{"id":2132,"date":"2017-02-27T16:06:09","date_gmt":"2017-02-27T15:06:09","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/l-economia-sommersa-italiana-vale-333-miliardi\/"},"modified":"2017-02-27T16:06:09","modified_gmt":"2017-02-27T15:06:09","slug":"l-economia-sommersa-italiana-vale-333-miliardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/l-economia-sommersa-italiana-vale-333-miliardi\/","title":{"rendered":"L&#8217;economia sommersa italiana vale 333 miliardi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;\u00e8 una classifica che vede l&#8217;Italia seconda potenza europea dietro la Germania. Ma non \u00e8 esattamente una performance di cui andare fieri: la graduatoria in questione riguarda infatti il valore dell&#8217;economia sommersa che, qui da noi, si attesta sui 333 miliardi contro i 351 miliardi della Repubblica federale. Maggiore rispetto a quello di Berlino \u00e8 per\u00f2, purtroppo, il contributo del nostro \u00abnero\u00bb al prodotto interno lordo nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Numeri che escono dall&#8217;ultimo numero monografico di \u00abRassegna Economica\u00bb, la rivista internazionale di economia fondata dal Banco di Napoli e curata dal centro studi Srm Intesa Sanpaolo, che sar\u00e0 presentato domani nel capoluogo campano. Titolo assolutamente evocativo: \u00abAmpiezza e dinamiche dell&#8217;economia sommersa e illegale\u00bb. Numerosi gli spunti in esso contenuti, il primo dei quali incoraggiante: a livello europeo il contributo dell&#8217;economia sommersa al Pil cala dal 22,4% del 2003 al 16,5% del 2013, mentre nella media dell&#8217;area euro la performance si abbassa al 15 per cento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessun dubbio sul fatto che il problema caratterizza \u2013 pur con pesi e conformazioni diverse \u2013 tutti i principali Paesi del Vecchio continente. Potr\u00e0 apparire curioso ma, anche in quanto a valore dell&#8217;economia sommersa, il primato europeo spetta alla Germania con una performance di 351 miliardi, davanti all&#8217;Italia, seconda con 333 miliardi di valore del \u00abnero\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante le operazioni di contrasto messe in atto da magistratura e forze dell&#8217;ordine il peso del fenomeno sul nostro Pil \u00e8 stimato tra il 17 e il 21% contro il 13% del dato tedesco. Nello Stivale, inoltre, c&#8217;\u00e8 la piaga dell&#8217;economia illegale\/criminale (da sommare a quella sommersa) che esprime una valore compreso tra il 9 e l&#8217;11% del Pil.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovviamente questi rapporti di forze cambiano se si prende in considerazione il Sud. Qui il sommerso incide per il 27% sul Pil e l&#8217;economia illegale\/criminale per circa l&#8217;11 per cento. C&#8217;\u00e8 anche un problema culturale in alcuni casi: \u00abIl sommerso \u2013 scrive Maurizio Vallone, Direttore del Servizio di Controllo del Territorio del Dipartimento di Pubblica Sicurezza di Roma, nel suo intervento -, in una realt\u00e0 come quella campana, e napoletana in particolare, d\u00e0 sempre la sensazione di essere una &#8220;regola&#8221; accettata, o, almeno, sopportata non solo dalla societ\u00e0 &#8220;per male&#8221; ma anche da quella che solitamente si definisce &#8220;per bene&#8221;. D&#8217;altronde \u2013 aggiunge -, non sarebbe possibile una cos\u00ec diffusa cultura dell&#8217;illegalit\u00e0 ed un cos\u00ec diffuso ricorso a strumenti illegali, se anche la parte della societ\u00e0 che \u00e8 normalmente estranea a dinamiche criminali non fosse incline a tollerarne alcuni aspetti, accettarne altri, ed esserne direttamente partecipe di altri ancora\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non finisce qui. Secondo una simulazione di Srm se l&#8217;Italia riuscisse ad abbassasse il proprio livello di economia sommersa allineandosi ai livelli della media dell&#8217;area euro (ossia a un dato del 15% del Pil) si otterrebbe un&#8217;emersione di gettito fiscale e contributivo di circa 40 miliardi. Con logici effetti benefici sulle casse dello Stato e una conseguente crescita del Pil stimata in circa 10 miliardi grazie agli effetti positivi indotti sull&#8217;economia \u00absana\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo Paolo Scudieri, presidente di Srm \u00abla politica, a tutti i livelli, deve prendere atto della situazione, considerando l&#8217;economia sommersa in tutti i suoi aspetti, complessi e contradditori. Essa infatti, mentre rappresenta da un lato un parassita dell&#8217;economia sana, dell&#8217;imprenditoria che rispetta le regole e paga le tasse, \u00e8 dall&#8217;altra anche una fetta, ampia, dell&#8217;economia reale che non va trascurata nelle valutazioni che, a tutti i livelli, vanno fatte del sistema Paese. Intervenire \u2013 prosegue l&#8217;imprenditore &#8211; per arginare il dilagare dell&#8217;economia sommersa, restituendo anche giustizia agli imprenditori che vedono il proprio mercato di riferimento drogato da chi va contro la legge e le regole, \u00e8 un imperativo. Vanno ridotti i lacci burocratici, intensificati i controlli, sostenute le reti d&#8217;impresa che affrontano in modo pi\u00f9 compatto ed efficace il mercato rendendosi pi\u00f9 competitive, va insomma facilitata l&#8217;emersione dell&#8217;economia sommersa per portare questa fetta rilevante della ricchezza del Paese dentro argini di controllo, sicurezza e legalit\u00e0. Essa \u2013 conclude Scudieri &#8211; non pu\u00f2 pi\u00f9 essere soltanto ignorata o criticata\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0(*) da Il Sole 24 ore del10\/09\/2015<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 una classifica che vede l&#8217;Italia seconda potenza europea dietro la Germania. 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