{"id":19954,"date":"2024-01-30T11:12:33","date_gmt":"2024-01-30T10:12:33","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/?p=19954"},"modified":"2024-01-30T17:57:26","modified_gmt":"2024-01-30T16:57:26","slug":"il-chiaro-scuro-della-cop-28","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/il-chiaro-scuro-della-cop-28\/","title":{"rendered":"Il chiaro-scuro della COP 28"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Per la prima volta una COP, la Conferenza delle Parti n. 28 tenutasi a Dubai nel cuore degli Emirati Arabi che vivono di estrazione petrolifera, segna il passo per la transizione da tutti i combustibili fossili e l\u2019immediata operativit\u00e0 <em>del Fondo per le Perdite e i Danni (Loss and damage).<\/em> Un punto di svolta per l&#8217;azione globale per il clima.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ma \u00e8 davvero cos\u00ec ?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dopo una COP 27 che ha lasciato indietro e senza risposte definitive il tema della mitigazione e dell\u2019adattamento, il percorso verso la COP 28 \u00e8 stato caratterizzato da &nbsp; un contesto geopolitico internazionale sempre pi\u00f9 complesso per il perdurare del conflitto Russo-Ucraino, la crisi e la guerra disumana in Medio Oriente, la forte e crescente incertezza di approvvigionamento energetico e la contrapposizione Cina-USA, per le misure unilaterali e non negoziate intraprese.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche il mancato raggiungimento dell\u2019obiettivo finanziario dei 100 miliardi di dollari al 2020 che domina il dibattito tra paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo, ha reso ancor pi\u00f9 accidentato il percorso della Conferenza e, di conseguenza, ha limitato i risultati concreti e le prospettive di giungere davvero a una svolta globale per il clima. L\u2019accordo raggiunto a Dubai infatti, pur mettendo nero su bianco la necessit\u00e0 di abbandonare gradualmente le fonti fossili, propone poco o niente su vincoli e finanziamenti, indispensabili invece per affrontare seriamente quanto sostenuto da scienziati e studiosi di ogni parte del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le premesse<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le priorit\u00e0 in discussione alla COP di Dubai erano incentrate su quattro pilastri:<\/p>\n\n\n\n<p>1) Accelerare una transizione energetica giusta, equa e ordinata e ridurre le emissioni prima del 2030;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>2) Trasformare i finanziamenti per il clima mantenendo le vecchie promesse e definendo il quadro per un nuovo accordo finanziario;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>3) Mettere la natura, le persone, le vite e i mezzi di sussistenza al centro dell&#8217;azione per il clima;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>4) Mobilitarsi per una COP inclusiva per giungere a un Nuovo Accordo per :&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>a) Ridurre le emissioni globali del 43% rispetto ai livelli del 2019 entro il 2030 per mantenere l\u2019aumento di temperatura del Pianeta entro 1,5\u00b0C a portata di mano; triplicare la capacit\u00e0 di produzione di energia rinnovabile, raddoppiare l&#8217;efficienza energetica e&nbsp; accelerare la diffusione di tutte le soluzioni e tecnologie disponibili; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>b) Affrontare il nuovo fondo per le perdite e i danni e le modalit\u00e0 di finanziamento che dovranno essere attivi e funzionanti il prima possibile, in via prioritaria e anticipando tutte le Donazioni al fondo;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>c) Migliorare l&#8217;accessibilit\u00e0 e la disponibilit\u00e0 dei finanziamenti attraverso il nuovo obiettivo collettivo quantificato in materia di finanza (NCQG&#8211; New Collective Quantified Goal);&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>d)&nbsp; Mantenere gli impegni presi: raggiungimento dei 100 miliardi all\u2019anno assicurando anche una seconda forte ricostituzione del Fondo Verde per il Clima.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I temi in discussione&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I principali temi in agenda alla COP28 sono stati quindi:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Il Global stocktake \u2013&nbsp; il principale strumento predisposto dall\u2019accordo di Parigi, all\u2019articolo 14, per la sua realizzazione. Letteralmente significa \u201cinventario globale\u201d, serve a fare il punto sullo stadio di avanzamento delle politiche climatiche, quelle di adattamento e finanza per il clima messa a disposizione, e a ricalibrare i piani d\u2019azione nazionali o NDCs (Nationally Determined Contributions) che periodicamente, ogni 5 anni, gli Stati devono consegnare per \u00abinformare\u00bb il prossimo round di NDC (2025 con orizzonte temporale 2030-2035 o 2040);&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Il Fondo per le perdite e i danni;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; L\u2019obiettivo globale per l\u2019adattamento (GGA \u2013 Global Goal on Adaptation) \u2013 come \u00abmisurare\u00bb le necessit\u00e0 di adattamento, quale obiettivo porsi, in termini quantitativi e\/o qualitativi;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Il Programma di lavoro sulla mitigazione e quello sulla \u201ctransizione giusta\u201d&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Il nuovo obiettivo finanziario \u2013 (NCQG &#8211; New Collective Quantified Goal)&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I Risultati della Cop28 con un deludente \u201cUAE consensus package\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Una componente chiave del \u201cpacchetto del consenso degli Emirati Arabi Uniti\u201d \u00e8 la decisione di ri-valutare i progressi dopo Parigi e presentare un piano per colmare le lacune di attuazione fino al 2030. Si invitano le parti alla transizione <em>lontano<\/em> dai combustibili fossili, <em>a triplicare<\/em> le energie rinnovabili e <em>raddoppiare<\/em> l\u2019efficienza energetica a livello globale entro il 2030. La decisione <em>riconosce inoltre la necessit\u00e0<\/em> di raggiungere il picco delle emissioni globali entro il 2025, tenendo conto dei diversi punti di partenza nazionali, e incoraggia i paesi a presentare contributi tecnico-economici determinati a livello nazionale (NDC). Comprende anche il riconoscimento <em>della necessit\u00e0 cruciale di aumentare in modo significativo i finanziamenti<\/em> per l\u2019adattamento oltre il raddoppio per soddisfare bisogni urgenti e in evoluzione, e un chiaro appello ai Paesi a fornire piani nazionali di adattamento entro il 2025 e ad attuarli entro il 2030. Infine, riconosce il ruolo fondamentale che i finanziamenti hanno nel raggiungimento degli obiettivi ambiziosi contenuti nel &nbsp; Global StockTake dando slancio a una nuova architettura globale di finanza climatica a sostegno dell\u2019obiettivo climatico post-2025 da raggiungere alla COP29.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In dettaglio gli accordi raggiunti prevedono:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; <em>Loss and damage<\/em>: l\u2019adozione indiscussa della governance del Fondo per le Perdite e i danni con una dotazione finanziaria iniziale di 726 milioni di $.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Global Stocktake (GST): richiama tutti Paesi a contribuire agli obiettivi globali di:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>triplicare le fonti rinnovabili e raddoppiare la media globale di efficienza energetica entro il 2030;&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>accelerare la riduzione dell\u2019uso del carbone;&nbsp;<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>accelerare lo sforzo verso sistemi energetici a 0 emissioni molto prima o al 2050 e abbandonare progressivamente i combustibili fossili in modo giusto equo e ordinato, accelerando l\u2019azione in questa decade cos\u00ec da raggiungere le 0 emissioni al 2050;&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>accelerare e ridurre in maniera sostanziale le emissioni di metano entro il 2030;&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>accelerare la riduzione delle emissioni del settore dei trasporti;&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>eliminare gradualmente i sussidi alle fonti fossili;&nbsp;<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>&#8211; Obiettivo globale sull\u2019adattamento: viene definito un obiettivo globale sull\u2019adattamento composto da una serie di sotto-obiettivi e lanciato un programma di lavoro sugli indicatori.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Obiettivo finanziario al 2025: viene \u201critarato\u201d il percorso per la definizione del nuovo obiettivo finanziario con alternanza di fasi tecniche a fasi pi\u00f9 politiche. Ma anche progressi molto lenti e faticosi su <em>work programme<\/em> sulla mitigazione e sulla giusta transizione, che dovrebbero essere strumenti di attuazione degli impegni, ma che risultano scollegati e poco incisivi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Alcune considerazioni finali &nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Innanzitutto si sottolinea che si \u00e8 trattato di una COP vocata pi\u00f9 alla comunicazione e alla visibilit\u00e0 che alla sostanza, dove l\u2019informazione e la divulgazione da parte del Paese ospitante (sempre di pi\u00f9 dedicato alla costruzione di un\u2019immagine positiva), \u00e8 stata al centro di tutti i passaggi chiave. Cos\u00ec l\u2019accordo sui dettagli operativi del fondo sul <em>loss and damage<\/em> (il fondo per le perdite e i danni), raggiunto solo dopo una notte di negoziati, ha segnato la prima giornata di apertura della COP (fatto mai accaduto prima) e ha permesso al Paese di incassare un bel successo anche di immagine, dopo le critiche allo stesso presidente della COP, che \u00e8 amministratore delegato dell\u2019azienda nazionale di estrazione del greggio del Paese&nbsp; tra i pi\u00f9 grandi produttori di petrolio al mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>In sostanza, il <em>loss and damage<\/em> \u00e8 il meccanismo delle compensazioni per i Paesi pi\u00f9 colpiti dagli eventi estremi. Durante i lavori della COP non \u00e8 mai stata usata la parola \u201crisarcimento\u201d, come sempre richiesto dagli Stati Uniti, secondo cui non si pu\u00f2 e non si deve guardare al passato alla ricerca di responsabilit\u00e0. E infatti il contributo finanziario dell\u2019amministrazione USA \u00e8 stato un\u2019elemosina (17 milioni di dollari) ai Paesi pi\u00f9 colpiti (che generalmente coincidono con i Paesi pi\u00f9 poveri del sud del mondo) e rappresenta poco pi\u00f9 di una cifra simbolica. Ben pi\u00f9 consistenti promesse hanno fatto gli Emirati Arabi (100 milioni di dollari): il governo non si \u00e8 lasciato sfuggire l\u2019occasione di segnare un punto. I soldi del resto l\u00ec non sono un problema, come \u00e8 evidente dallo sfarzo della stessa Dubai e del centro che ha ospitato i lavori della COP!! 100 milioni di dollari hanno promesso anche l\u2019Italia e la Germania, 40 milioni di sterline (cio\u00e8 50 milioni di dollari) il Regno Unito, con ulteriori 20 milioni che arriveranno in forma di altri impegni sullo stesso tema. Il Giappone annuncia 10 milioni di dollari. Ora si attendono gli altri impegni; a partire da quelli dei grandi inquinatori. L\u2019Unione Europea ha annunciato un contributo immediato di 25 milioni che nel tempo diverr\u00e0 pi\u00f9 \u201csostanzioso\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 anche da rilevare che si \u00e8 deciso di affidare il Fondo per quattro anni alla Banca Mondiale e che la sua costituzione avverr\u00e0 su base volontaria.&nbsp; Al Fondo potranno accedere tutti i Paesi in via di sviluppo, a partire da quelli particolarmente in difficolt\u00e0 e dalle piccole isole. Tutti i punti sono contestati sia dall\u2019Alleanza dei piccoli stati insulari sia dalle reti internazionali delle ONG che rimarcano come l\u2019assenza di un programma chiaro per le contribuzioni future, \u201cmetter\u00e0 seriamente a rischio la sostenibilit\u00e0 futura del Fondo\u201d. Tutto dipende dai fondi: se non verranno stanziati, i Paesi in via di sviluppo non saranno in grado di realizzare i passaggi decisivi per abbattere le emissioni. Le precedenti versioni del testo dell\u2019accordo richiedevano che i Paesi sviluppati fornissero finanziamenti e tecnologie per sostenere i Paesi in via di sviluppo. Ma dal testo approvato ogni riferimento esplicito a questi impegni \u00e8 scomparso.&nbsp; Cos\u00ec come l\u2019accordo risulta troppo debole quando \u201cinvita le parti\u201d ad \u201c<em>allontanarsi gradualmente dall\u2019uso dei combustibili fossili per la produzione di energia in modo giusto, ordinato ed equo, accelerando l\u2019azione in questo decennio critico, in modo da raggiungere lo Zero netto entro il 2050, in linea con la scienza<\/em>\u201d. Restano dubbi sull\u2019uso dei termini adottati, anche quando si accenna alla riduzione graduale dell\u2019energia a carbone \u201c<em>unabated<\/em>\u201d \u2013 cio\u00e8 priva di sistemi di cattura delle emissioni \u2013 sebbene non ponga alcun vincolo n\u00e9 tempistica. Inoltre sottolinea il ruolo dei \u201ccarburanti di transizione\u201d, un riferimento controverso che incoraggerebbe l\u2019uso continuato del gas naturale. Nel documento si chiede inoltre di triplicare la capacit\u00e0 globale di energia rinnovabile \u201centro il 2030 e raddoppiare il tasso medio annuo globale di miglioramento dell\u2019efficienza energetica entro il 2030\u201d. Questo punto \u00e8 finalmente salutato come una grande vittoria dagli esperti di energia, che da tempo ormai chiedono con forza che le rinnovabili e l\u2019efficientamento siano messi al centro di ogni piano energetico e climatico a livello locale e nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma l\u2019assenza pi\u00f9 pesante riguarda l\u2019adattamento, vale a dire i mezzi messi in campo per preparare i Paesi all\u2019aumento delle temperature e alla gestione dei cambiamenti climatici.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Risultato storico o compromesso deludente quindi?<\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019accordo raggiunto somiglia molto al noto bicchiere, mezzo pieno o mezzo vuoto, a seconda di come lo si guardi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Se l\u2019intesa \u00e8 stata salutata dai Capi di Stato e di Governo come una pietra miliare nella lotta ai cambiamenti climatici perch\u00e9 per la prima volta riconosce e sancisce la necessit\u00e0 di abbandonare le fonti fossili, gli attivisti, gli scienziati e i Paesi vulnerabili giudicano quello raggiunto un passo atteso da lungo tempo e il minimo indispensabile per non gridare al fallimento. Di fatto, l\u2019influenza delle monarchie petrolifere del Golfo \u2013 che hanno fatto di tutto per orientare i negoziati secondo i loro interessi \u2013 \u00e8 ben evidente nelle mezze misure e nelle scappatoie incluse nell\u2019accordo finale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quel che \u00e8 certo \u00e8 che quella approvata a Dubai \u00e8 una dichiarazione di intenti, il cui successo \u00e8 subordinato a una fortissima volont\u00e0 politica. Se questo segner\u00e0 veramente l\u2019inizio della fine dell\u2019era dei combustibili fossili dipender\u00e0 dalle azioni che seguiranno e dalla mobilitazione dei finanziamenti necessari per realizzarle. Dobbiamo chiederci quanto tempo ancora il mondo dovr\u00e0 aspettare prima che tutti i Paesi facciano appello alla volont\u00e0 di superare questi meschini interessi particolari e agire a favore del futuro dell\u2019umanit\u00e0 e del pianeta Terra.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>*Responsabile di ricerca Polo NET<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per la prima volta una COP, la Conferenza delle Parti n. 28 tenutasi a Dubai nel cuore degli Emirati Arabi che vivono di estrazione petrolifera, segna il passo per la transizione da tutti i combustibili fossili e l\u2019immediata operativit\u00e0 del Fondo per le Perdite e i Danni (Loss and damage).<\/p>\n","protected":false},"author":6379,"featured_media":19957,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-19954","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-newsletter"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Il chiaro-scuro della COP 28 - Nuovi Lavori<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/il-chiaro-scuro-della-cop-28\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Il chiaro-scuro della COP 28 - Nuovi Lavori\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Per la prima volta una COP, la Conferenza delle Parti n. 28 tenutasi a Dubai nel cuore degli Emirati Arabi che vivono di estrazione petrolifera, segna il passo per la transizione da tutti i combustibili fossili e l\u2019immediata operativit\u00e0 del Fondo per le Perdite e i Danni (Loss and damage).\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/il-chiaro-scuro-della-cop-28\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Nuovi Lavori\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2024-01-30T10:12:33+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2024-01-30T16:57:26+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/cop28.jpeg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"277\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"182\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Pietro A. 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