{"id":200,"date":"2013-10-22T09:40:22","date_gmt":"2013-10-22T07:40:22","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/uno-sguardo-sul-rapporto-tra-cinema-e-immigrazione\/"},"modified":"2013-10-22T09:40:22","modified_gmt":"2013-10-22T07:40:22","slug":"uno-sguardo-sul-rapporto-tra-cinema-e-immigrazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/uno-sguardo-sul-rapporto-tra-cinema-e-immigrazione\/","title":{"rendered":"Uno sguardo sul rapporto tra cinema e immigrazione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Prima di occuparci di cinema conviene richiamare brevemente la situazione dei fenomeni migratori nel nostro paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019unit\u00e0 italiana, sono emigrate pi\u00f9 di 28 milioni di persone verso moltissimi paesi del mondo. All\u2019inizio del \u2018900 emigravano 600.000 persone l\u2019anno, scese a 300.000 dopo la seconda guerra mondiale. A partire dal 1970 gli espatri scendono a 50.000 l\u2019anno, mentre salgono gli stranieri che sono circa 300.000, di cui un terzo cittadini dell\u2019allora Comunit\u00e0 Europea. Gli stranieri in Italia diventano mezzo milione alla fine degli anni \u201980.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crescita degli immigrati porta anche la politica nostrana, con anni di ritardo sull\u2019Europa e sull\u2019ILO, ad occuparsi progressivamente del tema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019infatti solo del 1986 la legge 30.12.86 n.943 \u201cNorme in materia di collocamento e di trattamento dei lavoratori extracomunitari immigrati e contro la immigrazione clandestina\u201d. Dal mezzo milione di fine \u201980 ad oggi, in poco pi\u00f9 di venti anni, i cittadini stranieri regolari sono diventati circa 5 milioni;\u00a0 quelli irregolari sarebbero circa mezzo milione, un 10% dei regolari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora un dato che non va mai dimenticato: all\u2019Inps ci sono circa 2.700.000 posizioni di lavoratori stranieri, i quali sono pensionati nel numero di 110.000 unit\u00e0. Questo significa che i lavoratori stranieri stanno pagando, e lo faranno per molti anni, le pensioni degli italiani.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche gran parte del cinema italiano &#8211; salvo pochissime significative eccezioni tra cui <strong>Pummar\u00f2 <\/strong>di <strong>Michele Placido<\/strong> (1990) e <strong>Lamerica <\/strong>di <strong>Gianni Amelio<\/strong> (1994) \u2013 negli ultimi anni del novecento, non \u00e8 attenta alle grandi trasformazioni che si vivono nel paese sui temi dell\u2019immigrazione, dell\u2019accoglienza e dell\u2019integrazione di milioni di lavoratori stranieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo a met\u00e0 del primo decennio del 2000 si comincer\u00e0 a considerare l\u2019immigrato come soggetto di storie e di cinema. Nel 2011 si ha un anno straordinario, con quasi 20 pellicole italiane sul tema, di cui due avranno premi speciali alla Mostra del Cinema di Venezia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, nelle sale cominciano ad essere proiettate: \u201cstorie di arrivi e di speranza, di accoglienza e di rifiuto, di emarginazione e di integrazione, ispirate a vicende reali e all\u2019atteggiamento contraddittorio della societ\u00e0: capace di solidarizzare con lo straniero mentre lo criminalizza con leggi speciali, di inserirlo a pieno titolo nei processi produttivi, mentre lo tiene ai margini della comunit\u00e0, di restare affascinata dalle diversit\u00e0 di cultura e costumi, mentre li considera pericolosi per la propria conservazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo si specchia, ovviamente, nei racconti cinematografici, che nella maggior parte dei casi portano alla ribalta gli <em>altri <\/em>per svelare debolezze, sogni, paure, ipocrisie e anche orrori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Raro, ma sempre pi\u00f9 frequente negli ultimi anni, \u00e8 invece l\u2019uso della macchina da presa per documentare semplicemente esistenze diverse dalle nostre, che con le nostre hanno a che fare, senza puntare a dimostrare nulla, con il solo sforzo di guardare per conoscere\u201d. (Andrea Corrado e Igor Mariottini)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi anni, l&#8217;immigrazione \u00e8 diventata un tema cos\u00ec rilevante nel cinema italiano, da rappresentarne quasi un capitolo a parte. La maggior parte dei film sull&#8217;immigrazione sono realizzati da registi italiani, perch\u00e9 solo nell\u2019ultimo periodo nasce una generazione di cineasti di seconda generazione. E\u2019 il caso dell\u2019esempio di cui parleremo in questa sede, quello di Haider Rashid.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cominciamo ad esaminare una serie di film di registi italiani che raccontano di immigrazione\u00a0 e di immigrati in Italia: \u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Pummar\u00f2 \u00a0 \u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>It. 1990\u00a0 \u00a0 <\/strong>con la regia di <strong>Michele Placido\u00a0 <\/strong>e con gli attori <strong>Thywill A.K. Amenya, Pamela Villoresi, Franco Interlenghi, Jacqueline Williams.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una storia realistica, che parte da alcuni episodi razzistici avvenuti in Italia alla fine degli anni \u201980, racconta l&#8217;amore impossibile tra Kwaku, proveniente dal Ghana, ed Eleonora, una maestra di Verona; la ricerca da parte di Kwaku del fratello Giobbe detto Pummar\u00f2, raccoglitore di pomodori; la difficolt\u00e0 di trovare un lavoro dignitoso per un africano. Il protagonista ha preso da poco la laurea in medicina e vorrebbe andare in Canada per specializzarsi. Scoprir\u00e0 che suo fratello \u00e8 stato ucciso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esordio di Michele Placido nella regia; Placido \u00e8 stato uno dei primi in Italia ad affrontare il tema dell&#8217;immigrazione. Film attento anche ad elencare tutte le varie forme del razzismo quotidiano. Musiche di Lucio Dalla e Mauro Malvasi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lamerica \u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0It.-Fr. 1994<\/strong> \u00a0 \u00a0 con la regia di <strong>Gianni <\/strong>Amelio e con gli attori <strong>Enrico Lo Verso, Carmelo Di Mazzarelli, Michele Placido, Piro Milkani, Elida Janushi, Esmeralda Ara.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un giovane va in Albania con un losco affarista che vuole aprire una fabbrica di calzature con sole finalit\u00e0 speculative.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trovano un vecchio albanese come prestanome, che per\u00f2 fugge inseguito dal giovane. Questi, oltre a essere dimenticato dal &#8220;socio&#8221;, scopre che il vecchio \u00e8 in realt\u00e0 un italiano. Intorno a loro un paese allo sbando che campa di stenti e guarda la televisione italiana. Prenderanno infine una nave che li riporter\u00e0 in Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIn bilico tra epica e intimismo, realismo e metafora, \u00e8 un film di viaggio a 2 strati: il 1\u00b0 \u00e8 sugli albanesi che nel &#8217;91, usciti dagli orrori del comunismo reale e attratti dalla merda televisiva, si precipitano verso l&#8217;Italia, illusoria America del paradiso capitalista; il 2\u00b0, quello \u201cvero\u201d, \u00e8 sull&#8217;emigrazione italiana del primo dopoguerra. Di solito si raccontano storie di ieri per parlare dell&#8217;oggi. Amelio ribalta genialmente lo schema\u201d. (Morandini)\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><br \/>Quando sei nato non puoi pi\u00f9 nasconderti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>It.-Fr.-Germ.-GB 2005<\/strong> \u00a0 regia di <strong>Marco Tullio Giordana\u00a0 <\/strong>con gli <strong>attori\u00a0 Matteo Gadola, Alessio Boni, Michela Cescon, Rodolfo Corsato, Ester Hazan, Vlad Alexandru Toma, Andrea Tidona, Adriana Asti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sandro \u00e8 il figlio dodicenne di un industriale bresciano. La sua esperienza lo mette a contatto con persone provenienti da diversi paesi extracomunitari, ma la sorte gli far\u00e0 sperimentare direttamente le loro profonde sofferenze. Infatti, durante una vacanza in barca verr\u00e0 sbalzato in mare, creduto morto dai genitori ma salvato e issato a bordo di una carretta del mare che trasporta clandestini. Qui diventer\u00e0 amico di due giovani romeni. Ma qualcosa in lui \u00e8 cambiato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 un film triste sulla immigrazione ma anche sulla solitudine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Bianco e nero\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>It. 2008<\/strong> \u00a0 con la regia di <strong>Cristina Comencini\u00a0<\/strong> e con gli attori <strong>Fabio Volo, Ambra Angiolini, A\u00efssa Ma\u00efga, Eriq Ebouaney, Anna Bonaiuto, Franco Branciaroli, Katia Ricciarelli, Maria Teresa Saponangelo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 la storia di due coppie di sposi: il marito della coppia bianca s\u2019innamora ricambiato della moglie della coppia nera. Peccato che la moglie dell\u2019adultero faccia dell&#8217;integrazione razziale un lavoro ed una ragione di vita. Gli adulteri sono cacciati dai rispettivi consorti. La Comencini ha fatto un buon film sul razzismo, sull\u2019immigrazione e sull\u2019integrazione da una parte e sul conflitto tra passione e amore coniugale dall\u2019altra.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><br \/>Cose dell&#8217;altro mondo\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>It. 2011<\/strong>\u00a0 \u00a0 con la regia di <strong>Francesco Patierno<\/strong>\u00a0 e con gli attori\u00a0 <strong>Diego Abatantuono, Valerio Mastandrea, Valentina Lodovini, Laura Efrikian, Vitaliano Trevisan.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 un lavoro ispirato dal film \u201cUn giorno senza messicani\u201d, 2004 di Sergio Arau;\u00a0 si immagina che in una cittadina veneta scompaiano una notte e d\u2019incanto gli immigrati.\u00a0 Tutti vanno nel panico: l\u2019industriale legista xenofobo senza operai, gli anziani senza il badante, il prete senza fedeli, la maestra senza l\u2019amante africano, da cui aspetta un figlio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><br \/>Il villaggio di cartone<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>It. 2011<\/strong>\u00a0 con la regia di <strong>Ermanno Olmi<\/strong>\u00a0 e con gli attori\u00a0 <strong>Michael Lonsdale, Rutger Hauer, Alessandro Haber, Massimo De Francovich.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La chiesa non serve pi\u00f9 e viene svuotata di tutti gli arredi sacri, compreso il grande crocifisso sopra l&#8217;altare. Restano solo le panche. Il vecchio parroco sembra non sapersi rassegnare. Ma un gruppo di clandestini in cerca di rifugio entra nella chiesa e, con panche e cartoni, vi installa un piccolo villaggio. Il sacerdote vede la sua chiesa riprendere vita e li accoglie e li sfama; mentre dall&#8217;esterno gli uomini della Legge vogliono cacciare i clandestini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec il parroco d\u00e0 \u201cun nuovo senso alla sua chiesa vuota e svuotata, una sacralit\u00e0 perduta. Non i riti e le cerimonie fanno la chiesa, ma le opere di bene per i miseri, i derelitti, gli sfortunati\u201d. (Morandini) Si leggono queste parole dalla sceneggiatura: \u201cStiamo vivendo in un mondo di cartone, e di cartone \u00e8 fatto il potere, e gli uomini di potere&#8230; E il cartone si scioglie come si sta sciogliendo in questi ultimi tempi tutto ci\u00f2 che sembrava indistruttibile: la finta giustizia, la ricchezza, l&#8217;economia\u201d.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Terraferma<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>It.-Fr. 2011<\/strong>\u00a0 \u00a0 con la regia di <strong>Emanuele Crialese<\/strong>\u00a0 e con gli attori\u00a0 <strong>Donatella Finocchiaro, Filippo Pucillo, Mimmo Cuticchio, Giuseppe Fiorello, Timnit T.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un&#8217;isola del Mare di Sicilia,\u00a0 Filippo, un ventenne orfano di padre, vive con la madre e il<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">nonno, un vecchio e irriducibile pescatore che pratica la legge del mare. Durante una battuta di pesca, salvano dall&#8217;annegamento una donna immigrata incinta, in fuga dalla guerra col suo bambino. Sfidando burocrazia, legge e Guardia di Finanza, che li accusano di favoreggiamento all\u2019immigrazione clandestina, decidono di prendersi cura di loro, almeno fino a quando non avranno la forza di provvedere da soli al loro destino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Premio speciale della giuria a Venezia 2011.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><br \/>Zora la vampira<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>It. 2000<\/strong> \u00a0 con la regia di <strong>Marco Manetti e Antonio Manetti<\/strong>\u00a0 e con gli attori <strong>Toni Bertorelli, Micaela Ramazzotti, Chef Ragoo, Raffaele Vannoli, G. Max, Ivo Garrani, Carlo Verdone.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Transilvania, il conte Dracula, stanco del sangue rumeno che odora di aglio, e colpito da un episodio Tv di \u201cCarramba che Sorpresa\u201d parte per l&#8217;Italia su una nave di clandestini. Ma qui verr\u00e0 trattato come un qualunque immigrato, costretto a vivere in un centro sociale e a lottare per un permesso di soggiorno. E\u2019 un film entrato negli annali del trash.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><br \/>Terra di mezzo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>It. 1997<\/strong> \u00a0 con la regia di <strong>Matteo Garrone<\/strong>\u00a0 e con gli attori\u00a0 <strong>Ahmed Mahgoub, Euglen, Gertian, Pascal, Barbara, Tina, Mario Colasanti, Paolo Sassanelli, Guglielmo Sassajola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tre episodi, ambientati nella periferia di Roma, con immigrati (prostitute nigeriane, giovani albanesi in caccia di lavoro, un egiziano benzinaio abusivo notturno) condannati alla sopravvivenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><br \/>La nave dolce<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>It.-Alb. 2012<\/strong> \u00a0 con la regia di <strong>Daniele Vicari<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il film racconta l&#8217;approdo della nave <em>Vlora <\/em>(dolce perch\u00e9 con un carico di zucchero a bordo) nel<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">porto di Bari, nell\u2019agosto 1991, con a bordo ventimila albanesi, saliti con la forza a bordo a Durazzo; avevano la speranza di sfuggire dalla miseria del proprio paese, attratti dal miraggio di una vita migliore in Italia. Segue lo sbarco a Bari, la cattura nel porto e nelle strade adiacenti e la prigionia nello Stadio, le rivolte; il rimpatrio (con l&#8217;inganno: i migranti salirono sugli aerei convinti di essere portati a Roma) di quasi tutti gli esuli, tranne circa duemila che riescono a fuggire.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Sta per piovere \u00a0\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>It. Iraq 2013<\/strong>\u00a0 \u00a0 con la regia di <strong>Haider Rashid<\/strong>\u00a0 e con gli attori <strong>Lorenzo Baglioni, Mohamed Hanifi, Giulia Rupi, Amir Ati, Michael Alexanian.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cDove e&#8217; casa mia? In Italia, dove vivo da quando sono nato, o in quel Paese lontano che non conosco da dove vengono mamma e pap\u00e0?&#8221;. Queste le parole di Said, ragazzo di 26 anni che parla toscano ed \u00e8 nato a Firenze da genitori algerini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando suo padre perde il lavoro, Said si vedr\u00e0 negato il permesso di soggiorno e sar\u00e0 costretto insieme al padre e al fratello a &#8220;tornare in patria&#8221;, in Algeria, un posto che lui non ha mai neanche visto. La sua natura combattente lo spinger\u00e0 ad appellarsi agli avvocati e alla stampa, nel tentativo di attirare l&#8217;attenzione sul problema degli immigrati di seconda generazione, intrappolati nei meandri dall&#8217;assurda e anacronistica legislazione italiana.<br \/> Il regista Haider Rashid invece, nato a Firenze da padre iracheno e madre italiana, prende spunto da un problema urgente e personalmente sentito, per raccontare l&#8217;evidente disconnessione tra la realt\u00e0 italiana e l&#8217;obsoleto scenario legislativo.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Passando all\u2019immigrazione nel mondo, esaminiamo tre film, tra i migliori e pi\u00f9 significativi, apparsi all\u2019estero in questi anni: \u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In questo mondo libero&#8230;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>GB-Germ.-It.-Sp. 2007<\/strong> \u00a0 con la regia di <strong>Ken Loach<\/strong>\u00a0 e con gli attori <strong>Kierston Wareing, Juliet Ellis, Leslaw Zurek, Joe Siffleet, Colin Caughlin, Maggie Russell.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Angie \u00e8 una giovane donna divorziata, con un figlio undicenne che vive con i nonni. Licenziata in<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">tronco da un&#8217;agenzia per cui procurava manodopera proveniente dai paesi dell&#8217;Est, Angie decide di<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">mettersi in proprio. Insieme all&#8217;amica Rose crea un&#8217;agenzia di reclutamento. Il confronto con la realt\u00e0 dell&#8217;immigrazione, clandestina e non, le imporr\u00e0 delle scelte che provocheranno reazioni contrastanti. Un film in cui Ken Loach ci ricorda che questo mondo, il nostro mondo occidentale, non \u00e8 il paradiso che noi spesso crediamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dice il Morandini: \u201cCoerente con s\u00e9 stesso, il 70enne Loach non ha fatto soltanto un altro film sull&#8217;immigrazione. Il suo tema centrale \u00e8 il lavoro saltuario a termine, le nuove forme invisibili dello sfruttamento dell&#8217;uomo sull&#8217;uomo nel mondo della globalizzazione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Almanya &#8211; La mia famiglia va in Germania<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Germ. 2011<\/strong> \u00a0 \u00a0 con la regia di <strong>Yasemin Samdereli<\/strong>\u00a0 e con gli attori <strong>Vedat Erincin, Lilay Huser, Aylin Tezel, Rafael Koussouris, Denis Moschitto.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo aver lavorato in Germania per 45 anni come operaio H\u00fcseyin, annuncia alla sua famiglia di aver deciso di acquistare una casetta da ristrutturare in Turchia. Vuole che tutti partano con lui per aiutarlo a sistemarla. Le reazioni per\u00f2 non sono delle pi\u00f9 entusiaste. La nipote Canan poi \u00e8 incinta, anche se non lo ha ancora detto, e ha altri problemi per la testa. Sar\u00e0 per\u00f2 lei a raccontare al pi\u00f9 piccolo della famiglia, Cenk, come il nonno e la nonna si conobbero e poi decisero di emigrare in Germania dall&#8217;Anatolia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Miracolo a Le Havre<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fin.-Fr.-Germ. 2011<\/strong>\u00a0 \u00a0 con la regia di\u00a0 <strong>Aki Kaurism\u00e4ki<\/strong>\u00a0 e con gli attori\u00a0 <strong>Andr\u00e9 Wilms, Kati Outinen, Jean-Pierre Darroussin, Jean-Pierre L\u00e9aud, Pierre \u00c9taix, Roberto Piazza.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lustrascarpe Marcel vive a Le Havre tra la casa che divide con la moglie Arletty, il bar del quartiere e la stazione dei treni, dove esercita il proprio lavoro.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il caso lo mette di fronte a due novit\u00e0 di segno opposto: la scoperta che la moglie \u00e8 malata gravemente e l&#8217;incontro con Idrissa, un ragazzino immigrato dall&#8217;Africa, approdato in Francia in un container e sfuggito alla polizia. Con l&#8217;aiuto dei vicini di casa e la pazienza di un detective sospettoso ma non inflessibile, Marcel si prodiga per aiutare Idrissa a passare la Manica e raggiungere la madre in Inghilterra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prima di occuparci di cinema conviene richiamare brevemente la situazione dei fenomeni migratori nel nostro paese. Dall\u2019unit\u00e0 italiana, sono emigrate pi\u00f9 di 28 milioni di persone verso moltissimi paesi del mondo. All\u2019inizio del \u2018900 emigravano 600.000 persone l\u2019anno, scese a 300.000 dopo la seconda guerra mondiale. 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