{"id":23494,"date":"2026-09-15T21:25:50","date_gmt":"2026-09-15T19:25:50","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/?p=23494"},"modified":"2026-09-16T18:27:54","modified_gmt":"2026-09-16T16:27:54","slug":"per-un-fisco-piu-equo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/per-un-fisco-piu-equo\/","title":{"rendered":"Per un fisco pi\u00f9 equo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019articolo53 e la progressivit\u00e0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il richiamo alla Costituzione e ai suoi valori \u00e8 oggi un esercizio assai diffuso e il recente referendum sulla giustizia ne \u00e8 stato l\u2019ultimo chiaro esempio. C\u2019\u00e8 un punto tuttavia sul quale la Costituzione e i suoi valori non solo non vengono osservati, ma non sono nemmeno richiamati dai tanti fedeli ammiratori della stessa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi riferisco all\u2019articolo 53 della Costituzione che \u00e8 bene riportare integralmente:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacit\u00e0 contributiva.<\/em><em>Il sistema tributario \u00e8 informato a criteri di progressivit\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lasciando da parte il problema dell\u2019evasione, che pure l\u2019articolo con tutta evidenza pone, dal combinato disposto dei due commi si ricava che <strong>tutti<\/strong> dovrebbero contribuire in base a un criterio di progressivit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora se c\u2019\u00e8 una cosa del tutto evidente nel nostro sistema fiscale attuale \u00e8 che la progressivit\u00e0 non \u00e8 applicata a tutti i cittadini e a tutti i redditi, ma solo ad alcuni, violando cos\u00ec con tutta evidenza l\u2019articolo 53 senza che dai tanti ardenti difensori della Costituzione si alzi un grido, un appello&nbsp; o quant\u2019altro per richiedere il rispetto del principio costituzionale violato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La cosa che poi colpisce \u00e8 che tra i temi di polemica tra le forze politiche di maggioranza e di opposizione questa tema non abbia alcuna rilevanza, con una maggioranza che ormai sembra aver dimenticato l\u2019idea di una riforma fiscale e una opposizione che insegue mitiche patrimoniali, magari a livello europeo, o slogan come \u201c<em>Tax the Rich\u201d,<\/em> che certamente possono anche rispondere a esigenze reali ma che sono di difficile realizzazione e che tralasciano di intervenire immediatamente nella situazione concreta di sistemi fiscali che sempre pi\u00f9, non solo in Italia, gravano sul lavoro dipendente e sui pensionati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fin dalla sua introduzione l\u2019Irpef, l\u2019imposta sui redditi delle persone fisiche cui era affidata la progressivit\u00e0 del nostro sistema fiscale, non comprendeva i redditi da capitale assoggettati ad una imposta sostitutiva proporzionale. Negli anni successivi tuttavia, la sua base imponibile \u00e8 stata progressivamente erosa sottraendo alla progressivit\u00e0 dell\u2019imposta plusvalenze e dividendi, redditi catastali relativi alla prima casa, redditi da locazione, redditi da lavoro autonomo fino a 85.000 euro, redditi catastali da imprenditori agricoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ai redditi non soggetti all\u2019Irpef si applicano aliquote proporzionali che variano dal 12,5% sugli interessi e sulle plusvalenze sui titoli pubblici, al 15% sul reddito da lavoro autonomo in regime forfettario, al 10% o al 21% per i redditi da locazione, al 26% per i dividendi, gli interessi e le plusvalenze da capitale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I lavoratori dipendenti, i pensionati e gli autonomi non in regime forfettario sono gli unici a cui oggi \u00e8 applicato un sistema progressivo tramite l\u2019Irpef con aliquote del 23%, del 33% e del 43% a cui vanno aggiunte le addizionali Irpef regionali e comunali che invece non gravano sui redditi non soggetti a Irpef.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo vuol dire che per il nostro sistema fiscale la capacit\u00e0 contributiva di un dipendente\/pensionato\/autonomo non forfettario per incrementi di reddito sopra i 28.000 euro (limite dove scatta l\u2019aliquota del 33%) \u00e8 pari a 2,2 volte quella di un autonomo in flat tax (tassato al 15%), o a 1,3 volte quella di un percettore di dividendi (tassato al 26%). Questi valori salgono rispettivamente a 2,65 e a 1,65 se passiamo ad aumenti di reddito sopra i 50.000 euro per i quali per chi \u00e8 in regime progressivo scatta l\u2019aliquota del 43%.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se poi considerassimo anche le addizionali regionali e comunali la differenza sarebbe ancora maggiore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se c\u2019\u00e8 quindi un articolo della Costituzione che \u00e8 ampiamente violato \u00e8 certamente l\u2019articolo 53.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I pensionati, i contribuenti meno tutelati<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dipendenti, pensionati e autonomi non forfettari sono gli unici soggetti a un regime fiscale progressivo. Tuttavia la loro Irpef non \u00e8 uguale, sono identiche le aliquote e gli scaglioni, ma differiscono, e di molto, le detrazioni e altri elementi che rendono diverso il carico fiscale effettivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una prima differenza si ha nella definizione dell\u2019imponibile. Per i pensionati non vi \u00e8 differenza con il valore della pensione, per i dipendenti dalla retribuzione lorda vanno sottratti i contributi, per gli autonomi dai ricavi vanno sottratte&nbsp; le spese sostenute, compresi i contributi previdenziali. Si arriva cos\u00ec all\u2019imponibile e alla determinazione dell\u2019imposta lorda (vi possono essere naturalmente altri oneri deducibili in base a caratteristiche individuali, ma sono appunto individuali e non generalizzabili).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si pu\u00f2 discutere su queste modalit\u00e0 di calcolo dell\u2019imponibile, sulle spese degli autonomi ad esempio, ma calcolato l\u2019imponibile l\u2019imposta lorda in base ad aliquote e scaglioni \u00e8 uguale per le tre tipologie di reddito.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi scattano le differenze. Diversa \u00e8 la no tax area, ossia il reddito non soggetto a tassazione, pi\u00f9 bassa per gli autonomi e soprattutto si fanno sentire i tanti interventi che a partire dal bonus Renzi hanno favorito i redditi da lavoro dipendente di importo medio-basso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per i soli dipendenti oggi abbiamo il TIR (trattamento integrativo) per i redditi fino a 28.000 euro con un importo massimo di 1.200 euro annui e una detrazione aggiuntiva per i redditi tra 28.000 e 40.000 euro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Queste due misure fanno s\u00ec che per gli importi di reddito fino a 50.000 euro di imponibile i pensionati (e gli autonomi non forfettari) hanno un reddito al netto dell\u2019Irpef inferiore a quello dei dipendenti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vi sono poi altre particolarit\u00e0 che differenziano anche i lavoratori dipendenti tra di loro, oltre che a differenziarli ulteriormente con pensionati e autonomi non forfettari. Se una parte del reddito di un lavoratore dipendente \u00e8 costituito da un premio di risultato ottenuto con accordo contrattuale, questa parte non \u00e8 soggetta a Irpef ma a imposta sostitutiva (dell\u20191% nel 2026) sfuggendo alla progressivit\u00e0. Non sfugge invece se il premio non \u00e8 frutto di un accordo sindacale. Sono esenti da tassazioni importi di fringe benefits previsti dai contratti e somme di welfare aziendale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Insomma I lavoratori dipendenti, o parte di essi, hanno ottenuto che una parte sia pure marginale delle loro retribuzioni sia sottratta alla progressivit\u00e0 e nell\u2019insieme hanno ottenuto vantaggi in termini di detrazioni di vario tipo almeno per i redditi medio-bassi con attenuazione del prelievo fiscale progressivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Possiamo dire che chi \u00e8 rimasto con il cerino in mano, in questo caso rappresentato dalla completa progressivit\u00e0 dell\u2019imposta, sono i pensionati, una parte dei dipendenti (soprattutto quelli con retribuzione sopra i 50.000 euro) e gli autonomi non forfettari onesti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Piove sul bagnato<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A rendere ancora pi\u00f9 sperequata la situazione ha contribuito poi nel 2022\/23 l\u2019esplosione dell\u2019inflazione con il ritorno del fiscal drag.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il drenaggio fiscale, infatti, non agisce allo stesso modo su tutti i redditi, anzi su alcuni non agisce affatto. Non agisce sui redditi soggetti ad imposta proporzionale. Anche se questi redditi aumentano per effetto dell\u2019inflazione, l\u2019imposta in termini percentuali non muta. Se era il 15%, resta del 15%.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cambia invece la situazione per chi \u00e8 soggetto ad una imposta progressiva a scaglioni e gode di detrazioni, soprattutto se queste sono di importo decrescente rispetto al reddito come \u00e8 nella nostra Irpef. In questo caso un aumento di reddito prodotto dall\u2019inflazione (non quindi un aumento reale di reddito ma solo un incremento nominale) produce da un lato l\u2019applicazione di aliquote pi\u00f9 alte e dall\u2019altro una diminuzione del valore delle detrazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi ci guadagna \u00e8 lo stato che infatti in questi anni ha visto un forte incremento delle entrate fiscali soprattutto da lavoro dipendente e da pensione grazie a quella che di fatto si configura come una tassa occulta che produce gettito senza necessit\u00e0 di nuove norme che costerebbero politicamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Possiamo con sicurezza dire che gran parte dei risultati positivi in termini di finanza pubblica registrati in questi ultimi anni sono dovuti a quei cittadini che sono ancora soggetti a un regime di progressivit\u00e0 fiscale e che hanno inoltre subito la forte pressione del fiscal drag.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Senza le entrate assicurate da questi redditi i risultati di finanza pubblica sarebbero stati ben diversi e avrebbero richiesto pesanti interventi<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il risultato di questa struttura assunta nel tempo dall\u2019Irpef si vede nei dati appena resi noti dall\u2019Agenzia delle Entrate relativi ai redditi dichiarati nel 2025 e prodotti nel 2024.&nbsp; L\u2019Irpef netta nazionale risultante da queste dichiarazioni per tutte le tipologie di contribuenti \u00e8 pari a 197,4 miliardi di euro. Itinerari Previdenziali sottolinea come buona parte di queste entrate derivino da contribuenti con redditi superiori a 35.000: 128,5 miliardi pari al 65% pur essendo solo il 18,8% dei contribuenti. Credo che sia necessario sottolineare un altro dato. Di quei 197,4 miliardi, ben 190,5, ossia il 96,5% provengono da dipendenti e pensionati. Se poi aggiungiamo all\u2019Irpef nazionale i 15,8 miliardi di addizionali regionali e i 6,6 miliardi di addizionali comunali che sono versati dai soli dipendenti e pensionati, la differenza con gli altri percettori di reddito \u00e8 evidente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Diritti e doveri. Un welfare universalistico con problemi di finanziamento.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo un paese nel quale la parola diritti \u00e8 declamata molto facilmente rispetto alla parola doveri. Il campo fiscale ne \u00e8 un esempio, tutti coloro che rifiutano un identico trattamento con l\u2019Irpef dei loro redditi sono tuttavia pronti a rivendicare dallo stato un identico trattamento sanitario, un identico trattamento di welfare, un identico trattamento di istruzione per i loro figli e via dicendo. Uguali nei diritti, disuguali nei doveri, ma non in base all\u2019ammontare di reddito, ma in base alla tipologia dello stesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con il passare degli anni siamo progressivamente passati, i dati dell\u2019Inps e dell\u2019Istat lo mostrano con chiarezza, da uno stato sociale essenzialmente di tipo contributivo sul modello bismarchiano, con prestazioni finanziate da contributi e riservate a chi versava i contributi, ad uno stato sociale sempre pi\u00f9 universalistico con prestazioni finanziate anche dalla fiscalit\u00e0 generale e date a tutti i cittadini e anche ai residenti nel paese. \u00c8 certamente un progresso civile che estende forme di copertura sociale a tutti i cittadini e ai residenti ma che pone problemi di finanziamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abbiamo una proliferazione di bonus e molti servizi e prestazioni sono soggetti alla prova dei mezzi tramite l\u2019ISEE.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In teoria un paese con un sistema fiscale progressivo dovrebbe prevedere prestazioni sociali gratuite per tutti a prescindere dal reddito, la redistribuizione avviene infatti tramite il sistema fiscale. A maggior ragione se poi il paese \u00e8 affetto da evasione e limita la progressivit\u00e0 solo ad alcuni redditi. In questo caso l\u2019accesso a servizi e\/o prestazioni tramite la prova dei mezzi realizza in concreto una doppia progressivit\u00e0 a carico di alcuni cittadini lasciando completamente indenni altri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre a questo, oggi il nostro sistema di welfare deve affrontare tre diversi fenomeni:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1. L\u2019aumento delle prestazioni universalistiche finanziate dalla fiscalit\u00e0 generale. L\u2019assegno unico per i figli \u00e8 l\u2019ultimo esempio di prestazione universalistica introdotta. Inoltre \u00e8 prevedibile la necessit\u00e0 di un incremento della spesa sanitaria e per la vecchiaia data la maggiore durata della vita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2. A fronte di questo aumento di spesa sociale vi \u00e8 all\u2019opposto una continua erosione della base imponibile dell\u2019Irpef che sottrae risorse per il finanziamento del welfare. Un esempio particolare si ha nella sanit\u00e0 che vede la base imponibile dell\u2019Irap e delle addizionali regionali, fonti di finanziamento della spesa sanitaria, progressivamente erosa e lasciata solo sulle spalle di dipendenti e pensionati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">3. Il nostro sistema di welfare \u00e8 cresciuto con il crescere del reddito nazionale, \u00e8 cresciuto in base a esso, magari accumulando anche debito, ma sostanzialmente in funzione di esso. Ha cominciato ad avere problemi di equilibrio finanziario a fronte dell\u2019erosione in corso nel nostro sistema fiscale. E all\u2019espandersi delle prestazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questo squilibrio, possiamo dire interno, se&nbsp; ne pu\u00f2 oggi aggiungere un altro. Da paese civile dobbiamo assicurare non solo agli immigrati che acquisiscono la cittadinanza italiana, ma anche a chi di loro risiede e lavora in Italia, le prestazioni del nostro sistema di welfare. Non sono certamente in grado di finanziare queste prestazioni e se vogliamo mantenerle per tutti, cittadini italiani e non,&nbsp; a livello adeguato aumenta la necessit\u00e0 di finanziamento del welfare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Bloccare il fiscal drag&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il sostituto d\u2019imposta e il fiscal drag sono stati i due strumenti che hanno assicurato allo stato entrate certe e crescenti a fronte di un sistema fiscale colpito dall\u2019evasione dei redditi non soggetti a sostituto d\u2019imposta e non finanziato mediante fiscal drag dai redditi soggetti a imposta proporzionale. La parte soggetta a sostituto d\u2019imposta nell\u2019Irpef ha sempre riguardato sostanzialmente i soli dipendenti e pensionati, oggi anche la parte di reddito soggetta a fiscal drag si restringe a questi soggetti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se si vuole costringere il futuro governo a modificare il sistema fiscale \u00e8 necessario bloccare le entrate da fiscal drag, bloccare questa \u201ctassa nascosta\u201d che grava sui soli dipendenti e pensionati al crescere dell\u2019inflazione e assicura a chi governa entrate sicure e notevoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La guerra in medio-oriente ha fatto rialzare tutte le previsioni di inflazione per quest\u2019anno e il prossimo. Se non si interviene assisteremo ad una decisa impennata dei prezzi, ad un aumento nominale delle retribuzioni e delle pensioni, a un forte aumento del carico fiscale sulle stesse e a un sensibile incremento delle entrate dello stato che potr\u00e0 cos\u00ec risolvere alcuni problemi di bilancio pubblico scaricandoli solo su dipendenti e pensionati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il gioco va fermato bloccando il fiscal drag con un ritorno alla legge n.154 del 1989 che introdusse un meccanismo automatico di recupero del drenaggio fiscale, che prevedeva&nbsp;l\u2019indicizzazione dei limiti di scaglioni, delle detrazioni e dei relativi limiti di reddito, in base alle variazioni annue dell\u2019indice dei prezzi al consumo FOI, se superiori al 2%.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si pu\u00f2 discutere sull\u2019indice (NIC, FOI, IPCA), si pu\u00f2 discutere sulla soglia al quale far scattare l\u2019adeguamento l\u2019indicizzazione, <strong>ma va bloccato l\u2019aumento assicurato alle entrate pubbliche dal fiscal drag su pensioni e retribuzioni.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 questa l\u2019arma per spingere\/costringere il governo, chiunque esso sia, ad affrontare il nodo di una diversa redistribuzione del carico fiscale .<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se nel prossimo biennio a fronte di una ripresa di inflazione il governo potr\u00e0 contare sulle entrate derivanti dal fiscal drag sar\u00e0 difficile indurlo a parlare di riforma fiscale e di redistribuzione del carico fiscale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Va considerato tra l\u2019altro, come ben illustrato da un articolo di Zanardi sulla Voce (<a href=\"https:\/\/lavoce.info\/archives\/111452\/fiscal-drag-e-regole-europee-un-autogol-per-il-governo\/\">Fiscal drag e regole europee: un autogol per il governo<\/a>, 27-5-26) che un blocco del fiscal drag, purch\u00e9 riconosciuto a tutti,&nbsp; sarebbe perfettamente compatibile con le nuove regole europee. e non avrebbe effetti sulla dinamica della spesa netta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Redistribuire il carico fiscale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2015 la pressione fiscale in Italia \u00e8 stata pari al 43,1%, la pi\u00f9 alta dell\u2019ultimo decennio. Non si tratta di aumentarla, bens\u00ec di redistribuirla in maniera diversa e, attraverso questa redistribuzione, <strong>ridurla<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vanno ricondotti nella base imponibile Irpef i redditi che non hanno alcuna ragione di starne fuori, in particolare i redditi da lavoro autonomo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La divisione del mondo del lavoro autonomo sopra e sotto il limite degli 85.000 euro non pone solo problemi di giustizia fiscale, ma pone anche problemi di struttura dimensionale delle imprese e delle attivit\u00e0 autonome con una spinta alla parcellizzazione. Per evitarla sarebbe necessario innalzare la soglia, ma questo renderebbe ancora pi\u00f9 inaccettabile la differenza di tassazione tra contribuenti soggetti a Irpef e soggetti esclusi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Va riconsiderata l\u2019esclusione dall\u2019Irpef dei redditi da locazione, distinguendo semmai tra affitti brevi e non e tra numero di case date in locazione. Un conto&nbsp; \u00e8 locarne una, altro locarne molte. Eliminare qualsiasi forma di progressivit\u00e0 in questo caso non ha alcun ragione. Tra i grandi paesi europei siamo l\u2019unico in cui i redditi da locazione sono sottratti all\u2019imposta progressiva. Va certamente attuata la riforma del catasto<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Va affrontato il problema delle addizionali Irpef regionali e comunali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con queste si finanzia la sanit\u00e0 e si finanziano i servizi comunali, non c\u2019\u00e8 alcuna ragione perch\u00e9 siano poste esclusivamente a carico dei soli redditi da lavoro dipendente e da pensione. Vanno eliminate o estese a tutti i redditi, perch\u00e9 tutti i cittadini usufruiscono dei servizi sanitari e comunali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Si pu\u00f2 creare una progressivit\u00e0 sui redditi di capitale, interessi, dividendi, plusvalenze.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Non \u00e8 necessario metterli nella base imponibile Irpef, se ne pu\u00f2 creare una apposita come esiste in alcuni paese europei.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Anche in questo caso un conto \u00e8 investire 10.000 euro, in conto investirne 100.000, altro ancora investirne 1.000.000. Oggi la tassazione su interessi, dividendi, plusvalenze \u00e8 per tutti pari al 26%. Si pu\u00f2 introdurre una differenziazione aumentando l\u2019aliquota in base al capitale investito<\/em>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutti questi interventi dovrebbero essere in grado di produrre entrate capaci di sostenere una profonda riforma dell\u2019Irpef senza far crollare le entrate pubbliche e consentire anche una diminuzione complessiva del prelievo fiscale. L\u2019Irpef va riformata dato che oggi non solo pesa in modo eccessivo sulle retribuzioni e sulle pensioni, ma ha assunto una struttura per i dipendenti che possiamo definire folle con in realt\u00e0 non 3 aliquote ma 8, con valori marginali del tutto irragionevoli che incidono in modo pesante sui rinnovi contrattuali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ad un anno da una campagna elettorale questi dovrebbero essere temi importanti, se non decisivi da affrontare. Il CD sembra aver dimenticato l\u2019intenzione manifestata all\u2019inizio della legislatura, attraverso la delega fiscale, i propositi di riforma del sistema. L\u2019opposizione lancia proposte di patrimoniali, magari a livello europeo, o idee di tassazione dei ricchi (Tax the Rich) difficili, se non impossibili da realizzare, che potrebbero anche rispondere, se applicabili, alla enorme disuguaglianza nella concentrazione della ricchezza, ma che lasciano nel frattempo completamente assente il campo da proposte relative a una situazione che vede, non solo in Italia, i sistemi fiscali gravare sempre pi\u00f9 solo sul lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non pare che maggioranza e opposizione diano molta importanza al tema di una modifica dell\u2019attuale sistema fiscale, forse spetta al sindacato aprire la discussione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il richiamo alla Costituzione e ai suoi valori \u00e8 oggi un esercizio assai diffuso e il recente referendum sulla giustizia ne \u00e8 stato l\u2019ultimo chiaro esempio.<\/p>\n","protected":false},"author":6372,"featured_media":23507,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-23494","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-newsletter"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23494","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6372"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23494"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23494\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23508,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23494\/revisions\/23508"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/23507"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23494"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23494"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23494"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}