{"id":1973,"date":"2016-11-22T13:15:56","date_gmt":"2016-11-22T12:15:56","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/un-economia-per-l-1-anche-in-italia\/"},"modified":"2016-11-22T13:15:56","modified_gmt":"2016-11-22T12:15:56","slug":"un-economia-per-l-1-anche-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/un-economia-per-l-1-anche-in-italia\/","title":{"rendered":"Un&#8217; economia per l &#8216;1%  anche in Italia"},"content":{"rendered":"<div class=\"WordSection1\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rapporto di Oxfam \u201c<em>Un\u2019Economia per l\u20191%\u201d <\/em>fotografa un\u2019iniqua distribuzione dell\u2019incremento di ricchezza globale netta1 nel periodo 2000-2015. Dall\u2019inizio del nuovo millennio, a livello globale, il 50% pi\u00f9 povero della popolazione mondiale ha ricevuto appena l\u20191% dell\u2019incremento di ricchezza, mentre oltre la met\u00e0 del surplus \u00e8 andata all\u20191% pi\u00f9 ricco. La scomposizione dei dati globali, esaminati e rielaborati da Oxfam sulla base delle evidenze presentate nei <em>Global Wealth Databook <\/em>del 2014 e del 20152 \u00a0di Credit Suisse e con la stessa metodologia econometrica, permette di avere anche per l\u2019Italia un quadro esauriente sulla dimensione attuale e sui trend della ricchezza nazionale netta nel periodo di riferimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1967\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/images_Schermata-2016-11-22-alle-15.40.17.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"655\" height=\"337\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/images_Schermata-2016-11-22-alle-15.40.17.png 655w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/images_Schermata-2016-11-22-alle-15.40.17-300x154.png 300w\" sizes=\"(max-width: 655px) 100vw, 655px\" \/><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"WordSection7\" style=\"text-align: justify;\">\n<p>\u00a0Fonte: <em>Global Wealth Databook 2014 <\/em>e <em>2015 di Credit Suisse, <\/em>rielaborazione Oxfam<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Nel 2015 la distribuzione della ricchezza nazionale netta vede il 20% pi\u00f9 ricco degli italiani detenere il 7,7% della ricchezza nazionale, il successivo 20% (quarto quintile) controllare il 18,3% della ricchezza, <strong>lasciando\u00a0<\/strong><strong>al 60% pi\u00f9 povero<\/strong><strong>3 <\/strong><strong>d<\/strong><strong>ei nostri concittadini il 14% di ricchezza nazionale<\/strong>. Il top-10% della popolazione italiana possiede oggi quasi 8 volte la ricchezza della met\u00e0 pi\u00f9 povera della popolazione. Confrontando il top\u00a01% della popolazione italiana con i due decili pi\u00f9 poveri, il risultato \u00e8 ancora pi\u00f9 sconfortante. <strong>La ricchezza\u00a0<\/strong><strong>d<\/strong><strong>ell\u20191% pi\u00f9 ricco degli italiani <\/strong>(in possesso del 23,4% di ricchezza nazionale netta) <strong>\u00e8 pari a 39 volte la ricchezza del 20% pi\u00f9 povero dei nostri connazionali<\/strong>.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"WordSection8\" style=\"text-align: justify;\">\n<p>Il rapporto analizza anche l\u2019iniqua distribuzione a livello globale del surplus di ricchezza nel periodo 2000-2015 fra i decili della popolazione mondiale. Esaminando questo stesso dato sul fronte italiano, si nota che tra il 2000 e il 2015 si \u00e8 registrato un incremento di ricchezza delle famiglie italiane pari, in valori nominali, a 4.528 miliardi di dollari4. A beneficiarne sono stati soprattutto i pi\u00f9 ricchi con oltre <strong>la met\u00e0 dell\u2019incremento (53,7%) andata al top 10%<\/strong>, una cifra pari a quasi sette volte la quota ricevuta dalla met\u00e0 pi\u00f9 povera della popolazione. L\u2019incremento di ricchezza per <strong>il top-1% <\/strong>(1.093 miliardi di dollari, in valori nominali; di poco superiore al 24% dell\u2019incremento totale) nel periodo di riferimento \u00e8 risultato essere oltre <strong>20 volte superiore alla quota, pari all\u20191,2%, ricevuta dal 20% pi\u00f9 povero <\/strong>degli italiani.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>D<\/strong><strong>i<\/strong><strong>stribuzione dell&#8217;incremento di ricchezza netta nel periodo 2000-2015 fra i decili della popolazione italiana<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"WordSection12\" style=\"text-align: justify;\">\n<p align=\"center\"><strong><img decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1968\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/images_Schermata-2016-11-22-alle-15.43.12.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"741\" height=\"414\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/images_Schermata-2016-11-22-alle-15.43.12.png 741w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/images_Schermata-2016-11-22-alle-15.43.12-300x168.png 300w\" sizes=\"(max-width: 741px) 100vw, 741px\" \/><\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Fonte: <em>Global Wealth Databook 2014 <\/em>e <em>2015 di Credit Suisse, <\/em>rielaborazione Oxfam<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"WordSection13\" style=\"text-align: justify;\">\n<p><strong>L<\/strong><strong>A DISUGUAGLIANZA IN ITALIA: REDDITO DISPONIBILE PRO-CAPITE NAZIONALE<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Rielaborando i dati dalle indagini sui livello di reddito e dei consumi del <em>World Panel Income Distribution Database<\/em><em>5 <\/em>di Lakner e Milanovic, Oxfam ha ricostruito e analizzato la distribuzione del surplus di reddito pro capite registrato nel periodo 1988-20116 su scala globale. Quasi il 46% dell\u2019incremento del reddito disponibile pro-capite globale \u00e8 stato appannaggio del 10% pi\u00f9 ricco della popolazione mondiale a fronte di appena il 10% ricevuto dalla met\u00e0 pi\u00f9 povera della popolazione del pianeta. I dati italiani rivelano per il periodo in esame un incremento complessivo del reddito nazionale pari a 220 miliardi di dollari (a parit\u00e0 del valore di acquisto nell\u2019anno di riferimento 2005). Come per la ricchezza, anche per il reddito disponibile pro-capite nazionale quasi <strong>la met\u00e0 dell\u2019incremento (45%) \u00e8 fluito verso il top-20% della popolazione<\/strong>, il 29% al top-10%. In particolare, <strong>il 10% pi\u00f9 ricco della popolazione ha accumulato un incremento di reddito superiore a quello della met\u00e0 pi\u00f9 povera degli italiani<\/strong>. La sperequazione desta ancor pi\u00f9 allarme se ci si sofferma sulla quota di incremento del reddito ricevuta nell\u2019arco degli oltre vent\u2019anni in esame dal 10% pi\u00f9 povero dei nostri connazionali: un risicato 1% corrispondente ad appena 4 dollari pro-capite all\u2019anno.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>D<\/strong><strong>i<\/strong><strong>stribuzione dell&#8217;incremento di reddito disponibile pro-capite nel periodo 1988-2011 fra i decili della popolazione italiana<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<img decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1969\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/images_Schermata-2016-11-22-alle-15.45.07.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"713\" height=\"296\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/images_Schermata-2016-11-22-alle-15.45.07.png 713w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/images_Schermata-2016-11-22-alle-15.45.07-300x125.png 300w\" sizes=\"(max-width: 713px) 100vw, 713px\" \/>\u00a0<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"WordSection17\" style=\"text-align: justify;\">\n<p>Fonte: <em>World Panel Income Distribution Database <\/em>di Lakner e Milanovic<em>, <\/em>rielaborazione Oxfam<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Il rapporto di Oxfam mette in luce come a partire dal 1999 e ancora fino a due anni fa (il dato per il 2013 \u00e8 l\u2019ultimo disponibile) la crescita dei redditi da lavoro salariato (su scala globale e in termini reali) fosse in netto ritardo sull\u2019aumento della produttivit\u00e0 del lavoro. Un dato che evidenzia come la crescita della produttivit\u00e0 e un aumento di <em>output <\/em>globale non si traducono in un incremento proporzionale delle retribuzioni dei lavoratori, facendo venire meno il legame fra produttivit\u00e0 e prosperit\u00e0. Gli ultimi dati Eurostat esaminati dagli autori del rapporto confermano inoltre che i livelli retributivi non solo non ricompensano adeguatamente gli sforzi dei lavoratori ma risultano sempre pi\u00f9 spesso insufficienti a supplire alle necessit\u00e0 dei singoli e delle famiglie. Non ne \u00e8 esente il continente europeo, pur essendo tra le regioni con i redditi pi\u00f9 alti al mondo. <strong>L<\/strong><strong>\u2019Italia<\/strong>, in particolare, <strong>con un tasso di occupati a rischio di povert\u00e0 pari nel 2013 a 10,7% <\/strong>dell\u2019intera forza lavoro nazionale in et\u00e0 compresa fra i 15 e i 64 anni, <strong>si \u00e8 collocata in 24esima posizione<\/strong><strong>7 <\/strong><strong>n<\/strong><strong>ell\u2019Unione Europea a <\/strong><strong>28<\/strong>.<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<div class=\"WordSection18\" style=\"text-align: justify;\">\n<p><strong>R<\/strong><strong>I<\/strong><strong>CCHE<\/strong><strong>ZZA NASCOSTA E PROFITTI ELUSI: COME L\u2019ITALIA PUO\u2019 CONTRIBUIRE ALLA LOTTA AI PARADISI FISCALI CHE AGGRAVANO LA DISUGUAGLIANZA<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 innegabile che i principali beneficiari dell\u2019economia globale siano le persone pi\u00f9 ricche: il nostro sistema economico \u00e8 infatti fortemente sbilanciato a loro favore e lo sar\u00e0 sempre pi\u00f9. Invece di diffondersi gradualmente verso il basso, reddito e ricchezza sono risucchiati verso il vertice della piramide ad una velocit\u00e0 allarmante. Una complessa rete globale di paradisi fiscali8 e un\u2019industria di gestione patrimoniale in ascesa permettono a queste risorse di rimanere intrappolate in alto, fuori della portata della gente comune e senza ricaduta alcuna per le casse pubbliche degli Stati. Secondo una recente stima9, <strong>7.600 miliardi di dollari di ricchezza individuale <\/strong>(pari a pi\u00f9 dei PIL di Regno Unito e Germania messi insieme e ai <strong>tre quarti della ricchezza netta delle famiglie italiane nel 2015<\/strong>) <strong>sono <\/strong>attualmente <strong>custoditi off-shore<\/strong>. I paradisi fiscali rappresentano inoltre un importante pilastro per le pratiche di pianificazione fiscale aggressiva perpetrata dai grandi gruppi multinazionali con il trasferimento (attraverso ad esempio l\u2019abuso del <em>transfer pricing<\/em><em>10<\/em>) dei profitti da giurisdizioni a medio-alta tassazione verso quelle a fiscalit\u00e0 agevolata, spesso con la tacita complicit\u00e0 dei Governi che garantiscono trattamenti fiscali di favore ai <em>big corporate player <\/em>solo poche volte precettate da strutture sovranazionali come verificatosi <strong>nei recenti casi FIAT e Starbucks. <\/strong>Le due compagnie si sono viste garantire rispettivamente dalle autorit\u00e0 finanziarie del Lussemburgo e dei Paesi Bassi trattamenti fiscali agevolati riconosciuti come aiuti di Stato illegali dalla Commissione Europea ad ottobre del 201511.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1970\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/images_Schermata-2016-11-22-alle-15.46.43.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"799\" height=\"408\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/images_Schermata-2016-11-22-alle-15.46.43.png 799w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/images_Schermata-2016-11-22-alle-15.46.43-300x153.png 300w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/images_Schermata-2016-11-22-alle-15.46.43-768x392.png 768w\" sizes=\"(max-width: 799px) 100vw, 799px\" \/><\/p>\n<p>Il Fondo Monetario Internazionale stima che tra il 2000 e 2014 gli investimenti nei paradisi fiscali da parte delle imprese multinazionali sono quadruplicati12. Un campanello di allarme su possibili pratiche di trasferimento\u00a0degli utili ed erosione di basi imponibili in altri Paesi. Il costo dell\u2019elusione fiscale \u00e8 massiccio. A risentirne maggiormente sono i Paesi in via in sviluppo. L\u2019UNCTAD \u2013 la Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo \u2013 <strong>stima<\/strong><strong>13 <\/strong><strong>in circa 100 miliardi di dollari su base annua le entrate erariali mancanti per i Paesi pi\u00f9 poveri<\/strong>. Ma l\u2019abuso fiscale delle grandi <em>corporation <\/em>riguarda anche i Paesi industrializzati. Secondo un recente studio14 dell\u2019ICTD (International Centre for Tax and Development) solo nel 2012 le maggiori multinazionali statunitensi avrebbero trasferito verso giurisdizioni a bassa tassazione, tra cui le Bermuda, Singapore, Lussemburgo, Paesi Bassi, Irlanda e Svizzera, utili per 500-700 miliardi di dollari, un quarto dei loro profitti annuali complessivi, facendo registrare perdite fiscali in molti Paesi in cui operano tramite proprie controllate. In particolare, per <strong>l\u2019Italia la perdita erariale stimata per il 2012 ammonterebbe a 4.2 miliardi di dollari <\/strong>(soltanto da parte di sussidiarie italiane di multinazionali statunitensi).<\/p>\n<p>E\u2019 inoltre di poche settimane fa la notizia15 che la sussidiaria italiana del gigante statunitense <strong>Apple <\/strong>\u2013 <strong>accusata di aver eluso <\/strong>(via il trasferimento di utili italiani in Irlanda) <strong>l\u2019IRES <\/strong>(imposta sui redditi delle societ\u00e0) <strong>per una cifra pari a 880 milioni di euro nel periodo 2008-2013 <\/strong>&#8211; ha siglato un <strong>accordo con le autorit\u00e0 finanziarie italiane<\/strong>, staccando <strong>un assegno di 318 milioni di euro<\/strong>.<\/p>\n<p>I meritevoli sforzi di contrasto all\u2019elusione fiscale delle grandi corporation da parte delle autorit\u00e0 giudiziarie e tributarie in Italia e negli altri Paesi del Mondo non sono purtroppo sufficienti da soli a porre argine a un fenomeno che ha assunto una dimensione di sistema e che necessita una risposta <em>politica <\/em>altrettanto sistemica.<\/p>\n<p>Oxfam ritiene urgente e irrevocabile un <strong>processo di riforma <\/strong>della fiscalit\u00e0 internazionale coordinato da un <strong>comitato intergovernativo in cui tutti i Paesi abbiano pari diritto di rappresentanza<\/strong>. Una seconda generazione di riforme del fisco globale16 \u00a0che porti all\u2019introduzione di efficaci misure di <strong>giustizia fiscale<\/strong>, antidoto fondamentale per ridurre i crescenti livelli di disuguaglianza.<\/p>\n<p>Oxfam Italia invita i decisori politici italiani, in particolare il Governo, a:<\/p>\n<p>\u2022 <strong>abbandonare su scala nazionale l\u2019utilizzo di incentivi e pratiche fiscali dannose <\/strong>per non contribuire all\u2019agguerrita <strong>concorrenza fiscale <\/strong>fra i Paesi;<\/p>\n<p>\u2022 sostenere <strong>in sede europea <\/strong>(avallando il dispositivo <strong>della <em>Shareholder Rights Directive<\/em><\/strong>, attualmente in fase di trilogo) <strong>l\u2019estensione dell\u2019obbligo di rendicontazione pubblica Paese per Paese <\/strong>(gi\u00e0 in vigore per il settore bancario ed estrattivo-forestale) <strong>per tutte le multinazionali <\/strong>al fine di conoscere quanto versano in imposte nei diversi Paesi in cui operano tramite proprie sussidiarie;<\/p>\n<p>\u2022 creare <strong>registri pubblici nazionali <\/strong>(come stabilito nella direttiva comunitaria anti-riciclaggio, in via di trasposizione in Italia), accessibili a tutti, <strong>dei beneficiari effettivi di compagnie ed entit\u00e0 giuridiche <\/strong>per impedire i trasferimenti in forma anonima dei proventi dell\u2019evasione ed elusione fiscale;<\/p>\n<p>\u2022 sostenere l\u2019introduzione <strong>a livello europeo <\/strong>di un <strong>modello vincolante di tassazione unitaria delle multinazionali <\/strong>(con i profitti europei distribuiti equamente fra i diversi Paesi interessati) per far pagare le tasse alle multinazionali operanti nell\u2019UE laddove conducono realmente la loro attivit\u00e0 economica;<\/p>\n<p>\u2022 sostenere in ambito internazionale la creazione di un <strong>comitato intergovernativo a partecipazione paritetica di tutti i Paesi che abbia il mandato di facilitare la cooperazione fiscale fra i Paesi e di riscrivere le regole della fiscalit\u00e0 internazionale <\/strong>elaborando misure stringenti anti-elusione delle multinazionali.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>NOTE<\/p>\n<p>1\u00a0Per ricchezza globale netta si intende la somma degli asset finanziari e non finanziari, meno le passivit\u00e0<\/p>\n<p>2\u00a0\u00a0<span>h<\/span><span>tt<\/span><span>p<\/span><span>s<\/span><span>:<\/span><span>\/\/<\/span><a href=\"http:\/\/www.credit-suisse.com\/ch\/it\/about-us\/research\/research-institute\/publications.html\">www.credit-suisse.com\/ch\/it\/about-us\/research\/research-institute\/publications.html<\/a><\/p>\n<div class=\"WordSection12\">\n<p>3 Nelle sue rielaborazioni Oxfam ha tenuto conto della ricchezza negativa del primo decile della popolazione (invariata, su scala globale e nazionale, nell\u2019intervallo temporale di riferimento), effettuando test di robustezza per ricavare la distribuzione della ricchezza netta, escludendo le passivit\u00e0 del 10% pi\u00f9 povero della popolazione dall\u2019ammontare della ricchezza netta globale (ristretta dello 0.3%) e nazionale (ristretta dello 0.1%) e trovando differenze non significative con la distribuzione della ricchezza netta comprensiva delle passivit\u00e0 del primo decile.<\/p>\n<p>4 Si \u00e8 passati infatti dai 5.497 miliardi di dollari del 2000 ai 10.025 miliardi di dollari del 2015<\/p>\n<p>5 Creato per Lakner, C., e Milanovic, B. (2013).\u00a0<em>G<\/em><em>lobal income distribution: From the fall of the Berlin Wall to the Great Recession<\/em>. World Bank Policy Research Working Paper (6719) \u00a0<span>https:\/\/openknowledge.worldbank.org\/handle\/10986\/16935<\/span>.<\/p>\n<p>I dati per il 2011 sono stati condivisi con Oxfam attraverso la corrispondenza personale con B. Milanovic a settembre 2015. Ulteriori informazioni sulla metodologia adottata da Lakner e Milanovic sono disponibili al link\u00a0<span>https:\/\/<\/span><a href=\"http:\/\/www.gc.cuny.edu\/Page-\">www.gc.cuny.edu\/Page-\u00a0<\/a><span>E<\/span><span>lements\/Academics-Research-Centers-Initiatives\/Centers-and-Institutes\/Luxembourg-Income-Study-Center\/Branko-Milanovic,-Senior-<\/span>\u00a0<span>Scholar\/Datasets<\/span><\/p>\n<p>6 La scelta di arrestare il periodo di riferimento al 2011 \u00e8 legata alla disponibilit\u00e0 di dati su scala globale.<\/p>\n<p>7 Si confronti la scheda\u00a0<em>Italia: un Paese per Tutti?\u00a0<\/em>a cura di Oxfam Italia, pubblicata in occasione del lancio del rapporto Oxfam\u00a0<em>Un\u2019Europa per Tutti, Non per Pochi\u00a0<\/em>(settembre 2015) \u00a0<a href=\"http:\/\/www.oxfamitalia.org\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/MODIFICATO_Scheda-\">http:\/\/www.oxfamitalia.org\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/MODIFICATO_Scheda-\u00a0<\/a><span>It<\/span><span>a<\/span><span>lia_dati-disuguaglianza_finale.pdf<\/span><\/p>\n<\/div>\n<p>8 Oxfam identifica i <em>parad<\/em><em>isi fiscali <\/em>con le giurisdizioni che i) garantiscono vantaggi fiscali per soggetti fisici o entit\u00e0 giuridiche non residenti anche in assenza di una significativa attivit\u00e0 economica ovvero ii) predispongono aliquote effettive basse o nulle su talune tipologie di reddito ovvero iii) non partecipano al regime di scambio automatico di informazioni fiscali con le autorit\u00e0 finanziarie di altre giurisdizioni o iv) hanno adottato leggi o normative che garantiscono assoluta segretezza sulla struttura delle societ\u00e0 o i beneficiari effettivi di entit\u00e0 giuridiche<\/p>\n<p>9 G. Zucman, <em>Taxing Across Borders: Tracking Personal Wealth and Corporate Profits<\/em>, Journal of Economic Perspectives<em>, <\/em>2014, <a href=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/gabriel-zucman.eu_files_Zucman2014JEP.pdf\">http:\/\/gabriel-zucman.eu\/files\/Zucman2014JEP.pdf<\/a><\/p>\n<p>10 Con il termine <em>transfer pricing <\/em>si denota la determinazione dei prezzi per le transazioni commerciali in beni e servizi (tangibili e intangibili) fra le societ\u00e0 di un gruppo multinazionale residenti in giurisdizioni diverse.<\/p>\n<p>11 Si confronti il dossier di Oxfam Italia <em>Giustizia Fiscale: Tallone d\u2019Achille <\/em>dell\u2019Europa, pubblicato il 4 novembre 2015 in occasione del primo anniversario di LuxLeaks e consultabile al link: <a href=\"http:\/\/www.oxfamitalia.org\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Oxfam-Italia_media-\">http:\/\/www.oxfamitalia.org\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Oxfam-Italia_media-<\/a><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">br<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">ief_LuxLeaks-anniversary_04-11-15_branded-final-version.pdf<\/span><\/p>\n<p>12 I dati sono stati estrapolati dal database Coordinated Portfolio Investment Survey (CPIS) del Fondo Monetario Internazionale. <a href=\"http:\/\/data.imf.org\/?sk=B981B4E3-4E58-467E-9B90-9DE0C3367363\">http:\/\/data.imf.org\/?sk=B981B4E3-4E58-467E-9B90-9DE0C3367363. <\/a>Gli investimenti diretti esteri analizzati fanno riferimento alle<\/p>\n<p>seguenti giurisdizioni: Bermuda, Isole Cayman, Isole Vergini Britanniche, Lussemburgo, Svizzera, Irlanda, Paesi Bassi, Singapore, Jersey e Panama.<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">13\u00a0Si confronti il <em>World Investment Report 2015 <\/em>di UNCTAD &#8211; \u00a0<a href=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/unctad.org_en_PublicationsLibrary_wir2015_en.pdf\">http:\/\/unctad.org\/en\/PublicationsLibrary\/wir2015_en.pdf<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">14 Disponibile al link <a href=\"http:\/\/www.ictd.ac\/index.php\/ju-download\/2-working-papers\/91-measuring-misalignment-the-location-of-us-\">http:\/\/www.ictd.ac\/index.php\/ju-download\/2-working-papers\/91-measuring-misalignment-the-location-of-us- <\/a><span style=\"text-decoration: underline;\">m<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">u<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">ltinationals-economic-activity-versus-the-location-of-their-profits<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">15 Si consulti l\u2019articolo di E. Randacio pubblicato su <em>Repubblica.it <\/em>il 30.12.2015 <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/economia\/2015\/12\/30\/news\/e_apple_il_primo_big_che_si_piega_accordo_col_fisco_italiano_paghera_318_milioni-\">www.repubblica.it\/economia\/2015\/12\/30\/news\/e_apple_il_primo_big_che_si_piega_accordo_col_fisco_italiano_paghera_318_milioni-<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">130346963<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">\/<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">?re<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">f<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">=HREC1-4<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">16 Sulla necessit\u00e0 secondo Oxfam di andare oltre al Piano d\u2019azione BEPS predisposto dall\u2019OCSE si confronti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/2015\/10\/08\/blogs\/coltiva-il-cibo-la-vita-il-pianeta\/il-nuovo-piano-ocse-antielusione-fiscale-delle-multinazionali-un-%20cerotto-su-una-ferita-aperta-TfqaodXoJ9oC1KTx7qP9sO\/pagina.html\">http:\/\/www.lastampa.it\/2015\/10\/08\/blogs\/coltiva-il-cibo-la-vita-il-pianeta\/il-nuovo-piano-ocse-antielusione-fiscale-delle-multinazionali-un- cerotto-su-una-ferita-aperta-TfqaodXoJ9oC1KTx7qP9sO\/pagina.html<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0(*) dal Rapporto Oxfam, <em>Un\u2019Economia per l\u20191%.<\/em><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>\u00a0<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il rapporto di Oxfam \u201cUn\u2019Economia per l\u20191%\u201d fotografa un\u2019iniqua distribuzione dell\u2019incremento di ricchezza globale netta1 nel periodo 2000-2015. 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