{"id":3074,"date":"2018-11-19T11:54:15","date_gmt":"2018-11-19T10:54:15","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/rischiare-la-vita-a-scuola-i-numeri-dell-edilizia-scolastica\/"},"modified":"2018-11-19T11:54:15","modified_gmt":"2018-11-19T10:54:15","slug":"rischiare-la-vita-a-scuola-i-numeri-dell-edilizia-scolastica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/rischiare-la-vita-a-scuola-i-numeri-dell-edilizia-scolastica\/","title":{"rendered":"Rischiare la vita a scuola: i numeri dell\u2019edilizia scolastica"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La <strong>scuola<\/strong> si fonda su un patto implicito tra le famiglie e le istituzioni, che insieme si incaricano di <strong>assicurare ai bambini e ai ragazzi una formazione adeguata<\/strong>, in un ambiente protetto, fornendo loro tutti gli strumenti per crescere come persone e come futuri lavoratori. Negli anni della <strong>scuola dell\u2019obbligo<\/strong>, e non solo, i genitori affidano ogni giorno i propri figli alle strutture dello Stato, il cui compito primario \u00e8 quindi quello di garantirne\u00a0<strong>la sicurezza e l\u2019incolumit\u00e0<\/strong>. Purtroppo, spesso questo non accade. <strong>La scuola italiana \u00e8 infatti periodicamente teatro di tragedie<\/strong>, pi\u00f9 o meno gravi, spesso evitabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Dal 2002, il programma <\/span><span><strong>Imparare Sicuri<\/strong><\/span><span> (promosso da <span style=\"color: #3366ff;\"><a href=\"https:\/\/www.cittadinanzattiva.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #3366ff;\"><strong>Cittadinanzattiva<\/strong><\/span><\/a><\/span>, organizzazione nata nel 1978 e volta all\u2019incentivazione dell\u2019attivismo da parte dei cittadini) si impegna nella difesa del <\/span><span><strong>diritto alla sicurezza in ambito scolastico<\/strong><\/span><span>, per tutelare la salute di chi tutti i giorni \u2013 studenti, personale docente e non \u2013 frequenta la scuola per studio o lavoro. Tra i suoi principali obiettivi, quello di contribuire alla elaborazione e diffusione di dati aggiornati sullo stato dell\u2019edilizia scolastica e rilevarne i deficit <\/span><span><strong>sotto i profili della salute, della sicurezza, dell\u2019accessibilit\u00e0 e della qualit\u00e0<\/strong><\/span><span>, favorendo un dialogo virtuoso con le istituzioni.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #3366ff;\"><a href=\"https:\/\/www.wecanjob.it\/archivio21_diseguaglianze-e-contraddizioni-nel-sistema-istruzione-in-italia_0_276.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #3366ff;\"><strong>LEGGI ANCHE:\u00a0<\/strong><span>Diseguaglianze e contraddizioni nel sistema dell&#8217;istruzione in Italia<\/span><\/span><\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Nel <\/span><span><strong>XVI Rapporto sulla Sicurezza delle Scuole 2018<\/strong><\/span><span>, realizzato in collaborazione con il <\/span><span><strong>MIUR<\/strong><\/span><span> e il <\/span><span><strong>Dipartimento della Protezione Civile<\/strong><\/span><span>, si fornisce un quadro nazionale del numero di studenti e di strutture, evidenziandone le criticit\u00e0 e i rischi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>I numeri delle scuole e delle strutture. Sappiamo tutto?<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Per capire il fenomeno\u00a0e trarre le giuste conclusioni, \u00e8 importante conoscere la situazione corrente degli studenti in Italia e delle strutture che li ospitano. Le rilevazioni dell\u2019<\/span><span><strong>Ufficio Gestione Patrimonio Informatico e Statistica<\/strong><\/span><span> del MIUR registrano al settembre 2018, in Italia, 7.682.635 alunni distribuiti in 370.611 classi. Un primo dato allarmante, nel confronto dei dati fra 2017 e 2018, riguarda il numero di edifici scolastici, <\/span><span><strong>calati drasticamente da 42.435 a 40.879<\/strong><\/span><span>. Ma delle <\/span><span><strong>centinaia di edifici mancanti<\/strong><\/span><span> (forse inattivi, forse non pervenuti alle rilevazioni) non sappiamo nulla, perch\u00e9 ad oggi manca ancora, inspiegabilmente, un censimento chiaro e completo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Come si pu\u00f2 sperare di salvaguardare lavoratori e studenti delle scuole<\/strong><\/span><span>, senza un monitoraggio capillare e una visione complessiva dello stato degli edifici scolastici? Le numerose tragedie avvenute negli ultimi anni offrono una misura del rischio che tuttora stiamo correndo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Le morti a scuola: un dramma inaccettabile<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Spesso l\u2019Italia dimentica i suoi morti. Eppure nella scuola, dove non dovrebbero mai essercene, abbiamo visto negli ultimi anni una serie di disgrazie dovute principalmente all\u2019<\/span><span><strong>insufficienza delle strutture<\/strong><\/span><span>, esposte a <\/span><span><strong>crolli, incendi e incidenti di varia natura<\/strong><\/span><span>. Sia nel 2016 che nel 2017 si sono registrati oltre <\/span><span><strong>15.000 casi di incidenti scolastici<\/strong><\/span><span>. I crolli censiti tra settembre 2017 e luglio 2018 sono stati invece 50, di cui 15 al Nord, 11 al Centro Italia e 24 al Sud. Quando va bene, si riportano solo feriti. Ma quando va male, come purtroppo \u00e8 pure successo negli ultimi 16 anni (quelli monitorati dal progetto <\/span><span><strong>Imparare Sicuri<\/strong><\/span><span>), assistiamo a <\/span><span><strong>insensate stragi scolastiche che distruggono le famiglie e scuotono l\u2019intero Paese<\/strong><\/span><span>:<\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><span><strong>20 marzo 2001<\/strong>: alla scuola media \u201cCavalcaselle\u201d di Porto di Legnago (VR) scoppia un incendio che provoca la morte della quattordicenne Laura Agnora e l\u2019intossicazione di altri 15 compagni e qualche docente<\/span><\/li>\n<li><span><strong>31 ottobre 2002<\/strong>: a causa del terremoto in Molise, crolla la scuola \u201cFrancesco Iovine\u201d di San Giuliano di Puglia, da poco ristrutturata e ampliata, ma non sottoposta ad alcun collaudo prima dell\u2019inizio dell\u2019attivit\u00e0 scolastica. Il bilancio delle vittime \u00e8 di 27 bambini e 1 maestra<\/span><\/li>\n<li><span><strong>6 ottobre 2004:<\/strong> la piccola Ilaria Raschiatore perde la vita schiacciata dal crollo di un cancello nella scuola dell\u2019Infanzia \u201cColle dei Frati\u201d di Zagarolo (RM)<\/span><\/li>\n<li><span><strong>22 novembre 2008<\/strong>: al Liceo \u201cDarwin\u201d di Torino crolla un controsoffitto schiacciando lo studente Vito Scafidi<\/span><\/li>\n<li><span><strong>6 aprile 2009<\/strong>: il devastante terremoto in Abruzzo distrugge completamente la Casa dello Studente a L\u2019Aquila, seppellendo sotto le macerie 9 ragazzi. I lavori che erano stati fatti per la ristrutturazione dello stabile, cominciati prima del 2000, avevano gravemente modificato la struttura originale dell\u2019edificio, esponendolo, come si \u00e8 visto, a importanti fenomeni di instabilit\u00e0 in una zona ad alto rischio sismico. Nonostante questo, i rilievi per il collaudo fatti nel 2000 dall\u2019architetto e dai 3 ingegneri preposti non avevano evidenziato criticit\u00e0 e avevano approvato lo stato di sicurezza<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Alto rischio sismico: una questione non ignorabile<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Come siamo costretti a considerare ogni volta che si verifica un terremoto, l\u2019Italia, pur coprendo molte aree geografiche ad <\/span><span><strong>elevato rischio sismico<\/strong><\/span><span>, \u00e8 piena di edifici, privati e statali, non adatti a sostenere questo tipo di criticit\u00e0. <\/span><span><strong>Il dato sulle scuole non \u00e8 incoraggiante<\/strong><\/span><span>: sono 18.665, pi\u00f9 di un terzo del numero totale, gli edifici scolastici ubicati in Comuni a rischio, di cui 3.832 soltanto in Sicilia, 3.458 in Campania, 2.399 in Calabria e 1.519 nel Lazio. Questi numeri, considerate le <\/span><span><strong>note problematiche sismiche del Paese<\/strong><\/span><span>, rischiano di essere un <\/span><span><strong>oscuro presagio<\/strong><\/span><span>, se non si promuove rapidamente un intervento capillare su tutto il territorio, mettendo in campo ogni risorsa\u00a0necessaria\u00a0per\u00a0regolarizzare gli edifici non a norma. \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Anagrafe dell\u2019Edilizia Scolastica: dove sei?<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Censire e valutare le strutture scolastiche \u00e8, o dovrebbe essere, compito dell\u2019<\/span><span><strong>Anagrafe dell\u2019Edilizia Scolastica<\/strong><\/span><span>, istituita nel 1996 dal Governo Dini e resa visibile online soltanto nel 2015, dopo 19 anni di incomprensibile resistenza. La <\/span><span><strong>richiesta di accesso civico ai dati<\/strong><\/span><span>, avanzata nel 2013 da <\/span><span><strong>Cittadinanzattiva<\/strong><\/span><span>, era stata inizialmente rifiutata dal MIUR; poi, con una sentenza del TAR del Lazio, si \u00e8 stabilito l\u2019<\/span><span><strong>obbligo di pubblicazione<\/strong><\/span><span>, eseguito il 7 marzo 2015. Ebbene, oggi i dati sono disponibili, s\u00ec, ma <\/span><span><strong>gravemente incompleti e lacunosi<\/strong><\/span><span>. Basti pensare che sull&#8217;edilizia delle\u00a0scuole dei Comuni di Casamicciola, Forio e Lacco Ameno, colpite dal <\/span><span><strong>terremoto di Ischia del 21 agosto 2017<\/strong><\/span><span>, non esiste la minima informazione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Cittadinanzattiva<\/strong><\/span><span>, per redigere il suo rapporto, ha quindi dovuto richiedere i dati direttamente alle amministrazioni, riscontrando anche qui, specialmente nelle grandi Citt\u00e0 Metropolitane, notevoli problemi: i rappresentanti politici e i funzionari di Roma, ad esempio, hanno candidamente ammesso di possedere tutta la documentazione sull\u2019edilizia scolastica <\/span><span><strong>soltanto in formato cartaceo<\/strong><\/span><span>, dispersa nei vari Municipi. La motivazione? <\/span><span><strong>L&#8217;assenza di personale e di risorse\u00a0<\/strong><\/span><span>necessari\u00a0a compiere le rilevazioni e a catalogarle.\u00a0Come si vede, dunque, il problema \u00e8 pi\u00f9 radicato e diffuso di quel che si pensa.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>In questo quadro, il neo Ministro dell\u2019Istruzione\u00a0<\/span><span><strong>Marco Bussetti<\/strong><\/span><span> ha ribadito la necessit\u00e0 di \u201cpotenziare l\u2019Anagrafe dell\u2019Edilizia Scolastica, che conterr\u00e0 tutte le informazioni necessarie per farsi un\u2019idea chiara sullo stato delle scuole. Oggi i dati disponibili per ciascun edificio sono 158, da ottobre saranno 572 e saranno costantemente aggiornati in tempo reale. Migliorare l\u2019Anagrafe ci consentir\u00e0 di individuare in futuro, in modo pi\u00f9 veloce ed efficace, le priorit\u00e0 su cui intervenire\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Lo crediamo anche noi. Ma bisogna agire in fretta, cercando di tradurre queste parole in <\/span><span><strong>atteggiamenti virtuosi<\/strong><\/span><span> e in un <\/span><span><strong>serio progetto nazionale di censimento e riqualificazione degli edifici scolastici<\/strong><\/span><span>, per evitare altre inutili disgrazie su cui piangere lacrime di coccodrillo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Autore:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.wecanjob.it\/archivio21_rischiare-la-vita-a-scuola-le-lunghe-ombre-dell-edilizia-scolastica-in-italia_0_288.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #3366ff;\"><span style=\"color: #3366ff;\">We Can Job<\/span>.<\/span><\/a><\/span><a href=\"https:\/\/www.wecanjob.it\/archivio21_rischiare-la-vita-a-scuola-le-lunghe-ombre-dell-edilizia-scolastica-in-italia_0_288.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #3366ff;\"><span style=\"color: #3366ff;\">\u00a0<span>Per approfondimenti su formazione e lavoro visita il sito Wecanjob.it<\/span><\/span><\/span><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.wecanjob.it\/archivio21_rischiare-la-vita-a-scuola-le-lunghe-ombre-dell-edilizia-scolastica-in-italia_0_288.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u00a0<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scuola si fonda su un patto implicito tra le famiglie e le istituzioni, che insieme si incaricano di assicurare ai bambini e ai ragazzi una formazione adeguata, in un ambiente protetto, fornendo loro tutti gli strumenti per crescere come persone e come futuri lavoratori. 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