{"id":2610,"date":"2018-02-06T10:35:00","date_gmt":"2018-02-06T09:35:00","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/nel-giorno-della-memoria\/"},"modified":"2018-02-06T10:35:00","modified_gmt":"2018-02-06T09:35:00","slug":"nel-giorno-della-memoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/nel-giorno-della-memoria\/","title":{"rendered":"Nel \u201cGiorno della Memoria\u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Rivolgo un saluto ai presidenti del Senato, della Camera dei Deputati e della Corte costituzionale, ai membri del governo, a tutti i presenti, a coloro che ci ascoltano attraverso la tv.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un saluto particolare ai superstiti dei campi di sterminio, alla senatrice Segre, ai ragazzi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 27 gennaio del 1945 le truppe russe varcavano i cancelli di Auschwitz, spalancando, davanti al mondo attonito, le porte dell&#8217;abisso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quei corpi ammassati, i volti dei pochi sopravvissuti dallo sguardo spento e atterrito, i resti delle baracche, delle camere a gas, dei forni crematori erano il simbolo estremo della scellerata ideologia nazista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un virus letale &#8211; quello del razzismo omicida &#8211; era esploso al centro dell&#8217;Europa, contagiando nazioni e popoli fino a pochi anni prima emblema della civilt\u00e0, del progresso, dell&#8217;arte. Auschwitz era il frutto pi\u00f9 emblematico di questa perversione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora oggi ci\u00f2 che ci interroga e sgomenta maggiormente, di un mare di violenza e di abominio, sono la metodicit\u00e0 ossessiva, l&#8217;odio razziale divenuto sistema, la macchina lugubre e solerte degli apparati di sterminio di massa, sostenuta da una complessa organizzazione che estendeva i suoi gangli nella societ\u00e0 tedesca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cammino dell&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 purtroppo costellato di stragi, uccisioni, genocidi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutte le vittime dell&#8217;odio sono uguali e meritano uguale rispetto. Ma la Shoah &#8211; per la sua micidiale combinazione di delirio razzista, volont\u00e0 di sterminio, pianificazione burocratica, efficienza criminale &#8211; resta unica nella storia d&#8217;Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come fu possibile che anziani, donne, bambini anche di pochi mesi, stremati dalle lunghe persecuzioni, potessero essere sistematicamente eliminati, perch\u00e9 considerati pericolosi nemici? Che fine aveva fatto tra gli ufficiali di un esercito prestigioso, dalle grandi tradizioni, il senso dell&#8217;onore, quello per cui, quanto meno, non si uccidono gli inermi? Dove era finito il sentimento pi\u00f9 elementare di umanit\u00e0 e di piet\u00e0 di una nazione, evoluta e sviluppata, di fronte alle moltitudini di innocenti avviati, con zelo e nella generale indifferenza, verso le camere a gas? Migliaia di cittadini, i &#8220;volenterosi carnefici di Hitler&#8221;, come li ha definiti lo storico Goldhagen, cooperavano alla distruzione degli ebrei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con questo consenso il nazismo riusc\u00ec a sterminare milioni di ebrei, di oppositori politici e di altri gruppi sociali &#8211; gitani, omosessuali, testimoni di Geova, disabili &#8211; considerati inferiori e ritenuti un ostacolo per il progresso della nazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Saluto e ringrazio per la loro presenza il presidente della Federazione dei Rom e Sinti, il presidente dell&#8217;Associazione deportati politici. Saluto anche il presidente degli internati militari: 800 mila soldati che, per il rifiuto di collaborare con i nazisti e di arruolarsi sotto le insegne di Sal\u00f2, patirono privazioni, persecuzioni e violenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da Liliana Segre e Pietro Terracina abbiamo sentito poc&#8217;anzi il racconto diretto, sconvolgente e inestimabile, dell&#8217;inferno dei campi, avvertendo la stessa emozione provata, nei giorni scorsi, ascoltando le parole, anch&#8217;esse essenziali e penetranti, di Sami Modiano. Agli internati venivano negati il nome, gli affetti, la memoria e il futuro, il diritto a essere persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti i sentimenti erano brutalmente proibiti, tranne quello della paura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si possono uccidere, a freddo, senza remore, sei milioni di individui inermi se si nega non soltanto la loro appartenenza al genere umano ma la loro stessa esistenza. Soltanto per effetto di questa insana distorsione essi possono essere trasformati &#8211; con un progressivo e violento processo di spoliazione &#8211; da persone, titolari di diritti, in oggetti di freddi elenchi, in numeri, come quelli che i sopravvissuti ai campi di sterminio &#8211; che saluto tutti ancora &#8211; portano indelebilmente segnati sul proprio corpo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche in Italia questo folle e scellerato processo di riduzione delle persone in oggetti fu attuato con consapevolezza e determinazione. Sul territorio nazionale, \u00e8 vero, il regime fascista non fece costruire camere a gas e forni crematori. Ma, dopo l&#8217;8 settembre, il governo di Sal\u00f2 collabor\u00f2 attivamente alla cattura degli ebrei che si trovavano in Italia e alla loro deportazione verso l&#8217;annientamento fisico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le misure persecutorie messe in atto con le leggi razziali del 1938, la schedatura e la concentrazione nei campi di lavoro favorirono enormemente l&#8217;ignobile lavoro dei carnefici delle SS.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le leggi razziali &#8211; che, oggi, molti studiosi preferiscono chiamare &#8220;leggi razziste&#8221;- rappresentano un capitolo buio, una macchia indelebile, una pagina infamante della nostra storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ideate e scritte di pugno da Mussolini, trovarono a tutti i livelli delle istituzioni, della politica, della cultura e della societ\u00e0 italiana connivenze, complicit\u00e0, turpi convenienze, indifferenza. Quella stessa indifferenza, come ha sovente sottolineato la senatrice Segre, che rappresenta l&#8217;atteggiamento pi\u00f9 insidioso e gravido di pericoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la normativa sulla razza si rivela al massimo grado il carattere disumano del regime fascista e si manifesta il distacco definitivo della monarchia dai valori del Risorgimento e dello Statuto liberale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una donna forte e coraggiosa, Ernesta Bittanti, vedova dell&#8217;eroe trentino Cesare Battisti, commentava cos\u00ec nel suo diario quei giorni cupi e di dolore: \u00abIo porto tutto il peso di queste sventure nel mio cuore (&#8230;) peso che mi viene dal ruinare di questa nostra povera Italia nell&#8217;abisso della barbarie spirituale. Da cui certo si riavr\u00e0 un giorno!\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo Stato italiano del ventennio espelleva dal consesso civile una parte dei suoi cittadini, venendo meno al suo compito fondamentale, quello di rappresentare e difendere tutti gli italiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo aver soppresso i partiti, ridotto al silenzio gli oppositori e sottomesso la stampa, svuotato ogni ordinamento dagli elementi di democrazia, il Fascismo mostrava ulteriormente il suo volto: alla conquista del cosiddetto impero accompagna l&#8217;introduzione di norme di discriminazione e persecuzione razziale, che si manifesta gi\u00e0 nell&#8217;aprile del 1937, con il regio decreto legge volto a punire i rapporti tra cittadini italiani e quelli definiti sudditi dell&#8217;Africa orientale italiana, per evitare che venisse inquinata la razza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla met\u00e0 del 1938, con le leggi antiebraiche, rivolgeva il suo odio cieco contro una minoranza di italiani, attivi nella cultura, nell&#8217;arte, nelle professioni, nell&#8217;economia, nella vita sociale. Molti, venti anni prima, avevano servito con onore la Patria &#8211; come ufficiali, come soldati &#8211; nella grande guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la persecuzione, da sola, non fu ritenuta sufficiente. Occorreva tentare di darle una base giuridica, una giustificazione ideologica, delle argomentazioni pseudo-scientifiche. Vennero cercati &#8211; e, purtroppo, si trovarono &#8211; intellettuali, antropologi, medici, giuristi e storici compiacenti. Nacque Il Manifesto della Razza. Letto oggi potrebbe far persino sorridere, per la mole di stoltezze, banalit\u00e0 e falsit\u00e0 contenute, se sorridere si potesse su una tragedia cos\u00ec immane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure questo Manifesto, dalle basi cos\u00ec vacue e fallaci, costitu\u00ec una pietra miliare della giurisprudenza del regime; e un nuovo &#8220;dogma&#8221; per moltissimi italiani, gi\u00e0 assoggettati alla granitica logica del credere, obbedire, combattere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La penna propagandistica, efficace nel suo cinismo, coni\u00f2 lo slogan con il quale intendeva rassicurare gli italiani e il mondo, nel tentativo di prendere, apparentemente, le distanze dall&#8217;antisemitismo nazista: &#8220;Discriminare &#8211; disse Mussolini &#8211; non significa perseguitare&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma cacciare i bambini dalle scuole, espellere gli ebrei dall&#8217;amministrazione statale, proibire loro il lavoro intellettuale, confiscare i beni e le attivit\u00e0 commerciali, cancellare i nomi ebraici dai libri, dalle targhe e persino dagli elenchi del telefono e dai necrologi sui giornali costituiva una persecuzione della peggiore specie. Gli ebrei in Italia erano, di fatto, condannati alla segregazione, all&#8217;isolamento, all&#8217;oblio civile. In molti casi, tutto questo rappresent\u00f2 la premessa dell&#8217;eliminazione fisica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sorprende sentir dire, ancora oggi, da qualche parte, che il Fascismo ebbe alcuni meriti, ma fece due gravi errori: le leggi razziali e l&#8217;entrata in guerra. Si tratta di un&#8217;affermazione gravemente sbagliata e inaccettabile, da respingere con determinazione. Perch\u00e9 razzismo e guerra non furono deviazioni o episodi rispetto al suo modo di pensare, ma diretta e inevitabile conseguenza. Volont\u00e0 di dominio e di conquista, esaltazione della violenza, retorica bellicistica, sopraffazione e autoritarismo, supremazia razziale, intervento in guerra contro uno schieramento che sembrava prossimo alla sconfitta, furono diverse facce dello stesso prisma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo, in questo giorno della Memoria, ascoltato testimonianze coinvolgenti dei sopravvissuti. Nelle loro parole si avverte la forza e il fascino della loro vita ritrovata, della loro volont\u00e0 di vivere con pienezza ma, al contempo, ci si rende conto dell&#8217;immenso patrimonio di presenze e di protagonismi che ci avrebbe assicurato la vita di coloro che sono stati trucidati nei lager e che quella programmata violenza omicida ci ha sottratto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla professoressa Foa, dalla presidente Di Segni, dalla ministra Fedeli abbiamo sentito discorsi netti e lungimiranti: le ringrazio molto. Abbiamo rivissuto, attraverso le voci incisive di Remo Girone e Victoria Zinny, momenti drammatici della nostra storia di allora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo stati affascinati dalle canzoni, commoventi e piene di speranza di Noa, messaggera di pace e di bellezza. Grande amica dell&#8217;Italia, venuta appositamente da Israele per condividere con noi il Giorno della Memoria e renderlo ancora pi\u00f9 ricco di intensit\u00e0. La ringrazio di cuore, con stima e amicizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo incontrato anche i giovani appena tornati dall&#8217;esperienza, sconvolgente ma formativa, del viaggio ad Auschwitz. A loro viene affidato il compito di custodire e tramandare la Memoria, perch\u00e9 non si attenui e non si smarrisca mai, per non rischiare di provocare nuovi lutti e nuove tragedie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Focolai di odio, di intolleranza, di razzismo, di antisemitismo sono infatti presenti nelle nostre societ\u00e0 e in tante parti del mondo. Non vanno accreditati di un peso maggiore di quel che hanno: il nostro Paese, e l&#8217;Unione Europea, hanno gli anticorpi necessari per combatterli; ma sarebbe un errore capitale minimizzarne la pericolosit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I cambiamenti rapidi e sconvolgenti che la globalizzazione comporta &#8211; le grandi migrazioni, i timori per lo smarrimento della propria identit\u00e0, la paura di un futuro dai contorni incerti &#8211; possono far riemergere dalle tenebre del passato fantasmi, sentimenti, parole d&#8217;ordine, tentazioni semplificatrici, scorciatoie pericolose e nocive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La predicazione dell&#8217;odio viene amplificata e propagata dai nuovi mezzi di comunicazione. La tecnologia e la scienza offrono grandi opportunit\u00e0 ma, come sempre, se non correttamente utilizzate, possono rendere disponibili strumenti sofisticati nelle mani di vecchi e nuovi profeti di morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contro queste minacce, contro il terrorismo, contro il razzismo e la violenza dell&#8217;intolleranza serve cooperazione internazionale, servono coraggio e determinazione. E&#8217; necessario, soprattutto, consolidare quegli ideali di democrazia, libert\u00e0, tolleranza, pace, eguaglianza, serena convivenza, sui quali abbiamo riedificato l&#8217;Europa dalle macerie della seconda guerra mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le leggi razziali in Italia erano entrate in vigore nell&#8217;autunno del 1938.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 1 gennaio del 1948, dopo neppure dieci anni, la Costituzione Italiana sanciva solennemente che &#8220;tutti i cittadini hanno pari dignit\u00e0 sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di mezzo, vi era stata la cesura della guerra. Una guerra terribile, che aveva sparso morte e devastazione su larga parte del mondo. E che aveva aperto gli occhi del mondo sulla follia portatrice di morte del nazismo e del fascismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Memoria, custodita e tramandata, \u00e8 un antidoto indispensabile contro i fantasmi del passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Repubblica Italiana, nata dalla Resistenza, si \u00e8 definita e sviluppata in totale contrapposizione al fascismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nostra Costituzione ne rappresenta, per i valori che proclama e per gli ordinamenti che disegna, l&#8217;antitesi pi\u00f9 netta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;indicazione delle discriminazioni da rifiutare e respingere, al suo articolo 3, rappresenta un monito. Il presente ci indica che di questo monito vi era e vi \u00e8 tuttora bisogno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egualmente credo che tutti gli italiani abbiano il dovere, oggi, di riconoscere che un crimine turpe e inaccettabile \u00e8 stato commesso, con l&#8217;approvazione delle leggi razziali, nei confronti dei nostri concittadini ebrei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Repubblica italiana, proprio perch\u00e9 forte e radicata nella democrazia, non ha timore di fare i conti con la storia d&#8217;Italia, non dimenticando n\u00e9 nascondendo quanto di terribile e di inumano \u00e8 stato commesso nel nostro Paese, con la complicit\u00e0 di organismi dello Stato, di intellettuali, giuristi, magistrati, cittadini, asserviti a una ideologia nemica dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Repubblica e la sua Costituzione sono il baluardo perch\u00e9 tutto questo non possa mai pi\u00f9 avvenire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0(*) Intervento del Presidente della Repubblica,\u00a0 Palazzo del Quirinale 25\/01\/2018<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rivolgo un saluto ai presidenti del Senato, della Camera dei Deputati e della Corte costituzionale, ai membri del governo, a tutti i presenti, a coloro che ci ascoltano attraverso la tv. 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