{"id":24,"date":"2013-05-22T13:27:25","date_gmt":"2013-05-22T11:27:25","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/se-si-ricomincia-a-parlare-seriamente-di-reddito-minimo\/"},"modified":"2013-05-22T13:27:25","modified_gmt":"2013-05-22T11:27:25","slug":"se-si-ricomincia-a-parlare-seriamente-di-reddito-minimo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/se-si-ricomincia-a-parlare-seriamente-di-reddito-minimo\/","title":{"rendered":"Se si ricomincia a parlare seriamente di reddito minimo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span><span>Nel dibattito politico si riaffaccia il tema del reddito minimo (garantito, di inserimento, di solidariet\u00e0 attiva, di inclusione, o come lo si voglia chiamare). Di recente Tito Boeri e Roberto Perotti (1) hanno riaperto con lucidit\u00e0 la discussione.<\/span><\/span><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><span>\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><span>L\u2019arretratezza della situazione italiana risalta vistosamente dal confronto con i paesi dell\u2019Unione Europea (2). Ma emerge altrettanto crudamente da uno sguardo a gran parte delle esperienze italiane di contrasto della povert\u00e0 che si sono succedute negli ultimi quindici anni, a partire dal Reddito minimo di Inserimento (Rmi), e dallo stesso modo confuso con cui l\u2019argomento \u00e8 affrontato nel discorso pubblico.<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong><span><span>REDDITO MINIMO: DI CHE COSA STIAMO PARLANDO?<\/span><\/span><\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>Il Reddito minimo (Rm) \u00e8 un programma contraddistinto da quattro tratti qualificanti.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>(a)\u00a0\u00a0 \u00c8 informato all\u2019universalismo selettivo, detto altrimenti \u00e8 erogato a tutte le\u00a0famiglie che si trovano sotto una determinata soglia di povert\u00e0, che varia in funzione della composizione della famiglia. Non \u00e8 dunque ristretto a particolari categorie di famiglie o persone, n\u00e9 sottosta a un vincolo di finanziamento che tipicamente porta al razionamento.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>(b)\u00a0Consta innanzitutto di un trasferimento monetario che integra il reddito familiare fino alla pertinente soglia di povert\u00e0, tiene quindi conto della disponibilit\u00e0 (il reddito e il patrimonio) e dai bisogni (la composizione) della famiglia.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>(c) \u00a0Affianca al trasferimento monetario azioni di sostegno sociale e, per le persone in et\u00e0 lavorativa e abili al lavoro, azioni di attivazione al lavoro (orientamento, formazione, placement) sostenute da condizionalit\u00e0, nel senso che, in una logica di obblighi reciproci, il beneficiario non pu\u00f2 sottrarvisi n\u00e9 rinunciare a ragionevoli offerte di lavoro, pena la riduzione del trasferimento o l\u2019esclusione dal programma.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>(d)\u00a0Il programma ha carattere strutturale, quindi durata illimitata. Certo, \u00a0sussistendone le condizioni mira a portare le famiglie all\u2019autosufficienza\u00a0economica, quindi ad uscire dalla \u201ctrappola della povert\u00e0\u201d \u2013 e dal programma stesso. Ma eroga il trasferimento monetario, e le azioni di sostegno connesse, \u00a0fino a che la famiglia permane nella condizione di povert\u00e0.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>Se introdotto, il Rm assorbirebbe tutte le misure categoriali mirate a contrastare la povert\u00e0 (e in Italia sono una miriade). Ad affiancarlo rimarrebbero misure con altre finalit\u00e0: vuoi di contrasto di specifiche condizioni di disagio, quali la disabilit\u00e0 e la non autosufficienza; vuoi politiche mirate ad altri obiettivi, quali il sostegno per i figli, la conciliazione<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>lavoro-famiglia e simili.\u00a0\u00a0<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>D\u2019altra parte, il Rm nulla ha a che vedere con l\u2019ipotesi di un reddito di cittadinanza: un reddito universale, che garantisce a qualunque persona un trasferimento monetario a prescindere dalle sue condizioni economiche, slegato da qualsiasi obbligo. Un\u2019ipotesi interessante sul piano della filosofia sociale, ma largamente impraticabile per ragioni vuoi e<\/span><\/span><span><span>conomiche, vuoi di accettabilit\u00e0 sociale.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong><span><span>LE MOLTE OMBRE DELLE ESPERIENZE ITALIANE<\/span><\/span><\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>Nel 1998 il Rmi era decollato in maniera promettente, come sperimentazione su piccola scala \u2013 una quarantina di Comuni \u2013 orientata ad \u201capprendere dall\u2019esperienza\u201din vista di una auspicabile generalizzazione del programma alla scala nazionale.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>Ma le cose sono procedute in maniera contraddittoria e confusa, a causa di due cesure, dovute rispettivamente al ciclo politico e al riassetto in chiave \u201cfederalista\u201d introdotto dalla riforma costituzionale del 2001.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>Al ciclo politico si deve la chiusura dell\u2019esperienza del Rmi, sostituito con la legge finanziaria per il 2004, da un fantomatico \u201creddito di ultima istanza\u201d, mai attuato. Ancora pi\u00f9 solerte, poi, \u00e8 l\u2019abrogazione, dopo una manciata di mesi, nel maggio 2008, del reddito di base del Friuli Venezia Giulia, decollato nel settembre 2007. In entrambi i casi, ci\u00f2 avviene col subentro di un\u2019amministrazione di centro-destra a una di centro-sinistra. A ben vedere, in entrambi i casi, non si tratta soltanto di chiusure di specifiche esperienze, ma di cambiamenti di rotta, che accantonando la prospettiva stessa di un\u2019organica politica di contrasto della povert\u00e0 in favore di molteplici interventi che poggiano sul tradizionale impianto categoriale del welfare italiano, su maggiori margini di discrezionalit\u00e0, su un sovraccarico di compiti affidati agli enti locali, per di pi\u00f9 accompagnato da trasferimenti di risorse magri quando non decurtati.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>La riforma costituzionale del 2001, con l\u2019ulteriore spostamento delle competenze in tema di assistenza sociale dallo Stato alle Regioni, stimola s\u00ec l\u2019iniziativa delle Regioni. Ma \u00e8 un\u2019iniziativa tanto vivace quanto segnata da inadeguatezze. Esemplari, in proposito, sono le carenze, quando non le incongruenze, del Reddito di cittadinanza (!) della Campania e del Reddito minimo garantito del Lazio. Due le evidenze salienti, e preoccupanti.<br \/><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>(1)\u00a0\u00a0 Si parla di \u00absperimentazione\u00bb, ma in sostanza si afferma che i programmi sono provvisori, di breve durata, segnati dalle ristrettezze del bilancio.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>(2)\u00a0\u00a0 Si imbocca l\u2019illusoria strada dei pronunciamenti enfatici (il titolo della legge campana \u00e8 rivelatore), affiancati da programmi contraddittori con tali pronunciamenti: nelle due regioni l\u2019intervento consiste, di fatto, nel solo trasferimento monetario, per di pi\u00f9 in cifra fissa quindi neppure correlato ai fabbisogni delle famiglie povere (nel Lazio addirittura \u00e8 su base categoriale e personale); vi \u00e8 un forte razionamento, sicch\u00e9 la percentuale di beneficiari rispetto ai richiedenti ammissibili \u00e8 decisamente bassa.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>In sostanza non si sono venuti consolidando strumenti in grado di dare attuazione a un coerente, progressivo impegno sul versante della lotta alla povert\u00e0. E c\u2019\u00e8 da interrogarsi se ci sia, nelle classi dirigenti cos\u00ec come nell\u2019opinione pubblica, adeguata consapevolezza dei termini del problema. Ne sono una spia la sciatta disinvoltura con cui in appelli pubblici si parla, vagamente, di \u201creddito di cittadinanza\u201d; o tout court il fatto che lo si nomini a sproposito, quanto si avanza una proposta (dal Movimento 5 Stelle, se ben capiamo) &#8211; che nulla ha a che fare con il Rmi \u00a0\u2013 \u00a0di un reddito minimo a termine, di tre anni, per i senza lavoro .<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong><span><span>MA IL REDDITO MINIMO SI PU\u00d2 FARE: IL CASO DELLA PROVINCIA DI TRENTO<\/span><\/span><\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>Ma un serio, sostenibile, reddito minimo si pu\u00f2 cominciare a realizzare. A breve, Acli e Caritas lanceranno un \u201cPatto aperto contro la povert\u00e0\u201d, che pogger\u00e0 su una circostanziata proposta di introduzione progressiva del \u201cReddito di inclusione sociale\u201d (3).<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>Inoltre, qualcuna delle esperienze in atto si iscrive fra le virtuose. Il caso pi\u00f9 recente \u00e8 quello del Reddito di Garanzia (RG) della Provincia autonoma di Trento (PAT): un trasferimento monetario che porta a 6.500 euro annui il reddito disponibile equivalente (in base all\u2019Icef, l\u2019indicatore della situazione economica familiare trentino, una versione affinata dell\u2019indicatore nazionale), accompagnato da azioni di integrazione sociale e di attivazione al lavoro.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>I lineamenti amministrativi e finanziari di questa misura sono stati recentemente illustrati da Gianfranco Cerea (4). Qui riporteremo, invece, i risultati delle analisi sull\u2019equit\u00e0 e sull\u2019efficacia del RG che l\u2019Istituto per la Ricerca Valutativa sulle Politiche Pubbliche (IRVAPP) ha iniziato a condurre dal momento in cui la misura \u00e8 stata disegnata.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>Un primo indicatore,di carattere amministrativo pi\u00f9 che economico o sociale, del grado di equit\u00e0 di una politica di sostegno al reddito \u00e8, ovviamente, costituito dalla proporzione dei suoi beneficiari che hanno davvero titolo per riceverla, che non ci siano cio\u00e8 \u201cfalsi positivi\u201d. Nel corso del primo anno di applicazione della misura (2010), gli uffici della PAT \u2013 attraverso accurati controlli \u2013 avevano stabilito che circa il 93% delle famiglie inizialmente ammesse alla misura ne rispettavano le condizionalit\u00e0. Poich\u00e9 quei controlli sono continuati nel tempo e la numerosit\u00e0 dei falsi positivi si \u00e8 progressivamente ridotta, si pu\u00f2 ragionevolmente assumere che attualmente la loro presenza sia pressoch\u00e9 nulla.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>\u00a0<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>La questione pi\u00f9 importante che pone un programma quale il RG trentino riguarda, per\u00f2, la sua capacit\u00e0 di migliorare le condizioni di vita delle famiglie beneficiarie. Su questo argomento, Irvapp ha svolto una rigorosa valutazione degli effetti secondo l\u2019approccio \u201ccontro fattuale\u201d. Sono state condotte due rilevazioni, a distanza di due anni l\u2019una dall\u2019altra (2009 e 2011), su un campione di 600 famiglie che hanno avuto accesso al RG e su un campione di oltre 900 famiglie con reddito disponibile equivalente superiore, ma non troppo, alla soglia dei 6.500 euro annui e si sono misurate le variazioni nelle condizioni di vita rispettivamente registrate dai due campioni, nel biennio. Si \u00e8 quindi calcolata la differenza fra queste variazioni \u2013 la cosiddetta differenza nelle differenze: nella ragionevole ipotesi che in assenza del RG sarebbero state le stesse nei due gruppi, questa differenza fornisce una credibile stima degli effetti del programma. I risultati principali sono riassunti nella tavola che segue. Essa riporta la media dei miglioramenti (o\u00a0<\/span><\/span><span><span>peggioramenti) in alcuni significativi ambiti delle condizioni di vita conosciuti dalle famiglie trattate e imputabili causalmente al RG (ossia determinati al netto di eventuali altre variazioni, positive o negative, dovute a fattori diversi dal RG stesso).<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>\u00a0<\/span><\/span><\/div>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<div><span><span>Tavola<\/span><\/span><\/div>\n<\/td>\n<td colspan=\"3\">\n<div><span><span>Valutazione degli effetti del RG sui fenomeni di deprivazione materiale, sulla spesa<\/span><\/span><\/div>\n<div><span><span>per consumi e sulla partecipazione al mercato del lavoro nell\u2019arco dei due anni seguenti<\/span><\/span><\/div>\n<div><span><span>all\u2019ingresso nel programma, secondo la nazionalit\u00e0 del capo-famiglia. Valori medi.<\/span><\/span><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td colspan=\"2\">\n<div><span><span>Condizioni di vita<\/span><\/span><\/div>\n<\/td>\n<td colspan=\"2\">\n<div><span><span>Nazionalit\u00e0 del capo-famiglia<\/span><\/span><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td colspan=\"2\">\n<div><span><span>\u00a0<\/span><\/span><\/div>\n<\/td>\n<td>\n<div><span><span>Italiana<\/span><\/span><\/div>\n<\/td>\n<td>\n<div><span><span>Straniera<\/span><\/span><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td colspan=\"2\">\n<div><span><span>Probabilit\u00e0 di vivere in condizioni di deprivazione<\/span><\/span><\/div>\n<\/td>\n<td>\n<div><span><span>-0,04<\/span><\/span><\/div>\n<\/td>\n<td>\n<div><span><span>-0,16**<\/span><\/span><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td colspan=\"2\">\n<div><span><span>Spesa mensile per consumi alimentari (in euro)<\/span><\/span><\/div>\n<\/td>\n<td>\n<div><span><span>-7,12<\/span><\/span><\/div>\n<\/td>\n<td>\n<div><span><span>+96,99*<\/span><\/span><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td colspan=\"2\">\n<div><span><span>Spesa mensile per beni durevoli (in euro)<\/span><\/span><\/div>\n<\/td>\n<td>\n<div><span><span>+113,50*<\/span><\/span><\/div>\n<\/td>\n<td>\n<div><span><span>+75,85*<\/span><\/span><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td colspan=\"2\">\n<div><span><span>Tasso percentuale di partecipazione alla forza lavoro<\/span><\/span><\/div>\n<\/td>\n<td>\n<div><span><span>-4,96<\/span><\/span><\/div>\n<\/td>\n<td>\n<div><span><span>+5,93*<\/span><\/span><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td colspan=\"2\">\n<div><span><span>Tasso percentuale di disoccupazione<\/span><\/span><\/div>\n<\/td>\n<td>\n<div><span><span>-6,05*<\/span><\/span><\/div>\n<\/td>\n<td>\n<div><span><span>+4,02<\/span><\/span><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>* p\u00c20,10; ** p\u00c20,05<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>Fonte: IRVAPP, 2012, Rapporto preliminare sugli impatti del Reddito di Garanzia nel periodo Ottobre 2009-Ottobre 2011, a cura di N. Zanini.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>\u00a0<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>Dai dati in questione si possono trarre le seguenti conclusioni:\u00a0<br \/><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>i)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il RG ha effetti pi\u00f9 estesi tra gli immigrati che tra i nativi per la buona ragione che mediamente peggiori, anche tra le famiglie che hanno accesso al RG, sono le condizioni di vita dei primi;<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>ii)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 il RG produce riduzioni dei rischi di trovarsi in condizioni di severa deprivazione materiale e lo fa in misura davvero incisiva nel caso delle famiglie immigrate;<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>iii)\u00a0\u00a0\u00a0 il RG aumenta significativamente le capacit\u00e0 di spesa mensile per alimentari degli immigrati ma non per i nativi (per i quali rimane sostanzialmente invariata) perch\u00e9 questi ultimi appartengono assai pi\u00f9 spesso dei primi a famiglie di dimensioni assi pi\u00f9 ridotte, composte da soggetti anziani e con minori bisogni di carattere alimentare;<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>iv)\u00a0\u00a0\u00a0 il RG consente significativi incrementi della spesa mensile in beni durevoli e lo consente pi\u00f9 per i nativi che per gli immigrati proprio perch\u00e9 i primi devono sostenere minori spese alimentari;<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>v)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 il RG o, meglio, le misure di attivazione da esso previste non producono effetti particolarmente incisivi sull\u2019occupazione (si noti che le variazioni nel tasso di partecipazione alla forza lavoro e nel tasso di disoccupazione sono dello stesso segno, peraltro negativo per i nativi e positivo per gli immigrati). Naturalmente, quest\u2019ultimo risultato va giudicato alla luce della generale contrazione dell\u2019occupazione indotta dalla crisi economica e tenendo conto che, in ogni caso, il RG non genera alcun disincentivo alla partecipazione al mercato del lavoro.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong><span><span>SI PU\u00d2 TRARRE QUALCHE INSEGNAMENTO DALL\u2019ESPERINZA TRENTINA?<\/span><\/span><\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>L\u2019esperienza del RG trentino, in atto, ormai, da 43 mesi, dimostra che \u00e8 possibile dar vita, anche nel nostro Paese, a serie misure contro la povert\u00e0 basate sul criterio dell\u2019universalismo selettivo, ossia capaci di garantire l\u2019accesso ai benefici da esse previsti a tutte le famiglie che si trovano in condizioni di effettive ristrettezze economiche, senza dover ricorrere a poco compassionevoli dinieghi ex post, causati da stime meramente intuitive della platea dei beneficiari e dell\u2019opportuno ammontare delle erogazioni e senza, per questo, far saltare i bilanci pubblici.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>In particolare il RG trentino prova che gli obiettivi appena espressi possono essere raggiunti a condizione: (i) di modulare l\u2019ammontare e la durata delle erogazioni in rapporto alla consistenza dei reali bisogni dei beneficiari; (ii) di controllare sistematicamente il rigoroso rispetto delle condizionalit\u00e0 di accesso alla misura; e (iii) di accompagnarla da interventi di attivazione rispetto al mercato del lavoro. In effetti il costo medio annuo della misura trentina \u00e8 stimabile in 16 milioni di euro, pari a meno di 3 euro al mese per residente. Questa esperienza dimostra, infine, che le misure di reddito minimo richiedono un attento, quasi quotidiano, governo del loro funzionamento al fine di renderle via via pi\u00f9 efficienti, eque ed efficaci.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>Questi risultati possono essere raggiunti solo se al disegno \u201cpolitico\u201d e \u201camministrativo\u201d della misura si accompagna, fin dall\u2019inizio, il disegno \u201ctecnico\u201d della sua valutazione; se quest\u2019ultima si configura anche come rigorosa valutazione degli effetti, improntata alla logica \u201ccontro fattuale\u201d, e non solo come generico monitoraggio di carattere amministrativo e contabile; infine, se gli esiti della valutazione di impatto sono presi in seria considerazione da quanti rivestono le responsabilit\u00e0 politiche e amministrative.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>(*) IRVAPP &#8211; Istituto per la ricerca valutativa sulle politiche pubbliche\u00a0e\u00a0Universita\u2019 di Trento<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>(**)IRVAPP &#8211; Istituto per la ricerca valutativa sulle politiche pubbliche\u00a0e\u00a0Universita\u2019 di\u00a0\u00a0 Padova<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>Note<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>(1) Boeri T. e R. Perotti, \u201c<\/span><\/span><a href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/reddito-di-cittadinanza-e-reddito-minimo-garantito\/\"><span><span>Reddito di cittadinanza e reddito minimo garantito<\/span><\/span><\/a><span><span>\u201d, Lavoce.info, 05.03.2013<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>(2) Vedi recentemente Perazzoli G., \u201cReddito minimo garantito: ce lo chiede l\u2019Europa\u201d, Micromega, 3, 2013, pp. 175-187.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>(3)\u00a0\u00a0 Buona parte delle valutazioni sull\u2019esperienza italiana vengono da Spano P., U. Trivellato e N. Zanini, Le esperienze italiane di misure di contrasto della povert\u00e0: che cosa possiamo imparare?, Quaderno tecnico n 1, 2013, che sar\u00e0 presto disponibile nei siti di Acli e Caritas.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>(4)\u00a0\u00a0 Cerea G., \u201c<\/span><\/span><a href=\"http:\/\/www.lavoce.info\/il-reddito-minimo-si-puo-fare\/\"><span><span>Il reddito minimo? Si pu\u00f2 fare<\/span><\/span><\/a><span><span>\u201d, Lavoce.info, 15.03.2013<\/span><\/span><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel dibattito politico si riaffaccia il tema del reddito minimo (garantito, di inserimento, di solidariet\u00e0 attiva, di inclusione, o come lo si voglia chiamare). 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