{"id":1796,"date":"2016-07-12T14:50:36","date_gmt":"2016-07-12T12:50:36","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/butera178\/"},"modified":"2016-07-12T14:50:36","modified_gmt":"2016-07-12T12:50:36","slug":"butera178","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/butera178\/","title":{"rendered":"La gestione partecipata cambia l\u2019 Amministrazione giudiziaria"},"content":{"rendered":"<p><strong style=\"text-align: justify;\">Il problema: lo sviluppo organizzativo degli Uffici Giudiziari pu\u00f2 contribuire alla competitivit\u00e0 dell\u2019Italia?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sistema di Giustizia Italiano, rispetto ad altri paesi europei, non \u00e8 pi\u00f9 costoso: \u00e8 gravemente lento.<br \/>Il Sistema di Giustizia Italiano in termini di spesa per la giustizia costa circa 7,7 miliardi di euro (pari all\u20191,5% della spesa pubblica globale), un costo inferiore all\u20191,6% della Germania e all\u20191,9% del Regno Unito ma superiore all\u20191,1% della Francia e all\u20191% della Spagna. Il costo pro capite risulta pari a 73 euro per abitante in Italia, contro i 91,4 della Spagna, i 60,5 della Francia. Insomma non molto discosto dagli altri paesi europei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma \u00e8 il \u201clivello di servizio\u201d che \u00e8 in generale critico, in particolare molto lento: nella giustizia civile ad esempio, il rapporto annuale tra i casi pendenti e i casi sopravvenuti \u00e8 superiore al 100%, ossia ogni anno vi \u00e8 cronicamente un arretrato pari all\u2019insieme delle cause da trattare, ossia un backlog che non si svuota mai. In altri Paesi questo rapporto \u00e8 fra il 10 e il 40%.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sistema economico italiano, a causa dell\u2019inefficienza della giustizia, perde un valore stimato in circa l\u20191% del Prodotto Interno Lordo: transazioni che rimangono bloccate, controversie che si protraggono creando incertezza del diritto, spese legali esorbitanti e molto altro. Lentezze e incertezze della giustizia civile incidono pesantemente sul basso livello di competitivit\u00e0 dell\u2019Italia e allontanano gli investitori stranieri: per evitarle molte aziende multinazionali e italiane ormai stipulano contratti all\u2019estero.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Giustizia in sintesi \u00e8 una delle componenti\u00a0 della bassa competitivit\u00e0 dell\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema di migliorare l\u2019efficacia e efficienza della Giustizia \u00e8 stato pi\u00f9 volte affrontato. Le colpe di volta in volta sono state attribuite alla scarsit\u00e0 di risorse e alle carenze di organico; alla farraginosit\u00e0 dell\u2019assetto normativo; alla mancata o insufficiente depenalizzazione; alla mancata revisione delle circoscrizioni giudiziarie; al numero abnorme di avvocati iscritti agli ordini professionali; ai ritardi nel processo di informatizzazione; alle carenze di competenza manageriale dei capi degli uffici. Ciascuna di queste motivazioni appare probabilmente sensata, ma nessuna di spiega perch\u00e9 a parit\u00e0 di condizioni ci sono Uffici Giudiziari con risultati di efficacia e efficienza molto diversi dipendenti da diversi funzionamenti organizzativi. Varie le riforme legislative ed ingenti gli investimenti in informatica infine, ma scarsi i risultati.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0E\u2019 troppo complicato fare un piano nazionale che riorganizzi le Pubbliche Amministrazioni e anche l\u2019Amministrazione della Giustizia? No. Un \u201cpiano nazionale di intervento organizzativo pianificato centralmente e realizzato localmente di singole Pubbliche Amministrazioni\u201d, era stato attuato dall\u2019americano \u201cReinventing Governement\u201d e dall\u2019inglese \u201cNext Steps\u201d e ha avuto un grande successo. Nel 2008 Fondazione IRSO ed il Politecnico di Milano avevano predisposto per il Ministero della Pubblica Amministrazione una proposta contenuta nel volume Federico Butera e Bruno Dente, <em>Change Management nelle Pubbliche Amministrazioni: una proposta<\/em>, ma il progetto nel suo complesso non era stato avviato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 nato in Italia un piano come quello di Clinton e Gore. Ma in Italia vi \u00e8 stata per\u00f2 una eccezione: il progetto Best Practices della Giustizia a cui qui facciamo riferimento. Comprenderne i successi e gli insuccessi e rilanciarlo in nuove forme aiuterebbe a recuperare una parte di quell\u20191% di PIL, a rendere la Giustizia pi\u00f9 trasparente e accessibile e a migliorare le condizioni d lavoro di chi opera negli uffici. E forse anche a programmarne altri interventi in altri settori della Pubblica Amministrazione fondamentali per la ripresa della competitivit\u00e0 italiana, come ad esempio nel campo dei Beni Culturali e del Turismo, nella Ricerca, nella Sanit\u00e0 e in altri.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come cambiare l\u2019organizzazione di un Tribunale o di una Procura? Intervenire sulla organizzazione reale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli Uffici Giudiziari (Tribunali Ordinari, Tribunali dei Minori, Corti di Appello, Corti di Cassazione, Procure e altre) al pari degli ospedali, dei giornali, delle scuole e delle universit\u00e0, dei musei e dei teatri, delle societ\u00e0 sportive, sono <em>expert dependent organizations<\/em> cio\u00e8 organizzazioni disegnate per regolare e supportare l\u2019attivit\u00e0 di esperti e professionisti, in questo caso i magistrati inquirenti e giudicanti. L\u2019organizzazione in questi casi \u00e8 spesso disegnata come puro contenitore procedurale per l\u2019esercizio della professione, pi\u00f9 come una burocrazia che non come un sistema per generare cooperazione fra tutte le componenti dell\u2019organizzazione, per assicurare il coordinamento, per conseguire i risultati complessivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Anche l&#8217;attivit\u00e0 professionale dei medici, dei professori, dei giornalisti, degli avvocati etc., per la loro rilevanza e per la prevalenza del potere tecnico dei professionisti \u00e8 stata per lo pi\u00f9 disegnata mettendo in ombra i processi direzionali e organizzativi come la pianificazione strategica, il coordinamento e controllo, la programmazione, la regolazione dei flussi, la valutazione dei risultati, la gestione delle risorse, la gestione delle persone, la gestione delle tecnologie informative e altre dimensioni chiave del moderno management. L\u2019organizzazione \u00e8 stata spesso considerata un \u201cmale necessario\u201d e affidata a \u201cdirigenti amministrativi\u201d che spesso vengono vissuti come portatori di vincoli burocratici, detentori di potere, in competizione con i \u201cprofessionisti\u201d che sono quelli che assicurano i servizi primari e sono quelli che danno valore all\u2019Ente.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Organizzazione e management nei singoli Uffici Giudiziari non sono tradizionalmente state considerate aree di possibile cambiamento da parte dei Magistrati: si crede che questo vada affidato alla\u00a0 legge e alla gestione centralizzata del Ministero della Giustizia e del CSM.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Ridisegnare formalmente \u201cil sistema giustizia\u201d che contiene vincoli normativi, interessi e ideologie molto consolidate \u00e8 difficile quanto quadrare il cerchio. Diventa pi\u00f9 facile se si concepisce un Ufficio Giudiziario come <em>una \u201corganizzazione reale\u201d<\/em> che fornisce servizi ai cittadini :.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essa \u00e8 costituita da diversi \u201cstrati coesistenti\u201d di organizzazioni che rimangono debolmente connesse fra loro finch\u00e8 prevale la cultura burocratica ma che possono essere invece unificate se hanno come scopo condiviso il servizio al cittadino e se in esse prevale cooperazione, comunicazione, scambio di conoscenze, senso di comunit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riorganizzare una \u201corganizzazione reale\u201d in un tribunale vuol dire concretamente ridisegnare i processi, i ruoli e l\u2019organizzazione del lavoro, usare appropriatamente le tecnologie, formare giuristi e personale amministrativo a comprendere e gestire le dimensioni organizzative, generare motivazione e impegno anche in assenza di ricompense materiali\u00a0 ci\u00f2 pu\u00f2 avere effetti straordinari sull\u2019efficacia e l\u2019efficienza degli stessi uffici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un programma di change management lanciato top down e realizzato bottom up: Best Practices della Giustizia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2009, sulla base dei positivi risultati raggiunti nello sviluppo organizzativo della Procura di Bolzano, il Ministro della Giustizia, il Ministro della Pubblica Amministrazione e le Regioni avevano concordato con l\u2019Unione Europea un progetto interregionale denominato \u201cDiffusione di buone pratiche negli Uffici Giudiziari in Italia\u201d finanziato dal Fondo Sociale Europeo. Al Progetto hanno aderito 23 Regioni, 190 Uffici Giudiziari e sono stati attivati 700 cantieri esecutivi.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto Best Practices Giustizia non ha riguardato il contenuto e le forme dell\u2019attivit\u00e0 giurisdizionale dei magistrati e non ha previsto la formulazione di proposte legislative. Esso costituisce un esperimento di valorizzazione del \u201cmargine di manovra\u201d di miglioramento organizzativo e gestionale alla portata dei poteri gestionali gi\u00e0 esistenti del Gruppo Dirigente dei singoli Uffici Giudiziari. Esso si riprometteva fra l\u2019altro di attivare la guida e l\u2019attiva partecipazione dei Magistrati e del personale di cancelleria con il supporto abilitante di societ\u00e0 di consulenza come leva principale per migliorare il funzionamento organizzativo degli Uffici Giudiziari.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto Best Practices prevedeva sei \u201clinee di servizio\u201d che societ\u00e0 di servizi assegnatarie avrebbero\u00a0 dovuto offrire agli Uffici Giudiziari di cui le prime due (\u201cAnalisi e riorganizzazione degli uffici giudiziari al fine di migliorare l&#8217;efficienza operativa e l&#8217;efficacia delle prestazioni rivolte agli utenti interni ed esterni\u201d; \u201cAnalisi dell&#8217;utilizzo delle tecnologie, adozione ed utilizzazione delle stesse per il miglioramento organizzativo\u201d ) hanno rappresentato la stragrande maggioranza degli interventi (569 + 379 in 190 uffici giudiziari): queste linee di servizio in realt\u00e0 implicavano progetti di change management che per essere tali richiedono sempre una forte integrazione fra i soggetti ( magistrati, personale amministrati, soggetti esterni) e fra gli oggetti di intervento (processi di lavoro, ruoli, informatica, formazione) ma soprattutto una forte committenza con la fissazione di obbiettivi specifici da parte dei Capi Ufficio e dei loro Comitati Guida e la continua misura dei risultati fissati dalla dirigenza dei singoli uffici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Progetto di riorganizzazione degli Uffici Giudiziari della Lombardia, denominato \u201cInnovagiustizia\u201d, \u00e8 stato il primo e finora quello di riferimento. E\u2019 stato finanziato dal Fondo Sociale Europeo attraverso una gara indetta dalla Regione Lombardia vinta da una RTI guidata dalla Fondazione Politecnico e coordinata dalla Fondazione Irso che ha coinvolto gli Uffici Giudiziari di Milano, Monza, Varese, Crema, Cremona, Brescia, Lecco. Nell\u2019ambito di tale progetto in particolare la Fondazione Irso ha seguito il progetto di riorganizzazione del Tribunale e della Procura di Monza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Tribunale e la Procura di Monza: Uffici Giudiziari \u201ccapaci di cambiare\u201d\u00a0<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Tribunale e della Procura di Monza, all\u2019interno del progetto Innovagiustizia, hanno adottato il metodo di <em>change management strutturale<\/em> basato su un \u201cpiano industriale e istituzionale\u201d e sull\u2019attivazione di cantieri\u201d. Il \u201cpiano\u201d si riprometteva risultati tangibili di efficienza e di trasparenza dell\u2019\u201dorganizzazione reale\u201d e un marcato rendimento istituzionale sul territorio. I \u201ccantieri\u201d erano i progetti operativi realizzati da gruppi di magistrati e personale amministrativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Presidente del Tribunale Annamaria Di Oreste e il Procuratore della Repubblica Corrado Carnevali avevano costituito un Comitato Guida. Le attivit\u00e0 sono state stimolate e coordinate da Giuseppe Air\u00f2, Presidente della Sezione Penale e da Luisa Zanetti, Procuratore Aggiunto. Fondazione Irso ha offerto una consulenza abilitante, con un team di consulenti esperti guidati Federico Butera, fra cui Maurizio Carbognin che ha seguito il coordinamento di Innovagiustizia e a Monza il sistema direzionale e Sebastiano Di Guardo che ha curato il cantiere della Volontaria Giurisdizione che presentiamo nel prossimo paragrafo.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I \u201ccantieri\u201d consistevano in attivit\u00e0 di miglioramento e cambiamento con oggetto e risultati chiaramente identificati, svolti in tempi brevi e alla portata delle analisi e della progettualit\u00e0 delle persone coinvolte. A Monza furono<\/p>\n<ul style=\"list-style-type: square;\">\n<li>riprogettati i processi e l\u2019\u201corganizzazione reale\u201d di:\u00a0<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0decreti penali di condanna, ad esempio quelli per guida in stato di ebbrezza<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0vendite immobiliari\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0volontaria giurisdizione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0cancellerie riunificate dell\u2019area penale\u00a0<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify; list-style-type: square;\">\n<li>predisposto il bilancio sociale e la carta dei servizi<\/li>\n<li><span style=\"text-align: justify;\">accompagnate le adozioni delle tecnologie telematiche<\/span><\/li>\n<li><span style=\"text-align: justify;\">definiti un sistema di pianificazione e controllo e un cruscotto direzionale per il Tribunale<\/span><\/li>\n<li><span style=\"text-align: justify;\">avviato un sistema di monitoraggio dei carichi di lavoro della Procura\u00a0<\/span><\/li>\n<li><span style=\"text-align: justify;\">costituito un Ufficio Programmazione e Innovazione e un Ufficio Rapporti con il territorio\u00a0<\/span><\/li>\n<li><span style=\"text-align: justify;\">attivato un sito web e condotte numerose attivit\u00e0 di comunicazione\u00a0<\/span><\/li>\n<li><span style=\"text-align: justify;\">costituito un tavolo della Giustizia a cui partecipano le Istituzioni Locali\u00a0<\/span><\/li>\n<li><span style=\"text-align: justify;\">avviata la costituzione di una Fondazione per la Giustizia<\/span><\/li>\n<li>accompagnamento dell\u2019accorpamento della sede di Desio<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto di cambiamento degli Uffici Giudiziari a Monza ha ricevuto 4 premi europei per l\u2019innovazione da parte di Istituzioni Italiane e europee.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I risultati tangibili del progetto di Monza hanno riguardato l&#8217;eliminazione di arretrati, la riduzione dei tempi di attesa per i Cittadini, l\u2019eliminazione di attivit\u00e0 semplici con concentrazione su quelle pi\u00f9 critiche, l\u2019efficientamento delle cancellerie, la trasparenza dei procedimenti e altro. I risultati socio-organizzativi sono stati costituiti dal forte miglioramento della integrazione fra Tribunale e Procura, fra magistrati e cancellieri, fra Tribunale e soggetti terzi (pubblico, avvocatura, enti portatori di interesse); lo sviluppo di ruoli orientati al risultato; il rafforzamento di competenze e capacit\u00e0 organizzative di magistrati e personale amministrativo; la responsabilizzazione del personale alla gestione del servizio e non solo all\u2019esecuzione; la generazione di agenti di cambiamento. Questi risultati fanno prevedere che gli Uffici Giudiziari di Monza siano diventati capaci di continuare a cambiare anche dopo che i consulenti hanno finito la loro opera.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Magistrati e cancellieri che progettano la propria organizzazione reale: il cantiere della Volontaria Giurisdizione a Monza.\u00a0<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0 Come \u00e8 stato impostato e realizzato il \u201ccantiere\u201d, ossia l\u2019unit\u00e0 base del metodo che la Fondazione Irso ha adottato per il miglioramento e la progettazione partecipata?\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Facciamo qualche cenno al cantiere della Volontaria Giurisdizione,un caso di collaborazione fra le istituzioni della Brianza che ha migliorato concretamente i servizi rivolti ai soggetti fragili. Un progetto in corso di diffusione presso altri Uffici Giudiziari Italiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Volontaria Giurisdizione \u00e8 un istituto a garanzia dei cittadini anziani e delle persone pi\u00f9 deboli, con disabilit\u00e0 sia psichiche che fisiche, chiamate \u201cbeneficiari\u201d, attivate dalle persone stesse o dai loro parenti (di qui \u201cvolontaria giurisdizione\u201d) nei confronti delle quali il Tribunale non emette un giudizio ma assicura una tutela giuridica, nella maggior parte dei casi senza rappresentanza legale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre in passato la tutela delle persone incapaci (tutela degli interdetti e curatela degli inabilitati) era limitata a revocare le facolt\u00e0 legali della persona debole inibendo cos\u00ec anche la potenziale azione dannosa nei suoi confronti da parte di altri soggetti, con la legge n. 6 del 9 Gennaio 2004 la disciplina viene riformata. Viene rafforzata la tutela giuridica, sociale e medica offerta alle persone pi\u00f9 deboli e fragili. Il Giudice Tutelare ha la possibilit\u00e0 di nominare e gestire la figura dell\u2019Amministratore di Sostegno, un Cittadino che si prende cura di un altro Cittadino. Caso per caso il Giudice Tutelare svolge un\u2019attivit\u00e0 di orientamento continuo a favore dell\u2019Amministratore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le attivit\u00e0 del Giudice Tutelare sono molto onerose perch\u00e9 non si concludono con una sentenza ma sono provvedimenti che \u201cdurano nel tempo\u201d seguendo le esigenze della persona protetta per tutta la durata della sua vita. I provvedimenti di Volontaria Giurisdizione nel 2010 sono stati circa 5.300: un flusso notevole di fascicoli, adempimenti, domande, risposte, decisioni, interventi che l\u2019organizzazione tradizionale del Tribunale non riusciva a gestire con le poche risorse umane e tecnologiche disponibili e con i vincoli normativi esistenti. Quindi il cantiere ha affrontato un problema di efficienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema di efficacia consisteva nel fatto che le esigenze dei cittadini sono normalmente gestite da diverse organizzazioni\/istituzioni che difficilmente riescono a coordinarsi: il Tribunale, per le questioni che riguardano l\u2019ambito giuridico; i Servizi Sociali dei Comuni, per le questioni che riguardano l\u2019ambito socio-assistenziale; le ASL, per le questioni che riguardano l\u2019ambito sanitario; il Terzo Settore per l\u2019erogazione di molti servizi insieme alle Asl. Era il Cittadino solo a gestire le sovrapposizioni e le ridondanze burocratiche di Eni scoordinati trovando, come pu\u00f2 e quando pu\u00f2, la strada per risolvere al meglio le sue esigenze.: un viaggio kafkiano.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il gruppo di progettazione del \u201ccantiere\u201d della Volontaria Giurisdizione defin\u00ec gli obiettivi del cantiere: semplificare e creare unicit\u00e0 dei punti d\u2019accesso, accompagnare l\u2019utente nella gestione dell\u2019intero ciclo di servizio, personalizzare la relazione; valorizzare la relazione con l\u2019utenza come momento d\u2019ascolto; garantire pari condizioni di accesso a tutti i Cittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La principale innovazione organizzativa fu rappresentata dalla progettazione e realizzazione degli \u201cSportelli Territoriali di Prossimit\u00e0\u201d in alcuni Comuni del Territorio di Monza, condotta in collaborazione con le istituzioni del territorio e con le associazioni di Volontariato. In questi Sportelli i Cittadini possono trovare informazioni e supporto, ascolto ed assistenza alle loro richieste ed una consulenza specifica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli strumenti informatici che hanno sostenuto il cambiamento furono:<\/p>\n<ul style=\"list-style-type: square;\">\n<li>l\u2019applicativo che favorisce l\u2019interazione tra gli Uffici della Procura e del Tribunale<\/li>\n<li><span style=\"text-align: justify;\">l\u2019applicativo di tracking on line sullo stato del fascicolo<\/span><\/li>\n<li><span style=\"text-align: justify;\">la gestione delle agende condivise tra i Giudici<\/span><\/li>\n<li><span style=\"text-align: justify;\">la nuova modulistica per il Cittadino<\/span><\/li>\n<li><span style=\"text-align: justify;\">l\u2019architettura del nuovo sito web<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma sopratutto \u00e8 avvenuto un cambiamento della \u201corganizzazione reale\u201d, che ha modificato i comportamenti e le competenze organizzative delle persone e delle Istituzioni, attraverso consenso e partecipazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0La soluzione organizzativa degli \u201csportelli\u201d e gli strumenti informatici sono esportabili. I processi progettuali, sociali e culturali che hanno reso possibile il successo del \u201ccantiere\u201d devono essere attivati in ogni specifico contesto.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I principali risultati conseguiti con il \u201ccantiere\u201d della Volontaria Giurisdizione\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1. Riduzione del 30% degli accessi dei Cittadini alla Cancelleria\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2. Riduzione del 20% del tempo medio per un primo deposito di istanza\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3. 100% di modulistica riprogettata con criteri di user-centered design\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4. 80% delle istanze depositate utilizzando la nuova modulistica nella versione dotata di codice a barre\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5. Implementazione della sezione \u201cServizi al Cittadino\u201d del nuovo sito del Tribunale (con 230.000 visitatori totali in un anno)\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6. Pi\u00f9 del 90% dei fascicoli ricevuti da luglio 2011 gestiti tramite il Sistema di Tracking on line\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">7. Implementazione del servizio per l\u2019invio automatico di e-mail al Cittadino.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">8. Implementazione del servizio di invio tramite posta ordinaria del provvedimento (tramite busta preaffrancata ed indirizzata dal Cittadino)\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">9. Firmati 7 protocolli tra Tribunale e Comuni per l\u2019istituzione di 7 \u201cSportelli Territoriali di Prossimit\u00e0 \u201c<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">10. Formati 45 futuri operatori di\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">11.Realizzate 15 giornate di affiancamento per i futuri operatori di sportello\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">12.Definito un protocollo tra il Tribunale e l\u2019Ordine degli Avvocati per l\u2019istituzione di un elenco di professionisti accreditati sulle materie di Volontaria Giurisdizione e per la fornitura gratuita del servizio di consulenza esperta presso gli Sportelli Territoriali<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">13. Percorsi di formazione per Amministratori di Sostegno indetti dalla Provincia di Monza e Brianza\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi risultati non sarebbero stati possibili senza a) l\u2019attivit\u00e0 di il Comitato interistituzionale \u201cTavolo della Giustizia\u201d, che esamina e condivide i problemi economici e sociali del Sistema della Giustizia in ambito locale; b) la crescita di un gruppo di \u201cagenti del cambiamento\u201d composto da Giudici e personale amministrativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le lezioni apprese dal programma nazionale Best Practices della Giustizia<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il programma Best Practices della Giustizia non solo ha diffuso best practices e sviluppato cultura organizzativa e management, ma ha fatto condividere al mondo giudiziario la consapevolezza che l\u2019organizzazione non riguarda solo la \u201cburocrazia\u201d (il funzionamento degli uffici amministrativi) ma l\u2019intero processo di lavoro e il sistema organizzativo complessivo che coinvolge magistrati e personale amministrativo. Ha dimostrato che \u00e8 possibile cambiare e migliorare la funzionalit\u00e0 della \u201corganizzazione reale\u201d degli uffici anche a sistema normativo e a risorse date. Il programma ha provato che la complessit\u00e0 delle dimensioni organizzative degli Uffici Giudiziari \u00e8 risolvibile all\u2019interno di progetti virtuosi e percorsi di <em>change management<\/em> condotti da una \u201ccomunit\u00e0 di innovatori\u201d fra Magistrati e cancellieri che scambiano esperienze, discutono e coltivano la formazione dei pi\u00f9 giovani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Baster\u00e0 questo a recuperare parte dell\u20191% del PIL sprecato da una Giustizia inefficiente e assicurare rispetto dei cittadini e trasparenza?\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni progetti avviati hanno conseguito risultati tangibili importanti nella riduzione dei tempi della giustizia, nell\u2019efficienza interna, nell\u2019apertura all\u2019esterno, nella trasparenza. La maggior parte non hanno ancora prodotto i risultati attesi. Molti non li raggiungeranno mai.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una fase 2 del progetto non \u00e8 stata ancora lanciata anche se esistono le risorse europee che lo consentirebbero. L\u2019esperienza fatta ha insegnato che\u00a0 una possibile \u201cfase 2\u201d del progetto potrebbe far acquisire ai progetti una ben pi\u00f9 grande efficacia. E in particolare :<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify; list-style-type: square;\">\n<li>occorre assicurarsi sempre che il punto di partenza sia la fissazione di obbiettivi specifici da parte dei Capi Ufficio e dei loro Comitati Guida e che vi sia una continua misura dei risultati: non basta l\u2019adempimento di fornire dati al Ministero\u00a0<\/li>\n<li><span style=\"text-align: justify;\">Ministero della Giustizia, Ministero della Pubblica Amministrazione, Regioni e FSE, Sedi Giudiziarie devono cooperare pi\u00f9 strettamente non solo nel lancio ma soprattutto nella gestione: occorrerebbe nominare una figura di magistrato di grande rilievo che coordini e animi il progetto\u00a0<\/span><\/li>\n<li><span style=\"text-align: justify;\">se le Regioni anche in futuro saranno \u201cstazioni appaltanti\u201d per l\u2019assegnazione di fondi, occorre rivedere il modo di formulare i bandi centrandoli pi\u00f9 sul raggiungimento dei risultati che sugli adempimenti a prescrizioni. Occorre che nelle commissioni giudicatrici ci siano i magistrati e i cancellieri<\/span><\/li>\n<li>creare per le societ\u00e0 di consulenza opportunit\u00e0 per la loro evoluzione e qualificazione in linea con altri paesi europei, promuovere consulenza abilitante e di qualit\u00e0, scoraggiare i cartelli\u00a0<\/li>\n<li>coinvolgere una comunit\u00e0 scientifica e professionale che orienti e commenti le vicende del programma,\u00a0<\/li>\n<li>curare la comunicazione sul programma su tutti i media\u00a0<\/li>\n<li>curare le ricadute in termini di programmi formativi per l\u2019attuale e futuro personale giudiziario: il grande \u201clibro di testo\u201d costituito da queste esperienze non \u00e8 stato ancora aperto<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un ultimo commento: questa esperienza degli Uffici Giudiziari italiani potrebbe suggerire progetti simili ed esenti dai limiti di questo primo progetto che potrebbero essere promossi dalla prossima programmazione europea 2014-2020 in altre aree della Pubblica Amministrazione.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La formazione di Magistrati alle funzioni direttive<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Scuola Superiore della Magistratura ha lanciato nel 2013 un corso residenziale a Scandicci<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">per i magistrati che aspirano a ricoprire funzioni direttive, ossia Presidente di Tribunale e Procuratore Capo.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il corso avviato dal Presidente della Scuola prof. Valerio Onida e dal Direttore del Corso, Dott. Beniamino Deidda si \u00e8 avvalso dell\u2019attivit\u00e0 di progettazione e di docenza di un Comitato di Esperti Formatori nelle persone di Federico Butera, Bruno Dente, Daniela Piana, Giancarlo Vecchi. Il corso \u00e8 nel 2016 tuttora in corso sotto il nuovo presidente Prof. Gaetano Silvestri e la nuova responsabile del corso Cons. Luisa Napolitano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Scuola Superiore con questo ha realizzato il pi\u00f9 numeroso e intensivo corso di management sia nel settore pubblico che in quello privato: oltre 600 partecipanti di alto livello presenti in aula per 4 giorni e mezzo e impegnati al termine a fare un progetto. Le caratteristiche di questo corso acquisiscono, esaltano e diffondono la cultura e le esperienze generate dal progetto Best Practices. Il corso infatti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2022 ha come oggetto i temi e i problemi di organizzazione e di gestione di cui si occupa il Capo dell\u2019UGG<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2022 tende a valorizzare i \u201cmargini di manovra\u201d che un Capo Ufficio ha nello svolgimento del suo ruolo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2022 vengono trattate non materie giuridiche ma bens\u00ec tipicamente materie manageriali come organizzazione, controllo dei risultati, bilancio sociale, comunicazione, project management e altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2022 il percorso di apprendimento si basa non su nozioni ma i magistrati\u00a0<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>&#8211; si immergono per 4 giorni e mezzo in un contesto in cui ricevono dai responsabili della Scuola una forte richiesta di \u201ccambio d\u2019angolo\u201d in aggiunta alla professione di magistrato che conoscono bene;<\/li>\n<li>&#8211; entrano in rapporto con \u201creputati docenti alieni\u201dche conoscono il loro mondo ma propongono loro contenuti scientifici e nozioni diverse a quelle giuridiche che loro padroneggiano;\u00a0<\/li>\n<li>&#8211; incontrano loro \u201creputati colleghi\u201d che raccontano esperienze di cambiamento organizzativo; lavorano in gruppo (valorizzando la cooperazione, comunicazione, scambio di conoscenze con gli altri); costruiscono relazioni personali che favoriscono la nascita di una comunit\u00e0 di gestori e innovatori,<\/li>\n<li>&#8211; \u00a0predispongono un progetto finale centrato proprio sulla progettualit\u00e0.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I risultati fin qui raggiunti sono\u00a0 di questo corso sono<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<ul>\n<li><span>\u2022<\/span> Un patrimonio di lezioni, documentazioni, esercitazioni relative alla cultura organizzativa e gestionale centrata sul mondo giudiziario<\/li>\n<li><span>\u2022<\/span> La messa a valore e condivisione nel corso delle migliori esperienze di miglioramento e cambiamento gestionale e organizzativo degli Uffici ( Progetto nazionale Best Practices e esperienze eccellenti in alcuni Uffici)\u00a0<\/li>\n<li><span>\u2022<\/span> La estesa condivisione dell\u2019importanza e dei limiti di portata dei margini di manovra del Capo dell\u2019Ufficio Giudiziario\u00a0<\/li>\n<li><span>\u2022<\/span> Lo sviluppo della progettualit\u00e0 dei partecipanti condotta con metodi partecipativi\u00a0<\/li>\n<li><span>\u2022<\/span> 600 rapporti finali (lavori in remoto) di elevata qualit\u00e0<\/li>\n<li><span>\u2022\u00a0<\/span>La costituzione di una community di magistrati competenti e interessati sui temi organizzativi ed economici, con l\u2019orientamento alla risoluzione dei problemi invece che accomunati dalla sola attesa di interventi normativi o economici\u00a0<\/li>\n<li><span>\u2022\u00a0<\/span>La costituzione di\u00a0 community di docenti di management senior e giovani esperti nei temi dell\u2019organizzazione della Giustizia\u00a0<\/li>\n<\/ul>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Conclusione<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riorganizzare le Pubbliche Amministrazioni si pu\u00f2: \u00e8 stato fatto un programma importante per riorganizzare anche gli Uffici Giudiziari, forse i pi\u00f9 complicati fra le Pubbliche Amministrazioni poich\u00e9 esse sono insieme una amministrazione, una Istituzione e il terzo Potere dello Stato. Ci\u00f2 pu\u00f2 essere ottenuto non solo con riforme. La storia &#8211; che abbiamo presentato &#8211; del programma Best Practices che ha toccato 190 uffici giudiziari e del Tribunale e della Procura di Monza, consente di formulare una proposta fattibile per molte Pubbliche Amministrazioni: quella di avviare programmi nazionali di alto profilo finanziati anche dalla Unione Europea che attivino progetti locali e cantieri specifici di riorganizzazione condotti con la massima partecipazione del personale degli Enti e supportati da servizi di qualit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli ingredienti chiave per il successo di questo tipo di programmi e progetti sono il concepire le Pubbliche Amministrazioni come \u201corganizzazioni di servizio al cittadino\u201d, la fissazione di misurabili obbiettivi di valore per il cittadino e di riduzione della spesa pubblica, l\u2019intervento a 360\u00b0 sull\u2019\u201dorganizzazione reale\u201d nei singoli uffici, l\u2019accompagnamento organizzativo e professionale per valorizzare e a rendere usabile la tecnologia, la cooperazione sui progetti e sui cantieri fra istituzioni imprese e volontariato, la formazione sul campo di un management pubblico moderno e di una comunit\u00e0 di innovatori, il riorientamento a risultati non marginali e misurabili di efficacia e efficienza dei servizi resi alla Pubblica Amministrazione dall\u2019Universit\u00e0, dalla Ricerca, dalle societ\u00e0 di tecnologia, dalla consulenza. Le soluzioni e i metodi estratti dai migliori casi di successo vanno poi diffuse a livello nazionale e internazionale dal management e dagli innovatori che li hanno realizzati, da contributi scientifici e mediatici di alto livello. Fondamentale \u00e8 assicurare a tutto il percorso una forte e autorevole regia centrale che promuova e generi energia e consenso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0note<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>1 \u00a0Federico Butera \u00e8 Professore Emerito di Scienze dell\u2019Organizzazione e ha tenuto la cattedra di Sociologia dell\u2019Organizzazione prima all\u2019Universit\u00e0 di Roma La Sapienza e poi all\u2019Universit\u00e0 di Milano Bicocca (1988-2012). E\u2019 Direttore della rivista Studi Organizzativi. E\u2019 dal 1974 fondatore e Presidente della Fondazione Irso che, fra l\u2019altro, ha seguito il progetto Innovagiustizia in Lombardia e in particolare il tribunale e la procura di Monza.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>2 \u00a0<strong>L\u2019\u201corganizzazione reale\u201d\u00a0<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>Gli \u201cstrati organizzativi\u201d coesistenti in una stessa organizzazione sono:<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>1. l\u2019organizzazione istituzionale, data dalle leggi;<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>2. l\u2019organizzazione formale, che definisce strutture, autorit\u00e0, responsabilit\u00e0, procedure formalizzate;\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>3. l\u2019organizzazione tecnica, ossia quella che indotta dai sistemi informativi;<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>4. l\u2019organizzazione professionale, ossia l\u2019organizzazione data dalle norme e dalle culture delle professioni;<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>5. l\u2019organizzazione di fatto, data dalle prassi di lavoro;<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>6.la rete organizzativa si istituzioni e imprese in cui essa \u00e8 inserita\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>7. l\u2019organizzazione percepita, ossia il modo con cui i diversi gruppi che partecipano all\u2019organizzazione la vedono e la vivono in base alle loro culture e valori;<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>8. l\u2019organizzazione informale, in cui irrompono le relazioni personali positive e negative, gli interessi, gli opportunismi, i comportamenti personali.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>L\u2019\u201corganizzazione\u201d reale \u00e8 l\u2019insieme di tutti questi diversi sistemi di regolazione: se integrati danno all\u2019organizzazione il carattere di un organismo vitale, agile, efficace; se non integrati divengono una arena di conflitti, incoerenze, inefficienze. L\u2019organizzazione reale quindi non pu\u00f2 essere progettata a tavolino e governata con la sola gerarchia ma sviluppata con processi di cambiamento e di impegno.<\/em><\/span><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>da Federico Butera, Il Cambiamento organizzativo, Laterza, 2009.\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>3 \u00a0Il Premio Constantinus della FEACO (Federazione delle Societ\u00e0 di Consulenza Europee) per il miglior progetto di consulenza europeo \u00e8 stato assegnato alla Fondazione Irso e agli Uffici Giudiziari di Monza in Confindustria. Agli Uffici Giudiziari di Monza \u00e8 stato assegnato il premio nazionale per l&#8217;innovazione (una delle due Pubbliche amministrazioni premiate) da parte del Presidente del CNR Nicolais e del MIUR Carrozza, alla presenza del Presidente della Repubblica. Gli Uffici Giudiziari di Monza sono stati selezionati per altri due riconoscimenti europei: l\u2019European Public Sector Award dell\u2019Institute for Public Administration e la selezione del progetto di Monza per il 7TH QUALITY CONFERENCE dell\u2019Unione Europea che si svolger\u00e0 a Vilnius a Ottobre alla presenza del Presidente di turno dell\u2019Unione Europea.<\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il problema: lo sviluppo organizzativo degli Uffici Giudiziari pu\u00f2 contribuire alla competitivit\u00e0 dell\u2019Italia? 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