{"id":1593,"date":"2016-03-22T10:30:38","date_gmt":"2016-03-22T09:30:38","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/la-citta-diventa-sostenibile-soltanto-con-il-dialogo-sociale\/"},"modified":"2016-03-22T10:30:38","modified_gmt":"2016-03-22T09:30:38","slug":"la-citta-diventa-sostenibile-soltanto-con-il-dialogo-sociale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/la-citta-diventa-sostenibile-soltanto-con-il-dialogo-sociale\/","title":{"rendered":"La citta\u2019 diventa sostenibile soltanto con il dialogo sociale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Con la Conferenza Habitat III, in programma per il 2016, le Nazioni Unite chiederanno ai leader mondiali, in coerenza con gli \u201cSustainable Development Goals\u201d approvati a settembre 2015, di rivedere l\u2019agenda sugli insediamenti umani al fine di promuovere un nuovo modello di sviluppo urbano, capace di integrare tutti gli aspetti della sostenibilit\u00e0, promuovere l\u2019equit\u00e0, il benessere e la prosperit\u00e0 condivisa in un mondo sempre pi\u00f9 urbanizzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019urgenza di un rinnovato e deciso impegno globale per politiche urbane sostenibili secondo le NU \u00e8 dettato dai fatti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2007, per la prima volta nella storia, la popolazione urbana mondiale ha superato la popolazione rurale mondiale. Nel 1950 pi\u00f9 di due terzi (70%) di persone in tutto il mondo vivevano in insediamenti rurali e meno di un terzo (30%) in insediamenti urbani. Nel 2014 la popolazione urbana ha raggiunto i 3.900 milioni, pari al 54% della popolazione mondiale. Questo dato \u00e8 destinato a crescere ulteriormente: si prevede che entro il 2050 il mondo sar\u00e0 per un terzo rurale (34%), per due terzi urbano (66%), pi\u00f9 o meno il contrario della distribuzione globale della popolazione rurale e urbana della met\u00e0 del XX secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, quasi la met\u00e0 degli abitanti della terra risiede in insediamenti relativamente piccoli, con meno di 500.000 abitanti, mentre quasi uno su otto vive in una delle 28 megalopoli con pi\u00f9 di 10 milioni di abitanti. Dal 1990 il numero di megalopoli \u00e8 quasi triplicato e si prevede che nel 2030 ben 41 agglomerati urbani saranno destinati ad ospitare almeno 10 milioni di abitanti ciascuno. A differenza di solo alcuni decenni fa, in cui la maggior parte dei pi\u00f9 grandi agglomerati urbani del mondo si trovava nelle regioni pi\u00f9 sviluppate, oggi si concentrano nel Sud del mondo e gli agglomerati a pi\u00f9 rapida crescita sono quelli di medie dimensioni, con 500.000 e fino a 1 milione di abitanti, situati in Asia e in Africa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma che cosa spinge la popolazione a trasferirsi nelle citt\u00e0 o nelle immediate vicinanze di esse?<br \/>Le ragioni sono numerose e non sono nuove. Nei paesi ancora arretrati la ricerca di migliori condizioni di vita e di reddito, che in non pochi casi significa fuga dalla fame. Nei paesi ad economia avanzata la spinta alla urbanizzazione \u00e8 la progressiva sostituzione del lavoro agricolo con le macchine.\u00a0 In tutti i casi la speranza di maggiori opportunit\u00e0 di formazione e di ascesa sociale per se stessi e soprattutto per la prole, di livelli pi\u00f9 elevati di consumi, di maggiori comodit\u00e0, pi\u00f9 divertimento, vita sociale pi\u00f9 intensa. Oggi nei paesi sottosviluppati anche le baraccopoli poste ai margini delle citt\u00e0 offrono maggiori vantaggi rispetto alle arretrate campagne. Cos\u00ec le masse rurali continuano ad affluire in citt\u00e0, pur sapendo che pochi troveranno lavoro e molti saranno gli esclusi e gli emarginati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa ricerca di condizioni di vita pi\u00f9 umane spesso si intreccia in modo inestricabile con l\u2019aspirazione ad una maggiore sicurezza a causa dei numerosi scenari di guerra e, in non pochi casi, con ragioni per cause ambientali (siccit\u00e0, carestie, alluvioni).\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In estrema sintesi le citt\u00e0 sono viste come una naturale via di uscita da condizioni di povert\u00e0 e insicurezza in quanto la vita urbana favorisce livelli pi\u00f9 alti di alfabetizzazione e di educazione, migliori condizioni di assistenza sanitaria e di accesso ai servizi sociali e maggiori opportunit\u00e0 di partecipazione culturale e politica.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, la crescita urbana se avviene in modo caotico, se non governata con intelligenza e lungimiranza, se non viene tutelato l\u2019ambiente in cui le citt\u00e0 sorgono, se non si realizzano le infrastrutture materiali e immateriali necessarie o se non vengono attuate politiche che garantiscano che i benefici della vita cittadina siano equamente condivisi, il rischio \u00e8 di vanificare gli enormi prezzi sociali pagati con l\u2019abbandono della campagna.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, infatti, nonostante i vantaggi offerti dalle citt\u00e0 siano in teoria indubbiamente maggiori, le aree urbane sono pi\u00f9 diseguali rispetto a quelle rurali e milioni di poveri \u201curbanizzati\u201d vivono in condizioni molto al di sotto degli standard. In alcune citt\u00e0, la rapida espansione urbana non pianificata o inadeguata ha portato con s\u00e9 inquinamento, degrado ambientale e produzione di consumi insostenibili. Si stima che <span>le megalopoli in tutto il mondo (citt\u00e0 con oltre 10 milioni di abitanti) consumano il 75% delle risorse energetiche e naturali del pianeta, generando l\u201980% delle emissioni di gas serra a livello globale.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quali le strategie per intervenire in questo complesso scenario che sta diventando sempre pi\u00f9 insostenibile? Indubbiamente la strada da seguire \u00e8 quella di perseguire con coerenza e perseveranza l\u2019insieme dei 17<span> Sustainable Development Goals ratificati dalle NU per il 2030.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per le citt\u00e0 l\u2019obiettivo 11 riassume le priorit\u00e0 per il 2030. In sintesi le cose da fare indicate dalle NU sono:\u00a0 eliminare le baraccopoli,\u00a0 garantendo l&#8217;accesso ad abitazioni adeguate, sicure, a prezzi accessibili dotate dei servizi di base; fornire l&#8217;accesso ai sistemi di trasporto, in particolare pubblici, sicuri, accessibili e sostenibili, migliorando la sicurezza stradale, con particolare attenzione a donne, bambini, alle persone con disabilit\u00e0 e gli anziani; garantire una pianificazione degli insediamenti umani partecipata, integrata e sostenibile; proteggere e salvaguardare il patrimonio culturale e naturale; ridurre il numero di morti, di persone colpite, le perdite economiche causate da calamit\u00e0 naturali; ridurre l&#8217;impatto ambientale della citt\u00e0, con particolare attenzione alla qualit\u00e0 dell&#8217;aria e alla gestione dei rifiuti; garantire l\u2019accesso universale alla sicurezza sanitaria, al verde e\u00a0 a spazi pubblici, in particolare per donne e bambini, persone anziane e persone con disabilit\u00e0; sviluppare sinergie positive tra aree urbane, peri-urbane e rurali rafforzando la pianificazione dello sviluppo nazionale e regionale; adottare e attuare politiche a favore della &#8216;efficienza delle risorse, la mitigazione e l\u2019adattamento ai cambiamenti climatici, rafforzando la capacit\u00e0 di resilienza alle catastrofi\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Raggiungere questi obiettivi per il 2030 non sar\u00e0 cosa semplice: la garanzia sta nella capacit\u00e0 di innalzare il livello di <em>\u201cintelligenza\u201d<\/em> delle citt\u00e0 al fine di accrescere le condizioni di benessere utilizzando sempre meno risorse naturali. Questo significa<\/span> ripensare la citt\u00e0, i suoi flussi interni, di uomini e merci, rendere l\u2019area urbana pi\u00f9 accessibile, aperta, inclusiva, pulita, a misura d\u2019uomo. Significa <span>favorire la tras<\/span>formazione dei centri urbani verso le smart city, per affrontare le criticit\u00e0 delineate attraverso l\u2019efficienza energetica, il ricorso alle fonti energetiche rinnovabili, l\u2019ottimizzazione dei consumi, il taglio delle emissioni inquinanti di ogni tipo e l\u2019uso di smart technologies. Significa rifondare il ciclo urbano su rigenerazione, riciclo e recupero di materiali di scarto. Tutte parole d\u2019ordine che nei prossimi anni non dovranno pi\u00f9 mancare nei programmi governativi locali e nazionali.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ci insegnano le esperienze gi\u00e0 in corso cinque sono i driver da assumere a riferimento per la trasformazione sostenibile delle citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0La sostenibilit\u00e0:<\/em> promuovendo comportamenti virtuosi tra i cittadini ed utilizzando il giusto mix di tecnologie \u00e8 possibile impostare una crescita sostenibile delle citt\u00e0. Molte smart city, soprattutto europee e nordamericane, stanno da tempo investendo in <em>smart mobility<\/em>: auto elettriche, trasporti pubblici locali (alimentati a combustibili a basso impatto ambientale e da motori elettrici), bicicletta, car pooling, aree pedonali. A cui si deve aggiungere la <em>smart energy<\/em>, con le <em>smart grid<\/em> e i contatori intelligenti per ottimizzare i consumi energetici, ridurre le emissioni di CO2 ed eliminare gli sprechi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0La connettivit\u00e0<\/em>: moltissime smart city in tutto il mondo vedranno aumentare notevolmente il livello di connettivit\u00e0 complessivo. Grazie all\u2019innovazione nella pianificazione urbana tale funzione sar\u00e0 possibile integrarla negli edifici (<em>smart buildings<\/em>), nelle case (<em>smart home<\/em>), negli uffici, nei mezzi di trasporto (biciclette comprese), facendo in modo che lavoro, studio, intrattenimento e comunicazione interpersonale siano sempre possibili in ogni momento e luogo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0La pianificazione<\/em>: ogni elemento in citt\u00e0 dovr\u00e0 essere pianificato e pianificabile. Non per irrigidire il paesaggio, ma per renderlo pi\u00f9 armonico e funzionale alla migliore qualit\u00e0 della vita. <em>Big data, open data, internet delle cose<\/em> e <em>app economy<\/em> assicureranno una gestione delle attivit\u00e0 quotidiane pi\u00f9 semplice, economica e sostenibile. Anche l\u2019<em>innovazione sociale <\/em>e le <em>smart community<\/em> potranno trarre vantaggio da tale tipo di attitudine: pianificare oggi i servizi di cui si ha bisogno (pubblici, privati, commerciali, turistici, culturali, per l\u2019intrattenimento e il turista) nel momento in cui si immagina la citt\u00e0 di domani. \u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<em>La Sharing Economy<\/em>: le piattaforme per la sharing economy applicate ai pi\u00f9 diversi settori economici e sociali saranno le tecnologie su cui si dovr\u00e0 fare affidamento. Questo perch\u00e9 \u00e8 nella natura delle smart city partecipare, collaborare e condividere. Dati, esperienze, informazioni, <em>best practice, case studies<\/em>, tutto \u00e8 utile nello sviluppare ed offrire servizi di nuova generazione a cittadini e imprese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<em>La Collaboration Economy<\/em>: l\u2019economia collaborativa \u00e8 un mondo molto ampio di cui fanno parte le piattaforme digitali che mettono direttamente in contatto le persone ma anche il <em>cohousing<\/em>, il <em>coworking<\/em>, l\u2019<em>open source<\/em>, le <em>social street<\/em>, fenomeni che al loro interno mostrano sfaccettature molto diverse pur promuovendo, tutte, forme di collaborazione fra pari (<em>peer economy<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Indubbiamente si tratta di una vera e propria rivoluzione dei modelli di produzione e di consumo in cui verranno coinvolti direttamente nei loro interessi, piccoli e grandi, imprese, lavoratori, cittadini. Sottovalutarne le potenzialit\u00e0 e le implicazioni sarebbe un errore molto grave. Occorre, invece, essere consapevoli che la valutazione, preventiva e condivisa, delle implicazioni che comportano queste scelte ha un significato importantissimo sulla possibilit\u00e0 di attuarle con il massimo del consenso ed efficacia.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, \u00e8 esperienza consolidata che le politiche sostenibili pur se condivise in via teorica dalla maggioranza dei cittadini, in quanto si propongono il miglioramento delle condizioni ambientali di vita, tuttavia, una volta che assumono il carattere concreto di specifici progetti, vanno ad impattare nel bene e nel male su interessi particolari, collettivi o individuali.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019analisi accorta di queste conseguenze fa capire che dalle politiche di sviluppo sostenibile alcuni settori produttivi, economici, sociali, ecc., ne verranno penalizzati mentre altri ne trarranno \u00a0 giovamento. Questo significa che alcuni interessi economici e sociali vedranno crescere le loro opportunit\u00e0 mentre altri si vedranno costretti a ridimensionare le loro aspettative. Lo stesso avviene a livello di territori, gruppi sociali, singoli individui. Come si pu\u00f2 ben capire giova a poco, per quegli interessi economici, sociali, produttivi penalizzati qui ed ora, sentirsi dire che alla fine il bilancio sar\u00e0 positivo per tutti. Saggezza vuole che le implicazioni derivanti dai programmi di trasformazione urbana e la conseguente trasformazione dei sistemi di produzione e di consumi siano preventivamente analizzati e valutati nelle loro diverse conseguenze al fine di definire il quadro delle iniziative politiche da assumere per sostenere positivamente anche i pi\u00f9 riottosi. Questo pu\u00f2 essere fatto solo con un confronto diretto e continuo dei soggetti economici, sociali e istituzionali coinvolti ai vari livelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si comprende da tutto questo emerge con chiarezza che la possibilit\u00e0 raggiungere gli obiettivi dello sviluppo sostenibile ratificati dalle NU richiede che si compiano degli sforzi per rendere pi\u00f9 efficaci i modelli di governance fino ad oggi adottati. Non si tratta di misure sconvolgenti, ma di modifiche dettate dal buon senso.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Innanzitutto a livello internazionale<\/em> occorre una pi\u00f9 decisa assunzione di responsabilit\u00e0 politica. Oggi a monitorare i progressi compiuti in tutto il mondo spetta alla Commissione delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile (CSS). Tuttavia, la partecipazione nazionale ai lavori della CSS viene gestita principalmente dai ministri e dai dipartimenti dell&#8217;ambiente, i quali non dispongono dell&#8217;autorit\u00e0 singola o collettiva di decidere l&#8217;adozione di misure efficaci in campo economico e finanziario o in settori al di fuori delle loro competenze, nonostante l&#8217;importanza cruciale di tali misure per il progresso dello sviluppo sostenibile. Risolvere questo problema \u00e8 possibile stabilendo un meccanismo pi\u00f9 efficace all&#8217;interno del sistema ONU che riunisca ministri e dipartimenti dell&#8217;economia e della finanza (e altri ministeri se necessario) al fine di concordare politiche globali e programmi d&#8217;azione in materia di sostenibilit\u00e0.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><em>A livello nazionale<\/em> occorre infondere nuovo vigore nei meccanismi tesi a promuovere lo sviluppo sostenibile. \u00c8 necessario che la responsabilit\u00e0 principale, in materia di promozione dello sviluppo sostenibile, sia chiaramente collocata nel governo e nei ministeri dell&#8217;Economia e delle finanze, con il sostegno adeguato del ministero dell&#8217;ambiente e degli altri ministeri. Occorre altres\u00ec rilanciare e aggiornare le strategie nazionali per lo sviluppo sostenibile garantendo il coinvolgimento e l&#8217;appoggio pieni delle imprese e di tutti i settori della societ\u00e0 civile. Occorre parimenti dotare gli organi consultivi, quali i Consigli Nazionali per lo Sviluppo Sostenibile, di risorse adeguate affinch\u00e9 possano contribuire pienamente all&#8217;introduzione di nuove idee e a mantenere la pressione a favore del progresso. Da questo punto di vista l\u2019Italia presenta pi\u00f9 di un elemento di criticit\u00e0 in quanto \u00e8 uno dei pochi paesi europei che non ha un Consiglio Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile e quindi \u00e8 priva di un luogo in cui i vari soggetti sociali possano misurarsi in rapporto ai reciproci interesse. L\u2019Italia, inoltre, \u00e8 priva di una politica nazionale per le aree urbane.\u00a0<\/li>\n<li><em>A livello regionale e locale<\/em>, dove si concentrano competenze fondamentali, numerosi esempi illustrano gli ottimi risultati raggiunti in tutto il mondo. Tuttavia finora i passi avanti non sono uniformi. Per ottenere un progresso pi\u00f9 diffuso si dovrebbe dare maggiore risalto e diffusione alle migliori pratiche, nonch\u00e9 incoraggiare le autorit\u00e0 nazionali a stabilire linee guida e obiettivi per i rispettivi enti regionali e locali e a sostenerli in questo impegno. In particolare \u00e8 necessario incoraggiare l\u2019adozione di strategie partecipative al fine di prevenire le ragioni di conflitto ambientale e sociale ed accrescere il consenso.<\/li>\n<li><em>Nelle aziende<\/em> negli ultimi 20 anni sono stati compiuti notevoli miglioramenti orientati sempre di pi\u00f9 verso la sostenibilit\u00e0. Il progresso \u00e8 tuttavia disomogeneo e le imprese continuano a essere condizionate dall&#8217;impegno predominante di massimizzazione dei profitti. Sulla base degli esempi migliori si pu\u00f2 considerare che sia giunto il momento di rendere obbligatorie le migliori pratiche commerciali in materia di sostenibilit\u00e0 applicandole in un campo pi\u00f9 vasto, creando una convenzione quadro sulla responsabilit\u00e0 delle imprese in materia di sostenibilit\u00e0 urbana.<\/li>\n<li><em>Nei luoghi di lavoro<\/em> nel processo di transizione allo sviluppo sostenibile spesso i lavoratori sono esposti al ricatto ambiente lavoro. Per impedire che questo ricatto induca i lavoratori su posizioni conservative in difesa di modelli produttivi inquinanti \u00e8 indispensabile che le organizzazioni sindacali, adeguatamente sostenute dalle istituzioni, si impegnino per affermare che la sostenibilit\u00e0 \u00e8 un obiettivo che si pu\u00f2 raggiungere nel tempo attraverso il governo condiviso del processo di transizione. In particolare, tenuto conto che saranno milioni i lavoratori coinvolto dalla transizione alla sostenibilit\u00e0 urbana, \u00e8 prioritario prestare una rinnovata attenzione ai programmi educativi e formativi per agevolare una partecipazione attiva ad un mercato del lavoro dai profili professionali profondamente trasformati. Per questo \u00e8 indispensabile conquistare, contrattando, le \u201cagende della transizione alla sostenibilit\u00e0\u201d nelle singole realt\u00e0 che indichino settori di intervento, interventi prioritari, risorse, tempi e sedi di confronto. Per fare questo, ancora una volta, il dialogo sociale, pilastro della cultura europea, \u00e8 sicuramente la carta vincente.\u00a0<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0(*) Forum per la promozione dello sviluppo sostenibile<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con la Conferenza Habitat III, in programma per il 2016, le Nazioni Unite chiederanno ai leader mondiali, in coerenza con gli \u201cSustainable Development Goals\u201d approvati a settembre 2015, di rivedere l\u2019agenda sugli insediamenti umani al fine di promuovere un nuovo modello di sviluppo urbano, capace di integrare tutti gli aspetti della sostenibilit\u00e0, promuovere l\u2019equit\u00e0, il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1592,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-1593","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-newsletter"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - 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