{"id":23523,"date":"2026-09-16T18:27:16","date_gmt":"2026-09-16T16:27:16","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/?p=23523"},"modified":"2026-09-16T18:27:36","modified_gmt":"2026-09-16T16:27:36","slug":"verso-le-elezioni-politiche-come-recuperare-gli-astensionisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/verso-le-elezioni-politiche-come-recuperare-gli-astensionisti\/","title":{"rendered":"Verso le elezioni politiche, come recuperare gli astensionisti"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che si parli con largo anticipo delle elezioni politiche \u00e8 un fatto positivo. Ci\u00f2 che questo Governo poteva dare, l\u2019ha dato. Pi\u00f9 di quel tanto o poco che ha prodotto, non pu\u00f2 pi\u00f9 aggiungere niente. Gli manca l\u2019ossigeno principale: una vera vocazione riformistica. Emblematicamente, Meloni l\u2019ha espresso nel suo autoelogio a Bari sulla stabilit\u00e0, quando ha affastellato (leggendole velocemente) cose spicciole e meno spicciole, ma certo non eclatanti, fatte dal suo longevo Governo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">N\u00e9 chiude in bellezza, specie se anticipa la fine della legislatura, con questa nuova legge elettorale&nbsp; Che ha creato tanti malumori finanche nella maggioranza, e chiss\u00e0 se passer\u00e0 al vaglio della verifica di costituzionalit\u00e0; in ogni caso, rester\u00e0 famosa per un\u2019inedita novit\u00e0 mondiale: il capolista blindato e la competizione preferenziale che riguarda soltanto gli altri candidati, che cos\u00ec diventano di serie B. Sicuramente, di per s\u00e9, non sembra attrattiva della gran massa di astenuti che da un po\u2019 di anni conferma la propria propensione a non esprimersi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Invece, i partiti orgogliosi del loro ruolo, dovrebbero porsi seriamente la questione dell\u2019astensionismo. E non solo a parole. Partire, parlando soltanto ai propri mondi, \u00e8 muoversi con il piede sbagliato. Come sarebbe sbagliato corporativizzare le proposte \u2013 come sta gi\u00e0 avvenendo, soprattutto tra le file del centro destra \u2013 perch\u00e9 si sa che esse, anche se non sono accompagnate dal rullio dei tamburi, sono divisive e per nulla aggregative. Speriamo che ci\u00f2 non avvenga.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 presunzione sostenere che tutti i potenziali elettori italiani, anche quelli che non masticano politica tutti i giorni, sanno che nei prossimi anni dovremo affrontate &#8211; con pi\u00f9 determinazione e meno sufficienza di come si \u00e8 fatto finora &#8211; tre grandi emergenze, che implicano cambiamenti profondi. Quella climatica, quella tecnologica e quella demografica (che riguarda anche la questione dell\u2019immigrazione). Roba da far tremare i polsi. A meno che non si sia negazionisti e quindi pronti a ballare spensieratamente sul Titanic Terra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Francamente, non essendo catastrofista, non riesco a capire come si possa parlare di politica senza avere idee chiare su questi tre fronti, che sono intrecciati e ciascuno per suo conto, carichi di complessit\u00e0. La principale che l\u2019accomuna: le scelte saranno sempre pi\u00f9 difficili e la scappatoia del rinvio sempre meno praticabile. Per aggiunta, necessariamente travalicanti la dimensione nazionalista. Non c\u2019\u00e8 bisogno di dettagliare. Ciascun Paese deve fare la propria parte, ma il surriscaldamento della Terra, lo spostamento di popolazioni dal caos e dalla fame al benessere, la rivoluzione digitale e dell\u2019IA, l\u2019invecchiamento delle popolazioni che riguarda l\u2019Occidente ma anche l\u2019Asia e l\u2019Africa sono temi a dimensione planetaria, che neanche la logica di guerra di aggressione riesce a ridimensionare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il cittadino rischia di rimane schiacciato dall\u2019enormit\u00e0 delle questioni e cerca nel messaggio che gli arriva dai soggetti della politica, non dico lumi ma qualche utile indicazione, priorit\u00e0 d\u2019azione, condizioni per realizzarle. Allo stato sono a disposizione due orientamenti principali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo \u00e8 quello di minimizzare e finanche di presentare le questioni epocali come spauracchi per intimidire le persone. I ghiacciai si sciolgono, le acque si surriscaldano, i pesci scompaiono? 4000 anni fa, successe lo stesso. L\u2019AI &nbsp; pu\u00f2 far diventare l\u2019uomo succube della macchina? Finch\u00e8 \u00e8 gratis, non condizioniamo niente, neanche lo strapotere delle Big Tech. Non si fanno pi\u00f9 figli? La colpa \u00e8 degli immigrati che vogliono diventare padroni in casa nostra. Questa impostazione alimenta il sovranismo, la chiusura in s\u00e9 stessi, la perdita di ogni visione solidaristica. Il futuro non trova spazio in questa politica; ci\u00f2 che conta \u00e8 il qui e subito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il secondo \u00e8 quello di prendere atto che le questioni sono serie, ma di lasciarle sullo sfondo della dialettica politica. Si aderisce anche a opzioni di un certo spessore (non si dice di no al premio Nobel Giorgio Parisi che propone un CERN europeo per l\u2019autonomia della gestione e controllo dell\u2019AI) ma non lo si fa diventare questione popolare, priorit\u00e0 significativa. Si opta per temi pi\u00f9 legati all\u2019immediato, come la situazione disastrosa della sanit\u00e0 pubblica, la precariet\u00e0 del lavoro, l\u2019emergenza energetica, la tutela dei diritti delle donne, dell\u2019informazione, dell\u2019educazione, la pace. E\u2019 sacrosanto che la politica si occupi dell\u2019uguaglianza nel benessere delle persone, del loro vivere dignitoso, civile e pacifico ma ormai per le loro soluzioni e per l\u2019allargamento del consenso attorno ad esse non sono pi\u00f9 sufficienti. Sia perch\u00e9, per molte di esse, la connessione con le sfide epocali sta sempre pi\u00f9 acquistando spessore; sia perch\u00e9 senza visione del futuro, non si convince chi \u00e8 disilluso di una politica che sia soltanto amministrazione del potere nel presente. Sia chiaro, il problema della assenza di proposte risolutive non riguarda solo la destra, ma anche la sinistra e le forze sociali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">D\u2019altro canto, sarebbe altrettanto inutile evocare una politica che si spenda unicamente sulle grandi sfide. Deve necessariamente tenere insieme le esigenze pi\u00f9 immediate, ma senza scadere nel populismo. Il meno tasse \u00e8 il mantra del governo e, nella traduzione pi\u00f9 immediata, quella verso i giovani occupati annunciata da destra, rimane uno specchietto per allodole (proporre meno tasse su bassi salari, specie in entrata al lavoro, sarebbe meno di una mancia).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo si pu\u00f2 fare. Con una scelta di merito, di contenuti. E con una di metodo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima scelta \u00e8 quella di scartare la strada del programmone. Questa scelta pu\u00f2 servire alle \u00e9lites politiche per trovare la mediazione migliore per non avere sorprese qualora dovessero vincere. Piuttosto, occorre individuare le dieci scelte prioritarie e comprensibili, o comunque una rosa di scelte molto circoscritta e robusta, che caratterizzeranno il Governo appena si insedier\u00e0, in una combinazione equilibrata e convincente tra questioni congiunturali e questioni strutturali, tra obiettivi di breve periodo e quelli di medio e lungo periodo, tra responsabilit\u00e0 nazionali e quelle europee o mondiali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La scelta di metodo \u00e8 quella di metterci la faccia, sia nella campagna elettorale ma soprattutto nella fase ad essa precedente. Le priorit\u00e0 devono diventare un vissuto popolare, dovranno essere costruite, adattate, affinate nel corso di una discussione aperta a tutti. Un modo per assicurare robustezza alla proposta &nbsp; e un allargamento di consenso tra quanti finora sono stati lontani dal voto.&nbsp; Per conseguire questo obiettivo \u00e8 indispensabile abbandonare il vezzo che ha attraversato l\u2019intera classe politica degli ultimi due decenni, a partire dalla discesa in campo di Berlusconi: l\u2019idea di una comunicazione diretta tra il leader e il cittadino elettore, anche utilizzando i social in maniera disinvolta, quando non pretestuosa o volutamente forviante. Questo bombardamento continuo, spesso vuoto di contenuto e senso, aumenta la disaffezione, rinforzando nell\u2019elettore il convincimento di una Politica spicciola, attenta pi\u00f9 ad utilizzare la cronaca per veicolare messaggi strumentali che ad influenzare gli eventi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Occorre ristabilire la catena di trasmissione tra i decisori e chi li seleziona, tra chi \u00e8 chiamato a scegliere e le reali esigenze e le legittime aspirazioni di classi sociali, comunit\u00e0 e territori. Questa impostazione consente di radicare le politiche economiche e sociali in un patto autentico ed ex ante, cos\u00ec da evitare la disperata rincorsa ad un consenso che si dimostra sempre pi\u00f9 estemporaneo e volatile, che premia e seppellisce partiti e movimenti nell\u2019arco di una stessa generazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E soprattutto per evitare che il voto diventi un evento ancor pi\u00f9 residuale di quanto lo sia stato sino ad ora e per non lasciare spazio ad una destra populista e nazionalista che ha come obiettivo ultimo lo smantellamento di quanto costruito sino ad oggi in termini di stato sociale, coesione sociale e valori condivisi in Europa.&nbsp; &nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che si parli con largo anticipo delle elezioni politiche \u00e8 un fatto positivo. 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