguaglianze, senza peraltro giovare agli obiettivi contabili che le politiche austeritarie dicono di voler perseguire. Queste al contrario, oltre a soffocare l&#8217;economia, causano nel contempo un peggioramento dei conti pubblici. Non va dimenticato che il rapporto debito\/pil in Italia \u00e8 passato dal 116,4% del 2011 al 132,3 del 2014.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questi tempi di austerit\u00e0 insensata ed irresponsabile, i governi europei sono messi nella condizione di fare a gara a chi riesce meglio a ridurre gli investimenti per lo sviluppo, per lo stato sociale, per il lavoro. Sono considerati virtuosi i governi che si inchinano davanti al feticcio della stabilit\u00e0, ed invece sono guardati con sospetto quei tentativi di dare un po&#8217; di ossigeno alle famiglie e alle imprese, stremate da politiche che producono deflazione, disoccupazione e prolungamento della crisi. Chi addirittura riesce a raggiungere ingenti avanzi di bilancio, che non utilizza per nessun tipo di investimento, e da cui non viene alcun bene, si considera il primo della classe e pretende di dare lezioni a tutti gli altri. Un comportamento sciocco e tragico nel contempo. Non si pu\u00f2 che concordare con le riserve che l&#8217;ex presidente della Commissione Europea Romano Prodi esprime sulle politiche europee subordinate agli interessi tedeschi, che ha ribadito il 10 gennaio scorso in questi termini: \u00abAnche i tedeschi dovrebbero tuttavia rendersi conto che la continuazione di questa politica di dominio finir\u00e0 col distruggere l\u2019Europa e quindi la stessa Germania\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 in tal modo si preclude all&#8217;Europa la via della ripresa, che passa attraverso la creazione di un minimo di inflazione e di un giusto indebitamento per un piano straordinario per il lavoro e per lo sviluppo. All&#8217;Italia, nel momento particolarmente critico del 2011, addirittura \u00e8 stato imposto di inserire il pareggio di bilancio in Costituzione. Lo stesso mutamento del linguaggio per indicare la legge di bilancio dello Stato, da \u201cfinanziaria\u201d a \u201clegge di stabilit\u00e0\u201d \u00e8 espressione di una intransigenza ideologica allarmante quanto inconsistente nel suo contenuto. Chi pu\u00f2 mai pensare seriamente che lo scopo di una legge di bilancio possa essere di tipo meramente contabile? \u00c8 una enorme assurdit\u00e0 che sta provocando delle conseguenze gravissime, impedendo agli stati di adottare politiche espansive. Proseguendo per questa via la ripresa non arriva, i consumi non salgono, i posti di lavoro non smettono di calare, non si riesce a riattivare un livello fisiologico di inflazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo quadro tutt&#8217;altro che propizio, vanno senz&#8217;altro riconosciuti i tentativi del governo per quantomeno attenuare l&#8217;austerit\u00e0. Tentativi che in alcuni casi si sono tradotti in risorse a sostegno delle famiglie, del sociale, delle imprese, della ripresa dei consumi. Da qualche parte si \u00e8 parlato di mance elettorali, ma i diversi tipi di <em>bonus<\/em> vanno comunque nella direzione di dare pi\u00f9 reddito ai ceti medio bassi,\u00a0 anche se si sarebbero potuti attuare con maggiore equit\u00e0, iniziando da chi sta peggio. Ma soprattutto va sostenuta l&#8217;iniziativa del nostro Paese nell&#8217;ambito dell&#8217;Unione Europea e dell&#8217;Eurozona per il superamento delle politiche di austerit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sono infatti i populismi a minare l&#8217;Europa. Al contrario sono le attuali politiche tecnocratiche cieche ed insensibili sia alle istanze sociali che a quelle del mondo del lavoro e della produzione, a creare un crescente malcontento, a destabilizzare economicamente e socialmente l&#8217;Europa. I populismi sono prodotti dalla sostituzione del progetto di integrazione europea e dei suoi ideali di giustizia e di pace, con gli interessi delle <em>\u00e8lites<\/em> economiche e finanziarie transanzionali. Le banche d&#8217;affari che dettano le politiche economiche e monetarie all&#8217;Europa, sono la prima causa dei populismi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo quadro, la legge di stabilit\u00e0 2016 appare decisamente ispirata a criteri riformisti, anche se in misura insufficiente a quanto la situazione richiederebbe. Va riconosciuto che questo intento riformatore ha incontrato i limiti di una politica economica e monetaria europea che, se non verr\u00e0 presto cambiata, trasciner\u00e0 l&#8217;intero continente nel baratro.Fra questi limiti va ricordato l&#8217;assoluta arbitrariet\u00e0 dei vincoli europei di bilancio. Non vi \u00e8 infatti alcuna precisa ragione economica per la quale, ad esempio, il limite del rapporto deficit\/pil\u00a0 debba essere fissato al 3% anzich\u00e9 al 2 al 4 o all&#8217;8%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi sono poi delle politiche monetarie che appaiono principalmente preoccupate di gratificare la speculazione finanziaria trascurando la gravit\u00e0 in cui versa l&#8217;economia reale in Europa. Il piano straordinario di immissione di liquidit\u00e0 (<em>quantitative easing<\/em>) che la Bce continua a prolungare almeno fino al 2017, ha avuto sinora come beneficiarie solo le banche, le quali assorbono questi immensi aiuti anzich\u00e9 metterli in circolo nell&#8217;economia reale. Da un recente rapporto del Cer (Centro Europa Ricerche) sull&#8217;efficacia del<em> quantitative easing<\/em> risulta che a fine 2015 ben il 66% delle risorse erogate \u00e8 stato ridepositato dalle banche piuttosto che essere utilizzato nell\u2019economia reale. Pensiamo quali migliori margini di manovra avrebbe avuto il governo, se anche solo un terzo delle centinaia di miliardi di Euro immessi dalla Bce nei bilanci delle banche fosse andato direttamente agli stati dell&#8217;Eurozona, in termini di investimenti per il lavoro, di nuovo welfare, di riduzione della pressione fiscale. Un massiccio trasferimento di nuova moneta direttamente all&#8217;economia reale \u00e8 ci\u00f2 che si impone, se si vuole tentare una terapia d&#8217;urto contro la recessione in Europa prima che sia troppo tardi.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro atto di miopia, nonch\u00e8 di cattiveria, \u00e8 stato compiuto dall&#8217;Europa sulle norme dei salvataggi bancari. \u00c9 clamoroso che la Bce in questi anni abbia accettato qualunque tipo di titolo tossico, qualunque rifiuto prodotto dalla speculazione finanziaria a garanzia dei finanziamenti alle banche; in altri termini, che abbia salvato con immense quantit\u00e0 di denaro pubblico i grandi speculatori internazionali e poi pretenda che i piccoli risparmiatori sputino l&#8217;anima e il sangue, proibendo di salvare i loro risparmi. Queste sono scelte che minano il futuro dell&#8217;Europa, che hanno impedito all&#8217;Italia di attuare il salvataggio dei risparmiatori e che hanno costretto il Governo ad inserire opportunamente in finanziaria un fondo salva risparmiatori che tuttavia non risulta sufficiente a risarcire integralmente gli investitori delle quattro banche locali in crisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro limite europeo all&#8217;efficacia di questa finanziaria viene indirettamente da elementi di politica internazionale. Colpisce il fatto che l&#8217;Europa pur di fronte ad una crisi economica e sociale tanto grave compia delle scelte tanto autolesioniste di dissipazione di risorse e di relazioni, come quelle costituite dal blocco del progetto del gasdotto <em>South Stream<\/em>, di vitale interesse per l&#8217;economia italiana, e quella del rinnovo per il prossimo semestre delle sanzioni alla Russia, che danneggia gli interessi commerciali dei Paesi europei in uno dei naturali e pi\u00f9 promettenti mercati di sbocco dei loro prodotti. L&#8217;Italia non ha mancato di far notare in sede comunitaria la stranezza e l&#8217;insensatezza di queste decisioni. Dalle risposte che otterr\u00e0 si misurer\u00e0 il grado di influenza del nostro Paese ed insieme le possibilit\u00e0 di ripresa dell&#8217;intera Unione Europea.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va da s\u00e9 che questo quadro accidentato abbia finito per limitare i reali intenti riformisti di questa finanziaria. Come nel caso della lotta alla povert\u00e0 per la quale la legge di stabilit\u00e0 accoglie il progetto di un Piano nazionale strutturale ed articolato in pi\u00f9 anni, cos\u00ec come proposto dall&#8217;Alleanza contro la povert\u00e0. Va riconosciuto al Governo un cambio di passo e va nel contempo ricordato che \u00e8 ancora troppo esigua la platea di quanti potranno beneficiare di tali interventi. Per questo sar\u00e0 fondamentale il lavoro tra governo, enti locali, terzo settore\u00a0 con cui avviare questo piano di lotta alla povert\u00e0\u00a0 in modo da ampliare il pi\u00f9 possibile il numero dei soggetti interessati. \u00a0\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Positiva l&#8217;attenzione particolare alla povert\u00e0 minorile e alle famiglie con minori disabili e il nuovo Fondo di contrasto alla povert\u00e0 educativa. Cos\u00ec pure il rilancio del servizio civile e il sostegno alla maternit\u00e0. Inoltre viene proseguita la stabilizzazione del Fondo per le politiche sociali e del Fondo per la non autosufficienza (riportato a 400 milioni ).\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il merito maggiore di questa finanziaria appare quello di aver indicato dei chiari filoni per la ripresa economica e sociale ma che per essere seguiti e realizzati in pienezza necessitano di un deciso cambio delle politiche europee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0(*) Presidente nazionale ACLI<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo l&#8217;approvazione della legge di stabilit\u00e0, con i suoi punti interessanti e con i suoi limiti, occorre innanzitutto porre l&#8217;attenzione sulle modalit\u00e0 attuative dei provvedimenti contenuti in modo da evitare che i tagli previsti dalla manovra finiscano per scaricarsi, come purtroppo spesso accade, su chi occupa l&#8217;ultimo anello della scala sociale, i cittadini pi\u00f9 deboli.\u00a0\u00a0 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1501,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-1502","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-newsletter"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Troppi i condizionamenti dell&#039; 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