{"id":22309,"date":"2025-09-29T20:38:48","date_gmt":"2025-09-29T18:38:48","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/?p=22309"},"modified":"2025-09-30T18:29:34","modified_gmt":"2025-09-30T16:29:34","slug":"lindustria-delle-armi-in-europa-e-l-impatto-sul-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/lindustria-delle-armi-in-europa-e-l-impatto-sul-lavoro\/","title":{"rendered":"L\u2019industria delle armi in Europa e l\u2019 impatto sul lavoro*"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Intorno a<\/strong> <strong><em>REARM EUROPE<\/em> e all\u2019euforia dei mercati<\/strong> finanziari, impegnati a investire una montagna di soldi nei titoli di borsa delle principali industrie militari europee, \u00e8 molto forte il rischio di un \u201cabbaglio\u201d sulle aspettative in termini di ricadute occupazionali.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il ministro dell\u2019imprese<\/strong> e del <em>made in Italy<\/em>, Adolfo Urso \u00e8 arrivato a prospettare per le aziende della filiera dell\u2019<em>automotive, <\/em>incentivi per riconvertirsi verso il settore aerospaziale e della difesa, mentre il suo Governo \u2013 con la Legge di Bilancio 2025 \u2013 trasferiva 4,9 miliardi di euro dal fondo per la transizione ecologica e sociale dell\u2019<em>automotive<\/em> all\u2019aumento delle spese militari.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Spettro della guerra<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Non \u00e8 semplice per qualsiasi governo<\/strong> far digerire l\u2019aumento delle spese militari a un\u2019opinione pubblica, cosciente dei corrispettivi tagli a sanit\u00e0, istruzione, welfare. Evocare lo<\/p>\n\n\n\n<p>spettro della guerra con la Russia, evidentemente non basta. In questo caso \u00e8 meglio giocarsi la carta delle ricadute industriali e occupazionali. Non \u00e8 la prima volta che succede. <strong>Ricordate, ad esempio,<\/strong> i diecimila nuovi posti di lavoro \u201cmessi sul piatto\u201d nel 2006 dal Capo di stato maggiore dell\u2019Aeronautica Militare, Leonardo Tricarico e dal sottosegretario alla Difesa, Lorenzo Forcieri (governo Prodi) se avessimo acquistato i caccia bombardieri F-35 della LockeedMartin? A distanza di 20 anni possiamo verificare quanto fosse una <em>fakenews<\/em>, per condizionare il dibattito pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ma penso sia sbagliato liquidare<\/strong> con una semplice battuta i risvolti che l\u2019economia di guerra ha sul sistema industriale europeo e sul lavoro. Meglio procedere secondo un rigore logico. \u00c8 vero, come sostengono alcuni, che la corsa agli armamenti pu\u00f2 salvare l\u2019economia europea? E rilanciare l\u2019occupazione industriale?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Analisi della realt\u00e0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>A queste domande cercher\u00f2 di rispondere<\/strong> non in base alle mie convinzioni etiche e politiche, ma attraverso l\u2019analisi della realt\u00e0 e dei dati (a consuntivo) inerenti sia l\u2019andamento delle spese militari, sia la dimensione dell\u2019industria aerospaziale e della difesa in Europa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I dati ufficiali<\/strong> del Consiglio Europeo (https:\/\/www.consilium.europa.eu\/en\/policies\/defence-<\/p>\n\n\n\n<p>numbers\/) [2] ci dicono che dal 2014 al 2024 nei paesi UE le spese militari sono pi\u00f9 che raddoppiate a prezzi costanti (+121%). Sono passate da 147 a 326 miliardi di euro.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>All\u2019interno delle spese militari<\/strong>, quelle specifiche per armamenti e ricerca-sviluppo sono addirittura quadruplicate (+325%). Se consideriamo non i Paesi UE, ma i Paesi europei della NATO le spese militari nel 2024 sono state di pi\u00f9: 440 invece di 326 miliardi di euro. La crescita negli ultimi dieci<\/p>\n\n\n\n<p>anni registra una tendenza simile.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tendenze del settore<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Secondo il rapporto pubblicato a novembre 2024 <\/strong>da ASD, <em>European Aerospace, Security and<\/em> <em>Defence Industries<\/em><em>[3]<\/em> che riguarda i 27 Paesi UE + Norvegia, Regno Unito e Turchia, a fine 2023 gli occupati totali diretti nell\u2019industria aerospaziale e della difesa in Europa risultano,un milione e 27 mila, di cui 518 mila relativi al militare (Grafico 1).<strong>Il fatturato complessivo nel 2023<\/strong> \u00e8 stato di 290,4 miliardi di euro, di cui il 55 per cento nel militare. Partire dai dati forniti da ASD, ha il vantaggio dell\u2019attendibilit\u00e0 e della continuit\u00e0 ne tempo, consentendo analisi e valutazioni di natura strutturale sulle tendenze del settore.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Possiamo, infatti, analizzare<\/strong> cosa \u00e8 successo in termini di fatturato e occupazione nello stesso arcodi tempo di dieci anni (2014-2023) nel quale le spese militari sono cresciute del 90 per cento.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Crescita del 65 per cento<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>I ricavi nel militare<\/strong> nell\u2019intera industria del settore in Europa sono cresciuti del 65 per cento, mentre l\u2019occupazione \u00e8 aumentata del 26 per cento da 407 mila e 800 a 518 mila addetti (Grafico 1).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"889\" height=\"693\" src=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-22340\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1.jpg 889w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1-300x234.jpg 300w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1-768x599.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 889px) 100vw, 889px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Screenshot<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>La stessa dinamica occupazionale<\/strong> trova riscontro da una mia elaborazione sui bilanci aziendali di10 tra le principali big dell\u2019industria aerospaziale e della difesa europea[4] per fatturato militare. Dal 2015 al 2024 il numero dei loro occupati (nel civile e militare) \u00e8 cresciuto in media del 23%<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Grafico 2 \u2013 Andamento degli occupati nel mondo di 10 tra le principali multinazionali europee<\/strong> <strong>del settore aerospaziale e difesa<\/strong><strong>[5]<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"1005\" height=\"687\" src=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-22341\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/2.jpg 1005w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/2-300x205.jpg 300w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/2-768x525.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1005px) 100vw, 1005px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Screenshot<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><em>* occupati a fine 2023 ** valore stimato in quanto Hensoldt nasce dal gruppo Airbus nel 2017 con<\/em> <em>la cessione della divisione Defence &amp; Space all\u2019americana KKR<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>*** Leonardo nel 2024 dichiara un\u2019occupazione di 60.468 persone nel mondo. Questa cifra<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>comprende oltre 3.000 persone inforza a Telespazio (Leonardo 67% \u2013 Thales 33%) incorporata nel<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>gruppo con la nascita della Divisione Spazio di Leonardo, per cui non sono nuovi posti di lavoro<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Fonte: elaborazione Gianni Alioti sui dati di bilancio 2015, 2020, 2024 delle singole aziende<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sulla base dei trend occupazionali<\/strong> registrati a consuntivo negli ultimi dieci anni, possiamo azzardare alcune stime sull\u2019incremento dei posti di lavoro diretti e indiretti nell\u2019industria della difesa in Europa nel prossimo periodo 2025-2035, prendendo a riferimento le previsioni di aumento delle spese militari decise in ambito NATO.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nel vertice di giugno a l\u2019Aia<\/strong> \u00e8 stato deciso che i Paesi europei dell\u2019Alleanza Atlantica debbano arrivare, entro il 2035, a spendere un pi\u00f9 1,5 per cento in un ambito ancora vago di \u201csicurezza allargata\u201d e a raggiungere entro il 2035 una spesa specifica in campo militare almeno del 3,5 percento del loro PIL.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le spese militari complessive<\/strong> passerebbero, quindi, da 440 a 969 miliardi di euro l\u2019anno. Un incremento pari al 120 per cento, una percentuale simile a quella registrata nel periodo 2014-2024.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Pertanto, in base a quanto gi\u00e0 successo<\/strong> negli ultimi dieci anni, possiamo ipotizzare realisticamente un aumento dei posti di lavoro in campo militare nell\u2019industria aerospaziale e della difesa in Europa intorno al 25-30 per cento.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In valore assoluto significa<\/strong> la creazione di 150-180 mila nuovi posti di lavoro diretti. Calcolando l\u2019impatto del settore nell\u2019intera catena dei sub-fornitori fino a quelli di terzo livello (circa 2 mila piccole-medie imprese secondo l\u2019ASD), possiamo stimare altri 120-170 mila nuovi posti di lavoro indiretti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In tutto, quindi, un aumento previsto<\/strong> dell\u2019occupazione da 270 a 350 mila unit\u00e0. Fatte le debite proporzioni, in Italia non si andrebbe oltre i 25-30 mila occupati in pi\u00f9. Briciole in rapporto, ad esempio, ai posti di lavoro a rischi nell\u2019<em>automotive<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Anche un recente rapporto<\/strong> di <em>Ernst &amp; Young<\/em> (EY), uno dei principali network mondiali di servizi professionali di consulenza, ha analizzato il potenziale impatto economico dell\u2019aumento della spesa militare europea, concentrandosi sul settore manifatturiero dell\u2019UE e sulla creazione di posti di lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Scenari diversi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lo studio ha esplorato diversi scenari<\/strong> in cui i membri europei della NATO aumentano la spesa per la difesa, in particolare per gli equipaggiamenti militari (mediamente il 33 per cento delle spese militari nel 2024 rispetto al 14 per cento nel 2024), per rafforzare le proprie capacit\u00e0 difensive e ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>EY, nel suo rapporto<\/strong>, stima che se i membri europei della NATO aumentassero la spesa annuale per gli equipaggiamenti militari di 65 miliardi di euro (passando da 72 a 137 miliardi di euro), il conseguente aumento degli ordinativi per l\u2019industria della difesa europea, compresa la relativa catena di approvvigionamento, ammonterebbe a 35,7 miliardi di euro e, secondo EY, creerebbe forse 500 mila posti di lavoro in pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Meno di un terzo dei 35,7 miliardi di euro<\/strong> aggiuntivi rientrerebbe nell\u2019industria militare europein senso stretto; il resto ricadrebbe nella catena di approvvigionamento. Ci\u00f2 si traduce, comunque, nella creazione di circa 150 mila posti di lavoro diretti e aggiuntivi nell\u2019industria militare europea.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Questa cifra coincide con quella contenuta<\/strong> anche in un nuovo rapporto di <em>Bruegel e Kiel<\/em> <em>Institute<\/em>, due think tank (il primo europeo, il secondo tedesco) specializzati i studi economici. Non solo, coincide anche con le mie previsioni di 150-180 mila occupati diretti in pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Occupati indiretti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lo scarto tra le mie previsioni<\/strong> e quelle del rapporto di <em>Ernst &amp; Young<\/em> riguarda l\u2019incremento di occupati indiretti nella catena dei sub-fornitori: 350 mila contro 120-170 mila.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il modello utilizzato da EY per calcolare<\/strong> l\u2019aumento dei posti di lavoro in relazione all\u2019aumento delle spese per equipaggiamenti militari, \u00e8 bottom-up.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Al contrario, io ho utilizzato il coefficiente di moltiplicazione<\/strong> (1,02) impiegato da ASD nel suo rapporto del 2022 (https:\/\/www.asd-europe.org\/news media\/publications\/asd-reports-publications\/economic-impact-report-2022\/) dei sub-fornitori fino a quelli di terzo livello.<\/p>\n\n\n\n<p>[6] tra occupati diretti e quelli indiretti occupati nell\u2019intera catena<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Monte salari dei dipendenti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nel mio computo \u00e8 esclusa<\/strong> la cosiddetta \u201coccupazione indotta\u201d dal riutilizzo come spesa del monte salari dei dipendenti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In ogni caso, anche se prendiamo per buona<\/strong> la previsione di EY dei 500 mila posti di lavoro creati, \u00e8 bene sapere che equivarrebbero a solo l\u20191,5 per cento sul totale dei 33 milioni e centomila addetti nell\u2019industria manifatturiera europea (fonte <em>Eurostat<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Pertanto, qualsiasi serio ragionamento<\/strong> sulle ricadute industriali e occupazionali della corsa al riarmo non pu\u00f2 prescindere dall\u2019effettiva dimensione economica e sociale del settore della difesa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In Europa i ricavi nel militare<\/strong> dell\u2019industria aerospaziale e difesa nel 2023 sono di 158,8 miliardi di euro. Solo lo 0,70 per cento del PIL dei 30 Paesi europei considerati. Includendo anche i circa 80 miliardi di euro di impatto economico indiretto il fatturato complessivo dell\u2019industria militare non supera l\u20191,1 pro cento del PIL, con un milione e 46 mila addetti tra diretti e indiretti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Una percentuale lontanissima<\/strong> dall\u2019<em>automotive<\/em>, 3,7 per cento del PIL e 6 milioni e 600 mila occupati solo nel manifatturiero. L\u2019idea, quindi, che il gigantesco piano di riarmo europeo<\/p>\n\n\n\n<p>rappresenti un\u2019opportunit\u00e0 di crescita occupazionale e di riconversione di un settore in crisi come l\u2019<em>automotive<\/em> \u00e8 smentita da questi dati.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Spesa folle<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>A fronte di una folle spesa<\/strong> di 800 miliardi aggiuntivi in 4 anni, in Italia 30-35 miliardi in pi\u00f9 all\u2019anno, l\u2019impatto sul lavoro \u00e8 alquanto modesto. In alcuni casi concreti e circoscritti potr\u00e0 rallentare la deindustrializzazione, ma non la invertir\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Senza contare che le spese militari<\/strong> sono soldi pubblici sottratti a sanit\u00e0, educazione, ricerca universitaria, transizione energetica e digitale, ambiente e welfare. Tutti ambiti in cui, a parit\u00e0 di spesa, si creerebbero dal 40 al 120 per cento in pi\u00f9 di posti di lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per non parlare di un altro studio americano<\/strong> che dimostra l\u2019impatto occupazionale di umiliardo di dollari investito nel campo delle telecomunicazioni (banda larga), nel settore della sanit\u00e0 (tecnologia informatica), nel settore elettrico (<em>smart grid<\/em>). Si creerebbero rispettivamente 49 mila, 21 mila, 24 mila nuovi posti di lavoro. Da 3 a 7 volte in pi\u00f9 rispetto agli stessi soldi spesi in campo militare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019analisi dei dati dimostra ampiamente<\/strong> che raddoppiare o triplicare la spesa militare in Europa, oltre a non cambiare gli equilibri strategici e funzionare come deterrenza, non rappresenta un\u2019inversione di tendenza alla crisi industriale europea e ai processi di deindustrializzazione che coinvolgono numerosi settori e territori.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tale dinamica non alimenta<\/strong> n\u00e9 una forte espansione produttiva, tantomeno dell\u2019occupazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Consente, viceversa, una forte crescita sia dei dividendi per gli azionisti, sia degli ordinativi, dei ricavi e degli utili delle imprese militari. E, soprattutto, della loro dimensione finanziaria attraverso l\u2019impennata delle loro quotazioni in Borsa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Due esempi paradigmatici<\/strong>. A inizio gennaio del 2022, prima della invasione russa in Ucraina, il valore di un\u2019azione dell\u2019italiana Leonardo era di 7,5 euro, al 5 agosto 2025 ha raggiunto 47,9 euro.<\/p>\n\n\n\n<p>Un incremento record del 538 per cento. Nello stesso periodo il valore azionario della tedesca Rheinmetall \u00e8 passato da 90 euro a 1.763 euro. Un incremento iperbolico del 1.859 per cento.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ingenti risorse<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tutto ci\u00f2 grazie alle ingenti risorse<\/strong> dei singoli Stati destinate alle spese militari e in nuovi armamenti e ai mercati finanziari controllati dai fondi istituzionali come BlackRock, Vanguard,<\/p>\n\n\n\n<p>Capital Group, State Street Global, Goldman Sachs, Fidelity Investments, Wellington Management, Invesco ecc. che al contempo sono tra i principali azionisti di azionisti sia delle 5 big al mondo per fatturato militare (Lockheed Martin, RTX, Northrop Grumman, Boeing e General Dynamics), sia<\/p>\n\n\n\n<p>della tedesca Rheinmetall, delle britanniche BAE Systems e Rolls-Royce, dell\u2019italiana Leonardo, della trans-europea Airbus, della ucraina JSC e di altre aziende europee che operano in campo militare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come ha scritto Maurizio Boni<\/strong>: \u201cLa retorica della \u201cguerra di produzione\u201d utilizzata da Rutte [\u2026], trasforma la NATO da alleanza militare in cartello industriale, dove la sicurezza diventa un pretesto per trasferimenti massicci di denaro pubblico verso il settore privato della difesa\u201d[7]<\/p>\n\n\n\n<p>* da Redazione Africa ExPress, Agosto 17, 2025<\/p>\n\n\n\n<p>**Attivista e ricercatore di <em>The Weapon Watch<\/em>[1]; gianni.alioti@gmail.com&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>[2] I dati sono quelli ufficiali del Consiglio Europeo https:\/\/www.consilium.europa.eu\/en\/policies\/<\/p>\n\n\n\n<p>defence-numbers\/<\/p>\n\n\n\n<p>[3] Il perimetro del rapporto riguarda I 27 paesi UE + Norvegia, Regno Unito e Turchia.<\/p>\n\n\n\n<p>[4] Airbus, BAE Systems, Dassault, Hensoldt, Leonardo, Rheinmetall, Rolls Royce, Saab, Safran,<\/p>\n\n\n\n<p>Thales.<\/p>\n\n\n\n<p>[5] La percentuale corrispondente a ciascuna multinazionale \u00e8 il peso specifico di fatturato militare<\/p>\n\n\n\n<p>sul fatturato totale nel 2024<\/p>\n\n\n\n<p>[6] https:\/\/www.asd-europe.org\/news-media\/publications\/asd-reports-publications\/economic-<\/p>\n\n\n\n<p>impact-report-2022\/<\/p>\n\n\n\n<p>[7] https:\/\/www.analisidifesa.it\/2025\/06\/il-bluff-del-5-come-la-nato-allaia-si-e-condannata-<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intorno a REARM EUROPE e all\u2019euforia dei mercati finanziari, impegnati a investire una montagna di soldi nei titoli di borsa delle principali industrie militari europee, \u00e8 molto forte il rischio di un \u201cabbaglio\u201d sulle aspettative in termini di ricadute occupazionali. 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