{"id":19058,"date":"2023-06-06T16:24:54","date_gmt":"2023-06-06T14:24:54","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/?p=19058"},"modified":"2023-06-06T16:27:26","modified_gmt":"2023-06-06T14:27:26","slug":"studio-e-lavoro-un-binomio-sponsorizzato-da-un-giusto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/studio-e-lavoro-un-binomio-sponsorizzato-da-un-giusto\/","title":{"rendered":"Studio e lavoro, un binomio sponsorizzato da un &#8221;giusto&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Normalmente i sacerdoti di campagna o di periferia vengono ricordati poco dai loro superiori di Chiesa o dai cultori delle letture erudite, ma sono ricordati molto dalla gente comune, credenti e non credenti. Don Lorenzo Milani \u00e8 tra questi ultimi, nonostante siano passati 100 anni dalla sua nascita e 43 dalla sua morte. Qualche merito deve per forza averlo. \u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Considerato quasi \u201ceretico\u201d dalla Chiesa del suo tempo, post mortem \u00e8 stato riabilitato con grande prudenza, fino a quando Papa Francesco si rec\u00f2 sulla sua tomba per dirgli che la sua vita \u00e8 stata \u201cun modo esemplare di servire il Vangelo, i poveri e la Chiesa stessa\u201d. Ed ora i credenti aspettano che venga accolto tra i \u201cgiusti\u201d, che sotto il profilo ecclesiale, dovrebbe essere il suo approdo naturale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma sotto quella veste talare, divenuta sempre pi\u00f9 logora man mano che a Barbiana si consumava la sua vita, batteva un cuore civile di raffinata fattura. Caparbiamente, voleva affermare che la dignit\u00e0 umana aveva bisogno di libert\u00e0 democratica, di giustizia sociale, di partecipazione attiva. E la molla che poteva alimentare queste tre esigenze, la individu\u00f2 nel binomio studio e lavoro. Chi aveva accesso a queste due fonti del benessere individuale e comunitario, poteva esercitare con maggiore convinzione e sensibilit\u00e0 le libert\u00e0 costituzionali, la lotta alle disuguaglianze, l\u2019esercizio del voto. Non a caso, molti dei suoi primi studenti divennero sindacalisti, nelle file della CISL, ricoprendo incarichi anche importanti (fra tutti mi piace citare Michele Gesualdi, diventato Segretario Generale della CISL di Firenze, poi Presidente della Provincia di Firenze e infine Presidente della Fondazione don Milani e consiglio la lettura del suo libro \u201cDon Lorenzo Milani, l\u2019esilio di Barbiana, San Paolo Edizioni, 2016).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allargando il campo visivo, qualche anno dopo,&nbsp; la stessa convinzione la espresse Romano Prodi: \u201cnon si pu\u00f2 essere un Paese ricco e nello stesso tempo ignorante; prima o poi uno dei due termini deve adeguarsi all\u2019altro\u201d. Don Milani e Prodi non avevano fatto nessuna scoperta; leggevano la realt\u00e0 che avevano sotto gli occhi e ne traevano le pi\u00f9 ovvie conclusioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante i progressi realizzati dagli anni 60 dello scorso secolo ai giorni nostri, nelle scuole e sul lavoro, nonostante che don Lorenzo abbia ispirato insegnanti, studenti, famiglie, legislatori e Governi nel loro agire, una felice interazione tra i due termini non \u00e8 stata ancora raggiunta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo studiare non ancora ha metabolizzato la sua funzione di formazione di persone consapevoli che di solo tecnica e nozioni non si pu\u00f2 vivere. Il lavoro, a sua volta, non si \u00e8 candidato in modo determinante a essere sempre pi\u00f9 ricco di contenuti, di senso, tanto da stimolare una voglia di sapere che fosse non al suo servizio ma neanche del tutto estranea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per troppo tempo si \u00e8 teorizzata e praticata una distanza astrale tra studio e lavoro, in nome della tutela del primo dall\u2019egemonia del secondo. Una separatezza che ha provocato spesso sia svuotamento di valore dello studio, sia squalifica professionale del lavoro. In altri termini, possiamo contare molte eccellenze tra studenti e best practies di lavoratori. Ma non annebbiano l\u2019enorme bacino di educazione mediocre e di lavoro povero, esistente nel nostro Paese. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec i pi\u00f9 poveri, i pi\u00f9 sfortunati si sono convinti che disertare la scuola non \u00e8 un dramma esistenziale e solo il lavoro, ma nero, pu\u00f2 assicurare i soldi necessari per s\u00e9 e per la propria famiglia. E\u2019 impressionante ancora oggi l\u2019alta percentuale di abbandoni scolastici dei giovani. Come \u00e8 sconcertante il gap tra domanda e offerta di lavoro, sia dal punto di vista qualitativo che da quello territoriale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019innovazione tecnologica non aspetta certamente i tempi lunghi se non estenuanti dell\u2019adeguamento delle strutture formative pubbliche, ma non intercetta neanche le forme sussidiarie di formazione che molte strutture private esercitano nei territori. Conosco ottimi istituti tecnici pubblici, buone scuole professionali, efficienti enti formativi della societ\u00e0 civile (Enaip, Ial, ecc.), ma il grosso \u00e8 al di sotto degli standard europei. Conosco ITS e Accademy di seria reputazione. Ma i primi sono poco pi\u00f9 di 100 in Italia e le seconde ancora pi\u00f9 mosche bianche.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Migliorare ed alzare il livello di fornitura culturale da parte delle scuole, mettere in campo una politica di continua qualificazione degli insegnanti, non inseguire la domanda innovativa ma possibilmente anticiparla, dotare le scuole pubbliche di strumenti moderni di supporto all\u2019insegnamento, dare strutturalit\u00e0 all\u2019orientamento al lavoro, coinvolgere gli studenti in esperienze vere e non fasulle di alternanza scuola lavoro rappresentano le condizioni minimali per rilanciare la centralit\u00e0 del sapere, come arma vitale per aspirare ad un lavoro decente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le risorse per investimenti in buona parte sono nel PNRR. Ma anche la societ\u00e0 civile potrebbe cooperare a dare al binomio studio e lavoro una valenza positiva. Le grandi associazioni del lavoro (da quelle imprenditoriali a partire dalla Confindustria, a quelle sindacali, quali la CISL, la CGIL e la UIL) potrebbero far convergere le loro forze economiche e formative verso un\u2019unica grande struttura di formazione, efficiente ed efficace e capillarmente presente in tutto il territorio nazionale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Essa&nbsp; pu\u00f2 diventare un punto di attrazione formidabile, un preliminare importante per un migliore governo del mercato del lavoro e una fonte di riduzione del disinteresse dei giovani rispetto al loro destino lavorativo, soprattutto alla vigilia dell\u2019irruzione dell\u2019Intelligenza Artificiale, che sar\u00e0 dilagante in tutti i settori dell\u2019attivit\u00e0 umana. Scrive Umberto Galimberti \u201cla tecnica ha una razionalit\u00e0 elementare, ma prepotentissima\u2026. chiede all\u2019uomo solo efficienza e produttivit\u00e0. Il rischio \u00e8 di mettere fuori gioco tutto quello che ci rende veramente umani. Perch\u00e9 l\u2019uomo non \u00e8 solo razionalit\u00e0, ma anche irrazionalit\u00e0, immaginazione, desiderio, sogno ma ci\u00f2 che fuoriesce dalla tecnica, diventa elemento di disturbo.\u201d (Psiche e Techne, Feltrinelli). Parti sociali che prendessero in mano la formazione dei giovani e degli adulti, dovrebbero anche sotto questo profilo, impedire che la nostra cultura sia solo omologazione ai proprietari della tecnologia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo, sono convinto che il civismo&nbsp; e la visione di don Milani,&nbsp; dovrebbero continuare ad ispirare anche il nostro tempo, le nostre elaborazioni, i nostri programmi e soprattutto le nostre coscienze.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Normalmente i sacerdoti di campagna o di periferia vengono ricordati poco dai loro superiori di Chiesa o dai cultori delle letture erudite, ma sono ricordati molto dalla gente comune, credenti e non credenti. 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