{"id":19875,"date":"2024-01-16T11:17:51","date_gmt":"2024-01-16T10:17:51","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/?p=19875"},"modified":"2024-01-16T18:44:50","modified_gmt":"2024-01-16T17:44:50","slug":"di-biase","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/di-biase\/","title":{"rendered":"Teniamocela stretta la democrazia rappresentativa"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo arrivati alla fine di una lunga, purtroppo veloce, cavalcata attraverso i secoli dell&#8217;et\u00e0 moderna ed abbiamo visto con quanta determinazione le societ\u00e0 dell&#8217;Europa continentale hanno voluto liberarsi della tutela politica della Chiesa e del pensiero medioevale. In questa faticosa opera di creazione di una nuova societ\u00e0 hanno contribuito sia i filosofi della politica che regnanti e principi particolarmente forti e tenaci. Queste due categorie di persone hanno lavorato, non scientemente coordinandosi, ma comunque di concerto, puntando al medesimo comune risultato. Mentre i regnanti rompevano il monopolio culturale e politico della Chiesa, i filosofi fornivano loro gli strumenti per motivare il distacco e trovare un nuovo paradigma politico. Se molti meriti vanno certamente a Machiavelli, ai razionalisti inglesi, agli illuministi, e a tanti altri, ivi compresi i filosofi dell&#8217;assolutismo, meriti non inferiori occorre riconoscere ad alcune figure, di regnanti, come I&#8217;inglese Giovanni senza Terra, Filippo il Bello di Francia, Carlo IV di Boemia, Enrico VIII Tudor. Meriti vanno riconosciuti a Lutero, Calvino e ai riformatori protestanti; nonch\u00e8 a coloro &#8211; principi, chierici e gente comune &#8211; che per un secolo e mezzo, hanno resistito, pagando un altissimo prezzo di sangue, ai tentativi della Chiesa di riprendersi con la forza il perduto controllo politico sugli Stati. Nei tre secoli e mezzo che abbiamo percorso abbiamo visto come \u00e8 stata fondata la scienza della politica, come le&nbsp; stata assicurata, dalle opere di tanti pensatori, indipendenza dalla teologia e dalla religione, &#8220;poteri forti&#8221; da scardinare con fatica e determinazione. Abbiamo visto come la scienza della politica abbia costruito le sue categorie, i suoi principi ed abbia riconosciuto I&#8217;esistenza di soggetti politici fino ad allora inesistenti, senza voce nella societ\u00e0. E cosi dagli individui che componevano il &#8220;popolo&#8221; la scienza politica ha creato dapprima il &#8220;cittadino&#8221;, gli ha assegnato un ruolo nella societ\u00e0 per svolgere il quale gli ha riconosciuto diritti politici e civili; ha poi creato &#8220;I&#8217;opinione pubblica&#8221;, soggetto non politico ma sociale con la forza necessaria per discutere la gestione del potere; infine e stata introdotta la &#8220;societ\u00e0&#8221; come soggetto politico. Qui, con Hegel, termina la scienza politica dell&#8217;et\u00e0 moderna; Marx, che fa seguito ad Hegel, si trova a riflettere di politica in un mondo completamente cambiato, in piena rivoluzione industriale e in quella che viene definita I&#8217;et\u00e0 contemporanea. Abbiamo visto anche come ciascuno dei pensatori politici ha percepito in anticipo sugli altri uomini i mutamenti che avvenivano nelle societ\u00e0 occidentali: I&#8217;affacciarsi sulla scena della borghesia, che giustamente reclamava un posto nella gestione del potere; abbiamo visto I&#8217;affacciarsi degli operai che a loro volta reclamavano, come mezzo secolo prima la borghesia, diritti e partecipazione alla gestione del potere. E&#8217; stato, quello del pensiero politico, un percorso molto interessante, un percorso di civilt\u00e0, che ha promosso I&#8217;uomo e ha valorizzato I&#8217;umanit\u00e0 che egli contiene. Bisogna esserne fieri, e consapevoli, perch\u00e8 noi oggi usufruiamo di tutte le conquiste fatte considerandole naturali, ovvie, ma come abbiamo visto non \u00e8 stato sempre cos\u00ec. E&#8217; stato un percorso che non tante altre societ\u00e0 umane hanno fatto; ancora oggi molte delle comunit\u00e0 che sono sul pianeta vedono negati o riconosciuti con difficolta e in modo molto parsimonioso i diritti connessi alla natura di un essere umano; tanti Stati riconoscono con difficolt\u00e0 che I&#8217;uomo e cittadino, che I&#8217;insieme dei cittadini forma la societ\u00e0 civile, che cittadini e societ\u00e0 civile hanno diritti politici, civili, sociali. Viviamo in una societ\u00e0 che chiamiamo &#8220;democratica &#8220;, della quale a volte non siamo contenti perch\u00e8 il governo dello Stato e della societ\u00e0 e pi\u00f9 complesso, pi\u00f9 faticoso, pi\u00f9 lento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni progetto di legge, ogni iniziativa pubblica viene sottoposta ad analisi da parte dei partiti politici e dei cittadini; c&#8217;\u00e8 chi si pronuncia nettamente contro, chi chiede che la proposta o l&#8217;iniziativa siano modificate, chi propone una soluzione del tutto distinta ed alternativa. Il dibattito e lungo, a volte defatigante, a volte noioso ed ozioso, e di ci\u00f2 non sempre siamo contenti. Perch\u00e8? Perch\u00e8 non percepiamo quanto valore umano \u00e8 contenuto nella possibilit\u00e0 che tutti, partiti, giornali, talk-shows, gente comune, partecipino al dibattito, ciascuno col suo punto di vista, ciascuno con la sua preparazione, con la sua conoscenza del problema. E&#8217; un valore immenso, che non esiste nelle societ\u00e0 dove un ristretto gruppo di potere decide per tutti, ritenendo, arrogantemente, di sapere qual e il bene di tutti, ed imponendolo con mezzi spesso coercitivi. E neppure percepiamo pienamente che, alla fine di una discussione lunga, di una mediazione anche estenuante, il progetto di legge ovvero l&#8217;iniziativa politica o economica che emergono e vengono realizzati, assicurano la tutela di interessi che appartengono ad un maggior numero di persone, a cittadini di classi diverse, di professioni diverse, di culture diverse. Noi a volte ci lamentiamo della continua discussione e delle perenni mediazioni; ma siamo sicuri che coloro che vivono nei Paesi sotto autarchia o dittatura siano felici di non essere mai interpellati e di vedersi imporre leggi di cui essi non hanno neppure avuto notizia? Conserviamo questo patrimonio di democrazia e teniamolo da conto, capendo che sono ingiustificate le avvisaglie di una certa disaffezione, di una certa stanchezza a partecipare alla vita politica, di una certa voglia di farsi governare passivamente, e che \u00e8 falsa I&#8217;affermazione di La Boetie, per il quale I&#8217;uomo trova comoda l&#8217;obbedienza &#8211; fino ad un certo punto, per\u00f2 &#8211; purch\u00e8 sia qualcun altro che affronti i problemi per noi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">*Conclusioni da \u201c10 lezioni sul pensiero politico dell\u2019et\u00e0 moderna\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo arrivati alla fine di una lunga, purtroppo veloce, cavalcata attraverso i secoli dell&#8217;et\u00e0 moderna ed abbiamo visto con quanta determinazione le societ\u00e0 dell&#8217;Europa continentale hanno voluto liberarsi della tutela politica della Chiesa e del pensiero medioevale. 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