{"id":21022,"date":"2024-09-24T20:31:38","date_gmt":"2024-09-24T18:31:38","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/?p=21022"},"modified":"2024-09-25T10:16:42","modified_gmt":"2024-09-25T08:16:42","slug":"morese-sett","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/morese-sett\/","title":{"rendered":"Inprenditori e sindacalisti diano una spinta decisiva al rapporto Draghi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel mio ultimo dibattito pubblico prima dell\u2019estate &#8211; un bel Convegno sul futuro del lavoro in Europa &#8211; ho ascoltato con sempre pi\u00f9 stupore un sociologo tedesco, considerato il guru dei \u201cbruno-verdi\u201d, un partito di estrema sinistra in ascesa di consensi elettorali, anche se non ancora insidioso nei confronti del SPD. Wolfgang Streeck ha sostenuto che \u00e8 necessario che ci vuole \u201cmeno Europa, per pi\u00f9 Europa\u201d. Cio\u00e8, una consistente cura dimagrante dell\u2019intervento delle istituzioni europee soprattutto nel campo dell\u2019economia, per poi passare ad un rilancio dell\u2019integrazione europea, su basi nuove. Un assist ai sovranisti gratuito. I curiosi possono trovare le sue idee pi\u00f9 recenti in un libro, appena edito in Italia da Feltrinelli, dal titolo \u201cGlobalismo e democrazia\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando \u00e8 stato reso pubblico il Rapporto Draghi, Streeck mi \u00e8 tornato alla memoria e ho pensato che deve aver storto la bocca nel leggerlo. L\u2019avr\u00e0 considerato un burocrate a 18 carati, all\u2019opposto di quello che pensa un serio economista, Francesco Saraceno. Ha osservato che \u201cIl Draghi degli anni d\u2019oro, alfiere della superiorit\u00e0 dei mercati e orchestratore nei suoi vari ruoli di austerit\u00e0, privatizzazioni e riforme strutturali \u00e8 quasi irriconoscibile in un Rapporto che propugna l\u2019intervento pubblico\u2026.e abbandona con decisione il totem dell\u2019efficienza dei mercati\u201d (Domani, 22\/09\/2024).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Draghi sviluppa in 360 pagine un ragionamento semplice e condivisibile: USA e Cina corrono. L\u2019Europa arranca, pur avendo le potenzialit\u00e0 per competere. Ma per riuscirci bisogna fare scelte di priorit\u00e0 (e le elenca), deciderle rapidamente (e indica percorsi e condizioni per riuscirci) e con tanti soldi (e ipotizza 800 miliardi di euro annui, pari al 4,7% del PIL dell\u2019Unione a 27, da mettere a disposizione del decisore europeo assieme a strumenti finanziari messi in campo da una partnership pubblico-privata). E\u2019 un possente grido di allarme, ma senza fatalismo, immaginando che, alla fin fine, la ragione vince sempre sull\u2019emozione. Che gli innovatori, anche se un po\u2019 visionari, hanno la meglio sui conservatori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma il cammino \u00e8 in salita. Infatti, molti osservatori e commentatori italiani ed europei hanno espresso perplessit\u00e0 se non riserve sul destino del Rapporto. L\u2019iperrealismo, anche se fondato su argomentazioni non strumentali, \u00e8 parente intimo dell\u2019immobilismo. Ma un dato \u00e8 certo. L\u2019Europa del 2024 assomiglia all\u2019Italia del 1992. I decisori europei sono in ordine sparso. E\u2019 stata fermata l\u2019ondata sovranista nell\u2019 ultima elezione europea, ma il Parlamento ha una maggioranza europeista risicata e come ha dimostrato il voto sulle armi all\u2019Ucraina, seriamente ballerina (anche grazie al comportamento dei deputati del PD). A sua volta, il Consiglio dei Ministri ha la possibilit\u00e0 ma non la forza politica di prendere decisioni a maggioranza (i Governi di Francia, Germania e Italia \u2013 i tre principali Paesi fondatori &#8211; non hanno il profilo dell\u2019omogeneit\u00e0). Per di pi\u00f9, la nuova Commissione Europea poggia la sua autorevolezza sul carisma del suo Presidente; se minimamente vacilla l\u2019effetto VDL si arena la macchina. La tempesta sarebbe perfetta. In altre parole, per applicare il piano Draghi sarebbero indispensabili condizioni di governance che le attuali istituzioni europee, volutamente, non sono in grado di garantire. I troppi distinguo (francesi) e le troppe incertezze (tedesche) ci restituiscono un\u2019Europa imbambolata.&nbsp; Per una volta, potrebbe servire un modello italiano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche l\u2019Italia di 32 anni fa era nel pantano. \u201cMani pulite\u201d, pi\u00f9 della martellante stagflation, stava mettendo in ginocchio il Parlamento, con arresti a raffica; molti partiti \u2013 sia di governo che di opposizione \u2013 erano decimati e screditati. Lo stesso Governo Amato era lasciato solo a prendere dure e pesanti decisioni. Prepar\u00f2 una manovra da 94000 miliardi di vecchie lire. Quando l\u2019annunci\u00f2 ai sindacati, questi non entrarono neanche nel merito. CGIL, CISL e UIL proclamarono lo sciopero generale di 8 ore, ma nello stesso tempo accettarono, come fece anche la Confindustria, di discutere con il Governo un pacchetto di interventi e riforme, compreso il destino della scala mobile. E\u2019 noto come and\u00f2 a finire. La manovra lacrime e sangue del Governo si attu\u00f2, ma anche l\u2019accordo con le parti sociali fu applicato (e rifinito con l\u2019accordo Ciampi dell\u2019anno successivo). L\u2019Italia inizi\u00f2 a scrollarsi di dosso l\u2019inflazione, la produzione e il lavoro ripresero vigore, il tunnel fu ancora lungo da attraversare, ma si vide la luce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quella occasione, la societ\u00e0 civile e la sua parte pi\u00f9 rappresentativa \u2013 le organizzazioni delle imprese e quelle dei lavoratori \u2013 si assunsero la responsabilit\u00e0 di cooperare con il Governo per tirar fuori dai guai il Paese. Senza il loro contributo, nessuno sarebbe stato in grado di disegnare un futuro accettabile politicamente, economicamente e socialmente e finanche a contrastare i rischi di un collasso del sistema democratico. Non fu una passeggiata, ma la mobilitazione sociale color\u00f2 di creativit\u00e0 e coraggio un paesaggio devastato. Vi era la consapevolezza che non c\u2019erano alternative a quello sforzo collettivo, all\u2019impegno per non rimanere bloccati nel presente mentre era necessario dare priorit\u00e0 al futuro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se il domani dell\u2019Europa \u00e8 quello disegnato da Draghi, se \u00e8 ancora viva nella coscienza dei Paesi che compongono l\u2019Unione, l\u2019ambizione di non farsi inghiottire dalle superpotenze internazionali in campo e che non fanno sconti, \u00e8 necessario che la societ\u00e0 civile europea si faccia sentire, a partire dalle forze produttive, imprese e lavoratori. Attorno al progetto di Draghi, anche per adattarlo ai contributi che potranno venire dalle parti sociali, si deve costruire un Patto sociale di alto profilo. Occorre dare forza ad un rilancio del dialogo sociale, definendo con la Commissione europea concertazioni permanenti a scala europea che supportino gli altri decisori europei e a cascata realizzare stesse procedure nei singoli Paesi. Non devono fare supplenza ma contribuire a far transitare l\u2019Europa verso nuovi equilibri e un pi\u00f9 accettabile benessere per tutti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci vuole da subito pi\u00f9 Europa, innanzitutto nella coscienza degli europei. Vale per tutti, ma soprattutto per le forze progressiste. Ragionamenti come quelli di Streeck non &nbsp; vanno nella direzione giusta. Mi ricordano alcuni dirigenti della sinistra politica e sindacale dei tempi miei, nell\u2019altro secolo. Di fronte alle difficolt\u00e0 si rifugiavano nello slogan \u201cun passo indietro, per preparare tre passi in avanti\u201d. Il primo era certo, gli altri una incognita e spesso una smentita. E la ragione \u00e8 semplice; al di l\u00e0 delle volont\u00e0, manca sempre il tempo per farli maturare. &nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel mio ultimo dibattito pubblico prima dell\u2019estate &#8211; un bel Convegno sul futuro del lavoro in Europa &#8211; ho ascoltato con sempre pi\u00f9 stupore un sociologo tedesco, considerato il guru dei \u201cbruno-verdi\u201d, un partito di estrema sinistra in ascesa di consensi elettorali, anche se non ancora insidioso nei confronti del SPD. <\/p>\n","protected":false},"author":6341,"featured_media":21033,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-21022","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-newsletter"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21022","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6341"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=21022"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21022\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":21034,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/21022\/revisions\/21034"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/21033"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=21022"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=21022"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=21022"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}