{"id":1661,"date":"2016-05-03T09:47:57","date_gmt":"2016-05-03T07:47:57","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/in-carcere-si-potrebbe-vivere-meglio\/"},"modified":"2016-05-03T09:47:57","modified_gmt":"2016-05-03T07:47:57","slug":"in-carcere-si-potrebbe-vivere-meglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/in-carcere-si-potrebbe-vivere-meglio\/","title":{"rendered":"In carcere si potrebbe vivere meglio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Due eventi &#8211; la presentazione del XII Rapporto di Antigone (1), effettuata a Roma il 15 aprile scorso, e le giornate finali degli Stati Generali dell\u2019Esecuzione penale &#8211; sono\u00a0 state fasi\u00a0 di messa a fuoco delle condizioni di detenzione in Italia e delle prospettive della relativa politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rapporto di Antigone si \u00e8 soffermato pi\u00f9 ampiamente sull\u2019analisi dello stato delle \u201cgalere\u201d, non tralasciando di fornire indicazioni e soluzioni su specifiche tematiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le giornate conclusive degli Stati Generali, tenutesi il 18 e 19 aprile &#8211; in realt\u00e0 conclusive di un percorso articolato in vari eventi &#8211; hanno prodotto, in assetto pi\u00f9 formale, approfondimenti e linee di sviluppo con gli interventi istituzionali e gli orientamenti contenuti nella relazione conclusiva.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le analisi del Rapporto di Antigone.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una prima questione messa in evidenza \u00e8 la ripresa della tendenza alla <strong><em>crescita<\/em><\/strong> del numero di persone in stato detentivo.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I detenuti sono passati dalla quantit\u00e0 di 52.164 al 31 dicembre del 2015 a quella di 53.495 alla data del 31 marzo 2016. Dopo la diminuzione del periodo precedente(2), negli ultimi tre mesi vi \u00e8 stato un incremento di 1.331 persone.<span>\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal Rapporto si evince una ripresa della crescita del <strong><em>tasso di sovraffollamento(3)<\/em><\/strong>. Si ricorderanno a riguardo i richiami della U.E. e le sentenze relative al risarcimento delle persone coinvolte. Il tasso di sovraffollamento \u00e8 del 108% secondo l\u2019amministrazione penitenziaria. Il Rapporto evidenzia che questi dati sono sottostimati in quanto non tengono conto degli istituti provvisoriamente chiusi. Confrontando il tasso tra paesi europei risulta in Germania del 81,8%, in Spagna del 85,2%. In Inghilterra e Galles del 97,2%. Solo il Belgio ha un tasso superiore con il suo 118%.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I posti letto sono, secondo i dati dell\u2019amministrazione penitenziaria, 49.545, ma non sarebbero sempre tutti realmente disponibili in quanto almeno 3.950 persone sono prive al momento di posto letto regolamentare.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poco meno di 9 mila detenuti vivono ancora in meno di 4 metri quadri pro-capite. Questo \u00e8 lo standard minimo previsto dal Comitato europeo per la prevenzione della tortura del Consiglio d\u2019Europa.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanti sono i <strong><em>detenuti in rapporto alla popolazione<\/em><\/strong>?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia ha circa 90 detenuti ogni 100 mila abitanti. In confronto la Germania presenta 77 detenuti ogni 100 mila abitanti. La Francia 118. I Paesi baltici superano i 200 detenuti ogni 100 mila abitanti. Svezia, Norvegia, Olanda, Danimarca e Finlandia invece presentano un tasso di detenzione tra i 50 e i 70 detenuti per 100 mila abitanti.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I detenuti <strong><em>condannati in via definitiva<\/em><\/strong> sono 34.580 (la popolazione complessiva \u00e8 di 53.495 a marzo 2016). In <strong><em>attesa di sentenza definitiva<\/em><\/strong> sono il 34,6% del totale.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La media europea \u00e8 del 20,4%. Dunque in Italia vi \u00e8 un surplus del 14,7% rispetto alla media dei paesi europei. In Germania la presenza di persone non condannate in via definitiva \u00e8 del 19,4%. In Inghilterra e Galles del 16,4%. Meraviglia l\u2019annotazione circa la peggiore situazione della Danimarca e dell\u2019Olanda. Il dato viene interpretato in relazione alla questione migranti. Una conferma della situazione critica della giustizia in Italia questo confronto sulla rilevanza in Italia della detenzione senza sentenza.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019<strong><em>et\u00e0 media<\/em><\/strong> dei detenuti in Italia \u00e8 di 40 anni. Il gruppo pi\u00f9 numeroso \u00e8 quello tra i 35 ed i 39 anni (15,6%). I detenuti con pi\u00f9 di 60 anni sono 3.699 (7,1%). Gli stranieri sono mediamente pi\u00f9 giovani, il gruppo pi\u00f9 numeroso \u00e8 quello di quanti hanno tra i 30 ed i 34 anni (21,2%); quelli con pi\u00f9 di 60 anni sono in tutto 198 (1,1%). La tendenza all\u2019invecchiamento della popolazione sembra diffusa anche in altri contesti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quali i <strong><em>reati<\/em><\/strong> (anche pi\u00f9 di uno specie in quelli associativi e legati alla droghe): reati contro il patrimonio (29.913), contro la persona (21.468), in violazione legge sulle droghe (17.676), violazione legge sulle armi (9.897), associazione a delinquere di stampo mafioso (6.887). In prevalenza <span>la <strong><em>durata della pena<\/em><\/strong> \u00e8 sotto i tre anni. Sono 19.037 i detenuti con questa durata (il 56% della popolazione detenuta). Gli ergastolani sono 1.633, in crescita rispetto al 2011 quando erano 1.446. Ed \u00e8 una tendenza nonostante diminuiscano gli omicidi.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il numero dei delitti \u00e8 in diminuzione. E questo conferma la questione aperta tra sicurezza reale e insicurezza percepita. Tra il 2006 e il 2014 gli omicidi volontari sono diminuiti da 621 a 475. Gli omicidi colposi da 2.148 a 1.633, i sequestri di persona da 1.608 a 1.278, le violenze sessuali da 4.513 a 4.257, lo sfruttamento della prostituzione da 1.422 a 1.100, i furti da 1.585.201 a 1.573.213 le rapine da 50.270 a 39.236.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Situazione dei detenuti stranieri.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A marzo 2016 i detenuti stranieri ammontano a 17.920, pari al 33,4% della popolazione carceraria (Italiani 35.575). In diminuzione rispetto al 2010 in termini assoluti e percentuali (24.954, il 37,1%).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I detenuti stranieri sono meno in percentuale rispetto al 2009. Percentuale superiore alla media europea, che \u00e8 del 21% circa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le nazionalit\u00e0 pi\u00f9 rappresentate sono: Marocco (16.9% del totale degli stranieri), Romania (15,9%), Albania (13,8%), Tunisia (11%), Nigeria (3,9%), Egitto (3,4%). La scala della distribuzione dei valori assoluti e percentuali tra le nazionalit\u00e0 rimane la stessa pur con la diminuzione registrata tra il 2010 e il 2016.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quali sono i reati commessi? Gli stranieri detenuti hanno commesso 8.192 reati contro il patrimonio, 6.599 contro la persona, 6.266 in violazione legge droga, 1.372 in violazione legge stranieri, 95 delitti di mafia.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In custodia cautelare gli stranieri sono in percentuale ben pi\u00f9 alta rispetto agli italiani. Il 42,1% degli stranieri non \u00e8 stato ancora condannato in via definitiva. Il totale dei detenuti in attesa di condanna \u00e8 del 34,6%. Il Rapporto evidenzia quindi una palese discriminazione nella fase processuale, tanto pi\u00f9 che i delitti commessi dagli stranieri sono in generale meno gravi. Nei loro confronti si usano le misure cautelari detentive in modo ben maggiore.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 70% degli stranieri ha una pena residua da scontare inferiore ai tre anni(4).\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Provenienza<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>\u00a0<\/strong><\/span>Le persone italiane in detenzione <strong><em>provengono in maggioranza dalle regioni meridionali<\/em><\/strong>. Il gruppo pi\u00f9 numeroso ed in crescita \u00e8 quello dei detenuti di origine campana (alla fine del 2015 i campani erano 9.635, il 18,5%, alla fine del 2005 erano il 12,7%).\u00a0 Il secondo gruppo sono i siciliani (poco pi\u00f9 del 12%). Il terzo gruppo sono i pugliesi (oggi il 7,1%).\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le donne<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le donne continuano ad essere poche e in diminuzione. Erano 2.198 (il 4,1%) al 31 marzo 2016. Una percentuale in calo rispetto agli ultimi 25 anni. Era il 5,33% nel 1991, il 4,38% nel 2001, il 4,2% nel 2011. La media europea \u00e8 del 5,6% con i paesi nordici che hanno tassi pi\u00f9 elevati di presenze femminili nelle carceri.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I giovani<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I giovani presenti nelle carceri a marzo 2016 ammontano a 449. Di questi solo 284 con <strong><em>sentenza definitiva<\/em><\/strong>. Per <strong><em>fascia di et\u00e0<\/em><\/strong>: 25 avevano 14 o 15 anni; 149 ne avevano 16 o 17 anni; 275 tra i 18 e i 25 anni(5). Quaranta il numero delle ragazze. Gli ingressi di giovani nel 2016 per <strong><em>nazionalit\u00e0<\/em><\/strong> di provenienza vedono gli italiani in testa con poco meno della met\u00e0 seguiti da giovani provenienti dalla Romania (8,9%), dal Marocco (8%), dalla Bosnia-Erzegovina (6,8%) e dalla Tunisia (4,2%).\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Alternative al carcere<\/em><\/strong><em>.<\/em>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le persone che stanno scontando la pena detentiva non in carcere sono 29.679: 10.025, pi\u00f9 di un terzo, sono in detenzione domiciliare; 12.465 sono in affidamento in prova al servizio sociale; 6.457 in lavori di pubblica utilit\u00e0 (quasi tutti per violazione del codice della strada); 724 in semilibert\u00e0. La detenzione domiciliare \u00e8 raddoppiata rispetto al 2009 e rilevante \u00e8 l\u2019aumento di persone affidate al servizio sociale (5 mila in pi\u00f9 in sette anni). La misura della semilibert\u00e0 si \u00e8 fortemente contratta(6). Il ricorso al braccialetto elettronico coinvolge 2.300 persone. Il numero, secondo il rapporto, \u00e8 sottodimensionato rispetto alle richieste della magistratura.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bassa (0,79%) \u00e8 la percentuale di revoca di una misura alternativa per aver commesso un nuovo reato.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La messa in prova(7), prevista nel 2014, coinvolge 7.818 persone adulte e altre 10.112 sono ancora nell\u2019iter prima della decisione giudiziaria. La misura quindi ha avuto una larga diffusione (appena 2 i fruitori nel 2014) ed ha impedito il flusso di ingresso nei penitenziari erodendone il sovraffollamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il lavoro in carcere\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono impegnati nel lavoro il 29,73% dei detenuti. In maggioranza si tratta di <strong><em>attivit\u00e0 per l\u2019amministrazione penitenziaria <\/em><\/strong>per una durata di poche ore settimanali e con circa 200 euro al mese di remunerazione. Pochi i detenuti impegnati con datori di lavoro privati (circa il 15%; 612 in attivit\u00e0 di tipo manifatturiero; 208 in attivit\u00e0 agricole).\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2.376 risultano i detenuti iscritti nel 2015 a <strong><em>corsi professionali<\/em><\/strong> (il 4,55% dei presenti). E\u2019 un\u2019attivit\u00e0 in decrescita (3.864 nel 2009 per una percentuale del 6,07%.). Il rapporto evidenzia il progressivo disimpegno delle Regioni.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019istruzione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso dell\u2019anno scolastico 2014\/2015 nelle carceri italiane sono stati attivati 1.139 corsi scolastici. 17.096 sono stati gli iscritti, e 7.096 i promossi alla fine dell\u2019anno. Circa la met\u00e0 degli iscritti e dei promossi erano stranieri.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al 31 dicembre 2014 erano 413 gli iscritti all\u2019universit\u00e0. Nello stesso anno si sono laureati 72 detenuti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il costo dell\u2019Amministrazione penitenziaria<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In aumento fino al 2013 &#8211; quando sono state spese oltre 3 miliardi di euro &#8211; la <strong><em>spesa<\/em><\/strong> per le carceri, da allora \u00e8 scesa, con un bilancio preventivo per il 2015 che era di 2,7 miliardi. L\u2019 80% del bilancio del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria \u00e8 assorbito dalle <strong><em>spese di personale<\/em><\/strong>, mentre le <strong><em>spese per i detenuti <\/em><\/strong>assorbono meno dell\u201f8%. (8)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ospedali psichiatrici<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dovevano essere chiusi per legge, ma sono ancora aperti quattro Ospedali psichiatrici generali (Barcellona Pozzo di Gotto, Aversa, Montelupo Fiorentino, Reggio Emilia) che ancora ospitano una novantina di pazienti. Chiuso solo quello di Napoli. Quello di Castiglione delle Stiviere ha solo cambiato denominazione in una Residenza per l\u2019Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS) ed ospita 220 pazienti.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Sono 23 le altre REMS aperte, la maggior parte provvisorie e dunque in deroga ai requisiti previsti dalla legge. <\/span>Sei le regioni inadempienti per non aver ancora attivato le REMS (Calabria, Abruzzo, Puglia, Toscana, Piemonte e Piemonte); sono state commissariate.<span> Un sostanziale inadempimento a quanto disposto dalla legge.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Disabili e carceri<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non evidenziati nella sintesi del Rapporto di Antigone ma apparsi successivamente sono i dati riferiti ai disabili nelle carceri.(9)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono 628, secondo l\u2019ultimo censimento del DAP (agosto 2015): 528 italiani (26 donne) e 100 stranieri (8 donne), distribuiti in 16 regioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>In termini di \u201cfunzionamento\u201d, 191 di loro (18 donne) <\/span>presentano difficolt\u00e0 ad affrontare le comuni azioni della vita quotidiana: lavarsi, vestirsi, spogliarsi, mangiare, avere cura della persona, sedersi, alzarsi dal letto e dalla sedia. 153 (5 donne) hanno difficolt\u00e0 nella mobilit\u00e0 corporea (ad esempio a uno degli arti). 232 (11 donne) hanno problemi di locomozione. 52 (1 donna) hanno difficolt\u00e0 nella comunicazione: vedere, sentire, parlare. Presentano inoltre difficolt\u00e0 di accesso alle misure alternative, non soltanto per le barriere interne al carcere, ma anche per quelle extra, in quanto mancano i supporti necessari. Difficile \u00e8 la stessa fase post liberazione per la mancanza di continuit\u00e0 nella presa in carico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Limitato quantitativamente e qualitativamente \u00e8 l\u2019apporto di caregiver detenuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono 7 su 193 le carceri con reparti dedicati ai detenuti disabili; in molti altri sono disponibili celle con \u201cridotte barriere architettoniche\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo 4 condanne della Corte europea dei diritti dell\u2019uomo (Cedu) per trattamento inumano e degradante, sembra in atto un cambiamento della situazione in base a buone pratiche che si stanno estendendo.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Stati Generali dell\u2019Esecuzione penale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le tematiche affrontate a pi\u00f9 voci nelle giornate conclusive &#8211; con le comunicazioni degli esponenti politici ed amministrativi(10) &#8211;\u00a0 si sono concentrate sull\u2019esecuzione penale, hanno sviluppato un approccio culturale e proposto un insieme di orientamenti e di scelte, non tutte di immediato impatto.(11)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Approccio culturale ispirato al principio costituzionale della riabilitazione del detenuto e della giustizia riparativa. Principio tradotto in parte in norme nel 1975 ma che non ha avuto grandi sviluppi attuativi. Per di pi\u00f9 da confrontare con trasformazioni del tutto sconosciute in quegli anni quali immigrazione, tossicodipendenza, estensione della povert\u00e0. Trasformazione che impattano sulla condizione detentiva, che impongono il superamento della concezione, sbagliata, del carcere come luogo separato garante della sicurezza sociale. Mentre attualmente si configura come luogo della formazione e del consolidamento della devianza. Visto che <span>\u201c<em>costa ogni anno ai contribuenti quasi tre miliardi di euro, ma genera tassi di recidiva tra i pi\u00f9 alti d\u2019Europa. I detenuti che provengono da una precedente esperienza carceraria sono infatti circa il 56%; il 67% tra gli italiani ed il 37% tra gli stranieri&#8230; La recidiva di coloro ai quali \u00e8 stata applicata una misura alternativa \u00e8 di circa il 20%, drasticamente inferiore a quella di coloro che scontano la pena interamente in carcere<\/em>\u201d.(12)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Piuttosto i fenomeni reali propongono con forza la necessit\u00e0 di interazione tra sistema penale e comunit\u00e0 territoriali. Come da esperienze positive in essere.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019altro riferimento da perseguire \u00e8 quello di orientare il periodo della pena alla fase di rientro nella comunit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su queste tematiche di inclusione attiva si sofferma parte del documento finale.(13) In due punti significativi:<span> <em>I rapporti con gli Enti locali, con il volontariato e con il mondo esterno<\/em>; <em>Il diritto al lavoro.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si ribadisce che \u201c<em>il perseguimento dell\u2019obbiettivo di rafforzare i contatti con il mondo esterno richiede senz\u2019altro una valorizzazione del ruolo del volontariato, riconoscendone l\u2019importanza nei percorsi di responsabilizzazione. Gruppi, individui, associazioni, centri ascolto, centri di formazione, andrebbero individuati, verificati e censiti, perch\u00e9 costituiscono quella preziosa rete di relazioni che deve divenire almeno oggetto di convenzione tra tutti gli attori del mondo penitenziario.\u00a0<\/em> <em>Deve ribadirsi, altres\u00ec, l\u2019importanza del ruolo degli Enti locali sotto il profilo sociale, specie nella fase successiva all\u2019espiazione della pena detentiva\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Affermato che il lavoro \u00e8 centrale nella prospettiva del reinserimento sociale del detenuto si evidenzia una realt\u00e0 diversa: scarsit\u00e0 delle risorse; preponderante destinazione dei detenuti alle c.d. lavorazioni domestiche; residualit\u00e0 del lavoro alle dipendenze dei privati (cooperative, aziende). A riguardo le proposte sono:\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">a) <em>\u201cNormalizzazione\u201d del lavoro penitenziario, <\/em>con il superamento dell\u2019obbligatoriet\u00e0 verso il concetto di opportunit\u00e0. Ci\u00f2 significa, ad esempio, sostituire il termine \u201cmercede\u201d <em>(che contribuisce a configurare la retribuzione non come un salario, inteso come corrispettivo per il lavoro svolto, quanto, piuttosto, come una concessione accordata dallo Stato<\/em>) con \u201cretribuzione\u201d, con le implicazione di adeguamento in riferimento ai contratti, sul ridimensionamento dei prelievi sulla retribuzione spettante al detenuto\u2010lavoratore;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>b) Rilancio delle lavorazioni negli istituti penitenziari, <\/em>con la costituzione di apposito organismo\/ente a livello centrale, con adeguate dotazioni di professionalit\u00e0; altri accorgimenti quali: <em>1. organizzare le lavorazioni maggiormente complesse presso istituti o reparti con una popolazione detenuta stabile (Case di reclusione) e quelle meno complesse presso istituti caratterizzati da una minore stabilit\u00e0 degli utenti; 2. mettere adeguati spazi a disposizione delle aziende che intendono realizzare un\u2019attivit\u00e0 produttiva all\u2019interno del carcere;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>3. tenere presenti, ai fini delle assegnazioni e dei trasferimenti, le competenze lavorative specifiche dei detenuti e favorire il trasferimento, previo consenso degli interessati, determinato dall\u2019esigenza di fare coincidere tipo di lavorazione e requisiti del detenuto\u2010lavoratore; 4. creare, per andare maggiormente incontro alle esigenze organizzative delle imprese disposte ad avvalersi della manodopera dei detenuti, apposite \u00absezioni lavoranti\u00bb, a custodia attenuata, onde facilitare la mobilit\u00e0 interna dei lavoratori detenuti<\/em>. (14)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6. Il diritto all\u2019istruzione e alla formazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le norme prevedono gi\u00e0 tale diritto che va reso cogente rendendo possibile ed effettiva la frequenza da parte di tutti i detenuti dei corsi d\u2019istruzione di primo e secondo grado e dei corsi di formazione e qualificazione professionale. Ci\u00f2 riguarda i detenuti stranieri anche per la necessit\u00e0 di alfabetizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Osservazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il XII Rapporto di Antigone fornisce, sicuramente, informazioni interessanti relativi alla situazione carceraria, integrando dati ufficiali dell\u2019Amministrazione con visite dirette alle sedi di reclusione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019integrazione che ci sentiamo di proporre \u00e8 quella della situazione delle persone disabili, anche come autonomo adeguamento dell\u2019Associazione alla Convenzione ONU per le persone con disabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda gli Stati generali relativi all\u2019esecuzione penale va condivisa l\u2019impostazione che conferma la funzione riabilitativa e riparativa della pena orientandola alla fase della liberazione ed al rientro nella comunit\u00e0 di riferimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualche riflessione ulteriore relativa all\u2019inclusione socio lavorativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora eccessiva \u00e8 la centralit\u00e0 dell\u2019amministrazione penitenziaria nei processi di inclusione rispetto ad altri attori istituzionali e sociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il processo relativo agli Stati generali dell\u2019esecuzione penale in direzione di inclusione probabilmente deve porsi &#8211; pi\u00f9 strutturalmente e meno occasionalmente &#8211; il problema della <em>governance<\/em> multilivello e multidimensionale propria di questi processi, a partire dal livello centrale, a quello regionale a quello territoriale. In questa direzione sono andate le stesse esperienze di ordine nazionali precedenti e le pratiche territoriali gestite dall\u2019amministrazione penitenziaria congiuntamente alle Regioni ai Comuni e alle precedente agenzie tecniche del Ministero del Lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La formulazione di un organismo centrale deve fare i conti con questa impostazione senza ricadere in vecchie ipotesi di agenzia nazionale di qualche anno fa (si tenga presente l\u2019agenzia delle politiche attive e l\u2019ISFOL, l\u2019agenzia delle politiche giovanili, il sistema delle politiche sociali).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non c\u2019\u00e8 accenno ai finanziamenti europei come uno dei possibili sviluppi dell\u2019inclusione socio lavorativa soprattutto in una fase di restrizione dei trasferimenti ai comuni e di attivazione delle politiche di contrasto alle povert\u00e0 estreme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019affermazione dell\u2019inserimento lavorativo, con tutte le conseguenze relative alle agevolazioni, sfuggono le potenzialit\u00e0 relative allo stato di disoccupazione dei detenuti con il necessario collegamento, praticato in molte esperienze territoriali, tra centri per l\u2019impiego, Amministrazione territoriale della giustizia, servizi sociali, terzo settore (ad esempi gli sportelli pena lavoro).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>\u00a0\u00a0NOTE<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1 Per informazioni su Antigone vedi http:\/\/www.associazioneantigone.it\/chi-siamo. \u00a0 Dal 1998 Antigone \u00e8 autorizzata dal Ministero della Giustizia a visitare gli oltre 200 gli Istituti di pena italiani.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2 Il 30 giugno del 2010 i detenuti erano 68.258; In sei anni i detenuti sono diminuiti di 14.763 unit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3 Numero di detenuti rispetto al numero di posti letto regolamentari<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1659\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/images_Schermata-2016-05-03-alle-09.35.34.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"491\" height=\"342\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/images_Schermata-2016-05-03-alle-09.35.34.png 491w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/images_Schermata-2016-05-03-alle-09.35.34-300x209.png 300w\" sizes=\"(max-width: 491px) 100vw, 491px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4 Per analisi pi\u00f9 approfondite vedi Giorgia Papavero, <em>Detenuti stranieri in Italia<\/em>, Fondazione ISMU\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>5\u00a0<\/span>Le nuove norme del 2014 consentono ai ragazzi che hanno compiuto il reato da minorenni di permanere nelle carceri minorili fino al compimento del venticinquesimo anno di et\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>6\u00a0<\/span>La possibilit\u00e0 di trascorrere parte della giornata fuori e parte dentro il carcere.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>7\u00a0<\/span>E\u2019 un\u2019alternativa al processo per le persone che hanno commesso un reato non grave ovvero punito con pena detentiva inferiore ai quattro anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">8 Vedi grafico seguente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1660\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/images_Schermata-2016-05-03-alle-09.35.40.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"513\" height=\"363\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/images_Schermata-2016-05-03-alle-09.35.40.png 513w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/images_Schermata-2016-05-03-alle-09.35.40-300x212.png 300w\" sizes=\"(max-width: 513px) 100vw, 513px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">9 Vedi Redattore sociale, <em>Detenuti disabili, tra barriere e vecchi ausili: ecco cosa sta cambiando,<\/em>27 aprile 2016. Per un\u2019analisi pi\u00f9 complessa vedi Catia Ferreri, <em>Carcere e disabilit\u00e0: analisi di una realt\u00e0 complessa<\/em>. Dossier<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>10\u00a0<\/span>vedi il <a href=\"Downloads\/MATER\"><span>programma<\/span><\/a> dei due giorni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>11\u00a0<\/span><span>Per un resoconto dei lavoro delle giornate,\u00a0 vedi\u00a0 <\/span><strong><em>Si chiudono gli Stati Generali dell&#8217;Esecuzione Penale<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>E si apre l&#8217;orizzonte di una nuova cultura della pena, <\/em><\/strong>in Giustiziaonline; per il lavoro dei 18 tavoli di approfondimento vedi <a href=\"https:\/\/www.giustizia.it\/giustizia\/prot\/it\/mg_2_19_1.wp?previsiousPage=mg_2_19\"><span>https:\/\/www.giustizia.it\/giustizia\/prot\/it\/mg_2_19_1.wp?previsiousPage=mg_2_19<\/span><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">12 Dalla comunicazione del Ministro della Giustizia ai lavori della prima giornata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>13 Vedi <a href=\"Downloads\/MATERIALE%20E%20ARTICOLO\/documento%20finale.pdf\"><span>Documento finale<\/span><\/a><\/span><span>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">14 Vedi documento finale citato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due eventi &#8211; la presentazione del XII Rapporto di Antigone (1), effettuata a Roma il 15 aprile scorso, e le giornate finali degli Stati Generali dell\u2019Esecuzione penale &#8211; sono\u00a0 state fasi\u00a0 di messa a fuoco delle condizioni di detenzione in Italia e delle prospettive della relativa politica. 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