{"id":23627,"date":"2026-10-14T14:04:57","date_gmt":"2026-10-14T12:04:57","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/?p=23627"},"modified":"2026-10-14T18:38:36","modified_gmt":"2026-10-14T16:38:36","slug":"la-tecnologia-piu-veloce-della-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/la-tecnologia-piu-veloce-della-politica\/","title":{"rendered":"La tecnologia pi\u00f9 veloce della politica"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La tecnologia \u00e8 pi\u00f9 veloce dell\u2019ideologia. Se poi l\u2019ideologia \u00e8 il populismo o il radicalismo, di destra come di sinistra, l\u2019evoluzione industriale non si ferma e mette la politica di fronte al fatto compiuto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 quanto sta avvenendo nell\u2019ambito della Difesa europea, dove le imprese e il loro sviluppo tecnologico avanzano pi\u00f9 rapidamente dell\u2019idea stessa di un sistema di difesa comune. In altre parole, la difesa europea rischiano di farla prima le imprese che la politica. E, in questo caso,prevarr\u00e0 la tecnologia dei Paesi che pi\u00f9 avranno investito in questo settore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Dall\u2019F-104 all\u2019Europa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel nostro Paese, restando al periodo successivo alla Seconda guerra mondiale, siamo passati, politicamente e tecnologicamente, dall\u2019F-104 \u2013 caccia intercettore assemblato anche a TorinoCaselle su licenza, che sembrava un siluro per la ridotta superficie alare e rimasto operativo dal 1963 al 2004 \u2013 all\u2019AMX, caccia leggero operativo dal 1989 al 2024, progettato e costruito grazie alla collaborazione tra Italia e Brasile, con Aeritalia, Aermacchi e la brasiliana Embraer.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da assemblatori siamo diventati progettisti e costruttori. Poi, con il Tornado MRCA (Multi-Role Combat Aircraft) e il consorzio Panavia, siamo finalmente approdati a un\u2019idea di collaborazione aeronautica europea con Gran Bretagna e Germania. I francesi, sempre un po\u2019 sciovinisti, hanno invece seguito la loro strada con il Rafale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Tornado, operativo dal 1982, \u00e8 un velivolo multiruolo, quindi anche bombardiere, ad ala a geometria variabile e, per rafforzarne la vocazione di difesa, \u00e8 stato sviluppato anche in una versione con capacit\u00e0 di intercettazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il salto dell\u2019Eurofighter<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi arriva l\u2019EFA, European Fighter Aircraft. Il primo volo del prototipo italiano avviene nel 1996 a Caselle e qui la storia si ribalta: dall\u2019F-104 assemblato su licenza si passa a un aereo multiruolo \u2013 intercettore, caccia e bombardiere \u2013 progettato e costruito da quattro Paesi europei: Italia, Germania, Gran Bretagna e Spagna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In circa trent\u2019anni l\u2019Europa, grazie alla propria crescita tecnologica, \u00e8 passata dalla dipendenza dagli Stati Uniti alla capacit\u00e0 di produrre autonomamente un velivolo da combattimento, tanto sul piano progettuale quanto su quello industriale. E va ricordato che, nel campo aeronautico, trent\u2019anni non rappresentano un periodo particolarmente lungo per compiere un simile percorso di crescita tecnologica. I francesi, naturalmente, continuano a tenersi il loro Rafale, nato negli anni Ottanta e diventato operativo nel 2000.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli stessi anni in cui si sviluppa la collaborazione europea nel campo della Difesa, si compie anche un importante passo avanti nella politica economica e monetaria con la nascita dell\u2019euro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma la classe politica europea di allora era di tutt\u2019altro spessore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il GCAP oltre l\u2019Unione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ancora una volta \u00e8 il settore aeronautico a fornire, concretamente, il segnale dell\u2019incapacit\u00e0 della politica, segnata da sovranismi e populismi, di affrontare il tema dello sviluppo della difesa comune.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre la politica arranca, Italia, Gran Bretagna e Giappone sviluppano una collaborazione che va oltre i confini dell\u2019Unione Europea: il GCAP, Global Combat Air Programme. Non pi\u00f9 semplicemente un aereo, ma una piattaforma tecnologica. Al progetto guardano con interesse anche altri Paesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 qui che avviene il vero salto tecnologico, modellato sui nuovi sistemi di difesa di cui l\u2019Europa ha bisogno. E, ancora una volta, la tecnologia e l\u2019industria che la sviluppa arrivano prima della politica. Il GCAP, infatti, non \u00e8 soltanto un aereo, ma una core platform: un caccia pilotabile, con possibilit\u00e0 di integrazione di sistemi senza pilota, collegato a droni gregari, intelligenza artificiale, combat cloud, sensori avanzati e armi intelligenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La guerra dentro una rete<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto di svolta, anche per rispondere alle esigenze di difesa dell\u2019Europa, \u00e8 il combat cloud: una rete digitale militare capace di collegare in tempo reale aerei, droni, navi, forze terrestri, satelliti e centri di comando. Invece di far agire ogni mezzo isolatamente, il combat cloud trasforma ogni piattaforma in un sensore e in un nodo di una rete condivisa. I dati raccolti vengono fusi e distribuiti rapidamente, permettendo a un vero e proprio \u201csistema di sistemi\u201d di operare in maniera coordinata su pi\u00f9 domini: aria, terra, mare, spazio e cyberspazio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si crea cos\u00ec un\u2019integrazione multidominio che unisce risorse differenti \u2013 un aereo pilotato, droni gregari, satelliti e unit\u00e0 navali \u2013 in un\u2019unica architettura operativa. L\u2019intelligenza artificiale consente inoltre di ridurre drasticamente i tempi decisionali nella reazione a una minaccia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abbiamo gi\u00e0 ricordato su questa rubrica che, di fronte a un attacco balistico, i tempi di reazione possono essere compresi tra alcune decine di secondi e pochi minuti. I tecnici parlano di \u201ccombattimento collaborativo\u201d: un velivolo di prima linea, come quello previsto dal GCAP, pu\u00f2 restare a distanza di sicurezza mentre controlla sistemi senza pilota pi\u00f9 vicini alla minaccia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Possiamo immaginarlo come parte di un sistema di difesa a cupola, un concetto sul quale si sta lavorando anche in Italia. Un sistema aperto, al quale l\u2019auspicio \u00e8 che possano aderire altri Paesi europei e non solo. In questo quadro, anche un possibile coinvolgimento del Canada assumerebbe un notevole rilievo geopolitico, industriale ed economico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lo scudo europeo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante le difficolt\u00e0 politiche ad agire davvero come Unione Europea, Bruxelles ha individuato una serie di progetti industriali destinati a rafforzare lo scudo tecnologico e militare continentale, mobilitando finanziamenti dedicati per colmare le principali lacune strategiche, anche attraverso la collaborazione con partner come Norvegia e Ucraina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra i settori prioritari figurano lo sviluppo e la produzione su larga scala di droni tattici e sistemi anti-drone; la difesa marittima e delle infrastrutture sottomarine, a partire dai cavi di comunicazione; il potenziamento delle infrastrutture satellitari per l\u2019allerta missilistica, le telecomunicazioni sicure e la navigazione; la difesa aerea e missilistica integrata; la sorveglianza e la protezione del fianco orientale dell\u2019Unione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019obiettivo \u00e8 trasformare la vulnerabilit\u00e0 europea di fronte alla guerra convenzionale e ibrida in una capacit\u00e0 di deterrenza solida e coordinata. Il GCAP, pur essendo un programma distinto e nato da una cooperazione intergovernativa tra Italia, Regno Unito e Giappone, si inserisce pienamente in questa nuova concezione tecnologica della difesa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il cuore italiano a Caselle<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il GCAP \u00e8 sviluppato sul piano industriale da una joint venture paritetica, Edgewing, partecipata da Leonardo per l\u2019Italia, BAE Systems per il Regno Unito e Japan Aircraft Industrial Enhancement Co. Ltd \u2013 JAIEC \u2013 per il Giappone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il cuore italiano sar\u00e0 Torino-Caselle, dove si concentrer\u00e0 una parte importante delle attivit\u00e0 ingegneristiche, mentre il territorio potr\u00e0 essere coinvolto anche nelle successive fasi di sviluppo, integrazione e sperimentazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le ricadute occupazionali possono essere rilevanti, soprattutto per i giovani, con posti di lavoro qualificati e stabili capaci di sviluppare competenze e professionalit\u00e0. Torino ha bisogno di creare occasioni di lavoro per trattenere sul territorio chi si laurea o consegue un diploma, senza impedire, naturalmente, esperienze professionali all\u2019estero. Ha bisogno soprattutto di sviluppare competenze, capacit\u00e0 tecnologiche e conoscenze nei settori decisivi per le sfide future.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche perch\u00e9 le ricadute civili delle tecnologie sviluppate in campo aeronautico e della difesa possono essere notevoli, soprattutto nei droni e nei velivoli senza pilota.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Oltre l\u2019automotive<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sviluppare un\u2019industria capace di affiancare l\u2019automotive \u2013 settore sul quale continuano a mancare idee realmente nuove, mentre resta in campo la mia proposta del motore a Mirafiori \u2013 \u00e8 vitale per il futuro industriale torinese. I droni cominciano gi\u00e0 a essere utilizzati per i trattamenti fitosanitari in agricoltura, compresi quelli biologici. Sono impiegati nel monitoraggio ambientale e del territorio e negli interventi sulle aree colpite da catastrofi. Domani avranno un ruolo sempre maggiore anche nel trasporto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando vedremo diminuire i furgoni utilizzati per le consegne dei pacchi, riducendo traffico e inquinamento, e riceveremo gli acquisti online \u2013 o, ancora pi\u00f9 utilmente, i farmaci \u2013 attraverso un drone? Pu\u00f2 sembrare fantascienza. Ma ancora una volta la tecnologia corre pi\u00f9 veloce della politica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La tecnologia \u00e8 pi\u00f9 veloce dell\u2019ideologia. 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