{"id":23616,"date":"2026-10-14T13:48:14","date_gmt":"2026-10-14T11:48:14","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/?p=23616"},"modified":"2026-10-14T18:38:49","modified_gmt":"2026-10-14T16:38:49","slug":"marina-militare-come-cambia-la-flotta-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/marina-militare-come-cambia-la-flotta-italiana\/","title":{"rendered":"Marina Militare, come cambia la flotta italiana"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Con Andrea Molle, esperto e docente alla Chapman University in California, analizziamo cosa sta cambiando nella Marina e perch\u00e9 conta per un Paese che dipende dal mare per commercio ed energia&nbsp;<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>1. La Marina Militare sta cambiando in profondit\u00e0, con nuove navi, nuovi aerei e nuove capacit\u00e0, eppure se ne parla poco. Perch\u00e9 un cambiamento cos\u00ec importante per la sicurezza del paese resta lontano dall&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 in Italia continuiamo ad avere una percezione provinciale della sicurezza nazionale, nonostante il nostro paese sia in larga parte una penisola proiettata nel Mediterraneo con un&#8217;economia fortemente dipendente dal mare e dagli scambi con l&#8217;estero. Inoltre, il dibattito sulla Difesa si concentra sulla percentuale del PIL destinata alle spese militari, sugli F-35 o sui singoli programmi, mentre \u00e8 molto pi\u00f9 difficile far comprendere la necessit\u00e0 di una trasformazione che avviene progressivamente e riguarda l&#8217;architettura complessiva dello strumento navale. Eppure \u00e8 proprio questo l&#8217;aspetto interessante: l&#8217;Italia non sta semplicemente sostituendo vecchie navi con navi nuove, ma sta costruendo una flotta molto pi\u00f9 integrata, capace di combinare aviazione imbarcata di quinta generazione, capacit\u00e0 anfibia condivisa con l&#8217;Esercito, fregate antisommergibile, difesa aerea, sommergibili, sistemi unmanned, capacit\u00e0 di seabed warfare e una crescente proiezione expeditionary. Nel 2024 la Marina ha dichiarato la Initial Operational Capability della componente F-35B imbarcata sulla Cavour, mentre nel 2025 Cavour e Trieste hanno gi\u00e0 operato insieme durante Mare Aperto, formando rispettivamente il nucleo del Carrier Strike Group e dell&#8217;Amphibious Task Group. Non stiamo quindi parlando soltanto di programmi futuri: una parte della trasformazione \u00e8 gi\u00e0 operativa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>2. Per molti anni il Mediterraneo \u00e8 stato visto soprattutto come il luogo di emergenze come le migrazioni, il terrorismo e l&#8217;instabilit\u00e0 del Nord Africa. Oggi ci sono di nuovo le grandi potenze, come Russia e Cina, e tensioni crescenti nel Mar Rosso e attorno al Canale di Suez. Cosa significa questo per l&#8217;Italia, una penisola al centro del Mediterraneo che dipende dal mare per commercio ed energia?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Significa innanzitutto che dobbiamo smettere di pensare al Mediterraneo come a uno spazio chiuso. La nozione di Mediterraneo allargato nasce precisamente dalla constatazione che la sicurezza italiana dipende da dinamiche che iniziano molto lontano dalle nostre coste: dall&#8217;Atlantico attraverso Gibilterra, dal Mar Nero, dal Nord Africa, dal Mar Rosso attraverso Suez e Bab el-Mandeb, fino al Golfo e all&#8217;Oceano Indiano. Una crisi nel Mar Rosso produce conseguenze immediate sui traffici diretti verso i porti italiani; un conflitto nel Golfo pu\u00f2 incidere sugli approvvigionamenti energetici; l&#8217;instabilit\u00e0 del Nord Africa riguarda contemporaneamente sicurezza, energia e flussi migratori. A questo si aggiunge il ritorno della competizione fra potenze e la crescente importanza delle infrastrutture sottomarine, dai cavi alle pipeline. Per l&#8217;Italia il mare non \u00e8 quindi soltanto una frontiera da sorvegliare: \u00e8 lo spazio attraverso il quale il paese \u00e8 collegato al sistema economico mondiale. Una Marina capace serve precisamente a garantire che quei collegamenti rimangano aperti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>3. Francia e Regno Unito hanno armi nucleari, sommergibili a propulsione nucleare e basi sparse nel mondo, mentre l&#8217;Italia no. Una flotta convenzionale ben costruita e bilanciata in tutte le sue componenti pu\u00f2 comunque garantire al paese un peso reale in Europa e nel Mediterraneo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certamente, purch\u00e9 non confondiamo categorie strategiche differenti. Sarebbe difficile sostenere che l&#8217;Italia possieda una Marina complessivamente pi\u00f9 potente di quelle britannica o francese: Londra e Parigi dispongono della deterrenza nucleare, di sommergibili nucleari d&#8217;attacco e di una capacit\u00e0 di proiezione globale che l&#8217;Italia non possiede e non cerca di replicare. Ma proprio perch\u00e9 non sostiene i costi enormi di SSBN, SSN e deterrenza nucleare, l&#8217;Italia pu\u00f2 concentrare risorse sulla costruzione di una flotta convenzionale eccezionalmente equilibrata. Cavour con gli F-35B, Trieste e la componente anfibia, FREMM e FREMM EVO, PPA, l&#8217;ammodernamento degli Orizzonte, i futuri DDX, quattro U212 NFS, nuove capacit\u00e0 di contromisure mine, sistemi unmanned e seabed warfare costituiscono nel loro insieme qualcosa di pi\u00f9 importante della singola piattaforma: una flotta di sistemi. Questo rende l&#8217;Italia particolarmente interessante nel Mediterraneo perch\u00e9 il valore di una Marina non dipende esclusivamente dal tonnellaggio o dal numero delle navi, ma dalla possibilit\u00e0 di mettere insieme una forza completa, proteggerla sopra e sotto la superficie, sostenerla logisticamente e produrre effetti dal mare verso terra. In questo senso, nel prossimo decennio, l&#8217;Italia potrebbe disporre di una delle pi\u00f9 complete marine convenzionali europee.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>4. L&#8217;Italia dispone oggi di due grandi navi con ponte di volo. La portaerei Cavour imbarca i caccia F-35B, mentre la Trieste \u00e8 pensata per trasportare e sbarcare truppe e mezzi. Quanto \u00e8 realistico farle operare insieme in una stessa missione, e cosa serve perch\u00e9 questo accada davvero?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 pi\u00f9 soltanto un&#8217;ipotesi teorica, perch\u00e9 \u00e8 gi\u00e0 avvenuto. Durante Mare Aperto 2025 Trieste ha operato per la prima volta al fianco di Cavour e la stessa Marina descrive oggi Cavour come ammiraglia del Carrier Strike Group e Trieste come ammiraglia dell&#8217;Amphibious Task Group, entrambi componenti dell&#8217;Expeditionary Task Force. La complementarit\u00e0 \u00e8 molto interessante. Cavour fornisce la componente aeronavale e, attraverso gli F-35B, capacit\u00e0 di difesa aerea, attacco contro obiettivi terrestri e navali, raccolta e condivisione di informazioni e soppressione delle difese nemiche. Trieste aggiunge comando, trasporto, elicotteri, mezzi da sbarco, supporto logistico e sanitario e la capacit\u00e0 di proiettare una forza sulla terraferma. Intorno alle due grandi unit\u00e0 servono naturalmente fregate antisommergibile, difesa aerea, sommergibili, rifornitori e tutti gli altri elementi necessari alla protezione del gruppo. Il limite principale \u00e8 che possedere la piattaforma non equivale automaticamente a disporre della capacit\u00e0. La Marina prevede 15 F-35B e una componente numericamente limitata impone inevitabilmente compromessi fra addestramento, manutenzione e disponibilit\u00e0 operativa. Lo stesso vale per elicotteri, mezzi da sbarco e scorte. L&#8217;Italia possiede ormai l&#8217;architettura di una vera capacit\u00e0 expeditionary; la questione dei prossimi anni sar\u00e0 riuscire a riempirla con un numero sufficiente di assetti disponibili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>5. L&#8217;Italia sta sviluppando una forza anfibia che unisce i fanti di marina della Brigata San Marco e i Lagunari dell&#8217;Esercito. Cosa serve perch\u00e9 questa forza sia davvero pronta all&#8217;uso?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bisogna innanzitutto superare l&#8217;immagine dello sbarco anfibio come riedizione della Normandia. Le operazioni contemporanee sono molto pi\u00f9 distribuite e possono avvenire utilizzando contemporaneamente elicotteri, mezzi da sbarco, forze specializzate, sensori, droni e sistemi di comando. La stessa Marina attribuisce a Trieste la capacit\u00e0 di condurre movimenti nave-terra da oltre 24 miglia dalla costa, sostenendoli con capacit\u00e0 C4I, logistiche e sanitarie. La Forza di Proiezione dal Mare consente inoltre di integrare la Brigata Marina San Marco con la componente dell&#8217;Esercito, in particolare i Lagunari, costruendo una forza realmente joint. Ma la nave e le truppe sono soltanto due elementi. Servono elicotteri disponibili in numero adeguato, mezzi da sbarco, protezione aerea e navale, intelligence, logistica e soprattutto addestramento continuo. Nel settembre 2026 la Marina ha fatto operare insieme Trieste, San Giorgio, San Marco e San Giusto proprio per consolidare la prontezza della componente anfibia. \u00c8 questo genere di attivit\u00e0, molto meno visibile del varo di una nuova nave, che trasforma una capacit\u00e0 teorica in una capacit\u00e0 militare reale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>6. Una forza che parte dal mare non serve solo in guerra: pu\u00f2 evacuare cittadini italiani, portare aiuti o mettere temporaneamente in sicurezza un porto o un aeroporto. Quali possibilit\u00e0 in pi\u00f9 offre al governo, e quali rischi politici comporta intervenire senza appoggiarsi alle basi di un altro paese?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il vantaggio fondamentale \u00e8 la pluralit\u00e0 di opzioni politiche. Una forza basata sul mare pu\u00f2 essere posizionata vicino a una crisi senza dover ottenere preventivamente una base terrestre, pu\u00f2 rimanere in acque internazionali e pu\u00f2 essere ritirata senza lasciare una presenza permanente. Questo consente una gradualit\u00e0 che le forze terrestri tradizionali difficilmente offrono: evacuare cittadini, distribuire aiuti, fornire assistenza sanitaria, proteggere temporaneamente un&#8217;infrastruttura o, se necessario, inserire una forza combattente. Trieste \u00e8 particolarmente significativa perch\u00e9 combina trasporto e proiezione anfibia con comando e un&#8217;importante capacit\u00e0 sanitaria Role 2 Enhanced, comprendente sale operatorie, TAC, terapia intensiva e possibilit\u00e0 di espansione delle strutture sanitarie. In una regione come il Mediterraneo allargato, dove una crisi pu\u00f2 verificarsi in Libia, nel Levante, nel Corno d&#8217;Africa o nel Mar Rosso, questa autonomia ha un valore politico notevole. Naturalmente proprio la facilit\u00e0 di schierare una forza pu\u00f2 abbassare la soglia politica dell&#8217;intervento. Una capacit\u00e0 expeditionary deve quindi rimanere subordinata a obiettivi politici estremamente chiari e limitati: cosa vogliamo ottenere, per quanto tempo, con quali regole d&#8217;ingaggio e soprattutto come intendiamo uscire dalla crisi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>7. L&#8217;interesse strategico italiano arriva ormai fino al Golfo e all&#8217;Oceano Indiano. La flotta riuscir\u00e0 a garantire una presenza costante su un&#8217;area cos\u00ec vasta, sapendo che le navi possedute non sono tutte disponibili nello stesso momento?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo \u00e8 probabilmente uno dei problemi pi\u00f9 seri. Non bisogna mai confondere il numero totale delle unit\u00e0 con quello delle unit\u00e0 effettivamente disponibili. Una parte della flotta sar\u00e0 sempre in manutenzione, un&#8217;altra in addestramento e un&#8217;altra ancora impegnata in missioni differenti. Pi\u00f9 si allarga geograficamente l&#8217;interesse strategico italiano, pi\u00f9 aumenta quindi il problema della sostenibilit\u00e0 della presenza. La risposta non pu\u00f2 essere semplicemente costruire un numero illimitato di navi. Occorrono piattaforme con elevata disponibilit\u00e0, capacit\u00e0 logistica, rifornimento in mare, accordi con alleati e partner e soprattutto una chiara gerarchia delle priorit\u00e0. L&#8217;Italia non pu\u00f2 presidiare permanentemente ogni punto compreso fra Gibilterra e l&#8217;Oceano Indiano, ma pu\u00f2 mantenere una presenza selettiva nei nodi decisivi, contribuire alle missioni NATO ed europee e avere la capacit\u00e0 di concentrare rapidamente una forza quando emerge una crisi. La vera misura della potenza navale italiana non sar\u00e0 quindi la possibilit\u00e0 di essere ovunque contemporaneamente, ma quella di essere presente con continuit\u00e0 dove serve e di generare rapidamente massa quando diventa necessario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>8. Sono previste FREMM EVO, nuovi pattugliatori, nuovi cacciatorpediniere e quattro U212 NFS. Questo programma regger\u00e0 nel tempo? E cosa succederebbe se una parte venisse rinviata o ridotta?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il rischio esiste sempre perch\u00e9 stiamo parlando di programmi che attraversano pi\u00f9 legislature e competono con altre priorit\u00e0 di bilancio. Ma c&#8217;\u00e8 una differenza rispetto al passato: molti di questi programmi non sono pi\u00f9 semplicemente aspirazioni della Marina. Le due FREMM EVO sono gi\u00e0 inserite nella programmazione; i quattro U212 NFS sono un programma concreto e il primo battello \u00e8 entrato nel 2026 nella fase di assemblaggio integrato, con consegne previste a partire dal 2029; proseguono inoltre gli studi per i DDX e la costruzione dei nuovi PPX. Il punto importante \u00e8 che questi programmi sono complementari. Se si elimina un elemento, non si perde soltanto una nave ma si indebolisce l&#8217;equilibrio del sistema. Rinviare i DDX, per esempio, significa incidere sulla futura capacit\u00e0 di difesa aerea della flotta; ridurre i sommergibili significa diminuire capacit\u00e0 di deterrenza, intelligence e controllo subacqueo; ridurre le fregate incide sulla capacit\u00e0 antisommergibile e sulla presenza. \u00c8 proprio perch\u00e9 la forza \u00e8 stata progettata come un sistema bilanciato che bisogna giudicare eventuali tagli per il loro effetto sull&#8217;architettura complessiva, non soltanto per il risparmio prodotto sul singolo programma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>9. L&#8217;Italia \u00e8 tra i pochi paesi in grado di progettare e costruire da s\u00e9 quasi tutto ci\u00f2 che serve alla propria Marina, grazie ad aziende come Fincantieri, Leonardo e MBDA Italia. Quali vantaggi porta questa capacit\u00e0 al paese, in autonomia, lavoro ed esportazioni, e quali punti deboli potrebbe nascondere?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 probabilmente uno degli elementi pi\u00f9 sottovalutati nel dibattito pubblico sull&#8217;intera trasformazione. Una Marina moderna non \u00e8 soltanto uno strumento militare: \u00e8 il prodotto finale di un ecosistema industriale estremamente complesso. L&#8217;Italia dispone di una capacit\u00e0 quasi completa nella progettazione e costruzione delle piattaforme navali, dei sistemi di combattimento, della sensoristica, dell&#8217;elettronica e di una parte importante dell&#8217;armamento. Il programma U212 NFS \u00e8 particolarmente indicativo: la Marina sottolinea esplicitamente l&#8217;aumento della componente nazionale, dal sistema di combattimento sviluppato da Leonardo alla guerra elettronica e ad altri sottosistemi prodotti dall&#8217;industria italiana. Il vantaggio non \u00e8 soltanto economico o occupazionale. \u00c8 strategico. Un paese che possiede capacit\u00e0 progettuale, cantieri, integrazione dei sistemi, manutenzione e aggiornamento tecnologico conserva un margine di autonomia molto maggiore rispetto a uno Stato che acquista piattaforme complete all&#8217;estero. Inoltre, la continuit\u00e0 degli ordini nazionali mantiene competenze che successivamente diventano esportabili: la cantieristica militare italiana \u00e8 oggi competitiva proprio perch\u00e9 esiste una relazione continuativa fra Marina, industria e ricerca. Ma qui dobbiamo ampliare ulteriormente il ragionamento, perch\u00e9 l&#8217;autonomia industriale non comincia da Fincantieri e non termina con la consegna della nave. Una fregata \u00e8 il vertice di una piramide produttiva che comprende migliaia di fornitori e, pi\u00f9 in basso, elettronica, chimica, energia, macchine utensili, componentistica, metallurgia e acciaio. \u00c8 per questo che la discussione sulla base industriale della difesa dovrebbe incontrare quella sulla siderurgia nazionale. Non significa sostenere che senza l&#8217;ILVA non si possano costruire le FREMM: sarebbe tecnicamente falso, perch\u00e9 le navi militari richiedono acciai e leghe differenti e altamente specializzati. Taranto, tuttavia, resta l&#8217;unico grande stabilimento italiano a ciclo integrale e produce anche lamiere e prodotti con certificazioni per il settore navale. La questione strategica \u00e8 quindi pi\u00f9 ampia: quanta parte della filiera vogliamo essere in grado di controllare in Italia o almeno in Europa? Bruxelles sta cominciando a ragionare precisamente in questi termini. La politica europea considera ormai acciaio e metalli input fondamentali delle catene manifatturiere e collega la resilienza industriale alla disponibilit\u00e0 delle materie prime e alla riduzione delle dipendenze critiche. Una Marina costruita in Italia ma dipendente in misura eccessiva dall&#8217;estero per materiali, componenti, munizioni o tecnologie critiche sarebbe infatti italiana dal punto di vista dell&#8217;assemblaggio, ma molto meno autonoma in caso di una crisi prolungata. Il punto debole della straordinaria capacit\u00e0 industriale italiana \u00e8 quindi proprio questo: bisogna guardare sotto il prodotto finale. Fincantieri, Leonardo e MBDA rappresentano un enorme patrimonio strategico, ma la loro resilienza dipende dalla profondit\u00e0 della catena di fornitura, dalla disponibilit\u00e0 di materie prime e semilavorati, dall&#8217;energia e dalla capacit\u00e0 di aumentare rapidamente la produzione. L&#8217;autonomia strategica non significa necessariamente produrre tutto in Italia; significa evitare che una dipendenza concentrata su un fornitore esterno possa impedire all&#8217;Italia di costruire, mantenere o armare le proprie navi nel momento in cui ne ha maggiormente bisogno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>10. Una nave moderna non serve a molto senza equipaggi preparati, manutenzione regolare e scorte adeguate di missili e munizioni. Non sono proprio questi aspetti meno visibili a decidere se la flotta dei prossimi anni sar\u00e0 davvero pronta a operare?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Assolutamente s\u00ec, ed \u00e8 forse la domanda pi\u00f9 importante. \u00c8 relativamente semplice fotografare una nuova nave durante il varo e dire che la flotta \u00e8 cresciuta; molto pi\u00f9 difficile \u00e8 misurare quanti giorni all&#8217;anno quella nave possa realmente trascorrere in mare, con quale equipaggio, quante munizioni abbia disponibili, quanto rapidamente possa essere riparata e per quanto tempo il sistema logistico possa sostenerla durante un conflitto. Il personale \u00e8 particolarmente importante. La stessa Marina ha segnalato da tempo il problema della sostenibilit\u00e0 dei periodi trascorsi in mare e della necessit\u00e0 di assicurare un turnover adeguato degli equipaggi. A questo si aggiungono manutenzione, scorte di missili, siluri, munizionamento, pezzi di ricambio e capacit\u00e0 industriale di rimpiazzare ci\u00f2 che viene consumato. La guerra in Ucraina ha ricordato a tutta l&#8217;Europa che le scorte costruite in anni possono essere consumate in settimane o mesi e che il denaro non si trasforma automaticamente in produzione industriale. Per questo considero la trasformazione della Marina italiana molto significativa, ma eviterei qualsiasi trionfalismo. L&#8217;Italia sta costruendo una delle flotte convenzionali pi\u00f9 complete e tecnologicamente avanzate d&#8217;Europa; possiede una base industriale notevole e sta sviluppando capacit\u00e0 che pochi altri paesi europei possono mettere insieme contemporaneamente. Ma il vero test arriver\u00e0 dopo il varo delle navi: bisogner\u00e0 dimostrare di poterle equipaggiare, armare, mantenere, rifornire e far operare con continuit\u00e0. La potenza navale, in definitiva, non si misura dal numero di navi che un paese possiede sulla carta, ma dalla quantit\u00e0 di forza credibile che riesce a portare in mare quando serve e dal tempo per cui riesce a mantenercela.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con Andrea Molle, esperto e docente alla Chapman University in California, analizziamo cosa sta cambiando nella Marina e perch\u00e9 conta per un Paese che dipende dal mare per commercio ed energia.<\/p>\n","protected":false},"author":6358,"featured_media":23617,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-23616","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-newsletter"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23616","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6358"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23616"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23616\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23618,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23616\/revisions\/23618"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/23617"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23616"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23616"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23616"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}