{"id":3123,"date":"2018-12-18T12:00:25","date_gmt":"2018-12-18T11:00:25","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/africa-ed-europa-uno-scambio-demografico-inevitabile\/"},"modified":"2018-12-18T12:00:25","modified_gmt":"2018-12-18T11:00:25","slug":"africa-ed-europa-uno-scambio-demografico-inevitabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/africa-ed-europa-uno-scambio-demografico-inevitabile\/","title":{"rendered":"Africa ed Europa: uno scambio demografico inevitabile"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1885 al termine del congresso di Berlino, che stabiliva le regole della spartizione dell\u2019Africa, l\u2019Europa aveva 275 milioni di abitanti. L\u2019Africa, con una superfice sei volte pi\u00f9 grande, non superava i 100 milioni di abitanti. L\u2019Africa sub sahariana era in una condizione di estrema povert\u00e0. Ai giorni nostri la popolazione del sud sahariano si \u00e8 quadruplicata passando da 230 milioni del 1960 ad un miliardo del 2015. Nello stesso periodo il numero totale dei migranti \u00e8 passato da 20 a 60 milioni, mentre sta emergendo una classe media i cui consumatori, circa 150 milioni, dispongono attualmente di un reddito quotidiano tra i 5 ed 20 dollari seguiti da altri 200 milioni che dispongono tra i 2 e i 5 dollari.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi vivono nell\u2019Unione Europea 510 milioni di individui a fronte di 1,3 miliardi di africani. Entro 35 anni questo rapporto sar\u00e0 di 450 milioni di europei a fronte di 2,5 miliardi di africani. Nel frattempo la popolazione europea sar\u00e0 ulteriormente invecchiata e nel 2050 due terzi degli africani avr\u00e0 meno di 30 anni. Cio\u00e8 per un cinquantenne europeo avremo 3 africani di 30 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo l\u2019Africa sub sahariana si \u00e8 connessa con il resto del mondo tramite canali televisivi e satellitari ed i cellulari ed anche via internet acquisendo conoscenza di mondi migliori. Il giovanilismo della popolazione sub-sahariana rappresenta oltre il 40% della popolazione africana che ha meno di 15 anni. Un dato fondamentale di cui occorre cogliere tutte le implicazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad esempio, il fatto che i due terzi dei siero positivi sulla terra siano sub sahariani si spiega con l\u2019elevata attivit\u00e0 sessuale dei giovani meno prudenti degli anziani, e che altri vadano ad ingrossare i ranghi di mercenari, al soldo del miglior offerente, si spiega con l\u2019assenza di alternative, come modalit\u00e0 di vita e mezzo di sopravvivenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A sud del Sahara la piramide dell\u2019et\u00e0, con la base molto larga, mina il diritto di primogenitura e si contrappone al diritto di anzianit\u00e0 che contempla una autorit\u00e0 che si esercita a scapito dei giovani e delle donne fino alla morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Oggi questi giovani non attendono pi\u00f9 il proprio turno per accedere al potere ed alla prosperit\u00e0. Se non ci riescono, cercano di trasferirsi altrove dove potranno infine diventare \u201cgrandi\u201d tentando di emanciparsi. Sono allacciati al mondo esterno mediante i mezzi di comunicazione moderni di ogni tipo il cui utilizzo risulta ostico agli anziani. La loro vera vita si colloca altrove, il sogno pi\u00f9 vicino, che pu\u00f2 essere una citt\u00e0 di provincia, la capitale, una metropoli, l\u2019Europa, gli Stati Uniti, la Cina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo un\u2019inchiesta condotta dall\u2019Istituto Gallup nel 2016 il 42% degli africani tra i 15 ed i 24 anni ed il 32% dei diplomati della scuola secondaria superiore si dicono intenzionati a partire verso l\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 2015 \u00e8 stato un anno che ha espresso un record di migrazioni in Europa, e questo non soltanto a causa guerre in Siria, Afghanistan ed Iraq o perch\u00e9 provenienti da paesi a rischio di dissoluzione o vittime di repressione, ma costituito da persone desiderose di trovare per s\u00e9 e per i propri figli condizioni migliori di vita. Nel 2015 sono entrate in Europa 1,8 milioni di persone di cui 1 milione attraverso il Mediterraneo di cui 200mila dall\u2019Africa che si sono aggiunti allo stock di migranti africani in Europa stimato complessivamente in 9 milioni di individui nel 2016. L\u2019immigrazione come fenomeno politico assume aspetti particolarmente delicati sia per quanto concerne il controllo delle frontiere e delle regole di ammissione, sia per quanto riguarda i modelli di integrazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019immigrazione \u00e8 stata politicizzata prima di essere analizzata.\u00a0Ad esempio: chi sopporter\u00e0 i costi dell\u2019accoglienza, i costi dei corsi di lingua, dei sussidi, dell\u2019abitazione, degli stage di riconversione?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tutto si scarica sulle spalle dei contribuenti o attraverso una tassa correttiva sui costi di produzione?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Porte chiuse o diritto di stabilirsi dove si vuole?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0L\u2019impressione \u00e8 che coloro che di solito alimentano il dibattito pubblico con le loro riflessioni hanno alimentato l\u2019interesse soprattutto connesso al disagio sociale quale effetto primario dell\u2019immigrazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le porte chiuse riportano a Thomas Robert Malthus il quale nel \u201dSaggio sul principio della Popolazione\u201d nell\u2019edizione del 1798, postulava la\u201d finitezza\u201d delle risorse e l\u2019irriducibile egoismo del genere umano, per cui un individuo che non riesce ad inserirsi nella societ\u00e0 verr\u00e0 inesorabilmente espulso ordinandogli di andarsene. In un mondo chiuso ed immorale. Questa potr\u00e0 essere la sorte riservata alle generazioni dei giovani africani prossimi a venire?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le porte aperte postulano il diritto di stabilirsi dove si vuole, come \u00e0ncora di salvezza per una societ\u00e0 occidentale in rapido invecchiamento.\u00a0\u00a0Questo alimenta il disagio sociale connesso all\u2019immigrazione lasciando all\u2019estrema destra ed ai movimenti populistici la gestione politica delle prime grida di allarme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le popolazioni sub sahariane si sono sviluppate in misura imprevedibile e sconosciuta a qualsiasi altra popolazione del pianeta, senza una rivoluzione del verde che ne garantisse la sicurezza alimentare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Eppure il subcontinente sahariano ha un suolo qualitativamente autosufficiente. In Africa si trova circa il 60% del totale mondiale delle terre fertili non ancora messe a cultura. Tuttavia 400 milioni di sub sahariani soffrono di malnutrizione cronica. Il 96% dei contadini coltiva appezzamenti inferiori ai 5 ettari e producono meno di una tonnellata di frumento per ettaro a fronte di nove della Francia. La scarsa produttivit\u00e0 della terra costringer\u00e0 all\u2019importazione di derrate alimentari a prezzi elevati riducendosi i fondi necessari all\u2019importazione di macchine utensili per la meccanizzazione ed industrializzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per una massa di africani l\u2019Africa rappresenta un luogo di partenza oggetto pi\u00f9 di frustrazioni che di disagio. Quanti saranno non si pu\u00f2 immaginare con certezza ma di sicuro sar\u00e0 un incontro migratorio su larga scala tra Africa ed Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisogna consentire di entrare in Europa o bisogna bloccarli alle frontiere? Il vecchio continente sarebbe in grado di sopperire alla crisi del suo sistema pensionistico?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Il dibattito sull\u2019immigrazione continua ad essere acceso, tra chi teme di perdere la propria anima e chi vuole dimostrare di averne una. Le migrazioni sono vecchie come il mondo, il loro intensificarsi obbliga ad impegnarsi a costruire un pi\u00f9 ampio consenso sulle scelte da assumere, che sono inevitabili e come tali vanno affrontate con senso di equilibrio.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti noi siamo interessati al grande popolamento in atto, sia come migranti cio\u00e8 come persone che si sono insediate altrove, sia come ospiti, cio\u00e8 come persone che accolgono i migranti &#8211; pionieri di una nuova vita altrove \u2013 a conclusione di un viaggio con un lasciapassare o costituito da una odissea clandestina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1850 l\u2019Europa, esclusa la Russia, contava 200 milioni di abitanti. Nel 1914, alla vigilia della Prima Guerra ne contava 100 milioni in pi\u00f9. Durante questo periodo 60 milioni di europei hanno abbandonato il loro continente: 43 milioni sono andati in America del Nord, 11 milioni in America Latina, 3,5 in Australia, 1 milione in Sud Africa. Dopo la Seconda Guerra mondiale l\u2019Europa mediterranea ha cominciato a trasferirsi a nord in Francia e Inghilterra e Germania.\u00a0\u00a0Perch\u00e9 l\u2019Africa non ha il diritto di trasferire parte della sua eccedenza demografica mediante la valvola migratoria?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2015 un milione di emigranti ha attraversato il Mediterraneo; una annata record nella quale l\u2019Europa ha visto crollare la propria capacit\u00e0 di impedire l\u2019accesso ai migranti. Le immagini dei reticolati a cui si aggrappavano i migranti rimandavano al ricordo della cortina di ferro di una\u201d fortezza\u201d Europa vietata ai dannati della terra. I soldi dati alla Turchia in due rate 2016-2018 sono al confronto un buon investimento tanto da mettere al riparo da accuse di violazione dei diritti dell\u2019uomo.\u00a0\u00a0Alla Libia sono stati dati 90 milioni di Euro a titolo di aiuto per affrontare i flussi migratori senza, per altro, avere cognizione di dove siano finiti questi soldi ed il loro utilizzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quali possono essere i possibili accadimenti evolutivi dell\u2019attuale situazione migratoria? Possono formularsi alcune ipotesi: che l\u2019Europa accolga i migranti nella speranza di un ringiovanimento demografico, di un maggiore dinamismo ed una maggiore diversificazione. Questo scenario comporterebbe il trionfo dell\u2019universalismo umanista, dove per\u00f2 occorre non fermarsi a met\u00e0 strada nella corsa alla carit\u00e0 senza finanziare i posti di lavoro, i costi delle abitazione e dell\u2019istruzione. Oppure che la \u201cFortezza\u201d Europa continui a trovare gli accordi con i Paesi mediterranei, quali la Libia e la Turchia, per trattenere i migranti garantendosi la collaborazione dei regimi africani avendo in cambio una sicurezza, tuttavia temporanea; oppure effettuare una gestione morbida dei flussi migratori ed una scommessa sulla possibile<em>\u201cvera\u201d\u00a0<\/em>prosperit\u00e0 dell\u2019Africa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1885 al termine del congresso di Berlino, che stabiliva le regole della spartizione dell\u2019Africa, l\u2019Europa aveva 275 milioni di abitanti. L\u2019Africa, con una superfice sei volte pi\u00f9 grande, non superava i 100 milioni di abitanti. L\u2019Africa sub sahariana era in una condizione di estrema povert\u00e0. 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