{"id":3598,"date":"2019-12-10T15:43:11","date_gmt":"2019-12-10T14:43:11","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/le-nuove-frontiere-dell-azione-sindacale\/"},"modified":"2019-12-10T15:43:11","modified_gmt":"2019-12-10T14:43:11","slug":"le-nuove-frontiere-dell-azione-sindacale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/le-nuove-frontiere-dell-azione-sindacale\/","title":{"rendered":"Le nuove frontiere dell&#8217;azione sindacale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Globalizzazione e progresso tecnologico imprimono mutamenti vasti e profondi al mercato del lavoro. Cambiamenti che ci pongono di fronte al bisogno di aggiornare le nostre lenti interpretative e i nostri strumenti di tutela. L\u2019occupazione \u00e8 cambiata nella struttura e nella qualit\u00e0. E presenta quattro grandi criticit\u00e0: innalzamento della precarizzazione e della disoccupazione giovanile; invecchiamento demografico; aumento dei divari tra Nord e Sud e polarizzazione delle competenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Le condizioni reali sono molto peggiori rispetto ai dati pre-crisi. Le ore lavorate sono sotto di quasi 600 milioni di unit\u00e0. E la composizione del lavoro presenta una fisionomia \u201ca clessidra\u201d: cresce la popolazione delle basse qualifiche e, contemporaneamente, anche la domanda insoddisfatta di competenze. Abbiamo 5 milioni di lavoratori poveri e 400 mila i posti vacanti di fascia alta.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Questo ci impone un doppio fronte: da un lato costruire nuove tutele e assicurare il pi\u00f9 ampio accesso alle nuove competenze abilitanti; dall\u2019altro cogliere le opportunit\u00e0 che ci provengono da relazioni industriali sempre pi\u00f9 partecipative, con interazioni contrattuali e bilaterali sfidanti, intense, sempre pi\u00f9 vicine alla persona.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Digitalizzazione, automazione, robotica, intelligenza artificiale, vanno accompagnate con potenti investimenti sul capitale umano per sostenere i diritti di cittadinanza al mercato del lavoro. Per questo occorre mettere occupabilit\u00e0 e aggiornamento professionale al centro della nostra strategia sociale e istituzionale. Dobbiamo costruire tutele portatili, reti pubbliche e sussidiarie che tutelino le transizioni, assicurare a tutti il diritto soggettivo alla formazione.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>\u00c8 la formazione la chiave di volta dell\u2019odierno ecosistema-lavoro. L\u2019apprendimento deve esprimersi come filiera, come rete integrata che unisca i percorsi rivolti ai giovanissimi e quelli dedicati agli adulti, passando per l\u2019alternanza, l\u2019apprendistato, l\u2019aggiornamento continuo sul lavoro. Un <em>network<\/em> complesso e connesso, formato da soggetti diversi, pubblici e privati, istituzionali e bilaterali, che devono collaborare secondo una logica proattiva e organica.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Un sistema che deve essere sostenuto da politiche attive efficaci, leve di superammortamento per gli investimenti sulla formazione, sinergie sui territori tra imprese, universit\u00e0 e agenzie educative, Istituti Tecnici Superiori. E poi piani formativi finanziati dai Fondi Interprofessionali che incrociano anche la programmazione delle Regioni.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>C\u2019\u00e8 stato un tempo in cui l\u2019adozione di una nuova tecnologia imponeva a tutti un adeguamento indifferenziato. Oggi invece si richiedono evoluzioni articolate e \u201csu misura\u201d rispetto ai bisogni della singola comunit\u00e0 lavorativa. L\u2019esercizio contrattuale e l\u2019incontro bilaterale possono dare un contributo formidabile a questo scopo. Per questo abbiamo bisogno di estendere gli accordi decentrati, specialmente nelle piccole e medie imprese, specialmente nel Mezzogiorno, dove il tessuto produttivo \u00e8 pi\u00f9 frammentato.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Una soluzione va cercata nella dimensione territoriale dell\u2019esercizio contrattuale e bilaterale. Ma lo sforzo deve arrivare anche da adeguate politiche fiscali, con la totale defiscalizzazione dei frutti economici e di welfare generati dalla negoziazione decentrata.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Lo scambio di prossimit\u00e0 va sostenuto, e non scoraggiato con interventi normativi che entrano a gamba tesa in materie contrattuali. L\u2019adattivit\u00e0 della contrattazione decentrata, e l\u2019esigenza di flessibilit\u00e0 che invoca il Paese, si coniugano molto male con misure rigide e precettive. Penso al \u201cDecreto Dignit\u00e0\u201d, di cui chiediamo la modifica con un forte affidamento alla contrattazione decentrata sulle causali per i tempi determinati. E penso alla bandiera sbagliata del salario orario minimo legale.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Nel nostro Paese c\u2019\u00e8 una questione salariale da affrontare con la massima seriet\u00e0, e senza slogan ideologici. Ma<\/span><span>per elevare le tutele non serve n\u00e9 un orario n\u00e9 un salario \u201cdi Stato\u201d: occorre invece una lotta senza quartiere al dumping negoziale, ai contratti pirata e alle Rappresentanze di comodo.<\/span><span>\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Bisogna includere milioni di persone nel recinto dei buoni contratti, garantendo salari dignitosi e molte altre tutele che solo quegli accordi possono dare.<\/span><span>Se c\u2019\u00e8 un percorso da costruire, deve portare a individuare in ogni settore un contratto <em>leader<\/em> a cui dare valore <em>erga omnes<\/em>.<\/span><span>\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Va stabilito quali siano i soggetti sociali maggiormente rappresentativi, agevolando l\u2019attuazione delle intese pattizie che abbiamo siglato in questi anni sulla misurazione e la certificazione della rappresentanza, che deve coinvolgere anche le organizzazioni datoriali.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Serve uno sforzo comune per definire i perimetri della contrattazione. Deve esserci coerenza tra contratto applicato e attivit\u00e0 effettivamente svolta dalla impresa. I <em>working poors <\/em>infatti sono stretti da una morsa fatta anche da forme apparentemente legali: sono spesso inquadrati in maniera incoerente rispetto alle mansioni, o incastrati nelle finte partite Iva o nel part-time involontario.<\/span><span>\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Il problema di questi lavoratori non \u00e8 la paga oraria, ma i controlli che non si fanno, i contratti che non si applicano, gli orari che non vengono rispettati. E poi c\u2019\u00e8 la madre di tutte le battaglie: quella di un alleggerimento fiscale che rilanci i salari medi e popolari, incidendo s\u00ec sul cuneo fiscale, ma anche rimodulando le prime aliquote dell\u2019Irpef.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Su questi temi, ci aspettiamo un\u2019apertura al confronto tra Governo e parti sociali per una governance che tenga insieme crescita e sviluppo, investimenti e occupazione, salari e produttivit\u00e0, che metta al centro la persona, i suoi bisogni, la sua capacit\u00e0 di partecipare, attraverso il lavoro, al processo di rilancio economico, sociale e produttivo del nostro Paese.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>*Segretario generale aggiunto CISL<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Globalizzazione e progresso tecnologico imprimono mutamenti vasti e profondi al mercato del lavoro. 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