{"id":23680,"date":"2026-10-29T14:13:36","date_gmt":"2026-10-29T13:13:36","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/?p=23680"},"modified":"2026-10-29T17:07:20","modified_gmt":"2026-10-29T16:07:20","slug":"dopo-i-disordini-capire-senza-giustificare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/dopo-i-disordini-capire-senza-giustificare\/","title":{"rendered":"Dopo i disordini: capire senza giustificare"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I gravi disordini cui abbiamo assistito in questi giorni, in Francia come in Italia, non sono, in realt\u00e0, fenomeni isolati. Analoghi episodi si sono manifestati, in un lasso di tempo ristretto, e vicino a quello attuale, in altri paesi europei (Portogallo, Belgio, Albania) ed extraeuropei (Indonesia e India). Ridurre tutti questi episodi a un unico denominatore comune sarebbe impossibile e sbagliato, perch\u00e9 ogni situazione \u00e8 caratterizzata da proprie specificit\u00e0 e da un retroterra sociopolitico specifico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, esistono anche fattori unificanti che sarebbe altrettanto errato ignorare. Il primo tra questi \u00e8 il protagonismo giovanile, che accomuna i vari movimenti. Un fatto sorprendente per molti adulti, che, immemori della carica eversiva che aveva caratterizzato la loro giovent\u00f9, avevano troppo facilmente dato per persi i giovani a ogni impegno sociale, a causa del fascino ipnotico e soporifero dei <em>social media<\/em> e dei cellulari.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I protagonisti dei tumulti cui abbiamo avuto modo di assistere sono, infatti, in gran parte appartenenti alla generazione Z, i cui membri sono detti anche <em>zoomer<\/em> per assonanza (e per opposizione) al termine <em>boomer<\/em>, che designa, pi\u00f9 propriamente, le coorti demografiche precedenti. Peraltro, a giudicare dai dati sui fermati nei tumulti del 17 e 18 ottobre diffusi dalla Questura di Milano, \u00e8 stata notevole anche la partecipazione di minorenni e della leva demografica successiva agli <em>zoomer<\/em>, ossia la <em>generazione alpha<\/em>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al di l\u00e0 dell\u2019et\u00e0, \u00e8 possibile individuare qualche altra similitudine tra gli episodi di contestazione, come, ad esempio, la protesta contro il carovita o la condizione delle scuole. Tuttavia, come dicevamo, ogni movimento presenta proprie caratteristiche specifiche. In India la protesta ha avuto origine dal fatto che si sono verificati episodi di conoscenza anticipata, se non di vera e propria compravendita, delle prove dei difficili esami di ammissione all\u2019universit\u00e0. In un paese nel quale le opportunit\u00e0 di crescita sociale sono scarse e le famiglie (quelle che possono) investono molto nell\u2019educazione dei figli, ci\u00f2 ha dato luogo a una reazione forte e decisa, che, per\u00f2, non si \u00e8 caratterizzata per l\u2019attitudine violenta dei manifestanti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I disordini che si sono verificati in quel paese sono attribuiti dagli osservatori alla violenta repressione delle forze di polizia, mentre i giovani, il cui movimento si \u00e8 dato il nome di <em>Cockroach Janta Party<\/em>, ossia Partito popolare degli scarafaggi, hanno mostrato un atteggiamento polemico e combattivo, ma tendenzialmente non violento. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Atteggiamento che, purtroppo, non si \u00e8 registrato in Francia e in Italia, come documentano le immagini televisive, che parlano, invece, di scontri, vandalismo e, addirittura, saccheggio, come nel caso milanese. All\u2019indomani delle elezioni politiche in Serbia, che hanno dato la vittoria alla Lista degli studenti, quindi alla componente <em>zoomer<\/em> della popolazione, non possiamo esimerci dalla considerazione che un altro approccio ai problemi giovanili \u00e8 possibile, oltre che auspicabile. I movimenti giovanili, insomma, hanno altre strade da esperire.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il fatto \u00e8 che le leve giovanili si trovano in una condizione in gran parte inedita. Come osservano diversi autorevoli commentatori, nei paesi occidentali, ma anche in Cina e in Giappone, la diminuzione delle nascite, da un lato, e l\u2019aumento della speranza di vita, dall\u2019altro, hanno di fatto trasformato le generazioni giovanili in una minoranza sociale. Il che, tra le altre conseguenze, determina la diminuzione del loro peso politico e indirizza le scelte politiche ed economiche a favore delle generazioni pi\u00f9 anziane e, implicitamente, a loro danno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per rendersene conto, basta raffrontare la spesa pensionistica e assistenziale con quella per l\u2019istruzione. Si calcola che, in Italia, la prima sia circa il quintuplo della seconda. \u00c8 vero che la spesa propriamente pensionistica \u00e8 finanziata in gran parte dai contributi dei lavoratori, almeno fin quando lo permetter\u00e0 l\u2019andamento demografico; tuttavia, il confronto mostra quanto le risorse disponibili siano orientate verso la protezione sociale, in larga parte previdenziale, pi\u00f9 che verso la formazione delle nuove generazioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si obietter\u00e0 che a sottrarre risorse ai giovani sia piuttosto il riarmo. Oggi, tuttavia, la spesa militare italiana si aggira intorno al 2% del PIL, circa la met\u00e0 di quella per l\u2019istruzione e circa un ottavo di quella pensionistica e assistenziale, e per questo non l\u2019abbiamo assunta come termine di confronto. Il quadro potrebbe cambiare in relazione ai nuovi impegni che Trump ha imposto ai paesi NATO, dato il loro diverso potere contrattuale, ossia portare la spesa militare al 3,5% del PIL entro il 2035 (5% con le spese connesse alla sicurezza), a vantaggio in larga parte degli Stati Uniti, che forniscono gli armamenti, in assenza di una politica di difesa europea.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sar\u00e0 utile aggiungere a questi dati la considerazione che l\u2019Italia ha uno dei debiti pubblici pi\u00f9 elevati al mondo in rapporto al PIL (il 137% nel 2025, secondo in Europa dopo la Grecia), accumulato nel corso di decenni a vantaggio soprattutto delle generazioni oggi pi\u00f9 anziane. Il suo peso ricade in larga parte su quelle pi\u00f9 giovani, anche per gli interessi, che costano ogni anno allo Stato una cifra paragonabile a quella dedicata all\u2019istruzione. Infatti, nel 2025 gli interessi sul debito pubblico, circa 87 miliardi, hanno pesato sul PIL il 3,9%, ossia quanto la spesa per istruzione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il disagio giovanile finisce poi per saldarsi con le motivazioni dei giovani immigrati e degli italiani di seconda generazione, i quali vivono frustrazioni ancora maggiori per le difficolt\u00e0 che sono proprie del processo di integrazione nel tessuto sociale. Di qui la presenza, nelle manifestazioni, di una componente composta da giovani di origine immigrata, che, comunque, non ne \u00e8 la parte preponderante, anche se alcuni settori del mondo dell\u2019informazione focalizzano la propria attenzione essenzialmente su di essa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto considerato, non ci si pu\u00f2 stupire del fatto che i pi\u00f9 giovani avvertano, anche in modo confuso, un senso di emarginazione e di mancanza di prospettive, senza, per\u00f2, le speranze di cambiamento che animavano il ribellismo delle generazioni precedenti. Le quali, peraltro, diedero vita, a suo tempo, a forme non meno violente di protesta. Ricordiamo che l\u2019Italia rimane il paese \u201cdegli anni di piombo\u201d e della \u201cnotte della Repubblica\u201d. Chi allora si rese protagonista di questi eventi apparteneva alle generazioni giovanili del tempo, pur costituendone una minoranza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E, tuttavia, come insegnano gli studi sui sistemi complessi, sarebbe errato tentare di spiegare le ragioni di movimenti collettivi di simile ampiezza mediante poche, o addirittura una sola chiave di lettura. Se non possiamo ignorare il disagio generazionale, alla cui base si collocano ragioni certo fondate, non possiamo neppure sottacere il vandalismo e il saccheggio. Una spiegazione sviluppata sul solo versante sociale sarebbe, infatti, monca e finirebbe per suonare come una sostanziale acquiescenza, se non complicit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esiste una componente aggressiva della psiche giovanile dei nostri tempi, disgiunta dalla voglia di cambiamento delle generazioni precedenti, la quale, peraltro, non di rado sconfinava nell\u2019esaltazione ideologica, come abbiamo sottolineato poco sopra. Ne \u00e8 testimonianza la sottocultura di certi filoni della musica rap, che celebra modelli di vita violenti e predatori, ivi compresa l\u2019ostentazione di beni di lusso conquistati mediante il ricorso a qualsiasi metodo, anche (anzi a preferenza) illegale. E ne sono testimonianza anche i <em>social media<\/em>, sui quali ci si imbatte spesso e volentieri in scene brutali, diffuse da ciechi algoritmi, progettati per lusingare e non certo contrastare le pulsioni peggiori, a meri scopi commerciali. Impossibile ignorare le conseguenze di tutto ci\u00f2 nella formazione della psiche giovanile, che si pu\u00f2 temere gi\u00e0 minata, prima dell\u2019adolescenza, dall\u2019uso di videogiochi che banalizzano la violenza, proponendone dosi massicce sotto l\u2019aspetto ludico. Del resto, sappiamo da sempre che il gioco \u00e8 il miglior veicolo dell\u2019apprendimento. Vale in positivo, ma anche in negativo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa tendenza alla violenza fa parte dell\u2019animo umano e si supera con l\u2019educazione e l\u2019istruzione, come ogni altra forma di aggressivit\u00e0. Soccorrono qui le parole attribuite a Derek Bok, gi\u00e0 presidente dell\u2019Universit\u00e0 di Harvard: se pensate che l\u2019istruzione sia costosa, provate con l\u2019ignoranza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">*Blogger, gi\u00e0 Segretario Generale Cisl Scuola Lazio<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I gravi disordini cui abbiamo assistito in questi giorni, in Francia come in Italia, non sono, in realt\u00e0, fenomeni isolati.<\/p>\n","protected":false},"author":6431,"featured_media":23681,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-23680","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-newsletter"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23680","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6431"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23680"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23680\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23682,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23680\/revisions\/23682"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/23681"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23680"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23680"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23680"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}