{"id":17604,"date":"2022-11-08T08:58:09","date_gmt":"2022-11-08T07:58:09","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/?p=17604"},"modified":"2022-11-08T12:22:52","modified_gmt":"2022-11-08T11:22:52","slug":"due-modelli-a-confronto-in-brasile-la-vittoria-della-speranza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/due-modelli-a-confronto-in-brasile-la-vittoria-della-speranza\/","title":{"rendered":"Due modelli a confronto in Brasile: la vittoria della speranza"},"content":{"rendered":"\n<p>Lula ha vinto. Per i brasiliani \u00e8 una liberazione.<\/p>\n\n\n\n<p>La maggioranza, anche se con solo il 50,9%, sente che \u00e8 l\u2019inizio della fine di un incubo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ha vinto la lotta alla fame, per la salute e l\u2019istruzione diffusa, per il diritto ad avere una casa minimamente decente. Ha vinto l\u2019attenzione all\u2019Amazzonia, al recupero dell\u2019equilibrio ecologico del polmone del mondo. Ha vinto la democrazia, nella sua essenza e nelle sue modalit\u00e0 di attuazione. Ha vinto una visione solidale della politica, della rappresentanza e della dialettica tra le forze politiche.<\/p>\n\n\n\n<p>In definitiva, ha vinto un modello civile di convivenza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una vittoria di tutti: dei brasiliani che hanno votato con fede per tutto questo e di quelli che non ci hanno creduto sin dall\u2019inizio. E molti non ci credono ancora. Ed \u00e8 anche la vittoria dei cittadini del mondo che credono nella possibilit\u00e0 di fermare lo scivolamento a destra in corso un po\u2019 ovunque e di cambiare in senso progressista il corso di questa fase storica.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma se veramente la vittoria di Lula rappresenta tutto questo, come mai lo scarto tra lui e Bolsonaro \u00e8 stato cos\u00ec risicato? Che cosa \u00e8 successo nel gigante sudamericano che ha fatto vacillare, fino all\u2019ultimo, la certezza che i 156 milioni di elettori avrebbero fatto la scelta migliore? Che cosa ha impedito che fosse chiara per tutti la scelta che era in gioco?<\/p>\n\n\n\n<p>In questi giorni diversi amici italiani mi hanno fatto questa domanda.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dico subito che non ho le risposte, ovviamente. Ho solo pezzi di riflessione che voglio annotare, qui, sempre con la speranza che possano servire anche a chi vive oltre oceano, in Italia e nella giovane \u201cvecchia Europa\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>1 \u2013 <strong>Bolsonaro fedele interprete della cultura militarista<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Bolsonaro \u00e8 l\u2019incarnazione della storia di un militare frustrato. A met\u00e0 degli anni 80, con il grado di capitano, viene arrestato e cacciato dall\u2019esercito per aver progettato un attentato a sostegno di una azione salariale per s\u00e9 e per il suo gruppo. Ma l\u2019ideologia militarista, quella che deve aver assorbito da giovane quando ha frequentato l\u2019accademia delle \u201cAquile Nere\u201d, gli \u00e8 rimasta impressa. Bolsonaro ne \u00e8 divenuto un fedele interprete, ma non avendola potuta applicare nell\u2019ambiente militare, l\u2019ha riversata nel suo \u201cimpegno politico\u201d. Ci sono mille riferimenti possibili nel suo comportamento a sostegno di questa ipotesi. Vediamone alcuni.<\/p>\n\n\n\n<p>La prospettiva di una visione militare \u00e8 piuttosto semplice: ci si prepara alla guerra e l\u2019obiettivo esplicito \u00e8 la sconfitta del nemico, il suo annientamento. Non c\u2019\u00e8 una morale diversa possibile. L\u2019etica \u00e8 quella del fine che giustifica i mezzi. Qualsiasi mezzo \u00e8 legittimo. Usare le fake-news, per esempio non \u00e8 una casualit\u00e0 o una devianza. Le fake-news, in quest\u2019ottica, sono un\u2019arma tattica da usare a seconda delle possibilit\u00e0 fornite dal tipo di battaglia in corso e dalle debolezze manifestate dal nemico.<\/p>\n\n\n\n<p>La regola praticata, e ampiamente assorbita dallamilitanzabolsonarista<strong>,<\/strong> \u00e8 caratterizzata dall\u2019identificazione con il capo e dalla fede assoluta sulle sue capacit\u00e0: le scelte del capo, anche se non sempre comprensibili, sono indiscutibili perch\u00e9 sono sempre astute e finalizzate al bene. Deve essere fatto tutto il possibile perch\u00e9 ad ordine, i \u201ccombattenti\u201d rispondano eseguendo, senza se e senza ma.<\/p>\n\n\n\n<p>Il linguaggio del comando dev\u2019essere semplice, non deve richiedere sforzi di ragionamento e deve essere facilmente assorbito e riproducibile, deve entrare nel quotidiano perch\u00e9 ciascuno, nelle proprie attivit\u00e0 si senta un costruttore del \u201cgrande progetto\u201d. \u00c8 stata questa la matrice che ha generato la valanga di fakenews quotidiane, ma anche e soprattutto slogan quali \u201cO Brasil acima de tudo, Deus acima de todos\u201d,o quellocostantemente ripetuto, \u201cDio, Patria, Famiglia\u201d molto utilizzato un po\u2019 da tutti gli adepti del \u201cmito\u201d, nelle pi\u00f9 diverse occasioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La propaganda: \u00e8 un altro degli elementi essenziali della strategia militare. Una propaganda preventiva, e continuata durante la campagna presidenziale, finalizzata a rendere il nemico un mostro agli occhi di tutti, per portare milioni di persone a diffidare del nemico e a combattere contro la minaccia rappresentata da un prototipo criminale, pericoloso per la tua sopravvivenza e quella della tua famiglia. Qui si \u00e8 cercato di creare con ossessiva insistenza, e anche con un certo successo, direi, l\u2019immagine di un Lula immorale, filo-gay, abortista, anche propenso alla liberalizzazione delle droghe, ateo, e perfino satanista (!) oltre che corrotto e corruttore, ovviamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Il saccheggio e la rapina. \u00c8 stata una prerogativa concessa ai propri ministri e agli alti dirigenti di nomina presidenziale, riconoscendo, di fatto, il diritto di utilizzare gli incarichi ufficiali e le relative responsabilit\u00e0 istituzionali, per gestire e ricevere benefici in proprio favore, includendo, eventualmente, anche propri amici e familiari. I casi che sono venuti alla luce, finora, riguardano i responsabili apicali di dicasteri quali quelli della Scuola, della Sanit\u00e0, della Cultura e dell\u2019Ambiente, solo per citare alcuni degli scandali pi\u00f9 clamorosi emersi recentemente. Anche la vita pubblica dello stesso Bolsonaro e quella dei suoi figli (tutti in carriera politica) sono gi\u00e0 oggetto di indagini della magistratura. Ma tranquilli: avvalendosi di un privilegio previsto dalla legge brasiliana, il presidente uscente ha posto sotto sigillo tutti gli atti del proprio governo per 100 anni. Sembra incredibile, ma cos\u00ec \u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Il \u201cBilancio Segreto\u201d. Gli ultimi mesi del governo Bolsonaro sono stati una fiera di laute prebende distribuite tra i parlamentari amici. Le elargizioni sono state istituzionalizzate in un capitolo apposito del bilancio federale, ma&#8230; coperto da segreto. Formalmente, si tratterebbe del finanziamento di progetti presentati da singoli parlamentari, senza che venga, per\u00f2, pubblicato il nome del proponente, il beneficiario finale, l\u2019oggetto del progetto e l\u2019importo del finanziamento. Sono fondi assegnati ad insindacabile criterio dei presidenti delle Camere. A questa voce di bilancio hanno avuto accesso, di fatto, solo quei parlamentari che hanno garantito la maggioranza alla presidenza di Bolsonaro in questi quattro anni di governo. Gli osservatori politici definiscono questa manovra la pi\u00f9 grande operazione di corruzione (istituzionalizzata) della storia del Brasile. Solo nel 2022 sono stati spesi col bilancio segreto 19 miliardi di Reais (circa 4 miliardi di Euro), mentre, per il 2023, ne sono gi\u00e0 stati programmati 38 miliardi (quasi 8 miliardi di Euro). Sul piano strettamente politico si configura come la pi\u00f9 grande distrazione di fondi, in un bilancio bloccato da vincoli di spesa predefiniti per ogni capitolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle settimane precedenti il voto, Bolsonaro ha elargito, per decreto, aiuti per le famiglie pi\u00f9 povere e anche per alcune fasce di piccoli esercenti, compresi i tassisti. Sono aiuti corrispondenti a circa 120 Euro mensili, 200 per i tassisti. Una caratteristica di queste provvidenze, per\u00f2, \u00e8 che termineranno il 31 dicembre prossimo, rivelando la finalit\u00e0 strettamente elettorale dei provvedimenti adottati.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Popolo di Bolsonaro. Dio, Patria e Famiglia, come abbiamo visto \u00e8 stato lo slogan che ha unificato i fascisti pi\u00f9 o meno dichiarati o consapevoli, i fondamentalisti evangelici e quelli cattolici, i militari della truppa e delle gerarchie, i sanguinari propagatori della diffusione delle armi e i menefreghisti di ogni risma, comunque reazionari, difensori dei propri privilegi (aggregando perfino nostalgici del periodo in cui la schiavit\u00f9 era permessa). Ma attenzione: c\u2019\u00e8 stata l\u2019adesione anche di una fetta della popolazione formata da persone definibili \u201cper bene\u201d. Gente tranquilla, abitudinaria, che vive nel suo mondo fatto di contatti familiari e di amicizie consolidate. S\u00ec, gente moderata in ogni sua manifestazione, ma non necessariamente reazionaria. Che cosa spinge queste \u201cpersone normali\u201d ad optare per un\u2019avventura antidemocratica? Qual \u00e8 la barriera che li separa dal \u201cpericolo Lula\u201d? E pericolo per che cosa? Per il loro modello di vita, probabilmente, quello costruito con tanti sacrifici&#8230; quello trasmesso loro dai genitori e dai genitori dei genitori, magari usciti solo da un paio di generazioni da una condizione di povert\u00e0, attraverso tanti sforzi e ora, finalmente, \u201cstabili nel loro benessere precario\u201d. S\u00ec, precario, perch\u00e9 instabile \u00e8 ogni sicurezza che abbia le radici nella povert\u00e0 e nell\u2019insicurezza altrui&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019ultima annotazione riguarda il concetto di democrazia. Tipico di questa subcultura \u00e8 il seguente ragionamento: se i numeri sono a mio favore, la democrazia va rispettata, se vado in minoranza, non mi riguarda. Ancora una volta emerge la visione militarista: ha ragione chi vince il conflitto. Ma, durante una guerra, non si contano i voti: si contano i morti che il nemico lascia sul campo di battaglia. E, in effetti, \u00e8 di morti, di uccisioni, di sterminio di petisti che Bolsonaro ha sovente parlato. Pi\u00f9 in tempi passati, in verit\u00e0, che recentemente, ma sono questi gli appelli che hanno galvanizzato gli animi e sono rimati impressi nella mente e nei propositi di molti suoi seguaci. Tanto \u00e8 vero che, solo nell\u2019ultima settimana, prima delle elezioni, ci sono stati due casi in cui esponenti nazionali del bolsonarismo (un ex deputato gi\u00e0 sotto inchiesta e una deputata recentemente eletta) hanno risposto, armi in pugno, il primo ad un mandato di cattura che veniva eseguito dalla Polizia Federale e l\u2019altra ad un battibecco elettorale che si era creato in un crocicchio, in una zona centralissima di San Paolo. I due, ora sono stati fermati e saranno processati anche per questo. Ma una notizia dell\u2019ultima ora dice che la deputata \u00e8 gi\u00e0 scappata negli Stati Uniti.<\/p>\n\n\n\n<p>2 \u2013 <strong>A questo punto \u00e8 pertinente la domanda: \u201cma come si \u00e8 mosso l\u2019altro esercito in campo?\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Beh, prima di tutto va detto che quello che ha sostenuto la campagna di Lula, non \u00e8 mai stato un esercito. Non lo \u00e8 stato nei fatti e non lo \u00e8 neppure nella percezione che la militanza lulista ha di s\u00e9. \u00c8 stata una aggregazione sociale e politica che, in parte, ha delle radici antiche, oggi in cambiamento e, in parte, ha visto sorgere nuovi soggetti, che si sono uniti in una alleanza che si \u00e8 formata e riformata anche nel corso della stessa campagna presidenziale. A sostegno di Lula, questa aggregazione si \u00e8 impegnata in una competizione democratica che, va detto con chiarezza, non \u00e8 mai stata vissuta come una guerra. Neppure nelle ultime settimane e, ancor meno, oggi, dopo la vittoria ottenuta sul campo.<\/p>\n\n\n\n<p>La compagine democratica ha cercato costantemente di muoversi cercando un confronto sui contenuti e rispettando i limiti imposti da una concezione etica della politica. Nell\u2019opporre questa visione, diversa di contenuti e di metodo, in un contesto di confronto gi\u00e0 deteriorato, si \u00e8 avuta perfino la sensazione, in alcuni momenti della competizione, di un\u2019inadeguatezza della compagine democratica di un\u2019incapacit\u00e0 di sostenere il confronto, di smascherare l\u2019avversario e, soprattutto, di raggiungere l\u2019elettorato con messaggi incisivi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La candidatura di Lula, lanciata inizialmente solo dal PT, \u00e8 diventata, in breve la candidatura di una coalizione di sinistra che ha unito il PT al PV (Verdi) e al PCdoB (comunisti del Brasile). Successivamente si sono stretti patti elettorali con altre federazioni di sinistra e di centro: quella formata dal PSOL (Socialismo e Libert\u00e0) e dalla Rede e quella formata da altri cinque partiti, PSB (Socialisti) SOLIDARIEDADE (partito creato da un leader della Centrale For\u00e7a Sindical) e di formazioni minori, come AGIR, AVANTE e PROS.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo il primo turno si \u00e8 registrato il sostegno ufficiale del MDB (storico partito di Centro) e del PDT (laburismo brasiliano). Infine, nel corso della campagna, hanno manifestato il loro sostegno alla candidatura di Lula diverse personalit\u00e0 della scienza dell\u2019accademia e della cultura, senza partito di riferimento, cos\u00ec come esponenti della politica brasiliana anche precedentemente suoi avversari, che hanno annunciato la loro adesione indipendentemente dalle posizioni assunte dai propri partiti di origine.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 intorno a Lula?<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 Lula \u00e8 stato considerato l\u2019unico candidato in grado di mettere insieme un fronte ampio e perch\u00e9 gli \u00e8 riconosciuta la perizia di tenere unito il popolo pi\u00f9 povero, con i ceti intellettuali, i giovani e le donne portatori delle loro rispettive speranze e prerogative, con figure iconiche della democrazia brasiliana e il loro seguito (piuttosto esiguo, in termini di voti, ma importante in termini di opinione). Un fronte dove si sentissero in casa le diverse etnie locali unite alla parte progressista e pi\u00f9 sensibile della cultura brasiliana, in una dimensione che abbraccia significativamente, e alimenta costantemente, l\u2019intera produzione culturale del paese.<\/p>\n\n\n\n<p>Lula, con la sua storia, con la sua lotta infaticabile, con le sue caratteristiche umane e la sua lungimiranza politica, non solo \u00e8 stato individuato come il migliore interprete di tutto questo, ma \u00e8 stato, contemporaneamente \u201ccaricato\u201d di questa immensa responsabilit\u00e0. Lui ha dato subito il segnale della consapevolezza del suo compito, chiarendo sin dall\u2019inizio che avrebbe portato avanti la sua missione \u201cnonostante tutto\u201d: nonostante la sua et\u00e0, la sua antica malattia alle corde vocali, la sua fama macchiata dalla condanna (poi cancellata) per corruzione e dai 580 giorni di prigione e affrontando con coraggio anche i rischi oggettivi per la vita sua e dei suoi cari.<\/p>\n\n\n\n<p>Lula ha cos\u00ec ripreso la sua lunga camminata in mezzo al popolo brasiliano. Questa \u00e8 la presenza, l\u2019attivit\u00e0, la relazione che lo anima di pi\u00f9. Abbracciare ed essere abbracciato, stringere centinaia, miglia di mani, salire sul tetto di un camion, per parlare usando tutta la voce disponibile, per dire, ovunque, che \u201cO Brasil tem jeito\u201d e che \u201cn\u00f3s vamos reconstruir este pa\u00eds\u201d (\u201cil Brasile pu\u00f2 farcela e noi ricostruiremo il nostro paese\u201d). Cos\u00ec come credo che siano significative le parole che ha pronunciato anche pochi minuti dopo la proclamazione dei risultati. Dopo aver ringraziato il Signore per averlo protetto in questa difficile camminata, Lula ha dichiarato: \u201cHo 77 anni, ma non mi sento vecchio. \u00c8 vecchio chi non ha una motivazione e una finalit\u00e0 nella vita. La mia motivazione \u00e8 il Brasile, \u00e8 il popolo brasiliano e combattere la miseria \u00e8 la mia finalit\u00e0. E ne potete stare certi, lo far\u00f2 fino all\u2019ultimo giorno della mia vita\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo impegno per la \u201cricostruzione del Brasile\u201d sembra essere il collante che ha unito questo variegato corpo sociale e che ha accompagnato e costituito il grande movimento che ha portato Lula per la terza volta alla Presidenza del suo paese.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questo popolo con le sue diversit\u00e0 ha scommesso tutto sulla democrazia. Su una democrazia che abbia cura degli ultimi, che colmi le differenze, che valorizzi le diversit\u00e0, che salvaguardi l\u2019ambiente e che restituisca al Brasile il protagonismo internazionale che gli spetta.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo popolo ci ha creduto, ha scommesso e ha vinto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>UN CONFRONTO VINTO, LE QUESTIONI APERTE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Forse \u00e8 presto per fare bilanci su ci\u00f2 che abbiamo appena vissuto in questa parte del mondo, ma credo che vadano almeno annotati i titoli dei temi che sembrano essere emersi in tutto questo percorso. Ci prover\u00f2, anche se \u00e8 da segnalare che non si sono ancora quietati tutti i tafferugli post elettorali, e ancora circolano notizie preoccupanti, nonch\u00e9 scellerate fakenews, che tentano ancora di mettere in discussione la validit\u00e0 del voto o addirittura preannunciano fantasiosi interventi delle Forze Armate.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In controtendenza a questo, va detto che si \u00e8 gi\u00e0 costituita la commissione mista che si occuper\u00e0 del passaggio dei poteri. A presiederla saranno i due vicepresidenti, quello uscente, il Generale Mour\u00e3o e il vice neoeletto, Geraldo Alkmin. \u00c8 un segnale di distensione e di razionalit\u00e0, anche se Bolsonaro, a distanza gi\u00e0 di una settimana, non ha ancora riconosciuto la sua sconfitta.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma che cosa emerge, dalle riflessioni post elettorali? La grande maggioranza della popolazione brasiliana osserva perplessa le manifestazioni di violenza che ancora occupano le cronache, ma sente che passeranno e si comincia a guardare avanti. Seguendo i dibattiti on-line e i messaggi che circolano sulle reti sociali si pu\u00f2 dire che per i brasiliani si manifesta, ogni giorno di pi\u00f9, la necessit\u00e0 di capitalizzare intelligentemente questo grande risultato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 stata un processo complicato che ha unito tanti democratici, ma contemporaneamente ha anche diviso, profondamente, tanti cittadini, contrapponendo colleghi, vicini di casa, parenti e amici.&nbsp; Certo, pu\u00f2 essere l\u2019effetto del meccanismo elettorale che, nel ballottaggio finale, polarizza e contrappone, ma questa volta, qui in Brasile, si \u00e8 andati oltre. Ci sono stati passaggi di questa campagna che hanno fatto temere il peggio. Ed ora c\u2019\u00e8 una forte necessit\u00e0 di pacificazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Molti si proiettano gi\u00e0 nell\u2019attesa di vedere Lula vestire la fascia presidenziale, di ascoltare le sue priorit\u00e0 e di vederlo firmare i primi atti del nuovo governo. Tra i pi\u00f9 si afferma la convinzione del ritorno ad una normalit\u00e0, anche se sar\u00e0, prevedibilmente, ancora altamente conflittuale. Sar\u00e0 un processo non facile, ma questo dipender\u00e0 anche dalla destrezza politica e sociale del governo e dell\u2019alleanza che lo sosterr\u00e0. A Brasilia come in ogni angolo del paese.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0, una riconciliazione che non si pu\u00f2 fare solo a Brasilia. Ce n\u2019\u00e8 per tutti. Quando i dibattiti televisivi saranno solo un ricordo, si potr\u00e0 ripensare, per riprogettare, anche e con un minimo di visione strategica, la modalit\u00e0 per affrontare le smargiassate del Bolsonaro di turno e cio\u00e8 di chi non \u00e8 minimamente interessato ad un confronto costruttivo sui contenuti, e preferisce la strada delle menzogne e della negazione dell\u2019evidenza. Nella compagine democratica, occorrer\u00e0 riflettere sull\u2019uso delle reti sociali, ponendosi il problema di come usarle per \u201ccomunicare con gli altri\u201d e non utilizzarle solo per ripassare notizie e convinzioni \u201ca chi gi\u00e0 \u00e8 convinto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo ambito, le fakenews meritano un\u2019attenzione speciale: non possono circolare libere, senza nessun limite e controllo di legge. Questo facilita gli spregiudicati e i violenti. Disinformano e abbassano irrimediabilmente il dibattito politico. Un intervento su questo tema appare come una priorit\u00e0 democratica, una discriminante che pu\u00f2 impegnare in modo riconoscibile tutti i sinceri democratici, indipendentemente dal partito di appartenenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Bisogner\u00e0 ripensare a quale pu\u00f2 essere, anche in una campagna presidenziale, il ruolo delle forze sociali, delle associazioni, delle varie istanze della societ\u00e0 civile, che non possono sospendere, mai, il proprio ruolo e la loro funzione di stimolo verso la politica. Non si delega a nessuno la rappresentanza e l\u2019organizzazione degli interessi, di cui si \u00e8 autonomamente portatori. La rappresentanza sociale ha la funzione, insostituibile, di corroborare il confronto politico.<\/p>\n\n\n\n<p>Altro tema su cui interrogarsi sar\u00e0 quello di trovare come collegare le istanze delle manifestazioni di piazza con l\u2019iniziativa istituzionale. Occorre evitare, per il futuro, che due protagonisti essenziali dell\u2019azione e della dialettica democratica investano e si spendano per obiettivi sostanzialmente convergenti, ma ciascuno senza la preoccupazione di creare collegamenti anche minimi, di dialogo, di azione e di convergenza necessari.<\/p>\n\n\n\n<p>In conclusione, i Brasiliani, da questa esperienza possono aver imparato una lezione importante: non ci si pu\u00f2 permettere di perdere la democrazia. Non si trova tutti i giorni un \u201crestauratore\u201d del livello di Lula. La democrazia, anche la meno funzionante, va quindi \u201ccurata con affetto\u201d, per farla crescere, con gli strumenti che il sistema democratico stesso ci mette a disposizione.<\/p>\n\n\n\n<p>La vera discriminante \u00e8 tra un sistema che permette le sue modifiche e regimi autoritari pi\u00f9 o meno mascherati, che le negano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In questa fase storica, l\u2019uso dell\u2019informazione \u00e8 equivalente, se non addirittura pi\u00f9 potente della legittimazione che deriva dal voto. L\u2019informazione ha bisogno di essere libera, certo, ma non pu\u00f2 giocare con la sprovvedutezza dei cittadini. Occorre rinvigorire il gusto per l\u2019informazione plurale e verificabile. Anche questo \u00e8 un investimento democratico irrinunciabile.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019informazione, \u00e8 sempre pi\u00f9 uno strumento essenziale, anche, per organizzare la partecipazione, la mobilitazione e le lotte dei cittadini. La mobilitazione e la lotta e ogni forma di partecipazione, fanno crescere, in chi le pratica, la fiducia in s\u00e9 stessi e nelle proprie potenzialit\u00e0, crea nuove leadership e forma i giovani (di cuore di mente e anche di et\u00e0).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Buon lavoro Brasile!<br><br>*F. P. ex dirigente della Cisl Marche e dell\u2019INAS Brasile &#8211; autore del libro \u201cDemocracia Necess\u00e1ria\u201d edito nel 2021 in Brasile<br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lula ha vinto. 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