{"id":26,"date":"2013-05-22T13:28:27","date_gmt":"2013-05-22T11:28:27","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/troppo-diverse-le-proposte-in-campo-avviare-la-nuova-social-card\/"},"modified":"2013-05-22T13:28:27","modified_gmt":"2013-05-22T11:28:27","slug":"troppo-diverse-le-proposte-in-campo-avviare-la-nuova-social-card","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/troppo-diverse-le-proposte-in-campo-avviare-la-nuova-social-card\/","title":{"rendered":"Troppo diverse le proposte in campo, avviare la nuova social card"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span><span><span>La disoccupazione crescente, l\u2019allargarsi del disagio sociale, l\u2019ampliamento dell\u2019area delle famiglie in condizioni di difficolt\u00e0, che nel nostro Paese si caratterizza per alcune peculiarit\u00e0, una fra tutte l\u2019accentuata povert\u00e0 nelle coorti di et\u00e0 estreme ,anziani e minori<\/span><\/span><\/span><span><a name=\"_ftnref1\" href=\"http:\/\/www.nuovi-lavori.it\/Newsletter\/article.asp?qid=1307&amp;sid=116#_ftn1\" title=\"\"><\/a><\/span><span><span><a name=\"_ftnref1\" href=\"http:\/\/www.nuovi-lavori.it\/Newsletter\/article.asp?qid=1307&amp;sid=116#_ftn1\" title=\"\"><\/a><\/span><span><a name=\"_ftnref1\" href=\"http:\/\/www.nuovi-lavori.it\/Newsletter\/article.asp?qid=1307&amp;sid=116#_ftn1\" title=\"\">[1]<\/a>, hanno portato l\u2019attenzione su misure di carattere assistenziale di contrasto alla povert\u00e0.<\/span><\/span><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div><span><span><span>Si tratta di un\u2019idea che, nella forma di un reddito minimo garantito di\u00a0<\/span><span>mille euro al mese per tre anni<\/span><span>, spicca con forza nel programma elettorale del Movimento 5 Stelle,\u00a0che compare nella relazione finale dei saggi<\/span><\/span><\/span><span><a name=\"_ftnref2\" href=\"http:\/\/www.nuovi-lavori.it\/Newsletter\/article.asp?qid=1307&amp;sid=116#_ftn2\" title=\"\"><\/a><span><span><a name=\"_ftnref2\" href=\"http:\/\/www.nuovi-lavori.it\/Newsletter\/article.asp?qid=1307&amp;sid=116#_ftn2\" title=\"\">[2]<\/a>\u00a0nominati dal capo dello Stato, in cui si chiede \u00abla revisione dell&#8217;assistenza e l&#8217;eventuale introduzione di un reddito minimo di inserimento\u00bb e che, da ultimo, \u00e8 stata evocata dal neo presidente del Consiglio\u00a0<\/span><\/span><span><span><strong><a href=\"http:\/\/www.blitzquotidiano.it\/opinioni\/lucio-fero-opinioni\/grillo-berlusconi-bersani-programma-governo-ninna-nanna-letta-1546746\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><span>Enrico Letta<\/span><\/strong><\/a><\/strong>\u00a0nel suo primo discorso alla Camera<\/span><\/span><a name=\"_ftnref3\" href=\"http:\/\/www.nuovi-lavori.it\/Newsletter\/article.asp?qid=1307&amp;sid=116#_ftn3\" title=\"\"><\/a><\/span><span><span><a name=\"_ftnref3\" href=\"http:\/\/www.nuovi-lavori.it\/Newsletter\/article.asp?qid=1307&amp;sid=116#_ftn3\" title=\"\"><\/a><\/span><span><a name=\"_ftnref3\" href=\"http:\/\/www.nuovi-lavori.it\/Newsletter\/article.asp?qid=1307&amp;sid=116#_ftn3\" title=\"\">[3]<\/a>, che ha parlato di un \u201creddito minimo per le famiglie bisognose con figli piccoli\u201d.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>La discussione, come sottolineato da diversi studiosi, rischia di essere affrontata\u00a0in maniera non corretta utilizzando in modo indistinto strumenti che hanno natura, obiettivi e beneficiari diversi tra loro. Non entriamo qui nel dettaglio delle diverse risposte che vengono date, nel dibattito e nelle singole situazioni europee, al problema della povert\u00e0 (dal reddito di cittadina, al basic income, al salario sociale ai pi\u00f9 selettivi reddito minimo garantito e reddito minimo di inserimento,) ma ci limitiamo a descrivere alcune delle proposte di livello nazionale formalmente in campo in questo momento.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><strong>Le proposte di legge sul reddito minimo di inserimento<\/strong><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><br \/>Sotto la dicitura di \u201creddito minimo\u201d si possono infatti celare impostazioni anche molto diverse, come \u00e8 reso evidente da una rapida descrizione delle due proposte di legge presentate nella presente legislatura, una di iniziativa popolare ed una del PD, mentre il Movimento Cinque Stelle non ha ancora formalizzato le proposte presentate in campagna elettorale.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><br \/>La prima proposta di legge di iniziativa popolare\u00a0(con oltre 50.000 firme raccolte da circa 170 associazioni) punta ad istituire \u00a0un reddito minimo di cittadinanza di 600 euro mensili. Il finanziamento viene posto a carico della\u00a0fiscalit\u00e0 generale, senza una stima dei costi.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><br \/>La seconda iniziativa, di alcuni deputati Pd, fa riferimento ancora ad un reddito di cittadinanza (500 euro mensili)\u00a0ma con requisiti pi\u00f9 stretti ed \u00e8 presentata in forma di sperimentazione delimitata sia temporalmente, con una durata di due anni e mezzo, dal 2013 al 2015, sia territorialmente, con\u00a0priorit\u00e0 alle regioni con\u00a0pi\u00f9 alti\u00a0<\/span><\/span><span><span><a href=\"http:\/\/www.huffingtonpost.it\/2013\/02\/01\/istat-disoccupazione-record_n_2596696.html\" target=\"_hplink\" rel=\"noopener\"><span>tassi di disoccupazione<\/span><\/a>\u00a0 e di\u00a0povert\u00e0 assoluta. In entrambi i progetti di legge il reddito minimo spetterebbe ad individui dai 18 anni fino all\u2019et\u00e0 pensionabile,\u00a0disoccupati o anche con occupazione precaria, purch\u00e8 con reddito personale imponibile\u00a0non superiore ad 8 mila euro nel primo caso ed\u00a0Isee non superiore a 6.880 euro, nel secondo. La sperimentalit\u00e0, nonch\u00e8 la previsione di un importo del sussidio inferiore e di una individuazione della soglia \u00a0commisurata alla condizione economica familiare, individuata tramite Isee, rispetto alla proposta di iniziativa popolare consentono alla proposta Pd di\u00a0\u201ccontenere\u201d la spesa annua a 2 miliardi di euro, mentre per l\u2019altra proposta, come gi\u00e0 detto, non vengono quantificati i costi.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><br \/>La seconda proposta si differenzia dalla prima anche perch\u00e9 il reddito minimo viene condizionato all\u2019accettazione di un percorso di inserimento lavorativo o di un lavoro, anche a termine, mentre nella proposta di iniziativa popolare vi \u00e8 una stringente condizione di congruit\u00e0, vale a dire che anche in quel caso si perde il diritto al reddito minimo se\u00a0non si accetta un\u2019offerta di lavoro, ma solo se tale offerta \u00e8 \u201ccongrua\u201d rispetto al precedente lavoro e rispetto alle competenze, anche informali, possedute.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>\u00a0<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>Si tratta di differenze\u00a0non di poco conto.<strong>\u00a0\u00a0<\/strong>Vale la pena accennare al fatto che la prima delle due proposte descritte, quella di iniziativa popolare, contiene una delega a riordinare la disciplina delle prestazioni assistenziali erogate dallo Stato, in modo da renderle coerenti con l\u2019istituzione del reddito minimo garantito prevista nella presente legge,\u00a0una delega al Governo per riformare la disciplina degli ammortizzatori sociali, una delega al Governo per l\u2019introduzione di un salario minimo.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><br \/>Quest\u2019ultima proposta \u00e8 del tutto inopportuna nella situazione italiana, laddove si consideri l\u2019amplissima copertura della contrattazione collettiva, il cui ruolo insostituibile sarebbe indebolito.\u00a0Per quanto riguarda il riordino degli ammortizzatori sociali, si tratta di una proposta quanto meno intempestiva. La\u00a0tematica \u00e8 stata infatti positivamente affrontata meno di un anno fa dalla riforma Fornero, la quale unifica le precedenti indennit\u00e0\u00a0di disoccupazione\u00a0nella nuova Aspi, che copre anche le tipologie flessibili ed i lavori brevi e stagionali,\u00a0ed affida a Fondi bilaterali di solidariet\u00e0,\u00a0creati sulla base di accordi di settore, il compito di estendere la cassa integrazione ai settori che oggi ne sono privi. La riforma non va modificata, va semmai attuata, senza voler negare le difficolt\u00e0 di creare i previsti fondi contrattuali, ma senza con questo rinunciare a coglierne le grandi opportunit\u00e0.\u00a0E\u2019 appena il caso di sottolineare che gli ammortizzatori sociali, per la loro stessa\u00a0funzione, in tutti i sistemi sono necessariamente \u00a0condizionati alla disponibilit\u00e0 a lavorare.<\/span><\/span><span><span><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/span><span><span><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><strong>Il ruolo del workfare<\/strong><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>Certamente il condizionamento all\u2019accettazione di un lavoro pu\u00f2 essere pi\u00f9 o meno stringente a seconda della platea di beneficiari che viene presa in considerazione.\u00a0<\/p>\n<p>Ma certamente in forme di reddito minimo come quelle descritte deve essere un collegamento piuttosto stretto.\u00a0<\/p>\n<p>Vanno infatti tenute presenti le possibili conseguenze di forme troppo \u201clarghe\u201d, quali quelle assimilabili al reddito di cittadinanza, che divaricano la dimensione economica del trasferimento da quella lavorativa: il rischio di favorire forme di elusione e di lavoro irregolare, il rischio di scoraggiare il lavoro part-time e il lavoro occasionale, il rischio di abbandono del mercato da parte del lavoro femminile, il rischio di rinuncia al lavoro da parte dei soggetti svantaggiati e pi\u00f9 in generale di scoraggiamento nella ricerca di occupazione, nonch\u00e8 l\u2019elevata disomogeneit\u00e0 dei mercati del lavoro e dei tassi di occupazione presenti nelle diverse regioni italiane.\u00a0<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><br \/>Versioni molto spinte come quelle che vanno verso il reddito di cittadinanza e che non prevedono, di fatto, forme di workfare, quelle tradizionalmente sostenute da movimenti di sinistra,\u00a0rischiano di saldarsi con correnti di pensiero esattamente opposte che, privilegiando una forma di sostegno basata sulla mera erogazione monetaria, rinunciano al pieno inserimento sociale di alcuni soggetti deboli o comunque accettano minori garanzie retributiveola fuoriuscita dal mondo del lavoro.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><br \/>Semmai in Italia la questione \u00e8 che le forme di condizionamento all\u2019accettazione di un lavoro non sono accompagnate dalla capacit\u00e0 del sistema dei servizi per l\u2019impiego, al di l\u00e0 dell\u2019attuale lunga fase di recessione, di proporre percorsi di inserimento\/reinserimento lavorativo.\u00a0<\/p>\n<p>Questo \u00e8 stato evidenziato dai maldestri tentativi degli ultimi anni, dettati anche dalle raccomandazioni dell\u2019UE sulla flexsecurity, di inserire i percettori di ammortizzatori sociali in percorsi di politiche attive, che, quando sono stati realizzati, \u00a0si sono spesso dimostrati poco mirati sia rispetto ai fabbisogni professionali del mercato che rispetto alle esigenze di occupabilit\u00e0 degli individui.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><strong>Le misure di contrasto alla povert\u00e0 in un\u2019ottica di approccio integrato<\/strong><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><span>Fare chiarezza sulla diversit\u00e0 di obiettivi e beneficiari \u00a0delle diverse proposte in campo \u00e8 essenziale per recuperare in termini di efficacia delle politiche quello \u201cspread\u201d negativo che il nostro Paese registra rispetto al resto dell\u2019Europa, ma anche per affrontare la non secondaria questione della sostenibilit\u00e0 finanziaria.<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><span><br \/>Parlare di misure di contrasto alla povert\u00e0 \u00e8 cosa diversa dal riferirsi alle misure di reddito minimo appena viste e, dati i notevoli problemi di sostenibilit\u00e0 finanziaria, \u00e8 indispensabile riferirsi a misure molto selettive che affrontino la multidimensionalit\u00e0 dell\u2019esclusione sociale.<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><br \/>In tal caso, ci si deve porre in un\u2019ottica di personalizzazione degli interventi che associ misure di integrazione sia sociale che lavorativa. L\u2019approccio da preferire \u00e8 quello dell\u2019\u201cintegrazione attiva\u201d, tenendo insieme tre elementi: un\u2019assistenza al reddito, un collegamento con il mercato del lavoro, un percorso di inserimento anche sociale, compreso l\u2019accesso ad una serie di servizi.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><br \/>Questo significa collocare gli strumenti di lotta alla povert\u00e0 all\u2019interno di un progettazione calibrata sulla situazione socio-economico-familiare della persona, governata da una regia pubblica, ma molto orientata a valorizzare il tessuto organizzato della societ\u00e0 \u00a0ed in cui l\u2019accesso al lavoro va messo in relazione con gli altri elementi del contesto, integrando i diversi network di protezione sociale, per far fronte alle forme di svantaggio multiplo e complesso sempre pi\u00f9 presenti nelle nostre realt\u00e0.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>\u00a0<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><span>Tutto ci\u00f2 sul piano delle politiche sociali rimanda ad almeno tre questioni problematiche, connesse tra di loro: l\u2019attuale sistema dei trasferimenti economici assistenziali, la infrastrutturazione della rete dei servizi, i rapporti tra livelli istituzionali (Stato,Regioni,Comuni).<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><span><br \/>Le misure di integrazione del reddito assorbono buona parte della spesa socio-assistenziale, ma queste sono dirette nella grandissima parte a specifiche categorie di soggetti e solo in misura molto ridotta raggiungono le famiglie in condizioni economiche pi\u00f9 svantaggiate. Ai tre decili di famiglie pi\u00f9 povere va poco pi\u00f9 del 50% del complesso delle erogazioni monetarie, mentre il resto si distribuisce fra le famiglie a reddito medio o alto.<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><span><br \/>Nella classificazione europea la voce del nostro bilancio relativa all\u2019esclusione sociale pesa per appena lo 0,1% del Pil contro lo 0,3% della media europea ed anche per la voce famiglia e minori\u00a0la nostra spesa \u00e8 circa la met\u00e0 (1,2%) rispetto a quella europea.<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><span><br \/>Ma vi \u00e8 un altro elemento da tenere presente ovvero l\u2019inefficacia dei nostri trasferimenti; infatti, se il rischio povert\u00e0 in Italia \u00e8 abbattuto di 4 punti dopo la loro erogazione, questo valore in Europa corrisponde a 8 punti e per i minori addirittura si va da 7 dell\u2019Italia ai 13 dell\u2019Europa.<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><span><br \/>Non mancano, certamente le misure economico-assistenziali, ma siamo carenti (in questo senso con noi la Grecia e l\u2019Ungheria) di una misura universale ed adeguata di contrasto alla povert\u00e0.<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><span><br \/>L\u2019impegno, quindi, che l\u2019Italia ha assunto con i Piani nazionali di Riforma 2011 e 2012 di contribuire all\u2019obiettivo europeo della riduzione delle persone in condizioni di povert\u00e0 ed esclusione entro il 2020 con 2 milioni e 200 mila persone, sui 20 milioni previsti a livello di Unione, impone di identificare puntualmente una strategia per il futuro, anche utilizzando al meglio le risorse dei fondi comunitari 2014\/2020, ed in particolare del Fondo sociale europeo, \u00a0che la Commissione europea ha proposto sia dedicato per almeno il 20% in ogni\u00a0Stato\u00a0all\u2019obiettivo tematico \u201cpromuovere l\u2019inclusione sociale e combattere la povert\u00e0\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><span><br \/>Visti i vincoli dati dalla finanza pubblica, il Governo si \u00e8 impegnato a sperimentare una misura di contrasto alla povert\u00e0 assoluta, selettiva e condizionata alla partecipazione a percorsi di ricerca attiva di lavoro (cosiddetta nuova social card), con la quale si intende anche tradurre quanto \u201craccomandato\u201d dall\u2019Unione Europea di operare su tre pilastri: supporto al reddito adeguato; mercati del lavoro inclusivi; accesso a servizi di qualit\u00e0.<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><span><br \/>Quanto indicato dai \u201c10 saggi\u201d del gruppo di lavoro socio economico nominati dal Presidente Napolitano nell\u2019\u201dAgenda possibile\u201d e poi le dichiarazioni programmatiche del Presidente del Consiglio Letta sembrano collocare puntualmente dentro il quadro degli interventi di politica sociale le scelte sul reddito minimo, rivolte soprattutto alle famiglie bisognose con figli.<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>\u00a0<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><strong><span>Le caratteristiche della nuova \u201csocial card\u201d<\/span><\/strong><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>\u00a0<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><span>Per questo motivo \u00e8 utile porre attenzione alla sperimentazione della nuova \u201cCarta acquisti\u201d, prevista dall\u2019art.60 del D.L n. 5\/2012 convertito in L.35\/2012, ed appena avviata con la pubblicazione sulla G.U. n.102 del 3 maggio scorso del Decreto Interministeriale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministero dell\u2019Economia e delle Finanze. Perch\u00e9 pu\u00f2 offrire quegli elementi per ricalibrare un programma di tipo universale, compatibile con le difficolt\u00e0 dei bilanci pubblici &#8211; rivolto pertanto a tutti i soggetti in difficolt\u00e0 &#8211;\u00a0e condizionato a precise regole di comportamento ed a stringenti criteri di verifica delle condizioni socio economiche<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><span><br \/>Rispetto alla social card in vigore dal 2008 ne eredita il nome, condivide il Fondo da cui attinge i (ridotti) finanziamenti e l\u2019infrastruttura, ma nei contenuti appare molto diversa dalla precedente: il target delle famiglie in condizioni di estremo disagio, ampliato anche a nuclei il cui richiedente non \u00e8 cittadino italiano, valutato sulla base di\u00a0precisi requisiti economici, familiari e lavorativi; gli importi economici differenziati; la presa in carico e la predisposizione di percorsi di reinserimento sociale e lavorativo; la titolarit\u00e0 dei comuni sia nel processo di selezione dei beneficiari che nelle scelte gestionali ed il necessario raccordo con le altre istituzioni locali; l\u2019attivazione di precisi processi di verifica e valutazione degli esiti. Tutti elementi che intendono superare i limiti evidenti di efficacia della precedente esperienza evidenziati anche dalla stessa Commissione di indagine sull\u2019Esclusione sociale.\u00a0<\/span><\/span><\/span><a name=\"_ftnref4\" href=\"http:\/\/www.nuovi-lavori.it\/Newsletter\/article.asp?qid=1307&amp;sid=116#_ftn4\" title=\"\"><span><span>[4]<\/span><\/span><\/a><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><span><br \/>La sperimentazione della nuova carta mira a definire una politica di contrasto alla povert\u00e0 basata invece su una azione di promozione umana, sociale e lavorativa di famiglie che vivono una situazione di esclusione. Si tratta di un passaggio non agevole culturalmente, ma anche impegnativo da un punto di vista amministrativo ed organizzativo, soprattutto in questa fase di contrazione di risorse a disposizione dei bilanci dei Comuni.<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><span><br \/>E\u2019 evidente che l\u2019entit\u00e0 delle risorse appostate (50 milioni di euro), la platea limitata e la durata annuale sono vincoli molto stringenti, che non inficiano per\u00f2\u00a0l\u2019obiettivo di avere indicazioni utili sull\u2019efficacia dello strumento da affinare, generalizzare ed eventualmente rendere strutturale. Anzi debbono indurre gli attori in campo, siano essi istituzionali che sociali &#8211; anche se il ruolo di questi ultimi non \u00e8 abbastanza evidenziato nel decreto istitutivo &#8211; a rafforzarne il carattere di innovativit\u00e0 e sperimentalit\u00e0 delle azioni integrate e quindi le prassi di cooperazione, a stabilizzare i flussi informativi e la conseguente puntuale valutazione.<\/span><\/span><\/span><span><a name=\"_ftnref5\" href=\"http:\/\/www.nuovi-lavori.it\/Newsletter\/article.asp?qid=1307&amp;sid=116#_ftn5\" title=\"\"><\/a><\/span><span><span><a name=\"_ftnref5\" href=\"http:\/\/www.nuovi-lavori.it\/Newsletter\/article.asp?qid=1307&amp;sid=116#_ftn5\" title=\"\"><\/a><\/span><span><a name=\"_ftnref5\" href=\"http:\/\/www.nuovi-lavori.it\/Newsletter\/article.asp?qid=1307&amp;sid=116#_ftn5\" title=\"\">[5]<\/a>\u00a0Lo stesso articolo 9 del Decreto anticipa\u00a0che la sperimentazione \u00e8 oggetto di valutazione \u201cal fine di fornire elementi per la successiva proroga del programma Carta Acquisti per la possibile generalizzazione della misura, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, come strumento di contrasto alla povert\u00e0 assoluta\u201d.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><span><br \/>E&#8217; bene ricordare che la sperimentazione del RMI (reddito minimo di inserimento) e le poche esperienze regionali avviate e concluse negli ultimi anni hanno evidenziato i punti pi\u00f9 alti di criticit\u00e0 proprio nella selezione puntuale dei beneficiari e nella predisposizione e attuazione di percorsi personalizzati di reinserimento sociale e lavorativo.<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><span>\u00a0<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><span>Le citt\u00e0 interessate sono 12, ovvero quelle con pi\u00f9 di 250 mila abitanti\u00a0(Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia, Verona) cui vengono trasferite le risorse in ragione\u00a0dell\u2019incidenza della povert\u00e0 assoluta sulla popolazione nella ripartizione territoriale di riferimento. La Regione Sicilia aveva anticipato un interessamento alla diffusione sull\u2019intero territorio regionale dell\u2019intervento, affidandosi alle risorse della riprogrammazione dei fondi comunitari.<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><span><br \/>Si rivolge a famiglie in condizioni economiche e lavorative di estremo disagio, in cui siano presenti dei minori, con un trasferimento economico differenziato a seconda della composizione del nucleo, \u00a0che va da un minimo di 231 euro per due membri fino a 404 mensili per nuclei di cinque e pi\u00f9 persone. Su questo punto\u00a0sono state sollevate osservazioni critiche rispetto al fatto che l\u2019entit\u00e0 del beneficio non \u00e8 graduato in ragione dell\u2019entit\u00e0 della condizione economica (sia pure modesta della famiglia).<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><span><br \/>Vediamo pi\u00f9 nel dettaglio i requisiti richiesti alle famiglie che debbono avere tra i componenti un minore d\u2019et\u00e0 :<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><span style=\"text-decoration: underline;\"><span>Condizioni personali del richiedente:<\/span><\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><span>&#8211; cittadino o familiare di italiano o comunitario o cittadino straniero con permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><span>&#8211; residenza nel Comune interessato da almeno 1 anno.<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><span>\u00a0<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><strong><span style=\"text-decoration: underline;\"><span>Condizioni di accesso del nucleo familiare:<\/span><\/span><\/strong><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><span>Economiche:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0ISEE non superiore a 3.000 euro;<br \/>&#8211;\u00a0valore ai fini ICI della abitazione di propriet\u00e0 inferiore a euro 30.000;<br \/>&#8211;\u00a0patrimonio mobiliare e valore dell\u2019indicatore della situazione patrimoniale, ai fini Isee, inferiore a 8.000 euro;<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><span>&#8211; trattamenti economici \u201csociali\u201d,anche esenti Irpef, inferiore a complessivi 600 euro;<br \/>&#8211;\u00a0limiti sul possesso di auto e motocicli (assenza di autoveicoli immatricolati nei 12 mesi antecedenti la richiesta o immatricolati nei tre anni precedenti ma di ridotta cilindrata).<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><span><br \/><strong><span>Lavorative<\/span><\/strong><strong>:<\/strong><\/p>\n<p>&#8211;\u00a0Assenza di lavoro per tutti gli adulti e almeno un componente disoccupato da almeno 36 mesi \u00a0oppure stato di disoccupazione\/inoccupazione per tutti gli adulti ed un componente occupato con lavoro flessibile e con redditi da lavoro complessivamente inferiori a euro 4.000, nei sei mesi precedenti.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Condizioni di precedenza per l\u2019accesso a parit\u00e0 di condizioni:<\/p>\n<p><\/span>&#8211;\u00a0disagio abitativo;<br \/>&#8211;\u00a0nucleo costituito esclusivamente da genitore solo e figli minorenni;<br \/>&#8211;\u00a0nucleo con tre o pi\u00f9 figli minorenni, ovvero con due figli e in attesa del terzo figlio;<br \/>&#8211;\u00a0nucleo familiare con uno o pi\u00f9 figli minorenni con disabilit\u00e0;<\/p>\n<p>&#8211; ulteriori criteri sono la numerosit\u00e0 dei figli e l\u2019et\u00e0 del figlio pi\u00f9 piccolo.<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><span><br \/>&#8211;\u00a0i Comuni possono prevedere altri criteri concordandoli con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>\u00a0<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><span>Oltre al beneficio economico la misura prevede un progetto personalizzato di presa in carico che deve fondarsi sulla rete dei servizi sociali (servizi di segretariato sociale, servizio sociale professionale per la valutazione multidimensionale, equipe multidisciplinare e l\u2019individuazione di un responsabile del caso, interventi e servizi per l\u2019inclusione attiva) e sottoscritto per adesione dagli stessi beneficiari i quali si debbono impegnare a:<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><span>a)tenere contatti con i responsabili del progetto;<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><span>b)svolgere atti di ricerca attiva di lavoro;<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><span>c) aderire a progetti di formazione o inclusione lavorativa;<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><span>d)frequentare la scuola;<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><span>e) tenere comportamenti di prevenzione e cura della salute.\u00a0<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><span>Questa dimensione ci riporta a uno dei nodi critici, quello dato dal ruolo delle comunit\u00e0 locali e delle istituzioni territoriali ed in particolare del sistema degli interventi e dei\u00a0servizi necessari a dare alla misura quel carattere promozionale che affronta non soltanto gli effetti (la carenza reddituale), ma che offrendo concrete opportunit\u00e0, predispone con la famiglia un percorso per il superamento delle cause del disagio. \u00a0<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><span><br \/>La sperimentazione del Reddito minimo di inserimento ha incontrato proprio su questo versante le maggiori difficolt\u00e0: pochi i programmi di inclusione attivati rispetto alla platea dei beneficiari, come anche carente \u00e8 risultato il sistema di accompagnamento e controllo. Evidenziando che per garantire le funzioni e le responsabilit\u00e0 ad esso affidate, il sistema dei servizi territoriali necessita di integrazione, qualificazione, sul piano organizzativo e professionale e di gestione ad un livello adeguato. E quindi pi\u00f9 di ambito territoriale piuttosto che di singolo Comune, soprattutto per quelli di piccole dimensione. Tra le carenze che maggiormente potrebbero minare un efficace funzionamento della misura vanno ricordate quelle, gi\u00e0 citate, relative ai servizi per l\u2019impiego.<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>\u00a0<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>\u00a0<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><strong><span>Ruolo dei Comuni nelle procedure e nell\u2019organizzazione della misura<\/span><\/strong><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><span>I Comuni rappresentano quindi un punto di riferimento essenziale perch\u00e9 ad essi sono attribuiti una serie di compiti legati alla selezione dei beneficiari, da realizzare con avviso pubblico (\u00e8 prevista anche la possibilit\u00e0 di limitare l\u2019area dei beneficiari a quanti rispondono ai requisiti e sono gi\u00e0 assistiti dai servizi ma questa possibilit\u00e0 sembra sar\u00e0 scelta da pochi Comuni), alla definizione delle graduatorie dei beneficiari e alla selezione dei gruppi di controllo, alla predisposizione ed attuazione dei progetti personalizzati (per un numero pari alla met\u00e0 fino ad un massimo dei due terzi dei nuclei familiari ammessi al beneficio) ed alle revoche dal beneficio a fronte di comportamenti contrari al progetto personalizzato, alla promozione\u00a0degli accordi di collaborazione in rete con le altre amministrazioni competenti in materia di servizi all&#8217;impiego, tutela della salute, istruzione, e con soggetti privati attivi nella lotta contro la povert\u00e0, alla attivazione dei flussi informativi sia nei confronti del soggetto attuatore (Inps) che del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><span><br \/>I comuni destinatari quindi dovranno, presumibilmente nel mese di giugno, rendere pubblici i bandi ed entro met\u00e0 settembre predisporre la graduatoria dei nuclei familiari richiedenti, dalla quale verranno eliminati i richiedenti che non rispondono ai requisiti sulla base dei controlli incrociati con le altre Amministrazioni centrali.<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><span><br \/>Vista la rilevanza e la delicatezza che assume questa sperimentazione, Cgil Cisl e Uil<\/span><\/span><\/span><span><a name=\"_ftnref6\" href=\"http:\/\/www.nuovi-lavori.it\/Newsletter\/article.asp?qid=1307&amp;sid=116#_ftn6\" title=\"\"><\/a><\/span><span><span><a name=\"_ftnref6\" href=\"http:\/\/www.nuovi-lavori.it\/Newsletter\/article.asp?qid=1307&amp;sid=116#_ftn6\" title=\"\"><\/a><\/span><span><a name=\"_ftnref6\" href=\"http:\/\/www.nuovi-lavori.it\/Newsletter\/article.asp?qid=1307&amp;sid=116#_ftn6\" title=\"\">[6]<\/a>, hanno avviato un confronto con il Ministero sia in sede politica che tecnica perch\u00e9, in una corretta logica sussidiaria le parti sociali e le organizzazioni di terzo settore e del volontariato, siano coinvolte, da subito, nei territori non solo nella gestione degli interventi, ma nella stessa progettazione, con la costituzione di specifiche cabine di regia.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><span><br \/>Il coinvolgimento attivo del partenariato sociale e una stabile interlocuzione\u00a0con il sindacato e le altre organizzazioni sociali, che accompagni l\u2019attuazione del programma, pu\u00f2 certamente ampliare le potenzialit\u00e0 informative (che debbono andare oltre gli sportelli informativi istituzionali) in modo da raggiungere i nuclei familiari in condizioni di maggior disagio, permettere una selezione pi\u00f9 efficace\u00a0dei beneficiari rispetto alle specificit\u00e0 territoriali (ad esempio rispetto ai criteri preferenziali ed alla loro ponderazione), favorire e sostenere la collaborazione interistituzionale, partecipare alla valutazione qualitativa e stabilizzare le buone pratiche avviate. Ma soprattutto costituire quel tessuto favorevole alla predisposizione di opportunit\u00e0 concrete di inserimento socio-lavorativo.<\/span><\/span><\/span><span><span>\u00a0<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>\u00a0<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>In particolare, \u00a0per la sperimentazione della nuova social card non \u00e8 pensabile fare affidamento sul solo sistema dei servizi per l\u2019impiego cos\u00ec come esso \u00e8 attualmente strutturato, che ha dimostrato di non essere in grado di affrontare le sfide portate da questi anni di disoccupazione crescente. In attesa di un rafforzamento del sistema promesso molte volte e da molti anni, vanno attivate dai comuni coinvolti nell\u2019ambito delle cabine di regia territoriali con le parti sociali anche i loro\u00a0enti bilaterali, gli operatori del settore, comprese le agenzie del lavoro che possono mettere a disposizione la loro esperienza. Il lavoro comune dovr\u00e0 individuare: i fabbisogni formativi delle persone coinvolte; a partire dalle competenze gi\u00e0 possedute; quelli professionali con una lettura del territorio che evidenzi settori ed aziende in crescita; gli strumenti contrattuali utilizzabili, come la somministrazione di lavoro, i tirocini, l\u2019apprendistato, nonch\u00e9 specifici incentivi all\u2019occupazione.<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>Sono ancora di stringente attualit\u00e0 le conclusioni del convegno promosso nel 2009 da Anci-Legautonomie-Upi-Cgil Cisl Uil- Forum Terzo settore nel quale si affermava che \u201c\u2026nella lotta contro la povert\u00e0 serve un Piano strutturale che partendo dalle condizioni di maggior bisogno, affronti, in maniera graduale, la complessit\u00e0 e la pluridimensionalit\u00e0 del fenomeno agendo con strumenti che prevedano contestualmente forme di protezione economica, di attivazione personale e familiare e di inclusione sociale.\u201d<\/span><\/span><a name=\"_ftnref7\" href=\"http:\/\/www.nuovi-lavori.it\/Newsletter\/article.asp?qid=1307&amp;sid=116#_ftn7\" title=\"\"><\/a><span><span><a name=\"_ftnref7\" href=\"http:\/\/www.nuovi-lavori.it\/Newsletter\/article.asp?qid=1307&amp;sid=116#_ftn7\" title=\"\"><span>[7]<\/span><\/a><\/span><\/span><span><a name=\"_ftnref7\" href=\"http:\/\/www.nuovi-lavori.it\/Newsletter\/article.asp?qid=1307&amp;sid=116#_ftn7\" title=\"\"><\/a><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>\u00a0<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>\u00a0<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span>\u00a0<\/span><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><span><span><span>(*) (**) Alessandro Geria, Livia Ricciardi della Cisl nazionale, Dipartimento delle Politiche sociale e della Salute, Dipartimento Lavoro<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><span>\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<hr width=\"33%\" size=\"1\" \/>\n<div id=\"ftn1\" style=\"text-align: justify;\">\n<div><a name=\"_ftn1\" href=\"http:\/\/www.nuovi-lavori.it\/Newsletter\/article.asp?qid=1307&amp;sid=116#_ftnref1\" title=\"\"><\/a><span><span><a name=\"_ftn1\" href=\"http:\/\/www.nuovi-lavori.it\/Newsletter\/article.asp?qid=1307&amp;sid=116#_ftnref1\" title=\"\"><span>[1]<\/span><\/a><\/span><\/span><span><a name=\"_ftn1\" href=\"http:\/\/www.nuovi-lavori.it\/Newsletter\/article.asp?qid=1307&amp;sid=116#_ftnref1\" title=\"\"><\/a><span>\u00a0\u201cDividendo la popolazione in tre fasce di et\u00e0 (bambini 0-17 anni, adulti 18-64 ed anziani 65+), quella degli adulti appare nel complesso la pi\u00f9 protetta\u2026 Quanto ai minori, nella larga maggioranza dei paesi (18 su 27, compresa l\u2019Italia) sono loro i pi\u00f9 esposti al rischio di povert\u00e0, con l\u2019Italia tra i paesi in cui pi\u00f9 elevato risulta il rischio di povert\u00e0 infantile (24,7%).\u201d\u00a0Povert\u00e0 ed esclusione sociale \u2013 L\u2019 Italia nel contesto europeo &#8211;\u00a0Quaderni della ricerca sociale, Ministero del Lavoro e della politiche sociali. Anno 2012<\/span><\/span><\/div>\n<div><span><span>Tra gli utenti dei centri di ascolto delle Caritas diocesane nel 2011\u00a0\u201cRispetto al 2009 (il salto temporale di un biennio consente di apprezzare maggiormente gli effetti di medio periodo della crisi economica), si osserva un forte incremento della componente demografica in et\u00e0 avanzata\u2026. A tale tendenza si associa l\u2019incremento di utenti con figli minori conviventi (+52,9%) e una sostanziale stabilit\u00e0 nel numero di persone separate o divorziate (+5,5%). \u201d\u00a0I ripartenti. Povert\u00e0 croniche ed inedite. Percorsi di risalita nella stagione della crisi Rapporto 2012 sulla povert\u00e0 e l\u2019esclusione sociale in Italia\u201d , Caritas italiana<\/span><\/span><\/div>\n<div><span><span>E\u2019 utile ricordare a questo proposito la Raccomandazione della Commissione Europea (2013\/112\/UE) dello scorso febbraio\u00a0\u201cInvestire nell\u2019infanzia per spezzare il circolo vizioso dello svantaggio sociale\u201d\u00a0nella quale si ribadisce la particolare esposizione dei bambini alla povert\u00e0 ed all\u2019esclusione e la necessit\u00e0 di strategie integrate che assicurino non solo la sicurezza materiale ma anche le pari opportunit\u00e0.<\/span><\/span><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"ftn2\" style=\"text-align: justify;\">\n<div><a name=\"_ftn2\" href=\"http:\/\/www.nuovi-lavori.it\/Newsletter\/article.asp?qid=1307&amp;sid=116#_ftnref2\" title=\"\"><\/a><span><span><a name=\"_ftn2\" href=\"http:\/\/www.nuovi-lavori.it\/Newsletter\/article.asp?qid=1307&amp;sid=116#_ftnref2\" title=\"\"><span>[2]<\/span><\/a><\/span><\/span><span><a name=\"_ftn2\" href=\"http:\/\/www.nuovi-lavori.it\/Newsletter\/article.asp?qid=1307&amp;sid=116#_ftnref2\" title=\"\"><\/a><\/span><span><span>\u00a0<em>La questione del reddito minimo di inserimento<\/em><\/span><\/span><\/div>\n<div><span><span>Da diverse parti \u00e8 stata avanzata la proposta di introdurre un reddito minimo di inserimento, che leghi il sostegno ad una &#8220;condizione di povert\u00e0&#8221; e all&#8217;inserimento lavorativo e sociale (ad esempio, attraverso formazione e tirocini, o altre iniziative previste dalle politiche attive del lavoro), al fine di evitare che una condizione di difficolt\u00e0 economica temporanea diventi strutturale e si trasformi in esclusione sociale. Tali misure, onerose e quindi difficilmente realizzabili nelle attuali condizioni di bilancio a meno di una decisa redistribuzione delle risorse disponibili, hanno dato buona prova 25<\/span><\/span><\/div>\n<div><span><span>in alcuni paesi europei (ad esempio la Francia). Il Gruppo di lavoro non ha avuto modo di analizzare in dettaglio le diverse proposte; tuttavia, ritiene utile suggerire un approfondimento della questione nell\u2019ambito di un possibile ridisegno delle politiche sociali.<\/span><\/span>\u00a0<\/div>\n<div><span><span>\u00a0<\/span><\/span><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"ftn3\" style=\"text-align: justify;\">\n<div><a name=\"_ftn3\" href=\"http:\/\/www.nuovi-lavori.it\/Newsletter\/article.asp?qid=1307&amp;sid=116#_ftnref3\" title=\"\"><\/a><span><span><a name=\"_ftn3\" href=\"http:\/\/www.nuovi-lavori.it\/Newsletter\/article.asp?qid=1307&amp;sid=116#_ftnref3\" title=\"\">[3]<\/a>\u00a0\u201c<span>La riforma del nostro welfare richiede azioni di ampio respiro per \u00a0rilanciare il modello sociale europeo. Il welfare tradizionale, \u00a0schiacciato sul maschio adulto e su pensioni e sanit\u00e0, non funziona pi\u00f9. \u00a0Non stimola la crescita della persona e non basta a correggere le \u00a0disuguaglianze. Non occorrono isterismi. Occorre un cambiamento \u00a0radicale: un welfare pi\u00f9 universalistico e meno corporativo, che \u00a0sostenga tutti i bisognosi, aiutandoli a rialzarsi e a riattivarsi. Per \u00a0un welfare attivo, pi\u00f9 giovane e al femminile,<\/span><span>andranno migliorati gli \u00a0ammortizzatori sociali, estendendoli a chi ne \u00e8 privo, a partire dai \u00a0precari; e si potranno studiare forme di reddito minimo, soprattutto per \u00a0famiglie bisognose con figli.\u201d<\/span><\/span><\/span><\/div>\n<div><span><span>\u00a0<\/span><\/span><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"ftn4\" style=\"text-align: justify;\"><a name=\"_ftn4\" href=\"http:\/\/www.nuovi-lavori.it\/Newsletter\/article.asp?qid=1307&amp;sid=116#_ftnref4\" title=\"\"><\/a><span><span><a name=\"_ftn4\" href=\"http:\/\/www.nuovi-lavori.it\/Newsletter\/article.asp?qid=1307&amp;sid=116#_ftnref4\" title=\"\">[4]<\/a>Commissione di indagine sull\u2019esclusione sociale , Rapporto sulle politiche contro la povert\u00e0 e l\u2019esclusione sociale \u2013 Novembre 2009<\/span><\/span><\/div>\n<div id=\"ftn5\" style=\"text-align: justify;\"><a name=\"_ftn5\" href=\"http:\/\/www.nuovi-lavori.it\/Newsletter\/article.asp?qid=1307&amp;sid=116#_ftnref5\" title=\"\"><\/a><span><span><a name=\"_ftn5\" href=\"http:\/\/www.nuovi-lavori.it\/Newsletter\/article.asp?qid=1307&amp;sid=116#_ftnref5\" title=\"\">[5]<\/a>\u00a0Nel decreto ad esempio viene adottato un approccio scientificamente fondato di tipo contro fattuale, con la individuazione di gruppi di controllo (beneficiari della prestazione economica senza presa in carico e progetto personalizzato e quanti hanno una presa in carico ma non godono del beneficio economico) per valutarne l\u2019efficacia.<\/span><\/span><\/div>\n<div id=\"ftn6\" style=\"text-align: justify;\">\n<div><a name=\"_ftn6\" href=\"http:\/\/www.nuovi-lavori.it\/Newsletter\/article.asp?qid=1307&amp;sid=116#_ftnref6\" title=\"\"><\/a><span><span><a name=\"_ftn6\" href=\"http:\/\/www.nuovi-lavori.it\/Newsletter\/article.asp?qid=1307&amp;sid=116#_ftnref6\" title=\"\">[6]<\/a>\u00a0Documentazione a\u00a0riguardo pu\u00f2 essere consultata sul sito della Cisl<\/span><\/span><\/div>\n<div><span><span><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0\u00a0<\/span><\/span><\/span><span><span><a href=\"http:\/\/www.cisl.it\/sito-sociali.nsf\/sociali?openpage\">http:\/\/www.cisl.it\/sito-sociali.nsf\/sociali?openpage<\/a><\/span><\/span><\/div>\n<div><span><span>\u00a0<\/span><\/span><\/div>\n<\/div>\n<div id=\"ftn7\" style=\"text-align: justify;\"><a name=\"_ftn7\" href=\"http:\/\/www.nuovi-lavori.it\/Newsletter\/article.asp?qid=1307&amp;sid=116#_ftnref7\" title=\"\"><\/a><span><span><a name=\"_ftn7\" href=\"http:\/\/www.nuovi-lavori.it\/Newsletter\/article.asp?qid=1307&amp;sid=116#_ftnref7\" title=\"\">[7]<\/a>Documento conclusivo\u00a0del Convegno promosso dall\u2019Osservatorio sulla Legge 328\/2000\u00a0\u201cCrisi economica, povert\u00e0 ed esclusione sociale:la necessit\u00e0 di un piano nazionale\u201d- Roma febbraio 2009<\/span><\/span><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La disoccupazione crescente, l\u2019allargarsi del disagio sociale, l\u2019ampliamento dell\u2019area delle famiglie in condizioni di difficolt\u00e0, che nel nostro Paese si caratterizza per alcune peculiarit\u00e0, una fra tutte l\u2019accentuata povert\u00e0 nelle coorti di et\u00e0 estreme ,anziani e minori[1], hanno portato l\u2019attenzione su misure di carattere assistenziale di contrasto alla povert\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":25,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[],"class_list":["post-26","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-reddito-minimo-per-uscire-dalla-poverta"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - 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