{"id":314,"date":"2014-01-13T22:01:07","date_gmt":"2014-01-13T21:01:07","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/oltre-la-sopravvivenza\/"},"modified":"2014-01-13T22:01:07","modified_gmt":"2014-01-13T21:01:07","slug":"oltre-la-sopravvivenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/oltre-la-sopravvivenza\/","title":{"rendered":"Oltre la sopravvivenza"},"content":{"rendered":"<h1 style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"font-size: 13px; line-height: 22px;\">Premessa al 47\u00b0 Rapporto annuale CENSIS sulla situazione sociale del Paese<\/strong><\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\">1.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non \u00e8 mai stato facile negli ultimi decenni interpretare la nostra societ\u00e0, di sua natura complessa e che nel tempo ha subito continui intrecci di innovazione e di regressione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sfida interpretativa \u00e8 per\u00f2 diventata in questo 2013 ancora pi\u00f9 difficile. Non solo e non tanto per l\u2019affollarsi in esso di vicende cos\u00ec impressive (l\u2019esito tripolare delle elezioni politiche, la elezione-rielezione del Presidente della Repubblica, la compresenza di due pontefici, le primavere arabe, i tentativi di successione generazionale nella politica, ecc.) che avrebbero fatto sostanza di un lustro breve, pi\u00f9 che di un lungo anno. Ma anche e specialmente perch\u00e9 nella dialettica sociale e politica degli ultimi mesi si sono imposte tre tematiche (e tre convinzioni) che sembrano onnipotenti nello spiegare la situazione:<\/p>\n<ul style=\"list-style-type: circle;\">\n<li>la prima \u00e8 che l\u2019Italia \u00e8 sull\u2019orlo del baratro o dell\u2019abisso;<\/li>\n<li><span style=\"text-align: justify;\">la seconda \u00e8 che i pericoli maggiori derivano dal grave stato di instabilit\u00e0 (nazionale o internazionale, economica o politica che sia);<\/span><\/li>\n<li><span style=\"text-align: justify;\">la terza \u00e8 che non abbiamo classe dirigente adeguata a evitare il pericolo del baratro e a gestire la instabilit\u00e0, e molti addirittura ritengono che essa non esista affatto.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono cos\u00ec evidenti queste tre convinzioni che l\u2019opinione pubblica ne fa la base per un\u2019interpretazione facile e per uno sconforto continuato che traspare in ogni commento, sia elitario che popolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma l\u2019abisso non arriva, l\u2019instabilit\u00e0 si ripresenta quotidianamente e la classe dirigente resta sempre inadeguata. Cos\u00ec fra le citate convinzioni si \u00e8 andato formando un intreccio di diabolica reciproca accentuazione. La classe dirigente, infatti, tende a ricercare la sua legittimazione nell\u2019impegno a dare stabilit\u00e0 al sistema, magari partendo da annunci drammatici, decreti salvifici e complicate manovre che hanno la sola motivazione e il solo effetto di far restare essa stessa la sola titolare della gestione della crisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non si costruisce nessuna classe dirigente con annunci di catastrofe emessi a ritmo continuo, con continue chiamate all\u2019affanno, con continue affannose proposte di rigore, magari con un continuo atteggiamento pedagogico cui \u00e8 sottointeso un moralistico pregiudizio nei confronti delle qualit\u00e0 civili della gente. Non si illumina una realt\u00e0 sociale (fosse pur fatta di materiale scadente, come qualche volta si sottolinea) con questi atteggiamenti; ed \u00e8 impossibile pensare a un cambiamento. La classe dirigente non pu\u00f2 e non vuole uscire dalla implicita ma ambigua scelta di \u201cdrammatizzare la crisi per gestire la crisi\u201d: una tentazione che peraltro vale per tutti, politici come amministratori pubblici, banchieri come opinionisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Altrettanto ambigua \u00e8 la propensione a credere, per alcuni addirittura la certezza, che buona parte dei nostri guai sia dovuta alla instabilit\u00e0 politica e istituzionale, \u00a0\u00a0e che quindi sia necessario perseguire, se non imporre, una alta stabilit\u00e0 del sistema (vale per la cultura di governo dell\u2019Europa come per l\u2019affezione per elezioni maggioritarie capaci di creare quinquenni di stabile governo).\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di una stabilit\u00e0 vista come valore unificante \u2012 addirittura una sorta di \u201cpacificazione\u201d \u2012 della vita collettiva, quasi una nostalgia del mare calmo, come immagine di ordinata e obbligata modulazione della esistenza dei vari soggetti sociali. Questa coazione alla stabilit\u00e0 nel momento pi\u00f9 critico dell\u2019anno ha portato anche a una tale paura del conflitto da sfociare in una \u201creinfetazione\u201d delle forze politiche nelle responsabilit\u00e0 del Presidente della Repubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si \u00e8 avuta per\u00f2 adeguata coscienza che mare calmo e reinfetazione sono grandi incubatori di disturbi esistenziali e di sistema: la reinfetazione, infatti, riduce nei singoli individui la liberazione e la maturazione delle energie vitali e delle autonomie di responsabilit\u00e0 dei vari soggetti; mentre il mare calmo, apparentemente calmo, \u00e8 foriero non solo del ponentino romano, ma pi\u00f9 spesso di fenomeni violenti (\u201cdal mare nascono le piogge, le tempeste, le trombe d\u2019aria, i maremoti\u201d, scriveva Senofane), che sul piano sociale possono essere fenomeni conflittuali senza possibilit\u00e0 di controllo e gestione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Del resto, la coazione alla stabilit\u00e0 non pu\u00f2 certamente coprire lo sconforto collettivo di fronte al permanere dei pericoli di catastrofe e della sfiducia in una inadeguata classe dirigente. E viene allora spontaneo domandarsi come si atteggia e si comporta la componente ordinaria della societ\u00e0 (di terzo, quarto o quinto \u201cstato\u201d che sia) di fronte a una tale ansiogena situazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altri periodi sarebbe scattato il mix fra l\u2019adattamento continuato (spesso il puro galleggiamento) e l\u2019orgoglio di una \u201csociet\u00e0 civile\u201d che si proponeva come soggetto di autonoma responsabilit\u00e0 collettiva; ma questa volta del mix citato ha funzionato solo la prima componente, forse con una tentazione di ulteriore acquattamento negli interessi particolari (specie delle imprese e delle famiglie) nella speranza di resistere al baratro. Mentre sempre pi\u00f9 in ombra appare la so- ciet\u00e0 civile che verosimilmente ha consumato il suo orgoglio in illusorie ambizioni di una superiorit\u00e0 morale utilizzata come strumento politico. Oggi circolano altre e pi\u00f9 dure tensioni: il popolo dei girotondi \u00e8 sostituito, come operatore d\u2019opinione, dai cortei antagonisti, quale che sia il valore che ad essi possiamo attribuire. Cos\u00ec \u00e8 oggi forse giunta l\u2019ora di non usare pi\u00f9 una espressione (\u201csociet\u00e0 civile\u201d) datata e con declinante forza di identificazione e mobilitazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00c8 naturale, come si \u00e8 detto, che in questo progressivo vuoto di classe politica, di societ\u00e0 civile e di leadership collettiva, i soggetti della vita quotidiana rischiano di restare in una solitudine senza \u00e9lite, con il pericolo che si possa dare ragione a chi ha sempre sostenuto che \u201cil popolo italiano \u00e8 materia inerte, che si muove insieme e in avanti solo quando \u00e8 illuminato dalla luce di una \u00e9lite intelligente\u201d. Se cos\u00ec fosse sarebbe davvero vicino il baratro, non solo dell\u2019economia, ma anche del disfacimento della struttura stessa della societ\u00e0, magari accentuato dalla bassa qualit\u00e0, anzi da una profonda crisi antropologica, delle singole molecole sociali, divenute inerti elementi di moltitudine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rispetto a questa pessimistica prospettiva interpretativa, riproposta da quasi duecento anni nella cultura di \u00e9lite, l\u2019unica alternativa \u00e8 quella di prendere fenomenologicamente atto che comunque milioni di singoli operanti nella vita quotidiana esistono e si comportano in maniera omogenea e tutto sommato coesa. Realismo vuole che si convenga che, al di l\u00e0 di tutti i baratri imminenti, una societ\u00e0 italiana esiste e vive come portato storico. \u201cLa realt\u00e0 \u00e8\u201d, al di l\u00e0 di come a diverso modo ne diamo rappresentazione; e \u201cvive nei processi\u201d, non nella progettazione del nuovo che tanto \u00e8 andata di moda negli ultimi anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E converr\u00e0 ripetere, alla luce del primato della realt\u00e0 e dei processi, che la nostra identit\u00e0 nazionale si \u00e8 costruita nei processi socio-economici e socio-politici degli ultimi duecento anni, dove i singoli cittadini si sono immersi e sono cresciuti (solo per restare al secondo Dopoguerra, i processi della ricostruzione, dell\u2019emigrazione interna, dell\u2019esplosione dei consumi, dell\u2019industrializzazione di massa, della cetomedizzazione, ecc.). L\u2019Italia di oggi sar\u00e0 bella o brutta, a seconda degli occhiali con cui la si guarda, ma resta una realt\u00e0 solida perch\u00e9 non \u00e8 figlia di idee e di progetti, ma della collettiva partecipazione ai processi storici che l\u2019hanno attraversata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Se ne \u00e8 avuta la prova negli ultimi anni di grave crisi: parole tante, idee tante, progetti tanti, manovre tante, ma nei fatti abbiamo avuto il dominio, tutto realistico, di un solo processo: quello della sopravvivenza. Esso ha impegnato ogni soggetto economico e sociale, e ha mostrato ancora una volta che la nostra societ\u00e0 d\u00e0 il meglio nei momenti bui, o meglio quando vive intensamente i pro- cessi che la storia le propone. Abbiamo fatto tesoro anzitutto di ci\u00f2 che restava nella cultura collettiva dei valori acquisiti nello sviluppo passato, anche remoto (lo scheletro contadino, l\u2019imprenditorialit\u00e0 artigiana, l\u2019internazionalizzazione su base mercantile, ecc.); abbiamo fatto conto sulla capacit\u00e0 collettiva di cambiare e orientare i propri comportamenti (misura, sobriet\u00e0, autocontrollo); e abbiamo sviluppato di conseguenza la propensione a riposizionare interessi e comportamenti (nelle strategie aziendali come in quelle familiari).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 su queste tre basi che il Paese ha fatto sopravvivenza rispetto ai tanti pericoli e alle tante paure del periodo, e anche all\u2019insieme degli interventi \u201crigorosi e pedagogici\u201d che tanto hanno accentuato la fatica del vivere quotidiano e la mancanza di speranza per il futuro. Il crollo atteso da molti non c\u2019\u00e8 stato, l\u2019estate \u00e8 stata migliore del previsto, e non fa scandalo che in autunno si siano affacciate autorevoli previsioni di ripresa. Non c\u2019\u00e8 una diffusa soddisfazione per tutto ci\u00f2, ma certo serpeggia una silenziosa constatazione che \u201cce l\u2019abbiamo fatta\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sarebbe comunque un errore adagiarsi su tale atteggiamento. Si potrebbe infatti correre il pericolo di restare impantanati nell\u2019insieme dei comportamenti adattativi, e talvolta ambigui, con cui abbiamo perseguito la sopravvivenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tocca allora a coloro che fanno interpretazione, e che si vedono come sentinelle dell\u2019evenienza, analizzare e rendere esplicito ci\u00f2 che della sopravvivenza \u00e8 rimasto nelle fibre intime della vita sociale. Quale tipo di realt\u00e0 sociale abbiamo di fronte \u201cdopo\u201d la sopravvivenza? A tale proposito occorre avere il coraggio di segnalare due non entusiasmanti orientamenti di psicologia collettiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In primo luogo, \u00e8 facile notare che siamo una societ\u00e0 pi\u00f9 \u201csciapa\u201d che nel recente passato. L\u2019affanno degli ultimissimi anni ci ha tolto la tensione a vivere \u201ccon vigore e fervore\u201d i processi che hanno costituito il nostro sviluppo nella seconda met\u00e0 del \u2019900. Senza \u201cil fervore del sale\u201d, dicevano gli alchimisti, \u201cnon si pu\u00f2 produrre alcuna mutazione degli elementi\u201d: si diventa sciapi, come collettivit\u00e0 e forse anche come singoli. E cos\u00ec sembra avvenire in Italia, con la conseguenza di veder circolare troppa accidia, furbizia generalizzata, disabitudine al lavoro, immoralismo diffuso, crescente evasione fiscale, disinteresse per le tematiche di governo complessivo del sistema, passiva accettazione della impressiva comunicazione di massa. Ci si ritrae dall\u2019impegno e si perde al tempo stesso il fervore con cui abitualmente abbiamo vissuto per decenni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza fervore non si diventa solo sciapi, si diventa anche malcontenti, quasi infelici. Non perch\u00e9 ce lo dicono le classifiche internazionali sulla qualit\u00e0 della vita e sul benessere dei cittadini; ma perch\u00e9 viviamo un grande, inatteso ampliamento delle diseguaglianze sociali. Si \u00e8 rotto il grande lago della cetomedizzazione, storico perno della agiatezza e della coesione sociale; e sono cos\u00ec saltati i meccanismi di identit\u00e0 sociale; con un malcontento che \u00e8 spesso rancoroso, perch\u00e9 non viene da motivi identitari (come avviene ad esempio in Francia, con il declino dell\u2019orgoglio di grande nazione), ma viene dalla crisi delle precedenti collocazioni sociali e configurazioni identitarie di individui e ceti. Troppa gente non cresce, ma declina nella scala sociale; e da ci\u00f2 nasce un sottile scontento, che peraltro non riesce neppure ad aggregarsi in tensioni collettive, ma resta come diffusa, inerte infelicit\u00e0, spesso anche individuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">7.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u201cSciapa e malcontenta\u201d sarebbe una invitante interpretazione, capace anche di facile impressivit\u00e0 per la comunicazione mediatica. Ma chi fa interpretazione in profondit\u00e0 non pu\u00f2 rinchiudersi nelle formule, anche se impressive, e deve necessariamente guardare in controluce ci\u00f2 che avviene nella realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare, occorre capire se davvero \u00e8 del tutto scomparso quel fervore che ha fatto da \u201csale alchemico\u201d a quei tanti mondi vitali che hanno operato come motori dello sviluppo degli ultimi decenni. Non \u00e8 inutile, in particolare, portare l\u2019analisi su tre fondamentali domande:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify; list-style-type: circle;\">\n<li>quanto fervore di sale esista ancora nei soggetti e nei processi che hanno in- nervato il nostro modello di sviluppo;<\/li>\n<li>se e dove siano in crescita altri e nuovi meccanismi di emersione di processi e soggetti di sviluppo;<\/li>\n<li>se e come alcune sfide di crescente attualit\u00e0 (si pensi alla riforma del welfare e al processo di digitalizzazione) possano dare luogo all\u2019esplicarsi di nuove energie e responsabilit\u00e0.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">8.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nessuno pi\u00f9 di noi, che lo abbiamo conosciuto \u201cdal principio\u201d, conosce le debolezze congenite del nostro \u201ccapitalismo molecolare\u201d, innervato da milioni di comportamenti quotidiani di individui, famiglie e imprese. Ma il modo in cui esso ha gestito la sopravvivenza degli ultimi mesi fa ritenere che possa esprimere ancora un po\u2019 di vecchia o nuova vitalit\u00e0:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify; list-style-type: circle;\">\n<li>il radicamento sulla terra tende a innervare una crescente imprenditorialit\u00e0 nel mondo dell\u2019agricoltura, dell\u2019agroalimentare, dell\u2019agriturismo, dell\u2019enogastronomia, dei vari comparti emergenti della green economy;<\/li>\n<li>lo spirito mercantile si \u00e8 andato spostando verso una connessione stretta con l\u2019export manifatturiero, con nuove strategie di spendita dei nostri brand di alto e medio rango;<\/li>\n<li>e la vocazione al lavoro individuale (il \u201cfai da te\u201d magari troppo ideologizzato di recente) anima con crescente intensit\u00e0 il comparto artigiano e delle imprese di media serie, sperimentandosi anche sui pi\u00f9 moderni campi innovativi, se \u00e8 vero che si moltiplicano negli ultimi tempi le iniziative di artigianato digitale.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 evidente che questi antichi germi, pur attivando nuovi processi, non sono in grado da soli di dare potenza a una pi\u00f9 avanzata fase di sviluppo e di fare da traino a un sistema complesso qual \u00e8 quello italiano; ma lavorarci sopra si pu\u00f2 e si deve, con risultati che potrebbero essere pi\u00f9 positivi di quelli promessi dalle ambizioni di fare innovazione e modernit\u00e0 che tanto prendono oggi l\u2019opinione pubblica e l\u2019azione di governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">9.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Lavorare si pu\u00f2 e si deve anche sui processi che sono ancora allo stadio di lenta emersione. Per andare oltre la sopravvivenza si pu\u00f2 pensare di fare conto infatti su quattro interessanti dinamiche:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify; list-style-type: circle;\">\n<li>il consolidarsi di una sempre pi\u00f9 attiva responsabilit\u00e0 imprenditoriale femminile (nell\u2019agroalimentare, nel turismo, nel terziario di relazione, ecc.);<\/li>\n<li>l\u2019emergere di una faticata (e non potrebbe essere altrimenti, visti i punti di partenza) soggettivit\u00e0 degli stranieri che vivono in Italia, che si esplica sia in termini imprenditoriali (in alcune regioni la percentuale delle aziende gestite da stranieri supera il 10-12%), sia in termini di partecipazione sociale;<\/li>\n<li>la presa in carico di impulsi imprenditoriali da parte del territorio, visto che al tradizionale localismo si va sostituendo una forte carica di immedesimazione fra vita locale e imprese locali (cosa che una volta valeva solo per l\u2019Olivetti);<\/li>\n<li>la importanza crescente, e non solo numerica, delle centinaia di migliaia di italiani che studiano e\/o lavorano all\u2019estero (sono pi\u00f9 di un milione le famiglie che hanno almeno un proprio componente in tale condizione) e che possono essere chiamati non a una banale e rituale invocazione al \u201critorno\u201d, ma a fare un\u2019Italia orizzontalmente operante nella grande platea della globalizzazione.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono quattro soggetti e processi che hanno una loro forza autonoma, che andrebbe per\u00f2 curata e potenziata con adeguati interventi di incentivazione, che potrebbero dare luogo a una stagione di economia mista che non sia prigioniera della storia passata (grandi imprese private e grandi imprese pubbliche), ma sia capace di integrare e potenziare le energie private oggi in crescita in un complessivo disegno pubblico di valorizzazione della dimensione \u201cmicro\u201d e \u201cdal basso\u201d del nostro sistema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">10.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 In questa auspicabile tensione pubblica a suscitare e sostenere iniziative e vitalit\u00e0 sia individuali che collettive occorre anche domandarsi se non ci siano al- l\u2019orizzonte grandi processi sociali da sfruttare. In questa prospettiva, due sono i processi da approfondire: uno caratterizzato da dinamiche in corso, l\u2019altro di cui si colgono segnali pi\u00f9 deboli ma incoraggianti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">a)\u00a0 Il primo \u00e8 il processo di radicale revisione del nostro welfare. \u00c8 chiaro a tutti che l\u2019impalcatura che ha caratterizzato quasi tutto il secolo scorso (la totalizzante responsabilizzazione pubblica, il welfare state) \u00e8 oggi in profonda revisione e in tendenziale ridimensionamento, sia per il carattere sempre meno preciso dei bisogni da coprire, sia e specialmente per la crescente in- sufficienza delle risorse finanziarie pubbliche. E si moltiplicano le strade alternative di copertura dei bisogni. Cos\u00ec abbiamo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify; list-style-type: circle;\">\n<li>la crescita del welfare privato, basato sulla crescita dell\u2019impegno finanziario diretto dei singoli e delle famiglie e realizzato attraverso il ricorso alla spesa \u201cdi tasca propria\u201d e\/o attraverso il ricorso alla copertura assi- curativa;<\/li>\n<li>la crescita del welfare comunitario, dove i bisogni sociali sono coperti dall\u2019impegno della comunit\u00e0 locale, che si attua attraverso la spesa degli enti locali, il volontariato, la socializzazione delle singole realt\u00e0 del territorio;<\/li>\n<li>l\u2019inatteso ritorno di un welfare aziendale, che sembrava un reperto del passato e che tende a coprire bisogni specifici, nati e risolvibili all\u2019interno delle singole imprese;<\/li>\n<li>e anche l\u2019emergere di esperienze di welfare associativo, con il ritorno a logiche mutualistiche (anch\u2019esse fino a poco tempo fa considerate superate) e la responsabilizzazione di associazioni di categoria (specialmente nel mondo del lavoro autonomo).<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se il welfare garantito dallo Stato lascia spazio a questi quattro tipi di responsabilit\u00e0, \u00e8 possibile che in essi possano svilupparsi nuovi spazi di imprenditorialit\u00e0 e di lavoro sociale, solo che si abbandoni rapidamente la propensione di quanti operano nel settore a fare esclusivo riferimento all\u2019intervento e al finanziamento pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">b)\u00a0\u00a0\u00a0 Il secondo processo che permette di immaginare l\u2019apertura di nuovi spazi imprenditoriali e di nuove occasioni occupazionali \u00e8 quello della cosiddetta \u201ceconomia digitale\u201d: dalle reti infrastrutturali di nuova generazione al com-mercio elettronico, dalla elaborazione intelligente di grandi masse di dati agli applicativi basati sulla localizzazione geografica, dallo sviluppo degli strumenti digitali ai servizi innovativi di comunicazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo processo \u00e8 stato, da una parte, confinato a una imponente esplosione della sua componente consumistica e a basso valore aggiunto per le nostre imprese; e, dall\u2019altra, mediaticamente affidato a un protagonismo dell\u2019azione pubblica, con la anche troppo enfatizzata \u201cAgenda digitale italiana\u201d, che stenta a entrare nel vivo dell\u2019azione amministrativa e a coinvolgere energie private, a tutti i livelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se lo Stato sar\u00e0 capace di fare un passo indietro, rafforzando la sua capacit\u00e0 interna di usare le potenzialit\u00e0 delle reti e dei servizi digitali, senza pretendere di sostituirsi al privato nell\u2019utilizzare web o social network per la promozione del Paese e della sua economia, \u00e8 probabile che un processo cos\u00ec invasivo come lo sviluppo delle information technologies apra spazi per nuovi operatori privati, singoli come imprese medio-grandi. Se ne vedono i sintomi nella crescita massiccia dei cosiddetti \u201cartigiani digitali\u201d (quasi sempre giovani con una certa aggressivit\u00e0, sia pure soft, come si conviene al settore) e nell\u2019interesse crescente per movimenti di mercato che potrebbero dare luogo a una significativa presenza di nuove aziende private strutturate. Sarebbe un passo avanti anche nel campo delle privatizzazioni, rispetto alla presenza privata nei servizi \u201ca tariffa\u201d per le amministrazioni pubbliche che ha caratterizzato l\u2019\u201ceconomia mista\u201d degli ultimi vent\u2019anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">11.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ma quale filo rosso, quale anima segreta dei vari processi richiamati nei precedenti paragrafi pu\u00f2 fare da nuovo motore dello sviluppo? La risposta \u00e8 riassumibile in un concetto: la connettivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si pu\u00f2 pensare il futuro dello sviluppo digitale se non lo si vede come progressiva connettivit\u00e0 (non banalmente connessione tecnica) fra i soggetti implicati nel processo; non si fa e non si pu\u00f2 pensare il futuro del nuovo welfare (comunitario, aziendale, associativo, privato che sia) se non lo si vede come progressiva connettivit\u00e0 di comportamenti individuali e collettivi; non si pu\u00f2 pensare al futuro dei soggetti \u201cnuovi\u201d della vitalit\u00e0 d\u2019impresa se non lo si constata animato da una connettivit\u00e0 crescente di comportamenti e culture individuali e collettive; non si pu\u00f2 pensare a una ulteriore potenza del modello che ci ha connotato per decenni, e a cui dobbiamo la sopravvivenza dell\u2019ultimo anno, se non lo si vede animato, nei singoli segmenti prima ancora che nella dinamica complessiva, da una forte carica di connettivit\u00e0, pi\u00f9 matura e sottile rispetto al- l\u2019ormai stanco richiamo alla \u201ccoesione sociale\u201d (altra espressione forse da superare). Senza capacit\u00e0 e cultura di connettivit\u00e0, non sarebbero possibili i processi di responsabilit\u00e0 e sviluppo; \u00e8 la connettivit\u00e0 la cifra della necessaria rimodulazione della coesistenza dei soggetti sociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">12.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 I dubbi su una tale prospettiva sono tanti e tutti comprensibili. Siamo pur sempre una societ\u00e0 a forte impronta di individualismo; di egoismo particolaristico; di resistenza a mettere insieme esistenze e obiettivi; di gusto per la contrapposizione emotiva, almeno sulle grandi questioni nazionali; di scarsa immedesimazione nell\u2019interesse collettivo e nelle istituzioni, che dal perseguimento dell\u2019interesse collettivo traggono ruolo e legittimazione. E non \u00e8 quindi facile prevedere una progressiva, spontanea accettazione dell\u2019obiettivo e della prassi di una crescente connettivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure la speranza che ci\u00f2 avvenga non \u00e8 del tutto irrealistica. Non solo perch\u00e9 di connettivit\u00e0 implicita ce ne \u00e8 gi\u00e0 tanta nei vari processi su cui \u00e8 costruita la nostra societ\u00e0, ma anche e soprattutto perch\u00e9 la crisi antropologica prodotta dalle propensioni sopra citate (dall\u2019individualismo alla contrapposizione emotiva) sembra aver raggiunto il suo apice e sembra destinata a un progressivo superamento. Certo, il primato della lunga deriva che anima il lavoro interpretativo ci richiama alla prudenza nel considerare tale superamento come effetto \u201cda pendolo\u201d pi\u00f9 o meno ravvicinato e nell\u2019accettare che la crisi antropologica non si risolve di punto in bianco. Ma va segnalato che i motori di tale crisi vanno perdendo la loro forza di spinta: siamo sempre pi\u00f9 stanchi del primato del soggetto e della sua narcisistica onnipotenza; siamo sempre meno convinti che sia fatale degenerare in mucillagine; siamo sempre meno persuasi che il particolarismo, anche quando aiuta a sopravvivere, migliori la qualit\u00e0 della vita; cominciamo a capire che l\u2019indulgere alle contrapposizioni non aiuta a crescere, se non si tramuta in pi\u00f9 articolate dinamiche socio-politiche; senza contare che stiamo cominciando a capire che \u00e8 meglio avere attenzione diffusa al benessere collettivo, piuttosto che farcelo imporre da poteri e parametri a noi esterni. Ci stiamo cio\u00e8 rendendo conto che il tempo delle pulsioni, talvolta sregolate, \u00e8 destinato a farci regredire nella civilt\u00e0 collettiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per anni abbiamo pensato che le pulsioni venissero dalla dimensione inconscia della vita e che toccasse ai \u201cpoteri della ragione\u201d regolarle, se non reprimerle. Oggi le pulsioni sregolate sono nella realt\u00e0 sociale (addirittura nei poteri della ragione) ed \u00e8 l\u2019inconscio collettivo che ci segnala la verit\u00e0, invero traumatica, dell\u2019esigenza di ordinarle e regolarle; \u00e8 l\u2019inconscio collettivo che impone la connettivit\u00e0 a un sistema in costante tentazione e pericolo di sregolatezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trattandosi di un \u201cprocesso interno ai processi\u201d, la connettivit\u00e0 \u00e8 un fenomeno logicamente incardinato e operante dal basso, nella quotidianit\u00e0 delle cose; non e\u2019 quindi capace di imprimere la propria importanza nelle sfere superiori della vita collettiva, e ancora meno \u00e8 possibile usarlo come messaggio dall\u2019alto, magari a mo\u2019 di slogan, come \u201csale alchemico\u201d della lenta mutazione in corso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">13.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 In questa prospettiva, la crescita di connettivit\u00e0 tende a propagarsi non verso l\u2019alto, ma in avanti, attraverso una sempre maggiore coesistenza orizzontale di soggetti e comportamenti sociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una connettivit\u00e0 che lieviti verso l\u2019alto, verso le sfere di responsabilit\u00e0 istituzionale e politica, non avrebbe spazio oggi, forse sarebbe addirittura rifiutata e rimossa. Le strutture istituzionali, quelle che per storia hanno costruito il tessuto connettivo della nazione, stanno subendo una forte regressione di ruolo: non possono fare connettivit\u00e0 perch\u00e9 sono crescentemente autoreferenziali e avvitate su se stesse; sono condizionate dagli interessi delle categorie e dei gruppi che le gestiscono; sono avulse dalle dinamiche che dovrebbero regolare; e si sono pericolosamente politicizzate, con il conseguente declino di quella terziet\u00e0 necessaria per la gestione della dimensione intermedia fra potere e popolo. Non sono pi\u00f9, in altre parole, titolari della connettivit\u00e0 del Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La connettivit\u00e0 verso l\u2019alto meno ancora pu\u00f2 lievitare nelle ambizioni della leadership politica, che \u00e8 pi\u00f9 propensa all\u2019enfasi di mobilitazione che al paziente lavoro di discernimento e mediazione necessario per fare connettivit\u00e0, scivolando di conseguenza verso l\u2019antagonismo, la personalizzazione del potere, la vocazione maggioritaria, la sottovalutazione dell\u2019importanza dei diversi percorsi di vitalit\u00e0, la strumentalizzazione delle istituzioni, la prigionia decisionale in logiche semplificate e rigide (dalla selva dei decreti legge all\u2019uso continuato dei voti di fiducia). Lontano da un impegno di connettivit\u00e0, il primato della politica (se mai ancora esistesse) diventa ogni giorno regressivo, e pu\u00f2 succedere che in una societ\u00e0 \u201csciapa\u201d l\u2019unico fervore sia diventato quello dell\u2019antipolitica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">14.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Se istituzioni e politica non sembrano in grado di valorizzare, o almeno accettare, la spinta a una crescente connettivit\u00e0 nel sistema, non cadiamo nella presunzione che possa ricrearsi una spinta verso i livelli alti di responsabilit\u00e0: la spinta forte sar\u00e0 in orizzontale, nei vari sottosistemi di vita collettiva. Se ne \u00e8 gi\u00e0 vista la presenza nei processi che hanno consentito di superare la fase della sopravvivenza, nei processi di emersione di nuovi soggetti imprenditoriali, nel modo in cui i vari soggetti si atteggiano verso le attuali trasformazioni di sistema (revisione del welfare e sviluppo digitale). Ma se ne intuisce la traccia anche in fenomeni e processi pi\u00f9 frammentati e poco visibili: si guardi solo nel mondo della rappresentanza degli interessi e si troveranno fenomeni nuovi e interessanti: dalla concentrazione dell\u2019associazionismo datoriale alle reti di nuove professioni, dalle iniziative comuni sulle filiere di business (contratti d\u2019impresa, consorzi, ecc.) al rinsaldarsi del rapporto imprese-territorio. In sintesi, la connettivit\u00e0 avanza con la sua dinamica orizzontale, anche se poco compresa dai signori della ragione, ancora in attesa di interventi di grande innovazione che hanno cittadinanza nei loro progetti ma non nella realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La realt\u00e0, infatti, giorno per giorno viene palesata dalla crescita di connettivit\u00e0, tanto che le stesse antiche caratteristiche sistemiche della nostra societ\u00e0 (l\u2019equilibrio fra citt\u00e0 e territori circostanti, la natura mista di pubblico e privato nella dinamica economica, la valorizzazione di una molteplicit\u00e0 che non scade a primato della moltitudine) vanno trovando una nuova e pi\u00f9 sofisticata alimentazione proprio nella crescente connettivit\u00e0 del sistema. A conferma che questa societ\u00e0, se lasciata al suo respiro pi\u00f9 spontaneo, produce frutti pi\u00f9 positivi di quanto pensino una opinione pubblica impaurita e una leadership politica e amministrativa forse altrettanto impaurita, ma propensa soprattutto a misurarsi sul controllo della capacit\u00e0 di resistenza polmonare di un sistema che ha bisogno (e voglia) di respirare, di tornare a respirare. Sarebbe cosa buona e giusta fargli \u201ctirar fuori il fiato\u201d.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Premessa al 47\u00b0 Rapporto annuale CENSIS sulla situazione sociale del Paese 1.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non \u00e8 mai stato facile negli ultimi decenni interpretare la nostra societ\u00e0, di sua natura complessa e che nel tempo ha subito continui intrecci di innovazione e di regressione. La sfida interpretativa \u00e8 per\u00f2 diventata in questo 2013 ancora pi\u00f9 difficile. Non solo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":313,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[38],"tags":[],"class_list":["post-314","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oltre la sopravvivenza - Nuovi Lavori<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/oltre-la-sopravvivenza\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Oltre la sopravvivenza - Nuovi Lavori\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Premessa al 47\u00b0 Rapporto annuale CENSIS sulla situazione sociale del Paese 1.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non \u00e8 mai stato facile negli ultimi decenni interpretare la nostra societ\u00e0, di sua natura complessa e che nel tempo ha subito continui intrecci di innovazione e di regressione. La sfida interpretativa \u00e8 per\u00f2 diventata in questo 2013 ancora pi\u00f9 difficile. Non solo [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/oltre-la-sopravvivenza\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Nuovi Lavori\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2014-01-13T21:01:07+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/images_47censis.jpeg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"318\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"159\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Lia\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Lia\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"21 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/oltre-la-sopravvivenza\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/oltre-la-sopravvivenza\/\"},\"author\":{\"name\":\"Lia\",\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#\/schema\/person\/381e9894ea394d41738d8d55e63fc0da\"},\"headline\":\"Oltre la sopravvivenza\",\"datePublished\":\"2014-01-13T21:01:07+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/oltre-la-sopravvivenza\/\"},\"wordCount\":4187,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/oltre-la-sopravvivenza\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/images_47censis.jpeg\",\"articleSection\":[\"Societa'\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/oltre-la-sopravvivenza\/#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/oltre-la-sopravvivenza\/\",\"url\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/oltre-la-sopravvivenza\/\",\"name\":\"Oltre la sopravvivenza - Nuovi Lavori\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/oltre-la-sopravvivenza\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/oltre-la-sopravvivenza\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/images_47censis.jpeg\",\"datePublished\":\"2014-01-13T21:01:07+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/oltre-la-sopravvivenza\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/oltre-la-sopravvivenza\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/oltre-la-sopravvivenza\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/images_47censis.jpeg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/images_47censis.jpeg\",\"width\":318,\"height\":159},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/oltre-la-sopravvivenza\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Newsletter\",\"item\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/category\/newsletter\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":3,\"name\":\"Societa'\",\"item\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/category\/newsletter\/societa\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":4,\"name\":\"Oltre la sopravvivenza\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/\",\"name\":\"Nuovi Lavori\",\"description\":\"\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#organization\",\"name\":\"Nuovi Lavori\",\"url\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#\/schema\/logo\/image\/\",\"url\":\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/images_logonl.jpg\",\"contentUrl\":\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/images_logonl.jpg\",\"width\":400,\"height\":327,\"caption\":\"Nuovi Lavori\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#\/schema\/logo\/image\/\"},\"sameAs\":[\"https:\/\/www.youtube.com\/user\/newsletteranl\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#\/schema\/person\/381e9894ea394d41738d8d55e63fc0da\",\"name\":\"Lia\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1c1ab5e88d6553d3bd7303b8f064565e43a5f4bcf8fa0acc18820db78be45882?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1c1ab5e88d6553d3bd7303b8f064565e43a5f4bcf8fa0acc18820db78be45882?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1c1ab5e88d6553d3bd7303b8f064565e43a5f4bcf8fa0acc18820db78be45882?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Lia\"},\"url\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/author\/lia\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Oltre la sopravvivenza - Nuovi Lavori","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/oltre-la-sopravvivenza\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Oltre la sopravvivenza - Nuovi Lavori","og_description":"Premessa al 47\u00b0 Rapporto annuale CENSIS sulla situazione sociale del Paese 1.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non \u00e8 mai stato facile negli ultimi decenni interpretare la nostra societ\u00e0, di sua natura complessa e che nel tempo ha subito continui intrecci di innovazione e di regressione. La sfida interpretativa \u00e8 per\u00f2 diventata in questo 2013 ancora pi\u00f9 difficile. Non solo [&hellip;]","og_url":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/oltre-la-sopravvivenza\/","og_site_name":"Nuovi Lavori","article_published_time":"2014-01-13T21:01:07+00:00","og_image":[{"width":318,"height":159,"url":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/images_47censis.jpeg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Lia","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"Lia","Tempo di lettura stimato":"21 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/oltre-la-sopravvivenza\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/oltre-la-sopravvivenza\/"},"author":{"name":"Lia","@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#\/schema\/person\/381e9894ea394d41738d8d55e63fc0da"},"headline":"Oltre la sopravvivenza","datePublished":"2014-01-13T21:01:07+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/oltre-la-sopravvivenza\/"},"wordCount":4187,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/oltre-la-sopravvivenza\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/images_47censis.jpeg","articleSection":["Societa'"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/oltre-la-sopravvivenza\/#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/oltre-la-sopravvivenza\/","url":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/oltre-la-sopravvivenza\/","name":"Oltre la sopravvivenza - Nuovi Lavori","isPartOf":{"@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/oltre-la-sopravvivenza\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/oltre-la-sopravvivenza\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/images_47censis.jpeg","datePublished":"2014-01-13T21:01:07+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/oltre-la-sopravvivenza\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/oltre-la-sopravvivenza\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/oltre-la-sopravvivenza\/#primaryimage","url":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/images_47censis.jpeg","contentUrl":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/images_47censis.jpeg","width":318,"height":159},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/oltre-la-sopravvivenza\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Newsletter","item":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/category\/newsletter\/"},{"@type":"ListItem","position":3,"name":"Societa'","item":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/category\/newsletter\/societa\/"},{"@type":"ListItem","position":4,"name":"Oltre la sopravvivenza"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#website","url":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/","name":"Nuovi Lavori","description":"","publisher":{"@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#organization","name":"Nuovi Lavori","url":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/images_logonl.jpg","contentUrl":"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/images_logonl.jpg","width":400,"height":327,"caption":"Nuovi Lavori"},"image":{"@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.youtube.com\/user\/newsletteranl"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#\/schema\/person\/381e9894ea394d41738d8d55e63fc0da","name":"Lia","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1c1ab5e88d6553d3bd7303b8f064565e43a5f4bcf8fa0acc18820db78be45882?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1c1ab5e88d6553d3bd7303b8f064565e43a5f4bcf8fa0acc18820db78be45882?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1c1ab5e88d6553d3bd7303b8f064565e43a5f4bcf8fa0acc18820db78be45882?s=96&d=mm&r=g","caption":"Lia"},"url":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/author\/lia\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/314","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=314"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/314\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/313"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=314"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=314"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=314"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}