{"id":2581,"date":"2018-01-23T11:10:26","date_gmt":"2018-01-23T10:10:26","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/la-paradossale-vicenda-della-buona-scuola\/"},"modified":"2018-01-23T11:10:26","modified_gmt":"2018-01-23T10:10:26","slug":"la-paradossale-vicenda-della-buona-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/la-paradossale-vicenda-della-buona-scuola\/","title":{"rendered":"La paradossale vicenda della &#8221; Buona Scuola&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Un bilancio critico delle politiche scolastiche della legislatura che si sta chiudendo deve per forza concentrarsi prevalentemente sulla Buona Scuola del governo Renzi. Il breve tempo del governo Letta ha, infatti, lasciato, pochissime tracce nel mondo dell\u2019istruzione; mentre ci\u00f2 che hanno fatto per la scuola il governo Gentiloni e in particolare la ministra Valeria Fedeli, dopo la caduta di Renzi, va in larga misura letto come un tentativo di riparare all\u2019eredit\u00e0, carica di problemi e tensioni, della stessa Buona Scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Il fallimento della Buona Scuola<\/strong>. Da un punto di vista politico, la riforma della Buona Scuola ha avuto esiti, a dir poco, paradossali. Annunciata nell\u2019autunno 2014, fortissimamente voluta dallo stesso presidente del Consiglio, presentata come il \u201cfiore all\u2019occhiello\u201d di un governo che, dopo i grandi tagli del centro-destra con Gelmini e Tremonti, ritornava a investire importanti risorse pubbliche (3 miliardi all\u2019anno) sull\u2019istruzione, fondata sul duplice ambiziosissimo obiettivo di migliorare la qualit\u00e0 degli apprendimenti e insieme risolvere storici problemi relativi al corpo insegnante, diventata legge (107\/2015) nell\u2019estate 2015, la Buona Scuola ha fallito su quasi ogni fronte, scontentando tutti:\u00a0 le famiglie e gli studenti, prima di tutto, che, invece di una didattica rinnovata e di una maggiore continuit\u00e0 nella docenza, hanno visto con sgomento trascorrere i due anni scolastici successivi all\u2019approvazione della legge in un caos organizzativo che ha pochi eguali nella storia italiana recente; gli insegnanti, che pure dovevano esserne i primi beneficiari e che invece ben presto, con proteste e scioperi, le si sono rivoltati contro, timorosi delle varie novit\u00e0, a partire dai trasferimenti dal sud al nord, e preoccupati dei maggiori poteri assegnati, almeno sulla carta, ai presidi; i dirigenti scolastici, che si aspettavano acquisire con la legge maggiori responsabilit\u00e0, specie nella scelta dei docenti, ma si sono invece trovati con pi\u00f9 oneri organizzativi e burocratici di prima.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Attraverso un breve sunto dei temi su cui la legge 107 \u00e8 risultata inadeguata rispetto ai bisogni della scuola, cerchiamo di capire perch\u00e9 si pu\u00f2 definire un\u2019occasione perduta, purtroppo l\u2019ennesima.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>In primo luogo, la Buona Scuola sar\u00e0 ricordata soprattutto per la decisione di assumere in blocco decine di migliaia di insegnanti precari (nelle intenzioni circa 120mila, nei fatti circa 90mila), con l\u2019argomento che cos\u00ec il cronico fenomeno del precariato sarebbe stato risolto con un taglio netto, rispondendo anche agli obblighi di una sentenza europea. Ora, ci si pu\u00f2 legittimamente chiedere \u2013 alla luce del confronto con altri sistemi e della tendenza alla diminuzione della popolazione scolastica nel nostro Paese &#8211; se la scuola italiana avesse davvero bisogno di tanti nuovi docenti. Ma se anche cos\u00ec fosse, certo costoro avrebbero dovuto avere un profilo professionale in grado di rispondere per il futuro prossimo alla domanda di un insegnamento di migliore qualit\u00e0.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Invece, le assunzioni sono state decise in modo scriteriato e senza una reale possibilit\u00e0 di conseguire un miglioramento. Invece di ragionare su quali insegnanti servivano per rinnovare una didattica che in Italia \u00e8 arretrata \u2013 come risulta dalle rilevazioni internazionali e dalla stessa percezione dei nostri insegnati \u2013 si \u00e8 partiti dalla presunta necessit\u00e0 di assumere, subito e tutta insieme, una specifica categoria di insegnanti precari, quelli delle Graduatorie ad esaurimento, ai quali una improvvida normativa di molti anni prima aveva promesso l\u2019assunzione al di fuori del normale canale concorsuale.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Ma spesso i docenti delle GAE non possedevano la formazione e i profili professionali richiesti dalle scuole; inoltre, molti di loro negli anni precedenti all\u2019assunzione avevano insegnato poco o nulla, risalendo la loro iscrizione alle liste a decenni prima. Va poi detto che, concentrandosi sulle GAE, si \u00e8 creata un\u2019ingiustizia rispetto alle centinaia di migliaia di docenti precari con caratteristiche simili, come quelli di istituto di seconda fascia, ma esclusi dalla sanatoria. Non si pu\u00f2 naturalmente generalizzare, per\u00f2 il dubbio che questi nuovi insegnanti &#8211; messi in ruolo tutti insieme e senza alcuna verifica \u2013 non fossero per nulla adeguati al ruolo richiesto \u00e8 stato forte sin dall\u2019inizio.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Inoltre, si \u00e8 purtroppo avverato quello che la Fondazione Agnelli aveva segnalato, \u2013 con dati e analisi &#8211; all\u2019inizio del 2015, sei mesi prima dell\u2019approvazione della legge, come il rischio del <em>mismatch<\/em> territoriale. In due parole, si pu\u00f2 riassumere cos\u00ec: le cattedre da coprire sono al nord, dove ancora per qualche anno la popolazione studentesca sar\u00e0 in leggera crescita o almeno stabile, mentre i docenti in attesa di un posto sono prevalentemente al sud, dove studenti e classi diminuiscono di anno in anno. Pi\u00f9 in dettaglio, data la composizione delle GAE, non era difficile prevedere che, nonostante la pi\u00f9 massiccia immissione in ruolo degli ultimi 30-40 anni, non sarebbe stato possibile assegnare migliaia di cattedre nelle regioni del nord e in alcune materie: su tutte, ma non solo, matematica e scienze alle medie. Problema aggravato dalla manifesta indisponibilit\u00e0 di molti neoassunti di trasferirsi nelle regioni e nelle scuole dove servivano. O, qualora il trasferimento fosse formalmente stato accettato, dalla ricerca di ogni possibile mezzo per ritornare al pi\u00f9 presto a casa. Fenomeno non nuovo, ma riesploso con la vibrante polemica sulle \u201cdeportazioni\u201d nell\u2019estate-autunno 2016.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>In conclusione, molti precari assunti con la 107 non sono per profilo professionale e per residenza geografica in grado di soddisfare i bisogni reali delle scuole. Bisogni che, come in passato, in questi due anni e mezzo dall\u2019approvazione della legge sono stati ancora appagati dai supplenti, che si voleva invece ridurre al minimo. Non a caso il precariato nella scuola non \u00e8 affatto rientrato entro limiti fisiologici n\u00e9 le GAE sono scomparse. Alle scuole continuano a servire \u2013 anche dopo l\u2019ultimo concorso nel 2016 \u2013 80.000 supplenti annuali, con buona pace della continuit\u00e0 didattica.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>In secondo luogo, sono risultate inadeguate le scelte di rafforzamento e di integrazione dei curricoli proposte dalla Buona Scuola. Non \u00e8 possibile qui entrare nel merito di ciascuno, ma in generale gli interventi sono sembrati motivati non tanto da una visione lungimirante di quali debbano essere le conoscenze e le competenze indispensabili agli studenti italiani per i prossimi decenni, ma pi\u00f9 strumentalmente dall\u2019urgenza di trovare una cattedra a quei precari che hanno la sventura di appartenere alle classi di concorso pi\u00f9 affollate. Che nelle nostre scuole si debba insegnare pi\u00f9 arte, pi\u00f9 musica e pi\u00f9 educazione alla legalit\u00e0 \u00e8 probabilmente giusto, ma ci si doveva arrivare per scelta culturale e pedagogica, non perch\u00e9 c\u2019erano troppi docenti di musica e di diritto da assumere. Nuovamente, si \u00e8 cercato di fare passare come miglioramento della qualit\u00e0 dell\u2019istruzione in Italia quello che, in realt\u00e0, era un problema \u2013 serio e urgente, ma sostanzialmente diverso \u2013 di mercato del lavoro degli insegnanti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>In terzo luogo, non si \u00e8 capito perch\u00e9 la legge abbia rinunciato a \u201cpremiare il merito\u201d dei docenti attraverso la costruzione di un articolato percorso di carriera e di crescita retributiva. Questa ambizione \u00e8 stata anzi la prima a venire meno. Il governo all\u2019inizio si era proposto di \u201cscambiare\u201d le assunzioni con l\u2019abolizione degli scatti di anzianit\u00e0, da sempre unico criterio di carriera e retribuzione per il docente italiano. Ma il proposito \u00e8 stato ben presto dimenticato e ci\u00f2 che di \u201cmerito\u201d \u00e8 rimasto nella legge \u00e8 poca roba e mal congegnato: un bonus una tantum (i famosi 200 milioni), di difficile realizzazione. Anche se non abbiamo ancora un\u2019analisi di come \u00e8 stata assegnata la prima tornata dei bonus, sappiamo dalla sperimentazione VSQ, voluta dallo stesso MIUR con il ministro Gelmini e condotta in 77 scuole medie, a cui era stata concessa ampia libert\u00e0 nei criteri con cui distribuire il premio, che quasi la met\u00e0 degli istituti ha preferito suddividerlo \u201ca pioggia\u201d fra tutto il personale, inclusi i docenti delle primarie e gli ATA. Il rapporto di monitoraggio della sperimentazione, realizzato dalla Fondazione Agnelli, ci dice che molte istituzioni scolastiche continuano a rifiutare la logica premiale del singolo docente.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Analogo discorso pu\u00f2 essere fatto per i dirigenti scolastici. La Buona Scuola voleva fare un primo timido passo per dare loro la possibilit\u00e0 di scegliersi almeno in parte il personale docente. Si badi, non era un potere di assunzione, come in altri paesi, ma la pi\u00f9 limitata facolt\u00e0 di individuare fra i docenti gi\u00e0 assunti quelli che per profilo professionale potevano risultare pi\u00f9 adatti a perseguire gli obiettivi di miglioramento del proprio istituto. Ma, anche in questo caso, un\u2019ondata di proteste ha portato il Governo a mettere cos\u00ec tanti vincoli alla cosiddetta \u201cchiamata diretta\u201d da cancellare quasi del tutto il carattere innovativo della norma.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Che cosa resta di buono della Buona Scuola? Sicuramente le misure per una strutturata e diffusa alternanza scuola-lavoro. In qualche modo, ci si \u00e8 ispirati al sistema tedesco, che in questi anni ha contribuito a contenere i rischi della disoccupazione giovanile: pi\u00f9 che uno strumento di orientamento, l\u2019idea \u00e8 che gli studenti abbiano un primo contatto con il mondo al di fuori delle aule scolastiche, apprendendo i tipi di comportamento richiesti dagli ambienti di lavoro. Ma se \u00e8 ancora troppo presto per dire se l\u2019applicazione in Italia di una seria alternanza scuola-lavoro avr\u00e0 successo, certo l\u2019applicazione finora \u00e8 stata a macchia di leopardo, con progetti di grande interesse e altri oggetto di violente controversie. In ogni caso, molto dipende dalle risorse che saranno effettivamente messe in campo, ma anche dalla maturit\u00e0 e dalla capacit\u00e0 culturale del mondo della scuola e delle imprese di dare gambe e continuit\u00e0 alla novit\u00e0 normativa.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Luci e ombre del ministero Fedeli.<\/strong> Diventata ministra con il governo Gentiloni dopo il referendum che fece cadere Renzi, Valeria Fedeli non \u00e8 stata con le mani in mano. Palesemente, il suo mandato politico aveva due obiettivi: ricucire &#8211; dopo gli strappi della legge 107 e le polemiche che ne erano seguite \u2013 con il mondo della scuola, in particolare, con i docenti; fare partire dignitosamente il nuovo anno scolastico e cos\u00ec tranquillizzare le famiglie. Il bilancio \u00e8, nel complesso, positivo; ma la ministra ha dovuto smontare parti significative della riforma, come la chiamata diretta. Inoltre, \u00e8 riuscita finalmente a fare partire, sia pure con grande ritardo, il concorso per l\u2019assunzione di nuovi dirigenti scolastici, che il proliferare della piaga delle reggenze (un DS a capo di pi\u00f9 istituti, con tutti le problematiche della situazione) rendeva assolutamente necessario.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Mentre ci si chiede se, prima delle elezioni, riuscir\u00e0 anche a chiudere il nuovo contratto, nel frattempo Fedeli ha messo il suo nome alla realizzazione di due novit\u00e0 importanti, gi\u00e0 previste dalla Buona Scuola. La prima da valutare positivamente, la seconda meno.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Con un decreto dell\u2019aprile 2017, \u00e8 nato finalmente un sistema integrato dei servizi educativi per i bambini da 0 a 6 anni. Nella nuova logica, nidi e scuole dell\u2019infanzia non sono pi\u00f9 solo luoghi di custodia, ma il primo importante passo del cammino educativo di una persona. Il decreto fissa obiettivi ambiziosi \u2013 il 33% dei bambini accolti anche nelle regioni del Sud &#8211; e alza lo standard della preparazione delle educatrici: certamente richiede risorse notevoli e un miglior coordinamento fra stato e enti locali, ma rappresenta un significativo passo avanti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Il secondo provvedimento \u00e8 non meno rilevante: si occupa infatti di come formare e reclutare gli insegnanti delle scuole secondarie. L\u2019assenza in Italia di un percorso unico e rigoroso (al posto di quelli &#8211; SSIS, corsi-concorsi, TFA e PAS &#8211; che si sono sovrapposti negli ultimi decenni, talvolta con esiti poco seri) \u00e8 un nodo irrisolto, a cui ricondurre in ultima istanza la qualit\u00e0 inadeguata della nostra scuola. Il modello proposto nel decreto non sembra purtroppo in grado di formare insegnanti pi\u00f9 preparati e adatti ai bisogni della scuola nei prossimi decenni.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Il nuovo percorso delineato dalla Buona Scuola prevede che, dopo la laurea magistrale disciplinare (inclusi pochi crediti di pedagogia e didattica), si venga assunti come insegnante a tempo determinato attraverso un concorso. Dopo l\u2019assunzione il docente dovr\u00e0 fare un master universitario annuale e due anni di tirocinio; a quel punto verr\u00e0 &#8211; pressoch\u00e9 automaticamente &#8211; messo in ruolo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>La proposta ha molti difetti, inclusa la previsione di un percorso troppo lungo (come minimo 8 anni) rispetto ai modelli europei. Ma l\u2019errore pi\u00f9 grave consiste nella riproposizione di un antico vizio nazionale: prima la teoria, poi la pratica. Che cosa ci si aspetta oggi da un buon docente? Primo, sapere ci\u00f2 che insegna e saperlo insegnare, ossia un giusto dosaggio di conoscenze disciplinari e capacit\u00e0 didattiche. Secondo, stare in classe con carattere ed equilibrio, sapendo relazionarsi con gli studenti e anche con i colleghi, perch\u00e9 oggi la scuola ha bisogno di docenti che sappiano fare squadra, non di bravi conferenzieri nel chiuso dell\u2019aula. Infine, capacit\u00e0 di dialogo con le famiglie, per rifondare un\u2019alleanza che si sta sfaldando. La costruzione di queste competenze richiede esperienze pratiche, a contatto diretto con la scuola e con i ragazzi reali. Nel resto d\u2019Europa questo si comincia a farlo gi\u00e0 mentre si studia e <em>precede <\/em>il momento in cui lo Stato assume il docente; nel nuovo sistema, invece, tutta la formazione pratica e il tirocinio avverranno <em>dopo <\/em>il concorso. In tal modo, la selezione sar\u00e0 basata sulla conoscenza della teoria e non potr\u00e0 mai dirci se il candidato, magari ferratissimo nella propria materia, \u00e8 davvero capace di insegnarla e di stare bene in classe tutte le mattine. E dopo l\u2019assunzione da concorso sar\u00e0 quasi impossibile impedire il passaggio in ruolo del docente che si riveli inadatto.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Conclusione. <\/strong>In queste pagine si \u00e8 argomentato che la legislatura appena terminata ha avuto la grande opportunit\u00e0 di fare una riforma della scuola che portasse a un significativo miglioramento dei livelli di apprendimento dei nostri studenti, soprattutto a partire dalle medie, ma non l\u2019ha sfruttata, limitandosi a assumere a tempo indeterminato una particolare classe di docenti precari, quelli iscritti alle GAE. L\u2019infelice esito della Buona Scuola non \u00e8 dovuto, come spesso si sostiene, alla realizzazione sbagliata da parte del Miur di una legge altrimenti ben congegnata, bens\u00ec a errori nel disegno originale delle norme, frutto di mancanza di competenze e di una buona dose di approssimazione. I danni prodotti dalla Buona scuola rischiano di essere seri e duraturi: in particolare, vista la veemenza della rivolta dei docenti del 2015, \u00e8 difficile pensare che i prossimi Governo e Parlamento avranno il coraggio di sfidare ancora il mondo della scuola per riformare sistema scolastico.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Eppure, la scuola italiana non pu\u00f2 fare a meno di profondi cambiamenti, anche al costo dell\u2019impopolarit\u00e0. Il ritardo sugli apprendimenti che la separa dal resto dei paesi avanzati non accenna a ridursi: anzi, il rischio \u00e8 che la situazione si incancrenisca, ampliando il gap. Di conseguenza, \u00e8 auspicabile che la prossima legislatura metta mano ad aspetti cruciali, come la carriera dei docenti, l\u2019allungamento del tempo scuola a partire dalle medie, la revisione dei cicli scolastici, l\u2019aggiornamento dei curriculi alle superiori, una maggior possibilit\u00e0 di selezione degli insegnanti da parte delle singole istituzioni scolastiche. Si tratta evidentemente di nodi complessi da sciogliere, anche alla luce dei trend demografici, che vedranno in futuro una riduzione della popolazione scolastica in tutte le aree del Paese; ma, senza interventi decisi e lungimiranti, i divari territoriali e sociali che attraversano la scuola italiana finirebbero con il condannarla a un inevitabile declino.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span>*Presidente Fondazione Agnelli\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un bilancio critico delle politiche scolastiche della legislatura che si sta chiudendo deve per forza concentrarsi prevalentemente sulla Buona Scuola del governo Renzi. Il breve tempo del governo Letta ha, infatti, lasciato, pochissime tracce nel mondo dell\u2019istruzione; mentre ci\u00f2 che hanno fatto per la scuola il governo Gentiloni e in particolare la ministra Valeria Fedeli, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2580,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-2581","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-newsletter"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>La paradossale vicenda della &#039;&#039; Buona Scuola&#039;&#039; - Nuovi Lavori<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/la-paradossale-vicenda-della-buona-scuola\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"La paradossale vicenda della &#039;&#039; Buona Scuola&#039;&#039; - Nuovi Lavori\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Un bilancio critico delle politiche scolastiche della legislatura che si sta chiudendo deve per forza concentrarsi prevalentemente sulla Buona Scuola del governo Renzi. Il breve tempo del governo Letta ha, infatti, lasciato, pochissime tracce nel mondo dell\u2019istruzione; mentre ci\u00f2 che hanno fatto per la scuola il governo Gentiloni e in particolare la ministra Valeria Fedeli, [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/la-paradossale-vicenda-della-buona-scuola\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Nuovi Lavori\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2018-01-23T10:10:26+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/images_buonascuola.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"446\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"449\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Lia\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Lia\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"12 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/la-paradossale-vicenda-della-buona-scuola\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/la-paradossale-vicenda-della-buona-scuola\/\"},\"author\":{\"name\":\"Lia\",\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#\/schema\/person\/381e9894ea394d41738d8d55e63fc0da\"},\"headline\":\"La paradossale vicenda della &#8221; Buona Scuola&#8221;\",\"datePublished\":\"2018-01-23T10:10:26+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/la-paradossale-vicenda-della-buona-scuola\/\"},\"wordCount\":2481,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/la-paradossale-vicenda-della-buona-scuola\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/images_buonascuola.jpg\",\"articleSection\":[\"Newsletter\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/la-paradossale-vicenda-della-buona-scuola\/#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/la-paradossale-vicenda-della-buona-scuola\/\",\"url\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/la-paradossale-vicenda-della-buona-scuola\/\",\"name\":\"La paradossale vicenda della '' Buona Scuola'' - Nuovi Lavori\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/la-paradossale-vicenda-della-buona-scuola\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/la-paradossale-vicenda-della-buona-scuola\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/images_buonascuola.jpg\",\"datePublished\":\"2018-01-23T10:10:26+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/la-paradossale-vicenda-della-buona-scuola\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/la-paradossale-vicenda-della-buona-scuola\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/la-paradossale-vicenda-della-buona-scuola\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/images_buonascuola.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/images_buonascuola.jpg\",\"width\":446,\"height\":449},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/la-paradossale-vicenda-della-buona-scuola\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Newsletter\",\"item\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/category\/newsletter\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":3,\"name\":\"La paradossale vicenda della &#8221; Buona Scuola&#8221;\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/\",\"name\":\"Nuovi Lavori\",\"description\":\"\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#organization\",\"name\":\"Nuovi Lavori\",\"url\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#\/schema\/logo\/image\/\",\"url\":\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/images_logonl.jpg\",\"contentUrl\":\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/images_logonl.jpg\",\"width\":400,\"height\":327,\"caption\":\"Nuovi Lavori\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#\/schema\/logo\/image\/\"},\"sameAs\":[\"https:\/\/www.youtube.com\/user\/newsletteranl\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#\/schema\/person\/381e9894ea394d41738d8d55e63fc0da\",\"name\":\"Lia\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1c1ab5e88d6553d3bd7303b8f064565e43a5f4bcf8fa0acc18820db78be45882?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1c1ab5e88d6553d3bd7303b8f064565e43a5f4bcf8fa0acc18820db78be45882?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1c1ab5e88d6553d3bd7303b8f064565e43a5f4bcf8fa0acc18820db78be45882?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Lia\"},\"url\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/author\/lia\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"La paradossale vicenda della '' Buona Scuola'' - Nuovi Lavori","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/la-paradossale-vicenda-della-buona-scuola\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"La paradossale vicenda della '' Buona Scuola'' - Nuovi Lavori","og_description":"Un bilancio critico delle politiche scolastiche della legislatura che si sta chiudendo deve per forza concentrarsi prevalentemente sulla Buona Scuola del governo Renzi. Il breve tempo del governo Letta ha, infatti, lasciato, pochissime tracce nel mondo dell\u2019istruzione; mentre ci\u00f2 che hanno fatto per la scuola il governo Gentiloni e in particolare la ministra Valeria Fedeli, [&hellip;]","og_url":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/la-paradossale-vicenda-della-buona-scuola\/","og_site_name":"Nuovi Lavori","article_published_time":"2018-01-23T10:10:26+00:00","og_image":[{"width":446,"height":449,"url":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/images_buonascuola.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Lia","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"Lia","Tempo di lettura stimato":"12 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/la-paradossale-vicenda-della-buona-scuola\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/la-paradossale-vicenda-della-buona-scuola\/"},"author":{"name":"Lia","@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#\/schema\/person\/381e9894ea394d41738d8d55e63fc0da"},"headline":"La paradossale vicenda della &#8221; Buona Scuola&#8221;","datePublished":"2018-01-23T10:10:26+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/la-paradossale-vicenda-della-buona-scuola\/"},"wordCount":2481,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/la-paradossale-vicenda-della-buona-scuola\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/images_buonascuola.jpg","articleSection":["Newsletter"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/la-paradossale-vicenda-della-buona-scuola\/#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/la-paradossale-vicenda-della-buona-scuola\/","url":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/la-paradossale-vicenda-della-buona-scuola\/","name":"La paradossale vicenda della '' Buona Scuola'' - Nuovi Lavori","isPartOf":{"@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/la-paradossale-vicenda-della-buona-scuola\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/la-paradossale-vicenda-della-buona-scuola\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/images_buonascuola.jpg","datePublished":"2018-01-23T10:10:26+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/la-paradossale-vicenda-della-buona-scuola\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/la-paradossale-vicenda-della-buona-scuola\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/la-paradossale-vicenda-della-buona-scuola\/#primaryimage","url":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/images_buonascuola.jpg","contentUrl":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/images_buonascuola.jpg","width":446,"height":449},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/la-paradossale-vicenda-della-buona-scuola\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Newsletter","item":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/category\/newsletter\/"},{"@type":"ListItem","position":3,"name":"La paradossale vicenda della &#8221; Buona Scuola&#8221;"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#website","url":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/","name":"Nuovi Lavori","description":"","publisher":{"@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#organization","name":"Nuovi Lavori","url":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/images_logonl.jpg","contentUrl":"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/images_logonl.jpg","width":400,"height":327,"caption":"Nuovi Lavori"},"image":{"@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.youtube.com\/user\/newsletteranl"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#\/schema\/person\/381e9894ea394d41738d8d55e63fc0da","name":"Lia","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1c1ab5e88d6553d3bd7303b8f064565e43a5f4bcf8fa0acc18820db78be45882?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1c1ab5e88d6553d3bd7303b8f064565e43a5f4bcf8fa0acc18820db78be45882?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1c1ab5e88d6553d3bd7303b8f064565e43a5f4bcf8fa0acc18820db78be45882?s=96&d=mm&r=g","caption":"Lia"},"url":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/author\/lia\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2581","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2581"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2581\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2580"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2581"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2581"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2581"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}