{"id":22400,"date":"2025-10-15T17:58:56","date_gmt":"2025-10-15T15:58:56","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/?p=22400"},"modified":"2025-10-15T17:58:59","modified_gmt":"2025-10-15T15:58:59","slug":"il-riformismo-fa-paura-alle-forze-politiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/il-riformismo-fa-paura-alle-forze-politiche\/","title":{"rendered":"Il riformismo fa paura alle forze politiche"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tempo di legge di bilancio, tempo di misurazione delle volont\u00e0 riformistiche in campo.&nbsp; Il Governo ha presentato un testo preliminare che \u00e8 commentato nel merito nell\u2019articolo di Benetti. Mi limito a dire che nella sua pochezza di contenuti innovativi ci vedo soltanto la rassegnazione al piacere di essere usciti dalla procedura di sorveglianza da parte di Bruxelles e della riclassificazione in positivo da parte delle Agenzie di Rating. Due risultati alquanto effimeri, perch\u00e9 il problema non \u00e8 come ci vedono gli altri, ma come ci vediamo noi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Due indicatori sarebbero sufficienti per togliere il sorriso ai soddisfatti, se avessero standing da statisti. L\u2019Istat ha calcolato che ci sono in &nbsp; Italia 5,7 milioni di poveri assoluti, il 10% della popolazione totale. Per lo pi\u00f9 bambini ed immigrati. E\u2019 una cifra che a volerla sgonfiare servirebbe un PNRR ad hoc per molti anni. Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe, bestia nera del governo per la sua documentatissima denuncia dell\u2019agonia della sanit\u00e0 pubblica, la sintetizza cos\u00ec \u201cliste d\u2019attesa fuori controllo, personale stremato e demotivato cha abbandona il Ssn, cittadini che pagano di tasca propria o rinunciano alle cure. Nel 2024, oltre 41 miliardi di euro di spesa privata e 5,8 milioni di persone ha rinunciato alle prestazioni sanitarie\u201d (La Stampa, 14\/10\/2025).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il governo non prevede niente sul primo fronte e 6 miliardi per la sanit\u00e0 (2,3 che si aggiungono ai 3,7 previsti dalla passata legge di bilancio) cio\u00e8 il 15% di quanto occorrerebbe per assorbire il debito di 40 miliardi accumulato finora. Riformismo zero, anche nell\u2019accezione di destra, generalmente tendente alla restaurazione. Il welfare, come valore civico, non \u00e8 nelle corde della coalizione di governo. Ad essa interessa soprattutto il fisco, ma solo per ridurre le tasse a quello che considera il proprio elettorato. Infatti, ha lavorato alacremente nei primi anni a soddisfare aree sociali e produttive allergiche alle tasse, a renderle un \u201cfai da te\u201d, con la flat tax e sembra che abbia intenzione ancora ora di continuare a sfornare condoni. Non c\u2019\u00e8 alcuna visione riformatrice seria della politica economica, pur sapendo che procedendo su questo sentiero il baratro della insopportabilit\u00e0 dei divari sociali si avvicina pericolosamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Specularmente, le forze dell\u2019opposizione, che almeno keynesiane dovrebbero esserlo, non si attrezzano per riforme corpose sulla politica industriale, sul fisco, sul mercato del lavoro, sulla sanit\u00e0, sulla formazione dei giovani e meno giovani per affronta la triplice transizione demografica, ambientale e digitale. Anche esse sanno che con i rattoppi ad un tessuto produttivo e sociale logorato da anni di inerzia non si va molto lontano e che occorrono revisioni profonde e adeguate ai cambiamenti in atto. A partire dalla redistribuzione della ricchezza prodotta, che l\u2019attuale sistema fiscale non \u00e8 in grado di affrontare come Costituzione richiede perch\u00e9 pensato per una societ\u00e0 industriale che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sembra che le forze di sinistra abbiano paura del riformismo, quello che spiega alla gente che la coesione sociale non \u00e8 un pranzo gratis per\u00f2 neanche una tavolata con i posti occupati da pochi e molti che assolvono al ruolo di servitori. Il riformismo \u00e8 una strategia di medio e lungo periodo che riassetta i poteri economici, sociali e politici nella direzione di una maggiore solidariet\u00e0 e uguaglianza. Non pu\u00f2 essere una somma di parole d\u2019ordine parziali e settoriali, tipo salario minimo, basta con le liste d\u2019attesa, tassare i ricchi e altre ancora. Dando pure per scontata la loro legittimit\u00e0, restano una parte di un tutto ignoto ai pi\u00f9. E di questo la gente se ne accorge.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Basti pensare alla questione salariale. Veramente \u00e8 riconducibile soltanto al salario minimo? Quando tutte le ricerche dicono che mediamente i salari e gli stipendi hanno perso in 10 anni il 16% del loro valore nominale? Non facciamoci illusioni; \u00e8 un problema pi\u00f9 complesso che riguarda, per citare i pi\u00f9 importanti capitoli, l\u2019assetto delle imprese sempre pi\u00f9 piccole e a bassissima produttivit\u00e0; il fisco che favorisce un paese lillipuziano nella produzione di beni e servizi e l\u2019esenzione per l\u201980% dei contribuenti dall\u2019essere tassati; la rappresentativit\u00e0 dei soggetti contrattuali per eliminare i contratti pirata; la regolarit\u00e0 dei rinnovi contrattuali la cui mancanza sta creando aree decrescenti di tutele soddisfacenti e aree crescenti di tutele insufficienti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il riformismo, nell\u2019area dell\u2019opposizione politica, \u00e8 soffocato dalla convinzione che \u00e8 prioritario criticare l\u2019operato del Governo e inseguirlo su tutti i fronti; per avere proposte programmatiche, c\u2019\u00e8 tempo fino alle prossime elezioni. ll risultato \u00e8 che l\u2019insoddisfazione verso chi governa non esenta anche chi si oppone e al dunque l\u2019affluenza alle urne scema regolarmente ad ogni tornata elettorale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D\u2019altra parte, dalle rappresentanze dei corpi intermedi e in particolare da quelle delle forze produttive non giungono pressioni di tipo strutturale. Anche esse si muovono in una chiave congiunturale e per di pi\u00f9 in modo sparpagliato. Confindustria e i maggiori sindacati confederali non hanno una comune progettazione di priorit\u00e0 riformistiche. Il Presidente della Confindustria ha puntato i piedi sulla necessit\u00e0 di sostenere gli investimenti; CGIL, CISL e UIL hanno indicato obiettivi diversificati e in comune hanno indicato soltanto la richiesta di detassare gli aumenti contrattuali. E\u2019 vero che una buona fetta dell\u2019aumento delle entrate in questi due ultimi anni sono arrivati dall\u2019aumento dell\u2019occupazione ma soprattutto dagli incrementi contrattuali negoziati dalle parti sociali (di questo il Ministro Giorgetti ha dato atto, sinceramente). E\u2019 quindi ovvio che possa essere forte la tentazione di introdurre una sorta di flat tax anche sui salari, a imitazione dei lavoratori autonomi. Non pu\u00f2 essere considerata una innovazione fiscale, ma semplicemente una ritorsione rispetto all\u2019eliminazione del fiscal drag e alla persistenza disparit\u00e0 di trattamento con le altre forme di reddito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eppure il riformismo \u00e8 stato il modo pi\u00f9 efficace per modernizzare il Paese, per governare il passaggio dalla societ\u00e0 a trazione agricola a quella a trazione industriale. Ora che ci stiamo avviando a passi da gigante verso la societ\u00e0 digitale e della comunicazione, bisognerebbe mettere nel conto di attrezzarsi per gestirla senza grossi scossoni. Una ripresa del dialogo sociale e un ritorno al pensare in grande, mettendo in moto le energie intellettuali e scientifiche presenti nella societ\u00e0 italiana, rappresenterebbe un messaggio di seria efficacia dell\u2019azione politica. E non sarebbe poco. &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tempo di legge di bilancio, tempo di misurazione delle volont\u00e0 riformistiche in campo.\u00a0 Il Governo ha presentato un testo preliminare che \u00e8 commentato nel merito nell\u2019articolo di Benetti.<\/p>\n","protected":false},"author":6341,"featured_media":22401,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-22400","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-newsletter"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22400","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6341"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22400"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22400\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22402,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22400\/revisions\/22402"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/22401"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22400"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22400"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22400"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}