{"id":23687,"date":"2026-10-29T14:23:46","date_gmt":"2026-10-29T13:23:46","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/?p=23687"},"modified":"2026-10-29T19:28:03","modified_gmt":"2026-10-29T18:28:03","slug":"andare-in-soccorso-di-tutti-gli-yousef-ditalia-e-deuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/andare-in-soccorso-di-tutti-gli-yousef-ditalia-e-deuropa\/","title":{"rendered":"Andare in soccorso di tutti gli YOUSEF d&#8217;Italia e d&#8217;Europa"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Radio Radicale. Abbiamo parlato spesso di giovani e delle prospettive che anche l\u2019economia deve dare loro. Le cronache di questi giorni parlano invece di disagio generazionale, una definizione molto larga, dentro la quale sui giornali \u00e8 finito un po\u2019 di tutto, dagli studenti a chi saccheggia i negozi, che sono forse due cose molto diverse. Ne ha parlato anche il Presidente Mattarella, dicendo che bisogna dare fiducia ai giovani e avere un\u2019ampia visione quando si giudica il fenomeno. Lo ha fatto alla cerimonia dei Cavalieri e degli Alfieri del lavoro, alla quale tu eri presente. Come ci dobbiamo muovere in questo quadro?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Brunetta. Bisogna partire dai fondamentali, dalla comprensione del fenomeno, perch\u00e9 altrimenti si rischia di dire cose banali, solite e sbagliate. Lord Kelvin, il fisico dei gradi Kelvin, nella seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento diceva che quello che non si pu\u00f2 misurare non si pu\u00f2 migliorare, e quello che non si pu\u00f2 migliorare non si pu\u00f2 governare. Abbiamo quindi il dovere della chiarezza e della comprensione dei fenomeni.Partiamo da pochissimi numeri. Secondo gli ultimi dati disponibili, nel 2025 in Italia il numero dei nati \u00e8 stato poco pi\u00f9 della met\u00e0 del numero dei morti. Vuol dire che il Paese ha coorti anziane doppie rispetto alle coorti giovanili, e che il numero dei giovani si avvia a essere sempre pi\u00f9 basso. Attualmente nel Paese i giovani sono due su dieci. Pochi anni fa erano quattro su dieci. Siccome a fare figli sono i giovani, cio\u00e8 le coorti giovanili e fertili, soprattutto femminili, pi\u00f9 si riducono le coorti giovanili, pi\u00f9 si riduce il numero dei nati. Siamo dentro un\u2019onda di cambiamento generazionale che viene da lontano, ha tante origini e ci porta a un unico, grande, spaventoso esito. Si rompe il patto generazionale implicito che univa le coorti giovanili, quelle di et\u00e0 intermedia e quelle degli anziani. Quel patto era alla base del welfare e del suo finanziamento, delle pensioni, del funzionamento del mercato del lavoro, del benessere e della ricchezza, almeno nei Paesi occidentali ricchi. Nell\u2019altra parte del mondo i numeri sono diversi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rompere il patto generazionale vuol dire rompere le nostre societ\u00e0, le nostre comunit\u00e0, il nostro mercato del lavoro, il nostro welfare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con gli schemi attuali, tutti a ripartizione, non ci saranno pi\u00f9 risorse per pagare le pensioni, perch\u00e9 non ci saranno pi\u00f9 i giovani a pagare le pensioni dei loro genitori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo ci induce a riflessioni profondissime e non pu\u00f2 non portare malessere, preoccupazione e tentativi di intervenire anche sulla demografia. Pensiamo al tema delle migrazioni. Ma le migrazioni non sono la soluzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>&nbsp;Perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 le migrazioni sono un fenomeno costoso. Costano ai Paesi di destinazione, cio\u00e8 a quelli che hanno bisogno di migranti e ai Paesi di origine, che si svuotano delle loro generazioni migliori e pi\u00f9 dinamiche. Le generazioni che emigrano, se migrano in maniera irregolare, sono un problema per i Paesi di destinazione e per quelli di origine. E anche quando il flusso migratorio si stabilizza, i migranti finiscono legittimamente per comportarsi come gli indigeni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Stesso modello, e quindi meno figli.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Brunetta. Fanno meno figli. Inoltre operano legittimamente il ricongiungimento con i genitori o con le persone anziane della famiglia, il che porta a un appesantimento costoso. Lo dico con neutralit\u00e0 statistica. Quindi le migrazioni, che per un certo periodo sono state viste come la soluzione, non lo sono affatto, perch\u00e9 provocano questi disastri nei Paesi di destinazione e in quelli di origine. Se poi aggiungiamo i robot umanoidi, cio\u00e8 tutto quello che andr\u00e0 a sostituire il lavoro umano per migliorare la qualit\u00e0 della vita, il benessere e la produttivit\u00e0, ci rendiamo conto che il patto generazionale salta. E questo produce grandissime preoccupazioni&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Da questo tema siamo arrivati alle piazze.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le piazze rappresentano tutto questo? Assolutamente no. Le piazze del 17 e 18 ottobre non rappresentano il malessere che ho cercato di descrivere. Sono un altro malessere, da seconde generazioni, di cattiva periferia consumistica. Una periferia dotata di inconsistenza culturale e sociale. Nei saccheggi vedo una sorta di epifenomeno, una protesta inconsistente, non motivata. I saccheggi nella storia ci sono sempre stati e non mi turbano. Ma spesso servivano ad avere il pane, rispondevano a una motivazione strutturale. Marxianamente parlando, erano i proletari che rispondevano. Pensiamo a Manzoni e all\u2019assalto ai forni. Si assaltavano i forni per il pane, probabilmente perch\u00e9 c\u2019era la fame. In questo caso sono epifenomeni degradati e degradanti di subculture urbane periferiche, anch\u2019esse figlie dei nostri comportamenti e delle nostre societ\u00e0. Sono per\u00f2 fenomeni estremamente limitati, ingigantiti da un altro fenomeno spaventosamente straordinario, i social, che hanno una capacit\u00e0 di comunicazione e di organizzazione mai vista nella storia. Riescono a mobilitare qualche migliaio di persone praticamente senza organizzazione, senza giornali, senza partiti, senza strutture. Con il pericolo di un\u2019ibridazione esogena, cio\u00e8 di qualche mano esterna che usa i social e contribuisce a inquinare questi movimenti di protesta urbana subculturale e banalmente consumistica. Cos\u00ec comincia a montare una sorta di bomba sociale limitatissima, che sente il disagio e la cultura di un\u2019emergenza che per\u00f2 \u00e8 ben pi\u00f9 larga, ben pi\u00f9 profonda e ha motivazioni molto pi\u00f9 serie delle sneakers.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quelle di cui parla Mattarella, cio\u00e8 bisogna dare ascolto ai giovani.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al Quirinale ho visto tantissime facce straordinarie di Cavalieri del lavoro. Non i Cavalieri del lavoro come ce li immaginavamo una volta, i padroni del vapore. Ho visto facce di gente che ha lavorato una vita, che ha aperto bottega, che ha aperto il laboratorio, che \u00e8 emigrata e che poi ha messo in piedi imperi straordinari, soprattutto nel made in Italy.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dentro quelle facce dei Cavalieri del lavoro ho visto e riconosciuto mio padre. Mi vengono i brividi a rivedere la storia della mia famiglia e delle nostre famiglie. E ho visto anche gli Alfieri, i giovani che avevano preso tutti dieci alla maturit\u00e0. Lunghi, corti, alti e bassi, venivano da paesini di tutta Italia e andavano a studiare matematica, fisica quantistica e business administration in giro per il mondo. Mi sono sentito sollevato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo \u00e8 il nostro mondo, in Italia e in Europa, che deve affrontare l\u2019emergenza generazionale di cui parlavamo con tutta la sua intelligenza e tutta la sua forza. Sono un inguaribile ottimista e ce la faremo. Per\u00f2 il problema demografico e generazionale \u00e8 enorme.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Serve un nuovo patto generazionale che tenga conto di questi cambiamenti. La storia \u00e8 cambiata, gli equilibri sono cambiati e bisogna pensare in grande, sempre con la democrazia, sempre con la libert\u00e0, sempre con la solidariet\u00e0, sempre con attenzione a chi \u00e8 pi\u00f9 debole. Attenzione ai poveri, attenzione a chi ancora non ce l\u2019ha fatta a superare i problemi dell\u2019esistenza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ai ragazzi non si pu\u00f2 dire \u00absiete capitati in un periodo sfortunato\u00bb.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bisogna pensare in grande, e pensare in grande vuol dire solidariet\u00e0. Vuol dire pensare agli altri Paesi, ai Paesi africani, che hanno tassi di crescita demografica e potenzialit\u00e0 straordinarie. Dentro tutto questo, cosa c\u2019entrano i maranza? Ho una teoria, la teoria del paradosso o sindrome della nursery. Nei luoghi dove ci sono tanti bambini piccoli, negli ospedali, nei luoghi di cura o semplicemente negli asili, quando uno piange perch\u00e9 ha mal di pancia, piangono tutti, uno dopo l\u2019altro, anche se non hanno alcun dolore. \u00c8 l\u2019onda del pianto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>E in questo caso<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo caso il mal di pancia scatenante e globalizzante, almeno per i nostri Paesi, si chiama inflazione. L\u2019inflazione, cio\u00e8l\u2019aumento dei prezzi e la diminuzione del potere d\u2019acquisto, \u00e8 dovutaal maggior costo dell\u2019energia, a Hormuz, alla guerra guerreggiata tra Trump e l\u2019Iran di cui abbiamo parlato. E l\u2019inflazione produce reazioni in tutte le situazioni non completamente risolte. Pensiamo agli autotrasportatori, che fanno un mestiere difficilissimo,complicatissimo, faticosissimo, che uniscono l\u2019Italia da sud a nord e che oggi, con l\u2019aumento del costo del diesel, se lavorano ci rimettono. Non \u00e8 un problema epocale. \u00c8 un problema immediato, un delta incrementale di costi dovuto a una causa esogena, che va risolto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Incide su tutti. E poi chi paga il carovita?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Incide su tutto. Incide sul quadro generale di cui parlava il Presidente Mattarella, perch\u00e9 lo rende ancora pi\u00f9 percepito, e incide in modo pi\u00f9 banale anche su quelle insorgenze che sono la nostra cattiva coscienza. Sull\u2019insorgenza che abbiamo visto a Milano non voglio fare il giustificazionista, il buonista. Per principio sono tutt\u2019altro che giustificazionista. Ho una bella formazione socialista liberale e da questo punto di vista non ci casco. Per\u00f2 quel bambino,Yousef, ha undici anni, vive con la madre che non parla italiano ed \u00e8 chiusa in casa, gira da solo notte e giorno, \u00e8 in seconda media e ha quell\u2019attitudine. E la stessa caratteristica ce l\u2019hanno anche tanti Giuseppe italiani. Quel bambino deve avere la nostra straordinaria attenzione. Dobbiamo avere non solo il coraggio e la forza di gestire il problema nella sua estrema complessit\u00e0\u2026nNon lasciare sola la scuola. Da quello che ho letto, Yousef studia in una scuola di periferia probabilmente difficile, che gli ha comunque affidato un insegnante di sostegno. Viva la scuola italiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non spariamo sulla scuola italiana, sulle elementari, sulle medie, sull\u2019universit\u00e0, su queste conquiste straordinarie che abbiamo fatto nel nostro Paese, anche se in ritardo. Dobbiamo avere un enorme coraggio, basandoci sulla nostra cultura della solidariet\u00e0 e del volontariato, sulla nostra cultura sociale e sui nostri corpi intermedi. Pensiamo alla forza dei sindacati, delle organizzazioni di volontariato, dei datori di lavoro e dei lavoratori, quelli che si chiamano corpi intermedi e che sono il reticolo che innerva la societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In Italia siamo ricchi di corpi intermedi, di questa cultura, di patti generazionali di tipo territoriale. Questo sono stati i nostri territori nel tempo. Pensiamo al Rinascimento, ma non solo. Pensiamo alla nostra enorme quantit\u00e0 di volontariato, la pi\u00f9 alta nel mondo, e alle nostre leggi di welfare, che sono leggi straordinarie. Non dobbiamo fare di ogni erba un fascio e non dobbiamo pensare che tutto sia perduto. Perch\u00e9 guardando quelle facce dei Cavalieri del lavoro, ma anche dei giovani che avevano preso dieci su dieci\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quello \u00e8 il futuro. Sorridevo vedendo queste persone, questi ragazzi, questi signori che avevano costruito una vita di lavoro per s\u00e9 e per tutti gli altri. Per questo dico calma e gesso. Misuriamo, distinguiamo, esprimiamo il meglio della nostra storia solidale e culturale, della storia di un Paese che si \u00e8 evoluto nel tempo partendo da un enorme retaggio culturale, artistico e scientifico. Questo nostro Paese d\u00e0 il segno all\u2019Europa. Diamo una mano all\u2019Europa, perch\u00e9 la chiave della soluzione \u00e8 in Europa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>E ancora una volta la nostra cultura, il nostro passato pu\u00f2 essere la risposta.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Assolutamente. E l\u00ec bisogna combattere l\u2019inflazione e dare risposte, anche in termini di sicurezza. Ho letto da qualche parte che se si rompe un vetro \u00e8 sbagliato chiamare il sociologo per capire perch\u00e9 \u00e8 stato rotto. Si deve chiamare il vetraio a cambiare il vetro. Se ci sono problemi di sicurezza e di ordine pubblico, affrontiamoli innanzitutto con l\u2019intelligenza e la maturit\u00e0 che abbiamo, con le nostre istituzioni, con le nostre forze dell\u2019ordine, anche se non basta. Occorre affrontare il problema strutturale di cui parlava il Presidente Mattarella. E poi, con grande attenzione e puntualmente, andare con amore in soccorso di tutti gli Yousef d\u2019Italia e d\u2019Europa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">* da Radio Radicale, \u00abRivoluzione in corso\u00bb 23\/10\/2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Radio Radicale. 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