{"id":23640,"date":"2026-10-14T14:45:34","date_gmt":"2026-10-14T12:45:34","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/?p=23640"},"modified":"2026-10-14T18:38:18","modified_gmt":"2026-10-14T16:38:18","slug":"dpfp-2026-tempi-di-vacche-magre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/dpfp-2026-tempi-di-vacche-magre\/","title":{"rendered":"DPFP 2026: tempi di vacche magre"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un giudizio generale sul DPFP presentato dal governo si pu\u00f2 ricavare da due elementi: una frase contenuta a pagina 57 del documento e da un\u2019assenza assai significativa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La frase \u00e8 la seguente: \u201c<em>Dal confronto tra i tassi di crescita della spesa netta programmati e quelli dello scenario tendenziale corretti per l\u2019impatto della clausola non emergerebbe la necessit\u00e0 di una correzione di bilancio per il 2027, mentre nel 2028 e nel 2029 si renderebbero disponibili spazi di bilancio per una manovra moderatamente espansiva<\/em>.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si afferma cio\u00e8 chiaramente che i dati di finanza pubblica indicano che nel 2027 non sar\u00e0 certamente necessaria una manovra correttiva, ma non vi \u00e8 spazio per spese aggiuntive rispetto a quelle gi\u00e0 in programma e che questo sar\u00e0 possibile solo nel biennio successivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019assenza deriva direttamente da questa affermazione e riguarda la mancanza di qualsiasi accenno a misure di spesa da inserire nella prossima legge di bilancio, misure di cui peraltro nelle settimane precedenti nel centrodestra si \u00e8 discusso a lungo: dall\u2019estensione del limite della secondo scaglione Irpef, alla flat tax per i giovani, dalla detassazione delle tredicesime all\u2019estensione della flat tax per gli autonomi, dall\u2019intervento sulle pensioni all\u2019aumento delle risorse per la sanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nessuna parola nel DPFP su questi provvedimenti e nemmeno sull\u2019eventuale rifinanziamento delle misure finanziate per il solo 2026 come quella sulla flat tax sugli aumenti contrattuali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Basta confrontare questo DPFP con quello dello scorso anno per notare la differenza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quello dello del 2025 si pregustava per il 2027 lo spazio che gli indicatori di finanza pubblica avrebbero lasciato in un anno elettorale. La differenza prevista allora tra l\u2019andamento tendenziale della spesa netta (1,3%) e l\u2019andamento concordato in sede UE (1,9%) lasciava presupporre un\u2019ampia possibilit\u00e0 di spesa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa possibilit\u00e0 \u00e8 venuta meno e nel DPFP diversamente da quanto stabilito da risoluzioni approvate dai due rami del Parlamento, che impegnano il governo a includere nel documento \u201cl\u2019articolazione delle misure di prossima adozione nell\u2019ambito della manovra di finanza pubblica e dei relativi effetti finanziari\u201d, questa articolazione non c\u2019\u00e8. Non c\u2019\u00e8 come detto nemmeno un accenno a qualsiasi misura da adottare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il governo \u00e8 in attesa della risposta di Bruxelles sulla richiesta di ulteriore flessibilit\u00e0 per avere nuove risorse da utilizzare in deficit e\/o il governo dovr\u00e0 decidere come trovare risorse attraverso nuove entrate per finanziare misure da adottare nella legge di bilancio. Una prima indicazione dovrebbe arrivare dal DPB (Documento programmatico di bilancio) che il governo deve inviare nei prossimi giorni alla Commissione che deve contenere la griglia delle misure di entrata e di spese previste nella legge di bilancio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vediamo comunque il contenuto del DPFP. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 al solito un documento \u201calla Giorgetti\u201d, cauto e prudente nonostante l\u2019avvicinarsi delle elezioni. Si rispettano le regole di bilancio, si concordano le previsioni economiche con l\u2019Ufficio parlamentare di bilancio. Giorgetti e la Meloni ci tengono al giudizio delle agenzie di rating.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il PIL in termini reali \u00e8 previsto crescere in misura pari all\u20191% nel 2026, e in termini tendenziali dello 0,6% nel 2027 e dello 0,8% nel biennio successivo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le previsioni programmatiche indicano una crescita reale del PIL nel 2027 dello 0,8%, nel 2028, dello 0,9% e nel 2029 dello 0,8%. Sono previsioni prudenti, determinate dalla situazione internazionale e dalle difficolt\u00e0 della finanza pubblica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sulle previsioni macroeconomiche, validate dall\u2019UPB che prevede anzi una crescita dell\u20191,1% nel 2026, si possono introdurre sia note di ottimismo che prospettive di incertezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le prime sono legate da un lato alla spesa europea per la difesa e all\u2019aumento degli investimenti per l\u2019Intelligenza artificiale che probabilmente ha avuto un ruolo nell\u2019aumento imprevisto del PIL nel 2026 (ad aprile nel DPF il governo aveva previsto una crescita reale in corso d\u2019anno dello 0,6%). Questi fattori potrebbero sostenere l\u2019economia europea e italiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le note di incertezza derivano dalle tensioni internazionali e dalle loro ripercussioni sulle catene globali di produzione, sui prezzi delle materie prime e dal deterioramento delle condizioni finanziarie globali con una forte crescita dei tassi di interesse. Fattore questo che avrebbe un peso rilevante per un paese come l\u2019Italia dato il suo elevato debito pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Finanza pubblica e la NEC<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il rispetto del percorso di spesa netta concordato con la Commissione costituisce il riferimento base per l\u2019attuale sistema delle regole di bilancio europee (ricordo che la spesa netta \u00e8 la spesa complessiva delle amministrazioni pubbliche al netto delle spese per interessi, delle misure discrezionali dal lato delle entrate, della componente ciclica della spesa per sussidi di disoccupazione, della spesa per programmi interamente finanziati dall\u2019UE, della spesa nazionale per il cofinanziamento di programmi finanziati dall\u2019Unione, delle misure una tantum e delle altre misure temporanee).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il percorso concordato nel prevede una spesa pari all\u20191,6% del PIL nel 2026, all\u20191,9% nel 2027, all\u20191,7% nel 2028 e all\u20191,5% nel 2029.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questa regola si \u00e8 poi aggiunta la National Escape Clause (NEC) che prevede la possibilit\u00e0 per i singoli Stati membri di derogare temporaneamente alle regole di bilancio superando i tassi massimi di crescita della spesa netta concordati con il Consiglio per spese in conto corrente e in conto capitale per la difesa per un massimo dell\u20191,5% del PIL tra il 2025 e il 2028. A giugno scorso La Commissione Europea ha consentito che nell\u2019ambito dell\u20191,5% della NEC uno 0,3% annuo e un cumulato 0,6% nel triennio 2026\/28 fosse utilizzato per misure in campo energetico per finanziare misure a favore della sicurezza energetica, ovvero per ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il governo italiano, diversamente dalle prime indicazioni, ha rinunciato a chiedere l\u2019intero 1,5%. Si \u00e8 limitato all\u20191,2% suddiviso tra il 2027 e il 2028, 29 miliardi anzich\u00e9 36.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono comunque 29 miliardi di scostamento di bilancio di cui il governo ha dovuto chiedere l\u2019autorizzazione in Parlamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Da ricordare che sono miliardi che possono essere usati solo per queste finalit\u00e0, difesa ed energia, 0,3% del PIL in ciascun settore ogni anno, e non possono essere dirottati per altre finalit\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al lordo della NEC la spesa netta sale al 3,3% nel 2027 e all\u20191,7% nel 2028. Al netto della NEC i tassi di crescita della spesa netta si riallineano con quelli concordati con il Consiglio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche l\u2019indebitamento programmatico assume ovviamente valori diversi a seconda che si consideri o meno la NEC. Sceso sotto il -3% nel 2026 l\u2019indebitamento netto salirebbe al -3,4% nel 2027, e al -3,2% nel 2028 per poi scendere al -2,3% nel 2029.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al netto della NEC resterebbe sotto il 3% anche nel biennio 2027\/28 con valori pari rispettivamente a -2,8% e a -2,6%. Se queste previsioni saranno confermate nelle previsioni della primavera 2027 sussisteranno le condizioni per l\u2019uscita dalla procedura per disavanzi eccessivi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019UPB nella sua audizione in Parlamento osserva che il DPFP&nbsp; conferma una strategia di stabilit\u00e0 complessiva dei conti pubblici, in linea con le regole della UE, ma osserva che anche scostamenti limitati degli indicatori di finanza pubblica potrebbero tuttavia compromettere l\u2019uscita dalla PDE. Un ulteriore aumento dei tassi di interesse, pur non incidendo sulla spesa netta, si riflette invece su disavanzo e debito con effetto sulla PDE.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I dati di finanza pubblica relativi al 2029 sollevano poi qualche punto interrogativo in mancanza di indicazioni nel DPFP. Secondo le indicazioni della UE, i paesi che attivano&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">la clausola si impegnano a mantenere la spesa per la difesa in rapporto al PIL al livello raggiunto con l\u2019attivazione della clausola. Vale a dire il livello di spesa per la difesa resta inalterato e va considerato ai fini della spesa netta e dell\u2019indebitamento netto. Non \u00e8 invece chiaro, non \u00e8 indicato il livello della spesa per la difesa, cosa succede nel 2029 nella spesa italiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il debito pubblico raggiunger\u00e0 il valore del 138,1% nel 2026 e salir\u00e0 al 138,5% nel 2027. Secondo il DPFP dovrebbe esaurirsi il prossimo anno l\u2019effetto dei crediti d\u2019imposta dovuti ai bonus edilizi e questo dovrebbe favorire l\u2019avvio di un percorso di diminuzione del rapporto debito\/PIL che scenderebbe al 137,9% nel 2028 e al 136,6% nel 2029.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>DFPF 2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><br><\/td><td>2026<\/td><td>2027<\/td><td>2028<\/td><td>2029<\/td><\/tr><tr><td>PIL reale tendenziale<\/td><td>1<\/td><td>0,6<\/td><td>0,8<\/td><td>0,8<\/td><\/tr><tr><td>PIL reale&nbsp; programmatico<\/td><td>1<\/td><td>0,8<\/td><td>0,9<\/td><td>0,8<\/td><\/tr><tr><td>Indebitamento netto tendenziale<\/td><td>-2,9<\/td><td>-2,9<\/td><td>-2,7<\/td><td>-2,2<\/td><\/tr><tr><td>Indebitamento netto programmatico<\/td><td>-2,9<\/td><td>-3,4<\/td><td>-3,2<\/td><td>-2,3<\/td><\/tr><tr><td>NEC<\/td><td>&nbsp;<\/td><td>0,6<\/td><td>0,6<\/td><td>&nbsp;<\/td><\/tr><tr><td>Indebitamento netto programmatico al netto NEC<\/td><td>-2,9<\/td><td>-2,8<\/td><td>-2,6<\/td><td>-2,3<\/td><\/tr><tr><td>Debito pubblico tendenziale<\/td><td>138,1<\/td><td>138,4<\/td><td>137,7<\/td><td>136,3<\/td><\/tr><tr><td>Debito pubblico programmatico<\/td><td>138,1<\/td><td>138,5<\/td><td>137,9<\/td><td>136,6<\/td><\/tr><tr><td><br><\/td><td><br><\/td><td><br><\/td><td><br><\/td><td><br><\/td><\/tr><tr><td>TASSO DI CRESCITA DELLA SPESA NETTA &nbsp;<\/td><td>2026<\/td><td>2027<\/td><td>2028<\/td><td>2029<\/td><\/tr><tr><td>Raccomandazione del Consiglio<\/td><td>1,6<\/td><td>1,9<\/td><td>1,7<\/td><td>1,5<\/td><\/tr><tr><td>Crescita della spesa netta tendenziale<\/td><td>1,6<\/td><td>2,1<\/td><td>1,3<\/td><td>1,1<\/td><\/tr><tr><td><em>Scenario&nbsp; programmatico<\/em><\/td><td>&nbsp;<\/td><td>&nbsp;<\/td><td>&nbsp;<\/td><td>&nbsp;<\/td><\/tr><tr><td>Crescita della spesa netta&nbsp;<\/td><td>1,6<\/td><td>3,3<\/td><td>1,7<\/td><td>0,2<\/td><\/tr><tr><td>Crescita della spesa netta al netto NEC<\/td><td>1,6<\/td><td>1,9<\/td><td>1,7<\/td><td>1,5<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi dati tuttavia sono con molta probabilit\u00e0 destinati a cambiare. Difficile infatti pensare che in un anno elettorale il governo possa varare una legge di bilancio che comprenda in pratica solo misure in materia di difesa ed energia utilizzando i soli fondi della NEC e null\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si \u00e8 in attesa di ulteriore flessibilit\u00e0 da parte europea e\/o di reperire risorse nazionali da banche ed extraprofitti e di raschiare il barile da residui del PNRR. Pi\u00f9 difficile qualche aumento d\u2019imposta, pressoch\u00e9 impossibili tagli di spesa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul fronte flessibilit\u00e0 il governo ha ragione nell\u2019affermare che la spesa netta indicata \u00e8 nominale e che l\u2019inflazione fa crescere automaticamente una parte della spesa pubblica (pensioni ad esempio). Tuttavia va ricordato che ogni flessibilit\u00e0 aggiuntiva significa spesa in deficit e come gi\u00e0 quella prevista dalla NEC comporta un aumento del debito. Uno dei problemi, se non il problema, del nostro debito \u00e8 il suo costo che ha ormai raggiunto i 100 miliardi annui. Aumentare il debito attraverso un\u2019ulteriore flessibilit\u00e0 non appare una grande idea in una situazione in cui un elevato debito pubblico costituisce un indubbio fattore di vulnerabilit\u00e0 per il paese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo naturalmente vale sia per il governo che per l\u2019opposizione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ultima idea del governo in ambito europeo, in alternativa a una ulteriore flessibilit\u00e0, \u00e8 quella di chiedere un allargamento delle possibilit\u00e0 di uso per l\u2019energia anche per andare incontro alle esigenze delle famiglie colpite dallo shock inflazionistico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il governo sconta l\u2019incapacit\u00e0 di fare riforme, l\u2019aver puntato solo sulla stabilit\u00e0 e sui conti in ordine senza un\u2019idea di come far crescere il paese. Se si vuole una conferma di questo si ha nella mancata approvazione dell\u2019unica riforma proposta nella legislatura, quella fiscale, con la ormai certa non approvazione della delega fiscale presentata all\u2019inizio della legislatura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che una riforma sia necessaria lo conferma la contemporanea presentazione con il DPFP dell\u2019allegato sulla Economia non osservata sull\u2019evasione fiscale e contributiva 2026, che contiene le stime aggiornate al 2023.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come osserva Brandolini della Banca d\u2019Italia nella sua audizione, la dimensione del fenomeno (propensione all\u2019evasione) resta elevata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2023 il tax gap, ossia la differenza tra quanto dovuto e quanto versato alla pubblica amministrazione, in campo contributivo \u00e8 stimato tra i 9,2 e i 12,7 miliardi, in campo fiscale tra i 98,7 e i 100 miliardi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non tutti evadono allo stesso modo. Si evade al 60% nell\u2019Irpef da lavoro autonomo e impresa e solo al 2% nel lavoro dipendente irregolare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dati incoraggianti dall\u2019IVA dove il tax gap \u00e8 diminuito dal 31,5% dell\u2019imposta potenziale nel 2009 a circa il 15% nel 2023 grazie alla fatturazione elettronica e strumenti similari. Il divario rimane ampio comunque rispetto al valore medio della UE (circa 9,5 punti percentuali).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un giudizio generale sul DPFP presentato dal governo si pu\u00f2 ricavare da due elementi: una frase contenuta a pagina 57 del documento e da un\u2019assenza assai significativa.<\/p>\n","protected":false},"author":6372,"featured_media":23641,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-23640","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-newsletter"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23640","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6372"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23640"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23640\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23642,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23640\/revisions\/23642"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/23641"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23640"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23640"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23640"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}