{"id":18816,"date":"2023-05-09T15:09:01","date_gmt":"2023-05-09T13:09:01","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/?p=18816"},"modified":"2023-05-09T15:43:25","modified_gmt":"2023-05-09T13:43:25","slug":"una-partita-aperta-a-rischio-di-perderla-in-casa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/una-partita-aperta-a-rischio-di-perderla-in-casa\/","title":{"rendered":"Una partita aperta, a rischio di perderla in casa"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il PNRR \u00e8 la ciambella di salvataggio per non correre il rischio di un nuovo ciclo recessivo. Non ci facciamo abbacinare dai dati della produzione e dell\u2019occupazione. Sono buoni, ma fragili. Guardano al passato, pi\u00f9 che al futuro. La domanda interna non d\u00e0 le stesse soddisfazioni di quella estera. Ci\u00f2 \u00e8 dovuto soprattutto per i bassi salari che caratterizzano vecchia e nuova occupazione. Ma anche la congiuntura mondiale &#8211; sulla quale dominano la guerra in Ucraina e l\u2019inflazione che non pare domabile facilmente &#8211; \u00e8 carica di incertezze. In questo contesto, l\u2019Italia deve fronteggiare contemporaneamente tre questioni: il giudizio delle agenzie di rating sempre in agguato, la lente d\u2019ingrandimento della Commissione Europea sui conti pubblici, le decisioni della BCE, per ora orientate a tenere alti i tassi d\u2019interesse.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Senza entrare nel merito di ciascuna di esse, \u00e8 pi\u00f9 che evidente che l\u2019Italia \u00e8 una osservata speciale, non tanto per il tipo di maggioranza parlamentare e di Governo che \u00e8 in carica, quanto per i comportamenti che si adottano, specie ora che la pandemia \u00e8 data per superata e con essa le parole d\u2019ordine economico e sociale che &nbsp; governarono la fase acuta della sua diffusione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutti ricordiamo la frase di Draghi Presidente della BCE, \u201cwhatever it takes\u201d con la quale inaugur\u00f2 gli acquisti di debito degli Stati dell\u2019Unione e dell\u2019Italia in particolare, all\u2019inizio del Covid e quella che coni\u00f2 successivamente da Presidente del Consiglio dei Ministri italiano: \u201cin questo momento i soldi si danno, non si prendono\u201d. Quella fase non \u00e8 finita con l\u2019uscita di scena di Draghi. La Meloni l\u2019ha proseguita, ma prosciugando le disponibilit\u00e0 residue della precedente gestione e incominciando a fare \u201cscostamenti di bilancio\u201d, incominciando a intaccare, al ribasso, il welfare. Anche per questo Governo \u00e8 giunta l\u2019ora di fare scelte pi\u00f9 strategiche.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pu\u00f2 uscirne indenne se gli investimenti previsti dal PNRR sono realizzati nei tempi concordati con Bruxelles e soprattutto nel rispetto degli obiettivi che tutta l\u2019Europa si \u00e8 data con il Next Generation EU di cui \u00e8 figlio legittimo. Avendo natura aggiuntiva al bilancio dello Stato, pu\u00f2 diventare non solo un supporto all\u2019innovazione ecologica e digitale del sistema produttivo, ma un sostegno alla domanda interna, se quella estera non dovesse viaggiare alla velocit\u00e0 che ha avuto in questi due ultimi anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La scommessa quindi \u00e8 grossa. Non si capisce perch\u00e9 c\u2019\u00e8 chi, anche nel Governo, sostiene che \u00e8 meglio rinunciare subito ad una quota del prestito assegnatoci, se la tabella di marcia di alcuni progetti non assicura che si sta nei tempi stabiliti. Dicono: risparmiamoci di pagare interessi su quattrini che non utilizzeremo. Una assurdit\u00e0, da ragionieri senza voglia di pensare in grande.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Altri, soprattutto nel Governo, sono per una modulazione dei progetti, puntando il dito contro i Comuni. Sono indiziati di perdere o prendere tempo, oltre che di avere spesso riesumato vecchie proposte. L\u2019accusa \u00e8 accompagnata da una unica e chiara intenzione: accentrare risorse e destinarle ad altri obiettivi. Un cambiamento di impostazione rispetto al Governo Draghi, che non solo aveva favorito un giusto equilibrio tra grandi opere nazionali e interventi locali, ma aveva avviato la costituzione di una squadra di esperti per aiutare gli enti locali&nbsp; qualora fossero stati sprovvisti di adeguate competenze professionali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Governo Meloni ha considerato superata l\u2019assistenza tecnica e punta su un pi\u00f9 accentuato dirigismo. Un vero e proprio esproprio di responsabilit\u00e0, un impoverimento di partecipazione, senza indicare in quale direzione andrebbero le risorse cos\u00ec recuperate. Si parla genericamente di coinvolgimento dei grandi gruppi produttivi pubblici e privati, considerati attori pi\u00f9 affidabili. Questi non sono rimasti assenti nella ripartizione delle risorse e quasi sempre in sintonia con le linee guida che l\u2019Europa ha indicato e che sono state fatte proprie dal PNRR.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rispetto a questa svolta, due sono le considerazioni che emergono. La prima \u00e8 che l\u2019ANCI ha reagito duramente, con cifre e titoli che in parte contestano l\u2019attacco governativo. La Corte dei Conti ha confermato che la situazione non \u00e8 cos\u00ec disastrosa, come l\u2019ha fatto credere il Ministro Fitto.&nbsp; Anzi, l\u2019ANCI rimarca che non tutti i comuni sono in grado di anticipare i costi delle iniziative e che lo Stato non ha ancora accolto la loro proposta di costituire un Fondo rotativo per sostenere chi \u00e8 in difficolt\u00e0. Si stanno affilando le armi, per uno scontro istituzionale evitabile e che non conviene a nessuno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un Governo senza pregiudizi dovrebbe scegliere di dare un tempo massimo per l\u2019inizio dei lavori, compatibile con gli impegni presi con Bruxelles, per poi ritirare l\u2019assegnazione delle risorse. Oppure dovrebbe assicurare un sostegno operativo per accelerare gli iter progettuali e burocratici. Ovvero dovrebbe richiedere una diversa destinazione delle risorse, sempre nello stesso territorio e nei settori prioritari del PNRR, come pi\u00f9 asili nido o comunit\u00e0 energetiche o presidi territoriali sanitari. Investimenti vitali, poco costosi e coerenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019atteggiamento allarmistico sui tempi attuativi fa pensare, invece, a un disegno alternativo da privilegiare. Forse per favorire progetti rimasti fuori elenco o accontentare quei gruppi produttivi che sono rimasti a bocca asciutta o insoddisfatti per la razione finora avuta e che, anche con qualche forzatura, possono rientrare nelle linee guida. Ebbene, se risorse ci saranno da riusare, ricorrendo al coinvolgimento di aziende private o pubbliche, invalicabile dovrebbero essere la loro destinazione a investimenti compatibili con gli obiettivi del PNRR e il necessario consenso dei territori coinvolti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La partita non \u00e8 ancora incominciata. Ma essa \u00e8 decisiva per il futuro ruolo italiano negli assetti mondiali che si stanno delineando. Prima ancora di chiamare l\u2019opposizione a discutere di riforme istituzionali, di cui si sa di certo quando si parte ma non quando e come si arriva, forse il Governo dovrebbe sentire e far sentire a tutti la responsabilit\u00e0 di un impegno per una piena, rigorosa e condivisa attuazione del PNRR. In ogni caso, un monitoraggio trasparente e puntuale dell\u2019evolversi di questa opportunit\u00e0 irripetibile dovrebbe essere esercitato dalle forze sociali e dai partiti di opposizione, allo scopo di offrire agli italiani elementi di valutazione, circa il loro destino. &nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ll PNRR \u00e8 la ciambella di salvataggio per non correre il rischio di un nuovo ciclo recessivo. Non ci facciamo abbacinare dai dati della produzione e dell\u2019occupazione. Guardano al passato, pi\u00f9 che al futuro. 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