{"id":3342,"date":"2019-05-07T11:57:59","date_gmt":"2019-05-07T09:57:59","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/valorizzare-il-lavoro-nella-quarta-rivoluzione-industriale\/"},"modified":"2019-05-07T11:57:59","modified_gmt":"2019-05-07T09:57:59","slug":"valorizzare-il-lavoro-nella-quarta-rivoluzione-industriale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/valorizzare-il-lavoro-nella-quarta-rivoluzione-industriale\/","title":{"rendered":"Valorizzare il lavoro nella Quarta Rivoluzione Industriale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 possibile e necessario valorizzare il lavoro e le\u00a0 persone nella Quarta Rivoluzione Industriale in alleanza con le nuove tecnologie, trasformando i potenziali rischi della digitalizzazione in sfide e opportunit\u00e0 progettuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>La Quarta Rivoluzione Industriale non \u00e8 solo tecnologia, ma anche organizzazione e lavoro di nuova concezione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Non bisogna limitarsi a temere gli effetti sociali della digitalizzazione ma \u00e8 necessario e possibile progettare e sviluppare <\/span><span>insieme<\/span><span> tecnologie abilitanti, imprese integrali, organizzazioni a rete flessibili, lavoro professionale, capacit\u00e0 e competenze digitali e sociali. La progettazione deve il pi\u00f9 possibile essere svolta i<\/span><span>nsieme <\/span><span>agli stackeholders, ai lavoratori e agli utenti, per facilitare le innovazioni e la loro implementazioni, condividendo obiettivi di produttivit\u00e0, sostenibilit\u00e0, qualit\u00e0 della vita.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Politiche industriali e educative devono essere buone ma soprattutto realizzate davvero per aiutare le imprese e i lavoratori a rafforzarsi in una transizione assai complessa. \u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Parole chiave<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Quarta Rivoluzione industriale; Politiche industriali; Progettazione integrata di tecnologia organizzazione, lavoro; Professionalizzazione di tutti; Impresa integrale; Persona; Partecipazione; ITS; Lauree professionalizzanti; Formazione digitale;\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>1.I rischi e le opportunit\u00e0 della digital transformation: la via della <em>Italy by design<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Cresce un ingiustificato panico sugli effetti sociali ed economici della digitalizzazione. E\u2019 possibile valorizzare il lavoro e le persone nella Quarta Rivoluzione Industriale in alleanza con le nuove tecnologie, trasformando i potenziali rischi della digitalizzazione in sfide e opportunit\u00e0 progettuali? Questo lavoro sostiene di s\u00ec e illustra il modo con cui farlo.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Luci ed ombre della digitalizzazione nella produzione e nella vita sono un campo che va affrontato lucidamente, con coraggio , visione e capacit\u00e0 realizzativa.\u00a0 Con la progettazione e le politiche, come qui di seguito sosteniamo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>I rischi della digitalizzazione segnalati da pi\u00f9 parti sono molti: possibilit\u00e0 di centralizzazione del potere economico e tecnologico (winner takes all); qualit\u00e0 dei prodotti\/servizi non sostenibili e che non servono i bisogni primari ed evolutivi; disoccupazione tecnologica; polarizzazione professionale; scarsa possibilit\u00e0 di\u00a0 reimpiego e riqualificazione di chi perder\u00e0 il lavoro; impoverimento delle aree periferiche; minacce alla privacy; utilizzazione senza controllo dei dati sensibili; prosumers non ricompensati;\u00a0 inesplicabilit\u00e0 e incontrollabilit\u00e0 degli algoritmi ; crescita delle disuguaglianze e altro.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Le opportunit\u00e0 d\u2019altro canto sono enormi: sviluppare nuovi prodotti e nuovi processi per rispondere a una enorme massa di bisogni insoddisfatti; sostenere la creazione di nuove imprese grandi, medie, piccole; ammodernare la pubblica amministrazione; eliminare lavori pericolosi e ripetitivi e moltiplicare i lavori qualificati; aumentare le conoscenze a disposizioni di tutti; valorizzare territori; favorire l\u2019accesso ai servizi di enormi massa di persone; disintermediare le relazioni fra cittadini e servizi pubblici e privati; e molto altro.<\/span>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Non bastano le manovre economiche e giuridiche per favorire l\u2019occupazione: occorre creare lavoro di qualit\u00e0 nelle organizzazioni e nelle professioni. Non ci sono ricette e soluzioni buone per tutti.\u00a0 Vi \u00e8 per\u00f2 una strada maestra per contrastare gli effetti sociali e negativi della digitalizzazione: progettare e sviluppare <\/span><span>insieme<\/span><span> piattaforme integrate di tecnologie abilitanti e di forme innovative di impresa e organizzazione quali imprese integrali, organizzazioni a rete flessibili, organizzazioni agili e a responsabilit\u00e0 distribuita; e su questa base sviluppare ruoli, mestieri, professioni \u201cibridi\u201d e \u201caumentati\u201d, capacit\u00e0 e competenze digitali e sociali. Questo sta gi\u00e0 avvenendo nelle organizzazioni pi\u00f9 evolute: esse devono \u201cdonare\u201d i loro paradigmi di successo e la loro diffusione deve crescere esponenzialmente. Questa progettazione e sviluppo deve essere il pi\u00f9 possibile svolta <\/span><span>insieme<\/span><span> agli stakeholders, alle istituzioni, ai lavoratori e agli utenti, per facilitare le innovazioni e la loro implementazione, condividendo obiettivi di produttivit\u00e0, sostenibilit\u00e0, qualit\u00e0 della vita.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Questo processo progettuale sta avvenendo a macchia di leopardo in Italia. Emerge nelle imprese, in alcune pubbliche amministrazioni, sui territori un mondo di progetti che fluiscono dal basso, una sorta di\u00a0 <strong>Italy by design<\/strong> che potrebbe essere assai potenziata e armonizzata. Parliamo di un processo in atto che faticosamente ma laboriosamente punta ad una visione di una Italia che riposizioni verso l\u2019alto la propria produzione di beni e servizi aumentando la propria quota di fatturato sul mercato mondiale; che sviluppi sistemi di impresa rete e ecosistemi cognitivi che valorizzino l\u2019enorme patrimonio di imprenditoria e beni comuni naturali artistici culturali; che migliori la produttivit\u00e0 anche con l\u2019adozione di tecnologie digitali; che esalti\u00a0 il saper fare italiano e la professionalizzazione di tutti; che potenzi sistemi educativi che lungo tutto l\u2019arco della vita consentano di apprendere competenze tecniche innovative e capacit\u00e0 umane favorendo occupabilit\u00e0 e sviluppo di persone integrali; che disponga di una pubblica amministrazione che offra servizi di qualit\u00e0 a costi sostenibili; che includa e protegga tutte le categorie di popolazione; che riduca le ineguaglianze, che assicuri legalit\u00e0; che protegga l\u2019ambiente, che veda crescere non solo il PIL ma anche e soprattutto il BES.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>A differenza dei programmi in corso in Germania, Francia, Scandinavia oggi i piani di supporto alle imprese si sono concentrati prevalentemente sul rinnovamento dei macchinari; le informazioni sulle innovazioni sono imprecise e scarsamente utilizzabili dagli innovatori; la formazione digitale non ha ancora trovato strade condivise e efficaci; la partecipazione non dispone di modelli operativi e condivisi. Non ci sono ancora politiche industriali e educative capaci di aiutare davvero le imprese e i lavoratori a rafforzarsi nella transizione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>2. Le nuove tecnologie digitali sono solo uno dei tre pilastri della quarta rivoluzione industriale<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>La quarta rivoluzione industriale<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>La Quarta Rivoluzione Industriale \u00e8 la nuova travolgente fase delle rivoluzioni industriali e di quello che Adamo Smith chiamava la fonte della ricchezza delle nazioni, ossia il lavoro organizzato. Essa sviluppa in modo inedito la manifattura come punta di diamante dell\u2019ecosistema della conoscenza. Occorre per l\u2019immediato futuro governare innovazioni dell\u2019organizzazione e del lavoro partecipate, inclusive e fortemente integrate con le tecnologie abilitanti. Tutto questo richiede tre livelli di azione in forte reciproco rafforzamento: a) politiche industriali a livello europeo, nazionale e territoriale orientate a favorire cambiamenti strutturali e a implementare nuovi strumenti di intervento, b) progettazione partecipata delle imprese, delle pubbliche amministrazione, delle citt\u00e0, dei territori, c) progettazione tecnologica che nasca da idee avanzate e sostenibili di societ\u00e0, citt\u00e0, organizzazione, lavoro, apprendimento.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Le naked technologies<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Le nuove tecnologie digitali sono in esplosivo sviluppo nei sistemi di produzione di beni e servizi: robotica avanzata, tecnologie additive, automazione integrata dei processi produttivi, internet delle cose, interaction design, virtual and augmented reality, messa in rete di attivit\u00e0 produttive e progettuali, impiego di big data, cloud computing, intelligenza artificiale e molto altro.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Esse sono alla base di profonde mutazioni del rapporto tra gli esseri umani e la conoscenza che hanno un impatto inedito sui sistemi di produzione dei beni e servizi. Per le attivit\u00e0 produttive sono chiamate tecnologie abilitanti perch\u00e9 consentono di disintermediare; gestire e generare conoscenza con una potenza senza precedenti; connettere operazioni nel tempo e nello spazio; aiutare le decisioni; abilitare le organizzazioni e le persone a gestire i processi. Queste tecnologie digitali possono costituire e, alle volte, costituiscono anche il nucleo di nuovi prodotti e servizi personalizzati ma offerti allo stesso costo della produzione di massa. I dati saranno \u201cil nuovo petrolio\u201d se verranno utilizzati entro un contesto tecnologico, organizzativo e professionale che amplia la capacit\u00e0 di ogni decisore. Le tecnologie digitali stanno cambiando la vita delle persone e le persone stesse.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>L\u2019illusione tecnocratica, quella per cui la tecnologia da sola, ossia la <em>naked tecnology, le tecnologie nude<\/em>, porti in s\u00e9 il ridisegno delle citt\u00e0, delle imprese, delle Pubbliche Amministrazioni ritorna in questo periodo con inquietante insistenza. Le innovazioni tecnologiche portano sempre dentro di s\u00e9 le<strong> idee implicite o esplicite dei tecnologi <\/strong>sulle citt\u00e0, imprese, amministrazioni, lavoro e soprattutto sull\u2019antropologia, sull\u2019accesso alla conoscenza, sulla qualit\u00e0 e della vita delle persone (Landes, Boguslaw, Berman) e una volta impiegate nella realt\u00e0 danno risultati imprevisti e imprevedibili, talvolta non positivi. Per le tecnologie digitali questo avviene in misura esponenziale perch\u00e9 le \u201cmacchine astratte\u201d costituite dalla Intelligenza Artificiale e dai suoi algoritmi sono capaci di apprendere e sono difficilmente decifrabili dai lavoratori e dagli utenti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Perch\u00e9 possa avere risultati positivi per tutti, la tecnologia da sola non basta e va progettata a partire dai suoi stakeholder e dai loro bisogni e desideri. Occorre progettare e riprogettare consapevolmente e congiuntamente anche gli altri due pilastri della quarta rivoluzione industriale: l\u2019organizzazione e il lavoro, anch\u2019essi soggetti a profonde innovazioni, necessarie perch\u00e9 il potenziale della tecnologia si dispieghi pienamente e positivamente. E tutto questo \u00e8 troppo importante per essere lasciato nelle mani dei soli tecnologi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Le aziende dominanti (Amazon, Google, Facebook, ecc.) stanno realizzando delle piattaforme che creano\u00a0 sistemi complessi in cui si integrano tecnologia, organizzazione e lavoro, ma lo fanno senza prestare adeguata attenzione alla qualit\u00e0 dei servizi che erogano e al miglioramento delle prestazioni delle loro organizzazioni e delle loro persone. In quale misura il loro sistema di obiettivi \u00e8 condivisibile e condiviso? I loro servizi, la loro organizzazione e il loro lavoro hanno, insieme ad effetti positivi, anche effetti molto negativi che non sono per\u00f2 fatali: una loro diversa configurazione potrebbe far vivere meglio lavoratori e consumatori, potrebbero contribuire di pi\u00f9 al benessere comune. Anche loro potrebbero adottare un diverso e migliore joint design prima di andare in crisi, per contraddizioni interne o per vincoli regolatori esterni. Come fu per il taylor fordismo: ma senza aspettare 50 anni.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>La <em>digital transformation<\/em> non pu\u00f2 essere solo l\u2019occasione di incrementare l\u2019efficienza dei processi di produzione e distribuzione di beni e servizi. Essa ha il potenziale di :<\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><span><em>trasformare<\/em> i mercati in modo che essi siano il luogo in cui ogni utente trova le risposte alle sue personali esigenze di prodotti\/servizi, dai bisogni \u201cassoluti\u201d ancora inevasi nel terzo e quarto mondo e in sempre pi\u00f9 vaste aree del primo e del secondo a quelli qualificati personalizzati e performanti degli utenti evoluti dei paesi sviluppati;<\/span><\/li>\n<li><span><em>trasformare<\/em> i prodotti\/servizi in modo che essi ottimizzino il loro rendimento dal punto di vista della sostenibilit\u00e0 ambientale<\/span><\/li>\n<li><span><em>integrare<\/em> processi di progettazione produzione e di business in modo che non ci sia soluzione di continuit\u00e0 tra di loro<\/span><\/li>\n<li><span><em>sviluppare<\/em> nuovi lavori che ai diversi livelli e con diverse specializzazioni operative concorrono al governo dei processi integrati e alla risposta alle esigenze degli utenti<\/span><\/li>\n<li><span><em>distribuire<\/em> la creazione di valore nei territori, evitando la sua polarizzazione in aree geografiche, territori e conurbazioni urbane.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>La rivoluzione digitale e il lavoro: un dilemma, due opzioni e le azioni conseguenti<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Economisti ed osservatori davanti al digitale presentano un dilemma fondamentale e hanno formulato in varie forme due opzioni:\u00a0<\/span><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><span>il digitale sostituir\u00e0 aree sempre pi\u00f9 ampie di lavoro umano<\/span><\/li>\n<li><span>il digitale aumenter\u00e0 il valore delle prestazioni umane\u00a0<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>In realt\u00e0 il digitale \u00e8 in grado di favorire entrambe le opzioni in diverse combinazioni.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Le implicazioni delle due opzioni sono rispettivamente:<\/span><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><span>la sostituzione provocher\u00e0 eliminazione di lavoro e riduzione del valore delle prestazioni lavorative (e probabilmente anche dei prodotti\/servizi erogati), con aumento di disoccupazione e di disuguaglianze<\/span><\/li>\n<li><span>l\u2019arricchimento del lavoro provocher\u00e0 un innalzamento del valore delle prestazioni lavorative (e probabilmente dei prodotti\/servizi erogati), con potenziale estensione dell\u2019occupazione e professionalizzazione estesa.<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>La digitalizzazione, in sintesi, pu\u00f2 consentire di produrre con meno lavoro umano oppure fare molto di pi\u00f9 con lavoro umano di pi\u00f9 alta qualit\u00e0. L\u2019esito della digital transformation per quanto riguarda il lavoro non \u00e8 quindi gi\u00e0 scritto ma dipende da quello che si far\u00e0:<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>a) nelle politiche\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>b) nella progettazione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>c) nel management<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>La natura delle tecnologie digitali: non solo possono automatizzare ma possono anche e soprattutto abilitare<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Le discipline della \u201cman\/machine task allocation\u201d delle precedenti rivoluzioni industriali che valutavano i compiti da affidare agli uomini oppure alle macchine sono ormai obsolete: le nuove tecnologie digitali sono diverse perch\u00e9 consentono<\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><span>non solo di disegnare processi pi\u00f9 efficienti in cui si automatizzano compiti di lavoro, ma anche di favorire sempre di pi\u00f9 lo sviluppo di lavori, ruoli, professioni in cui le persone divengano capaci di far fronte alle situazioni in cui si trovano, di interagire con le reti di persone, le macchine e le organizzazioni di cui fanno parte, di creare, di innovare;<\/span><\/li>\n<li><span>non solo di disegnare organizzazioni che ottimizzano processi standardizzati, ma di sostenere lo sviluppo di organizzazioni di nuova concezione robuste, agili, aperte all\u2019innovazione, capaci di aderire massimamente alle esigenze degli stakeholder;<\/span><\/li>\n<li><span>di sviluppare il modo con cui le persone sono, conoscono, imparano, interagiscono fra loro in un mondo in cui tutti sono connessi con tutti e possono accedere ad una quantit\u00e0 di informazioni che va oltre il numero di atomi del mondo.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>E\u2019 l\u2019\u201daugmentation strategy\u201d di cui parla l\u2019ultimo rapporto del World Economic Forum.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>La gara del lavoro contro le macchine?<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Per i pessimisti la <em>race against the machine<\/em> \u2013 la gara degli uomini contro le macchine \u2013 \u00e8 persa: le tecnologie potranno sostituire quasi tutti i compiti umani. McKinsey valuta che il 49% delle ore lavorate potrebbero essere teoricamente computerizzate (11.900 miliardi di dollari di salari). In Europa il saldo fra operai e impiegati esecutivi che perderanno il lavoro da una parte, e nuovi lavori qualificati dall\u2019altra, potrebbe essere di 30% complessivi, con oltre 4 milioni di disoccupati e gravi problemi di riconversione. E\u2019 in atto un vero panico: <em>robocalypse now <\/em>e <em>jobless society.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Ma le cose non devono andare necessariamente cos\u00ec e questo esito ha un alto livello di improbabilit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>La gara contro le macchine infatti \u00e8 tutt\u2019altro che perduta perch\u00e9\u00a0<\/span><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><span>molte sono le cose che le macchine non sanno fare, fra cui creazione originale, gestione di conflitti, disegno di istituzioni, organizzazioni e sistemi sociali, manipolazioni fini e moltissimo altro<\/span><\/li>\n<li><span>vi sar\u00e0 una forte crescita del personale che svilupper\u00e0 la ricerca e sviluppo e che progetter\u00e0, gestir\u00e0, manuterr\u00e0 quelle tecnologie e i sistemi socio-tecnici<\/span><\/li>\n<li><span>le grandi e medie imprese avranno crescente bisogno di lavoro qualificato (operai, artigiani qualificati dotati di competenze digitali)<\/span><\/li>\n<li><span>qualunque lavoro esistente o nuovo pu\u00f2 essere valorizzato e progettato congiuntamente alle tecnologie per creare \u00ablavoratori aumentati\u00bb, \u201clavori ibridi\u201d<\/span><\/li>\n<li><span>le PMI orientate alla produzione di qualit\u00e0, che in Italia sono tantissime, anche se digitalizzate, non tenderanno a sostituire i lavori che sono i garanti della loro distintivit\u00e0; la PA che dovr\u00e0 digitalizzarsi non ridurr\u00e0 di molto organici perch\u00e9 trasformer\u00e0 gli impiegati in professionisti per qualificare i propri servizi<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>ma soprattutto<\/span><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"6\">\n<li><span>la torta dell\u2019offerta di beni e servizi pu\u00f2 e deve crescere e diversificarsi. Ai bisogni assoluti insoddisfatti della maggioranza della popolazione mondiale del terzo e del quarto mondo, potranno essere proposti prodotti e servizi con costi e qualit\u00e0 senza precedenti: cibo, salute, istruzione, acqua, sviluppo locale, istituzioni civili, potranno cos\u00ec allargare enormemente il perimetro e il volume delle attivit\u00e0 produttive. Alla popolazione dei paesi evoluti, in cui la maggior parte della popolazione gode di bisogni assoluti soddisfatti, una quota crescente dopo la crisi \u00e8 tuttavia al di sotto della linea della povert\u00e0 o al di sotto della linea del benessere. A questi ultimi possono essere offerti prodotti e servizi per la soddisfazione di bisogni assoluti. A tutti possono essere offerti prodotti e servizi innovativi utili per lo sviluppo delle persone e delle societ\u00e0, minimizzando l\u2019impatto ambientale e senza cadere nell\u2019aumento del consumismo fine solo a se stesso: qualit\u00e0 dell\u2019aria, difesa del suolo, istruzione di qualit\u00e0, servizi sociali e sanitari, programmi per eliminare i NEET e offrire lavori decenti ai giovani e molto altro.\u00a0<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"3\">\n<li><span><strong>Non effetti sociali delle tecnologie, ma progettazione congiunta e partecipata<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Le nuove tecnologie stanno gi\u00e0 cambiando e sconvolgendo l\u2019esistente e ancor pi\u00f9 lo faranno in futuro: ma solo le politiche e la progettazione disegneranno il nostro futuro. Questo approccio ribalta l\u2019attuale dibattito: passare <strong>dagli effetti sociali delle tecnologie alla progettazione congiunta e partecipata.\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Questa progettazione<\/span><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><span>avr\u00e0 per oggetto tutti i <strong>diversi livelli di realt\u00e0 produttive e sociali, <\/strong>ossia le citt\u00e0, le imprese, le amministrazioni e soprattutto i lavori e i modelli di lavoratori, cittadini, persone che vorremmo avere\u00a0<\/span><\/li>\n<li><span>verr\u00e0 svolta da <strong>attori diversi portatori di interessi diversi con modalit\u00e0 partecipative e negoziate<\/strong><\/span><\/li>\n<li><span>sar\u00e0 basata su <strong>concordati parametri di prosperit\u00e0 economica, sostenibilit\u00e0 e qualit\u00e0 della vita.<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Saranno possibili tali percorsi innovativi, razionali, concordati, progressivi, umanistici, sostenibili, tesi al futuro invece che basati sulla legge dei pi\u00f9 forti che brandendo le tecnologie come armi, generano sistemi che danneggiano il pianeta, le comunit\u00e0 economiche e sociali, i cittadini, i lavoratori? Noi riteniamo fermamente di si.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>I rischi del proseguire l\u2019attuale modello di sviluppo basato solo sui rendimenti finanziari e l\u2019attuale dominanza dell\u2019automazione per ottenerli sono molto alti e sono esplicitati non solo dalle autorit\u00e0 regolatorie internazionali e nazionali come l\u2019Agenda 2030, ma anche percepiti in modo crescente dalle imprese e dai territori. La combinazione delle straordinarie possibilit\u00e0 progettuali della quarta rivoluzione industriale e della magnitudo dei rischi, fa s\u00ec che nessuno per quanto molto potente possa pensare di agire da solo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Mentre \u00e8 vivo il dibattito sulla decrescita e sul superamento capitalismo con acute controversie, \u00e8 frattanto possibile modificare in modo positivo l\u2019attuale modello di sviluppo attraverso la regolazione nazionale e internazionale e la progettazione e realizzazione di nuovi paradigmi di organizzazione e di lavoro, la partecipazione e l\u2019apprendimento delle persone, la diffusione dei loro modelli scientifici, culturali e operativi. Alcuni esempi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>La progettazione delle tecnologie people centred<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>La progettazione congiunta che noi vogliamo sviluppare deve rendere evidente nei suoi discorsi e nei fatti che \u00e8 conveniente sviluppare un\u2019innovazione fatta di tecnologie dell\u2019informazione qualitativamente diverse da quelle che pretendono di essere migliori di noi. Anche le tecnologie di punta come l\u2019intelligenza artificiale possono infatti creare sistemi che non puntano a sostituire il lavoro umano, ma ad arricchirlo, anzi sono la condizione perch\u00e9 questo arricchimento coinvolga una fascia di lavori sempre pi\u00f9 ampia.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><em>La progettazione congiunta di organizzazione, lavoro e tecnologia non si limita, infatti, a guidare l\u2019adozione di una tecnologia, ma la progetta in modo che svolga al meglio il compito di arricchire le prestazioni di persone che devono governare situazioni ad alta complessit\u00e0, innovare, dare senso alle cose, creare situazioni di benessere e equit\u00e0 per le persone e la societ\u00e0.<\/em> Servono in questi casi sistemi, che usano la loro superiore capacit\u00e0 di elaborare masse immense di informazioni, per dare ad ogni utente in ogni diversa situazione risposte diverse che non ne snaturano l\u2019identit\u00e0 e l\u2019esperienza ma lo aiutano ad evitare errori e a far tesoro delle esperienze sue e di altri.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Sistemi di questo genere possono adottare tutte le tecniche, anche quelle pi\u00f9 avanzate, dell\u2019intelligenza artificiale, ma devono essere progettati in modo diverso da quelli che oggi vanno per la maggiore, che, come dicevamo pi\u00f9 sopra, si pongono l\u2019obiettivo di trovare la soluzione ottimale ad un problema. Essi invece devono sviluppare due capacit\u00e0:\u00a0<\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><span>da una parte essere capaci di filtrare ed elaborare i big data, cos\u00ec da fornire ad ogni singolo utente le informazioni che gli servono<\/span><\/li>\n<li><span>dall\u2019altra interpretare l\u2018esperienza di ogni singolo utente per capire di che cosa pu\u00f2 avere bisogno.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>\u00a0E\u2019 chiaro che in questo caso la capacit\u00e0 di apprendere di questi sistemi ha un senso ben diverso da quello che gli attribuisce l\u2019intelligenza artificiale mainstream: non diventare sempre pi\u00f9 intelligente per avvicinarsi sempre pi\u00f9 alla soluzione ottima, ma adeguare costantemente il proprio operato all\u2019evoluzione dell\u2019esperienza dei suoi utenti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Tali sistemi non possono che essere pensati partendo, nella loro progettazione, dall\u2019osservazione dei comportamenti dei loro utenti e dei loro stakeholder e ridisegnando la loro interazione con il digitale che le nuove tecnologie rendono possibile.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><em>In sintesi che cosa \u00e8 progettazione delle tecnologie people centred?<\/em><\/span><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><span><em>Sviluppare sistemi che contestualizzino, personalizzino, ascoltino, facciano tesoro delle esperienze di relazione con il cliente eterno o interno ad una organizzazione.<\/em><\/span><\/li>\n<li><span><em>Sviluppare sistemi che integrano le conoscenze e potenziano le capacit\u00e0 degli uomini per affrontare compiti difficili o impossibili, non che gareggino ad essere pi\u00f9 intelligenti degli uomini. Il servizio di queste tecnologie non si limita al singolo ma si estende\u00a0 a comunit\u00e0 anche molto allargate che\u00a0 collaborano nelle loro attivit\u00e0 e nel continuo aggiornamento delle loro competenze e pratiche professionali.<\/em><\/span><\/li>\n<li><span><em>Sviluppare sistemi che riconoscono e valorizzano le differenze fra le persone e tra le loro esperienze e che creano condizioni di inclusione e di qualit\u00e0 della vita, tenendo conto dei diversi punti di partenza delle persone, dei\u00a0 gruppi, delle comunit\u00e0: non standardizzazione ma presa in carico della individualit\u00e0 di ciascuno.<\/em><\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Nuove organizzazioni<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Anche le organizzazioni si stanno innovando profondamente da tempo e ora, sotto la spinta del digitale, stanno virando verso nuovi modelli flessibili, sostenibili, antropocentrici.<\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><span><em>Strategie<\/em>. Nuovi business model basati su prodotti e servizi utili centrati sui singoli clienti o classi di clienti o progettati dai clienti stessi.<\/span><\/li>\n<li><span><em>Macro organizzazioni<\/em>. Reti organizzative planetarie; piattaforme industriali; piattaforme digitali; ecosistemi cognitivi, che valorizzino tutti i \u201cnodi\u201d di queste organizzazioni complesse (aziende, istituzioni, professioni).<\/span><\/li>\n<li><span><em>Funzionamento organizzativo<\/em>. Lean organization animate da organizzazioni organiche e unit\u00e0 organizzative flessibili, basate su sistemi di coordinamento e controllo non gerarchici e su potenti processi informativi e ideativi. In una parola Organizzazioni evolutive e flessibili come piccole societ\u00e0 sane e performanti.<\/span><\/li>\n<li><span><em>Impresa integrale<\/em>. Nuova cultura ed etica dell\u2019impresa, che porti a costituire imprese capaci di equilibrare efficacia, efficienza, sostenibilit\u00e0, qualit\u00e0 della vita.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Una nuova idea di lavoro dopo il taylorismo<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Una nuova idea di lavoro, ben diversa dal lavoro tayloristico dei gigajob o dei lavori super specialistici transitori, gi\u00e0 si concretizza in molti casi sia nel lavoro altamente qualificato (knowledge worker) che nel lavoro semplice, entrambi basati su conoscenza, responsabilit\u00e0 dei risultati e competenze tecniche e sociali. Sono lavori che suscitano impegno e passione. Lavori fatti di relazioni positive tra le persone e le macchine.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Lavori che includano anche il \u00abworkplace within\u00bb, ossia il posto di lavoro che \u00e8 dentro le persone: la loro formazione, le loro storie lavorative e personali, le loro aspirazioni e potenzialit\u00e0. Lavori con confini mobili con il tempo di vita, entrambi caratterizzati da una buona\/alta qualit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Le esperienze in corso<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Accanto a situazioni di disoccupazione tecnologica incontrollata e a fenomeni di degrado del lavoro, aumentano in Italia forme di impresa e di organizzazione innovative e di professionalizzazione del lavoro che ottengono risultati sorprendenti di innovazione strategica, produttivit\u00e0, qualit\u00e0 della vita di lavoro, sostenibilit\u00e0 ambientale.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Molte di queste esperienze sono condotte da grandi e medie imprese che hanno sviluppato un modello <em>di Italian Way of Doing Industry<\/em>, centrato su simbiosi con il mercato, internazionalizzazione, alto livello tecnologico, cura delle risorse umane, governance condivisa, come rilevato da Butera e De Michelis. E\u2019 il caso di imprese diventate grandissime come Ferrero, Luxottica, Zambon. E\u2019 il caso di imprese medio-grandi internazionali come Illy, Cantine Ferrari, Frau, Technogym, IMA, Cucinelli e altre. E\u2019 il caso anche di imprese medie come Bonfiglioli, Arduino, Loccioni che hanno sviluppato paradigmi industriali originalissimi. Le imprese eccellenti, di cui le poche citate sono solo alcune fra tantissime, sono portatrici di un modello di valenza internazionale ma poco noto: esse sono ancora poche e le loro esperienze non si trasferiscono alla grande massa di Piccole e Medie imprese di cui \u00e8 fatto in prevalenza il tessuto industriale italiano.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Molte esperienze hanno il carattere di programmi pubblico\/privato a dimensione territoriale. Per esempio il \u201cPatto per il Lavoro della Regione Emilia Romagna\u201d, che mette insieme tutti gli stakeholder del territorio concordando un obiettivo comune quantificato, quale la riduzione del tasso di disoccupazione dall\u201911 al 5%.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Un esempio ancora \u00e8 il \u201cProgramma Manifattura Milano\u201d, in cui azioni di politiche pubbliche e di innovazione culturale promosse dal Comune puntano a rendere possibile la reindustrializzazione della grande citt\u00e0 attraverso forme di impresa, lab, community innovative che adottano tecnologie digitali e valorizzano lavori artigiani e intellettuali vecchi e nuovi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Molte di queste esperienze spesso sono condotte con processi di partecipazione delle persone, delle istituzioni locali, delle scuole e talvolta del sindacato. Lo testimoniano le numerose ricerche recentemente pubblicate da Micelli, Granelli, Magone e Mazali, Segantini, Bartezzaghi, Pero, Ponzellini, Seghezzi, Secchi e Rossi, Beltrametti ed altri.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"4\">\n<li><span><strong>Alcune proposte: progettazione, politiche, movimento culturale<\/strong><\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>La progettazione<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Su questi argomenti, e secondo le linee qui accennate, abbiamo sviluppato alcune riflessioni e proposte per la discussione e per l\u2019azione.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><br \/> La radice di queste proposte\u00a0 \u00e8 che rimettere al centro il lavoro non pu\u00f2 essere una affermazione ideologica ma richiede una progettazione dei contenuti dei ruoli , dei mestieri, delle professioni e delle relative competenze fatta in modo integrato con le tecnologie e con l\u2019organizzazione e specifica ai diversi contesti. Questo a sua volta richiede una collaborazione fra imprese, istituzioni, pubbliche amministrazioni, scuole, sindacati, media.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>1<\/strong>. La prima proposta \u00e8 rilanciare il <strong>job design e re-design of the work itself, ossia la progettazione e riprogettazione dei lavori, <\/strong>nei loro contenuti, nel loro valore, nelle loro qualit\u00e0<strong>, <\/strong>delle loro identit\u00e0<strong>. <\/strong>Ci\u00f2 sia nei contesti ad alta tecnologia (i cos\u00ec detti nuovi lavori) sia in quelli tradizionali. Lavori che creino valore economico, sociale e culturale. Lavori \u201cibridi\u201d che si avvalgano delle capacit\u00e0 abilitanti delle tecnologie: dai robot collaborativi che sono di supporto ai \u201clavoratori aumentati\u201d al sistema di IA Watson che aiuta i medici a fare diagnosi e concentrarsi sulla cura del paziente. Lavori che suscitino impegno e passione. Lavori basati su conoscenza, responsabilit\u00e0 dei risultati, cura dei bisogni dei \u201cclienti\u201d esterni o interni, padronanza e controllo dei processi, cooperazione con le persone e con la tecnologia, competenze tecniche e sociali. Lavori con accettabili confini mobili con il tempo di vita, tali da garantire un\u2019alta qualit\u00e0 di entrambi. Lavori dipendenti e autonomi che abbiano simili protezioni giuridiche. Lavori che godano di una accettabile qualit\u00e0 della vita di lavoro.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Per ottenere ci\u00f2 occorre progettare <strong>ruoli, mestieri e professioni<\/strong>. L\u2019affermata centralit\u00e0 delle persone si ottiene offrendo alle persone ruoli basati su responsabilit\u00e0, controllo e competenze; ruoli aperti\/evolutivi come copioni che le persone interpretino e animino come ruoli agiti in base alle loro competenze, abilit\u00e0, impegno. Ruoli inclusi in mestieri e professioni \u201ca banda larga\u201d che rappresentino un \u201ccentro di gravit\u00e0\u201d entro il continuo mutamento. Ruoli e professioni entro un modello di organizzazione e di lavoro socializzato basato sul Cooperazione autoregolata, Condivisione delle conoscenza, Comunicazione estesa, Comunit\u00e0 professionale performante, lavoro e organizzazioni ben diverse da quelle del taylor-fordismo: il modello 4C. Progettare i lavori vuol dire configurare, nella concretezza e variet\u00e0 dei processi produttivi e nella realt\u00e0 della vita delle persone, <strong>idee di lavoro<\/strong> valide, solide, decenti che siano componenti di un modello di servizio\/prodotto e di un modello di societ\u00e0, che offrano dignit\u00e0, identit\u00e0 e cittadinanza, come per esempio lo furono i lavori artigiani nel rinascimento, le professioni nell\u2019800, lo stesso lavoro di fabbrica del \u2018900.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Si propone in sintesi di accelerare un percorso di valorizzazione strutturale del lavoro umano, gi\u00e0 in atto nei contesti pi\u00f9 virtuosi, puntando a una &#8220;<strong>professionalizzazione di tutti<\/strong>&#8221; e non solo di una \u00e9lite. Professionalizzazione vuol dire non solo l\u2019aumento di complessit\u00e0 e di valore dei ruoli e delle professioni e delle relative competenze ad ogni livello di qualificazione (da precisare e sviluppare nel caso di un progettista di tecnologie e da riprogettare radicalmente e arricchire nei casi di un operaio alla catena di montaggio e in un addetto alle casse di un supermercato, che verranno solo minimamente sostituiti dalle macchine) ma anche il rafforzamento della dignit\u00e0, riconoscibilit\u00e0 sociale e ruolo sociale di ogni lavoratore in ogni forma di rapporto di lavoro, sia di quello autonomo che di quello con un rapporto di lavoro \u201csubordinato\u201d.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Come scrive Giovanni Mari, quindi si punta ad una <\/span><span>libert\u00e0 nel lavoro<\/span><span> e non alla l<\/span><span>ibert\u00e0 dal lavoro<\/span><span>. La <strong>professionalizzazione di tutti<\/strong> contiene la possibilit\u00e0 di acquisire una <em>libert\u00e0 nel lavoro<\/em>, che per le persone consiste nel disporre di competenze e capacit\u00e0 di controllo sui processi di lavoro (locus of control) e sia nel padroneggiare la comprensione dello \u201cscopo\u201d del lavoro ottenuto dalla opera propria, di altre persone, delle tecnologie.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>La regolazione giuridica e contrattuale del lavoro \u00e8 ovviamente molto importante perch\u00e9 attiene ai diritti e alla equit\u00e0 ma essa genera occupazione solo a fronte della quella valorizzazione del \u201clavoro in s\u00e9\u201d, qualificato e non, subordinato e non che proponiamo.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Occorre d\u2019altra parte condurre il processo di progettazione del lavoro al di fuori delle gabbie prescrittive e concettuali ottocentesche delle mansioni, delle posizioni, dei livelli, delle declaratorie che non descrivono il lavoro ma ne definiscono solo le condizioni per la remunerazione e la protezione di diritti.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>La formazione iniziale e continua delle competenze hard e soft \u00e8 importante come attributo di diverse idee di lavoro. Ma in assenza di idee progettuali di lavori nuovi e antichi, la scorciatoia oggi \u00e8 di puntare solo su una delle componenti, dei requisiti del lavoro: le singole competenze. Il lavoro del futuro non potr\u00e0 essere una incognita gestita solo attraverso l\u2019accumulo di competenze molecolari che non si agglutinano mai in una idea di lavoro.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>2<\/strong>. La seconda proposta \u00e8 valorizzare e supportare la progettazione dell\u2019impresa e dell\u2019organizzazione, il<strong> business and organization design<\/strong>. Le grandi imprese che sono andate pi\u00f9 avanti nella <em>digital transformation<\/em> hanno sviluppato organizzazioni innovative avvalendosi di tutta l\u2019esperienza di lean management centrate sui processi ma anche rendendole agili, aperte, parzialmente <em>self-managed<\/em>. Le piattaforme informatiche che hanno sostenuto la nascita e lo sviluppo dei giganti del web contengono nuove forme potenti e inquietanti di business model, di impresa e di organizzazione con cui bisogna fare i conti. Le imprese dell\u2019Italian Way of Doing Industry, fra cui quelle citate, hanno sviluppato modelli di impresa e organizzazione originali rispetto a quelli nordamericani. Le imprese hanno avuto maggiori opportunit\u00e0 di crescere quando i loro business model si sono basati su prodotti e servizi centrati sui singoli clienti o specifiche classi di clienti, crescendo insieme ai loro mercati, andando oltre all\u2019economia di scala. Abbandonando la centralizzazione e verticalizzazione dei tradizionali \u201ccastelli\u201d organizzativi, le nuove reti d\u2019impresa e le imprese rete hanno fatto diventare grandi le piccole e medie imprese aggregandole entro catene del valore e processi planetari per mezzo di sistemi di connessioni tecnologiche, economiche, culturali. Gli \u201cecosistemi sociali dell\u2019innovazione\u201d sono stati spesso nuovi modelli di relazioni sociali e professionali che generano innovazione, come nel caso irraggiungibile della Silicon Valley e in quelli invece raggiungibili dei nuovi distretti allargati italiani, dell\u2019area di Agrate, della Motor Valley Emiliana. Le microstrutture delle aziende che hanno avuto successo hanno abbandonato i reparti e gli uffici divisi tradizionalmente in base al controllo gerarchico esercitabile e ne hanno creato di nuovi basati su processi formalizzati, supportati da tecnologie ICT, ben controllati e continuamente migliorati affidati a team e comunit\u00e0 di pratica caratterizzati da modelli 4C (cooperazione autoregolata, condivisione di conoscenze, comunicazione planetaria, comunit\u00e0). Queste forme organizzative non sono pi\u00f9 burocrazie industriali ma forme organizzate e flessibili di nuova concezione composte da strati organizzativi coesistenti, di cui quelli formali (organigrammi, mansionari, procedure) sono solo lo \u201czoccolo duro\u201d che sostiene altri strati basati su regolazione sociale (team dinamici, sistema professionale, knowledge management, comunit\u00e0 di pratica, cultura organizzativa, modelli di leadership, etc.).\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Nelle singole aziende questi modelli funzionano ma essi non hanno la robustezza e riproducibilit\u00e0 che nel passato aveva avuto l\u2019organizzazione <em>taylor-fordista<\/em>: la fabbrica di Ford, il <em>lean management<\/em> di Toyota sono stati riprodotti in tutto il mondo. Spesso l\u2019organizzazione oggi \u00e8 invece solo un\u2019area specifica applicabile solo per una specifica organizzazione oppure il terreno delle parole alla moda (per es agile o self management).\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Fondamentale \u00e8 la nuova frontiera dei valori e dei parametri che guidano la progettazione: non basta aggiungere la responsabilit\u00e0 sociale dell\u2019impresa ad un percorso dominato da logiche puramente finanziarie ed economiche. Occorre ed \u00e8 possibile invece sviluppare \u201dl\u2019impresa integrale\u201d che persegue insieme economicit\u00e0, sostenibilit\u00e0, socialit\u00e0: questo modello non \u00e8 solo quello del caso antico della Olivetti di Adriano Olivetti, ma oggi ancora in Italia \u00e8 il caso di Zambon, Illy, Loccioni, HFarm, Cucinelli e un gran numero di altre.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Nuovi modelli di impresa e nuova scienza organizzativa, per virt\u00f9 delle imprese dell\u2019Italian Way, abbandonano cos\u00ec Max Weber e Ford. Nuovi metodi e percorsi stanno emergendo dovranno poter essere adottati da tutti, come \u00e8 avvenuto per il <em>taylor-fordismo<\/em> e per la <em>lean production<\/em>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>3<\/strong>. La terza proposta \u00e8 sviluppare e diffondere metodologie di <strong>progettazione socio tecnica<\/strong> che sappiano coniugare, nelle condizioni oggi possibili, innovazione tecnologica e organizzativa e sviluppo delle persone, non solo per massimizzare il PIL ma anche il Bes (Benessere equo e sostenibile) (Giovannini, cit).\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>4. La quarta proposta \u00e8 di rilanciare la <strong>formazione manageriale<\/strong> dei manager privati e pubblici, dei dirigenti sindacali, e degli imprenditori. Occorre rilanciare una <em>nuova <\/em><strong>scienza del management e della governance<\/strong> dell\u2019impresa , delle Pubblica Amministrazione, delle organizzazioni no profit in un percorso di collaborazione fra istituzioni scolastiche (universit\u00e0 e scuole superiori) e imprese, , con teoria e metodi formativi diversi da quelli tradizionali . Il ruolo degli imprenditori e del management in questo percorso \u00e8 cruciale: architettare, promuovere, sostenere l\u2019innovazione; perseguire in modo congiunto obiettivi economici di medio e lungo periodo, obiettivi di sostenibilit\u00e0 ambientale e sociale, obiettivi di supporto alla qualit\u00e0 della vita di lavoro, proteggere l\u2019impresa dalle diseconomie e dalle minacce esterne; attivare e mantenere percorsi di dialogo con tutti gli stakeholder tutto ci\u00f2 richiede lo sviluppo di un \u201cmanagement ambidestro\u201d, capace cio\u00e8 insieme di gestione quotidiana accurata e di innovazione prospettica. Nuove forme di governance sostanziale dell\u2019impresa, soprattutto quella di minori dimensioni, che attragga risorse professionali e finanziarie per lo sviluppo dell\u2019impresa che colga la quarta rivoluzione industriale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>5. <\/strong>La quinta proposta \u00e8 attivare cantieri di <strong>partecipazione progettuale<\/strong>. E\u2019 l\u2019imprenditore, il manager, il dirigente pubblico che deve assumersi il rischio di, indicare la direzione, avere l\u2019ultima parola. Ma la nuova situazione \u00e8 che nessuno sa tutto quello che \u00e8 necessario per affrontare questo enorme impegno progettuale che richiede in misura uguale scienza e applicazione, scienza e arte, creativit\u00e0 e rigore. <em>None of us is smart as all of us<\/em>. La progettazione non si esaurisce nelle progettazione integrata delle dimensioni fondative dei \u201ctre pilastri\u201d ma la vera partita sar\u00e0 la realizzazione e la innovazione continua, una battaglia quotidiana nei processi realizzativi, nel controllo delle varianze e dei dettagli del diavolo che accompagnano l\u2019innovazione: progettare un futuro che \u00e8 gi\u00e0 qui, un futuro accorciato. Quindi \u00e8 necessario mobilitare tutte le conoscenze e competenze di scienziati, di lavoratori qualificati e meno qualificati, di consumatori in questo corale processo continuo. Quindi non solo gli scienziati e i tecnici sono partner naturale dell\u2019innovazione ma anche i lavoratori ordinari, i consumatori, i cittadini: lo dimostra il successo del modello del miglioramento continuo della Toyota o lo sviluppo dei <em>prosumer<\/em> di Tripadvisor.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>La partecipazione delle persone nel vivo dei processi di innovazione \u00e8 d\u2019altra parte il pi\u00f9 potente sistema di apprendimento e di crescita professionale e civile e prepara le persone ad affrontare i continui cambiamenti. Il cambiamento continuo richiede la valorizzazione delle esperienze e dei punti di vista di chi fa quotidianamente l\u2019esperienza della produzione e del consumo.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>La partecipazione progettuale che coinvolge le persone \u00e8 necessaria ma non sufficiente: deve coinvolgere anche le istituzioni e i sindacati, senza ledere le prerogative della propriet\u00e0 e del management. In primo luogo gli Enti di Governo centrale e locale, che possono e devono promuovere potenti strumenti di facilitazione e sostegno dell\u2019innovazione. Il programma Industria 4.0 o il Patto per il Lavoro della Regione Emilia Romagna, il Programma Manifatture Milano citati non sono solo politiche che hanno reso disponibili risorse, ma hanno costituito ecosistemi cognitivi e \u201cmacro frame\u201d progettuali che stanno cambiando il modo di pensare all\u2019innovazione.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>In secondo luogo le istituzioni formative. Le universit\u00e0 e le scuole della quarta rivoluzione industriale progettano insieme alle imprese e alle amministrazioni non solo i curricula e le aule ma anche i <em>new<\/em> <em>job<\/em> e i new <em>skill<\/em>: \u00e8 il caso delle <em>Fachhochschule<\/em> tedesche che hanno 880.000 allievi (contro i 9.000 italiani dell\u2019ITS).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Inoltre i sindacati italiani nel passato non sono entrati nella fase della progettazione dell\u2019organizzazione del lavoro come era avvenuto nei modelli di <em>Industrial Democracy<\/em> scandinava o di <em>Mitbestimmung<\/em> tedesca. Oggi la tendenza \u00e8 quella di trovare forme per distinguere progettazione e contrattazione e di contribuire alla prima nell\u2019interesse di lungo periodo degli occupati e degli occupabili. Il sindacato pu\u00f2 essere un soggetto di innovazione se si prende carico di rappresentare i bisogni dei lavoratori di oggi e di domani, dei senior e di giovani, dei \u201csuperqualificati\u201d e dei \u201csenza mestiere\u201d. Se i nuovi sistemi dovranno essere antropocentrici come molti dicono, quale modello di umano, quali bisogni, quale qualit\u00e0 dei contributi, quale qualit\u00e0 di lavoro e di vita, dovranno essere al centro di una progettazione che deve costruire qualcosa che ancora non c\u2019\u00e8? Sar\u00e0 questa la missione del sindacato?\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><em>Nuovi paradigmi di lavoro e di organizzazione, nuova sociotecnica, procedure di partecipazione sono i cardini di nuove modalit\u00e0 con cui gli stakeholder della Quarta Rivoluzione Industriale prenderanno parte a progettare le imprese, le pubbliche amministrazioni, le citt\u00e0, i territori, le piattaforme<\/em><strong>.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Le politiche<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Un ruolo centrale rimane allo Stato e ai corpi intermedi nello sviluppare le politiche che favoriscano quanto abbiamo illustrato.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Innanzitutto le <strong>politiche industriali<\/strong> come quella iniziata nel programma Industria 4.0 che si \u00e8 concentrata a far partire gli investimenti tecnologici: ora si tratta di sostenere l\u2019innovazione nella progettazione dell\u2019organizzazione e del lavoro, soprattutto nelle Piccole Medie Imprese. Il sostegno agli esperimenti di innovazione organizzativa e professionale ha precedenti importanti in Giappone (con un ruolo centrale del <em>Juse<\/em>, nello studio e nella diffusione di quello che gli americani chiameranno <em>lean management<\/em>), in Germania (con il programma <em>Humanisierung der Arbeit<\/em> che mobilit\u00f2 l\u2019accademia e la consulenza a supporto di progetti di cambiamento organizzativo e professionale concordati fa imprese e sindacati).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Fondamentali le politiche di <strong>gestione della transizione<\/strong>: le persone che perderanno il lavoro non saranno per lo pi\u00f9 quelle preparate per i nuovi lavori che nasceranno. Sapienti politiche di formazione, ricollocazione, difesa del reddito saranno necessarie. E soprattutto dovranno essere rapidamente implementate.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Altre linee di <strong>politiche<\/strong> <strong>pubbliche<\/strong> andranno attivate fra cui: potenziamento della ricerca scientifica e tecnologica; investimenti tecnologici infrastrutturali; politiche fiscali in materia digitale (per es web, digital tax); interventi selettivi sull\u2019orario di lavoro; forte potenziamento di investimenti nella istruzione e formazione tecnica; defiscalizzazione del lavoro giovanile e altro.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Esistono proposte di <strong>politiche societarie<\/strong> che dovrebbero ridefinire il modello di societ\u00e0 e di produzione. Le correnti che propugnano l\u2019economia circolare prevedono <\/span><span>l&#8217;estensione della vita dei prodotti, la produzione di beni di lunga durata, le attivit\u00e0 di ricondizionamento e la riduzione della produzione di rifiuti, l&#8217;importanza di vendere servizi piuttosto che prodotti. &#8220;<\/span><span>Per esempio la proposta di Domenico De Masi di ridurre l\u2019orario di lavoro ed elevare la produttivit\u00e0 con un uso estensivo dell\u2019automazione, sviluppando il lavoro e l\u2019ozio creativo e offrendo a tutti un reddito universale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Ma queste politiche stanno alla organizzazione e al lavoro di produzione di beni e servizi &#8211; la primaria generatrice di valore e di lavoro- come il calore del sole sta al germogliare dei semi piantati nel terreno o il calore della chioccia o dell\u2019incubatore stanno allo schiudersi dell\u2019uovo: se la biologia del seme o la fecondazione dell\u2019uovo non sono adeguati, non nascer\u00e0 la pianta e non nascer\u00e0 il pulcino o nasceranno deformi. Si ribadisce vigorosamente, nella prospettiva di questo nostro documento, la centralit\u00e0 della progettazione dell\u2019organizzazione e del lavoro nella produttivit\u00e0 e nella qualit\u00e0 della vita di lavoro.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Un movimento culturale\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Tutto quello che abbiamo evocato \u00e8 di tale magnitudo da sporgere largamente su quello che i singoli soggetti e lo Stato possono fare. Occorre che si sviluppi ora un vero e proprio movimento culturale che faccia della valorizzazione del lavoro, della innovazione di tecnologia, organizzazione e lavoro integrata che abbia al centro l\u2019uomo di cui abbiamo finora parlato, un terreno condiviso di riflessione, sperimentazione, esperienza aperto al confronto con le idee che nascono ovunque nel mondo. E soprattutto che affermi il primato dell\u2019esserci riusciti su quello di averlo enunciato o di averlo tentato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>La proposta di rimettere davvero al centro il lavoro come fonte di sicurezza, dignit\u00e0, democrazia viene da tante parti. La voce pi\u00f9 forte che colloca il tema della promozione del lavoro entro il quadro di una evoluzione del sistema economico e della protezione dell\u2019ecosistema fisico e sociale viene da Papa Francesco nella sua enciclica Laudato s\u00ec e recentemente ribadito in una icastica intervista .\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Il dibattito e le azioni sulla quarta rivoluzione industriale aprono temi e scelte che riguardano l\u2019orientamento culturale e politico di tutti e si intrecciano con altri grandi temi, interessi, posizioni, culture. L\u2019orientamento progettuale che abbiamo proposto non evita queste grandi questioni ma le inquadra entro percorsi dove prevalgono i dati, i fatti, i progetti, i risultati e la partecipazione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Un movimento culturale che si prenda in carico seriamente il tema della comunicazione: tv, cinema, social media, giornali, pubblicazioni devono essere in grado di diffondere concetti, informazioni, casi a un largo pubblico e ai giovani. Oggi non lo fanno.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Progettare cosa, con quale fine? Nel processo di progettazione, oltre alle opzioni sulle alternative del prodotto o servizio specifico, del progetto specifico, sono contenute spesso le grandi opzioni sul modello di economia e societ\u00e0, dal modello di crescita indefinita a quello dell\u2019economia circolare. \u00abAllargare la torta\u00bb come abbiamo detto, richiede opzioni rispetto alle tipologie di bisogni: soddisfare bisogni superflui dettati dal consumismo oppure piuttosto sforzarsi di offrire prodotti e servizi per soddisfare bisogni assoluti o evolutivi della maggior parte degli abitanti del pianeta?\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Il tema della diseguaglianza \u00e8 cruciale, ora che l\u2019egemonia della finanza sull\u2019economia si sta accentuando.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Le opzioni culturali e etiche pesano: progettare tecnologia, organizzazione, lavoro in una visione e finalit\u00e0 \u201cTrumpiana\u201d non \u00e8 lo stesso che farlo in una visione e finalit\u00e0, per esempio \u201cFrancescana\u201d (in riferimento alla enciclica \u201cLaudato s\u00ec\u201d di Papa Francesco).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Le problematiche di sostenibilit\u00e0 ambientale richiedono di definire e negoziare parametri di sostenibilit\u00e0, che sono sia materia di analisi scientifica e sia di controversie politico-ideologiche. Un nuovo rapporto uomo-ambiente, in cui lo sviluppo socioeconomico \u2013 cos\u00ec come definito dai Sustainable Development Goals approvati all\u2019unanimit\u00e0 dall\u2019assemblea generale dell\u2019ONU \u2013 avvenga all\u2019interno dei Planetary Boundaries, ossia quei limiti fisici ed ecosistemici che non devono essere valicati affinch\u00e9 questo sviluppo possa avere luogo (quali, giusto per citare quelli purtroppo gi\u00e0 oltrepassati: il cambiamento climatico, la perdita di biodiversit\u00e0, la modifica del ciclo biogeochimico dell\u2019azoto e del fosforo e i cambiamenti nell\u2019uso del suolo).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Altri parametri di progettazione riguardano la qualit\u00e0 della vita dei lavoratori e dei cittadini. Diverse, e non riconducibili le une alle altre, sono le dimensioni dell\u2019integrit\u00e0 della vita: integrit\u00e0 della vita fisica (infortuni, nocivit\u00e0, ergonomia fisica, salute); integrit\u00e0 cognitiva (abilitazione a portare sul lavoratore il <em>locus of control<\/em>, stress and <em>strain<\/em>; integrit\u00e0 professionale (dignit\u00e0 e rispetto; responsabilit\u00e0 e visibilit\u00e0 sui risultati; retribuzione; sviluppo, formazione continua); integrit\u00e0 della vita sociale (work life balance); integrit\u00e0 del s\u00e9 (identit\u00e0 personale e professionale, idea del futuro). Il lavoro diventa cos\u00ec generatore non solo di soddisfazioni di bisogni legittimi ma fonte di costruzione di persone integrali, di autocoscienza, di socialit\u00e0 e di riconoscimento sociale.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Il motore della\u00a0 valorizzazione del\u00a0 lavoro: un nuovo paradigma di Impresa 4.0 ? \u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Le azioni che abbiamo indicato in sintesi si orientano verso caratteristiche dell\u2019Impresa 4.0 che si allontanano molto dai paradigmi tradizionali che in particolare tendono a\u00a0<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span>sviluppare organizzazioni e forme di lavoro di nuova generazione insieme alle tecnologie digitali<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span>promuovere la professionalizzazione di tutti, con forme di lavoro a pi\u00f9 alto livello di creativit\u00e0, di produttivit\u00e0, di valore per il cliente e con migliore qualit\u00e0 della vita di lavoro<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span>generare imprese integrali che ottimizzano insieme economicit\u00e0 e sostenibilit\u00e0 ambientale e sociale<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span>ristrutturare radicalmente i sistemi per la formazione continua, il retraining e i servizi per l\u2019impiego<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span>reinventare la scuola tecnica nel che cosa e nel come<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span>promuovere la formazione continua per tutti sulle competenze digitali e per imparare a imparare e a cambiare<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span>e soprattutto imparare ad \u201callargare la torta\u201d, creando nuovi mercati e nuovi prodotti\/servizi per i bisogni assoluti e per quelli di qualit\u00e0<\/span><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 possibile e necessario valorizzare il lavoro e le\u00a0 persone nella Quarta Rivoluzione Industriale in alleanza con le nuove tecnologie, trasformando i potenziali rischi della digitalizzazione in sfide e opportunit\u00e0 progettuali. La Quarta Rivoluzione Industriale non \u00e8 solo tecnologia, ma anche organizzazione e lavoro di nuova concezione. Non bisogna limitarsi a temere gli effetti sociali [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":3341,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-3342","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-newsletter"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Valorizzare il lavoro nella Quarta Rivoluzione Industriale - Nuovi Lavori<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/valorizzare-il-lavoro-nella-quarta-rivoluzione-industriale\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Valorizzare il lavoro nella Quarta Rivoluzione Industriale - Nuovi Lavori\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"E\u2019 possibile e necessario valorizzare il lavoro e le\u00a0 persone nella Quarta Rivoluzione Industriale in alleanza con le nuove tecnologie, trasformando i potenziali rischi della digitalizzazione in sfide e opportunit\u00e0 progettuali. La Quarta Rivoluzione Industriale non \u00e8 solo tecnologia, ma anche organizzazione e lavoro di nuova concezione. Non bisogna limitarsi a temere gli effetti sociali [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/valorizzare-il-lavoro-nella-quarta-rivoluzione-industriale\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Nuovi Lavori\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2019-05-07T09:57:59+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/images_4rivoluzione.png\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"225\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"225\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/png\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Lia\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Lia\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"36 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/valorizzare-il-lavoro-nella-quarta-rivoluzione-industriale\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/valorizzare-il-lavoro-nella-quarta-rivoluzione-industriale\/\"},\"author\":{\"name\":\"Lia\",\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#\/schema\/person\/381e9894ea394d41738d8d55e63fc0da\"},\"headline\":\"Valorizzare il lavoro nella Quarta Rivoluzione Industriale\",\"datePublished\":\"2019-05-07T09:57:59+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/valorizzare-il-lavoro-nella-quarta-rivoluzione-industriale\/\"},\"wordCount\":7196,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/valorizzare-il-lavoro-nella-quarta-rivoluzione-industriale\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/images_4rivoluzione.png\",\"articleSection\":[\"Newsletter\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/valorizzare-il-lavoro-nella-quarta-rivoluzione-industriale\/#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/valorizzare-il-lavoro-nella-quarta-rivoluzione-industriale\/\",\"url\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/valorizzare-il-lavoro-nella-quarta-rivoluzione-industriale\/\",\"name\":\"Valorizzare il lavoro nella Quarta Rivoluzione Industriale - Nuovi Lavori\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/valorizzare-il-lavoro-nella-quarta-rivoluzione-industriale\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/valorizzare-il-lavoro-nella-quarta-rivoluzione-industriale\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/images_4rivoluzione.png\",\"datePublished\":\"2019-05-07T09:57:59+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/valorizzare-il-lavoro-nella-quarta-rivoluzione-industriale\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/valorizzare-il-lavoro-nella-quarta-rivoluzione-industriale\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/valorizzare-il-lavoro-nella-quarta-rivoluzione-industriale\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/images_4rivoluzione.png\",\"contentUrl\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/images_4rivoluzione.png\",\"width\":225,\"height\":225},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/valorizzare-il-lavoro-nella-quarta-rivoluzione-industriale\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Newsletter\",\"item\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/category\/newsletter\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":3,\"name\":\"Valorizzare il lavoro nella Quarta Rivoluzione Industriale\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/\",\"name\":\"Nuovi Lavori\",\"description\":\"\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#organization\",\"name\":\"Nuovi Lavori\",\"url\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#\/schema\/logo\/image\/\",\"url\":\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/images_logonl.jpg\",\"contentUrl\":\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/images_logonl.jpg\",\"width\":400,\"height\":327,\"caption\":\"Nuovi Lavori\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#\/schema\/logo\/image\/\"},\"sameAs\":[\"https:\/\/www.youtube.com\/user\/newsletteranl\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#\/schema\/person\/381e9894ea394d41738d8d55e63fc0da\",\"name\":\"Lia\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1c1ab5e88d6553d3bd7303b8f064565e43a5f4bcf8fa0acc18820db78be45882?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1c1ab5e88d6553d3bd7303b8f064565e43a5f4bcf8fa0acc18820db78be45882?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1c1ab5e88d6553d3bd7303b8f064565e43a5f4bcf8fa0acc18820db78be45882?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Lia\"},\"url\":\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/author\/lia\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Valorizzare il lavoro nella Quarta Rivoluzione Industriale - Nuovi Lavori","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/valorizzare-il-lavoro-nella-quarta-rivoluzione-industriale\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Valorizzare il lavoro nella Quarta Rivoluzione Industriale - Nuovi Lavori","og_description":"E\u2019 possibile e necessario valorizzare il lavoro e le\u00a0 persone nella Quarta Rivoluzione Industriale in alleanza con le nuove tecnologie, trasformando i potenziali rischi della digitalizzazione in sfide e opportunit\u00e0 progettuali. La Quarta Rivoluzione Industriale non \u00e8 solo tecnologia, ma anche organizzazione e lavoro di nuova concezione. Non bisogna limitarsi a temere gli effetti sociali [&hellip;]","og_url":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/valorizzare-il-lavoro-nella-quarta-rivoluzione-industriale\/","og_site_name":"Nuovi Lavori","article_published_time":"2019-05-07T09:57:59+00:00","og_image":[{"width":225,"height":225,"url":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/images_4rivoluzione.png","type":"image\/png"}],"author":"Lia","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"Lia","Tempo di lettura stimato":"36 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/valorizzare-il-lavoro-nella-quarta-rivoluzione-industriale\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/valorizzare-il-lavoro-nella-quarta-rivoluzione-industriale\/"},"author":{"name":"Lia","@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#\/schema\/person\/381e9894ea394d41738d8d55e63fc0da"},"headline":"Valorizzare il lavoro nella Quarta Rivoluzione Industriale","datePublished":"2019-05-07T09:57:59+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/valorizzare-il-lavoro-nella-quarta-rivoluzione-industriale\/"},"wordCount":7196,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/valorizzare-il-lavoro-nella-quarta-rivoluzione-industriale\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/images_4rivoluzione.png","articleSection":["Newsletter"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/valorizzare-il-lavoro-nella-quarta-rivoluzione-industriale\/#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/valorizzare-il-lavoro-nella-quarta-rivoluzione-industriale\/","url":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/valorizzare-il-lavoro-nella-quarta-rivoluzione-industriale\/","name":"Valorizzare il lavoro nella Quarta Rivoluzione Industriale - Nuovi Lavori","isPartOf":{"@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/valorizzare-il-lavoro-nella-quarta-rivoluzione-industriale\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/valorizzare-il-lavoro-nella-quarta-rivoluzione-industriale\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/images_4rivoluzione.png","datePublished":"2019-05-07T09:57:59+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/valorizzare-il-lavoro-nella-quarta-rivoluzione-industriale\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/valorizzare-il-lavoro-nella-quarta-rivoluzione-industriale\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/valorizzare-il-lavoro-nella-quarta-rivoluzione-industriale\/#primaryimage","url":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/images_4rivoluzione.png","contentUrl":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/images_4rivoluzione.png","width":225,"height":225},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/valorizzare-il-lavoro-nella-quarta-rivoluzione-industriale\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Newsletter","item":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/category\/newsletter\/"},{"@type":"ListItem","position":3,"name":"Valorizzare il lavoro nella Quarta Rivoluzione Industriale"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#website","url":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/","name":"Nuovi Lavori","description":"","publisher":{"@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#organization","name":"Nuovi Lavori","url":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/images_logonl.jpg","contentUrl":"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/images_logonl.jpg","width":400,"height":327,"caption":"Nuovi Lavori"},"image":{"@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.youtube.com\/user\/newsletteranl"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/#\/schema\/person\/381e9894ea394d41738d8d55e63fc0da","name":"Lia","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1c1ab5e88d6553d3bd7303b8f064565e43a5f4bcf8fa0acc18820db78be45882?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1c1ab5e88d6553d3bd7303b8f064565e43a5f4bcf8fa0acc18820db78be45882?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1c1ab5e88d6553d3bd7303b8f064565e43a5f4bcf8fa0acc18820db78be45882?s=96&d=mm&r=g","caption":"Lia"},"url":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/author\/lia\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3342","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3342"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3342\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3341"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3342"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3342"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3342"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}