{"id":20193,"date":"2024-03-11T11:42:00","date_gmt":"2024-03-11T10:42:00","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/?p=20193"},"modified":"2024-03-13T11:58:28","modified_gmt":"2024-03-13T10:58:28","slug":"8-marzo-uno-sguardo-sulla-donna-nel-mondo-le-birmane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/8-marzo-uno-sguardo-sulla-donna-nel-mondo-le-birmane\/","title":{"rendered":"8 marzo: uno sguardo sulla donna nel mondo. Le Birmane"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Questione giustizia<\/em>&nbsp;da sempre considera la ricorrenza della Giornata internazionale della donna come una occasione di riflessione sulla condizione femminile e di rilancio di un impegno che non pu\u00f2 limitarsi alla celebrazione di un solo giorno. Oggi, 8 marzo, la Rivista inaugura la pubblicazione di una serie di testimonianze che riguardano Paesi anche molto lontani dall\u2019Italia, da cui provengono voci, storie, analisi della situazione delle donne in societ\u00e0 sicuramente molto diverse da quella in cui viviamo, ma che hanno pur sempre una dimensione universale che riguarda tutte e tutti. Perch\u00e9 i diritti umani non hanno nazionalit\u00e0.&nbsp;<br>Il nostro sguardo oggi \u00e8 rivolto alla Birmania.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPrima abbiamo ucciso la madre, poi abbiamo trascinato sua figlia, una ragazza di 33 anni, a terra sotto la sua casa e con i miei compagni l\u2019abbiamo violentata. a turno. Poi le abbiamo sparato al petto. Infine, visto che, nonostante il colpo di pistola non era ancora morta, le abbiamo tagliato la gola\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questa \u00e8 la testimonianza del sergente Kyaw Myo Oo, 205\u00b0 battaglione di fanteria leggera della giunta birmana, filmata, dopo che era stato catturato dall\u2019Arakan Army, che fa parte della resistenza birmana nello Stato Rakhine.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La tragica fine che spesso fanno le ragazze, quando i soldati della giunta birmana entrano nei villaggi, razziano, incendiano, stuprano le donne secondo i dettami dell\u2019<em>Operazione brucia tutto, uccidi tutti<\/em>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Altrettanto spesso oggi, moltissime ragazze, anche di appena 14 anni, rimangono vittime del traffico sessuale, finendo nei bordelli tailandesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal colpo di stato militare di tre anni fa, le donne birmane, di tutte le et\u00e0 e classi sociali, si oppongono con le unghie e con i denti alla violenta dittatura militare e alla cultura patriarcale che domina la societ\u00e0 birmana e soprattutto la cultura dell\u2019esercito birmano. Il 32\u00b0 esercito al mondo. Una struttura, quella militare birmana, plasmata come una societ\u00e0 feudale parallela al paese civile. I militari vivono in&nbsp;<em>compound<\/em>&nbsp;separati dal resto dei cittadini. Hanno le loro scuole, le loro universit\u00e0 e accademie, i loro ospedali. Si sposano tra di loro e, soprattutto, controllano la politica e gestiscono una grossissima fetta dell\u2019economia birmana in modo del tutto opaco e mafioso.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo oltre sessanta anni di violenze sessuali e di genere e di altri crimini atroci, perpetrati dai regimi militari del Myanmar, le vittime e le sopravvissute di tali crimini stanno ancora aspettando giustizia. Il sistema giudiziario birmano \u00e8 progettato per proteggere i colpevoli invece di consegnarli alla giustizia. Questa cultura dell\u2019impunit\u00e0 ha lasciato alle sopravvissute poca o nessuna fiducia nel sistema giudiziario nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Bisogna ricordare che la costituzione militare del 2008 garantisce la cultura patriarcale e autoritaria. La costituzione prevede che i militari non possano essere condannati per la violazione dei diritti umani e i crimini passati e futuri. L&#8217;assenza delle donne da posizioni di potere ha permesso ai militari di mantenere il controllo. Ma nel decidere il colpo di stato militare, la giunta non ha capito che la societ\u00e0 birmana del 2021 era diversa da quella del 1962, 1988, 1990, anni in cui vi sono state proteste di massa represse nel sangue.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sindacalisti\/e, donne. Generazione Z, medici, infermieri, lavoratrici del settore tessile abbigliamento, ferrovieri, portuali, tutti ormai connessi grazie agli smartphone, non hanno voluto abdicare a quel pezzo di libert\u00e0 e democrazia, bench\u00e9 parziale, conquistata negli ultimi anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Le donne, spesso giovanissime, sono scese in piazza in tutto il paese, nonostante l\u2019aumento delle violenze sessuali dirette specificatamente contro le donne attive politicamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle prigioni, a cui l\u2019accesso umanitario viene negato, l\u2019esercito e la polizia usano tattiche arbitrarie, arresti, torture, sparizioni forzate, esecuzioni extragiudiziali e violenza sessuale, compresi stupri, stupri di gruppo, minacce di stupro e penetrazione con oggetti e molestie sessuali e violenza contro individui transgender.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dal colpo di stato ad oggi sono state arrestate 5.416 donne, di cui ancora in carcere 3.909. Molte sono lavoratrici o sindacaliste accusate di terrorismo. Tutte sono poverissime. Il sindacato birmano cerca di garantire loro un avvocato difensore e un minimo di assistenza finanziaria.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma sono gocce nel mare. Circa 400 di queste donne sono state gi\u00e0 condannate. Alcune ad oltre 20 fino a 40 anni di carcere, tra cui la leader e Consigliera di Stato Aung San Suu Kyi, accusata strumentalmente di corruzione e altri crimini assurdi, e la regista di documentari Shin Daewe. 16 donne sono state condannate a morte. La giunta ha utilizzato l&#8217;accusa di alto tradimento, come disposizione legale pi\u00f9 comune nei confronti dei politici; e la sezione 124 sull&#8217;incitamento alla rivolta, per accusare 398 donne. La giunta, per tenere tutte e tutti in carcere, ha inoltre vietato il pagamento della cauzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Un articolo di Radio Free Asia ha raccolto le voci di alcune ex detenute politiche che hanno denunciato come le donne in carcere per essersi opposte alla dittatura, vengono regolarmente molestate sessualmente dal personale carcerario con il pretesto di &#8220;controlli di sicurezza&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAbbiamo dovuto toglierci camicie, reggiseni e biancheria intima&#8221;, ha detto una di loro, aggiungendo che alle donne \u00e8 stata data la biancheria intima della prigione e un&nbsp;<em>sarong&nbsp;<\/em>(<em>longyi<\/em>) per coprirsi il seno. \u00abHanno perquisito fisicamente i nostri corpi. Hanno effettuato una perquisizione manuale delle cavit\u00e0 corporee. Hanno esaminato manualmente la zona tra le cosce. Ci hanno anche strizzato i seni\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Una giovane donna che aveva protestato contro una perquisizione invasiva mentre aveva il ciclo, chiedendo che facessero un&#8217;eccezione, non \u00e8 stata ascoltata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon hanno accettato la sua richiesta e le hanno detto di togliersi la biancheria intima\u00bb, ha detto l&#8217;ex detenuta. \u00abLa giovane si \u00e8 vergognata perch\u00e9 c&#8217;erano delle macchie sul suo assorbente\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Durante gli scontri armati tra l\u2019esercito con le sue milizie da un lato, e la resistenza birmana composta dalle organizzazioni etniche armate e dalle nuove Forze di Difesa Civile, le denunce di violenza sessuale sono aumentate drammaticamente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante tutto questo le donne non demordono. Avevano cominciato a scendere in piazza subito dopo il golpe. Decine di migliaia di giovani lavoratrici delle zone industriali, in particolare delle fabbriche del tessile abbigliamento che all\u2019epoca del colpo di stato arrivavano a circa 700.000, sono scese in piazza insieme alle studentesse, alle insegnanti, alle reginette dei concorsi di bellezza, ai medici, alle infermiere e alle ostetriche, per dire NO ai militari e alla cultura misogina e patriarcale. Avevano trasformato i loro reggiseni, gli slip e gli assorbenti macchiati di vernice rossa, in bandiere contro la cultura maschilista dell\u2019esercito. Un messaggio dirompente. Avevano steso sulle strade i loro longyj, abiti che nessun uomo toccherebbe mai, per paura di perdere la virilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi dopo le prime manifestazioni pacifiche e oceaniche i militari hanno cominciato a sparare sulle folle. Cos\u00ec, la prima a cadere \u00e8 stata Angel, una giovanissima manifestante di 19 anni. Era in una manifestazione e indossava una maglietta con scritto \u201cTutto andr\u00e0 bene!\u201d&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un proiettile l&#8217;aveva colpita alla testa mentre protestava contro il colpo di Stato. Un suo amico, Myat Thu, che era con lei quando \u00e8 morta, ricorda il suo coraggio: \u00abLei si preoccupava sempre per gli altri. Ha preso in mano il candelotto di gas lacrimogeno lanciato dalla polizia e l&#8217;ha rilanciato indietro, poi ha rotto un tubo dell&#8217;acqua per permetterci di lavarci gli occhi irritati dal gas. Quando gli agenti hanno cominciato a sparare, mi ha detto di sedermi per non essere colpito\u00bb. Migliaia di persone hanno partecipato ai suoi funerali. Si pensava che la giunta dovesse cedere, vista l\u2019opposizione generale. Ma non \u00e8 stato cos\u00ec. Nonostante gli scioperi che avevano paralizzato il paese e l\u2019economia, nonostante i giovani della generazione Z che avevano assaggiato il profumo della libert\u00e0, i militari non si sono fermati. Anzi, a tre anni da quel febbraio terribile, i dati sono spaventosi. Oltre 900 bombardamenti in tutto il paese, 1400 attacchi di artiglieria hanno distrutto migliaia di villaggi, chiese, monasteri, ospedali, persino scuole. Oltre 2.6 milioni di rifugiati interni, prevalentemente donne e bambini, sopravvivono in condizioni di estrema precariet\u00e0 nella giungla e nelle zone liberate. I giovani e ora sempre di pi\u00f9 le giovani, vanno ad accrescere le file della resistenza armata che nel paese deve e pu\u00f2 sconfiggere la giunta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo tre anni dalla cancellazione dei risultati delle elezioni democratiche, la giunta militare ha rinnovato per la quinta volta lo stato di emergenza, ha istituito la legge marziale in 61&nbsp;<em>township,<\/em>&nbsp;tra cui le zone industriali, impedendo a chiunque di protestare, visto che sotto la legge marziale chi decide di protestare \u00e8 giudicato da un tribunale militare, senza un avvocato difensore e senza diritto di appello, se non in caso di condanna a morte.<\/p>\n\n\n\n<p>Le centinaia di migliaia di donne rifugiate nei campi profughi interni subisce ogni violazioni dei diritti umani e forti impatti negativi sulla salute riproduttiva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La violenza di genere aumenta a causa della mancanza di spazi pubblici e di strutture sanitarie&nbsp;<em>ad hoc<\/em>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon avevo mai messo i pantaloni in vita mia, prima di ora!\u00bb ha dichiarato ad Al-Jazeera una giovane insegnante ora nel Myaung Women Warriors.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLe mani che fanno dondolare le amache dei bambini possono far parte della rivoluzione\u00bb: questo rivendicano le giovani donne che ora fanno parte della resistenza democratica. Una sfida titanica, contro una dittatura che si sta sfaldando per le continue diserzioni, nonostante Cina, Russia e India abbiano continuato a fornire armi e sostegno politico alla giunta.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche l\u2019ASEAN si \u00e8 mostrata in tutta la sua debolezza e non \u00e8 riuscita a giocare un ruolo per promuovere una transizione verso la costruzione di un governo democratico e federale, senza i militari, come vorrebbero i birmani tutti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ora, grazie alla resistenza non violenta e a quella armata, la giunta sta perdendo pezzi. Migliaia sono le diserzioni a cui si cerca di porre riparo applicando una vecchia legge del 2010 rimasta sulla carta che impone la coscrizione obbligatoria di tutti i giovani e le giovani sopra i 18 anni. Si parla di 14 milioni di ragazzi e ragazze, che la giunta vuole reclutare per tentare di sopravvivere alla avanzata della resistenza, che ormai controlla oltre la met\u00e0 del paese. Chi viene arrestato \u00e8 condannato a tre anni di carcere, chi si nasconde ne rischia cinque, oltre ai tre del servizio obbligatorio. Tutto il paese \u00e8 in subbuglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Decine di migliaia di giovani stanno cercando di fuggire, richiedendo il visto presso le ambasciate sovraffollate o intraprendendo viaggi pericolosi verso altri paesi limitrofi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A Mandalay il 19 febbraio, due donne sono morte schiacciate davanti all&#8217;ufficio passaporti della giunta, mentre circa 5.000 giovani erano in coda per richiedere il passaporto per tentare di lasciare il paese. Altri giovani decidono di entrare in clandestinit\u00e0 e di andare a combattere contro la giunta militare.<\/p>\n\n\n\n<p>Nello stato Rakhine questa catastrofe \u00e8 particolarmente grave. Il 19 febbraio, la giunta ha arrestato circa 600 passeggeri in arrivo da Yangon negli aeroporti di Sittwe e Kyaukphyu. La giunta ha arrestato e reclutato con la forza centinaia di Rohingya nei campi per sfollati interni, oltre a minacciarli ha cercato di convincerli ad arruolarsi promettendogli la possibilit\u00e0 di libert\u00e0 di movimento, denaro, riso o carte d\u2019identit\u00e0 nazionali. Molti ricorderanno che le popolazioni Rohingya sono da anni senza cittadinanza e senza alcun diritto. Ora vengono presi di mira dagli autori del loro genocidio, per essere arruolati come scudi umani, dragamine umani e portatori, tra gli altri lavori forzati.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>[*] Segretaria generale Associazione Italia-Birmania Insieme<\/p>\n\n\n\n<p>Italia-Birmania INSIEME sostiene finanziariamente e politicamente le organizzazioni sindacali e democratiche oggi in clandestinit\u00e0 o in carcere, con programmi specifici, contro la legge marziale, le elezioni illegali, e a sostegno dei giovani e delle giovani che fuggono dalla coscrizione obbligatoria.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Qui\u00a0https:\/\/wishraiser.com\/italia-birmania-insieme from=organizzazioni-non-profit\u00a0 per dare sostegno concreto alla nostra organizzazione\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>* <em>Segretaria generale Associazione Italia-Birmania Insieme<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questione giustizia\u00a0da sempre considera la ricorrenza della Giornata internazionale della donna come una occasione di riflessione sulla condizione femminile e di rilancio di un impegno che non pu\u00f2 limitarsi alla celebrazione di un solo giorno. <\/p>\n","protected":false},"author":6410,"featured_media":20194,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-20193","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-newsletter"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>8 marzo: uno sguardo sulla donna nel mondo. 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