{"id":21216,"date":"2024-11-05T08:13:01","date_gmt":"2024-11-05T07:13:01","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/?p=21216"},"modified":"2024-11-05T11:10:19","modified_gmt":"2024-11-05T10:10:19","slug":"legge-di-bilancio-si-aggravano-le-solite-problematicita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/legge-di-bilancio-si-aggravano-le-solite-problematicita\/","title":{"rendered":"Legge di Bilancio, si aggravano le solite problematicit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p>Secondo quanto comunicato dal MEF, nel suo incontro con il FMI, il ministro Giorgetti \u00abha ricevuto elogi per il suo impegno a perseguire il consolidamento di bilancio promuovendo allo stesso tempo la crescita\u00bb. In effetti il governo pu\u00f2 \u201cvantare\u201d i giudizi positivi ottenuti da tutte le agenzie di rating, con Fitch, in particolare, che non solo conferma il rating, ma&nbsp;alza l\u2019outlook&nbsp;da stabile a positivo e afferma in una nota che l&#8217;Italia ha un &#8220;piano fiscale credibile&#8221; e una &#8220;situazione politica stabile&#8221; che, se continuer\u00e0, &#8220;sosterr\u00e0 il consolidamento di bilancio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Anche diversi economisti italiani hanno dato un giudizio positivo dal punto di vista \u201ccomplessivo\u201d alla manovra, per l\u2019obiettivo di scendere anticipatamente sotto il deficit del 3% in modo da uscire dalla procedura per deficit eccessivo e per affrontare in nodo della riduzione del debito pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una manovra restrittiva, fondata sul controllo\/riduzione della spesa pubblica, nuovo parametro di controllo delle regole europee, e certamente dalla politica di bilancio non verr\u00e0 per tutta la durata del Piano Strutturale di bilancio (PSB), 2025\/31, un impulso positivo alla domanda. Qualcuno ha richiamato in proposito la definizione di \u201causterit\u00e0 espansiva\u201d di giavazziana memoria. L&#8217;idea \u00e8&nbsp;che &#8220;manovre restrittive, come questa, che per\u00f2 rafforzano la credibilit\u00e0 del paese, tramite gli effetti positivi sui tassi di interesse possono avere anche effetti espansivi&#8221; (Bordignon-Leonzio, LaVoce).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 che nel passato questo tipo di manovre abbiano dato grandi frutti rispetto alla crescita. Si deve, tuttavia, riconoscere che, dato l\u2019ammontare del nostro debito pubblico, un giudizio positivo dei mercati \u00e8 essenziale per non fare aumentare il suo costo e che l\u2019osservanza delle nuove regole europee \u00e8 una condizione altrettanto essenziale per ottenere, nel caso servisse, il soccorso della BCE.<\/p>\n\n\n\n<p>Semmai colpisce che alla fine la politica di finanza pubblica del centrodestra sia simile alla passata politica di finanza pubblica del centrosinistra. Un cittadino italiano entrato in coma all\u2019epoca del governo Gentiloni e risvegliatosi oggi, posto dinanzi al DPB meloniano potrebbe tranquillamente pensare che lo ha fatto Gentiloni. Che distanza dai programmi elettorali del centrodestra, che immersione nella realt\u00e0!<\/p>\n\n\n\n<p>Come osserva I. Cipolletta in un articolo sul Domani, da anni l&#8217;Italia oscilla tra due alternative di politica di bilancio: \u201cdare un colpo severo e definitivo al debito pubblico attraverso una manovra di bilancio che facesse emergere un avanzo primario consistente e permanente, con l&#8217;aspettativa di beneficiare di una riduzione del costo del denaro che permettesse di non sacrificare troppo la crescita economica; oppure puntare su un forte sostegno alla crescita attraverso un disavanzo pubblico importante, volto a migliorare la capacit\u00e0 produttiva del paese e tale da far aumentare il reddito italiano in misura tale da contenere il peso del debito pubblico seppure aumentato un valore assoluto\u201d. Stretta dalle regole europee da un lato e dall\u2019altro dalla \u201cimpossibilit\u00e0\u201d politica di ridurre la spesa pubblica e\/o di aumentare le tasse la politica ha scelto sempre la via di mezzo con aggiustamenti al margine e senza affrontare i problemi di fondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il PSB e questa legge di bilancio sono su questa linea e bene fa l\u2019opposizione a criticarli. Si vorrebbe capire cosa di diverso strutturalmente propone l\u2019opposizione<\/p>\n\n\n\n<p>Poi ci sono i problemi di natura macroeconomica legati alla credibilit\u00e0 del quadro previsivo del governo e quelli di giudizio legati alle singole misure contenute nella manovra.<\/p>\n\n\n\n<p>Banca d\u2019Italia e UPB nelle loro audizioni sul PSB hanno dichiarato fondamentalmente che le previsioni macroeconomiche del governo sono accettabili anche se alquanto ottimistiche.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019incertezza proviene dalla situazione internazionale a cui possiamo aggiungere, prima del 5 novembre, dall\u2019l\u2019esito delle elezioni americane. Un eventuale successo di Trump e la riproposizione di dazi sulle importazioni dall\u2019Europa, in particolare da Germania e Italia, paesi in attivo commerciale con gli Usa, che effetto avrebbe sull\u2019economia europea?<\/p>\n\n\n\n<p>Sulle previsioni di crescita del PIL pesano ora anche gli ultimi dati resi noti dall\u2019Istat. Prima la revisione della crescita del primo semestre 2024, poi il dato provvisorio del terzo trimestre con una stazionariet\u00e0 del PIL e una crescita acquisita per il 2024 dello 0,4% ben lontana dal +1% indicato dal governo. La stessa previsione di crescita dello 0,7\/0,8% fatta da FMI, Bd\u2019I e altri previsori sembra a questo punto ottimistica e questo potrebbe avere effetto sulla crescita negli anni successivi e quindi sulle previsioni di finanza pubblica.<\/p>\n\n\n\n<p>Vi \u00e8 poi da considerare che non solo l\u2019Italia ma molti altri paesi europei, in ossequio alle nuove regole, adotteranno nel 2025 politiche di bilancio di segno restrittivo. Dall\u2019Europa non verr\u00e0, quindi, nessun aiuto alla crescita della domanda e alla crescita in generale. Semmai potr\u00e0 esserci il rischio di un effetto negativo cumulato sugli scambi nell\u2019eurozona.<\/p>\n\n\n\n<p>Molto dipender\u00e0 anche dalla BCE e dalla velocit\u00e0 con cui far\u00e0 scendere i tassi di interesse per ora ancora superiori al tasso di inflazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il punto che pi\u00f9 ha trovato concorde la critica, o quantomeno gli interrogativi, degli osservatori del quadro tendenziale presentato dal governo \u00e8 l\u2019evoluzione prevista delle entrate. Le previsioni si basano sulle entrate della prima parte del 2024 che sono proiettate sull\u2019intero anno e sono considerate in buona parte strutturali, quindi permanenti, e crescenti negli anni successivi. Si tratta di circa 18 miliardi in entrate in pi\u00f9 nel 2025, 27 in pi\u00f9 nel 2026, 28 in pi\u00f9 nel 2027 contenute nel PSB rispetto alle stime fatte nel DEF senza convincenti spiegazioni sulle cause. Si pu\u00f2 aggiungere che le previsioni del DEF erano fatte dal Ragioniere Generale Biagio Mazzotta, quelle del PSB sono fatte dal successore, voluto dal governo, Daria Perrotta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 in questo quadro che si colloca la manovra, di un ammontare pari a 28,3 mld secondo il DPB inviato a Bruxelles, ma lievitata fino a 34,5 mld nel testo mandato in Parlamento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nella manovra le risorse vengono assorbite principalmente dalla conferma della riduzione del cuneo fiscale (reso strutturale) e dell\u2019intervento sulle aliquote Irpef (anch\u2019esso reso strutturale). Le due misure assorbono rispettivamente 12,9 e 4,4 mld nel 2025.<\/p>\n\n\n\n<p>Era ovviamente impensabile non confermare una misura di intervento a favore delle retribuzioni pi\u00f9 basse nella situazione economica attuale. Il lato positivo della nuova misura sta nella sua trasformazione da taglio contributivo a intervento fiscale. Questa modifica ha eliminato due gravi problemi che il taglio del cuneo contributivo aveva: quello relativo al finanziamento del sistema pensionistico e del welfare in generale e quello relativo alla corrispondenza tra contributi e pensione, cardine del sistema contributivo. Con l\u2019estensione della nuova detrazione introdotta fino a 40.000 euro \u00e8 stato anche eliminato il problema del salto a 35.000 euro dovuto alla scomparsa della decontribuzione e si sono concessi vantaggi decrescenti a oltre 1.300.000 lavoratori dipendenti in pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Vi sono anche aspetti non positivi. Questa modifica posta a favore dei lavoratori dipendenti introduce ulteriori elementi di differenziazione nel sistema Irpef tra dipendenti, pensionati e autonomi non in flat tax, differenziazioni che non avrebbero ragione di esistere. Va inoltre considerato che la nuova detrazione produce, tra i 32.000 e i 40.000, euro una aliquota marginale pari al 56,18%, al netto delle addizionali, il che significa che un lavoratore la cui retribuzione si colloca in quella fascia, vedr\u00e0 un aumento retributivo di 100 euro lordi ridursi al netto, fatto salve le addizionali, a 39,8 euro. Urge una riforma dell\u2019Irpef.<\/p>\n\n\n\n<p>Restando in campo fiscale e passando alla voce maggiori entrate spiccano per diverse ragioni nella manovra due misure: il taglio delle tax expenditures e l\u2019intervento su banche e assicurazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Il taglio delle tax expenditures sopra i 75.000 euro di reddito e in funzione della composizione del nucleo familiare non risalta certo per l\u2019entit\u00e0 del risparmio prodotto. Dalla tabella riportata in Relazione tecnica sembra ammontare a 65 milioni nel 2025 e salire poi a 200 nel 2026. \u00c8 la platea di contribuenti sui quali interviene che colpisce.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 certamente vero che le tax expenditures sono tante (oltre 100 mld) e che vanno quanto meno ridotte. Se ne parla dall\u2019ultimo governo Berlusconi (2011) quando Tremonti fu costretto dal presidente Napolitano a mettere nella sua ultima legge finanziaria una norma che prevedeva un taglio di 20 mld delle spese fiscali. Poi, caduto Berlusconi, Monti opt\u00f2 per l\u2019IMU e nessun governo da allora \u00e8 riuscito, o ha voluto, ridurre queste voci di sconto fiscale, semmai le ha aumentate. Il tetto per ridurle \u00e8 la forma politicamente pi\u00f9 neutra rispetto, ad esempio, all\u2019eliminazione delle singole voci che comporta l\u2019insurrezione dei diretti interessati privati del singolo beneficio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il punto \u00e8 che a usufruire delle tax expenditures sono i contribuenti capienti che pagano l\u2019Irpef. Non ne usufruiscono gli evasori, non ne usufruiscono gli autonomi in flat tax, non ne usufruiscono gli incapienti. Quindi tagliare le tax expenditures in funzione del reddito significa colpire chi paga l\u2019Irpef, quindi essenzialmente lavoratori dipendenti e pensionati di reddito medio e medio-alto, e condizionarle alla composizione del nucleo familiare significa colpire i single e gli anziani, in particolar modo i pensionati.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto questo pu\u00f2 anche essere ragionevole in un quadro di riforma dell\u2019Irpef che veda la diminuzione della pressione fiscale su questi soggetti, altrimenti, a parit\u00e0 di pressione fiscale complessiva, \u00e8 solo un aumento di imposta su chi gi\u00e0 oggi \u00e8 il principale bersaglio dell\u2019Irpef.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019intervento su banche e assicurazioni consente invece al governo di recuperare 3,5 mld nel 2025 per la manovra. Non si tratta di \u201cnuove\u201d imposte, ma solo di un anticipo di imposte future. In particolare per le banche si rinviano al futuro le deduzioni sullo stock di svalutazioni e perdite dei crediti, per le assicurazioni si modifica la disciplina del versamento dell\u2019imposta di bollo. In concreto banche e assicurazioni versano anticipatamente imposte che avrebbero dovuto versare nei prossimi anni. Lo stato, quindi, incasser\u00e0, di meno in quegli anni. A tutti gli effetti si tratta di un prestito a zero interessi, nessuna tassa sugli extraprofitti. Del resto pi\u00f9 che tassare extraprofitti veri o presunti, un governo dovrebbe semmai evitare la loro formazione tutelando imprese e consumatori con la concorrenza sul mercato tra banche e assicurazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Effetti sulle entrate fiscali delle misure su banche e assicurazioni<\/p>\n\n\n\n<p>(milioni di euro)<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td>&nbsp;<\/td><td>2025<\/td><td>2026<\/td><td>2027<\/td><td>2028<\/td><td>2029<\/td><td>2030<\/td><td>2031<\/td><\/tr><tr><td>Assicurazioni<\/td><td>970,4<\/td><td>397<\/td><td>385,1<\/td><td>184,8<\/td><td>-15,4<\/td><td>-27,4<\/td><td>-39,4<\/td><\/tr><tr><td>Banche<\/td><td>2.541,60<\/td><td>1.526,10<\/td><td>-461,7<\/td><td>-970,4<\/td><td>-970,4<\/td><td>-970,4<\/td><td>0<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p>Fonte Relazione Tecnica<\/p>\n\n\n\n<p>Altre entrate fiscali derivano da misure in materia di lotta all\u2019evasione (1,2 mld nel triennio 2025\/27), da imposte sui giochi (0,6 mld nel triennio, dalla rivalutazione sia dei terreni edificabili e agricoli che delle partecipazioni (2,2 miliardi nel triennio), dall\u2019estensione della platea della web tax, dall\u2019innalzamento della tassazione dei proventi da criptovalute, ma anche dal taglio delle detrazioni Irpef per i cittadini extra-comunitari.<\/p>\n\n\n\n<p>Il governo ora attende l\u2019esito del Concordato fiscale per capire se ha a disposizione 2\/3 mld per un ulteriore intervento sull\u2019Irpef, diviso al suo interno tra chi vorrebbe destinarli ad un aumento del limite di accesso alla flat tax degli autonomi e chi invece vorrebbe destinarli al taglio della seconda aliquota Irpef e all\u2019innalzamento del limite del secondo scaglione Irpef.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel primo caso saremmo nel solito \u201cregalo\u201d al bacino elettorale di riferimento premiato prima col Concordato e poi con un\u2019ulteriore diminuzione delle tasse. In ogni caso si tratterebbe, come per le misure per le banche e le assicurazioni, di forme di finanziamento provvisorio che nel futuro dovranno essere sostituite da altre entrate o da tagli di spesa.<\/p>\n\n\n\n<p>La conferma del taglio del cuneo e della riforma dell\u2019Irpef assorbono larga parte delle risorse e lasciano spazi limitati per la crescita di altre voci della spesa pubblica. Ne deriva quindi una contrazione in termini reali delle altre voci di spesa e un ridimensionamento degli annunciati interventi a favore della natalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Per la sanit\u00e0 il DDL Bilancio stabilisce un aumento del finanziamento sanitario nazionale nella misura di 1,3 mld nel 2025. di 5 mld nel 2026 e 5,8 mld nel 2027. In queste risorse sono comprese anche quelle necessarie per il rinnovo del contratto del SSN. Al netto di queste risorse, in base al calcolo fatto dall\u2019OCPI, le risorse stanziate nel triennio sarebbero pari rispettivamente a 960 milioni nel 2024, 4,3 mld i nel 2026 e 4,7 mld nel 2027.<\/p>\n\n\n\n<p>Rispetto al PIL la spesa \u00e8 pari al 6,3% e salir\u00e0 al 6,4%. Siamo a livelli preCovid, a valori a cui era scesa negli anni tra il 2010 e il 2019. Livelli da confrontare con quelli di Francia, Germania e R. Unito a cavallo del 10%.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tante risorse, quindi, rispetto alla finanza pubblica italiana, poche risorse rispetto allo stato del SSN e rispetto al confronto con la spesa sanitaria pubblica degli altri paesi europei.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un problema di finanziamento della sanit\u00e0, aggravato nel tempo dal progressivo svuotamento dell\u2019Irap e della base imponibile Irpef che ha ristretto ai soli redditi da lavoro dipendente e da pensione la fonte di finanziamento derivante dall\u2019addizionale regionale. Basterebbe estendere l\u2019addizionale a tutti i redditi per ricavare risorse per la Sanit\u00e0. Difficile che lo faccia un governo che per principio afferma di voler ridurre le tasse, potrebbe proporlo l\u2019opposizione visto che giustamente chiede un aumento della spesa sanitaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Per la famiglia e la genitorialit\u00e0 alla fine \u00e8 stato stanziato un solo miliardo medio all\u2019anno nel triennio, con l\u2019istituzione di un bonus di 1.000 euro per ciascun figlio nato o adottato dal 1\u00b0 gennaio 2025 limitato alle famiglie con ISEE inferiore a 40 mila euro. Difficile pensare di invertire con queste risorse il saldo demografico negativo della popolazione italiana.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sulle pensioni si confermano essenzialmente i provvedimenti della scorsa legge di bilancio che vedevano un \u201crafforzamento\u201d della legge Fornero, esito paradossale per un governo che aveva fondato parte della campagna elettorale sulla cancellazione di quella legge.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli stanziamenti sono quindi minimi e limitati al finanziamento di quota 103, opzione donna e Ape sociale. \u00c8 ripristinata la perequazione delle pensioni secondo la legge 388\/2000, si torna cio\u00e8 alla perequazione per scaglioni su tre fasce e non sull\u2019intero importo. Con un\u2019inflazione utile per il calcolo della perequazione probabilmente inferiore all\u20191% non \u00e8 un gran peso per le finanze pubbliche. Appare una vera cattiveria averla sospesa nel 2025 per i pensionati residenti all\u2019estero.<\/p>\n\n\n\n<p>Grandi polemiche per l\u2019esiguit\u00e0 dell\u2019aumento delle pensioni al minimo. Ovviamente dopo gli annunci (tutte a 1.000 euro) si fanno i conti con i costi. Vanno tuttavia fatte alcune considerazioni. \u00c8 ovvio che con una pensione di poco pi\u00f9 di 600 euro non si vive, questo ci rimanda al problema di un reddito\/pensione di cittadinanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Una pensione minima erogata dall\u2019Inps, pi\u00f9 esattamente un pensionato Inps che gode complessivamente di un trattamento minimo, con tutta probabilit\u00e0 ha un\u2019integrazione al minimo, usufruisce della maggiorazione sociale e della quattordicesima mensilit\u00e0. Sono tre prestazioni date dallo stato in aggiunta alla pensione maturata con i contributi. Lo stato, quindi, gi\u00e0 interviene a favore dei pensionati minimi. \u00c8 poi da capire la ragione del basso livello delle pensioni maturate. Una cosa \u00e8 se \u00e8 il frutto della precariet\u00e0 del mercato del lavoro, altro se \u00e8 il frutto voluto di una evasione contributiva volta a tutelarsi in modo diverso per la vecchiaia. L\u2019alto numero di pensionati al minimo tra gli autonomi fa pensare che questo fenomeno non sia limitato.<\/p>\n\n\n\n<p>La frenata del Pil nel secondo e terzo trimestre ha messo in luce la crisi che colpisce il settore industriale italiano in quasi tutti i suoi settori, dal tessile alla metallurgia, dalla gomma plastica agli autoveicoli. Tra le cause, il costo dell\u2019elettricit\u00e0 pi\u00f9 alto, in Italia rispetto agli altri paesi europei e nettamente pi\u00f9 elevato di Asia e Nord America.<\/p>\n\n\n\n<p>Problemi specifici poi, nel settore dell\u2019automotive (Stellantis) con la perdita di posizioni dell\u2019auto tedesca sui mercati internazionali, con gli effetti indotti che ne derivano per l\u2019industria italiana in misura significativa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Rispetto a questi problemi la legge di bilancio non mostra particolare attenzione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le misure a favore delle imprese sono limitate all\u2019istituzione di una Zona Economica Speciale per tutto il Mezzogiorno e al rifinanziamento della Nuova Sabatini, per un ammontare di 2,2 mld nel 2025, 1,5 nel 2026 e 2 nel 2027.<\/p>\n\n\n\n<p>A questi interventi si contrappone una riduzione complessiva delle agevolazioni contributive per le aree svantaggiate, tra cessazione della \u201cdecontribuzione sud\u201d e l\u2019istituzione di un fondo compensativo, che ammonta a minori spese per -3,4 mld nel 2025 e a -2 mld nel 2026.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Complessivamente, quindi, le misure sulle imprese nel biennio 2025\/26 hanno un effetto restrittivo. A questo si aggiunge il definanziamento di 4,6 mld al fondo di sostegno per il settore automotive nel periodo 2025-2030.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non muta certo la situazione il rinnovo della riduzione dell\u2019imposta sostitutiva dal 10% al 5% per i premi di produttivit\u00e0 e l\u2019esclusione dal reddito dei costi di rilocazione per i lavoratori che trasferiscono la propria residenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Un contributo importante ai conti pubblici nella legge di bilancio \u00e8 dato dal taglio dei finanziamenti assegnati agli enti territoriali e della spesa dei ministeri.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tenendo conto di tagli e rimodulazioni varie di fondi, gli Enti locali contribuiscono alla manovra con 0,8 mld di minori uscite nel 2025 e 1,9 mld annui nel 2026 e nel 2027. I Ministeri a loro volta contribuiscono con 2,2 mld nel 2025 e 2,9 mld nel 2026 e 2,7 mld nel 2027.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono tagli che si aggiungono a quelli gi\u00e0 decisi con la legge di bilancio dello scorso anno e che certamente incidono negativamente sia sui servizi ai cittadini offerti dalle amministrazioni centrali e locali, sia sulle loro capacit\u00e0\/possibilit\u00e0 di investimento.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lette le singole misure e riaffermato un giudizio positivo per la riduzione del deficit appaiono evidenti i problemi che il DDL bilancio non affronta e lascia irrisolti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Buona parte delle coperture sono temporanee e nei prossimi anni si porr\u00e0 il problema della loro sostituzione.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>C\u2019\u00e8 un definanziamento reale di alcune voci di spesa, in primo luogo la sanit\u00e0, con peggioramento progressivo dei servizi erogati ai cittadini in molti ambiti della spesa sociale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il taglio agli Enti locali e ai ministeri prescinde da un\u2019analisi specifica, \u00e8 di tipo lineare, rischia di avere effetti negativi su investimenti e servizi ai cittadini.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Non vi \u00e8 traccia nel DDL degli impegni presi con la Commissione e riportati nell\u2019Allegato VI del PSB per portare a sette anni il Piano di rientro dei conti pubblici. Semmai il governo sembra contraddire gi\u00e0 oggi alcuni degli impegni sottoscritti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>In campo fiscale nell\u2019obiettivo \u201cpromuovere l\u2019adempimento fiscale\u201d \u00e8 indicato che il recupero di entrate deve derivare da \u201cMaggiori entrate derivanti da attivit\u00e0 di prevenzione ed esecuzione rispetto al 2024 (14 miliardi di euro), incluse le entrate favorite dall\u2019invio di lettere di conformit\u00e0, \u201cinviti al contraddittorio\u201d e \u201catti istruttori ravvedibili\u201d, escludendo misure quali \u201cruoli&#8221;, \u201cconcordato preventivo&#8221;, nonch\u00e9 qualsiasi misura volta a regolare i debiti fiscali passati a condizioni vantaggiose quali &#8220;rottamazione cartelle esattoriali&#8221;, &#8220;saldo e stralcio&#8221; e &#8220;ravvedimento speciale\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ossia tutto il contrario di quello che il governo ha fatto fino ad oggi e intenderebbe fare riaprendo i termini del concordato preventivo.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo quanto comunicato dal MEF, nel suo incontro con il FMI, il ministro Giorgetti \u00abha ricevuto elogi per il suo impegno a perseguire il consolidamento di bilancio promuovendo allo stesso tempo la crescita\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"author":6372,"featured_media":21217,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-21216","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-newsletter"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - 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