{"id":3078,"date":"2018-11-19T12:02:08","date_gmt":"2018-11-19T11:02:08","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/migrazioni-una-invasione-che-non-c-e\/"},"modified":"2018-11-19T12:02:08","modified_gmt":"2018-11-19T11:02:08","slug":"migrazioni-una-invasione-che-non-c-e","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/migrazioni-una-invasione-che-non-c-e\/","title":{"rendered":"Migrazioni, una invasione che non c&#8217;\u00e8"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">I numeri degli ultimi due anni dicono che l\u2019emigrazione non \u00e8 un\u2019emergenza, n\u00e9 in Europa n\u00e9 in Italia, eppure le vicende della politica dicono il contrario; i partiti sovranisti e xenofobi dall\u2019Italia alla Svezia, dominano sempre pi\u00f9 la scena politica, accusando l\u2019immigrazione di tutti i mali. \u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>I migranti illegali entrati nei confini europei della UE sono passati da 1,8 milioni (agosto 2015) a 91.000 (agosto 2018).\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>I migranti illegali giunti in Italia via mare sono passati da 95.000 del periodo gennaio-agosto 2017 a 18000 del periodo gennaio-agosto 2018. \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Come si vede i numeri degli ultimi anni, quasi un decimo di quelli di due anni fa, parlano di una emergenza che non c\u2019\u00e8.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Un\u2019altra percezione tutta italiana \u00e8 che in Europa l\u2019Italia sia il paese che ha sofferto il peso maggiore dalle migrazioni, ma cos\u00ec non \u00e8. Sia come rifugiati con diritto d\u2019asilo che come migranti senza status l\u2019Italia, tra i paesi UE \u00e8 quello con il peso minore.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Secondo i dati UNHCR, nel 2016 il numero di rifugiati ogni 1.000 abitanti era di 23 in Svezia, 18 a Malta, 8 in Germania, 5 in Francia, e solo 2,4 in Italia. Cio\u00e8 i rifugiati per abitante erano 10 volte di pi\u00f9 in Svezia, 8 volte di pi\u00f9 a Malta, 3 volte di pi\u00f9 in Germania, 2,5 volte di pi\u00f9 in Francia. \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Anche per quanto riguarda gli immigrati l\u2019Italia \u00e8 agli ultimi posti della UE, con l\u20198,3% di immigrati rispetto alla popolazione contro il 17% dell\u2019Austria, il 15% della Germania, il 13% di Francia e Spagna. \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Dietro la distanza tra percezione e realt\u00e0 ci sono soprattutto le cattive politiche di accoglienza ed integrazione, poi la propaganda dei movimenti xenofobi, oltre l\u2019incapacit\u00e0 delle sinistre di controbattere le tesi sovraniste e xenofobe secondo cui tutti i problemi di insicurezza, disoccupazione, crisi economica siano dovuti agli immigrati. L\u2019eredit\u00e0 di decenni di cattive politiche di accoglienza pesa molto, cio\u00e8 l\u2019incapacit\u00e0 dei governi, soprattutto di quello italiano, di regolare ed organizzare al meglio l\u2019accoglienza degli immigrati. In Italia, tra rifugiati ed immigrati irregolari ci sono quasi 600mila unit\u00e0 che vagano senza meta nei punti pi\u00f9 improbabili delle citt\u00e0, dalle stazioni ai quartieri periferici, acuendo nelle popolazioni quell\u2019odio per lo straniero all\u2019origine dei successi politici delle destre sovraniste.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>L\u2019Italia, et\u00e0 media della popolazione 45 anni, per la bassa natalit\u00e0, \u00e8 oggi col Giappone, il paese pi\u00f9 vecchio del mondo. Un altro deficit delle politiche della sinistra \u00e8 la sottovalutazione del buco demografico. Pochi conoscono i danni che un rapido invecchiamento della popolazione, come quello di cui da decenni soffre l\u2019Italia, produce sull\u2019economia e lo stato generale del Paese. Nessun sistema economico e previdenziale pu\u00f2 sopravvivere con un rapporto di quasi uno tra giovani ed anziani. Con l\u2019attuale divario di 200mila unit\u00e0 tra decessi e nascite, senza il contributo di 200mila immigrati l\u2019anno come prevede l\u2019Istat, nel 2050 l\u2019Italia sarebbe un paese in declino definitivo, non solo demografico ma anche economico.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>1 &#8211; Migrazioni, fenomeno ciclico<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>I movimenti migratori sono stati, da tempo immemorabile, parte integrante della vita e del progresso delle popolazioni, sia pure con andamenti ciclici. Il numero di migranti internazionali \u00e8 continuato a crescere: nel periodo 2000-2015, \u00e8 stato di circa 70 milioni. Da notare che dei 70 milioni di migranti del quindicennio, circa 20 milioni si sono diretti verso l\u2019Europa, ma il 90% di questi erano spostamenti interni, talch\u00e8 i flussi reali dall\u2019esterno verso l\u2019Europa sono stati abbastanza modesti, per un continente di 700milioni o una Comunit\u00e0 europea di 500 milioni, flussi inferiori a 500mila l\u2019anno<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Nei sessant\u2019anni che precedettero la prima guerra mondiale, dal 1850 al 1910 l\u2019Europa \u00e8 stato il continente col record mondiale delle emigrazioni, pi\u00f9 di 40 milioni di persone emigrarono verso il nuovo mondo, cio\u00e8 il 10% della popolazione di allora, infinitamente pi\u00f9 alta della quota di popolazione africana che oggi emigra.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>L\u2019Italia \u00e8, con l\u2019Irlanda, paese col record mondiale di emigrazione. Dalla seconda met\u00e0 dell\u2019ottocento a prima della grande guerra, 1850-1913, sono emigrati definitivamente circa 20 milioni di italiani, pi\u00f9 di 300mila l\u2019anno, pari a circa il 10% della popolazione con destinazioni principali, Europa, Stati Uniti, America latina. Da una quarantina d\u2019anni in Italia le nascite si sono dimezzate a mezzo milione l\u2019anno e da una ventina d\u2019anni le immigrazioni sono aumentate. Da qui i forti flussi migratori che hanno investito il paese a ritmi di 300mila l\u2019anno dopo il 2000. Nel periodo 2000-2010 la popolazione residente \u00e8 aumentata di tre milioni solo grazie agli immigrati.\u00a0 L\u2019aumento di immigrati si \u00e8 fortemente ridotto negli anni successivi.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Dal 2000 sono riprese anche le emigrazioni dall\u2019Italia per le difficolt\u00e0 del paese di creare lavoro qualificato per i giovani pi\u00f9 istruiti. Nelle emigrazioni italiane sono sempre pi\u00f9 numerose le persone istruite. Nel 2002 sono usciti definitivamente (cancellati dalle anagrafi) 14mila laureati e diplomati, nel 2015 ben 50mila. Questo \u00e8 un triste paradosso, un Paese che ha pochi giovani e che per carenza di crescita innovativa non riesce a impiegare neanche quei pochi che ha.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Il futuro demografico del Paese \u00e8 addirittura peggiore del presente, perch\u00e9 la denatalit\u00e0 non sembra ridursi. Sono uscite di recente due autorevoli \u201cprevisioni demografiche al 2050 a migrazioni zero\u201d elaborate da Eurostat e dal prof. Massimo Livi Bacci che descrivono un futuro preoccupante. Il quadro che ne esce \u00e8 preoccupante, non tanto per le consistenti riduzioni di popolazione previste, da 10 a 14 milioni, quanto per l\u2019ulteriore invecchiamento. Un Paese ad alta densit\u00e0 abitativa come l\u2019Italia potrebbe vivere benissimo anche con 10 milioni in meno, ma non con una media di 12 milioni in meno di persone in et\u00e0 lavorativa e circa 2 milioni di anziani in pi\u00f9.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Tab. 1 &#8211; Italia, popolazione al 2050 nell\u2019ipotesi di Immigrazioni zero<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 popolazione 2015 (000)\u00a0 popolazione 2050 (000) variazioni (000)\u00a0 \u00a0 %<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Eurostat\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 60.795\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 51.500 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 -9.295\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 -15\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>\u00a00-59 anni \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 43.832\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 33.000 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 -10.832 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 -23<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>\u00a060 anni e +\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 16.963\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 18.500\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 +1.537 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 + 9<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>M.Livi Bacci \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 60.795\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 46.123 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 -14.670 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 -24<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>0-59 anni \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 43.832 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 27.388 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 -16.444 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 -37<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>60 anni e +\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 16.963 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 18.735\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 +1.774 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 +10<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Fonti: Eurostat, Massimo Livi Bacci, lezione all\u2019Universit\u00e0 di Verona, 10\/10\/2016<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>L\u2019et\u00e0 media della popolazione passerebbe dall\u2019attuale 45 anni, record mondiale di vecchiaia insieme al Giappone, a 53 anni, che decreterebbe il tracollo definitivo di una economia gi\u00e0 fortemente stressata per l\u2019anzianit\u00e0 della popolazione, fattore negativo per i consumi ed il Pil, che \u00e8 fatto per l\u201980% di consumi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>In sintesi la mia tesi \u00e8 semplice, la stagnazione economica ed occupazionale dell\u2019Italia ha molte cause, a cominciare dalla inefficienza della pubblica amministrazione e della Giustizia, per finire ad un capitalismo industriale familiare ed asfittico, ma la causa numero uno \u00e8 la bassa natalit\u00e0 ed il conseguente invecchiamento che danneggia sia la domanda che l\u2019offerta e quindi il Pil e l\u2019occupazione.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Dal lato della domanda il Pil \u00e8 fatto per l\u201980% di consumi ed i consumi degli ultrasessantacinquenni, abitazioni, abbigliamento, mobilit\u00e0, alimentari, con l\u2019eccezione dei farmaci, sono meno della met\u00e0 di quelli della popolazione pi\u00f9 giovane. Dal lato dell\u2019offerta nella societ\u00e0 digitale la maggioranza delle innovazioni \u00e8 fatta dai giovani ed infatti l\u2019Italia \u00e8 un paese a bassa innovazione che non riesce a dar lavoro neanche ai suoi giovani che sono la met\u00e0 di trent\u2019anni fa. Da tutti i dati emerge con chiarezza che l\u2019eccessivo invecchiamento mette in crisi l\u2019economia di un paese, a meno di non compensarla con flussi immigratori paralleli ed intelligenti, come ha fatto ad esempio un altro paese a bassa natalit\u00e0 e molto vecchio, la Germania (45 anni di et\u00e0 media) che ha migliorato la condizione demografica prima con massicce immigrazioni di italiani, spagnoli e turchi, poi di siriani, afgani, africani ed oggi ha una quota di immigrati superiore al 15% della popolazione. E a meno di non ridurne i danni sociali con politiche pro labor, riduzioni di orario e simili. L\u2019Italia, invece, marcia in direzioni contrarie, con la precariet\u00e0 crescente dei giovani senza futuro e senza figli e con le paure anti immigrati che non si abbassano neanche davanti al fatto che 4.000 Comuni su 8.000 sono in via di spopolamento e destinati a divenire Comuni fantasma.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>2 &#8211; I migranti non rubano lavoro ai locali, anzi creano lavoro<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Nel decennio 2000-2010, a fronte di una massiccia immigrazione di 3 milioni di unit\u00e0, malgrado la crisi del 2009, si ebbe una crescita di occupazione di 1,3 milioni (Tab 2). Di contro, nel successivo quinquennio, 2010-2015, con un\u2019immigrazione annua meno della met\u00e0 del decennio precedente, si ebbe un consistente calo di occupazione. Il tasso di occupazione (rigo 4 della tabella 2) vera misura dello stato occupazionale \u00e8 aumentato nel periodo di forte immigrazione e si \u00e8 ridotto nel periodo di debole immigrazione.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Quali sono gli effetti della denatalit\u00e0 sul mercato del lavoro? Per carenza di mano d\u2019opera vanno in crisi settori economicamente poco competitivi, aumentano fortemente gli anziani e peggiorano gli indici di anzianit\u00e0 (rapporto tra ultra sessantacinquenni e popolazione in et\u00e0 da lavoro), dati che decreterebbero un declino ancora pi\u00f9 accentuato del Paese se non fossero\u00a0 compensati dagli immigrati.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Infatti l\u2019Istat, nelle sue previsioni demografiche, prevede per alcuni decenni un flusso annuo di 150mila-200mila immigrati.\u00a0 Perch\u00e8 gli stranieri salvano lavoro italiano? Perch\u00e9 se la raccolta di frutta e pomodori \u00e8 ancora possibile lo \u00e8 grazie ad alcune centinaia di migliaia di migranti pesantemente sfruttati, se le concerie non chiudono grazie agli immigrati si possono continuare a fare scarpe e borse, etc.. In Abruzzo, in Puglia, in Emilia e Lombardia, in Campania e nel Veneto, agricoltura ed allevamento sono mantenuti in vita dagli immigrati. I quasi due milioni di badanti e colf stranieri consentono il lavoro familiare ad altrettante persone. In Sicilia senza il lavoro di migliaia di tunisini la pi\u00f9 grossa flotta di pesca d\u2019altura del Mediterraneo resterebbe in porto e migliaia di siciliani, comandanti, motoristi, venditori di pesce resterebbero senza lavoro. Nel Centro-Nord molte industrie, con lavori usuranti sopravvivono grazie agli stranieri, concerie, fonderie, alimentari, abbigliamento, pulizia, infermieri, alberghi, etc..<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>\u00a0Tab. 2 &#8211; Italia, Immigrazione ed occupazione nel periodo 2000-2015\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 (000)<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>\u00a0\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 2000\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 2010\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 2015<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>1 &#8211; Stranieri presenti \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 2.122\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 5.122\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 5.789<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>2\u00a0 &#8211; Occupati \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 21.595\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 22.873\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 22.500<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>3 &#8211; Popolazione 15-64 anni \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 38.840\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 38.968\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 40.540<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>4 &#8211; 2\/3 Tasso di occupazione \u00a0 \u00a0 \u00a0 55,6%\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 56,9% \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 55,5%<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0In Europa i paesi a pi\u00f9 alto tasso di occupazione sono proprio i paesi con la pi\u00f9 alta presenza di immigrati: l\u2019Austria, col 17% di immigrati ha un tasso d\u2019occupazione del 72%, la Germania, col 15% ha un tasso d\u2019occupazione del 74%, la G.B. col 13% ha un tasso d\u2019occupazione del 72%, la Francia col 12% ha un tasso di occupazione del 65%, l\u2019Italia, col 9% ha un tasso d\u2019occupazione del 56%, pari a 4 milioni di posti lavoro in meno rispetto all\u2019Europa.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>3 &#8211; Il razzismo cresce se alimentato da movimenti e partiti xenofobi<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Da qualche anno la paura dei migranti, insieme alla crisi economica e alla pessima politica di accoglienza, spingono settori sempre pi\u00f9 ampi di ceti popolari verso movimenti di destra populista. I migranti sono diventati il primo tema con cui le destre fanno politica in Europa ma anche negli S.U. Tutte le analisi mostrano che la diffusione di sentimenti anti immigrati nelle popolazioni, pi\u00f9 che essere legata a dati oggettivi come il peso degli stranieri e il tasso di disoccupazione, \u00e8 legata alla cattiva organizzazione dell\u2019accoglienza e ai movimenti populisti che politicizzano il tema migranti.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>E\u2019 sufficiente dare uno sguardo ai paesi europei con la pi\u00f9 alta presenza di immigrati, Svizzera 29%, Austria e Svezia, 17%, Germania 15%, Spagna e G.B. 13%, per vedere come i sentimenti anti immigrati crescano nei paesi a forte presenza di movimenti xenofobi. Ad esempio la Spagna \u00e8 quasi l\u2019unico paese europeo che non ha visto nascere un partito xenofobo, pur essendo ad alta disoccupazione e ad alta presenza di immigrati, registra una diffusione di sentimenti xenofobi nettamente inferiore alla media europea; di pi\u00f9 la Spagna, oltre ad essere il paese europeo che, rispetto alla popolazione, ha pi\u00f9 Rom di altri paesi, (500mila contro i nostri 180mila, 1% della popolazione contro il nostro 0,25%) \u00e8 il paese che ha meglio risolto il problema.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>A differenza del ministro Salvini che ha promesso di chiudere tutti i Campi Rom senza dire che fine far\u00e0 fare ai Rom, in Spagna i campi Rom sono chiusi da decenni, grazie anche ad una politica ad hoc, appoggiata da tutti i partiti e sostenuta da contributi UE che invece l\u2019Italia non utilizza. Oggi il 90% dei Rom spagnoli vive in abitazioni individuali, il 50% \u00e8 occupato e tutti i bambini sono iscritti alle scuole elementari. Osservazioni in parte simili possono essere fatte per la Svizzera, il paese europeo a pi\u00f9 alta presenza di immigrati, 29%, che, anche se registra periodicamente qualche successo locale di referendum cantonali anti immigrati (il pi\u00f9 recente in Canton Ticino), non ha mai messo in discussione le politiche nazionali di accoglienza.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Il quadro \u00e8 completamente diverso nei paesi dove prosperano movimenti di estrema destra che hanno rivolto contro i migranti i tutti i carichi di paure e insicurezza della crisi: Austria, Germania, Olanda, Grecia, Francia, Italia, Svezia e Gran Bretagna, sono paesi dove i sentimenti anti immigrati crescono insieme ai voti dei partiti populisti, a prescindere dai dati su disoccupazione e presenza di immigrati. Che fare? Una grande mobilitazione culturale, a cominciare dalle scuole, dove i dati reali sui flussi migratori, sulle opportunit\u00e0 create dagli immigrati e sui reali costi-benefici, siano diffusi per contrastare le bugie dalla destra xenofoba.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Organizzare meglio l\u2019accoglienza ed il trattamento dei richiedenti asilo in attesa di dichiarazione di status e riassorbire il fenomeno degli immigrati irregolari \u00e8 vitale per la sicurezza reale e percepita dei cittadini.\u00a0 Perch\u00e9 gli immigrati sbandati non si concentrino intorno alle stazioni di transito, Milano, Roma, Como, Ventimiglia, non vagabondino senza controlli nelle strade, siano diffusi soprattutto nei Comuni in via di spopolamento che sono il 50% dei Comuni italiani, e perch\u00e9 impieghino i tempi di attesa in qualche attivit\u00e0 socialmente utile.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Per realizzare tutto ci\u00f2 \u00e8 necessario che lo Stato assuma responsabilit\u00e0 dirette nella gestione dell\u2019accoglienza, senza escludere il ricorso a microstrutture del terzo settore ma esercitando controlli puntuali e continui punendo esemplarmente i casi di corruzione e apportando modifiche alla Legge, ormai inadatta a favorire sia l\u2019accoglienza umanitaria, per sua natura non selettiva, che la migrazione \u201cutile\u201d che per sua natura implica scelta e selezione. Purtroppo la legge di immigrazione e sicurezza, cosiddetta Salvini, va in direzione del tutto opposta.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>4 &#8211; Accoglienza diffusa, met\u00e0 dei Comuni italiani si spopola, il modello \u00a0 \u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>\u00a0\u00a0 \u00a0 Riace<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Quest\u2019anno l\u2019isola di Ventotene, come centinaia di Comuni italiani non avr\u00e0 una scuola Media per mancanza di allievi ed il rifiuto dei cittadini locali ad accogliere qualche famiglia di stranieri. A differenza di centinaia di Comuni inseriti nel sistema SPRAR, anch\u2019essi in via di spopolamento dove, grazie agli immigrati nessuna Scuola \u00e8 stata chiusa.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Oggi, non solo la legge Salvini \u201cimmigrazione e sicurezza\u201d vorrebbe fortemente depotenziare l\u2019unica struttura, lo Sprar, che accoglie ed inserisce decentemente circa il 20% degli immigrati. Sinora solo 2200 Comuni su 8000 hanno accettato di ospitare migranti, eppure il Censimento del 2011 aveva individuato ben 3.225 Comuni in via di spopolamento, diffusi su tutto il territorio, da Nord a Sud. I casi pi\u00f9 riusciti di integrazione dei migranti sono realizzati dall\u2019accoglienza diffusa, grazie alla quale molti Comuni-fantasma si stanno risollevando. \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Il caso pi\u00f9 noto \u00e8 quello di Riace, comune calabrese di 1.726 abitanti, di cui 400 stranieri, perfettamente integrati, tanto che il sindaco Domenico Lucano, citato dalla rivista Fortune tra i 40 uomini pi\u00f9 importanti del mondo, \u00e8 stato gi\u00e0 eletto due volte negli anni novanta.\u00a0 Riace, con soli 250 abitanti nel centro storico era un paese fantasma in via di estinzione ma oggi, dopo un primo sbarco di immigrati avvenuto nel 1998, il paese si \u00e8 ripopolato ed \u00e8 rinato, la popolazione del centro storico \u00e8 raddoppiata, alcune scuole sono state riaperte e molti laboratori artigiani sono sorti, dando lavoro anche ai locali. Oggi il progetto Riace, che per anni non ha avuto sostegno pubblico, vive con i 35 euro previsti per ogni migrante dal Ministero degli Interni, di cui solo una parte va agli immigrati, mentre il resto viene impiegato dal Comune per la ristrutturazione delle case, gli stipendi degli assistenti, le borse lavoro.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Il caso dimostra che con una gestione intelligente del Comune i 35 euro sono pi\u00f9 che sufficienti e avvantaggiano tutta la popolazione, locali compresi. Ad oggi pi\u00f9 di 100 immigrati sono usciti dal programma Sprar e sono autonomi. Riace \u00e8 un modello esportabile? Si, a patto di rispondere con intelligenza sia alla migrazione \u201cumanitaria\u201d di rifugiati e perseguitati che alla migrazione \u201ceconomica\u201d, che vanno affrontati in modo diverso. Purtroppo in Europa sembra che quasi nessun leader, a parte la Merkel, abbia compreso i termini del problema. La politica migranti decisa dall\u2019Europa fa acqua da tutte le parti. La Delocation non funziona e l\u2019accordo con la Turchia funziona ma non in termini di solidariet\u00e0 e civilt\u00e0, mentre il sistema SPRAR rischia la chiusura se la legge Salvini su \u201cimmigrati e sicurezza\u201d, andr\u00e0 in porto.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>5 &#8211; Rottamare le bugie ed organizzare meglio l\u2019accoglienza<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>\u00c8 necessario organizzare al meglio le politiche di accoglienza ed integrazione onde evitare che i migranti girino incontrollati per le strade impaurendo la gente, e fare in modo che siano impegnati nello studio dell\u2019italiano e delle nostre leggi, svolgano lavoro retribuito in misura anche simbolica o socialmente utile. Bisogna inoltre che l\u2019accoglienza sia diffusa al massimo, anche con incentivi ai Comuni, soprattutto quelli in via di spopolamento, diffusi al Nord, al Centro ed a Sud.\u00a0 Occorre combattere con rigore il lavoro nero, di stranieri ma non solo, accusato a ragione, di deprimere salari e condizioni di lavoro degli italiani. \u00c8 necessario informare meglio i cittadini sui vantaggi che gli stranieri portano al Paese, non solo in termini di reddito e di contributi pensione, nettamente superiori alle cifre che ricevono come previdenza, ma soprattutto come imprese private e pubbliche che chiuderebbero senza stranieri, ospedali, allevamento, agricoltura, pulizia citt\u00e0, industrie alimentari, siderurgiche, tessili, edilizia, etc. senza contare il milione e mezzo di badanti straniere, di cui la met\u00e0 in nero, che assistono altrettanti anziani e consentono a milioni di donne di recarsi al lavoro. Infine, Last but not\u00a0 Least, \u00e8 necessario\u00a0 varare una nuova Legge Immigrazione, che tra l\u2019altro cancelli il reato di clandestinit\u00e0, preveda il permesso di soggiorno temporaneo per la ricerca di occupazione, reintroduca la chiamata diretta.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I numeri degli ultimi due anni dicono che l\u2019emigrazione non \u00e8 un\u2019emergenza, n\u00e9 in Europa n\u00e9 in Italia, eppure le vicende della politica dicono il contrario; i partiti sovranisti e xenofobi dall\u2019Italia alla Svezia, dominano sempre pi\u00f9 la scena politica, accusando l\u2019immigrazione di tutti i mali. \u00a0 I migranti illegali entrati nei confini europei della [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":3077,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-3078","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-newsletter"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - 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