{"id":23718,"date":"2026-10-29T17:06:29","date_gmt":"2026-10-29T16:06:29","guid":{"rendered":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/?p=23718"},"modified":"2026-10-29T17:06:32","modified_gmt":"2026-10-29T16:06:32","slug":"io-esisto-un-grido-da-non-lasciar-al-vento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/io-esisto-un-grido-da-non-lasciar-al-vento\/","title":{"rendered":"Io esisto, un grido da non lasciar al vento"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono tre buoni motivi per essere solidali con i giovani che stanno manifestando il loro disagio, le loro difficolt\u00e0, finanche la loro rabbia in tante parti dell\u2019Europa e anche d\u2019Italia. Non mancano contraddizioni in seno a quel popolo e verranno evidenziate, ma sarebbe sbagliato guardare il dito piuttosto che la luna. C\u2019\u00e8 chi si scandalizza di fronte a questa affermazione e subito alzano la mano per chiedere che si sconfessino e si reprimino quelli che fanno vandalismi e caos nelle vie delle citt\u00e0. E\u2019 ovvio che non si possono tollerare, specialmente di fronte alla sfrontatezza dei minorenni che dichiarano che volevano soltanto \u201cdivertirsi\u201d. Ma se valutassimo soltanto da quest\u2019ottica il senso delle manifestazioni, non saremmo obiettivi e seri. Il grosso dei cortei non solo non ha partecipato agli scontri con le forze dell\u2019ordine, ma aveva parole d\u2019ordine che con l\u2019eversione non avevano alcuna parentela.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi ha qualche esperienza sessantottina, sa bene che nelle manifestazioni studentesche e sindacali, c\u2019era un sistematico tentativo di gruppi organizzati di ultrasinistra (lotta continua, potere operaio, avanguardia operaia, ecc.) che tentavano di infiltrarsi nelle manifestazioni per degenerarle. Il servizio d\u2019ordine sindacale aveva un bel da fare per evitare che ci\u00f2 accadesse, prima ancora dell\u2019intervento della polizia. Anche allora si tentava di deviare la discussione dal merito della mobilitazione, alle performances di questi guastatori. Ma la forza delle rivendicazioni era tale che, qualunque fosse il Governo in carica, non poteva limitarsi a dichiararsi difensore dell\u2019ordine pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E questa considerazione ci riporta alle questioni vere che hanno spinto enormi masse di dimostranti per le strade delle maggiori citt\u00e0 europee, per dire \u201cio esisto\u201d. La prima \u00e8 che il filo conduttore delle rivendicazioni non \u00e8 affatto generica, aprioristica, ideologica opposizione ai vari Governi. La denuncia di affitti molto alti per gli studenti, di carenze di case per le giovani coppie, di fatiscenza delle scuole e scarsit\u00e0 di insegnanti, di trasporti inadeguati, di difficolt\u00e0 di vita per l\u2019inflazione crescente sono un grido d\u2019allarme sul destino del welfare state. Cio\u00e8 della pi\u00f9 grande invenzione sociale e umanizzazione del capitalismo moderno di cui l\u2019Europa \u00e8 custode da quando il Rapporto Beveridge consent\u00ec la nazionalizzazione del sistema sanitario britannico, nel 1948. Non solo in Italia, ma diffusamente in Europa, c\u2019\u00e8 un processo di ridimensionamento dei servizi pubblici essenziali che sta raggiungendo livelli insopportabili di degrado, ovviamente percepito pi\u00f9 acutamente da parte dei meno abbienti. Gli altri possono ricorrere alla tutela assicurativa e alle prestazioni private che com\u2019\u00e8 noto non si limitano ad adottare la scala mobile nell\u2019adeguamento delle tariffe.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quelle manifestazioni rilanciano l\u2019esigenza di non smantellare il welfare. E\u2019 curioso, ma non tanto, che sia la generazione Erasmus ha farsi carico di questo tema. E\u2019 un atto di accusa verso le generazioni pi\u00f9 anziane, quelle che votano e per di pi\u00f9 utilizzano maggiormente questi beni comuni. C\u2019\u00e8 il rischio di una frattura generazionale grave se non si comprende che l\u2019agenda delle priorit\u00e0 deve cambiare. Si \u00e8 troppo spostato sulla responsabilit\u00e0 individuale la tutela della salute, l\u2019esigenza educativa, la necessit\u00e0 abitativa, la mobilit\u00e0 urbana e delle merci. Su questi terreni, l\u2019affidamento al mercato delle possibilit\u00e0 di soddisfare bisogno sociali si \u00e8 dimostrato inadeguato di fronte alla crescita delle disuguaglianze economiche, occupazionali e reddituali. Non a caso diventa sindaco di Berlino Elif Eralp del partito Die Linke avendo nel suo programma il tema della casa e della giustizia sociale. E sempre sulla questione della casa \u00e8 andato in crisi il Governo Sanchez. La questione \u00e8 di grande spessore, impone la ridefinizione del modello di welfare e delle risorse per sostenerlo. Infatti, non basta dire \u201cpi\u00f9\u201d, bisogna dire anche \u201ccome\u201d e quindi con quale fisco si pu\u00f2 realizzare la ricostruzione dello stato sociale, dato che con quello attuale si po\u00f2 fare ben poco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La seconda considerazione \u00e8 che la visione unificante non \u00e8 soltanto nazionale, ma europea. Quel martellante richiamo al NO alla guerra ha genesi nell\u2019adesione alla dolorosa vicenda palestinese pi\u00f9 che a quella tremenda dell\u2019Ucraina. Questa differenza mette in evidenza un ritorno ad un ideologismo che sembrava finalmente superato. Slogan contro uno pseudo neo-colonialismo, antioccidentalismo, anti americanismo, fino qualche volta di troppo un tifo per Hamas e Iran hanno accompagnato troppo spesso gli slogan e le bandiere delle manifestazioni, in un cortocircuito che non lascia spazio a posizioni diverse spesso forzando istituzioni e universit\u00e0 a seguire l\u2019onda.&nbsp; Un\u2019onda che copre, non riconosce e non denuncia le crudelt\u00e0 di Hamas verso chi non \u00e8 d\u2019accordo, verso le donne. Certo, chiedono meno spese per le armi e pi\u00f9 per il welfare ma \u00e8 riduttivo il porlo in termini economistici. Vogliono pace perch\u00e9 hanno visto troppa crudelt\u00e0 nella guerra convenzionale di Israele contro la Palestina, tra l\u2019altro invocando in modo blasfemo un Dio poco misericordioso e molto interessato alla propriet\u00e0 terriera dal fiume al mare. In quella tra Russia e Ucraina, dove si sta sperimentando la guerra ibrida ipermoderna, il pathos \u00e8 oggettivamente minore e la voglia di maggiore impegno diplomatico \u00e8 pi\u00f9 facile \u2013 anche se pi\u00f9 complesso \u2013 da evocare. In ogni caso, \u00e8 un messaggio dal respiro europeo che emerge dai cartelli scritti a mano, su scarti di scatole di cartone, che leggiamo nello scorrere dei cortei.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 un NO diverso da quello espresso da chi vuole \u201cvivere in pace\u201d, nelle comodit\u00e0 acquisite e che si rifiuta di considerare che il mondo sta cambiando, che gli egoismi si stanno moltiplicando e stanno sfasciando il diritto internazionale, le regole del commercio mondiale, la tutela della salute degli abitanti di questo pianeta e il suo equilibrio ecologico. Il destinatario finale di quel rifiuto \u00e8 l\u2019Europa. L\u2019esperienza dell\u2019Erasmus, fatta ormai da milioni di giovani, non \u00e8 servita per imparare un comune linguaggio, per conoscere usi e costumi, per allenarsi al polilinguismo. Ha allargato i confini fino a considerare il multi etnismo non un accidente della storia ma una normale evoluzione delle relazioni umane, reso solo pi\u00f9 difficile dalla resistenza a considerare l\u2019integrazione pi\u00f9 importante dell\u2019accoglienza ob torto collo, dato che gli immigrati sono necessari alla economia europea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;Anche su questo, gli adulti e le loro proiezioni politiche e statuali sono chiamati a prendere in considerazione l\u2019europeismo giovanile, come base culturale da alimentare, sin dalla scuola dell\u2019obbligo. Istituire un\u2019ora alla settimana di educazione all\u2019Europa in tutte le sue sfaccettature istituzionali, economiche, sociali, ambientali e relazionali potrebbe essere un modo meno rozzo di quello delle quote etniche per ciascuna classe.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, c\u2019\u00e8 il grande messaggio della partecipazione. I social, pi\u00f9 che i partiti o i sindacati, sono stati i canali di aggregazione. Altoparlanti di richiamo all\u2019agire in prima persona, al di l\u00e0 delle appartenenze politiche, sociali, religiose. Un fatto inedito che ha visto il suo culmine nella vicenda serba, dove un movimento di studenti e insegnanti ha letteralmente liquefatto un regime, senza dilaniarsi nella scelta di un leader, ma riconoscendosi in un obiettivo di libert\u00e0 e democrazia. Una enorme agor\u00e0 nella quale tutti hanno fatto sintesi da protagonisti. Ovviamente, non pu\u00f2 essere assunto come paradigma di un nuovo modo di fare politica. Ma indica che la volont\u00e0 popolare, in questo caso proposta dai giovani, pu\u00f2 esprimersi ben oltre i classici dettami della democrazia rappresentativa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche le recenti manifestazioni in Italia hanno avuto una buona dose di spontaneit\u00e0 e di autoorganizzazione, supportata dal tam tam dei social. Tutto ci\u00f2 ha messo in seria difficolt\u00e0 i responsabili dell\u2019ordine pubblico e nello sbigottimento i partiti e i sindacati. Facendo apparire il tentativo di mettere il loro cappello in testa alle masse, un po\u2019 goffo e strumentale. Melanchon in prima fila nel corteo parigino, sembrava pi\u00f9 un intruso che un organizzatore. In Italia, questo tentativo di appropriarsi della rappresentanza \u00e8 stato meno eclatante da parte dei progressisti. In altri tempi, il sindacato si mise alla testa delle proteste degli studenti con una strategia inclusiva e vincente perch\u00e9 unitaria. Se anche in questo momento si vuole replicare quello schema, la dichiarazione dello sciopero generale da parte della CGIL \u00e8 apparsa alquanto ansiosa e precipitosa. Con l\u2019aggravante di aver palesato di nuovo una divaricazione con CISL e UIL.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Valorizzare tanta voglia di partecipazione \u00e8 la questione principale. Non la si pu\u00f2 lasciare ai social. La devianza \u00e8 dietro l\u2019angolo. Lo si \u00e8 visto a Milano, con la spinta al vandalismo raccolta dai minorenni, quelli della generazione Z, facendosi trascinare nel creare caos e assalto ai negozi. Si capir\u00e0, sperabilmente in breve tempo, se ci sia stata una regia occulta. La vicenda ha aperto il vaso di pandora dei rischi che si corrono nell\u2019uso distorto della nuova tecnologia digitale. Da quelli educativi, che travalicano la capacit\u00e0 dei genitori e della scuola di indirizzare correttamente i minorenni. A quelli sociali nelle relazioni interpersonali, lavorative, commerciali, politiche. Proibirne l\u2019uso, anche se limitatamente ai minori, \u00e8 un palliativo, senza effetti concreti. Bisogna interrompere lo scambio perverso tra gestori delle piattaforme e i singoli utilizzatori, fondato sulla gratuit\u00e0. I secondi possono scorrazzare liberamente senza limiti, i primi possono eterodirigerli a loro piacimento. Un iniziale ma decisivo passo dissuasivo \u00e8 l\u2019eliminazione dell\u2019anonimato nell\u2019uso dei social. L\u2019identit\u00e0 degli utilizzatori deve essere sempre usufruibile dagli interlocutori. Il social \u00e8 uno canale che pu\u00f2 essere utile, come si \u00e8 visto nelle manifestazioni. Ma anche nocivo e manipolante. Sindacati, partiti e istituzioni non possono lavarsene le mani. Prima trovano le soluzioni per superare questa anomalia, prima si ristabilizzerebbero gli equilibri tra il forte, le Bug Teck e il debole, l\u2019utilizzatore finale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Queste manifestazioni possono creare un\u2019accelerazione del riassetto degli equilibri sociali e politici ormai sconquassati. La cosa peggiore che pu\u00f2 succedere \u00e8 che questi giovani vengano lasciati soli. Che gli adulti, i sindacati, i partiti, le istituzioni li lascino cuocere nel loro brodo. Sarebbe un costo troppo alto che l\u2019intera societ\u00e0 italiana ed europea pagherebbe, consapevolmente o inconsapevolmente.&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono tre buoni motivi per essere solidali con i giovani che stanno manifestando il loro disagio, le loro difficolt\u00e0, finanche la loro rabbia in tante parti dell\u2019Europa e anche d\u2019Italia.<\/p>\n","protected":false},"author":6341,"featured_media":23719,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-23718","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-newsletter"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23718","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6341"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23718"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23718\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23720,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23718\/revisions\/23720"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/23719"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23718"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23718"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23718"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}